Nuova Riveduta:

Salmi 26

Preghiera del giusto nella persecuzione
1 Di Davide.
Fammi giustizia, o SIGNORE, perché io cammino nell'integrità e confido nel SIGNORE senza vacillare.
2 Scrutami, o SIGNORE, e mettimi alla prova; purifica le mie reni e il mio cuore.
3 Poiché ho davanti agli occhi la tua benevolenza e cammino nella tua verità.
4 Io non siedo in compagnia di uomini bugiardi, non vado con gente ipocrita.
5 Detesto l'assemblea dei malvagi, non vado a sedermi tra gli empi.
6 Lavo le mie mani nell'innocenza e così faccio il giro del tuo altare, o SIGNORE,
7 per far risuonare voci di lode, per raccontare tutte le tue meraviglie.
8 O SIGNORE, io amo trattenermi nella tua casa, nel luogo dove risiede la tua gloria.
9 Non mettermi in un fascio con i peccatori, non associarmi agli uomini sanguinari,
10 nelle cui mani è scelleratezza e la cui destra è colma di regali corruttori.
11 Quanto a me, io cammino nella mia integrità; liberami, abbi pietà di me.
12 Il mio piede sta fermo in luogo piano. Nelle assemblee io benedirò il SIGNORE.

C.E.I.:

Salmi 26

1 Di Davide.
Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
2 Quando mi assalgono i malvagi
per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.
3 Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.
4 Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.
5 Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
mi solleva sulla rupe.
6 E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici d'esultanza,
inni di gioia canterò al Signore.
7 Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
8 Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»;
il tuo volto, Signore, io cerco.
9 Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
10 Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
ma il Signore mi ha raccolto.
11 Mostrami, Signore, la tua via,
guidami sul retto cammino,
a causa dei miei nemici.
12 Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza.
13 Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
14 Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

Nuova Diodati:

Salmi 26

Protesta di integrità e richiesta di protezione
1 [Di Davide.] Fammi giustizia, o Eterno, perché io ho camminato nella mia integrità e ho confidato nell'Eterno senza vacillare. 2 Investigami, o Eterno, e mettimi alla prova; purifica col fuoco la mia mente e il mio cuore. 3 Poiché la tua benignità mi sta davanti agli occhi, e cammino nella tua verità. 4 Non mi siedo con uomini bugiardi e non vado con gli ipocriti. 5 Io odio l'adunanza dei malvagi e non mi associo con gli empi. 6 Io lavo le mie mani nell'innocenza e vado intorno al tuo altare, o Eterno, 7 per proclamare ad alta voce la tua lode e per raccontare tutte le tue meraviglie. 8 O Eterno, io amo la dimora della tua casa e il luogo dove risiede la tua gloria. 9 Non mettere l'anima mia assieme ai peccatori e non aggregarmi agli uomini di sangue, 10 perché nelle loro mani ci sono piani malvagi e la loro destra è colma di regali. 11 Ma io camminerò nella mia integrità; riscattami e abbi pietà di me. 12 Il mio piede sta fermo in luogo piano. Nelle assemblee io benedirò l'Eterno.

Riveduta 2020:

Salmi 26

1 Di Davide.
Fammi giustizia, o Eterno, perché io cammino nell'integrità
e confido nell'Eterno senza vacillare.
2 Scrutami o Eterno, e sperimentami;
prova le mie reni e il mio cuore.
3 Poiché ho davanti agli occhi la tua benevolenza
e cammino nella tua verità.
4 Io non siedo con uomini bugiardi,
e non vado con gente che simula.
5 Io odio l'assemblea dei malvagi,
e non mi siedo con gli empi.
6 Io lavo le mie mani nell'innocenza,
e così faccio il giro del tuo altare, o Eterno,
7 per far risuonare voci di lode,
e per raccontare tutte le tue meraviglie.
8 O Eterno, io amo il soggiorno della tua casa
e il luogo dove risiede la tua gloria.
9 Non mettere l'anima mia in un fascio con i peccatori,
né la mia vita con gli uomini di sangue,
10 nelle cui mani è scelleratezza,
e la cui destra è colma di regali.
11 Quanto a me, io cammino nella mia integrità;
liberami e abbi pietà di me.
12 Il mio piede sta fermo in luogo piano.
Io benedirò l'Eterno nelle assemblee.

Riveduta:

Salmi 26

1 Di Davide.
Fammi giustizia, o Eterno, perch'io cammino nella mia integrità,
e confido nell'Eterno senza vacillare.
2 Scrutami o Eterno, e sperimentami;
prova le mie reni ed il mio cuore.
3 Poiché ho davanti agli occhi la tua benignità
e cammino nella tua verità.
4 Io non mi seggo con uomini bugiardi,
e non vo con gente che simula.
5 Io odio l'assemblea de' malvagi,
e non mi seggo con gli empi.
6 Io lavo le mie mani nell'innocenza,
e così fo il giro del tuo altare, o Eterno,
7 per far risonare voci di lode,
e per raccontare tutte le tue maraviglie.
8 O Eterno, io amo il soggiorno della tua casa
e il luogo ove risiede la tua gloria.
9 Non metter l'anima mia in un fascio coi peccatori,
né la mia vita con gli uomini di sangue,
10 nelle cui mani è scelleratezza,
e la cui destra è colma di presenti.
11 Quant'è a me, io cammino nella mia integrità;
liberami, ed abbi pietà di me.
12 Il mio piè sta fermo in luogo piano.
Io benedirò l'Eterno nelle assemblee.

Ricciotti:

Salmi 26

Confidenza in Dio e trepidante preghiera
1 Salmo di David, prima ch'e' fosse unto [e consacrato re]. Il Signore è mia luce e mia salvezza: chi temerò io? Il Signore è il protettor della mia vita: di chi paventerò? 2 Quando mi si fan sopra gli scellerati per divorar le mie carni, i miei persecutori [e] nemici, son essi che vacillano e cadono. 3 Anche se [interi] accampamenti mi stesser di fronte, non temerebbe il mio cuore: se insorge contro di me la battaglia, ciò nondimeno confido. 4 Una cosa ho chiesto al Signore, questa io cerco; d'abitare nella casa del Signore tutti i giorni di mia vita, di vedere l'amabilità del Signore e contemplare il suo tempio. 5 Perchè egli mi nasconderà nel suo padiglione il giorno della sventura, mi riparerà nel segreto della sua tenda, 6 sovra una rupe mi trasporterà in alto, [al sicuro]. E ora [si] leva il mio capo sui nemici [che mi son d'attorno]. Andrò attorno e offrirò nel suo tabernacolo sacrifizi di giubilo, canterò e inneggerò al Signore. 7 Ascolta, o Signore, la mia voce con cui io grido a te, abbi di me pietà ed esaudiscimi. 8 A te parla il mio cuore, te cerca la mia faccia: la tua faccia, o Signore, io ricerco. 9 Non rivolger la tua faccia da me, non schivare sdegnato il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non m'abbandonare; non mi rigettare, o Dio salvatore mio! 10 Perchè il padre e la madre m'hanno abbandonato, ma il Signore mi raccoglie. 11 Mostrami, o Signore, la tua via, e guidami per retto sentiero, a motivo de' miei nemici. 12 Non m'abbandonare alle passioni de' miei persecutori; perché sono insorti contro di me testimoni iniqui, e mentisce l'iniquità nel suo interesse. 13 [Ma] io ho fede di veder la bontà del Signore sulla terra de' viventi. 14 Spera nel Signore: mostrati uomo e si conforti il tuo cuore, e confida nel Signore!

Tintori:

Salmi 26

Sicurezza di chi sta unito a Dio
1 (Salmo di David, prima che fosse consacrato re). Il Signore è la mia luce e la mia salvezza; di chi ho da temere? Il Signore protegge la mia vita; chi potrà farmi tremare? 2 Mentre i malvagi venivano ad attaccarmi, per divorar le mie carni, essi, i miei nemici che mi perseguitano, han vacillato e son caduti. 3 Quand'anche mi si accampasse contro un esercito, il mio cuore non temerà, e se mi attaccassero in battaglia, in questa io pongo la mia speranza. 4 Una sola cosa ho chiesto al Signore e cerco questa sola: d'abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore ed ammirare il suo tempio. 5 Perché Egli mi nasconderà nel suo Tabernacolo, nel giorno della sventura. Mi proteggerà nella parte più nascosta del suo Tabernacolo: 6 Mi innalzerà sopra una roccia, ed ora ha alzata la mia testa sopra i miei nemici. Andrò intorno e immolerò nel suo Tabernacolo sacrifizi di giubilo, canterò e salmeggerò al Signore. 7 Ascolta, o Signore, la voce della mia preghiera, abbi pietà di me ed esaudiscimi. 8 A te parla il mio cuore, te cercano i miei occhi, cercherò (sempre) la tua faccia, o Signore. 9 Non rivolgere la tua faccia da me, non t'allontanare sdegnato dal tuo servo. Sii il mio aiuto, non mi abbandonare, non mi disprezzare, o Dio mio salvatore. 10 Il padre e la madre mi hanno abbandonato, ma il Signore s'è preso cura di me. 11 O Signore, dammi una regola nella tua via e guidami per dritto cammino a causa dei miei nemici. 12 Non mi abbandonare alle brame dei miei avversari, perchè son sorti contro di me dei falsi testimoni e a suo tornaconto l'iniquità ha inventate menzogne. 13 Ho fiducia di poter vedere la felicità del Signore nella terra dei viventi. 14 Aspetta il Signore, agisci virilmente, fatti coraggio e spera nel Signore.

Martini:

Salmi 26

Dice, che egli è sicuro dà qualunque possanza dei nemici, stando egli nella Casa di Dio, cioè nella Chiesa, e purché Dio lo custodisca dagli attentati degli stessi nemici.
1 Salmo di David, prima ch'ei fosse unto.
IL Signore mia luce, e mia salute: chi ho io da temere?
Il Signore difende la mia vita: chi potrà farmi tremare? 2 Nel mentre che i cattivi mi vengon sopra per divorar le mie carni.
Questi nemici miei, che mi affliggono, eglino stessi hanno inciampato, e sono caduti. 3 Quando io avrò contro di me degli eserciti attendati, il mio cuore non temerà. Quando si verrà a battaglia contro di me, in questo io porrò mia speranza. 4 Una sola cosa ho domandato al Signore; questa io cercherò; che io possa abitare nella casa del Signore per tutti i giorni della mia vita:
Affine di vedere il gaudio del Signore, frequentando il suo tempio. 5 Imperocché egli mi ha ascoso nel suo tabernacolo, nel giorno delle sciagure mi pose al coperto nell'intimo del suo tabernacolo. 6 Sopra di un'alta pietra mi trasportò, e adesso ha innalzata la mia testa, sopra de' miei nemici.
Starò intorno a lui immolando sacrifizj nel suo tabernacolo al suon delle trombe: canterò, e salmeggerò lodando il Signore. 7 Esaudisci, o Signore, la voce mia, colla quale ti ho invocato: abbi misericordia di me, ed esaudiscimi. 8 Con te parlò il cuor mio; gli occhi miei ti hanno cercato: la tua faccia cercherò io, o Signore. 9 Non rivolgere la tua faccia da me, non ritirarti per isdegno dal servo tuo. Sii tu mio aiuto, non mi abbandonare, e non disprezzarmi o Dio mio Salvatore. 10 Perché il padre mio, e la madre mia mi hanno abbandonato: ma il Signore si è preso cura di me. 11 Ponimi davanti, o Signore, la legge della tua via, e per riguardo a' nemici miei guidami pel diritto sentiero. 12 Non abbandonarmi ai desiderj di coloro, che mi perseguitano, dopodichè si son presentati contro di me dei testimonj falsi, e l'iniquità si inventò delle menzogne. 13 Credo, che io vedrò i beni del Signore nella terra de' vivi. 14 Aspetta il Signore, diportati virilmente, e prenda vigore il cuor tuo, e aspetta pazientemente il Signore.

Diodati:

Salmi 26

1 <<Salmo di Davide.>>
GIUDICAMI, Signore; perciocchè io son camminato nella mia integrità; E mi son confidato nel Signore; io non sarò smosso. 2 Provami, Signore, e sperimentami; Metti al cimento le mie reni ed il mio cuore. 3 Perciocchè io ho davanti agli occhi la tua benignità, E son camminato nella tua verità. 4 Io non son seduto con uomini bugiardi, E non sono andato co' dissimulati. 5 Io odio la raunanza de' maligni, E non son seduto con gli empi.
6 Io lavo le mie mani nell'innocenza, E circuisco il tuo Altare, o Signore; 7 Facendo risonar voce di lode, E raccontando tutte le tue maraviglie. 8 O Signore, io amo l'abitacolo della tua Casa, E il luogo del tabernacolo della tua gloria. 9 Non metter l'anima mia in un fascio co' peccatori, Nè la mia vita con gli uomini di sangue; 10 Nelle cui mani è scelleratezza, E la cui destra è piena di presenti. 11 Ma io camminerò nella mia integrità; Riscuotimi, ed abbi pietà di me. 12 Il mio piè sta fermo e ritto in luogo piano. Io benedirò il Signore nelle raunanze.

Commentario completo di Matthew Henry:

Salmi 26

1 INTRODUZIONE AL SALMO CAPITOLO 26

In questo salmo il santo Davide si sottopone a una prova solenne, non da parte di Dio e della sua patria, ma da parte di Dio e della sua coscienza, a cui si appella per quanto riguarda la sua integrità (Salmi 26:1-2), per la cui prova afferma:

I. Il suo costante riguardo a Dio e alla sua grazia, Salmi 26:3.

II. La sua radicata antipatia per il peccato e i peccatori, Salmi 26:4-5.

III. Il suo sincero affetto per le ordinanze di Dio e la sua cura per esse, Salmi 26:6-8. Avendo così dimostrato la sua integrità,

1. Egli depreca la condanna dei malvagi, #Salmi 26:9-10

.

2. Si affida alla misericordia e alla grazia di Dio, con la risoluzione di mantenere salda la sua integrità e la sua speranza in Dio, Salmi 26:11-12. Nel cantare questo salmo dobbiamo insegnare e ammonire noi stessi, e gli uni gli altri, ciò che dobbiamo essere e fare per poter avere il favore di Dio, e conforto nella nostra coscienza, e consolarci con esso, come fa Davide, se possiamo dire che in qualche misura abbiamo, attraverso la grazia, risposto a questi personaggi. Il dotto Amyraldus, nella sua argomentazione di questo salmo, suggerisce che Davide è qui, per lo spirito di profezia, portato a parlare di se stesso come di un tipo di Cristo, del quale ciò che qui dice della sua immacolata innocenza, era pienamente ed eminentemente vero, e di lui solo, e a lui possiamo applicarlo nel cantare questo salmo.

"Siamo completi in lui".

Ver. 1. fino alla Ver. 5.

È probabile che Davide abbia scritto questo salmo quando era perseguitato da Saul e dal suo partito, i quali, per dare un po' di colore alla loro rabbia ingiusta, lo rappresentavano come un uomo molto cattivo, e lo accusavano falsamente di molti gravi crimini e delitti, lo vestivano con pelli di bestie feroci per poterlo adescare. L'innocenza in sé non è un recinto al nome, anche se lo è al petto, contro i dardi della calunnia. In questo egli era un tipo di Cristo, che fu fatto vituperio degli uomini, e predisse ai suoi seguaci che anche a loro sarebbe stato detto falsamente ogni sorta di male. Ora vediamo cosa fa David in questo caso.

I. Si appella alla giusta sentenza di Dio (Salmi 26:1):

"Giudicami, o Dio! sii tu giudice fra me e i miei accusatori, fra il persecutore e il povero prigioniero; portami via con onore e svergogna quelli che mi accusano falsamente".

Saul, che era egli stesso giudice supremo in Israele, era il suo avversario, così che in una controversia con lui non poteva appellarsi a nessun altro che a Dio stesso. Per quanto riguarda le sue offese contro Dio, egli prega: Signore, non entrare in giudizio con me (Salmi 143:2), non ricordarti delle mie trasgressioni (Salmi 25:7), nelle quali si appella alla misericordia di Dio; ma, per quanto riguarda le sue offese contro Saulo, si appella alla giustizia di Dio e lo supplica di giudicare per lui, come Salmi 43:1. O così: non può giustificarsi contro l'accusa di peccato; egli riconosce che la sua iniquità è grande ed è rovinato se Dio, nella sua infinita misericordia, non lo perdona; ma egli può giustificarsi contro l'accusa di ipocrisia, e ha motivo di sperare che, secondo il tenore del patto di grazia, egli è uno di quelli che possono aspettarsi di trovare grazia presso Dio. Così il santo Giobbe spesso ammette di aver peccato e tuttavia mantiene salda la sua integrità. Nota: È un conforto per coloro che sono falsamente accusati che c'è un Dio giusto, che, presto o tardi, chiarirà la loro innocenza, e un conforto per tutti coloro che sono sinceri nella religione che Dio stesso è un testimone della loro sincerità.

II. Egli si sottopone alla sua infallibile ricerca (Salmi 26:2): Esaminami, o Signore, e mettimi alla prova, come si dimostra l'oro, se è standard. Dio conosce il vero carattere di ogni uomo, perché conosce i pensieri e gli intenti del cuore, e vede attraverso ogni travestimento. Davide prega, Signore, esaminami, il che lascia intendere che era molto contento che Dio lo conoscesse e veramente desideroso di scoprirlo a se stesso e di scoprirlo a tutto il mondo. Era così sincero nella sua devozione al suo Dio e nella sua lealtà al suo principe (in entrambi i quali era sospettato di essere un pretendente) che desiderava avere una finestra nel suo seno, affinché chiunque volesse potesse guardare nel suo cuore.

III. Egli protesta solennemente la sua sincerità (Salmi 26:1):

"Ho camminato nella mia integrità; La mia conversazione era in accordo con la mia professione, e una parte di essa è stata un tutt'uno con l'altra".

È vano vantarsi della nostra integrità a meno che non riusciamo a dimostrare che per la grazia di Dio abbiamo camminato nella nostra integrità, e che la nostra condotta nel mondo è stata in semplicità e santa sincerità. Egli produce qui diverse prove della sua integrità, che lo incoraggiarono a confidare nel Signore come suo giusto Giudice, che avrebbe patrocinato e perorato la sua giusta causa, con l'assicurazione che ne sarebbe uscito con reputazione (quindi non scivolerò), e che non avrebbero prevalso coloro che si erano consultati per deporlo dalla sua eccellenza, per scuotere la sua fede, macchiare il suo nome e impedire che venisse alla corona, Salmi 62:4. Coloro che sono sinceri nella religione possono confidare in Dio che non scivoleranno, cioè che non aposteranno dalla loro religione.

1. Aveva un costante riguardo per Dio e per la sua grazia, Salmi 26:3.

(1.) Ha mirato al buon favore di Dio come al suo fine e al suo bene principale: la tua amorevole benignità è davanti ai miei occhi. Questa sarà una buona prova della nostra sincerità, se ciò che facciamo nella religione lo faremo partendo da un principio di amore per Dio, e da buoni pensieri di lui come il migliore degli esseri e il migliore degli amici e dei benefattori, e da un senso grato della bontà di Dio verso di noi in particolare, che abbiamo avuto l'esperienza di tutti i nostri giorni. Se poniamo davanti a noi l'amorevole benignità di Dio come nostro modello, al quale ci sforziamo di conformarci, essendo seguaci di colui che è buono, nella sua bontà (1Pietro 3:13), se lo poniamo davanti a noi come il nostro grande impegno e incoraggiamento al nostro dovere, e abbiamo paura di fare qualsiasi cosa per perdere il favore di Dio e ci preoccupiamo con ogni mezzo di mantenerci nel suo amore, Questo non solo sarà una buona prova della nostra integrità, ma avrà una grande influenza sulla nostra perseveranza in essa.

(2.) Egli si governò mediante la parola di Dio come sua regola:

"Io ho camminato nella tua verità, cioè secondo la tua legge, perché la tua legge è verità".

Notate: Solo coloro che possono aspettarsi il beneficio dell'amorevole benignità di Dio sono in armonia con le sue verità e le sue leggi che sono fondate su di esse. Alcuni lo comprendono del fatto che si conforma all'esempio di Dio in verità e fedeltà, come pure in bontà e amorevole benignità. Quelli che camminano bene sono certamente seguaci di Dio come cari figli.

2. Non aveva comunione con le opere infruttuose delle tenebre, né con gli operai di quelle opere, Salmi 26:4-5. Da ciò risultò che era veramente leale al suo principe e non si associò mai a coloro che erano indifferenti al suo governo, a nessuno di quei figli di Belial che lo disprezzavano, 1Samuele 10:27. Non era in nessuna delle loro cabale, né si univa a loro in nessuno dei loro intrighi; Non maledisse il re, no, non in cuor suo. E anche questa era una prova della sua fedeltà al suo Dio, che non si associava mai con coloro che aveva motivo di pensare fossero indifferenti alla religione, o fossero nemici aperti, o falsi amici, per i suoi interessi. Nota: una grande cura per evitare cattive compagnie è sia una buona prova della nostra integrità che un buon mezzo per preservarci in essa. Ora osserva qui,

(1.) Che questa parte della sua protesta guarda sia indietro alla cura che aveva avuto fino ad allora in questa materia, sia avanti alla cura che avrebbe ancora preso:

"Non mi sono seduto con loro, e non entrerò con loro".

Nota: Le nostre buone pratiche finora sono quindi prova della nostra integrità quando sono accompagnate da risoluzioni, nella forza di Dio, di perseverare in esse fino alla fine, e di non tirarci indietro; E i nostri buoni propositi per il futuro possiamo allora trarre conforto quando sono la continuazione delle nostre buone pratiche fino ad ora.

(2.) Che Davide evitò la compagnia, non solo di persone malvagie, ma di persone vanitose, che erano completamente assuefatte all'allegria e all'allegria e non avevano nulla di solido o serio in loro. La compagnia di costoro può forse essere la più perniciosa delle due per un uomo buono, perché non sarà così pronto a stare in guardia contro il contagio della vanità come contro quello della vera malvagità.

(3.) Che la compagnia dei dissimulatori è una compagnia pericolosa come nessun'altra, e tanto da evitare, sia per prudenza che per pietà. I malfattori fingono amicizia con coloro che vorrebbero attirare nelle loro trappole, ma dissimulano. Quando parlano onestamente, non credetegli.

(4.) Sebbene a volte non potesse evitare di stare in compagnia di persone cattive, tuttavia non entrava con loro, non sceglieva tali per i suoi compagni, né cercava un'opportunità di conoscenza e conversava con loro. Poteva unirsi a loro, ma non sarebbe entrato con loro, per nomina e incarico. Oppure, se si trovava con loro, non si sedeva con loro, non rimaneva con loro; Egli sarebbe stato in loro compagnia non più a lungo di quanto il suo lavoro lo rendesse necessario: non sarebbe stato d'accordo con loro, non avrebbe detto come essi dicevano, né avrebbe fatto come loro, come coloro che siedono sul seggio degli sprezzanti, Salmi 1:1. Egli non si sarebbe seduto in consiglio con loro sui modi e i mezzi per fare del male, né si sarebbe seduto in giudizio con loro per condannare la generazione dei giusti.

(5.) Non solo nella nostra pratica dobbiamo evitare le cattive compagnie, ma nei nostri principi e affetti dobbiamo avere un'avversione per esse. David qui dice, non solo

"L'ho evitato,"

ma

"L'ho odiato", Salmi 139:21.

(6.) La congregazione dei malfattori, il club, la loro confederazione, è in modo speciale odioso per le persone buone. Ho odiato l'ecclesiam malignantium, la chiesa dei maligni; così il latino volgare legge il suo. Come gli uomini buoni, di concerto, si rendono migliori l'un l'altro, e sono in grado di fare tanto più bene, così gli uomini cattivi, insieme, si peggiorano l'un l'altro, e fanno tanto più male. In tutto questo Davide era un tipo di Cristo, il quale, sebbene ricevesse i peccatori e mangiasse con loro, per istruirli e fare loro del bene, tuttavia, per il resto, era santo, innocuo, immacolato e separato dai peccatori, in particolare dai Farisei, quei dissimulatori. Egli fu anche un esempio per i cristiani, quando si unirono a Cristo, per salvarsi da questa generazione sfavorevole, #Atti 2:40

.

6 Ver. 6. fino alla Ver. 12.

In questi versetti,

I. Davide menziona, come ulteriore prova della sua integrità, l'affetto sincero che aveva per le ordinanze di Dio, la costante cura che prendeva per esse e il piacere che provava in esse. Si possono davvero trovare ipocriti e dissimulatori che assistono alle ordinanze di Dio, come l'orgoglioso Fariseo che saliva al tempio per pregare con il pubblicano penitente; ma è un buon segno di sincerità se li assistiamo come Davide qui ci dice che ha fatto, Salmi 26:6-8.

1. Era molto attento e coscienzioso nella sua preparazione per le sacre ordinanze: Mi laverò le mani nell'innocenza. Non solo si astenne dalla compagnia dei peccatori, ma si mantenne puro dalle contaminazioni del peccato, e questo con un occhio al posto che aveva tra coloro che circondavano l'altare di Dio.

"Mi laverò e così circonderò l'altare, sapendo che altrimenti non sarò il benvenuto".

Questo è così (1Corinzi 11:28): Esamini l'uomo e mangi così preparato. Questo denota,

(1.) Preparazione abituale:

"Mi laverò le mani nell'innocenza; Veglierò attentamente contro ogni peccato e manterrò la mia coscienza pura da quelle opere morte che la contaminano e mi impediscono di avvicinarmi a Dio".

Vedi Salmi 24:3-4.

(2.) Preparazione vera e propria. Allude alla cerimonia del lavaggio dei sacerdoti quando entravano per ministrare, Esodo 30:20-21. Benché Davide non fosse un sacerdote, tuttavia, come ogni adoratore dovrebbe, avrebbe guardato alla sostanza di ciò di cui ai sacerdoti era stata ingiunta l'ombra. Nella nostra preparazione per le ordinanze solenni non solo dobbiamo essere in grado di liberarci dall'accusa di infedeltà o ipocrisia regnante, e di protestare la nostra innocenza a ciò (che era significata lavando le mani, Deuteronomio 21:6), ma dobbiamo prenderci la briga di purificarci dalle macchie dell'iniquità rimanente rinnovando il nostro pentimento, e facendo una nuova applicazione del sangue di Cristo alle nostre coscienze per purificarle e pacificarle. Colui che è lavato (cioè, in uno stato giustificato) ha bisogno di lavare i suoi piedi (#Giovanni 13:10

), di lavarsi le mani, di lavarle nell'innocenza; colui che è penitente è pene innocens - quasi innocente; e colui che è perdonato è così innocente che i suoi peccati non saranno menzionati contro di lui.

2. Era molto diligente e serio nel suo assisterli: Circonderò il tuo altare, alludendo all'usanza dei sacerdoti, che, mentre il sacrificio era in offerta, giravano intorno all'altare, e probabilmente anche gli offerenti lo facevano a una certa distanza, denotando un diligente riguardo a ciò che veniva fatto e una doverosa partecipazione al servizio.

"Lo circonderò; Sarò tra le folle che lo circondano, tra le più fitte di esse".

Davide, un uomo d'onore, un uomo d'affari, un uomo di guerra, non pensò che fosse da meno partecipare con la folla sugli altari di Dio e riuscì a trovare il tempo per quella presenza. Nota

(1.) Tutto il popolo di Dio sarà sicuro di servire sull'altare di Dio, in obbedienza ai suoi comandi e nel perseguimento del suo favore. Cristo è il nostro altare, non come l'altare della chiesa giudaica, che è stata nutrita da loro, ma un altare di cui mangiamo e viviamo, #Ebrei 13:10

.

(2.) È uno spettacolo piacevole vedere l'altare di Dio circondato e vedere noi stessi tra coloro che lo circondano.

3. In tutta la sua partecipazione alle ordinanze di Dio, mirava alla gloria di Dio ed era molto nella sua lode e adorazione riconoscente. Aveva un occhio al luogo di culto come al luogo in cui dimorava l'onore di Dio (Salmi 26:8), e quindi si preoccupò di onorare Dio e di dargli la gloria dovuta al suo nome, di proclamare con voce di ringraziamento tutte le opere meravigliose di Dio. Le opere di grazia di Dio, che richiedono ringraziamento, sono tutte opere meravigliose, che suscitano la nostra ammirazione. Dovremmo pubblicarli e raccontarli, per la sua gloria e per l'eccitazione degli altri a lodarlo; e dobbiamo farlo con voce di ringraziamento, come coloro che sono sensibili ai nostri obblighi, in tutti i modi possibili, per riconoscere con gratitudine i favori che abbiamo ricevuto da Dio.

4. Lo ha fatto con gioia e per un principio di vero affetto a Dio e alle sue istituzioni. A questo proposito si appella a Dio:

"Signore, tu sai quanto ho amato la dimora della tua casa (Salmi 26:8), il tabernacolo dove ti compiaccio di manifestare la tua residenza in mezzo al tuo popolo e di ricevere il loro omaggio, il luogo dove abita il tuo onore".

Davide fu talvolta costretto dalla persecuzione nei paesi degli idolatri e gli fu impedito di frequentare gli altari di Dio, cosa che forse i suoi persecutori, che lo ponevano sotto quella restrizione, lo rimproveravano essi stessi come suo crimine. Vedere 1Samuele 20:27.

"Ma, Signore,"

dice:

"anche se non posso venire alla dimora della tua casa, la amo; il mio cuore è lì, ed è il mio più grande problema non essere lì".

Nota: Tutti coloro che amano veramente Dio amano veramente le Sue ordinanze, e perciò le amano perché in esse Egli manifesta il Suo onore ed essi hanno l'opportunità di onorarlo. Nostro Signore Gesù amava l'onore di suo Padre e si preoccupò di glorificarlo; Egli ha amato la dimora della sua casa, la sua chiesa tra gli uomini, l'ha amata e ha dato se stesso per essa, per poterla edificare e consacrare. Coloro che amano la comunione con Dio e si dilettano nell'avvicinarsi a lui, trovano che sia un piacere costante, una comoda prova della loro integrità e una comoda caparra della loro felicità senza fine.

II. Davide, dopo aver dato prova della sua integrità, prega ardentemente, con un'umile fiducia verso Dio (come quelli che hanno coloro il cui cuore non li condanna), affinché non cada sotto la condanna degli empi (#Salmi 26:9-10

). Non radunare l'anima mia con i peccatori, Qui,

1. Davide descrive questi peccatori, che considerava in una condizione miserabile, così miserabile che non poteva desiderare che il peggior nemico che aveva al mondo fosse in una condizione peggiore.

"Sono uomini sanguinari, che hanno sete di sangue e giacciono sotto una grande quantità di colpa di sangue. Fanno del male, e il male è sempre nelle loro mani. Sebbene riescano a cavarsela con la loro malvagità (poiché la loro destra è piena di regali che hanno preso per pervertire la giustizia), ciò non migliorerà mai il loro caso; poiché che giova all'uomo se guadagna il mondo e perde la sua anima?"

2. Teme di avere il suo destino con loro. Non li ha mai amati, né si è mai associato a loro, in questo mondo, e quindi poteva pregare con fede per non poter avere la sua sorte con loro nell'altro mondo. Le nostre anime devono essere presto radunate, per tornare a Dio che le ha date e le chiamerà di nuovo. Vedere Giobbe 34:14. Ci interessa considerare se le nostre anime saranno allora radunate con i santi o con i peccatori, se legate nel fascio della vita con il Signore per sempre, come lo sono le anime dei fedeli (1Samuele 25:29), o legate nel fascio di zizzania per il fuoco, #Matteo 13:30

. La morte ci raduna al nostro popolo, a coloro che sono il nostro popolo mentre viviamo, con i quali scegliamo di associarci e con i quali gettiamo la nostra sorte, a coloro che la morte ci radunerà, e con loro dobbiamo prendere la nostra sorte, all'eternità. Balaam desiderava morire della morte dei giusti; Davide temeva di morire della morte degli empi; così che entrambe le parti erano di quell'opinione, che se siamo e vivremo all'altezza di essa, siamo felici per sempre. Coloro che non saranno compagni dei peccatori nella loro allegria, né mangeranno delle loro prelibatezze, non pregheranno con fede di essere loro compagni nella loro miseria, né di bere dal loro calice, il loro calice di tremore.

III. Davide, con una santa e umile fiducia, si affida alla grazia di Dio, Salmi 26:11-12.

1. Egli promette che per grazia di Dio avrebbe perseverato nel suo dovere:

"Quanto a me, qualunque cosa facciano gli altri, camminerò nella mia integrità".

Nota: Quando la testimonianza della nostra coscienza per noi che abbiamo camminato nella nostra integrità ci è comoda, ciò dovrebbe confermare le nostre risoluzioni di continuare in essa.

2. Prega per la grazia divina sia per permettergli di farlo che per dargli il conforto di esso:

"Riscattami dalle mani dei miei nemici e abbi pietà di me, vivente e morente".

Pur avendo sempre la certezza della nostra integrità, dobbiamo comunque confidare nella misericordia di Dio e nella grande redenzione che Cristo ha operato, e pregare per il loro beneficio.

3. Si compiace della sua fermezza:

"Il mio piede si trova in un luogo pianeggiante, dove non inciamperò e da dove non cadrò".

Ne parla come uno che ha trovato i suoi propositi fissi per Dio e per la pietà, per non essere scosso dalle tentazioni del mondo, e le sue comodità salde in Dio e nella sua grazia, per non essere disturbato dalle croci e dai problemi del mondo.

4. Egli promette a se stesso che avrebbe avuto ancora occasione di lodare il Signore, che gli sarebbe stato fornito di materia per la lode, che avrebbe avuto un cuore per le lodi e che, sebbene ora fosse forse bandito dalle ordinanze pubbliche, tuttavia avrebbe avuto di nuovo l'opportunità di benedire Dio nella congregazione del suo popolo. Quelli che odiano la congregazione dei malfattori si uniranno alla congregazione dei giusti e si uniranno a loro nel lodare Dio; ed è piacevole farlo in buona compagnia; Più ce n'è, meglio è: è più simile al paradiso.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Salmi 26

Capitolo 26

Davide, in questo salmo, si appella a Dio toccando la sua integrità

Versetti 1-12

Davide qui, per mezzo dello Spirito di profezia, parla di se stesso come un tipo di Cristo, di cui ciò che dice della sua innocenza senza macchia era pienamente ed eminentemente vero, e di Cristo soltanto, e a Lui possiamo applicarlo. In lui siamo completi. L'uomo che cammina nella sua integrità, ma confidando totalmente nella grazia di Dio, è in uno stato di accettazione, secondo l'alleanza di cui Gesù è stato il Mediatore, in virtù della sua obbedienza senza macchia fino alla morte. Quest'uomo desidera che la sua anima più profonda sia esaminata e provata dal Signore. È consapevole dell'ingannevolezza del proprio cuore; desidera individuare e mortificare ogni peccato; desidera essere soddisfatto di essere un vero credente e di mettere in pratica i santi comandi di Dio. Evitare le cattive compagnie è una buona prova della nostra integrità e un buon mezzo per mantenerci in essa. Si possono trovare ipocriti e dissimulatori che frequentano le ordinanze di Dio; ma è un buon segno di sincerità se le frequentiamo, come il salmista ci dice di aver fatto, nell'esercizio del pentimento e dell'obbedienza coscienziosa. Egli sente il suo terreno solido sotto di sé e, mentre si diletta a benedire il Signore con le sue congregazioni sulla terra, confida che presto si unirà alla grande assemblea in cielo, per cantare lodi a Dio e all'Agnello in eterno.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Salmi 26

1 Il titolo afferma che si tratta di un salmo di Davide, e non c'è motivo di dubitare della correttezza della soprascritta; ma non ci sono indicazioni in base alle quali possiamo determinare in quale occasione sia stato scritto.

Non è difficile, però, accertare dal suo contenuto lo stato d'animo in cui è stato composto; e poiché questo stato d'animo non è raro tra coloro che sono il popolo professato di Dio, il salmo sarà utile in tutte le età del mondo. Lo stato d'animo è quello in cui c'è una profonda sollecitudine riguardo alla pietà personale, o alla domanda se le prove della nostra pietà, sono autentiche, e sono tali su cui possiamo fare affidamento per garantire la nostra speranza di salvezza.

In questo stato d'animo, e sotto questa profonda sollecitudine, il salmista si rivolge a Dio perché lo scruti, o giudichi nel suo caso; poi racconta le prove sulle quali si è basato come motivo per concludere che era veramente amico di Dio; e poi esprime il primo desiderio del suo cuore di essere trovato tra gli amici di Dio, e di non essere unito nel carattere o nel destino con i malvagi.

Il salmo, dunque, si compone propriamente di tre parti:

I. Un solenne appello a Dio, o un'ardente preghiera affinché esamini e giudichi le prove di pietà su cui il salmista era solito fare affidamento, Salmi 26:1. Era consapevole dell'integrità o della rettitudine d'intenti, ma sentiva ancora che c'era una possibilità che potesse ingannare se stesso, e quindi prega che Dio scruti il ​​suo cuore e metta alla prova le sue redini - che esamini le prove della sua pietà personale, e salvarlo dall'illusione.

II. Una dichiarazione delle prove su cui si è basato, Salmi 26:3.

Queste prove erano le seguenti:

(1) Che l'amorevole benignità di Dio era davanti ai suoi occhi e che aveva camminato nella sua verità, Salmi 26:3.

(2) Che non era stato il compagno dei malvagi, né si era dilettato ad associarsi con loro, Salmi 26:4 ).

(3) Il desiderio del suo cuore di accostarsi con purezza all'altare di Dio e di celebrare le lodi di Dio; o la sua gioia nel culto pubblico, Salmi 26:6.

(4) Che aveva amato il luogo dove abitava Dio, o l'abitazione della sua casa, Salmi 26:8.

III. Il suo sincero desiderio di essere trovato tra gli amici di Dio, o di avere la sua parte con loro, Salmi 26:9.

(1) La sua "preghiera" affinché questa possa essere la sua sorte, Salmi 26:9.

(2) Il suo "scopo" di camminare con i giusti e i santi, o di essere trovato tra gli amici di Dio, Salmi 26:11.

In riferimento a tutto ciò, chiede la guida e la direzione di Dio; prega per la ricerca del Suo occhio; supplica che Dio lo metterà in grado di realizzare sinceramente questi desideri e scopi della sua anima. Il salmo è una bella illustrazione della natura della vera religione e del desiderio di un uomo veramente pio che tutte le prove della sua pietà - tutto ciò che è il suo motivo di fiducia - possano essere sottoposte all'occhio attento di Dio.

Giudicami, o Signore, cioè determina riguardo al mio caso se io sono veramente tuo amico, o se le prove della mia pietà sono genuine. Il salmista chiede un esame del proprio caso; porta la questione davanti a Dio perché Lui decida; sottomette a Dio i fatti che riguardano se stesso, affinché dichiari su di essi se costituiscono prova di vera pietà.

Poiché ho camminato nella mia integrità - Sulla parola "camminare", vedi le note in Salmi 1:1. La parola "integrità" qui è la stessa che altrove è resa "perfezione". Vedi le note a Giobbe 1:1. Confronta Salmi 37:37.

Vedi anche Salmi 7:8; Salmi 25:21; dove la parola è resa, come qui, "integrità". Significa qui "rettitudine, sincerità". Questa è la prima cosa che porta davanti a Dio perché esamini: la consapevolezza di essersi sforzato di vivere una vita retta; eppure viene indicato come se fosse consapevole che "potrebbe" essersi ingannato, e quindi prega che Dio determini se la sua vita era stata davvero retta.

Ho confidato anche nel Signore - Di questo, parimenti, si sentiva cosciente; ma anche questo volle sottomettersi a Dio. La fiducia in Yahweh e una vita retta costituivano l'evidenza della pietà, o erano i costituenti della vera religione secondo le opinioni degli Ebrei, come sono i costituenti della vera religione ovunque; e lo scopo del salmista era di accertare se la sua pietà fosse veramente di quel carattere.

Perciò non scivolerò - Se questi sono davvero tratti del mio carattere, se li possiedo davvero, non mi commuoverò. I miei piedi saranno saldi e io sarò al sicuro. Oppure questo può essere considerato come un'ulteriore dichiarazione riguardo a se stesso, come indicante una ferma fiducia in Dio, e come un significato che era consapevole che non si sarebbe mosso, o non avrebbe deviato in questo scopo della vita. Eppure il versetto successivo mostra che, con tutta questa fiducia nel proprio carattere, sentiva che c'era una “possibilità” di essersi ingannato; e, pertanto, supplicò che Dio lo scrutasse e lo mettesse alla prova.

2 Esaminami, o Signore - Il significato di questo versetto è che ha chiesto a Dio un esame rigoroso e rigido del suo caso. Per esprimere ciò, il salmista usa tre parole: “esaminare; dimostrare; tentativo." Queste parole sono progettate per includere i modi in cui viene testata la realtà di qualsiasi cosa, e implicano insieme che desiderava che fosse fatta l'indagine più "approfondita"; non si ritrasse da nessuna prova.

Evidentemente sentiva che era essenziale per il suo benessere che fosse fatto l'esame più rigido; che l'esatta verità dovrebbe essere conosciuta; che se era stato ingannato, era meglio per se stesso che non doveva essere lasciato nell'illusione, ma che, comprendendo il proprio caso, potesse essere portato a garantire la sua salvezza. La parola resa "esaminare" significa "provare, provare" ed è applicabile specialmente ai metalli: Geremia 9:7; Zaccaria 13:9. Significa qui: "Applicami i test che vengono applicati ai metalli per determinare la loro genuinità e il loro valore".

E dimostrami - Una parola di simile importanza. Nel significato originale della parola c'è un riferimento a "olfatto"; provare dall'odore; per accertare le qualità di un oggetto dall'odore. Quindi, viene usato in senso più generale per denotare qualsiasi modo di accertare la qualità di un oggetto.

Prova le mie redini - La parola qui resa "provare" (prova) è quella più comunemente applicata ai metalli; e le tre parole insieme esprimono l'ardente desiderio del salmista che Dio esamini le prove della sua pietà - quelle prove alle quali si riferisce immediatamente - e applichi il giusto tipo di prove per determinare se quella pietà era genuina. La parola resa "redini" significa propriamente i "reni", e quindi è usata per denotare la parte interiore, la mente, l'anima - la sede dei desideri e degli affetti.

Vedi Salmi 7:9 , nota; Salmi 16:7 , nota. Parliamo ora del “cuore” come sede degli affetti o dell'amore. Gli Ebrei parlavano più comunemente del cuore come sede dell'intelligenza o della conoscenza, e delle redini o “viscere” come sede degli affetti.

Di per sé non c'era più sconvenienza nel loro parlare delle redini o dei reni come sede degli affetti di quanto non lo sia nel nostro parlare del cuore in quel modo. Nessuno dei due è strettamente corretto; ed entrambi i modi di parlare sono fondati sull'uso popolare.

3 Perché la tua gentilezza amorevole è davanti ai miei occhi - Il tuo favore o amicizia è costantemente davanti a me, nel senso che è l'oggetto del mio desiderio. desidero assicurarlo; Desidero sapere se ho prove sufficienti che sia mio. Questa è una ragione per cui desidera che Dio lo scruti. Il favore o l'amicizia di Dio era per lui oggetto di intenso desiderio. Aveva prove su cui faceva affidamento, e che gli sembravano soddisfacenti, che Dio era suo amico.

Ma l'oggetto era così grande, la questione era così importante, il pericolo di autoinganno era così imminente, che non osò fidarsi del proprio giudizio, e pregò che Dio lo cercasse. Il pensiero qui è che uno scopo costante della sua vita era assicurarsi il favore di Dio. Il suo occhio non è mai stato distolto da questo. Era sempre davanti a Lui.

E ho camminato nella tua verità - ho abbracciato la verità; Ho regolato la mia vita dalla verità. Questa è la prima cosa a cui si riferisce. Era certo che questo fosse stato il suo scopo. Confronta le note di 3 Giovanni 1:4. Vedi anche 2 Re 20:3.

Una delle prime caratteristiche della pietà è il desiderio di conoscere ciò che è vero e di vivere secondo la verità. Il salmista era consapevole di essere "arrivato" a questo, e di essersi sforzato di farne un principio dominante nella sua condotta. Se avesse fatto questo, o se si fosse ingannato nella faccenda, era ciò che ora desiderava sottoporre all'occhio onnipotente di Dio.

4 Non mi sono seduto con persone vane - Cioè, non sono stato trovato in mezzo a loro; Non li ho resi miei compagni. Vedi le note a Salmi 1:1. La parola "vanitoso" qui è in contrasto con coloro che sono sinceri e veri. L'espressione si applicherebbe a persone false e vuote; a coloro che non hanno sincerità o solidità di carattere; a coloro che sono ipocriti e pretendenti.

Il salmista insiste, come prova del suo attaccamento a Dio, che non era stato trovato tra quella classe di persone, né a farne suoi compagni, né a prendere parte con loro ai loro consigli.

Né entrerò con i dissimulatori - Né camminerò con loro; né mi troverò in loro compagnia. La parola qui resa "dissimulatori" significa propriamente coloro che sono "nascosti" o "nascosti"; poi, quelli che nascondono i loro scopi o disegni da altri, o che nascondono il loro vero carattere e intenzioni. Così usata, la parola denota ipocriti, il cui vero carattere è “nascosto” o “nascosto” al mondo.

Il salmista dice che non si era associato con tali persone, ma che la Sua compagnia era stata con l'aperto, il franco, il sincero. Su questo si basava come una prova della sua pietà; e questa è sempre una prova della vera religione. Vedi le note a Salmi 1:1.

5 Ho odiato - Abbiamo qui la stessa prova della sua pietà ripetuta in un'altra e più forte forma. Nel versetto precedente aveva semplicemente affermato che non era stato trovato tra quella classe di persone, o che non le aveva fatte sue compagne. Qui dice positivamente che disapprovava i loro principi; che odiava lo scopo per cui si erano riuniti; che non aveva alcuna simpatia per loro.

La congregazione dei malfattori - Tutte le assemblee che sono state riunite per scopi malvagi, per il peccato e la baldoria; tramare malvagità; ferire gli uomini; opporsi a Dio.

E non siederò con i malvagi - Cioè, non sarò associato a loro. Questo era lo scopo fisso della sua anima; e questa era allora, come oggi, una prova di vera pietà. Questa, del resto, è una prova “indispensabile” di pietà. Colui che siede così con gli empi; che li fa suoi compagni e amici; che si unisce a loro nei loro piani e scopi; chi partecipa con loro ai loro speciali divertimenti e occupazioni, non può assolutamente essere un uomo pio.

Se si mescola a tali persone, deve essere solo come richiesto dalle necessità della vita sociale o civile; o nelle transazioni di affari; o allo scopo di far loro del bene. Se è per altri scopi, se li fa suoi compagni e amici scelti, dà la prova più chiara che il suo cuore è con loro e che non è con Dio.

6 Mi laverò le mani nell'innocenza - Il salmista qui si riferisce, come un'altra prova della sua pietà, al fatto che era uno scopo dominante della sua vita essere puro, adorare e servire il suo Creatore in purezza. Aveva affermato di non avere simpatia per i malvagi, e che non li faceva suoi compagni; ora afferma quali erano le sue preferenze e dove si trovava il suo cuore. Aveva amato, e amava ancora, il culto di Dio; si dilettava nel puro servizio dell'Altissimo.

Lavarsi le mani è un emblema di purezza. Allora Pilato Matteo 27:24 “prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla moltitudine, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto”. Confronta Deuteronomio 21:6. La parola resa "innocenza" significa propriamente "pulizia, purezza"; e forse l'allusione qui è all'acqua perfettamente pura.

Il senso del passaggio è che si sforzerebbe di rendersi puro, e quindi adorerebbe Dio. Non sarebbe venuto, praticando l'iniquità, o coltivando il peccato nel suo cuore. Avrebbe bandito dalla sua mente, dal suo cuore e dalla sua vita tutto ciò che era sbagliato, e sarebbe venuto con vero amore a Dio e con lo spirito di un sincero adoratore.

Così circonderò il tuo altare, o Signore: in questo modo e con questo spirito ti adorerò. La parola "bussola" può significare che l'avrebbe "abbracciata" abbracciandola, o che l'avrebbe "giro intorno" con altri in una solenne processione in adorazione. L'idea è che sarebbe venuto all'altare di Dio con la sua offerta in sincerità e verità. Era per se stesso una prova di sincera pietà che si proponesse così nel suo cuore, o che fosse cosciente del desiderio di adorare Dio in purezza e verità. Questo desiderio è sempre indice di vera pietà.

7 Che io possa pubblicare con la voce del ringraziamento - letteralmente, "per poter essere ascoltato"; cioè, che io possa far conoscere ad altri. L'idea è che avrebbe fatto conoscere agli altri ciò che aveva imparato da Dio; o che avrebbe fatto conoscere loro le delizie del suo servizio e avrebbe cercato di conquistarli alla sua adorazione. Lo faceva con un grato ricordo dei favori di cui aveva egli stesso goduto, o come espressione della sua gratitudine per le misericordie che gli erano state conferite. Come espressione della sua gratitudine a Dio, si sforzava di conquistare anche altri al Suo servizio.

E racconta tutte le tue meravigliose opere - Le cose meravigliose che hai fatto - le tue opere di creazione, provvidenza e salvezza. La sua stessa mente era profondamente impressionata dalla grandezza delle opere di Dio e desiderava far conoscere le azioni divine il più lontano possibile nel mondo. Confronta Salmi 22:22; Salmi 66:16; Salmi 145:5.

Questa è sempre una delle prove della vera pietà. Coloro che sono stati adeguatamente colpiti dal senso della grandezza e della bontà di Dio; coloro che hanno sperimentato la sua misericordia perdonatrice e grazia perdonatrice, desiderano sempre far conoscere queste cose agli altri, e invitarli anche loro a partecipare alle misericordie connesse al favore divino. Confronta Giovanni 1:45 ,

8 Signore, ho amato l'abitazione della tua casa, ho amato abitare nella tua casa. Vedi le note a Salmi 23:6. Il salmista si riferisce spesso alla sua gioia nella casa di Dio - il luogo del culto pubblico; il suo amore per essere lì unito al popolo di Dio nei servizi solenni della religione. Confronta Salmi 84:1 , Salmi 84:4 , Salmi 84:10; Salmi 27:4.

E il luogo in cui dimora il tuo onore - Margin, "il tabernacolo del tuo onore". Questo potrebbe davvero riferirsi al tabernacolo; e l'idea potrebbe essere che amasse il luogo dove questo riposava nei suoi vagabondaggi. Ma il significato più corretto è che amava il luogo dove riposava la "gloria" di Dio - la Shekinah - il simbolo della Sua presenza; cioè il luogo dove Dio si è compiaciuto di manifestarsi, e dove ha abitato.

Dovunque fosse, trovava piacere nell'essere lì; e che amava così il luogo dove Dio si manifestava, era per la sua mente una prova di vera pietà. È sempre una prova di pietà, perché non può esserci vera religione dove l'anima non trova piacere nel culto di Dio. Una persona che non si diletta in un tale servizio qui, non è preparata per il paradiso, dove Dio dimora eternamente.

9 Non raccogliere la mia anima con i peccatori - Margine, "non togliere". La parola resa "raccogliere" significa propriamente "raccogliere"; per "raccogliere", come frutti, Esodo 23:10; spighe, Rut 2:7; denaro, 2 Re 22:4.

C'è l'idea di assemblare insieme, o di collezionare; e il significato qui è che desiderava non essere unito a persone malvagie, o essere considerato come uno di loro. Non si riferisce particolarmente, a quanto mi risulta, alla morte, come se pregasse di non essere abbattuto con i malvagi; ma ha un significato più generale: che non desiderava né in questa vita, né nella morte, né nel mondo futuro, essere unito ai malvagi.

Desiderava che la sua sorte fosse con coloro che riverivano Dio, e non con coloro che erano suoi nemici. Era unito a coloro che ora temevano Dio; desiderava essere unito a loro per sempre. Questo è espressivo della vera religione; e questa preghiera deve uscire proprio da ogni cuore pio. Coloro che amano veramente Dio devono desiderare che la loro sorte sia con i suoi amici, allo stesso modo in questo mondo e nel mondo a venire, per quanto poveri, umili e disprezzati possano essere; non con i peccatori, per quanto prosperi, o onorati, o gioiosi, o ricchi, possano essere.

La parola "la mia anima" qui è sinonimo di "me"; e il significato è che desiderava che "lui stesso" non fosse così raccolto con i peccatori. È la stessa parola che viene comunemente resa "vita".

Né la mia vita - Questa parola significa propriamente "vita"; e la preghiera è, che la sua vita non possa essere tolta o distrutta con quella classe di uomini. Non voleva essere associato a loro quando morì o era morto. Aveva preferito la società dei giusti; e pregava di morire come aveva vissuto, unito nel sentimento e nel destino a coloro che temevano e amavano Dio.

Con uomini sanguinari - Margine, "uomini di sangue". Persone che spargono sangue - ladri, assassini - termine usato per indicare i malvagi. Vedi le note a Salmi 5:6.

10 Nelle mani di chi è il male - La parola qui tradotta "male", significa propriamente "scopo, consiglio, piano"; poi, uno scopo malvagio, "malizia, malvagità, crimine". L'idea è, o che intendessero fare del male, e che impiegassero le loro mani per realizzarlo, o che il frutto o il risultato dei loro piani malvagi fosse nelle loro mani; cioè avevano in loro possesso ciò che si erano assicurati con la rapina, o il saccheggio, o la disonestà.

E la loro mano destra è piena di tangenti - Margine: "pieno di". La parola qui resa "tangenti" significa propriamente "un dono" o "regalo"; e poi, un dono offerto a un giudice per ottenere una sentenza ingiusta, 2 Re 16:8; Proverbi 6:35; Esodo 23:8; Deuteronomio 10:17. Il significato generale è che non desiderava essere associato né con uomini che commettevano apertamente delitti, né con coloro che potevano essere corrotti nell'amministrazione della giustizia.

11 Ma quanto a me, l'ebraico è "e io". Ma c'è evidentemente un contrasto tra ciò che si proponeva di fare e il corso della vita seguito da coloro ai quali si era appena riferito; e questo è correttamente espresso nella nostra traduzione, "Ma quanto a me". È una dichiarazione della sua professione di pietà e del suo proposito di condurre una vita religiosa. Egli "intendeva" - solennemente "si proponeva" - di condurre una vita santa.

Camminerò - vivrò una vita di integrità. Vedi le note a Salmi 1:1.

Nella mia integrità - ebraico, nella mia "perfezione". Vedi Salmi 7:8 , nota; Giobbe 1:1 , nota. L'idea è che intendesse vivere una vita di rettitudine.

Riscattami - Dal peccato; dai guai; dalla morte. La parola "riscattare" qui implica che non ha affermato di essere "perfetto" nel senso più assoluto, anche quando ha espresso il suo scopo di condurre una vita di integrità. Sentiva ancora di essere un peccatore e di essere dipendente dalla misericordia redentrice per la salvezza. Sulla parola "riscattare", vedi Salmi 25:22 , nota; Isaia 29:22 , nota. Confronta le note di Isaia 43:3.

E abbi pietà di me - In relazione alla redenzione. La preghiera per la misericordia è sempre un riconoscimento di colpa, e la supplica qui mostra che con tutti i suoi propositi di vita santa, e nonostante tutto ciò che aveva indicato nel salmo come prova di rettitudine d'intenzione e integrità di vita, si sentiva ancora che era un peccatore e che la sua unica speranza era nella misericordia di Dio.

12 Il mio piede sta in un luogo uniforme - La parola tradotta "luogo pari" - מישׁור mı̂yshôr - significa propriamente "giustizia" o "giustizia"; poi, "uniformità, una regione pianeggiante, una pianura:" Isaia 40:4; Isaia 42:16.

DeWette lo rende, "in un percorso giusto". L'idea è che ora si trovasse su un terreno liscio e livellato; o che camminava per una retta via, in contrasto con le vie tortuose e perverse degli empi; cioè, aveva trovato ora una strada pianeggiante dove avrebbe potuto camminare con sicurezza. Quest'ultimo è probabilmente il vero significato. Era stato in ansia per le sue condizioni. Stava esaminando le prove della sua pietà.

Aveva avuto dubbi e paure. Aveva visto molto da apprendere e aveva fatto appello a Dio per determinare la domanda su cui era così ansioso: se la sua speranza fosse costruita su solide fondamenta. Il suo percorso in queste indagini, e mentre la sua mente era così turbata, era come un viaggio su una strada accidentata e pericolosa - una strada di colline e valli - di rocce e burroni. Ora aveva trovato un percorso agevole e sicuro.

La strada era in piano. Si sentiva sicuro; e camminava tranquillo e sicuro, come fa un viandante che ha oltrepassato passaggi pericolosi e che si sente in piano. L'idea è che i suoi dubbi erano stati dissipati, e ora sentiva che le sue prove di pietà erano ben fondate e che era veramente un figlio di Dio.

Nelle assemblee benedirò il Signore - Nelle assemblee del suo popolo lo loderò. Confronta Salmi 22:22. Il significato è che nella grande assemblea avrebbe offerto una lode speciale al fatto che Dio aveva risolto i suoi dubbi e gli aveva dato una prova così chiara che era veramente suo amico. Sarebbe andato alla casa di Dio, e lì gli avrebbe reso pubblico lode per aver potuto trovare le prove che desiderava.

Nessun atto potrebbe essere più appropriato di un tale atto di lode, perché non c'è niente per cui dovremmo rendere più grazie di cuore che per qualsiasi prova che siamo veramente gli amici di Dio e abbiamo una fondata speranza del cielo. Tutto il salmo dovrebbe condurci ad esaminare attentamente le prove della nostra pietà; portare davanti a Dio tutto ciò su cui contiamo come prova che siamo suoi amici; e pregare che ci permetta di esaminarlo bene; e, quando il risultato è, come nel caso del salmista, quando possiamo sentire di aver raggiunto un livello e di aver trovato un sentiero agevole, allora dovremmo andare, come fece lui, e rendere grazie di cuore a Dio che abbiamo motivo di credere di essere Suoi figli ed eredi della salvezza.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Salmi 26

1 INTRODUZIONE AL SALMO 26

«Salmo di Davide». L'occasione di questo salmo sembra essere la lite tra Saul e Davide, il primo ascoltando le calunnie e i rimproveri lanciati sul secondo, e perseguitandolo in modo violento. L'argomento di esso è lo stesso, in gran parte, con il settimo salmo, ed è un appello fatto a Dio, il Giudice di tutta la terra, dal salmista, per la sua innocenza e integrità; Teodoreto pensa che sia stato scritto da Davide quando fuggì da Saul

Versetto 1. Giudicami, o Signore,

Non intendendo dire che Dio sarebbe entrato in giudizio con lui, rispetto alla giustificazione della sua persona ai suoi occhi, che egli sapeva non essere per la sua propria giustizia e integrità, ma per la giustizia di Dio; ma il suo punto di vista è quello di giustificare la sua causa davanti agli uomini; e in particolare alla differenza tra Saul e lui; e supplica che Dio si interponga, prenda in mano la sua causa, giudichi tra loro e lo giustifichi;

poiché ho camminato nella mia integrità; o "perfezione" non che si ritenesse libero dal peccato; ciò sarebbe contrario alle lamentele, alle confessioni e alle petizioni da lui frequentemente fatte; ma che nella faccenda di cui era accusato, di cercare il danno di Saul, 1Samuele 24:9 ; era del tutto innocente: per la sua "integrità" intende la purezza delle sue intenzioni e dei suoi disegni; la rettitudine della sua condotta, la semplicità e la sincerità della sua condotta verso tutti gli uomini, e specialmente la sua fedeltà al suo principe; ma sebbene non sapesse nulla da solo, e non potesse accusarsi di alcuna azione sbagliata a questo riguardo, e quindi dovrebbe essere assolto davanti agli uomini; eppure non si aspettava di essere giustificato in questo caso agli occhi di Dio;

Ho confidato anche nel Signore; non in se stesso, nella sincerità del suo cuore e nella rettitudine della sua vita; né confidava nella bontà della sua causa; ma egli lo affidò al Signore, che giudica con giustizia; e confidarono in lui affinché non si vergognasse e non si vergognasse: questo dimostra da dove scaturiva la sua integrità, sì, dalla fede non finta; poiché, dove ciò è vero e genuino, vi sono opere di giustizia e integrità di vita;

[perciò] non scivolerò; Queste parole possono essere collegate con le prime, così; "Anch'io ho confidato nel Signore, per non scivolare", cioè non mancherò di giudizio e non perderò la causa, ma starò in piedi e la porterò avanti, e non sarò confuso né condannato. La nostra versione fornisce la parola "perciò", facendo di queste parole una deduzione dalla prima, che poiché confidava nel Signore, quindi non doveva scivolare, scivolare e cadere; non che i veri credenti possano non solo avere i piedi quasi scivolati, ma del tutto; sì, cadono, e ciò a volte in grandi peccati, fino allo spezzamento delle loro ossa; ma allora non cadranno totalmente e definitivamente; poiché essi stanno fedeli alla fede e sono mantenuti per mezzo di essa dalla potenza di Dio. Le parole possono essere considerate come una preghiera: "Non lasciarmi scivolare"; essendo consapevole della propria debolezza e della necessità di essere sostenuto da lui nella sua rettitudine e nelle vie del Signore, affinché i suoi passi non venissero meno; poiché, sebbene camminasse nella sua rettitudine, non era autosufficiente e sicuro di sé, ma dipendente dal Signore

2 Versetto 2. Esaminami, o Signore,

La Sua causa, la Sua integrità e la Sua fiducia nel Signore, come l'argento e l'oro, sono esaminati dalla pietra di paragone, la parola di Dio, che è lo standard della fede e della pratica;

e mettimi alla prova; o "tentarmi"; come Abramo fu tentato dal Signore; e la sua fede in lui, il suo timore e il suo amore per lui, si dimostrarono veri e genuini;

metti alla prova le mie redini e il mio cuore; i suoi pensieri, i suoi desideri e i suoi affetti, come l'oro e l'argento vengono provati nella fornace; e così Dio a volte mette alla prova la fede e la pazienza del suo popolo con provvidenze afflittive; e questo esame, prova e processo, sono fatti da lui, non per se stesso, che conosce i cuori e le vie di tutti gli uomini; ma per amore degli altri, per far conoscere a se stessi o agli altri la verità della grazia che è in loro, e la rettitudine dei loro cuori e delle loro vie; Ed era per questo motivo che il salmista desiderava passare sotto tale esame

3 Versetto 3. Poiché la tua benignità è davanti ai miei occhi,

La speciale amorevolezza di Dio, mostrata nella scelta di lui in Cristo, nella provvidenza di un Salvatore per lui e nella sua efficace chiamata; la quale benignità è immeritata, libera e sovrana, è dall'eternità all'eternità; è migliore della vita, eccellente oltre ogni espressione e meraviglioso: e questo si può dire che è "davanti ai [suoi] occhi"; perché ora era in vista; aveva una visione confortevole dell'interesse per esso, ed era persuaso che nulla lo avrebbe separato da esso; era nel suo cuore, sparso in esso, e ne fu colpito; era nella sua mente e nei suoi pensieri, ed essi erano occupati a farlo; lo aveva in ricordo, e ne era comodamente ristorato: e questo egli menziona come la ragione per cui espose la sua causa davanti al Signore, come il fondamento della sua fiducia in lui, e perché desiderava essere esaminato, provato e giudicato da lui;

e ho camminato nella tua verità; mediante la fede in Cristo, che è la verità di tutte le promesse, profezie, tipi e figure; nella parola di verità, dimorando in essa e camminando secondo essa; e nella verità dell'adorazione, in tutti i comandamenti e le ordinanze del Signore; e per camminare in questo egli si abituava, ed era costante, come significa la parola : e nulla si impegna di più a camminare in Cristo, come è stato ricevuto e a camminare come si conviene al suo Vangelo, e in ogni santa conversazione e pietà, dell'amore di Dio manifestato all'anima; questo essere continuamente posto davanti ai nostri occhi incoraggia la fede e la speranza, e influenza una vita santa e un'allegra obbedienza alla volontà di Dio

4 Versetto 4. Non mi sono seduto con persone vanitose,

O "uomini di vanità", che ne sono pieni, che sono dediti alle vanità del mondo, che perseguono le ricchezze, gli onori, i piaceri e i profitti di esso, il che non è altro che camminare in uno spettacolo vano, i cui pensieri, parole e azioni sono vani, che sono vanamente gonfi nella loro mente carnale e camminano nella vanità di essa, che pronunciano il nome di Dio invano, e il cui discorso comune è sciocco, spumeggiante, leggero e vuoto; e che sono uomini di vana conversazione, e sono avventati, imprudenti e ingannevoli: uomini di cattivi principi possono benissimo andare sotto questo nome, che sono vanitosi e indisciplinati chiacchieroni, e le cui dottrine sono dottrine di vanità, e nient'altro che vani chiacchieroni; e anche uomini colpevoli di pratiche idolatriche, che osservano vanità menzognere, le adorano e innalzano le loro anime a loro; Con tali uomini vanitosi, in nessuno di questi sensi, il salmista non avrebbe nulla a che fare; non voleva stare in compagnia con loro, né avere alcuna comunione, consultazione e conversazione con loro; può darsi che egli abbia un certo rispetto per gli uomini che erano intorno a Saul, ai quali un tale carattere era d'accordo; oppure può dire questo, e ciò che segue, per rimuovere una calunnia gettata su di lui e sui suoi amici; come se quelli che erano con lui fossero uomini come quelli qui descritti, e in Salmi 26:5 ;

né entrerò con i dissimulatori, o con persone "nascoste" o "sconosciute", che giacciono in luoghi nascosti in privato, per uccidere gli innocenti, o per togliere segretamente i buoni nomi e il carattere degli uomini, e non si sa chi siano, o che commettono peccato in segreto, per andare in luoghi segreti a fare le loro opere nell'oscurità, e si nascondono per fare il male; come lo interpretano il Targum, Jarchi, Kimchi e Ben Melech; che amano le tenebre piuttosto che la luce, perché le loro opere sono malvagie; o che si coprono di parole menzognere e lusinghiere, che non si sa quali siano le loro reali intenzioni; dicono una cosa e ne intendono un'altra; sono un'assemblea di uomini sleali: tali sono tutti gli operai ingannevoli, che stanno in agguato per ingannare e camminano con astuzia; e gli ipocriti, che hanno la forma della religione, ma sono estranei al potere di essa; e da cui devono essere allontanati ed evitati; le case, le assemblee, le congreghe e la compagnia di tali devono essere evitate; vedi Genesi 49:6 Geremia 9:2 ; o quelli che sono "firmati" o "contrassegnati"; cioè, persone infami

5 Versetto 5. Ho odiato la comunità dei malfattori,

Che danneggiano le persone, i caratteri o le proprietà degli uomini; e che si riuniscono in corpi, per consultarsi e formare piani per fare del male, e hanno le loro assemblee per incoraggiarsi a vicenda in esso; Questi, le loro opere e azioni, il salmista li odiava, ma non le loro persone; e mostrò loro la sua disapprovazione, la sua antipatia e la sua disapprovazione, assentandosi da loro; vedi Geremia 15:17 ;

e non siederà con gli empi; uomini empi e ingiusti, figli di Belial; poiché con costoro quale fratellanza e concordia possono esserci? 2Corinzi 6:14,15 ; la parola significa persone irrequiete e inquiete, che non possono riposare se non fanno del male; sono come il mare agitato, che gettano continuamente fango e fango, Isaia 57:20,21 ; ora, con tutto questo il salmista non intende che gli uomini buoni non debbano avere alcun modo di conversare con gli uomini del mondo: poiché allora, come dice l'apostolo, dobbiamo necessariamente uscire dal mondo, 1Corinzi 5:9,10. La conversazione nelle cose civili, in materia di commercio e di affari, è lecita; sebbene tutte le conversazioni inutili nelle cose della vita civile debbano essere evitate; non si dovrebbe avere più di quanto la relazione naturale e gli affari della vita richiedano; ma ogni conversazione su cose criminali deve essere evitata; la compagnia non deve essere tenuta con loro, in modo da unirsi a loro in qualche cosa di peccaminoso; questo è indurirli nelle loro vie malvagie, e li porta nel pericolo e nel disonore: un uomo è conosciuto ed è giudicato dalla compagnia che tiene; e le cattive comunicazioni corrompono le buone maniere

6 Versetto 6. Mi laverò le mani nell'innocenza,

La versione latina della Vulgata lo rende "tra persone innocenti"; uomini di una vita e di una conversazione sante e innocua; con questi decise di conversare in comune, e non con quelli che prima descrissero; o il senso è che si sarebbe lavato le mani, in segno della sua innocenza, integrità e rettitudine, di cui aveva parlato prima, e del fatto che non aveva nulla a che fare con gli uomini malvagi di cui ora si parla; vedi Deuteronomio 21:6,7; Matteo 27:24 ; le "mani" sono lo strumento dell'azione, e per "lavarle" si può progettare l'esecuzione di buone opere, Giobbe 9:30 ; e fare questo "nell'innocenza" o "nella purezza", può significare che essi vengono compiuti da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta; e in particolare può avere un certo rispetto per l'elevazione delle mani sante in preghiera a Dio, prima del culto pubblico; sembra esserci un'allusione ai sacerdoti che si lavavano le mani prima di offrire il sacrificio, Esodo 30:19-21 ;

così circonderò il tuo altare, o Signore; frequentare la casa di Dio, dove si trovava l'altare, e assistere costantemente al culto e alle ordinanze di Dio; l'opera dell'altare è stata posta per l'intero servizio divino; qui si intende l'altare degli olocausti, che era un tipo di Cristo; vedi Ebrei 13:10 ; Si fa riferimento ai sacerdoti all'altare, che erano soliti girarvi intorno, quando deponevano il sacrificio sull'altare, e lo legavano ai corni di esso, ai quattro angoli, e lì aspersero e versarono il sangue; confronta Salmi 43:4 ; per cui si lavarono le mani, come prima; e in tempi successivi era consuetudine presso i pagani lavarsi le mani prima del servizio divino

7 Versetto 7. affinché io possa pubblicare con voce di ringraziamento,

O "far udire con voce di confessione": il significato è che l'opinione del salmista, nel circondare l'altare di Dio nel modo che egli proponeva, non era di offrire su di esso alcuna bestia immolata, ma di offrire i sacrifici di lode su quell'altare, che santifica il dono, e da dove provengono con l'accettazione a Dio, anche per tutte le misericordie, sia temporali che spirituali, e ciò con una confessione e un riconoscimento del peccato e dell'indegnità; tutto ciò è conforme alla volontà di Dio; è ben gradito ai suoi occhi ciò che lo glorifica, ed è solo il nostro ragionevole servizio;

e narra tutte le tue meraviglie; della creazione e della provvidenza; e specialmente della grazia e della redenzione; questo è il compito dei santi nella casa di Dio in basso, e sarà il loro impiego in cielo per tutta l'eternità. Jarchi sul posto dice che questo canto di lode ha in sé ciò che si riferisce ai tempi futuri, a Gog, ai giorni del Messia e al mondo a venire

8 Versetto 8. Signore, ho amato la dimora della tua casa,

Significa il tabernacolo, perché il tempio non era ancora stato costruito; che era una dimora per i santi, dove essi scelsero di dimorare, e la considerarono la loro felicità, ed era la dimora del Signore stesso: il santuario fu costruito a questo scopo; e tra i cherubini, sopra il propiziatorio, prese la sua residenza; Da qui segue,

e il luogo dove abita il tuo onore: o "gloria": quando fu eretto il tabernacolo, la gloria del Signore lo riempì, come fece con il tempio, quando fu dedicato, Esodo 40:35. Il salmista esprime il suo amore per questo luogo, in opposizione alla congregazione dei malfattori, che egli odiava, Salmi 26:5 ; e per rimuovere da lui una calunnia, che essendo tra i Filistei, e lontano dalla casa di Dio, i suoi affetti erano alienati da essa; che la sua più grande preoccupazione era che gli fossero esclusi i privilegi di esso; vedi Salmi 42:1,2 63:1 1Samuele 26:19 ; inoltre, aveva mostrato il suo grande rispetto per esso con la sua costante presenza prima del suo esilio, come fece dopo di esso, Salmi 42:3 55:14 ; e fu per puro amore verso l'adorazione di Dio, e con vero piacere e diletto, che egli vi partecipò; e non attraverso la consuetudine, e nella mera forma, Salmi 122:1 84:1,2,10. La casa del Signore è amata dal suo popolo, a motivo della sua parola e delle sue ordinanze, che vi vengono amministrate, e a causa della sua presenza in essa: oppure ciò che è stato tipificato dal tabernacolo qui progettato; o il tabernacolo della natura umana di Cristo, chiamato il vero tabernacolo, Ebrei 8:2 ; in cui dimora la pienezza della Divinità; che abita il Figlio di Dio, lo splendore della gloria del Padre suo; e nella redenzione e nella salvezza operata in esso si manifesta la gloria di tutti gli attributi divini; e Cristo incarnato è il propiziatorio da cui Dio comunica con il suo popolo, ed è la loro via di accesso a lui, e per mezzo della quale essi hanno comunione con lui; e che è amato dai santi sinceramente, al di sopra di tutte le creature e le cose, e nel modo più ardente e affettuoso: o il cielo stesso, di cui il tabernacolo era una figura, Ebrei 9:24 ; che è la dimora della santità e della gloria di Dio, e in cui sono molte dimore o dimore per il suo popolo; ed è la città continua che cercano, il paese celeste e migliore che desiderano, e dove sono i loro cuori e i loro affetti; perché là è il loro Dio, il loro Salvatore e il loro tesoro; il che senso sembra essere confermato da quanto segue

9 Versetto 9. Non radunare l'anima mia con i peccatori,

i dissoluti e gli abbandonati, quelli che sono notoriamente profani, e che vivono e muoiono impenitenti; altrimenti tutti gli uomini sono peccatori: il senso è, o che egli desideri di non essere in alcun modo portato in compagnia di tali persone, di non essere unito a loro e di avere una conversazione con loro, che sarebbe scomoda, disonorevole e pericolosa; o che Dio non lo avrebbe distrutto con loro; e affinché non morisse della morte degli empi, né fosse radunato con loro nella morte: la morte è spesso espressa dal fatto che un uomo è radunato al suo popolo e ai suoi padri; vedere 2Re 22:20 ; il corpo è raccolto nella tomba, l'anima ritorna a Dio che l'ha data e il suo posto è da lui assegnato; le anime dei giusti sono radunate nel cielo, granaio di Cristo; le anime dei malvagi all'inferno; Il salmista depreca l'essere radunato con loro;

né la mia vita con uomini sanguinari; che hanno sete di sangue, lo stanno in agguato, lo spargono e ne sono ubriachi, come il partito anticristiano; questi Dio li aborre e li detesta; né vivranno la metà dei loro giorni, e la loro fine è miserabile

10 Versetto 10. nelle cui mani [è] malizia,

Ogni abominevole malvagità; come idolatria, adulterio, omicidio, ecc. la parola significa ed è talvolta usata per malizia concepita nella mente, artificialmente ideata e inventata lì; qui si commette un male, essendo la mano lo strumento dell'azione, e intende tutto ciò che è pregiudizievole per la persona, il carattere e le proprietà degli uomini;

e la loro destra è piena di regali; per cui gli occhi dei giudici sono accecati, le parole dei giusti pervertite, le persone degli uomini rispettate e il giudizio strappato, Deuteronomio 16:19

11 Versetto 11. Quanto a me, camminerò nella mia integrità,

in cui aveva camminato fino ad allora, Salmi 26:1 ; oppure può esprimere la sua fede, che dopo essere stato radunato mediante la morte camminerà in rettitudine e giustizia, in purezza e perfezione, con Cristo vestito di bianco, e contemplerà il volto di Dio nella giustizia; vedi Isaia 57:1,2 ;

redimimi; dalla vana condotta degli empi, da tutte le tribolazioni e dalle mani di tutti i nemici;

e abbi pietà di me; che ora era nell'angoscia, perseguitato da Saulo, e lontano dalla casa di Dio: ciò dimostra che la misericordia è la fonte e la sorgente della redenzione, sia temporale che spirituale; e che il salmista non confidava nel suo attuale cammino retto e nella sua condotta, ma nella redenzione di Cristo e nella misericordia di Dio in Cristo

12 Versetto 12. Il mio piede si trova in un luogo pianeggiante,

O "in una pianura"; in un luogo sicuro; su Cristo il fondamento sicuro, e che è la via piana e il sentiero per la vita eterna; vedi Salmi 27:11 ; o nelle vie e nell'adorazione di Dio, prescritte dalla sua parola; e così denota fermezza e perseveranza in loro;

nelle congregazioni benedirò il Signore; nelle assemblee dei santi, nelle chiese di Cristo di quaggiù, e nella grande congregazione di sopra, nell'assemblea generale e nella chiesa dei primogeniti; dove è opera dei santi ora, e sarà in futuro, lodare il Signore, per tutte le sue misericordie temporali e spirituali

Commentario del Pulpito:

Salmi 26

1 DAVIDE, in procinto di sacrificare sull'altare di Dio, protesta la sua integrità, ma prega ancora per la protezione di Dio (Versetto 9) e per la sua misericordia redentrice (Versetto 11). Il salmo ha tutte le note dello stile di Davide, è pieno dei suoi pensieri e delle sue immagini, ed è permesso di essere suo da quasi tutti i critici. Deve appartenere al tempo successivo alla traslazione dell'arca sul monte Sion, e che precede la commissione della grande offesa

Giudicami, Signore, perché ho camminato nella mia integrità. Ai cristiani sembra un atto audace invocare Dio per il giudizio, ma i santi della dispensazione precedente, che avevano, forse, un senso meno acuto dell'imperfezione umana, erano soliti farlo. È il grido di Giobbe dalla sua prima parola fino a quando le sue "parole sono terminate"; e qui troviamo Davide che lo raccoglie e lo ripete. L'uomo desidera ardentemente sentire la sentenza di assoluzione del grande Giudice. Come Giobbe, Davide afferma la sua "integrità", e nello stesso senso qualificato. È sincero nei suoi sforzi per fare il bene. Eppure ha ancora bisogno di misericordia e di redenzione (vedi Versetto 11). Salmi 18:36 37:31 Davide è fiducioso nel suo passato, confida in Dio per il futuro che sosterrà i suoi passi e lo salverà dalle cadute e dalle cadute

OMELIE di W. FORSYTH Versetti 1-12.- Integrità

In tutte le Scritture l'"integrità" è lodata. È una caratteristica dei santi. Qualunque altra cosa siano, devono essere uomini integri. Questo non significa che siano moralmente perfetti, o che abbiano qualche motivo per confidare nella loro giustizia; Ma significa che hanno un "cuore onesto e buono". Qualunque sia stata la loro vita passata, o per quanto l'imperfezione possa ancora attaccarsi a loro, essi sono consapevoli di un intento puro, di una ferma e ferma risoluzione di confidare solo in ciò che è vero, di fare solo ciò che è giusto e di ordinare tutta la loro condotta secondo la santa volontà di Dio. Possono dire, come fecero i fratelli di Giuseppe: "Siamo veri uomini", o con Paolo: "Serviamo Dio con una coscienza pura".

L 'INTEGRITÀ È ESSENZIALE PER UNA GIUSTA RELAZIONE CON DIO. Dio desidera "la verità nelle parti interiori". Ogni astuzia e falsità sono offensive per lui. Se vogliamo venire a Lui, dobbiamo venire così come siamo; E se vogliamo dimorare con lui, dobbiamo camminare nella verità. L'integrità è alla base stessa della fede, e "senza fede è impossibile piacere a Dio".

L 'INTEGRITÀ È ESSENZIALE PER IL POSSESSO DI UN VERO CARATTERE. "Non c'è efficacia redentrice nel retto intento; Preso da solo, non sconfiggerebbe mai lo stato interiore del male. E tuttavia è proprio ciò per mezzo del quale tutto il male sarà sconfitto, sotto Cristo e per grazia, perché mette l'anima in uno stato tale da rendere efficace la grazia di Cristo che coopera con essa. "L'uomo peccatore, che giunge all'integrità dello scopo, è posto in tal modo alla porta stessa della fede, dove tutti gli aiuti di Dio lo stanno aspettando" (Bushnell). C'è una connessione vitale tra "integrità" e "verità" (Versetti 1, 3). La "verità" è di Dio. L'"integrità" ci appartiene. Possiamo avere la verità solo quando la riceviamo da Dio. Possiamo avere "integrità" solo se permettiamo alla verità di Dio di governare i nostri cuori e le nostre vite. Prima il cuore è reso giusto dall'essere diretto nell'amore di Dio, e poi la vita è resa santa e bella dall'essere influenzata dalla volontà di Dio. Questo porta all'unità e alla completezza del carattere

III L'INTEGRITÀ È ESSENZIALE PER IL GIUSTO ADEMPIMENTO DEI NOSTRI DOVERI SOCIALI Nella società incontriamo "persone vanitose", "dissimulatori" e "malfattori" (Versetti. 4-6). Questo è un test e un'educazione. Un uomo è conosciuto dai suoi amici. C'è un potere per il bene nelle buone compagnie, e per il male nelle cattive compagnie. Ma se camminiamo nella verità, non possiamo fare a meno di odiare tutto ciò che è estraneo e ostile alla verità. La nostra scelta sarà la verità, e non la vanità. La nostra gioia sarà nell'onestà, non nei "dissimulatori". La nostra comunione sarà con i giusti e non con i "malfattori" Salmi 119:63 È solo se noi stessi siamo veri che possiamo raccomandare la verità agli altri. È solo se noi stessi siamo retti in tutti i nostri rapporti che possiamo assicurarci il rispetto e la fiducia, e che possiamo promuovere al meglio gli interessi della religione

L 'INTEGRITÀ È ESSENZIALE PER PROVARE PIENO PIACERE NELLE ORDINANZE RELIGIOSE. (Versetti 6-8) Ci sono alcuni che sono negligenti; Ebrei 10:25 ci sono altri che si accontentano di osservanze formali 2Timoteo 3:5 In questi fini non ci può essere vero piacere in ciò che si fa. Ma dove c'è integrità, il cuore è impegnato, ci sarà diligenza, preparazione e preghiera, e gioia crescente nell'adorazione e nel servizio di Dio Salmi 33:3; 119:2 La presenza di Dio è l'attrazione e la vita di tutta la vera adorazione. Più profondamente sentiamo la nostra peccaminosità, più ardentemente sarà il nostro grido di misericordia. Quanto più ci rendiamo veramente conto che la volontà di Dio è "la nostra santificazione", tanto più ferventemente "ci spingeremo verso la meta per il premio dell'alta chiamata di Dio in Cristo Gesù".

V CHE L'INTEGRITÀ È ESSENZIALE PER LA SICURA SPERANZA DI UN FUTURO LUMINOSO. (Versetti 9-12) Il fatto stesso di ciò che siamo è una profezia che distruggerà Romani 5:10 Filippesi 1:6 Guardando al passato, confessiamo che è interamente per grazia che ci siamo convertiti a Dio. Guardandoci dentro, siamo consapevoli di una sincera decisione di seguire la santità. Guardando al futuro, siamo in grado di affidarci con implicita fiducia alla cura di Dio nostro Salvatore. Dio è verace e non lo abbandonerà. Dio è giusto e non condannerà mai i giusti con i malvagi. Solo coloro che hanno il cuore retto con Dio possono affrontare il futuro senza paura. Quando ci impegniamo con Dio, siamo al sicuro. Non solo abbiamo una posizione sicura, come accettati in Cristo Gesù, ma siamo confortati dalla compagnia di cuori affini, e rallegrati dalla speranza di essere preservati dal cadere, e di avere alla fine "l'ingresso ci ha servito abbondantemente nel regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo". - W.F 2Pietro 1:5-11

OMULIE di C. Short Versetti 1-12.- Il giusto oppresso

È impossibile dire in quale occasione il salmo sia stato composto, o da quale tipo di afflizione preghi di essere liberato. Il tema è: Solo colui che può dire con verità: "Ho camminato con integrità e ho confidato nel Signore" può contare sull'aiuto divino nelle difficoltà, ma noi possiamo farlo con piena fiducia. Nel primo versetto è riassunto tutto il salmo

I UNA PREGHIERA PER L'AIUTO NEI GUAI. "Giudicami", equivale a "rivendicare i miei diritti e salvarmi dall'ingiustizia". L'unico indizio sul significato della preghiera si trova nel nono versetto: "Non togliere l'anima mia con gli empi e la mia vita con gli uomini di sangue". Stava in qualche modo soffrendo; ma prega di non cadere nella rovina totale che è la parte degli empi, la punizione del peccato audace, né il castigo paterno dell'infermità. La fede del salmista era che Dio non poteva coinvolgere i giusti nella distruzione con gli empi, ma li avrebbe separati anche nella loro sorte esteriore. Questo in gran parte è vero. "La pietà ha la promessa della vita che ora è", esteriormente e interiormente. Cantici, per quanto ne sappiamo, il salmista non conosceva nessun altro mondo in cui Dio potesse interporsi per mostrare la sua approvazione per i giusti e la sua disapprovazione per i malvagi

II IL TERRENO DELLA PREGHIERA DEL SALMISTA. "Ho camminato nella mia integrità, ho confidato nel Signore". Ma se non l'ho fatto, fammelo vedere (Versetto 2). Ma penso di averlo fatto; perché il tuo amore è stato davanti ai miei occhi, e ho continuamente pensato alla tua verità, o fedeltà, (Versetto 3). I due motivi principali per cui prega per ricevere aiuto sono la sua moralità e la sua pietà, l'integrità e la fiducia, ulteriormente ampliate nella vita (Versetto 8)

1. La sua moralità. "Integrità", equivalente a "con la mente che mira al giusto e al vero, e con uno scopo indiviso. Aveva evitato ogni associazione volontaria con i malvagi (Versetti. 4, 5). Non andava né camminava né si sedeva con loro. Tutte le sue simpatie andavano contro di loro, l'equivalente di "li odiava". La compagnia che conserviamo per scelta è un vero e forte indice del nostro carattere

2. La sua pietà. "Mi lavo le mani", ecc. Le mani gli strumenti dell'azione. Le sue azioni sono purificate dalla contaminazione; E questa è la sua preparazione per l'adorazione. "Se il tuo fratello ha qualche cosa contro di te... prima riconciliati con tuo fratello", ecc. "Mi tengo stretto al tuo altare". Questo si opponeva all'assemblea dei malvagi, che egli rifuggiva. La purificazione del cuore e della condotta è naturalmente seguita dall'adorazione e preceduta da essa. Egli avrebbe proclamato al popolo le meraviglie di Dio: solo colui il cui cuore ne è pieno può proclamarle degnamente e veramente. Egli verrà a condividere nuove meraviglie. Egli amava la casa di Dio, perché lì Dio gli manifestava la sua gloria (Versetto 8). Si è manifestato; e lo vede come lo vide Isaia, "alto ed elevato". Confidava pienamente nella liberazione che cercava; poiché si aspettava di lodare il Signore nella congregazione ( Versetto 12 ).

2 Esaminami, Signore, e mettimi alla prova. Egli desidera essere esaminato e provato - provato, come un metallo è provato comp. Salmi 17:3 - affinché la sua sincerità possa apparire pienamente. Metti alla prova le mie redini e il mio cuore; cioè la mia natura emotiva e intellettuale

L'audace richiesta di Faith

"Esaminami", ecc. Una preghiera molto audace. L'immagine è tratta dal test e dalla purificazione dell'oro nella fornace, a cui si applica correttamente la parola tradotta "provare". È come se l'oro implorasse di essere gettato nella fornace Giobbe 23; 10 Chi può dire, se questa preghiera deve essere esaudita, quanto deve essere calda la fornace? Ma "abbiamo la franchezza" Efesini 3:12 Ci sono casi in cui questa audace preghiera può essere giustificabile, saggia, necessaria. Comprende:

I un riconoscimento della conoscenza onnipenetrante di dio Salmi 139:1; Geremia 17:10; Apocalisse 2:23 La misericordia gratuita e indulgente di Dio è rappresentata sotto l'immagine del suo dimenticare i nostri peccati Ebrei 8:12 - ecc Questo non deve farci perdere di vista il fatto della sua effettiva conoscenza Ebrei 4:13 Se gli uomini vedono difetti dove Dio non vede, è la loro cecità, non la loro acutezza

II L'APPELLO ALL'INTEGRITÀ COSCIENTE, dalla calunnia o dall'errore di giudizio degli uomini al giusto giudizio di Dio. Un tale appello è perfettamente coerente con la vera umiltà e un profondo senso di peccaminosità davanti a Dio Confronta Atti 23:1; 24:16; 1Corinzi 4:3-5) con 1Timoteo 1:12-15 Allo stesso tempo, possiamo difficilmente supporre che Davide possa aver composto questo salmo dopo la sua grande e vergognosa caduta. Considerato a parte quel passaggio oscuro della sua vita, vediamo un uomo, con i difetti, è vero, di un temperamento ardente e appassionato, ma consapevole di un proposito onesto, di un alto senso del dovere, di un fervente amore per Dio e di un vero desiderio di governare bene il popolo di Dio; tuttavia dobbiamo tenere a mente (ciò che il vescovo Perowne ha ben espresso) che "la piena profondità e l'iniquità del peccato non furono rivelate ai santi dell'Antico Testamento. Il peccato poteva sembrare peccato in tutta la sua oscurità e malignità solo quando veniva portato alla piena luce della croce di Cristo. Ed è solo quando ogni uomo afferra quella croce che può sopportare di guardare nell'inquinamento che si attacca alla sua natura" (Perowne, ad loc.)

III PREGHIERA CONTRO L'AUTOINGANNO. Un appello non solo contro i giudizi ingiusti degli uomini, ma contro la nostra ignoranza di noi stessi Salmi 19:12; 139:23,24 La vanagloriosa e ignorante fiducia in se stesso di Pietro fu l'immediato precursore della sua caduta Matteo 26:33,35

IV SOTTOMISSIONE AI METODI DI PROVA DI DIO. Questi possono essere severi, la fedele severità dell'amore. Ci vuole il coraggio della fede - un'indubbia fiducia nell'amore di Dio - per permetterci di offrire questa preghiera pensando pienamente a tutto ciò che può significare nel nostro caso. Cristo siede come un raffinatore Malachia 3:2,3 Dio scruta con la sua Parola, Ebrei 4:12 con il suo Spirito, Giovanni 15:8 con le azioni della sua provvidenza e le prove esterne, 1Pietro 1:6,7 anche con le tentazioni permesse del maligno Luca 22:31,32

Così una preghiera che sarebbe il massimo della presunzione avventata, offerta in uno spirito di ipocrita fiducia in se stessi, diventa una preghiera saggia, sicura e appropriata, offerta nello spirito di una fede umile e infantile

3 Poiché la tua benignità è davanti ai miei occhi. Il salmista inizia ora a elencare i punti di condotta su cui si basa la sua fiducia nella sua integrità. Sono sei, tre positivi e tre negativi. Prima di tutto, egli tiene sempre davanti ai suoi occhi l'amorevole benignità, o misericordia di Dio, vi riflette, la medita, la presenta continuamente al suo pensiero. E ho camminato nella tua verità. In secondo luogo, egli cammina - ha sempre camminato - nella verità di Dio. La Legge di Dio è la verità; Salmi 119:42 E camminare nella verità di Dio è camminare nella Legge che Egli ha dato agli uomini, come hanno visto Hitzig, Maurer e altri. L'esposizione di Hengstenberg, "Ho costantemente pensato alla tua fedeltà", non può essere ammessa

4 Non mi sono seduto con persone vanitose. In terzo luogo, non si è seduto con persone vane, ma letteralmente, con uomini di vanità; cioè non ha associato Salmi 1:1 con persone leggere e frivole, coloro i cui cuori sono rivolti a cose vane e senza valore , vedi Salmi 24:4 - e il commento Né entrerò con i dissimulatori. Né entrerà con (né, possiamo concludere, è entrato con) i dissimulatori, cioè gli ipocriti. Egli non ha gettato la sua sorte con la luce, persone vane che non si pretendono la religione, né con i pretendenti, che "hanno la forma della pietà, ma ne negano la potenza" 2Timoteo 3:5

5 Ho odiato la congregazione dei malfattori. Quinto, egli ha odiato, e odia, con un santo e forte orrore, comp. Salmi 139:22 la congregazione dei malfattori - le riunioni e le assemblee di coloro che si riuniscono solo per scopi malvagi - per peccare se stessi, e per trascinare gli altri in simili cattive condotte. Questo è un tratto positivo di carattere molto marcato, e va ben oltre la spiegazione che ne è stata data: "Non partecipo ad assemblee per la rovina degli altri" (Hengstenberg). Sesto, e infine, egli non siederà con i malvagi. Questo va solo oltre le dichiarazioni del Versetto 4, estendendo a tutte le persone malvagie di ogni tipo l'evitamento limitato alle "persone vanitose" e ai "dissimulatori". Lo spirito è quello indicato da Giacobbe in Genesi 49:6 ; da San Paolo, in 1Corinzi 5:9-11 e Efesini 5:7,11 ; e da S. Giovanni, nella celebre occasione in cui evitò il contatto con Cerinto (Iren., 3:3, §4)

6 Mi laverò le mani nell'innocenza, e così circonderò il tuo altare, o Signore. Questa sembra essere la nota chiave del salmo. Se non è necessario, è in ogni caso un'esegesi probabile, che Davide abbia composto questo salmo in un'occasione in cui stava per offrire un sacrificio di lode e di ringraziamento a Dio per la misericordia che gli era stata concessa di recente (Versetto 7). Prima di offrire, sente la necessità di fare spiritualmente ciò che il sacerdote che officiava avrebbe dovuto fare cerimonialmente Esodo 30:17-21 : "lavarsi le mani nell'innocenza, e così andare all'altare di Dio". La sua autogiustificazione dal Versetto 1 al Versetto 5 ha avuto per oggetto quello di scagionarlo dalla colpa

7 affinché io possa pubblicare con voce di ringraziamento; piuttosto, far risuonare la voce di ringraziamento (Kay); o, far udire la voce di ringraziamento (Revised Version). e narra tutte le tue meraviglie; o, raccontarli, enumerarli

8 Signore, ho amato la dimora della tua casa; cioè "la casa che la tua casa mi offre". È stato un piacere per me rimanere lì, per passarvi lunghe ore, come se vi abitassi comp. Salmi 23:6; 27:4 63:2 E il luogo dove abita la tua gloria, letteralmente, il luogo della tenda della tua gloria, il luogo dove la tua gloria, la Shechinah, è custodita e dimora

9 Non radunare l'anima mia con i peccatori. Non unirmi in un unico destino con i peccatori dichiarati - quelli con i quali ho sempre rifiutato di frequentare (Versetti 4, 5) - la cui congregazione ho "odiato". "Affinché i giusti siano come gli empi, che sono lontani da te: il Giudice di tutta la terra non farà forse il bene?" Genesi 18:25 né la mia vita con uomini sanguinari. Gli uomini sanguinari - letteralmente, uomini di sangue - sono i peggiori degli uomini malvagi, tagliagole, assassini, assassini. Agisce in ogni caso, non mi mette alla pari con loro. Probabilmente, in quel momento il salmista non pensava a quanto presto sarebbe divenuto, praticamente, un omicida, e avrebbe "ucciso Uria l'Ittita con la spada dei figli di Ammon" 2Samuele 12:9

10 nelle cui mani c'è il male; cioè che sono sempre occupati in qualche male, sempre impegnati a compiere disegni malvagi, vedi Proverbi 12:2; 14:17 E la loro destra è piena di regali. Salmi 15:5, Isaia 1:23, Geremia 22:17 - Eze 22:12, Osea 4:10, Michea 3:11 - ecc

Il peccato della corruzione

"La loro mano destra è piena di regali". I cristiani hanno innegabilmente un livello di moralità molto più elevato fornito dal vangelo di quanto fosse possibile in tempi precedenti sotto qualsiasi altra dispensazione. Come si può risolvere, allora, questo paradosso, che troviamo santi dell'Antico Testamento che si mettono alla prova con prove più severe, e che mirano a un livello più alto sia di moralità che di devozione di quanto le moltitudini di cristiani professanti tentino di raggiungere o addirittura di ritenere raggiungibile? La pratica della corruzione ha spesso raggiunto, nelle congreghe nominalmente cristiane, proporzioni tali da mettere in pericolo il benessere e l'onore pubblico, e ciò con la connivenza di molte persone religiose; eppure è qui condannata come degna di essere classificata con i peggiori crimini, del tutto incompatibile con "innocenza" e "integrità" Versetti. 6, 11; Confronta Isaia 35:1-5 Argomento: Il peccato della corruzione e il dovere dei cristiani di opporsi ad esso al massimo delle loro forze

CORRUZIONE SIGNIFICA UN PATTO PER TRADIRE UNA SOLENNE FIDUCIA PUBBLICA. La Costituzione concede il voto, non per il beneficio privato dell'elettore, ma perché possano essere scelti uomini adatti all'ufficio; È un trust per la comunità. Supponiamo che un primo ministro vendesse gli uffici a sua disposizione, o una giuria vendesse il suo verdetto, o un giudice la sua sentenza, il mondo non griderebbe vergogna? La scala è diversa, ma il principio è lo stesso

LA CORRUZIONE CORROMPE POTENTEMENTE LA MORALITÀ PUBBLICA E IL CARATTERE NAZIONALE. Al patriottismo e allo spirito pubblico sostituisce l'egoismo; per convinzione onesta e indipendente, vile disprezzo dei principi. Distrugge il senso dell'onore pubblico; degrada l'ufficio rendendo la qualifica, non idoneità, ma pelf; mette l'emanazione delle leggi e l'ordinamento della giustizia nelle mani di uomini che hanno cominciato infrangendo la legge e insultando la giustizia; degrada allo stesso modo il donatore e il ricevente

III LA CORRUZIONE TENDE A PRODURRE UN GOVERNO CORROTTO E UNA LEGISLAZIONE DISONESTA. È vero che la coscienza di un uomo può permettergli di dare una tangente, ma proibirgli di prenderne una; Ma quanto durerebbe questa incoerenza se l'innocenza di dare tangenti fosse generalmente permessa? Se un elettore può vendere il suo voto, perché non un membro del parlamento o del consiglio? Che diritto avrebbe un elettore di lamentarsi se il suo rappresentante dicesse: "Ho comprato il mio seggio, l'ho pagato e ho il diritto di trarne un profitto"?

La reputazione di un cristiano dovrebbe essergli cara, non solo per se stesso, ma anche per quello del suo Signore, per quello del Vangelo e della Chiesa. Dovrebbe essere in grado di dire, con San Paolo, Atti 24:16 Confronta 1Timoteo 5:22; Filippesi 4:8 Alcuni eccellenti cristiani, è vero, limiterebbero "qualsiasi cosa", ecc., alle preoccupazioni della vita privata. Ma con quale diritto? Un cristiano, dicono, è un cittadino della città celeste e non si preoccupa della politica terrena. Ma non può fare a meno di essere preoccupato. È anche un cittadino del suo paese terreno, che lo voglia o no, e ha tutti i privilegi di un cittadino e i benefici della repubblica. Privilegio e beneficio significano dovere e responsabilità. L'amore per il prossimo e la cura per i poveri non cessano certamente di essere doveri cristiani quando il benessere di un'intera nazione, e di altre nazioni, o la cura dei poveri in patria e degli schiavi e degli oppressi in altri paesi, richiedono il braccio forte della legge e del governo nazionale

OMULIE di c. clemance Versetti 1-12.- Ha attaccato l'appello finale dell'integrità

Sembra evidente che questo salmo sia stato scritto da qualche santo dell'Antico Testamento che era circondato da uomini empi, dai quali era stato assalito, rimproverato e calunniato. Da loro si appella a Dio. Con l'intestazione del salmo ci viene indicato Davide come autore. E non c'è motivo di metterlo in discussione. Fausset, nel suo libro più suggestivo, Horae Psalmicae, lavorando sulla linea delle "coincidenze non intenzionali", osserva: "Un'altra caratteristica della coincidenza non intenzionale è l'inconfondibile identità del carattere di Davide, come egli la rivela nei Salmi, e come lo storico indipendente la descrive nei Libri di Samuele e nelle Cronache. Così lo stesso ardente amore per la casa di Dio appare in entrambi. Con quanta istinenza si avverte l'armonia tra il personaggio autoritratto in Salmi 26:8; Salmi 27:4 ; e Salmi 69:9! Confrontate il resoconto dello storico delle sue parole con Zadok, 2Samuele 15:25 e ancora di più in 1Cronache 29:2,3. Indubbiamente, così letti e confrontati, i Salmi e la storia si illuminano e si confermano a vicenda. Ma seguendo il nostro piano in questa sezione - di trattare ogni salmo come un'unità - troviamo questo, come tutto il resto, che fornisce materiale per l'esposizione del pulpito, che non potremmo permetterci di perdere. Il nostro argomento è: l'appello finale dell'integrità aggredita

ABBIAMO QUI IL CARATTERE DI UN UOMO RETTO, ABBOZZATO DA LUI STESSO. Può non essere un esercizio molto salutare per un uomo essere impegnato: abbozzare un ritratto morale di se stesso. I pittori hanno spesso dipinto i propri ritratti; ciò richiede solo uno sguardo verso l'esterno sul proprio io esteriore; Ma per delineare moralmente la propria somiglianza ci vuole molta introspezione. Pochi possono portare avanti gran parte di questo senza diventare morbosi attraverso il processo; e ancora meno, forse, hanno abbastanza fedeltà per farlo in modo adeguato e corretto. Eppure ci possono essere circostanze in cui tale lavoro anormale diventa persino necessario (come sottolineeremo tra poco). E quando questo è il caso, è bene che possiamo onestamente indicare le caratteristiche del carattere e della vita che ci vengono presentate qui

1. Il salmista ha un buon fondamento su cui fu edificata la sua vita

(1) Confida in Geova (Versetto 1)

(2) L'amorevole benignità di Dio (Versetto 3)

(3) la verità di Dio (Versetto 3); cioè la fedeltà di Dio

Nota: Che tutti i supporti dell'integrità del salmista erano fuori di lui. Felice è l'uomo che, in tutte le circostanze della vita, sa mantenere la mente e il cuore nella fedeltà e nell'amore divini. Se tali puntelli sottostanti cessano di sostenersi, il valore morale e spirituale presto si struggerà per mancanza di motivazione e di speranza. È uno dei mali del giorno che alcuni dei nostri romanzieri più popolari delineino la religione senza Dio

2. La vita edificata su questo fondamento era una vita che poteva essere imitata con vantaggio. Era una vita di:

(1) Integrità (Versetto 11)

(2) Progresso diretto (Versetto 1). Nessuno scorrimento

(3) Evitare le cattive compagnie (Versetti. 4, 5)

(4) Coltivare la santa adorazione, il canto e il ringraziamento nel santuario (Versetti. 6-8, 12)

Nota:

(a) Coloro ai quali Dio è il sostegno della loro vita, mostreranno una vita degna di tale sostegno

(b) Coloro che apprezzano di più la comunione con Dio e una vita nascosta con lui, apprezzeranno pienamente e coltiveranno con più diligenza quello stimolo e conforto che derivano dal mescolarsi con il popolo di Dio nell'adorazione del santuario

II IL PIÙ RETTO DEGLI UOMINI PUÒ ESSERE FRAINTESO, NON APPREZZATO, TRAVISATO E ATTACCATO. Parlando in modo approssimativo e generale, è senza dubbio vero che, nel complesso, la reputazione di un uomo sarà il riflesso di ciò che è, e che la maggior parte degli uomini va per quello che vale. Eppure, finché ci sono cuori invidiosi, disposizioni gelose, lingue sfrenate, pochi possono essere considerati assolutamente al sicuro dalla detrazione e dalla calunnia. Nostro Signore Gesù implica e afferma anche quanto questo Confronta Matteo 5:44; 10:25; 18:6,7; Giovanni 15:18 Vedi le parole di Pietro; 1Pietro 2:12; 4:14 ; vedi le parole di Paolo Romani 12:18,19 Paolo dovette soffrire molto in termini di disprezzo da parte di alcuni che addirittura negavano il suo apostolato. Giobbe era circondato da "miserabili consolatori", che pensavano, diffamandolo, di difendere Dio! Tali prove sono difficili da sopportare. Possono sorgere

(1) dalle occasionali debolezze di un brav'uomo che viene ingigantito dal calunniatore in peccati;

(2) dall'assoluta impossibilità per gli uomini cattivi di leggere correttamente il carattere dei giusti e dei puri. Non avendo alcuna virtù, non possono attribuirle agli altri. "Giobbe teme Dio per nulla?" "Ha un diavolo", ecc. Molti possono pronunciare le parole in Salmi 56:5

III È UN SOLLIEVO INFINITO, IN TALI CIRCOSTANZE, CHE IL SOCCORRITORE POSSA APPELLARSI AL SUO DIO. L'intero salmo è un tale appello. È vero, l'Occhio Infinito può discernere difetti e difetti dove noi non ne sospettiamo nessuno; Ma poi lo stesso sguardo perfetto discerne il desiderio di essere giusto, puro e vero, per quanto il credente possa essere lontano dal realizzare il proprio ideale. Il supplicante ha a che fare, inoltre, con Colui che non fraintende mai, e la cui gloria è nella sua amorevole benignità e verità. E da un punto di vista cristiano dobbiamo ricordare che abbiamo un Sommo Sacerdote che è stato provato in ogni punto come noi, ma senza peccato, e che quindi può compatire ciò che è fragile e perdonare ciò che è sbagliato. Che misericordia avere un tale trono di grazia a cui rifugiarsi

IV L'APPELLO SARÀ CONTRASSEGNATO DA SPECIFICA SUPPLICA. Qui ci sono quattro righe di supplica

1. Che Dio lo giustifichi, e non permetta che si mischiasse nella confusione con gli uomini di cui odia il peccato (Versetti. 1, 9, 10). Egli guarda a Dio, come Giobbe, come suo Vendicatore Giobbe 19:25

2. Che Dio lo avrebbe cercato e messo alla prova Versetto 2; Confronta Salmi 139:23,24

3. Che Dio lo purificasse (Versetto 3). Cantici, la parola qui tradotta "provare" indica. Egli è retto davanti agli uomini, ma non pretende di essere perfetto davanti a Dio

4. Che Dio lo avrebbe completamente liberato dall'ambiente di uomini non geniali e empi (Versetti. 9, 10). Che il salmista intendesse o no fare riferimento a uno stato futuro, il credente ora non può fare a meno di applicare le parole. Chi potrebbe sopportare il pensiero che il male e il bene siano sempre mescolati insieme? Il mandato divino è: "Lasciate che entrambi crescano insieme fino alla mietitura" Matteo 13:13 Allora verrà la separazione finale

V IL RISULTATO DI TALE APPELLO NON SARÀ INFRUTTUOSO O VANO. (versetto 12) "La sua preghiera è stata esaudita; è al sicuro; si trova su un altopiano aperto e pianeggiante, dove ha spazio per muoversi e dove i suoi nemici non possono bloccarlo; e quindi adempie alla decisione presa in precedenza (Versetto 7), e riversa pubblicamente i suoi ringraziamenti a Dio" (Perowne). Chiunque ponga in tal modo le sue lamentele davanti a Dio troverà la liberazione nel tempo stabilito da Dio; dobbiamo lasciare, però, il "quando" con il grande Difensore. O

(1) Ai nostri giorni sulla terra,

(2) sulla terra dopo i nostri giorni, o

(3) in cielo, Dio porterà noi e la nostra reputazione alla luce

"Egli farà uscire la tua giustizia come la luce e il tuo giudizio come il mezzogiorno". - C Salmi 37:5,6

11 Quanto a me, camminerò nella mia integrità; Continuerò cioè a camminare come ho camminato finora (vedi Versetto 1) - sarò "integer vitae scelerisque purus" - una risoluzione coraggiosa e buona. Se solo si fosse attenuto ad esso! Redimmi e abbi pietà di me (confronta il commento al Versetto 1). Sebbene finora abbia camminato innocentemente, ed è ancora deciso a continuare a camminare innocentemente; Sente tuttavia di aver bisogno della misericordia redentrice. Benché egli "non sappia nulla da se stesso, tuttavia non è per questo giustificato" 1Corinzi 4:4 Molti, senza dubbio, sono i suoi "peccati segreti", che Dio ha "posto alla luce del suo volto" Salmi 90:8

12 Il mio piede si trova in un luogo pianeggiante, ovvero, su un terreno pianeggiante, dove non c'è nulla che mi faccia inciampare. Salmi 27:11 Nelle congregazioni benedirò l'Eterno; cioè nelle assemblee del popolo per il culto pubblico. Davide riconosce costantemente questo dovere: Salmi 22:22,25, 27:6, 35:18; 40:9,10; 68:26 - ecc., Infatti, è l'idea generale che sta alla base di tutti i suoi salmi di lode, poiché erano composti per essere recitati nella congregazione

Illustratore biblico:

Salmi 26

1 SALMO 26

Salmi 26:1-12

Giudicami, Signore, perché ho camminato nella mia integrità.-Principali prove di pietà personale:

(I.) Un forte desiderio di conoscenza del reale stato del personaggio. "Giudicami, o Signore". Sottintendendo:

1. La convinzione nella possibilità di essere autoingannati

2. Il desiderio di essere rimesso a posto, a qualsiasi costo

(II.)Un riconoscimento pratico della misericordia di Dio. "Poiché la tua benignità è davanti ai miei occhi". La vita dei pii è segnata da...

1. La gratitudine più forte

2. Il coraggio più alto

(III.) Una profonda consapevolezza della sincerità della condotta. "Ho camminato nella Tua verità". L'uomo pio odia l'ipocrisia e detesta la vergogna

(IV.)Una forte ripugnanza per tutta la società empia. "Non mi sono seduto con persone vane", ecc

1. Dichiara di non aver mai avuto alcuna comunione con loro (ver. 4)

2. Esprime il suo odio per loro (ver. 5)

3. Prega di non essere radunato in loro compagnia (ver. 9). Gli uomini buoni evitano la compagnia dei malvagi, perché

(1) è sbagliato;

(2) perché è pernicioso

(V.)Un piacere nell'adorazione pubblica di Dio. "Mi laverò le mani nell'innocenza", ecc. La vera adorazione...

1. Richiede una preparazione personale

2. Consiste in riconoscimenti pubblici

3. È ispirato dalla presenza di Dio

(VI.)Una ferma determinazione a camminare sempre con il santo. "Quanto a me, camminerò", ecc. (vers. 11, 12). (Omileta.)

Il carattere di un uomo retto abbozzato da lui stesso:

Per fare questo ci vuole molta introspezione. Tuttavia, ci possono essere circostanze in cui tale lavoro diventa necessario

(I.) Il Salmista aveva un buon fondamento su cui fu costruita la sua vita

1. Confidate in Geova (ver. 1)

2. L'amorevole benignità di Dio (ver. 5)

3. La verità di Dio, cioè la Sua fedeltà (ver. 3)

Nota: tutti i supporti della sua integrità erano fuori di lui. Beato l'uomo che riesce a fermare la sua mente sulla fedeltà e sull'amore divini! Se questi puntelli cessano di sostenersi, il valore morale e spirituale si strugge per mancanza di motivazione e di speranza

(II.)La vita costruita su queste fondamenta è degna di essere imitata. Era una vita di...

1. Integrità (ver. 11)

2. Progresso diretto (ver. 1)

3. Evitare le cattive compagnie (vers. 4, 5)

4. Coltivare la sacra adorazione, il canto e il ringraziamento (ver. 6-8, 12). Nota-

(1) Coloro che hanno Dio come sostegno della loro vita mostreranno una vita degna di tale sostegno

(2) Coloro che apprezzano di più la comunione con Dio apprezzeranno e coltiveranno più liberamente lo stimolo e il conforto che si possono ottenere dall'adorazione unita. (C. Clemence, D.D.)

Un appello contrassegnato da una specifica supplica:

Quattro righe di supplica

(I.) Che Dio lo avrebbe vendicato e non avrebbe permesso che si mescolasse con quelli che odia (ver. 1, 9, 10)

(II.)Che Dio lo avrebbe cercato e messo alla prova (ver. 2)

(III.) Che Dio lo avrebbe purificato (ver. 3). Retto davanti agli uomini, non pretende di essere perfetto davanti a Dio

(IV.)Che Dio lo avrebbe completamente liberato dall'ambiente di uomini non geniali e empi (vers. 9, 10). (Ibidem)

L'appello di Davide e la sua progenie:

(I.) Un appello a Dio perché sia il suo giudice

(II.)Le cause che lo hanno indotto a farlo

1. La sua fede e fiducia in Dio

2. La sua integrità

(1) Come si comportò con gli uomini: astenendosi da ogni associazione con i malvagi

(2) Come a Dio: mostrando i segni della sua pietà

(III.) La petizione. Che Dio non avrebbe permesso che fosse contaminato dalla condotta di uomini malvagi, né coinvolto nella loro punizione

(IV.)La sua gratitudine. Egli loderà il Signore nelle congregazioni. (Bp. Wm. Nicholson.)

L'integrità di Davide:

Sarebbe una follia per qualsiasi uomo, per quanto irreprensibile possa essere stata la sua vita, invocare Dio perché entri in giudizio con lui per le sue offese contro di Lui. Tuttavia, spesso è diversamente per quanto riguarda molti dei nostri simili. Possiamo tranquillamente invitare il Giudice onnisciente a decidere tra noi e loro. Possiamo dire riguardo a loro, come fa Davide: "Giudicami, o Signore; poiché ho camminato nella mia integrità". Sebbene Saul cercasse la vita di Davide, e una volta con la sua stessa mano scagliò contro di lui un giavellotto per ucciderlo, Davide non deviò mai per un momento dalla condotta di un suddito diligente. Combatté ancora le battaglie di Saul per lui, e sebbene Saul lo stesse inseguendo come un fuorilegge, lo risparmiò quando fu in suo potere ucciderlo. Non alzò mai la mano contro il re, né permise a coloro che erano sotto il suo controllo di farlo. L'integrità aveva contraddistinto tutta la sua condotta, tanto che Saul stesso fu costretto a riconoscere con le lacrime: "Tu sei più giusto di me; perché tu mi hai reso del bene, mentre io ho ricompensato del male a te". Così dovrebbe essere sempre per il cristiano. Non dovrebbe mai permettere che l'ingiustizia degli altri rovini la sua integrità. Il principio, non la passione, dovrebbe essere la stella polare del suo corso. (D. Caldwell, M.A.)

2 SALMO 26

Salmi 26:2

Esaminami, Signore, e mettimi alla prova, metti alla prova le mie reni e il mio cuore.-Il nostro bisogno di scrutinio divino:-

(I.) È possibile che possiamo metterci alla prova con falsi principi. L'autoesame è un dovere importantissimo, ma quando abbiamo cercato con la massima diligenza abbiamo bisogno che Dio ci esamini. Ora, siamo inclini a sbagliare per quanto riguarda il nostro pentimento, la nostra fede e la nostra obbedienza, questi che sono i requisiti più grandi per la salvezza

(II.)Siamo inclini ad essere parziali con noi stessi, a fare concessioni dove non dovremmo

(III.) E i motivi della nostra condotta sono così difficili da accertare da chiunque tranne che da Dio

(IV.)E quando scopriamo delle imperfezioni non possiamo correggerle, nemmeno con quella grazia divina che Egli è disposto a concedere

(V.)Il giudizio divino determinerà le decisioni dell'ultimo giorno. Ciò che noi pensiamo, o che i nostri simili credono, non servirà allora

(VI.)Cosa è necessario per prepararsi al cielo. (S. Morell.)

Esami (Una chiacchierata con i bambini):-

Di norma, i bambini non sono molto ansiosi per gli esami. Non vedono quale possibile bene possa venire fuori da loro. Se la maggior parte di loro avesse avuto i propri desideri, non ne avrebbero mai avuti uno. Eppure, nei giorni a venire, questi bambini vedranno che di tutte le cose che hanno fatto ai tempi della scuola, forse la più importante sono stati proprio questi esami. Ora, qui Davide chiese a Dio di esaminarlo; Chiese a un esaminatore molto acuto di prendere in mano il compito. Sapeva cosa significava: sapeva che nessuna debolezza, nessuna ignoranza, nessun peccato sarebbe rimasto nascosto; ma che tutto sarebbe stato noto, non solo a Dio, ma anche in gran parte a Davide stesso. E questo era uno dei motivi per cui voleva essere esaminato

(I.) Ora, notate che la parola "esaminare" qui è una parola molto forte. Significa "esaminare con il fuoco", e, quindi, con ciò che brucerà tutte le scorie, e lascerà dietro di sé solo ciò che può passare attraverso il fuoco. Ancora una volta, la parola "provare" è ulteriormente espressiva. La parola ebraica significa "sciogliersi mediante il fuoco"; In altre parole, significa "esaminare mediante il fuoco fino al punto di sciogliersi". Perciò l'esame che il Salmista chiedeva era un esame mediante il fuoco, un esame che doveva bruciare tutto ciò che era impuro

(II.)Il risultato di un esame è in larga misura quello di far conoscere se stessi. Se non fosse per gli esami che i bambini fanno, alcuni di loro diventerebbero molto presuntuosi e penserebbero di sapere tutto. Quando qualcuno inizia uno studio, si convince in una settimana o giù di lì di sapere tutto su di esso. Se lo rivedi tra dodici mesi, comincia a dubitarne; Ma se lo vedi tra due anni è abbastanza convinto di sapere ben poco. Ora, gli esami sono molto utili in questo senso. La condizione dell'apprendimento è proprio quella di imparare, prima di tutto, che non sappiamo quasi nulla, e quindi di essere insoddisfatti di noi stessi. Allora, e solo allora, faremo uno sforzo

(III.) Il fallimento nell'esame ha molto spesso portato alla determinazione da parte di un ragazzo o di una ragazza di non fallire mai più; Pertanto, il fallimento è stata una delle più grandi benedizioni che hanno avuto nella vita. Davide era sicuro che se Dio lo avesse esaminato avrebbe saputo molto di più del suo povero e miserabile io di prima, e gli sarebbe stato rivelato qualche sentiero di peccato che gli era sfuggito. Anzi, egli era ansioso che il Signore non gli nascondesse nulla di ciò che c'era di male in lui. Essere consapevoli del proprio errore è il primo passo necessario per evitare di ripeterlo

(IV.)Ancora, c'era un altro sentimento da parte di Davide, e cioè che per quanto Dio fosse accurato come esaminatore, e per quanto accurata sarebbe stata la denuncia di un tale esame, Dio era comunque molto gentile; poiché Davide dice nel versetto seguente: "Poiché le tue benignità sono davanti ai miei occhi". I nostri insegnanti più amati sono stati quelli che, pur vedendo tutti i nostri fallimenti, tutti i nostri errori, molto chiaramente, non ci hanno messo in ridicolo, ma hanno simpatizzato con le nostre difficoltà e hanno dato la migliore costruzione a tutte le nostre azioni. Così è per nostro Signore. Egli conosce i nostri cuori e legge ogni pensiero prima che noi lo esprimiamo a parole. I desideri nascosti sono tutti a Lui noti. Ma poi, Egli è così gentile, così amorevole, così pronto a perdonare, che possiamo lasciarci nelle Sue mani. (D. Davies.)

Autoesame esaminato:

L'autoesame è per molti discepoli una sorta di primo punto nella religione pratica. Si sente e si legge da tutte le parti. Ma ci sono solo due passaggi della Scrittura che possono essere citati per questo, uno dei quali 2Corinzi 13:5 certamente non ha tale significato; e l'altro 1Corinzi 11:28 non ha un'autorità sufficiente per la pratica. La Scrittura ci manda a Dio: "Esaminami, Signore"; "Scrutami, o Dio"; "Il Signore mette alla prova il cuore".

(I.) Dio può certamente esaminarci, e noi non possiamo esaminare noi stessi se non nel senso più superficiale e incompleto. Per-

1. La nostra memoria è troppo corta e scarsa per ricordare o ripristinare la concezione di uno su cento milioni degli atti che compongono la nostra vita

2. Anche se potessimo ricordarli, tutti, non potremmo mai andare oltre l'indagine di materiali così vasti, in modo da formare un giudizio su di essi o su noi stessi

3. E poiché la comprensione del nostro stato attuale è impossibile senza comprendere tutte le cause della nostra azione che hanno modellato il carattere e plasmato la sua figura, la nostra facoltà è qui ancora più breve di prima. Solo l'onniscienza è all'altezza del compito

(II.)In ciò che spesso si intende per autoesame c'è qualcosa di sbagliato o di ingannevole che deve essere attentamente contrastato

1. È una sorta di stato artificiale, in cui l'anima è distolta dai suoi oggetti e dalle sue opere, e dai suoi richiami di amore e sacrificio, per impegnarsi in atti di autoispezione

2. Può anche essere così assorto nell'autoesame da diventare morbosamente egoista in esso; perché nulla è più egoistico che essere sempre annoiato in se stessi

(III.) Quanto è implicito in una sincera volontà o desiderio di che Dio ci esamini e ci metta alla prova. Una mente che cerca la verità, pronta a riceverla; anzi, un'anima già trovata nell'amicizia di Dio, sigillata con la testimonianza della Sua accoglienza

(IV.)C'è un modo per arrivare al verdetto di Dio, qualunque esso sia. Dio progetta sempre di darci il beneficio della Sua conoscenza del nostro stato. Non ci ha mai intenzionato, e non ci ha mai incaricato, del compito di metterci alla prova. Si aspetta di fare questo per noi. Noi siamo completi solo in Lui. Egli è, e sarà sempre, la nostra Luce, e noi conosciamo noi stessi solo in Lui. Dio si manifesta nella coscienza di coloro che Lo amano e sono giusti verso di Lui. Essi conosceranno Dio mediante una conoscenza o rivelazione immediata. Avranno il Suo Spirito che testimonierà con i loro. Dio ha pianificato la nostra vita in modo da portarci alla percezione dei molti difetti ed errori che si nascondono in noi, e di metterci nello stesso giudizio di essi che Egli stesso ha fatto, mettendoci alla prova ad ogni angolo, provando anche le redini e il cuore, affinché le nostre cose più segrete possano essere rivelate. Se c'è un luogo legittimo per l'esame di coscienza, è nel campo in cui andiamo a scoprire i nostri difetti e i peccati che richiedono di essere abbandonati o messi da parte. (Horace Bushnell, D.D.)

L'autoispezione morbosa uccide l'amore:

Molti anni fa conobbi un'eccellente e stimata madre cristiana, che era diventata morbosamente introversa e non riusciva a trovare il suo amore per Dio. Vedendo subito che lo stava soffocando con il suo stesso assorbimento dall'auto-ispezione, che non le permetteva nemmeno di pensare all'amabilità di Dio, le dissi: "Ma tu ami tuo figlio, non ne hai alcun dubbio". «Certo che lo amo, perché non dovrei?» Per mostrarle, quindi, come stava uccidendo il suo amore per Dio, le dissi: "Ma prenditi una settimana per il processo, e fai un esame approfondito del tuo amore per tuo figlio, e sarà strano se, alla fine della settimana, non mi dirai che ne hai seri dubbi". Tornai in quel momento, per essere terribilmente scioccato dal mio esperimento troppo crudele. "No," disse, "non lo amo; Lo aborro". Era caduta dal baratro e il suo autoesame era diventato la sua follia! (Ibidem)

Dio prova le redini e il cuore:

È meraviglioso vedere con quanta abilità Dio ha adattato tutte le nostre esperienze, in questa vita terrena, in modo da renderci consapevoli dei nostri errori e difetti. Come l'inchiostro invisibile viene messo in risalto in un colore distinto tenendo ciò che è scritto sul fuoco, così Dio tira fuori tutte le nostre colpe e i nostri peccati attraverso le bruciature dell'esperienza attraverso le quali passiamo sempre nelle prove infuocate della vita. Se siamo orgogliosi, Egli ha un modo per farcelo vedere e per abbattere il nostro orgoglio. Se nutriamo un sottile rancore o animosità, Egli in qualche modo lo chiamerà e ce lo farà vedere. Se siamo egoisti, o avidi, o gelosi, o frivoli, o capziosi, o autoindulgenti, o sensuali, o sicuri di noi stessi, o fanatici, o ipocriti, o parziali, o ostinati, o prevenuti, o poco caritatevoli, o censori, qualunque sia il difetto che abbiamo in noi, sia nella mente, o nella testa, o nel corpo, o potrei quasi dire nelle ossa, per quanto sottile o ingegnosamente nascosta, Egli ci mette nella fornace della prova e della correzione, dove ci fa girare e rigirare, ci solleva nella prosperità, ci schiaccia nelle avversità, ci sottomette con l'afflizione, tenta i nostri difetti e poi li castiga, ci umilia, ci corregge, ci addolcisce, tempra, lenisce, fortificandoci, raffinandosi, guarindoci e gestendoci in modo da scoprire tutte le nostre cattive qualità, e separarle da noi. Egli siede come un raffinatore e purificatore d'argento, e non permette a nulla di sfuggire né alla Sua scoperta né alla nostra correzione. Nessun autoesame che potremmo fare scoprirebbe, affatto, ciò che Egli porta continuamente alla luce e ci espone alla scoperta. (Ibidem)

3 SALMO 26

Salmi 26:3

Poiché la Tua benignità è davanti ai miei occhi, e io ho camminato nella Tua verità.-L'amorevole benignità del Signore contemplava:-

(I.) Abbiamo un piacevole oggetto di contemplazione: l'amorevole gentilezza del Signore. Dio ha sempre manifestato questo. Nella creazione, specialmente nella creazione dell'uomo. Altri principi entrarono in vigore in seguito. Dio deve essere altrettanto benefico. Perciò l'uomo, quando peccava, doveva sentire gli effetti del doloroso dispiacere di Dio. Ma è solo quando questo viene considerato in relazione a una dispensazione di misericordia, e come destinato a condurci al pentimento, che si può considerare che manifesti la Sua amorevole gentilezza. Non è solo la tolleranza, la pazienza che sopporta per un certo periodo i vasi dell'ira e che alla fine deve cedere il passo alla crescente vendetta provocata dalle loro iniquità. È la tenerezza pietosa con cui vengono considerate le nostre miserie e i nostri pericoli, l'amore redentore che ci salverebbe da tutto questo, e ci accoglierebbe e ci riprenderebbe come cari figli, e si diletterebbe in noi in ogni momento per farci del bene. Pertanto, considera:

1. Che cosa è stato fatto per rendere l'esercizio della misericordia conforme alla giustizia. Vedete questo nell'opera del Signore Gesù Cristo. Che cos'è che cattura l'attenzione e attira a sé l'ammirazione rapita del discepolo che Gesù amava? "Qui", esclama, "c'è l'amore; non che noi abbiamo amato Dio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato il suo Figlio per essere la propiziazione per i nostri peccati". Trascurò egli le altre azioni di Dio, nelle quali Egli ha mostrato la Sua bontà ai figlioli degli uomini? No; Ma sentiva che questo li trascende tutti. In questo egli vide molto chiaramente che Dio è amore

2. Pensa ai frutti di questa amorevole gentilezza. Le nostre misericordie, temporali e spirituali, si estendono per tutta l'eternità. Si noti anche il suo carattere spontaneo e la sua costanza

(II.)Il modo in cui dovrebbe essere davanti ai nostri occhi

1. Come argomento frequente del nostro pensiero

2. Come base sicura della nostra speranza

4. Come motivo della nostra lode. (James Henderson, D.D.)

Pensa bene e fai bene:

Davide sta lavorando sotto il timore di essere giudicato e condannato con gli empi. Perciò egli insiste su ragioni per cui ciò non dovrebbe essere così. E questo, tra il resto, che i suoi pensieri erano rivolti all'amorevole benignità di Dio. "Come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è". Possiamo farci un giudizio migliore di noi stessi, probabilmente, dal tenore dei nostri pensieri che da qualsiasi altra evidenza. Se tutti i nostri pensieri vanno verso il basso, stiamo andando noi stessi verso il basso. Ma se ci sono alcuni respiri verso il cielo, allora possiamo avere la speranza che anche noi stiamo ascendendo verso i luoghi celesti e dimoreremo in essi in seguito. Davide poteva sollecitare, oltre all'evidenza segreta dei suoi pensieri devoti, la prova pubblica dei suoi atti santi: "Ho camminato nella Tua verità". Le due cose devono andare insieme per diventare prove valide

(I.) La mente occupata da un argomento fruttuoso. "La tua benignità è davanti ai miei occhi". È estremamente vantaggioso per il cristiano avere sempre qualche argomento di pensiero nella sua mente. Quando la mente non riceve cose sacre di cui nutrirsi, di regola preda se stessa; come certi dei nostri organi corporei che, se non riforniti di materia nutritiva, cominceranno presto a divorare i propri tessuti. La mente, quando si corrode dentro di sé, forma dubbi, sospetti, lamentele; e nove su dieci dei dubbi e delle paure del popolo di Dio derivano da due cose: camminare lontano da Dio e mancanza di nutrimento spirituale per l'anima. Un potente flusso di santa contemplazione setaccerà i pensieri e porterà via i depositi immondi del pensiero empio. Ora, il tema di Davide qui è un argomento legittimo per la meditazione. È nostro dovere riflettere molto sull'amorevole benignità di Dio. Ed è un buon soggetto, ampio e piacevole. Anche molto semplice, adatto e stagionale per tutti noi

(II.)Una vita ordinata da una retta regola. "Ho camminato nella Tua verità". Intende: "Ho cercato di ordinare la mia religione secondo la verità che Dio ha rivelato". Possiamo dirlo tutti? La maggioranza di noi non adora Dio in questo modo, e poiché è così che lo hanno fatto i nostri antenati? Siamo d'accordo con il vecchio re sassone che, quando stava per essere battezzato, si fermò con una gamba nell'acqua e chiese al vescovo: "Dove dici che siano finiti i miei antenati? Non sapevano nulla del vostro cristianesimo". «Tutti gettati all'inferno», disse il vescovo. «Ebbene», disse questo buon vecchio conservatore, «andrò con loro; Non vorrei essere separato dai miei parenti". Gran parte di questo principio governa ancora il nostro paese. Davide intende, poi, che aveva camminato secondo la legge di Dio. "Ho camminato nella Tua verità". Ma...

(III.) Vedi il link che lega insieme le due parti del testo. L'uno è stato la conseguenza dell'altro. Poiché pensavo molto al Tuo amore, perciò ho camminato nella Tua verità. I nostri pensieri influenzano notevolmente le nostre azioni. Non puoi mandare la mente su per il camino e aspettarti che scenda bianca. Qualunque strada attraversino i pensieri, tutte le facoltà dell'età adulta li seguiranno. Ma ci sono alcuni uomini che separano queste cose. Ci sono alcuni uomini che pensano, o dicono di pensare, all'amorevole benignità di Dio, ma non camminano nella verità di Dio. Che cosa diciamo degli uomini che fanno delle dottrine della grazia una scusa per la licenziosità? Paolo disse: "La loro dannazione è giusta". Ci sono altri che dicono di camminare nella verità di Dio, ma la Sua amorevole benignità non è mai davanti ai loro occhi. Si vantano del loro carattere, ma non pensano mai alla grazia di Dio. Sono farisei; non sanno di quale spirito sono. Ricordiamoci che quando diventiamo noiosi nella parte pratica della religione, il modo migliore per risvegliare è pensare di più all'amorevole gentilezza di Dio.

Una contemplazione incoraggiante:

(I.) Come soggetto di contemplazione. Davide disse: "La mia meditazione su di lui sarà dolce".

(II.)Come fonte di incoraggiamento. Quante volte ne abbiamo bisogno, sotto un senso di colpa; nelle nostre afflizioni

(III.) Come incitamento alla lode. «Com'è deplorevole», dice Leighton, «che un mondo così pieno della misericordia di Dio sia così vuoto della Sua gloria!»

(IV.)Come esempio per la nostra imitazione. Ci sono stati quelli che hanno cercato di assomigliargli. (W. Jay.)

La manifestazione della benignità divina:

"Dio è bellezza e amore", dice Platone; E queste parole sono ripetute da tutti coloro la cui visione spirituale non è offuscata dal sentimento sensuale e dal pensiero scettico. Che cosa si intende per bontà divina o benignità? Non il bene, ma il buon essere, la bontà della natura

(I.) La benignità di Dio è un fatto che si presenta sempre agli occhi dell'intelletto indagatore dell'uomo. Il percorso logico dell'uomo verso questa grande idea è attraverso tre grandi stadi

1. La disposizione dominante di un essere morale è sempre l'essenza del suo carattere morale. I vari impulsi dell'anima si sono risolti in due grandi disposizioni: la ricerca del bene e la ricerca di sé. Con un cambiamento dell'indole che presiede avviene una completa rivoluzione di carattere

2. La disposizione padronale di un essere assolutamente competente si esprime sempre nella tendenza generale delle sue opere. Dio è un tale essere; Egli ha ogni sapienza, ogni potere; e siamo autorizzati a considerare l'universo come l'espressione del Suo cuore

3. La tendenza generale dell'universo è quella di produrre felicità. E questa impressione generale è confermata da tutte le ricerche scientifiche, che dimostrano che l'organizzazione di tutti gli esseri senzienti è fatta per la felicità; e che la sfera esterna di ogni essere contiene tutte le disposizioni per la sua felicità. Ma come mai, allora, c'è tanta sofferenza nel mondo?

(1) Le sofferenze costituiscono una piccola parte in confronto ai godimenti

(2) Serve fini benevoli

(II.)È un fatto che si presenta sempre agli occhi della coscienza generale dell'uomo. E l'uomo universale vi crede con una fede che sottende tutti i fenomeni della vita. C'è...

1. Una responsabilità universalmente sentita per il male morale

2. Un apprezzamento universalmente sentito della benignità come essenza dell'eccellenza

3. Un obbligo universalmente sentito di adorare

4. Un desiderio universalmente sentito di continuare l'esistenza

(III.) È un fatto sempre sotto gli occhi della fede biblica dell'uomo. Le Scritture rivelano la bontà di Dio come:

1. Conferire benedizioni di carattere trascendente

2. Conferire queste benedizioni a coloro che giustamente meritavano il Suo dispiacere

3. Conferendoli per mezzo del sacrificio più stupendo. "Egli non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi". Che Dio abbia concesso un favore alle creature peccatrici e ai nemici è una meravigliosa dimostrazione di bontà; ma che Egli abbia fatto un tale sacrificio "oltrepassa la conoscenza". Inoltre, ci fa sedere insieme nei luoghi celesti in Cristo Gesù. La sua bontà è la sua gloria. Fede nella Sua bontà...

(1) È essenziale per l'unione spirituale;

(2) è la condizione necessaria della cultura spirituale;

(3) è il principio risolutivo di tutte le difficoltà intellettuali che riguardano il Suo governo;

(4) è il fondamento di tutta la nostra speranza. (Omileta.)

L'amorevole benignità e la verità di Dio:

(I.) Cosa dobbiamo intendere con questo

1. Può essere preso per una perfezione essenziale in Dio, o per una dispensazione esterna del bene da Dio. Nel primo senso, Salmi 51:1 ; nel secondo, Salmi 42:8. In entrambi i sensi qui

2. Si manifesta e si esercita in molti atti di provvidenza, ma specialmente in Cristo, e nel garantire da Lui benedizioni spirituali ed eterne Gioele 2:13; Tito 3:4

3. Può essere considerato come rispetto per gli altri o per noi stessi Efesini 5:25; Galati 2:20

(II.)Che cosa significa che l'amorevole benignità di Dio deve essere davanti ai nostri occhi

1. Debitamente per arrestarlo

2. Crederci e esserne persuasi Giovanni 8:56; Ebrei 11:13

3. Stimarlo e apprezzarlo Salmi 36:7

4. Considerarlo e ricordarlo seriamente Esodo 20:20 ; Cantico 1:4)

(III.) Cosa si intende per verità di Dio

1. La sua fedeltà immutabile Salmi 89:49; 94:4

2. La Sua Parola Salmi 119:142

3. La sincerità di coloro che Gli appartengono Salmi 51:6

(IV.)Che cosa significa camminare nella Sua verità

1. Riporre la nostra ferma fiducia nella fedeltà di Dio

2. Prestare stretta attenzione alla Parola di Dio, sia nella sua parte dottrinale che in quella pratica

3. Essere retti nel nostro cammino, in opposizione a quel camminare con astuzia che è la politica celebrata dai figli di questo mondo

4. Perseveranza in questo corso. (T. Cruso.)

4 SALMO 26

Salmi 26:4-5

Non mi sono seduto con persone vanitose.- Separati, eppure vicini: -

Gli occhi che hanno sempre davanti a sé l'amorevole bontà di Dio sono dotati di penetrante chiarezza di visione nella vera vacuità della maggior parte degli obiettivi perseguiti dagli uomini, e di una terribile sagacia che rivela l'ipocrisia e la vergogna. L'associazione con tali uomini è necessaria, e il lievito deve essere a contatto con la pasta per compiere la sua opera di trasformazione; ma è impossibile per un uomo il cui cuore è veramente in contatto con Dio non sentirsi a disagio quando viene messo in contatto con coloro che non hanno alcuna parte delle sue convinzioni ed emozioni più profonde. Senza dubbio la separazione dai malfattori non è che parte del dovere di un uomo devoto, ed è stata spesso esagerata fino a ridurla all'egoistico ritiro da un mondo che ha bisogno della presenza di uomini buoni tanto più quanto peggio è; Ma fa parte del suo dovere: "Uscite di mezzo a loro e separatevi" non è ancora un comandamento abrogato. Nessun uomo si mescolerà mai con "uomini di vanità" in modo da attirarli dalle ombre della terra alla sostanza in Dio, a meno che la sua amorevole associazione con loro non si basi su una profonda repulsione per i loro principi di azione. Nessuno si avvicina così tanto agli uomini peccatori come il Cristo senza peccato; e se non fosse mai stato "separato dai peccatori" non sarebbe mai stato abbastanza vicino da redimerli. Possiamo tranquillamente imitare la Sua libera compagnia, che gli valse il glorioso nome di Amico, se imitiamo la Sua lontananza dal loro male. (A. Maclaren, D.D.)

Ho odiato la congregazione dei malfattori.- Con gli uomini malvagi, ma non tra loro:

Sebbene, quando furono costretti all'esilio, tutti coloro che erano in difficoltà, in debito, ecc., si radunassero presso Davide, ed egli divenne loro capo, non li guidò mai contro il suo re e il suo paese, ma solo contro i loro nemici, e col tempo trasformò il più temerario e turbolento degli uomini nel migliore dei soldati e dei cittadini. Non c'è luogo in cui il cristiano sincero non possa far sentire la sua influenza per il bene: nell'esercito, nella marina, nel commercio, al bar, sui banchi, nelle aule della legislazione, e dappertutto; non sacrificandosi, ma mantenendo e manifestando i suoi princìpi nel suo spirito e nella sua condotta. (D. Caldwell, M.A.)

6 SALMO 26

Salmi 26:6-7

Mi laverò le mani nell'innocenza, così circonderò il tuo altare, o Signore.-Purezza di cuore e di vita:-

(I.) Cosa implica questa risoluzione

1. Ogni apprensione per la santità di Dio

2. La condizione - la santità - in cui solo egli poteva avere comunione con Dio

3. Grande desiderio per esso

4. Disposto a rinunciare a tutto ciò che si trovava sulla sua strada, a tutti i peccati, specialmente

(II.)Cosa implica mantenere tale risoluzione

1. Rinuncia al peccato presente

2. Il pentimento per ciò che è passato

3. Restituzione e confessione

4. Riguardo per i diritti degli altri sotto tutti gli aspetti: trattamento onesto e gentilezza. Oh, gli infiniti trucchi dell'egoismo e gli infiniti sotterfugi con cui gli uomini si scusano; eppure quanta pietà in mezzo a tutto questo. A volte accade che le persone non starebbero per nessun motivo lontane dalla chiesa il sabato, ma vi imbroglierebbero nei loro affari il lunedì se ne avessero l'opportunità. Supponiamo che tu dica: "Beh, sto cercando di ottenere del denaro per poterlo dare alla causa missionaria! Lasciate che vi dica che un uomo potrebbe anche allestire una nave pirata per lo stesso scopo! Ne approfitti, menti e imbrogli, per ottenere soldi per Dio! Ebbene, quando hai il denaro per Dio; Entra nel tuo armadio, deponi il denaro e digli: "Signore, Tu sai come ho preso questo denaro oggi: c'era un uomo che è venuto nel mio negozio e voleva un certo articolo, e io non avevo quello che voleva, ma ne avevo uno non così buono, ma sono riuscito a convincerlo a prenderlo, e gli ho fatto pagare un po' di più di quanto valesse, perché volevo dare qualcosa alla causa missionaria!" Ora, sarebbe questo lavarsi le mani nell'innocenza? Un Dio infinitamente santo accetterebbe una tale offerta? Giudicate!

(III.) Passiamo ora a mostrare che sia la risoluzione che il mantenimento di essa sono condizioni indispensabili per l'accettazione da parte di Dio. Quando parliamo di persone giustificate per fede, intendiamo sempre dire che la fede implica il pentimento, la restaurazione, l'obbedienza e la santità del cuore. La fede che si aggrappa a Cristo implica tutto questo. Siamo giustificati per fede; ma è la fede dell'obbedienza a Dio, la fede che conduce alla santificazione, la fede che opera mediante l'amore e purifica il cuore, la fede che vince il mondo. Ah, la fede che vince il mondo, quella è la fede che contraddistingue un uomo onesto! Nessun uomo ha una fede che lo giustifichi se non ha una fede che lo rende onesto. Se non sei onesto non hai fede; nel senso di Dio del termine non avete la fede del Vangelo. Ora, supponiamo che ogni persona in questa casa sia in questo momento disposta a fare come ha fatto il Salmista, e che venga fuori e dica: "Mi laverò le mani nell'innocenza": che cosa c'è da impedire? (C. G. Finney.)

Preparazione per il culto divino:

"Innocenza" qui non implica la perfezione morale. Davide era innocente delle accuse mosse contro di lui dai suoi nemici, gli aiutanti e i complici della ribellione di Absalom; ma non era moralmente puro come lo era il Dio che adorava. Desiderava, quindi, che Dio mettesse alla prova le sue reni e il suo cuore, in modo che potesse conoscere e confessare il suo peccato. Il lavaggio delle mani, come emblema della purezza e dell'innocenza, era imposto ai sacerdoti, per simboleggiare quella santità interiore che sola rendeva il servizio accettevole a Dio; e anche sugli anziani della città più vicina alla quale è stato trovato il corpo di un omicidio. Viste alla luce di questi due cerimoniali, le parole di Davide possono qui essere considerate come una protesta di innocenza in riferimento al senso più esteriore con cui la religione è disonorata, e una dichiarazione di sincerità nell'adorazione. Era allora che si avvicinava all'altare in compagnia dei fedeli che vi si radunavano intorno. Come il pio israelita guardava verso l'altare, così il cristiano rivolse i suoi pensieri al Redentore che Dio ha stabilito come propiziazione mediante la fede nel suo sangue. La gioia principale di Davide era quella di visitare l'abitazione della casa di Dio, il luogo in cui dimorava il Suo onore. Con la stessa gioia devota dovremmo entrare nel Suo santuario, e specialmente quando ci avviciniamo alla Sua santa mensa, e la preparazione per questo culto dovrebbe impegnare l'attenzione orante del cristiano

(I.) La sua necessità può essere argomentata dalla Scrittura. A Giacobbe fu comandato di andare da Sichem a Betel per adempiere il suo voto; E per questo egli e la sua famiglia si prepararono, purificandosi e allontanando gli dèi stranieri di mezzo a loro. Quando si trovava davanti al Sinai, Mosè ricevette l'ordine di santificare il popolo e di prepararlo per la presenza di Dio sul monte. C'è anche quella solenne preparazione per la Pasqua dopo che Ezechia ebbe riformato i servizi del tempio, quando la sua osservanza dovette essere ritardata perché alcuni erano venuti alla festa senza la prescritta purificazione dei precedenti servizi religiosi

(II.)Si può argomentare anche dalla natura della cosa. Dio è l'Infinitamente alto e il santo, e se davanti al Suo trono gli angeli velano i loro volti, con quanta riverenza dovremmo entrare nelle Sue porte e cadere allo sgabello dei Suoi piedi! Dobbiamo accostarci alla Sua presenza con umiltà, penitenza e preghiera. La sua presenza lì è assicurata; perché non può mentire. L'amore dovrebbe essere presente in tutto il nostro culto, e specialmente in quel memoriale del sacrificio espiatorio del nostro Redentore al quale dobbiamo tanto. (P. Mearns.)

Il devoto adoratore:

Con tutti i suoi svantaggi e inconvenienti, Davide era "l'uomo secondo il cuore di Dio". Se ha peccato, e ciò in modo estremamente elevato dinanzi al Signore, sappiamo quanto completamente si sia pentito. Una caratteristica del suo carattere è molto evidente: il suo amore per la casa di Dio

(I.) La preparazione di Davide per la casa del Signore. Benché esiliato nel paese dei Filistei, bandito dal servizio e dall'adorazione del santuario, circondato da coloro che avrebbero osservato ogni azione e notato ogni mancanza, decise tuttavia di non dare loro alcuna opportunità di trionfare su di lui. Una lezione per i fedeli cristiani

1. Tale preparazione è in divenire. Che stupefacente condiscendenza avere il permesso di parlare con Dio e di presentarsi davanti a Lui con rendimento di grazie!

2. È necessario. L'adorazione non può essere gradita a Dio a meno che le nostre mani non siano lavate nell'innocenza. Quanto impressionanti furono le istruzioni date ad Aaronne e ai suoi figli Esodo 30:17-21 ; Paolo ordina a Timoteo di fare in modo che la Chiesa alzi mani sante in preghiera 1Timoteo 2:8

3. Ha i risultati più felici: "la benedizione del Signore e la giustizia del Dio della nostra salvezza".

(II.)Gli impegni di Davide nella casa del Signore

1. Davide sapeva che era il luogo in cui dimorava l'onore di Dio. Benché fosse solo il tabernacolo, era comunque il luogo che il Signore aveva scelto per collocarvi il Suo nome, e lì c'era anche la gloria. Abbiamo una dispensa migliore

2. Davide fu colmo di gratitudine al ricordo delle misericordie passate (Versetti 6, 7). Non lo faremo? Imparare-

1. Quanto è necessario che manifestiamo una riverenza crescente nella casa di Dio

2. I nostri servizi possono essere ragionevoli e accettabili solo quando ci rendiamo conto degli scopi per i quali assembliamo

3. Le disposizioni della mente gradite a Dio sono le stesse nella nuova economia come nella vecchia economia

4. Lascia che il testo ci conduca a un santo autoesame. Ho fatto il bucato? &c. (W. G. Barrett.)

Il sacramento della Cena del Signore:

(I.) Il dovere di parteciparvi. Il comandamento di Cristo di "fare questo in memoria di me" è indiscutibile; Il suo disegno in quel comando è molto grazioso; I benefici che ne derivano per noi stessi dall'obbedirgli sono grandi e certi. Il dovere di comunicare, quindi, è insindacabile; Il peccato di trascurare di farlo è grande. È tanto pericoloso per la nostra condizione spirituale trattare il sacramento come nulla, quanto dargli un'efficacia misteriosa che le Scritture non garantiscono. Alla fede Cristo è presente, non corporalmente ma spiritualmente, nella potenza della sua morte; e in questo senso la Sua carne è davvero cibo, e il Suo sangue è davvero bevanda, per il conforto, il sostegno e il nutrimento di coloro che si nutrono di Lui nei loro cuori mediante fede con rendimento di grazie. I cristiani d'oggi soffrono molto nella loro anima, e l'opera di conversione negli altri può essere grandemente ostacolata dalla negligenza di una dovuta e degna partecipazione alla Cena del Signore, in quanto la sua osservanza è strettamente connessa con la spiritualità della mente e con un desiderio orante per il benessere spirituale dei nostri simili

(II.)Lo stato d'animo in cui dobbiamo avvicinarci alla mensa del Signore. Davide "desiderava lavarsi le mani nell'innocenza", e così circondare l'altare di Dio. Che cosa significavano per lui queste parole? Non che avrebbe sradicato ogni corruzione dal suo cuore e si sarebbe completamente liberato dal peccato; perché allora doveva aspettare fino al giorno della sua morte prima di compiere i suoi voti. Il suo significato si trova nella sua descrizione dello stato benedetto del vero credente, in Salmi 32:1, 2. San Paolo cita questo passaggio in Romani 4 per dimostrare la dottrina del nostro perdono e della nostra giustificazione attraverso Cristo, con la quale lascia al di là di ogni dubbio che Davide comprese quella dottrina, e descrisse la felicità del vero credente che per fede nel sacrificio espiatorio di Cristo come tipificato nei sacrifici ebraici aveva ottenuto tale perdono. In questo stato d'animo desiderava avvicinarsi all'altare di Dio; e in questo stato d'animo anche il cristiano deve accostarsi alla mensa del Padre suo. (R. Oakman, B. A.)

Passando per l'altare:

Il Salmista girerà intorno all'altare, guardandolo, guardando il sangue sulla sua base, e il sangue su ciascuna delle quattro corna, verso nord, sud, est e ovest, e contemplando il fumo del fuoco, e pensando alla vittima sacrificale che è morta lì, tutto in modo di gioiosa gratitudine per la salvezza provveduta agli uomini! Si tratta di un'indagine sull'opera di redenzione compiuta dal Redentore; un'indagine come quella che ogni membro del Suo corpo fa spesso dopo aver sentito il potere del perdono gratuito, e mentre mira all'"innocenza". Infatti il "compasso" dell'altare avviene dopo il perdono; È fatto per poterlo vedere con calma. (Andrew Bonar.)

7 SALMO 26

Salmi 26:7

affinché io possa proclamare con voce di ringraziamento e raccontare tutte le Tue opere meravigliose.- Dichiarando con franchezza la misericordia e la bontà di Dio:

Non ho alcuna idea di una timida e ingenua professione di Cristo. Alcuni predicatori e professori sono come un topo che gioca a nascondino dietro una, che infila la testa in un buco per vedere se la costa è libera, e si avventura fuori se non c'è nessuno in mezzo; ma torna indietro di nuovo quando appare il pericolo. Non possiamo essere onesti con Cristo a meno che non siamo audaci per Lui. O vale tutto ciò che possiamo perdere per Lui, o non vale nulla. (H. G. Salter.)

8 SALMO 26

Salmi 26:8

Signore, ho amato la dimora della Tua casa.-L'importanza del culto pubblico:-

La forma della pietà può spesso rimanere quando manca il potere; ma la potenza non può sussistere bene dove la forma è del tutto assente. Considera l'importanza del culto pubblico:

(I.) Come rispetta Dio. Se c'è un Essere Supremo, un Creatore della razza, si dovrebbe renderGli culto, sia privato che pubblico. I sentimenti naturali dell'umanità lo attestano universalmente. E ora che la rivelazione è stata data, la luce del Vangelo è venuta, siamo inescusabili se non obbediamo al desiderio. Dio non ne ha bisogno, ma è disposto ad accettarlo

(II.)Per quanto riguarda il mondo. Indipendentemente dal suo effetto sui principi morali della razza, tende alla pace e all'ordine, umanizza e civilizza, rafforza i legami del rapporto sociale e fa emergere il meglio che c'è nell'uomo

(III.) Per quanto riguarda noi stessi. Siamo parti di un grande tutto, ognuno con dei doveri verso gli altri. Il culto pubblico aiuta in questo. Dà calore alla pietà e aggiunge solennità alla virtù morale. Come membri della Chiesa universale, adoriamo il Dio e Padre di tutti noi, attraverso il Redentore della razza, mediante lo Spirito santificante al quale tutti abbiamo accesso. (Hugh Blair, D.D.)

Amore per il santuario:

(I.) L'oggetto dell'affetto del Salmista. È "la dimora della Tua casa e", ecc. "Dall'abbondanza del cuore la bocca parla", e quando qualcosa è profondamente amato è molto difficile esprimere in una o due parole tutto ciò che si vuole dire; Il linguaggio sembra fallire. Perciò il Salmista parla più volte del suo affetto per la casa di Dio

(II.)La sua professione di questo affetto. Alcune persone non fanno professione; Che non ne facciano nessuno è la loro professione principale. Stiano attenti che, se ora professano di non considerare il Signore, Egli alla fine professi: "Non ti ho mai abbandonato". Altri professano davanti agli uomini solo di essere lodati da loro: poverina questa. Ma quanto era diversa la dichiarazione spesso ripetuta del Salmista

(III.) Alcune delle ragioni di questa professione. Hanno a che fare con il godimento presente e la speranza del futuro. (J. Aldis.)

Le istituzioni della casa di Dio:

Suppongo che nient'altro che una sospensione completa dei privilegi che raccontiamo del nostro sabato ci farebbe capire quanto vale per noi la casa di Dio e ci permetterebbe di entrare pienamente nella mente dell'uomo che, scacciato da Sion, espresse il desiderio del suo cuore con queste parole ardenti: "Come il cervo anela dietro ai ruscelli d'acqua, così", ecc. Salmi 42:1, 2 . C'è chi non riesce a ricordare il tempo in cui non amava l'abitazione della casa di Dio; Altri hanno scoperto, forse in tarda età, quali benedizioni sono per loro. Ma notiamo alcune delle ragioni su cui si fonda questo amore per la casa del Signore

(I.) Lì ho imparato per la prima volta a conoscere me stesso e Te. C'è stato riposo da quando hai conosciuto il peggio di te stesso, e sapevi che Dio lo sapeva, e hai compatito e amato ancora

(II.)Lì ho imparato riccamente il significato della Tua disciplina e ho trovato la forza di perseverare. Alcuni di voi vi sono andati schiacciati dai pesi, oppressi dalle tentazioni, mendicanti dalle perdite, confusi dalle difficoltà; pronto a piangere, non ce la faccio più, sono esausto, rinuncio alla battaglia per la disperazione. E poi parole benedette sono sembrate fluire su di te dall'alto, con una dolcezza rasserenante, con una forza rinvigorente come nessuna parola che tu abbia mai udito altrove ha trasmesso

(III.) Perché lì sono stato guidato nel Tuo benedetto servizio

(IV.)Lì ho trovato cibo e compagnia fruttuosa, e così hanno fatto coloro che amo di più. Noi valutiamo poco quanto sia valsa la casa del Signore per la nostra anima. Così poco misuriamo il suo valore per le nostre case: quale pace, unità, carità ha generato; quale vagabondaggio, scisma e amarezza ha risparmiato. (J. Baldwin Brown, B. A.)

La casa di Dio:

(I.) Motivi per amare la casa e adorare Dio

1. Perché amiamo Colui di cui è la casa

2. A motivo degli esercizi ivi eseguiti: preghiera, lettura ed esposizione della Parola, lode

3. A causa della compagnia che incontriamo lì: i figli di Dio, gli angeli, Dio stesso

4. A motivo della benedizione ricevuta: perdono, guida, conforto, gioia

(II.)Come dovrebbe essere mostrato questo affetto

1. Mediante frequenza regolare

2. Entrando con entusiasmo nei servizi

3. Usando la nostra influenza per portare gli altri

4. Contribuendo al mantenimento della casa e dell'adorazione di Dio. (Robert Newton.)

Culto pubblico:

La cosa più vitale, per quanto riguarda il benessere del nostro paese, non è ciò che chiamiamo la sua costituzione, né la sua politica fiscale, né la sua istruzione elementare, né le sue conquiste intellettuali o industriali; ma, per quanto paradossale possa sembrare, la sua presenza al santuario nel giorno del Signore

(I.) Il nostro essere più elevato dipende dalla nostra concezione del carattere di Dio. Se non c'è potere al di fuori di un uomo più grande di lui di cui riconosce la legge e al quale risponde, allora, salvando la legge dello Stato e la convenzione della società, egli non è soggetto a nessuna legge, è la creatura libera delle sue passioni. Ma se l'uomo ha bisogno di un'autorità esterna a se stesso per controllare le sue passioni egoistiche, ha bisogno di un livello ideale superiore a quello della realizzazione comune se vuole raggiungere un'eccellenza morale superiore. Con un alto ideale, uno standard superiore a noi stessi, siamo sempre insoddisfatti di noi stessi e costretti a fare sforzi per migliorare. Gli uomini possono elevarsi verso il loro Dio; non possono elevarsi al di sopra di Lui. Un'altra cosa, l'uomo ha bisogno anche dentro di sé di un impulso a lavorare, perché la virtù è spesso molto difficile a meno che non si abbia un motivo che conduca a desideri più elevati. Se passiamo dalla teoria alla storia e all'esperienza personale, non è forse un fatto che la morale è aumentata o diminuita proprio nella misura in cui la fede in Dio è stata forte o debole? Anche un osservatore così calmo e senza pregiudizi come Darwin disse che nelle razze più civilizzate la convinzione dell'esistenza di una divinità che tutto vede ha avuto una potente influenza sul progresso della moralità

(II.)Questa fede in Dio dipende in larga misura dal culto pubblico. In quest'epoca frenetica e distraente, se non ci fossero orari stabiliti per l'adorazione pubblica, gli uomini correrebbero il grande rischio di dimenticare Dio e di diventare atei dichiarati. Se, dunque, la vita di fede dipende in gran parte dal culto divino, e dalla vita di fede dipende il più alto benessere della società, allora chiunque con il suo esempio incoraggia a trascurare il culto pubblico, qualunque sia il suo motivo, contribuisce alla degradazione del suo paese, mentre in molti casi assicura il suo. E mentre partecipiamo noi stessi alla funzione, dovremmo fare tutto il possibile anche per indurre gli altri ad essere presenti; per sbarazzarsi di tutto ciò che tiene gli uomini lontani dalla casa di Dio; e di acquisire tutto ciò che può attirarli correttamente. (Canon Page Roberts.)

Il valore del culto pubblico:

(I.) Il culto è un'istituzione per la nostra istruzione. Non solo si ottiene l'illuminazione intellettuale, ma anche una profonda comprensione di molte verità importanti, un discernimento più giusto del bene e del male, un'intima conoscenza dello stato del nostro cuore, del bisogno di salvezza e della crescita nella grazia

(II.)Esso riconferma i nostri buoni propositi. Hanno bisogno di essere rinnovati ancora e ancora. Nella congregazione entriamo nella comunione dei santi e siamo mentalmente incitati a mantenere i nostri voti. Ci uniamo a una fratellanza che possiede le stesse fragilità e ha gli stessi bisogni. Le disuguaglianze della vita, così evidenti nel mondo, svaniscono qui, dove tutti sono attratti dagli stessi vincoli d'amore, e inclini a incoraggiarsi e ad aiutarsi a vicenda sulla via della vita

(III.) Rinnova e rafforza il nostro sentimento religioso. Spesso ci avviciniamo a un servizio con il mondo ancora intorno a noi, con problemi e dolori che incombono intorno. Nel santuario, la preghiera, la lode e la Parola hanno calmato le nostre menti, ci hanno innalzato a un livello superiore, ci hanno dato un senso più vero della proporzione delle cose, una visione più giusta di Dio e dei Suoi agimenti. (Omileta.)

L'affetto di Davide per la casa di Dio:

(I.) Davide aveva un affetto per il santuario

1. Un affetto ardente

2. Un affetto costante

3. Un affetto pratico

(II.)Ragioni di questo affetto. A causa di...

1. Residenza del Proprietario

2. L'azienda che fornisce

3. Le benedizioni che offre,

4. Le abitudini che induce. (Schizzi di quattrocento sermoni.)

La santità dell'arte cristiana: un sermone sulla restaurazione delle chiese:

La versione greca di questo passaggio può essere tradotta: "Signore, ho amato la bellezza della tua casa, il luogo del tabernacolo della tua gloria". Era la bellezza della casa di Dio che suscitava l'ardore del Salmista. Non era al di sotto della dignità dell'ispirazione prendersi cura della decente e splendida provvista per il culto del Supremo; e a Bezaleel e Aholiab l'arte ricevette la sua prima consacrazione al culto di Dio

(I.) Il dovere di una cura riverente per l'aspetto esteriore del culto

1. Si può obiettare che non è giusto affermare che un'ordinanza adatta a un'età più precoce della civiltà debba continuare, nonostante il progresso della conoscenza umana. Ma, allo stesso tempo, non si dovrebbe dimenticare che quella parte della legge cerimoniale connessa con la struttura del tempio aveva in sé un elemento di stabilità

2. Si può sostenere che ciò che era necessario per distogliere le menti degli ebrei dai pacchiani splendori del culto cananeo non è necessario in questi giorni di illuminazione cristiana. Ma ciò che era attraente nelle vecchie credenze era probabilmente un residuo dell'antica tradizione di riverenza a Dio che non era mai del tutto scomparsa tra i pagani

3. Si può affermare che la natura spirituale del Vangelo è del tutto estranea a un sistema che fa appello ai sensi e arruola l'immaginazione. Ma si può rispondere che si possono addurre le ragioni teologiche più profonde per un culto e un'adorazione che fanno appello a tutte le potenze dell'umanità: come testimoniano i primi servizi cristiani, le Epistole, le Catacombe; e quando il gusto e il portamento della Grecia si unirono all'abilità pratica dell'Italia nell'erigere e adornare santuari per il culto, tutte le arti trovarono la loro legittima sfera al servizio della religione cristiana

(II.)La causa finale per cui Dio ha impiantato in noi il senso del bello. In Lui solo c'è la perfezione, la beatitudine, la gioia. Tutto ciò che è bello e amabile quaggiù viene da Lui. Anche nella nostra natura umana decaduta rimane sufficiente virtù e grazia per farci riconoscere e venerare il vero. Amiamo il bello. E dove possiamo trovare un posto così appropriato per essa come i cortili della casa del Signore? Si può affermare con sicurezza che nella storia del mondo le più alte manifestazioni del bello si sono sviluppate nella sublime adorazione di Dio. (A. P. Forbes, D.C.L.)

La nostra adorazione di Dio:

Le parole sono quelle di un vecchio poeta ebreo, pronunciate secoli prima dell'ascesa del cristianesimo. Esprimono un sentimento pio che è una nota dominante del Salterio. L'affetto di quei cantori ispirati per il santuario del Signore sembra incontenibile; deve uscire, qualunque sia il tema, che si tratti di una preghiera, di un lamento, di un ringraziamento, di una dolorosa confessione di peccato o di un canto di vittoria. Il tempio di Gerusalemme era la Keblah verso la quale l'antico popolo di Dio si rivolgeva in preghiera, ovunque si trovasse. Parlano di "dimorare nel tabernacolo di Dio", di "dimorare nella Sua casa per sempre", di "dimorare nei Suoi cortili" e di essere "soddisfatti della bellezza della Sua casa, sì, del Suo santo tempio". Non si stancavano mai di descrivere la gloria del Monte Sion e la felicità, l'esultanza del culto divino

1. Evita la ristrettezza nelle tue opinioni religiose. Apri il tuo cuore e la tua mente a tutta la Bibbia, non solo a una parte di essa. Nessuna parte della Scrittura è superflua, ma ogni cosa è necessaria al suo posto: come un anello di una catena, uno stadio nella crescita, un gradino sulla scala che va dalla terra al cielo

2. Non immaginare mai che mentre la bellezza e la maestosità sono desiderabili negli edifici secolari, sono superflue nella casa di Dio. Non sognate mai che la spiritualità del culto sia favorita dalla povertà degli accessori, dall'assenza o dalla scarsità di ornamenti, da una totale mancanza di bellezza nel luogo consacrato. Tutta la bellezza esteriore e visibile è un simbolo e una profezia della Bellezza Invisibile ed Eterna, e quindi naturalmente adatta ad elevare i nostri cuori a quel grande Oggetto di ogni adorazione. La Chiesa può giustamente essere resa gloriosa con sontuose spese di arte, tempo e mezzi: se non altro perché le masse dei poveri di Dio hanno urgente bisogno di un simile contrasto con i loro luoghi ordinari, per risvegliare nelle loro anime il senso di qualcosa di più alto, più puro, più nobile delle immagini e dei suoni a cui la dura necessità li ha limitati

3. Ogni chiesa è "terra santa", perché è un luogo di incontro tra Dio e l'uomo; e ciò che è santo deve essere bello. La bellezza è lo stimolo naturale dell'amore. La verità che Dio ci incontra qui in modo speciale non contraddice la verità della Sua Presenza ovunque. I profeti e gli insegnanti d'Israele sapevano molto bene che lo Spirituale è l'unico Reale, e che l'adorazione spirituale significa un'adorazione che è sentita, non vuota, ragionevole, non magica e priva di significato, un'adorazione in cui l'intera coscienza, l'intera natura, si concentra su Dio. Sursum corda: Innalzate i vostri cuori! E le vostre chiese saranno perfetti santuari di bellezza, e le vostre funzioni musicali come il canto degli angeli; la vostra adorazione non sarà quindi minore, ma più spirituale. (C. J. Ball, M.A.)

Amore per la casa di Dio:

(I.) L'oggetto dell'amore del cristiano

1. Questa abitazione, o casa, è stata progettata dal Grande Proprietario per il culto pubblico

2. Implica la manifestazione della Presenza Divina

(II.)L'amore del cristiano per la casa di Dio

1. L'amore dell'affetto

2. L'amore della preferenza

3. Per i vantaggi ottenuti partecipando ad esso

(1) I figli di Dio sono nati lì

(2) Lì il credente era convinto del peccato

(3) Lì si manifesta la presenza di Dio

(4) È la casa dei banchetti

(5) È il luogo dell'istruzione

(6) I suoi esercizi addolciscono per la gloria

4. Perché adorano con uomini buoni

5. È un amore pratico

(1) Frequenza regolare

(2) Impegno nei suoi servizi, secondo le capacità

(3) Invito ad altri a partecipare

(4) Sostegno finanziario

(5) Preghiera

(III.) Applicazione

1. Quanto grande è l'importanza e i vantaggi del culto divino. Cristo e i Suoi apostoli lo onorarono Luca 4:16; Atti 2:46

2. Quanto è grande la colpa e il pericolo di trascurare la casa di Dio Salmi 73:27; Zaccaria 14:17, 19; Ebrei 10:25

3. Se il tempio terreno è tanto amato, quale amore creerà il tempio celeste! (Aiuta per il pulpito.)

9 SALMO 26

Salmi 26:9

Non radunare l'anima mia con i peccatori.-La grande cura e preoccupazione ora che le nostre anime non siano riunite con i peccatori nell'altro mondo, considerate e migliorate:

Si dà per scontato che alla morte le anime siano radunate secondo la loro stessa specie, e che si provi orrore nell'essere riunite con i peccatori. Nel discutere su questa dottrina noteremo:

(I.) Alcune cose implicite in esso

1. Qui le anime si mescolano insieme. Il risultato di ciò è che mantiene entrambe le parti a disagio; Esse sono un controllo reciproco l'una sull'altra, e la provvidenza varia di conseguenza nelle sue dispensazioni

2. Nell'altro mondo ci sarà separazione; e che...

3. Il momento per questo è alla morte. Ma...

4. I santi hanno orrore di essere riuniti con i peccatori, e così anche i malvagi. Balaam Numeri 21:10

(II.)Che sono i peccatori. Tutte le persone ingiustificate e non santificate; come coloro che non conoscono né si preoccupano della religione: i profani, i meri moralisti Matteo 5:20 e i formalisti 2Timoteo 3:5 . Poiché tutti questi mancano il bersaglio a cui gli uomini dovrebbero mirare, e tutti sono colpevoli di morte dinanzi al Signore 1Re 1:21; Romani 3:19 , e non possono fare altro che peccare Salmi 14:3 , poiché i principi che li governano sono sbagliati Tito 1:15

(III.) Il significato dell'anima che viene radunata con i peccatori nell'altro mondo. L'anima è separata dal corpo alla morte e va al suo posto, che è separato da quello dei santi

(IV.)La preoccupazione sentita in riferimento a ciò. Implica una sincera fede nelle verità di cui sopra, e un timore di ciò che esse dichiarano, insieme al riconoscimento che Dio potrebbe giustamente condannarle; pertanto si rivolgono alla Sua misericordia Giobbe 9:15

(V.)La ragionevolezza di tale preoccupazione

1. Perché essere riuniti con i peccatori significa essere separati da Dio

2. In un luogo doloroso Isaia 24:22

3. Con la società più spaventosa Matteo 25:41

4. Subire la punizione più pesante 2Tessalonicesi 1:9

5. Essere lasciati nel loro peccato lì, che sarà il loro stesso castigo. Le loro passioni imperverseranno, ma non potranno essere soddisfatte

6. E questo per sempre

(VI.)Lezioni da questa dottrina

1. Per quanto favorevole sia la condizione del peccatore in questo mondo, dopotutto è miserabile

2. Che il grande compito della nostra vita è imparare a morire e prepararsi per l'altro mondo

3. Siamo in grande pericolo di perire, e quindi dovremmo essere ancora più seri

4. Perciò prestino attenzione i peccatori negligenti, indolenti, ritardatori e maligni. Ma...

5. Coloro che mostrano questa preoccupazione possono essere consolati, perché sono sulla via del dovere e stanno prendendo il loro lavoro in tempo; è lo Spirito che opera in loro questa preoccupazione, e hanno a che fare con un Dio buono e misericordioso Ezechiele 23:11 . Poi...

6. La tua preoccupazione è molto diversa da quella degli empi, che pure rifuggono dall'inferno, come fece Balaam. Poiché la vostra preoccupazione è di non essere separati da Cristo e di non essere lasciati nel peccato; E ora stai abbandonando il peccato con un vero proposito di cuore. Pertanto...

7. Preoccupatevi così tutti voi, venite a Cristo, abbandonate ogni peccato, unitevi ai pii, osservate le ordinanze, evitate ora la via dei peccatori. Per quanto sia importante questa questione; Nulla deve essere messo davanti ad esso, e ora è l'accettato e l'unico tempo, e il raduno nell'altro mondo sarà eterno e ineffabile. Pertanto, nel complesso, permettetemi di ottenere da voi...

(1) Che prenderai in scala pensieri seri dell'altro mondo in entrambe le parti di esso

(2) Che tu chieda in quale caso ti trovi per questo. E...

(3) Affinché stabiliate le misure al momento giusto, affinché nell'anno non vi si radunino le anime con i peccatori. Possa il Signore persuadere e inclinare il vostro cuore a questa condotta. (T. Boston, D.D.)

L'orrore del santo per l'inferno del peccatore:

Dobbiamo riunirci tutti a tempo debito. Potrebbe venire domani; Potrebbe essere posticipato di un'altra manciata di anni. Pieni di un santo orrore per l'inferno dei peccatori, assicuriamoci con la massima sicurezza la nostra chiamata al cielo dei beati. Considera-

(I.) Il raduno. Ce ne sono stati molti: Cora, Datan e Abiram; Gerico e i Cananei; la distruzione di Gerusalemme. Ma dimenticando tutti questi raduni inferiori, guardiamo all'ultimo grande, che procede ogni giorno verso il suo compimento. Come il cacciatore, quando va alla battuta, circonda le bestie della foresta con un anello sempre più stretto di cacciatori, per poterle sterminare tutte in un unico grande massacro, così il Dio della giustizia ha fatto un anello nella sua provvidenza riguardo ai figli peccatori degli uomini. Nessuno può scappare. Non cercherò di descrivere ciò che il nostro Salvatore velò con parole come queste: "Questi se ne andranno nel castigo eterno".

(II.)La preghiera stessa. Su questo siamo tutti d'accordo, ognuno di noi. I peccatori non vogliono essere riuniti con i peccatori. Ma le ragioni di un'unica preghiera sono diverse nelle diverse persone. Un desiderio egoistico di sfuggire all'infelicità è sufficiente per spiegarla agli uomini peccatori. C'è una classe di peccatori con cui alcuni vorrebbero essere riuniti ora. Possiamo dire, quando guardiamo il lato positivo dei malvagi: "Non raccogliere", ecc.? Se non possiamo, non possiamo davvero pregare la preghiera. Ma il cristiano recita questa preghiera perché, per quanto riguarda la sua conoscenza dei peccatori, non desidera nemmeno ora la loro compagnia. Non possiamo stare con loro e sentirci perfettamente a casa. E anche ora, quando Dio viene a punire una nazione, il cristiano deve soffrire con gli altri. Potrebbe benissimo, dal poco assaggio che ha avuto della loro compagnia, pregare: "Non raccogliere", ecc. Non conosco nessuna classe di peccatori la cui compagnia il cristiano desidererebbe. Non vorrei vivere con il più preciso degli ipocriti, né con il formalista; e quanto al bestemmiatore, saremmo subito rinchiusi nella tana di una tigre. E ci sono altri motivi. Quando i peccatori saranno radunati alla fine, il loro carattere sarà lo stesso. E pensate al luogo, alla fossa dell'inferno. Le loro occupazioni, maledicendo Dio; Conoscono le loro sofferenze, il dolore del corpo e dell'anima. E sono per sempre banditi da Dio e da Cristo

(III.) Ma c'è nel nostro testo un timore, come se un sussurro dicesse: "Forse, dopo tutto, potresti essere riunito con gli empi". Questa paura può derivare dal ricordo del peccato passato. Prima di convertirci vivevamo come gli altri. L'arretratezza presente, l'infruttuosità e la nostra debolezza cosciente, tutto questo suscita questa paura. Pertanto, si noti:

(IV.)La risposta a questa preghiera. Avete le due cose che aveva Davide, l'integrità esteriore e la fiducia interiore? Se è così, allora non puoi essere radunato con i peccatori. Perché la regola è: piace per piacere. E i nostri compagni qui devono essere i nostri compagni d'ora in poi. E noi siamo stati comprati troppo cari con il sangue di Cristo, e siamo troppo amati da Dio; e la nuova natura che ti è stata data non te lo permetterai. Colui che è negligente e sconsiderato, vi supplico di considerare se non sia una cosa terribile essere un peccatore.

La terribile associazione:

Molte sono le controversie che riguardano l'origine delle anime umane. La Bibbia attribuisce la prima origine a Dio e collega strettamente tutti con il primo uomo: "Tutte le anime sono mie; come l'anima del padrone, così l'anima del servo". Egli è il grande Signore delle anime umane

(I.) Il valore dell'animo umano. Dimostrato-

1. Con le sue capacità intellettuali: pensiero, ragione, memoria, coscienza, affetto

2. Dalle sue capacità morali. È naturalmente dotato della capacità di conoscere, servire, amare e godere di Dio

3. Dalla sua immortalità. Non perisce con il corpo. "Lo spirito dell'uomo va verso l'alto", verso Dio

4. Con gli sforzi degli spiriti caduti per effettuare la sua distruzione

5. Con i mezzi che Dio ha usato per la sua salvezza

(II.)Le anime di tutti saranno riunite, classificate e fissate per sempre, in uno stato adatto al loro carattere

1. Cosa c'è di più ragionevole di una tale associazione di menti simili dopo la loro prova?

2. La sua probabilità deve essere dedotta dalla natura di Dio e dallo stato attuale della prova

3. La sua certezza è provata dalla testimonianza divina. "Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere".

(III.) Le anime dei peccatori sono raccolte alla morte in uno stato di vergogna e sofferenza

1. Questa è una questione di asserzione divina positiva

2. Renditi conto del fatto. Un'intera compagnia di anime perdute!... Zitti con loro per sempre. Pensate a una prigione piena di criminali e bestemmiatori!

3. Considera le minacce connesse con il fatto. L'ira di Dio. Il peccato vivrà in loro per sempre e incorrerà nell'ira. La morte spirituale trionferà sulla loro anima e non cesserà mai

(IV.)La preghiera del testo. "Non raccogliere l'anima mia", ecc

1. Come si può rispondere a questa domanda, visto che siamo peccatori? Il linguaggio della preghiera procede dalla consapevolezza di meritare di essere riuniti con i peccatori

2. Eppure la preghiera suppone la possibilità di essere ascoltata ed esaudita. Lo schema della salvezza mostra come può essere

3. La sincerità della preghiera sarà dimostrata ritornando a Dio praticamente e nel cuore. Se alla fine non vogliamo essere riuniti con i peccatori, dobbiamo staccarci da loro ora. (Evangelista.)

L'eterna separazione:

(I.) L'uomo buono si preoccupa principalmente della sua anima. Molti preoccupati per la salute, le comodità terrene, la sicurezza dei beni, e così via. La cura del pio è la sua anima

1. L'anima è l'uomo

2. La salvezza dell'anima è necessaria per la gloria di Dio e per i veri fini del nostro essere. L'anima è malata, in disperato pericolo; e nessuno tranne Cristo può salvare

(II.)L'uomo buono sa che il destino dell'anima è deciso con la morte. La morte arriva per tutti. E "dopo la morte il giudizio": dedotto dalla ragione, preannunciato dalla coscienza, rivelato dalla Scrittura

(II.)L'uomo buono indietreggia inorridito dall'essere associato nel destino con i malvagi. Perché? Perché aborre

(1) il loro carattere;

(2) la loro società;

(3) il loro destino

Rifuggiamo forse dalla società dei falsi, degli impuri, dei vendicativi, degli schiavi della lussuria e dell'egoismo, quanto più dovremmo rifuggire dalla comunione eterna con questi e con questi come questi! (W. Forsyth, M.A.)

Il tempo del raduno delle anime:

Come c'è un tempo di raccolta per i frutti della terra, così c'è un tempo di raccolta per gli uomini. La morte è il mietitore. Con la sua falce falcia le generazioni, e la giustizia raduna chi egli falcia, chi alla miseria, chi alla beatitudine. Chi si sarebbe radunato con i peccatori nel grande mondo della retribuzione? (D. Thomas, D.D.)

Il desiderio di essere separati da tutti i peccatori:

Anche quelli di voi che non sono rinnovati da Cristo disprezzano il vizio quando lei va in giro nuda. Temo che non possiate dire altrettanto quando si mette le pantofole d'argento e si avvolge sulle spalle il suo mantello scarlatto. Il peccato negli stracci non è popolare. Il vizio nelle piaghe e nello squallore non tenta nessuno. Nelle forme più grossolane, gli uomini odiano proprio il demone che amano quando è raffinato e delicato nella sua forma. Voglio sapere se puoi dire: "Non radunare l'anima mia con i peccatori" quando vedi gli empi nei loro giorni felici e santi? Non invidiate voi il mercante fraudolento che conta il suo oro, la sua borsa piena dei suoi guadagni, mentre lui stesso, con la sua astuzia, è al di là di ogni sfida da parte della legge? Non invidiate voi i festaioli vertiginosi, che passano la notte in allegra danza, ridendo, facendo festa con il vino e sorridendo con pensieri di lussuria? Laggiù, voluttuario, entrando nella dimora dove la virtù non trova mai posto, e indulgendo in piaceri indegni di essere nominati in questa sacra casa, non eccita mai la tua invidia? Vi chiedo, quando vedete i piaceri, il lato positivo, gli onori, gli emolumenti, i guadagni, le gioie del peccato, dite allora: "Non radunare la mia anima con i peccatori"? C'è una classe di peccatori con cui alcuni vorrebbero essere riuniti, quelle anime facili che vanno avanti così a nuoto. Non hanno mai problemi; la coscienza non li punge mai; Gli affari non vanno mai storti con loro; non hanno legami nella loro vita, non hanno legami nella loro morte; Non sono in difficoltà come gli altri uomini, né sono afflitti come gli altri uomini. Sono come l'alloro verde, che si estende da ogni parte, finché i suoi rami coprono interi acri con la loro ombra. Questi sono gli uomini che prosperano nel mondo, che crescono in ricchezza. Possiamo dire, quando guardiamo questi, quando guardiamo il lato positivo dei malvagi: "Non radunare l'anima mia con i peccatori"? Ricordate, se non possiamo farlo senza riserve, non possiamo davvero pregare la preghiera; dovremmo modificarlo e dirlo: "Non radunare l'anima mia con i peccatori apertamente reprobi"; E poi, notate, poiché c'è un solo posto per tutti i tipi di peccatori, morali o immorali, apparentemente santi o profani, la vostra preghiera non può essere ascoltata, perché se siete riuniti con i peccatori, con i migliori peccatori, dovete essere radunati anche con i peggiori peccatori. Io so, figli di Dio, che voi potete offrire la preghiera così com'è, e dire: "In tutta la loro gloria e la loro pompa, in tutta la loro ricchezza, la loro pace e il loro conforto, l'anima mia li aborrisce, e io ti supplico ardentemente, o Signore, per il sangue di Gesù: 'Non raccogliere l'anima mia con i peccatori'. "

La compagnia e il destino dei peccatori indesiderabili:

Quanto ai bestemmiatori, non potevamo sopportarli un momento. Non sareste rinchiusi nella tana di una tigre così presto come con un dissoluto che bestemmia, bestemmia, ladro? Chi può sopportare la compagnia di un Voltaire o di un Manning? Scopri gli avari, i cattivi, i furtivi, gli avidi: a chi piace stare con loro? L'arrabbiato, il petulante, che non cerca mai di frenare la passione empia, è sempre contento di stare lontano da gente del genere; Avete paura di essere ritenuti responsabili delle loro folli azioni, e quindi, se dovete stare con loro, siete sempre a disagio. Senza alcun tipo di peccatori il figlio di Dio può essere un compagno di salute. Agnelli e lupi, colombe e falchi, diavoli e angeli non sono compagni adatti; E così, attraverso quella piccola prova che i giusti hanno avuto, hanno imparato che non c'è nessun tipo di peccatori con cui vorrebbero essere rinchiusi per sempre. (Ibidem)

La separazione finale dell'umanità:

A Jersey City, oltre New York, c'è uno dei più grandi centri di distribuzione del traffico passeggeri al mondo. Tutti i passeggeri per i vari percorsi di ramificazione sono radunati nella sala d'attesa, con le porte chiuse. All'improvviso queste porte si spalancano, e con un tono acuto e stridulo il ferroviere indica il percorso del treno che sta per partire, e ripassa i nomi delle grandi città di quel percorso, in un rotolo abbastanza lungo da fargli venire voglia di respirare quando l'ha finito. "Filadelfia", ecc., ecc., e si vedono i passeggeri alzarsi dai loro posti in mezzo alla folla e affrettarsi verso l'uscita indicata dal ferroviere. Sono diretti a Filadelfia, e gli altri. Le porte si chiudono e la folla all'interno della sala si calma di nuovo". Dopo un po' di tempo le porte si spalancano di nuovo, e la stessa cantilena del percorso e l'elenco delle fermate. "Chicago e St. Louis", e vedi un'altra compagnia di passeggeri dirigersi verso il treno in attesa. Sono quelli che vanno a Chicago e St. Louis. Di nuovo le porte si chiudono, e di nuovo vengono scagliate contro il muro, e questa volta l'elenco dei nomi che il tizio chiama termina con "Montreal", e, quando l'ho sentito, mi sono alzato e mi sono diretto verso la porta; Stavo andando a Montreal. In poche ore quelli che erano una sola compagnia all'interno della sala d'attesa della stazione di Jersey City sono separati da centinaia di chilometri, e non si ritrovano mai più. È come questo mondo. Siamo riuniti in una sala d'attesa nella stazione del tempo, e quelle porte del cielo devono ancora essere spalancate, e la voce di Dio, l'ultima tromba, sta per irrompere su ogni orecchio mortale, e le compagnie e i gruppi devono separarsi e radunarsi secondo la loro destinazione per l'eternità. Qui passeggeri per il paradiso: là passeggeri per l'inferno. Nella sala d'attesa non si può dire quali passeggeri sono legati da un lato o quali passeggeri sono legati dall'altro lato. L'aspetto esteriore è tutto ciò che possiamo vedere. Chi guarda e conosce il cuore è il Signore. Qualche gente presuntuosa cercherebbe di erigere una barricata divisoria nella sala d'attesa, e di dividerla in due sezioni, le cui pareti divisorie sarebbero coperte in forma regolamentare con vetri frastagliati ecclesiastici, per lo più colorati, lo so. Ma non lo farà: non lo farà. Lascia la divisione al Divisore Stesso. Non giudicate, ma aspettate che il grido dell'arcangelo del Re che viene si senta attraverso le porte spalancate all'improvviso, in un attimo, in quel momento, in quel batter d'occhio, a quell'ultima tromba. Ci sono solo due gruppi, due partenze e due destinazioni da questa sala d'attesa del tempo. Com'è appropriata la preghiera: "Non radunare l'anima mia con i peccatori". (Giovanni Robertson.)

10 SALMO 26

Salmi 26:10

La loro mano destra è piena di tangenti.-Virtù odiata dai malvagi:-

Saul non solo cercò la vita di Davide con le sue stesse mani, ma corruppe altri perché la cercassero e lo tradì e lo consegnò al suo potere 1Samuele 22:6-19 . In questo modo gli ebrei trattarono il Figlio di Davide. Non riuscendo a compiere la Sua morte, alla fine corruppero uno dei Suoi discepoli perché Lo consegnasse nelle loro mani. È strano che la bontà abbia sempre incontrato un simile trattamento da parte del mondo. Molti hanno pensato, nella loro ignoranza del cuore umano, che la virtù abbia bisogno solo di essere presentata nei suoi bei colori per essere subito amata da tutti. Così un eminente pensiero divino scozzese quando, dopo aver descritto in termini di ardente eloquenza la bellezza morale e l'amabilità della virtù, esclamò: "O virtù, se tu fossi incarnata, tutti gli uomini ti amerebbero!" Il suo collega più tardi, rivolgendosi alla stessa congregazione, disse: "Il mio reverendo amico ha osservato che se la virtù fosse incarnata tutti gli uomini l'amerebbero. La virtù è stata incarnata. Ma come è stata trattata? Tutti gli uomini l'amavano? No; era disprezzata e reibita dagli uomini che, dopo averla diffamata, insultata e flagellata, la condussero al Calvario, dove la crocifissero tra due ladroni". (D. Caldwell, M.A.)

12 SALMO 26

Salmi 26:12

Il mio piede sta in un luogo stabile, nelle congregazioni benedirò il Signore.-Un luogo pari:-

(I.) Il luogo uniforme su cui si poserà il piede del credente

(II.)I benefici in possesso, in esperienza e in prospettiva che trarrà da questa posizione

(III.) L'occasione e il modo in cui spetterà a lui esprimere la sua gratitudine. (Thomas Dale.)

Adorare nella bellezza della santità:

Con il piede, lo strumento del movimento, comprendiamo l'intero giro e la condotta della vita. Così i modi di un uomo denotano le sue azioni e i suoi affari, gli affetti che lo governano e le azioni che ne derivano. Quando queste sono giuste, o anche, possiamo appellarci a Dio come Giudice, adorarlo nella bellezza della santità, benedirlo nelle congregazioni

(I.) La santità di vita è una qualifica appropriata per tutti coloro che vogliono adorare Dio con accettazione. La santità ci paragona a Dio. Egli desidera che i santi Lo adorino, rispetta il loro servizio e concede la Sua benedizione

(II.)La santità di vita è una qualifica essenziale e appropriata per tutti coloro che ricorrono a Dio negli uffici religiosi. L'adorazione non ci è imposta per amore di Dio, ma per il nostro beneficio. Il suo intento principale è quello di instillare in noi la sensazione di dipendere da Lui per tutto ciò che abbiamo e per tutto ciò che speriamo, al fine di assicurarci la nostra obbedienza ai Suoi comandi e provvedere efficacemente alla nostra felicità finale. Non possiamo, quindi, avvicinarci a Lui nell'adorazione senza un cuore e una vita corrispondenti. (N. Marshall, D.D.)

Benedire Dio nella congregazione:

Se la sola voce di un santo nella preghiera è così dolce all'orecchio di Dio, molto di più la preghiera e la lode dei Suoi santi si associano insieme. Un padre è contento di vedere uno dei suoi figli, e lo accoglie quando gli fa visita, ma molto di più quando si riuniscono; La festa più grande è quando tutti si incontrano a casa sua. Le lodi pubbliche della Chiesa sono l'emblema del cielo stesso. C'è una meravigliosa prevalenza nelle preghiere congiunte del Suo popolo. Quando Pietro era in prigione, la Chiesa lo incontra e lo prega per toglierlo dalle mani dei suoi nemici. Un principe concederà una petizione sottoscritta dalle mani di un'intera città, che, forse, non concederebbe su richiesta di un suddito privato. (H. Gurnall.)

Tesoro di Davide:

Salmi 26

1 

IL TESORO DI DAVIDE

AUTORE PRINCIPALE CHARLES H. SPURGEON

SALMO 26

Titolo. Un salmo di Davide. Il dolce cantore d'Israele appare davanti a noi in questo Salmo come un rimprovero permanente; in questo egli era il tipo del grande Figlio di Davide, ed è un esempio incoraggiante per noi per portare il peso della calunnia al trono della grazia. È un'ingegnosa supposizione che questo appello al cielo sia stato scritto da Davide al tempo dell'assassinio di Is-Baset, da Baana e Recab, per protestare la sua innocenza di ogni partecipazione a quell'omicidio traditore; il tenore del Salmo concorda certamente con la presunta occasione, ma non è possibile con un indizio così esile andare oltre la congettura.

Divisione. L'unità del soggetto è mantenuta così distintamente che non ci sono divisioni nette. David Dickson ha dato un riassunto ammirevole con queste parole: "Egli si appella a Dio", il Giudice supremo, nella testimonianza di una buona coscienza, che gli rende testimonianza; primo, del suo sforzo di camminare rettamente come credente, Salmi 26:1-3 ; in secondo luogo, del fatto che si è trattenuto dal contagio dei cattivi consigli, delle cause peccaminose e degli esempi dei malvagi, Salmi 26:4-5 ; in terzo luogo, del suo proposito di comportarsi ancora in modo santo e giusto, per amore di essere partecipe dei pubblici privilegi del popolo del Signore nella congregazione, Salmi 26:6-8 Dopo di che egli prega per essere libero dal giudizio che viene sugli empi, Salmi 26:9-10 secondo che si era proposto di evitare i loro peccati, Salmi 26:11 e conclude la preghiera con conforto e certezza di essere esaudito, Salmi 26:12.

ESPOSIZIONE

Salmi 26:1.== Giudicami, o Geova. Un solenne appello al giusto tribunale del cuore che indaga Dio, giustificato dalle circostanze dello scrittore, per quanto riguarda i reati particolari di cui è stato ingiustamente accusato. Preoccupato e logorato dall'ingiustizia degli uomini, lo spirito innocente vola dai suoi falsi accusatori al trono dell'Eterno Diritto. Aveva bisogno di avere un caso chiaro per chi osava portare il suo abito nel Banco del Re del cielo. Un appello come questo non deve essere fatto avventatamente in nessuna occasione; e per quanto riguarda l'intero nostro cammino e la nostra conversazione, non dovrebbe mai essere fatto affatto, se non quando siamo giustificati in Cristo Gesù: una preghiera molto più appropriata per un mortale peccatore è la supplica: "Non entrare in giudizio con il tuo servo". Poiché ho camminato nella mia integrità. Considerava l'integrità come suo principio e camminava in essa come sua pratica. Davide non aveva usato alcun mezzo traditore o ingiusto per ottenere la corona, o per mantenerla; era consapevole di essere stato guidato dai più nobili principi d'onore in tutte le sue azioni nei confronti di Saul e della sua famiglia. Che conforto avere l'approvazione della propria coscienza! Se c'è pace nell'anima, le tempeste impetuose di calunnie che ululano intorno a noi sono di poca considerazione. Quando l'uccellino nel mio petto canta una canzone allegra, non mi importa se mille gufi mi fischiano dall'esterno. Ho confidato anche nel Signore. La fede è la radice e la linfa dell'integrità. Colui che si appoggia al Signore è sicuro di camminare in rettitudine. Davide sapeva che il patto di Dio gli aveva dato la corona, e quindi non prese alcun mezzo indiretto o illecito per assicurarselo; Non avrebbe ucciso il suo nemico nella caverna, né avrebbe permesso ai suoi uomini d'arme di colpirlo quando dormiva incustodito nella pianura. La fede lavorerà sodo per il Signore, e alla Sua maniera, ma essa rifiuta fino al punto di alzare un dito per compiere gli stratagemmi dell'astuzia ingiusta. Rebecca ha messo in atto una grande menzogna per adempiere il decreto del Signore in favore di Giacobbe: questa era incredulità; ma Abramo lasciò che il Signore adempisse i suoi propositi, e prese il coltello per uccidere suo figlio: questa era la fede. La fede confida che Dio adempia i suoi decreti. Perché dovrei rubare quando Dio ha promesso di supplire al mio bisogno? Perché dovrei vendicarmi quando so che il Signore ha sposato la mia causa? La fiducia in Dio è una sicurezza molto efficace contro il peccato. Perciò non scivolerò. Per quanto la strada sia scivolosa, così che cammino come un uomo sul ghiaccio, tuttavia la fede impedisce ai miei talloni di inciampare, e continuerà a farlo. Le dubbie vie della politica sono certe che prima o poi daranno una caduta a coloro che vi corrono, ma le vie dell'onestà, anche se spesso rudimentali, sono sempre sicure. Non possiamo confidare in Dio se camminiamo storti; Ma i sentieri rettilinei e la fede semplice portano felicemente il pellegrino alla fine del suo viaggio.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmo intero. A questo Salmo si aggiungono i pensieri e le parole. Alla fine di quanto precede il salmista aveva pregato per l'integrità Salmi 26:1. A meno che questo Salmo non sia considerato come un seguito del precedente, sembrerà vanaglorioso; ma essendo combinato con i riconoscimenti penitenziali del peccato, e con le fervide suppliche per il perdono e la grazia, e con la fervida professione di fede che Dio ha ascoltato la sua preghiera, che si irradia nel precedente Salmo, si vedrà che le dichiarazioni che il salmista fa ora di integrità, non sono affermazioni di merito umano, ma riconoscimenti della misericordia divina. Come dice Agostino: "Non merita mea, sed misericordia tua, ante oculos meos est". Non sono i miei meriti, ma la tua misericordia che è davanti ai miei occhi. Cristoforo Wordsworth.

Salmi 26:1.== Giudicami, o Signore; perché ho camminato nella mia integrità. Una buona causa, una buona coscienza e un buon comportamento sono buoni motivi per appellarsi a Dio. Ingram Cobbin.

Salmi 26:1.== Giudicami, o Signore. Nulla è più gradito a colui che è retto come sapere che Dio sa che egli è così. Come è poca cosa per coloro che sono sinceri essere condannati dagli uomini, così non è molto per loro essere condannati o approvati da loro; poiché in verità né "colui che si commenda", come dice l'apostolo 2Corinzi 10:18, né colui che è lodato da altri, "è approvato, ma colui che il Signore loda". La testimonianza, o le lettere di elogio di tutti gli uomini del mondo, non ci serviranno a nulla, a meno che Dio non ci dia anche le sue. Giuseppe Caryl.

Salmi 26:1.== Giudicami, o Signore. Come esempio di appello al cielo, citiamo quel potente predicatore della parola, George Whitfield. «Per quanto alcuni possano considerarmi un imbroglione e un appassionato, uno che non farà altro che farti arrabbiare metodicamente; possono soffiare le loro invettive contro di me, eppure Cristo sa tutto; egli se ne accorge e io lascerò a lui il compito di perorare la mia causa, perché egli è un Maestro misericordioso. L'ho già trovato così, e sono sicuro che continuerà così. La vendetta è sua, ed egli la ripagherà". George Whitfield, 1714-1770.

Salmi 26:1 = "Integrità". ( הם), o ( תמים) è usato per qualsiasi cosa sia illesa, o sia esente da qualsiasi macchia o difetto; e quindi troviamo il termine applicato a un'offerta animale senza difetto in sacrificio. Levitico 1:3; 3:9 = George Phillips.

Salmi 26:1.== Integrità della miniera. C'è una forza nel pronome possessivo "mio", che deve essere presa in considerazione. Il salmista lascia intendere di aver proceduto in un unico modo di procedere, nonostante tutti gli stratagemmi dei suoi nemici. W. Wilson, D.D.

Salmi 26:1.== Ho confidato nel Signore. La fiducia in Dio è la fonte dell'"integrità". Chi ripone la sua speranza in Dio non ha bisogno di cercare di promuovere i suoi interessi mondani violando il suo dovere verso il prossimo: egli attende tutto dall'alto e, allo stesso tempo, è sempre deciso a non essere privato del favore del Padre celeste violando i suoi comandamenti. E. W. Hengstenberg.

Salmi 26:1.== Non scivolerò. È una parola sorprendente, che esprime pienamente la completezza della protezione di Dio e la sicurezza della sua mano che lo sostiene, come il linguaggio del salmista dell'integrità del suo cammino e della sua fiducia in Dio. Non è, come nella nostra versione del libro di preghiere, "Non cadrò", ma è: "Non scivolerò nemmeno"; nemmeno fare un passo falso o inciampare. Barton Bouchier.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:1.

1. Due compagne inseparabili : fede e santità.

2. La beatitudine dell'uomo che li possiede. Non deve temere il giudizio, né il pericolo della via.

3. L'unico mezzo per procurarseli.

Salmi 26:1 = (ultima frase). Il potere di sostenere la fiducia in Dio.

#Salmi 26:2

ESPOSIZIONE

Salmi 26:2. Ci sono tre modalità di prova qui contestate, che si dice nell'originale si riferiscano alla prova con il tatto, alla prova con l'olfatto e alla prova con il fuoco. Il salmista era così chiaro dall'accusa mossa contro di lui, che si sottopose incondizionatamente a qualsiasi forma di esame che il Signore ritenesse opportuno impiegare. Esaminami, o Signore. Guardami da cima a fondo, fai un minuzioso sondaggio, mettimi alla domanda, interroga le mie prove. E mettermi alla prova. Mettetemi di nuovo alla prova, e vedete se voglio seguire i disegni malvagi che i miei nemici mi imputano. Metti alla prova le mie redini e il mio cuore. Esaminami come i metalli vengono saggiati nella fornace, e fa' questo fino alle mie parti più segrete, dove i miei affetti tengono il loro cortile; vedi, o Dio, se amo o no l'omicidio, il tradimento e l'inganno. Tutto questo è un appello molto audace, e fatto da un uomo come Davide, che temeva moltissimo il Signore, manifesta una solennissima e completa convinzione di innocenza. Le espressioni qui usate dovrebbero insegnarci la completezza del giudizio divino e la necessità di essere profondamente sinceri in tutte le cose, per non essere trovati alla fine carenti. I nostri nemici sono severi con noi con la severità del dispetto, e questo un uomo coraggioso lo sopporta senza paura; ma la severità di Dio è quella del diritto incrollabile. Chi si opporrà a tale processo? Il dolce cantore dice: "Chi può resistere al suo freddo?" e noi possiamo ben chiedere: "Chi può resistere al calore della sua giustizia?"

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 26:2. Il salmista usa tre parole: esaminare, dimostrare, provare. Queste parole sono destinate a includere tutti i modi in cui la realtà di qualsiasi cosa viene messa alla prova; e implicano insieme che egli desiderava che fosse fatta l'indagine più approfondita ; non si sottraeva a nessuna prova. Albert Barnes.

Salmi 26:2.== Esaminare, provare , provare. Come l'oro, mediante il fuoco, viene reciso e separato dalle scorie, così la semplicità di cuore e la vera semplicità cristiana si vedono meglio e si manifestano più evidenti nelle difficoltà e nelle afflizioni. Nella prosperità ogni uomo sembrerà pio, ma le afflizioni attingono dal cuore tutto ciò che c'è, sia esso buono o cattivo. Robert Cawdray.

Salmi 26:2.== Mettimi alla prova. L'opera della coscienza dentro di noi ci mette alla prova. Dio ha posto una luce dentro di noi, e quando questa è illuminata dalla Parola, allora rende il petto di un uomo pieno di luce. Ora, un uomo fedele e pio ama che questo sia tenero, attivo, che parli secondo la Parola di Dio per ogni dovere e contro ogni peccato. Ne vedete la rapidità in Davide, quando si dice: "Il suo cuore lo colpì", e in 1Giovanni 3 : "Se il tuo cuore ti condanna, Dio è più grande del tuo cuore". Ahimé! se tu giudichi dentro di te stesso di peccare in questo e in quello, Dio fa molto di più. Metti alla prova la tua integrità; Sei disposto ad avere una coscienza tenera e una coscienza informata? Ti piace ascoltare ciò che parla la Parola di Dio? Che sia la pace o il dovere? Questo è comodo. Ma d'altra parte, se tu sei un uomo che si ribella alla sua luce, che vorrebbe spegnerne il pungiglione, se ti rallegreresti di non sentire una cosa così viva nel tuo petto, allora hai motivo di sospettare di te stesso. Oh, c'è da temere che ci siano molti che si dedicano alle concupiscenze e ai piaceri carnali, per mettere una nebbia nebbiosa tra la loro coscienza e se stessi. Altri scavano nel mondo, lavorando per diventare insensati, affinché ci possa essere un'eclissi di questa luce per l'interposizione della terra. Altri corrono verso eresie dannata, negando le Scritture, Dio, il paradiso, l'inferno; implorando una salvezza universale di tutti. Che cosa sono questi se non rifugi di coscienze colpevoli? Dobbiamo distinguere tra la nostra concupiscenza carnale e la coscienza; tra immaginazioni illusorie e coscienza; tra una coscienza erronea e scrupolosa, e una coscienza ben fondata e veramente informata; e quando l'abbiamo fatto, dobbiamo seguire la coscienza fino a dove segue la Parola. Anthony Burgess.

Salmi 26:2.== Redini... cuore. Le "redini", come sede delle passioni animali inferiori; il "cuore", come comprendente non solo gli affetti superiori, ma anche la volontà e la coscienza. Perciò non desidera trattenere nulla; egli si sottometterà alla fiamma penetrante del Grande Raffinatore, affinché tutte le scorie dell'autoinganno possano essere eliminate. J. J. Stewart Perowne.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:2 = Esami divini. La loro varietà, severità, natura indagatrice, accuratezza, certezza: quando essere desiderati e quando temuti.

3 ESPOSIZIONE

Salmi 26:3.== Poiché la tua benignità è davanti ai miei occhi. Un oggetto di memoria e un terreno di speranza. Il senso di misericordia ricevuta offre una buona prospettiva alla mente fedele nella sua condizione più cupa, perché produce visioni di misericordie ancora a venire, visioni non visionarie ma reali. Soffermati, caro lettore, su quella parola celeste amorevolezza. Ha un sapore paradisiaco. Non è forse una parola ineguagliabile, insuperata, senza rivali? La bontà del Signore verso di noi dovrebbe essere davanti ai nostri occhi come un motivo che muove la nostra condotta; Non siamo sotto la schiavitù della legge, ma siamo sotto le dolci costrizioni della grazia, che sono molto più potenti, anche se molto più dolci. Gli uomini peccano con la legge davanti agli occhi, ma l'amore divino, quando si vede chiaramente, santifica la conversazione. Se non fossimo così dimentichi della via della misericordia in cui Dio cammina verso di noi, dovremmo stare più attenti a camminare nelle vie dell'obbedienza verso di lui. E ho camminato nella tua verità. Il salmista fu preservato dal peccato grazie alla sua certezza della veracità della promessa di Dio, verità che egli si sforzò di imitare oltre che di credere. Osservate da questo versetto che un'esperienza dell'amore divino si manifesterà in una pratica sequela della verità divina; Coloro che trascurano sia la parte dottrinale che quella pratica della verità non devono meravigliarsi se ne perdono il godimento sperimentale. Alcuni parlano della verità, è meglio camminare in essa. Alcuni giurano di fare bene in futuro, ma i loro propositi non portano a nulla; solo l'uomo rigenerato può dire: "Ho camminato nella tua verità".

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 26:3. L'effetto pratico della bontà divina si vede in questo testo. Come la cosa principale comunicata da Dio è la natura divina, per la quale siamo fatti per assomigliargli, così le promesse di Dio poste sull'anima sono i mezzi di comunicazione; sono il latte e il miele della Scrittura, che non hanno a cuore l'uomo vecchio, ma sostengono il nuovo; Non sono cuscini per l'accidia peccaminosa, ma sproni alla santa diligenza. Le promesse della grazia animano l'anima al dovere; e quando vediamo così la bontà del Signore, ciò incoraggia la nostra sottomissione al suo governo. Timoteo Cruso.

Salmi 26:3-4.== Ho camminato nella tua verità, non mi sono seduto con persone vane. Stai attento quanto puoi affinché le persone che scegli per i tuoi compagni siano tali da temere Dio. L'uomo nel vangelo era posseduto dal diavolo, che dimorava tra le tombe, e conversava con tombe e cadaveri. Tu sei ben lungi dal camminare secondo lo Spirito buono, se scegli di conversare con i sepolcri aperti e con coloro che sono morti nei peccati e nei falli. Dio non stringerà la mano ai malvagi, come legge la Vulgata in Giobbe 8:20, né deve farlo l'uomo pio. Davide dimostra la sincerità della sua condotta, con la sua cura di evitare tale società: Ho camminato nella tua verità; Non mi sono seduto con persone vanitose. C'è una duplice "verità". 1. Verità della dottrina. La tua legge è la verità, libera da tutte le scorie della corruzione e dalla menzogna dell'errore.

2. Verità dell'affetto, o delle parti interiori. Questa può essere chiamata "la tua verità", o la verità di Dio, anche se l'uomo ne è il soggetto, in parte perché procede da lui, in parte perché gli è così gradita; sotto questo aspetto un cuore spezzato è chiamato il "sacrificio di Dio". Salmi 51:6. Come se avesse detto: "Non avrei potuto camminare nel potere della religione e nell'integrità, se mi fossi associato a una compagnia vile e vana; Non avrei mai potuto camminare secondo i tuoi precetti se mi fossi "seduto con persone vane". Osservate la frase: "Non mi sono seduto con persone vane". 1. Sedersi è una postura di scelta. È alla libertà di un uomo, se vuole sedersi o stare in piedi. 2. Sedersi è una postura di piacere. Gli uomini si siedono per il loro agio e con piacere; Perciò si dice che i glorificati "siedono nei luoghi celesti". Efesini 2:6. 3. Sedersi è una postura di stare o rimanere. 2Re 7:3. Stare in piedi è una postura di andare, ma sedersi di restare. Ai beati, che saranno per sempre con il Signore e con i suoi eletti, viene menzionato "per sedersi con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli". Matteo 8:11. Davide, in nessuno di questi sensi, osava sedersi con persone vanitose. Poteva, a seconda delle sue occasioni, usare la loro compagnia, ma non osava scegliere consapevolmente tale compagnia. Non potevano essere oggetto della sua elezione coloro che non erano l'oggetto del suo affetto. "Odio la congregazione dei malvagi", dice. Poiché sedersi è una postura di piacere, non si sedeva con persone vanitose. A volte era in mezzo a loro per il suo dolore, ma non per il suo conforto. Erano per lui, come i Cananei per gli Israeliti, punture negli occhi e spine nei fianchi. "Guai a me, a soggiornare a Mesech, ad abitare nelle tende di Kedar!" Salmi 120:5. Ha causato dolore, non gioia, il fatto che sia stato costretto a stare tra i profani. George Swinnock.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:3. La delizia per gli occhi e la sicurezza per i piedi, o la dolce contemplazione e la santa pratica dell'uomo buono, o il composto celeste della pietà: il movente e il movimento, il godere e l'agire, l'amore e la verità, la grazia gratuita e le buone opere.

Salmi 26:3.== La tua benignità è davanti ai miei occhi. Potrebbe essere bene seguire Davide e tenere davanti ai nostri occhi l'amorevole benignità di Dio . Ciò dovrebbe essere fatto in quattro modi: -

1. Come soggetto di contemplazione.

2. Come fonte di incoraggiamento.

3. Come incitamento alla lode.

4. Come esempio per l'imitazione. William Jay.

4 ESPOSIZIONE

Salmi 26:4-5. Lungi dall'essere egli stesso un aperto trasgressore delle leggi di Dio, il salmista non si era nemmeno associato con gli amanti del male. Si era tenuto in disparte dagli uomini di Belial. Un uomo si riconosce per la sua compagnia, e se ci siamo tenuti lontani dai malvagi, sarà sempre una prova a nostro favore se il nostro carattere dovesse essere messo in discussione. È improbabile che colui che non è mai stato in parrocchia abbia rubato il grano. Colui che non è mai andato per mare non è chiaramente l'uomo che ha affondato la nave.

Salmi 26:4.== Non mi sono seduto con persone vanitose. I veri cittadini non hanno a che fare con i traditori. Davide non aveva un seggio nel parlamento dei faccendini. Non erano i suoi compagni di grazia alle feste, né i suoi consiglieri in consiglio, né i suoi compagni di conversazione. Dobbiamo vedere, parlare e commerciare con gli uomini del mondo, ma non dobbiamo in nessun caso riposarci e consolarci nella loro società vuota. Non solo i profani, ma anche i vanitosi devono essere da noi evitati. Tutti coloro che vivono solo per questa vita sono uomini vanitosi, schiumosi, spumeggianti, del tutto indegni dell'amicizia di un cristiano. Inoltre, poiché questa vanità è spesso alleata con la menzogna, è bene salvarci completamente da questa generazione sfavorevole, per non essere condotti di male in peggio e dal tollerare che i vanitosi arrivino ad ammirare i malvagi. Né entrerò con i dissimulatori. Poiché so che la pietà ipocrita è una doppia iniquità, cesserò ogni conoscenza con i pretendenti. Se devo camminare per la stessa strada, non entrerò dalla stessa porta e passerò il mio tempo in loro compagnia. La congregazione degli ipocriti non è quella con cui dovremmo coltivare la comunione; Il loro ultimo appuntamento sarà il pozzo più basso dell'inferno, lasciamo perdere la loro conoscenza ora! perché non lo desidereremo presto. Appendono le loro perline al collo e portano il diavolo nei loro cuori. Questa frase è al futuro, per indicare che lo scrittore non sentiva alcun desiderio di iniziare una conoscenza con i personaggi che fino ad allora aveva evitato. Dobbiamo mantenere il sentiero separato con sempre più circospezione mentre vediamo avvicinarsi il grande giorno della redenzione. Coloro che vogliono essere trasfigurati con Gesù, non devono essere sfigurati dalla conformità al mondo. La risoluzione del salmista suggerisce che anche tra coloro che si professano seguaci della verità dobbiamo fare delle distinzioni, perché come ci sono persone vane fuori della chiesa, così ci sono dissimulatori in essa ed entrambi devono essere evitati con scrupolosa decisione.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 26:3-4.== Ho camminato nella tua verità, non mi sono seduto con persone vane. Vedi "Sl 26:3" per ulteriori informazioni.

Salmi 26:4.== Non mi sono seduto con persone vanitose. C'è un commercio necessario con gli uomini nel comprare e vendere, o come dice l'apostolo, "Bisogna che dobbiamo uscire dal mondo", ma non scegliere volontariamente la compagnia degli empi. 1Corinzi 5:10. "Vi ho scritto di non stare in compagnia", ecc. 1Corinzi 5:11. Non conoscerli troppo. Cosa fanno le colombe di Cristo tra gli uccelli rapaci? Cosa fanno le vergini tra le meretrici? La compagnia degli empi è molto contaminante, è come andare in mezzo a quelli che hanno la peste. "Si mescolarono tra i pagani e impararono le loro opere". Se mescoli l'armatura luminosa con l'arrugginito, l'armatura luminosa non illuminerà l'arrugginito, ma l'armatura arrugginita rovinerà il luminoso. Il faraone insegnò a Giuseppe a giurare, ma Giuseppe non insegnò a faraone a pregare. Thomas Watson.

Salmi 26:4.== Né andrò con i dissimulatori. Caldeo: "Non entrerò con quelli che si nascondono per fare il male". La malvagità non è sincera e ama l'occultamento, mentre la verità e la giustizia sono aperte e cercano di essere esaminate. Giobbe 24:13-17 Giovanni 3:20-21. Nessuno negherà che l'uomo candido ha molti meno problemi con la propria condotta rispetto a quello tortuoso e ingannevole. I giusti evitano i malvagi sia per il peccato che per la miseria che sono sulle loro vie. William S. Plumer.

Salmi 26:4.== Dissimulatori. L'ipocrita ha molto angelo fuori, più diavolo dentro. Frigge con le parole, congela con le opere; parla per mezzi, fa del bene per centimetri. È un letamaio puzzolente, coperto di neve; un mulino appeso sciolto che mantiene un grande tintinnio, ma non macina grano; una gallina bugiarda che schiamazza quando non ha deposto. Thomas Adams.

Salmi 26:4.== Dissimulatori. Forse, quando i raggi del sole di un inizio di primavera hanno rivestito tutta la natura di una veste sorridente, hai preso i tuoi piccoli cesti e sei andato alla ricerca di un banco di violette modeste e profumate, e potresti aver trovato fiori così simili a loro, nella forma e nel colore, che sei stato ingannato e hai afferrato avidamente il tuo premio; ma ahimè! il dolce odore che avrebbe dovuto profumare la burrasca, fu trovato mancante e tradì il cane Violet. Un emblema appropriato questo per coloro che, "avendo la forma della pietà, ne negano la potenza". 2Timoteo 3:5 = Mrs. Rogers, in "The Shepherd King".

Salmi 26:4-5. Come le mele marce corrompono quelle sane che le toccano e si trovano vicino a loro, così le cattive maniere e le cattive condizioni degli empi infettano quelli che le tengono compagnia. Robert Cawdray.

Salmi 26:4-5. "È difficile (dice uno scrittore tardo e ingegnoso) anche per un miracolo osservare i comandamenti di Dio e anche la compagnia del male". Come all'improvviso, dopo aver rinvigorito la tua anima nella tua comunione nell'armadio, hai perso tutti i tuoi calori e fervori spirituali, che avevi in segreto, e ti sei immediatamente raffreddato uscendo nell'aria fredda e corrotta! Quando un santo è stato rapito in privato dall'amore di Dio e dalle gioie del cielo, e poi incontra una compagnia, che non dice né può dire una parola di tali questioni, che umidità è per lui! Che spegnimento, per così dire, dello Spirito di Dio in lui! Anzi, non è forse vero ciò che si dice, che "il popolo di Dio generalmente perde di più dagli uomini mondani, che hanno una condotta irreprensibile davanti agli uomini, di quanto non perda dagli uomini malvagi e profani"? Lewis Stuckley.

Salmi 26:4-5,9. Colui che non si trova tra i peccatori dell'altro mondo, deve stare attento a non frequentare la loro compagnia in questo. Coloro che il conestabile trova a vagare con i vagabondi, possono essere mandati con loro alla casa di correzione. "Signore", disse una brava donna, sul letto di morte, quando dubitava della sua salvezza, "non mandarmi all'inferno tra gli uomini malvagi, perché sai che non ho mai amato la loro compagnia per tutta la vita". Davide depreca la loro futura rovina su un terreno simile, e lo argomenta come un segno della sua sincerità: Non mi sono seduto con persone vane, né entrerò con dissimulatori. Ho odiato la congregazione degli operatori di iniquità; e non siederà con i malvagi ... Oh, non radunare l'anima mia con il peccatore. Signore, non ho amato gli empi così tanto da sedermi con loro per un po' di tempo, e vivrò con loro per sempre? Non sono rimasto in mezzo a loro a marcire sulla terra; E raccoglierai l'anima mia con quei bastoni per il fuoco inestinguibile dell'inferno? Signore, sono stato così lontano dall'essere simpatico, che tu sai che ho detestato la comunità degli operatori di iniquità. Non odio io quelli che ti odiano? sì, li odio di un odio perfetto; E i tuoi amici se la caveranno come i tuoi nemici? Mi appello alla Tua Maestà, che il mio grande conforto è nei Tuoi eletti. Mi rallegro solo di essere qui tra i tuoi figli, e mi sarà forse esclusa la loro compagnia in futuro? "Oh, non radunare l'anima mia con i peccatori", perché il torchio della tua ira eterna! Marcione, l'eretico, vedendo Policarpo, si meravigliò che non lo avrebbe posseduto. Non mi conosci, Policarpo? Sì, dice Policarpo: "Scio te esse primogenitum diaboli"; "So che sei il primogenito del diavolo", e così lo disprezzò. George Swinnock.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:4.== Persone vanitose. Chi sono. Perché sono da evitare. Che ne sarà di loro. Dissimulatori. Descrivi questa numerosa famiglia. Mostra quali sono i loro oggetti. Il male fatto ai credenti con la loro astuzia. Il bisogno di evitarli e la loro spaventosa fine.

5 ESPOSIZIONE

Salmi 26:4-5.== Vedi "Sl 26:4" per ulteriori informazioni.

Salmi 26:5.== Ho odiato la congregazione dei malvagi. Una sentenza severa, ma non troppo. Un uomo che non odia terribilmente il male, non ama il bene di cuore. Gli uomini, in quanto uomini, dobbiamo sempre amare, perché sono i nostri prossimi, e quindi devono essere amati come noi stessi; ma i malvagi, in quanto tali, sono traditori del Grande Re, e nessun suddito leale può amare i traditori. Ciò che Dio odia noi dobbiamo odiarlo. La congregazione o assemblea dei malfattori, significa uomini violenti in alleanza e conclave per il rovesciamento degli innocenti; tali sinagoghe di Satana devono essere tenute in orrore. Che triste riflesso è che ci debba essere una congregazione di malfattori così come una congregazione di giusti, una chiesa di Satana così come una chiesa di Dio; un seme del serpente e un seme della donna; un'antica Babilonia e una nuova Gerusalemme: una grande meretrice seduta su molte acque, per essere giudicata con ira, e anche una casta sposa dell'Agnello per essere incoronata alla sua venuta. e non siederà con gli empi. I santi hanno un posto a un altro tavolo e non lasceranno mai le prelibatezze del Re per le bucce della mangiatoia dei porci. Meglio sedersi con i ciechi, gli zoppi e gli zoppi alla mensa della misericordia, che con gli empi nei loro banchetti di empietà, sì, meglio sedere sul letamaio di Giobbe che sul trono di Faraone. Che ogni lettore veda bene la sua compagnia, perché è probabile che conserviamo ciò che teniamo in questo mondo, lo terremo nell'altro.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 26:4-5.== Vedi "Sl 26:4" per ulteriori informazioni.

Salmi 26:4-5.== Vedi "Sl 26:4" per ulteriori informazioni.

Salmi 26:4-5,9.== Vedi "Sl 26:4" per ulteriori informazioni.

Salmi 26:5.== Ho odiato la congregazione dei malvagi, ecc. L'odio per i nemici di Dio, in quanto suoi nemici - "sì, li odio profondamente" così completamente opposto all'indifferentismo dei nostri giorni, è sempre stato un segno distintivo dei suoi antichi servitori. Testimone Phinehas Salmi 106:41 ; "E questo gli fu accreditato come giustizia per tutte le generazioni, in eterno; " Samuel con Agag; Elia con i sacerdoti di Baal. E notate l'elogio dell'angelo di Efeso: "Tu non puoi sopportare quelli che sono malvagi". Apocalisse 2:2 = J. M. Neale.

Salmi 26:5.== Ho odiato la congregazione dei malvagi. Li consideriamo come nemici di Dio, quindi li odiamo, non la loro persona, ma i loro vizi, perché questo, come lo definisce Agostino, è odium perfectum, un odio perfetto. E in verità è l'odio che Dio nutre per i suoi nemici; poiché "l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini" Romani 1:18 ; non contro le loro persone - sono opera sua e portano la sua immagine in qualche modo, anche se molto sfigurata; ma contro l'ingiustizia e l'empietà degli uomini, con le quali le loro persone sono in effetti odiose al suo dispiacere. E così trovo che i santi di Dio hanno trionfato sugli empi, come Israele su Faraone, e i Galaaditi sui figliuoli di Ammon; non rallegrandosi della distruzione delle creature di Dio, ma dei nemici di Dio; e desiderando con Debora e Barak: "Così periscano tutti i tuoi nemici, o Signore". Questo non è altro che un applauso al giudizio di Dio e una celebrazione della sua giustizia. Edoardo Marbury.

Salmi 26:5.== Considera che non ci può essere vera amicizia tra una persona pia e una malvagia; perciò ti interessa essere più cauto nella tua scelta. Chi nelle fazioni ha occhio per il potere, nell'amicizia avrà occhio per la virtù. L'amicizia, secondo il filosofo, è un'anima in due corpi. Ma come potranno mai essere di una sola anima, così diverse come l'aria e la terra, e contrarie come il fuoco e l'acqua? Tutto il vero amore è, motus animi ad fruendum Deo propter ipsum; se et proximo propter Deum - un movimento dell'anima verso il godimento di Dio per se stesso, e per il suo prossimo per amore di Dio, così che non potrà mai amare veramente l'uomo che non ama il suo Creatore. Dio è l'unico fondamento su cui possiamo costruire l'amicizia; perciò coloro che vivono senza di lui, non possono amarci in lui. Quell'edificio che è sciolto, senza queste fondamenta, non potrà mai resistere a lungo. Un uomo malvagio può chiamare la professione che fa a suo fratello con il nome di amore, ma i pagani possono dirci che solo la virtù è la mano che può intrecciare le corde dell'amore; che le altre combinazioni non sono che una confederazione, e tutte le altre non sono che congiunzioni nell'ipocrisia. George Swinnock.

Salmi 26:5. Dovunque percepiamo che un popolo adora Dio veramente secondo la sua parola, possiamo essere certi che la chiesa di Cristo è, alla quale dobbiamo associarci, e desiderare, con il profeta Davide, lodare Dio in mezzo a questa chiesa. Ma se vediamo, a causa dell'iniquità del tempo, congregazioni da formare con una religione contraffatta, diversa da quella che insegna la parola di Dio, dovremmo allora, se ci viene richiesto di esserne compagni, dire di nuovo con Davide: "Ho odiato la sinagoga dei maligni e non mi siederò con gli empi". Nell'Apocalisse, la chiesa di Efeso è altamente lodata, perché ha processato coloro che dicevano di essere apostoli e non erano nei fatti, e quindi non avrebbero tollerato la loro compagnia. Inoltre, Dio comandò al suo popolo di non cercare Betel, né di entrare in Galgala, dove si usava l'idolatria, per bocca del suo profeta Amos. John Philpot (martire). Bruciato a Smithfield, 1555.

Salmi 26:5. Quanti pochi pensano a come induriscono, gli uomini malvagi con l'intimità con loro, mentre il ritiro da loro potrebbe essere un mezzo per farli vergognare! Mentre siamo allegri e gioviali con loro, facciamo loro credere che la loro condizione non è deplorevole, che il loro pericolo non è grande; mentre se li evitassimo, come faremmo con un muro curvo, mentre rimangono nemici del Signore, ciò potrebbe fare loro del bene, per spaventarli e risvegliarli dalla loro infelice sicurezza e dalle forti illusioni in cui sono trattenuti. Lewis Stuckley.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:5 = Cattive compagnie. Casi dei suoi cattivi risultati, scuse per esso esaudite, avvertimenti dati, motivi spinti ad abbandonare.

6 ESPOSIZIONE

Salmi 26:6.== Mi laverò le mani nell'innocenza. Avrebbe pubblicamente dichiarato di essere del tutto scadente dalle accuse mosse contro di lui, e se qualche colpa in altre questioni potesse essere sinceramente imputata contro di lui, per il futuro si sarebbe astenuto da essa. Il lavaggio delle mani è un'azione significativa per dimostrare che non abbiamo alcun legame con un atto, poiché diciamo ancora: "Mi lavo le mani di tutta la faccenda". Quanto alla perfetta innocenza, Davide non la rivendica qui, ma confessa la sua innocenza dei crimini di cui è stato accusato calunniosamente; C'è, tuttavia, un senso in cui possiamo essere lavati nell'assoluta innocenza, perché il sangue espiatorio ci rende puri in ogni angolo. Non dovremmo mai accontentarci di essere pienamente persuasi della nostra completa purificazione mediante il prezioso sangue di Gesù. Così circonderò il tuo altare, o Signore. I sacerdoti di Dio devono avere molta cura di essere purificati personalmente; la conca di bronzo era necessaria quanto l'altare d'oro; L'adorazione di Dio ci richiede di essere santi nella vita. Colui che è ingiusto verso l'uomo non può essere accettabilmente religioso verso Dio. Non dobbiamo portare le nostre offerte di ringraziamento con le mani sporche di colpa. Amare la giustizia e la purezza è molto più accettevole a Dio, che diecimila del grasso delle bestie nutrite. Da questo versetto vediamo che le menti sante si dilettano nell'adorazione del Signore e trovano il loro più dolce conforto al suo altare; e che è loro più profonda preoccupazione non intraprendere mai alcuna linea d'azione che li renderebbe inadatti alla più sacra comunione con Dio. Il nostro occhio deve essere sull'altare che santifica sia il donatore che il dono, ma non dobbiamo mai trarre dal sacrificio espiatorio una scusa per il peccato, ma piuttosto trovare in esso un argomento molto convincente per la santità.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 26:6.== Mi laverò le mani nell'innocenza. Ci sono due lavandi eminenti nel vangelo: il primo, il bagno di Cristo, un bagno caldo, lavacrum sanguinis, la conca del sangue di Cristo; il secondo, il nostro bagno, un bagno freddo, lavacrum lachrimarum, la conca del pentimento. Questi due mescolati insieme daranno vita a una composizione sovrana, operata per la prima volta da Cristo stesso quando sudò acqua e sangue. La prima è come quella piscina di Betesda in cui chi entra con fede, viene guarito; il sangue di Cristo è il vero conca della rigenerazione, una fonte aperta perché Giuda e Gerusalemme vi si lavino. "Il sangue di Cristo ci purifica da tutti i peccati". 1Giovanni 1:7. Consideriamo carità nelle madri nutrire i loro figli con il proprio latte: quanto è caro l'amore di Cristo, che ci lava e ci nutre con il suo stesso sangue! Non appena nasciamo in Cristo, ma proprio come quello di nostra madre, così il sangue di Cristo si trasforma in latte, nutrendoci per la salvezza eterna. Che cos'è il calamus benjamini, o lo storace, o mille fiumi d'olio, per renderci puri, se il Signore non ci purifica e ci purifica? No; è il suo sangue "che proferisce cose migliori del sangue di Abele". "A colui dunque che ci ha amati e ci ha lavati dai nostri peccati con il suo sangue, e ci ha costituiti re e sacerdoti per Dio e per il Padre suo: a lui la gloria e il dominio in eterno". Apocalisse 1:5-6. Eppure è il secondo bagno, il lavacro del pentimento, che deve applicare e rendere operativo il primo. Questo bagno del pentimento di Maria Maddalena, è una sorta di ribattesimo, che dà forza ed effetto al primo lavatoio. E implica un triplice atto: primo, ferire i nostri cuori con la contrizione; in secondo luogo, per aprire le nostre ferite con la confessione a Dio; in terzo luogo, per lavarci le mani nell'innocenza, per soddisfazione degli uomini... Lava ora e lava tutto; dalla sommità della testa alla pianta del piede non c'è in noi altro che ferite e piaghe; eppure soprattutto c'è qualcosa qui in esso che Davide si lava le "mani". In verità non basta venire con gli occhi umidi, se veniamo con mani immonde per offrire con mani non lavate; i pagani non lo farebbero. La contrizione e la confessione a Dio non costituiscono un pentimento completo senza soddisfazione per gli uomini. Non remittitur peccatum nisi restituatur ablatum: (Agostino), è vero come il vecchio, e nell'inglese del vecchio padre Latimer è "O ci deve essere restituzione, aperta o segreta, oppure l'inferno". Chi non ripara il torto, si rallegra del peccato. Proverbi 2:14. Dove non c'è soddisfazione, Non agitur sed fingitur paenitentia, dice sant'Agostino; e coloro che non ristabiliscono tutto, non si lavano tutte le mani, intingono solo la punta delle dita. Estorsione, rapina, corruzione, questi sono i peccati delle mani (peccati così propri degli ebrei, che possono ben concepire come fanno che il diavolo giace tutta la notte sulle loro mani, e che è questo che li rende così diligenti nel lavarsi); ma quanto a noi cristiani, a meno che queste vipere non vengano scosse dalle nostre mani, anche se coprite l'altare del Signore con lacrime, con pianti e gridando, se continuate nelle vostre contaminazioni, Dio non considera più la vostra offerta, né la accetterà con buona volontà dalle vostre mani. Matteo 2:13 = Sermone di Isaac Bargrave davanti alla Camera dei Comuni, 1623.

Salmi 26:6.== Mi laverò le mani nell'innocenza, così circonderò il tuo altare, o Signore. Se la grandezza ha potuto privilegiare questa persona dall'impurità, Davide era un re; se la grazia della sua anima lo avesse liberato dal terreno del peccato, egli era "un uomo secondo il cuore di Dio". Ma i grandi uomini non ripongano troppa fiducia nella loro grandezza; Più lunga è la toga, più terra è nei contratti: una grande potenza può rivelarsi la madre della grande dannazione. E per quanto riguarda la purezza, c'è una generazione che dice che non c'è peccato in loro, ma si inganna; Non c'è verità in loro. Qualunque cosa i rusilogi di Roma pretendano per la potenza della natura e del libero arbitrio, a noi miserabili peccatori viene insegnato a concepire più veramente la nostra infermità. Lo stesso apostolo di Cristo, il robusto Tommaso, venne meno alla fede della sua risurrezione; Pietro (la cui cattedra è ora la pretesa sede dell'infallibilità) rinnegò il suo Maestro; Davide, "uomo secondo il cuore di Dio", ha bisogno del lavacro; e chi può dire: Io sono puro agli occhi del Signore? Certo, o Signore, nessuna carne è giusta ai tuoi occhi. No; questo è il miglior terreno della felicità cristiana, se con Davide cadiamo di fronte ai nostri peccati; se con il pubblicano ci battiamo il petto, e non con il fariseo, gettiamo tanto lo sguardo sulle colpe degli altri. Perché dovremmo, come i sarti, misurare tutti gli uomini tranne noi stessi? come se il migliore di noi non avesse peccato abbastanza per pensarci. Guarda come Davide chiama se stesso a rendere conto dei propri peccati; "O Signore, io conosco la mia iniquità, e il mio peccato è sempre davanti a me." Oh, l'effetto potente della devozione cristiana, quando con l'atto riflessivo dell'intelletto la scienza si trasforma in coscienza, e la nostra conoscenza non è che lo specchio della nostra imperfezione, lo specchio in cui la vista dei nostri peccati ci manda subito a Dio, come fece qui Davide, che fa questo racconto solo tra Dio e la sua stessa anima, "Io, o Signore". In primo luogo, egli si eleva dall'umiltà e dalla vista dei propri peccati, e si eleva con le ali della fede verso il trono della misericordia di Dio: "Io, o Signore". Egli vede con i suoi occhi, e non solo con la chiesa, o con gli occhiali del prete; è il penitenziere e il confessore di se stesso; qui non c'è intercessione di santi, né messe, né meriti, né indulgenze, né trentali, canti funebri: tutto è fatto tra Dio e lui: "Io, o Signore". Con l'occhio dell'umiltà guarda a se stesso e alla propria miseria; poi con l'occhio della fede a Dio e alla sua misericordia, e da entrambi risulta una terza virtù del pentimento nell'atto della preparazione, lavando il terreno del peccato nel bagno del dolore: "Mi laverò le mani", ecc. Isaac Bargrave.

Salmi 26:6 = Mi laverò le mani nella purezza. Riferendosi con queste parole all'uso ordinario dei sacrifici, egli fa una distinzione tra sé e coloro che professavano di offrire lo stesso culto divino, e si prodigavano nei servizi del santuario, come se solo loro avessero il diritto di compierli. Poiché dunque, Davide, e questi ipocriti erano uniti sotto questo aspetto, che entrarono nel santuario e circondarono insieme il sacro altare, egli procede a mostrare di essere un vero adoratore, dichiarando che non solo si occupava diligentemente dei riti esterni, ma veniva ad adorare Dio con devozione non finta. È ovvio che egli allude al solenne rito del lavaggio che veniva praticato sotto la legge. Egli, di conseguenza, rimprovera la grossolana superstizione degli ipocriti, che, cercando solo la purificazione dell'acqua, trascuravano la vera purificazione; mentre era disegno di Dio, nella nomina del segno esteriore, di ricordare agli uomini la loro contaminazione interiore, e quindi di incoraggiarli al pentimento. Il solo lavaggio esteriore, invece di trarre profitto dagli ipocriti, li tenne più lontani da Dio. Quando il salmista, quindi, dice: "Mi laverò le mani nell'innocenza", lascia intendere che con i loro lavaggi essi non fanno che accumulare più sporcizia e sporcizia. La parola ebraica ( נקיון) nikkayon, significa la purezza di qualsiasi cosa, ed è usata figurativamente per l'innocenza. Vediamo così che, poiché gli ipocriti non traggono alcuna purezza morale dai loro lavaggi, Davide si fa beffe della fatica con cui si affaticano e si tormentano invano in tali riti. Giovanni Calvino.

Salmi 26:6 = "Mi laverò le mani", ecc. Davide, volendo esprimere la sua venuta con cuore puro per pregare Dio, lo fa con questa similitudine di un sacerdote: che come un sacerdote si lava le mani, e poi offre l'oblazione, così aveva costantemente unito la purezza e la devozione. Henry Hammond.

Salmi 26:6.== Nell'innocenza. L'essenza e la corona di tutta la nostra preparazione, l'acqua più pura in cui possiamo lavarci, è l'innocenza; e l'innocenza è una virtù del cuore così come della mano. "Purificate le vostre mani, peccatori; e purificate i vostri cuori, voi doppi di mente". Giacomo 4:8. Potrei desiderare che il nostro lavaggio fosse come il battesimo di Cipriano, ad tincturam, fino a quando non fossimo stati tinti nel pentimento e nel sangue di Cristo. Sia la quantità dei tuoi peccati la misura del tuo pentimento. Offri prima la tua innocenza, poi il tuo sacrificio. Non è sufficiente che tu venga oggi per ordine, devi venire con innocenza. Dio esige il dovere della seconda mensa, così come della prima; egli aborre l'atto esteriore di pietà dove non trova coscienza e pratica dell'innocenza. Isaac Bargrave.

Salmi 26:6 = (prima clausola). Una mattina, mentre Gotthold stava versando acqua in una bacinella, si ricordò delle parole della Scrittura: Mi laverò le mani nell'innocenza, un testo che mostra con quanta diligenza il profeta reale si fosse sforzato di condurre una vita irreprensibile e di camminare abitualmente nel timore di Dio. A questo punto egli rifletté e disse: D'ora in poi, mio Dio, ogni volta che verserò dell'acqua per lavarmi, mi rammenterò che è mio dovere purificare le mie mani dalle azioni malvagie, la mia bocca dalle parole malvage e il mio cuore dalle concupiscenze e dai desideri malvagi, per poter alzare le mani sante verso di te, e con labbra immacolate e cuore ti adoro, al meglio delle mie capacità. Che giova a me lottare per la purezza esteriore, se il mio cuore è sporco e abominevole ai tuoi occhi? Può nutrirmi il cibo che ho guadagnato con mani contaminate, o afferrato con violenza e ingiustizia, o mangiato con insensibilità e ingratitudine? Ah! no, mio Dio; Lungi da me essere cibo così. La mia prima preoccupazione sarà quella di mantenere un cammino irreprensibile; il mio prossimo, quando mi sarò contaminato sconsideratamente, per purificare e lavare via la macchia, e rimuovere la mia iniquità dai tuoi occhi. "Purificami, o mio Dio, e sarò puro; lavami, e sarò più bianco della neve." Salmi 51:7 = Christian Scriver (1629-1693), in "Gotthold's Emblems".

Salmi 26:6.== Circonderò il tuo altare, o Signore. Il giorno successivo a questa festa (la Festa dei Tabernacoli), il popolo circondò l'altare sette volte, con rami di palma in mano, in ricordo della caduta di Gerico ... Non solo i rami, ma anche i giorni di tutta questa Festa dei Tabernacoli, erano chiamati Hosannoth, dall'abituale acclamazione del popolo mentre portava i rami su e giù. Thomas Godwyn, B.D. (1587-1643), in "Mosè e Aronne".

Salmi 26:6. Con la frase che circonda l'altare, o allude a qualche usanza levitica di andare intorno all'altare, come facevano i sacerdoti nell'oblazione dei loro sacrifici; e il popolo, specialmente quelli di loro che erano più devoti e zelanti, che forse si spostavano da un luogo all'altro, ma ancora all'interno del proprio cortile, per poter discernere ciò che veniva fatto dai vari lati dell'altare, e così esserne più colpiti; o piuttosto sottintende che avrebbe offerto molti sacrifici insieme, che avrebbero impiegato i sacerdoti intorno all'altare. Matteo Poole.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:6. La necessità della santità personale per un culto accettabile.

7 ESPOSIZIONE

Salmi 26:7.== affinché io possa pubblicare con voce di ringraziamento. Davide fu istruito a tal punto che non menziona l'offerta tipica, ma discerne l'offerta spirituale che vi era intesa, non i gemiti dei giovenchi, ma i canti di gratitudine che l'adoratore spirituale presenta. Far risuonare le lodi degne del Dio di ogni grazia dovrebbe essere l'affare quotidiano di un peccatore perdonato. Ci calunnino come vogliono, non defraudiamo il Signore delle sue lodi; Lasciate che i cani abbaiano, ma lasciateci come la luna che continua a splendere. e racconta tutte le tue meraviglie. Il popolo di Dio non dovrebbe essere legato alla lingua. Le meraviglie della grazia divina bastano a far cantare la lingua dei muti. Le opere d'amore di Dio sono meravigliose se consideriamo l'indegnità dei loro oggetti, il costo del loro metodo e la gloria del loro risultato. E come gli uomini provano grande piacere nel discutere di cose straordinarie e stupefacenti, così i santi si rallegrano nel raccontare le grandi cose che il Signore ha fatto per loro.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Nessuno.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:7.

1. La chiamata del credente - un editore.

2. L'autore selezionato e la qualità delle sue opere. "Le tue opere meravigliose."

3. Il modo di fare pubblicità - "voce di ringraziamento", "raccontare", ecc.

8 ESPOSIZIONE

Salmi 26:8.== Signore, ho amato la dimora della tua casa. Non voleva entrare nelle dimore del peccato, ma nella casa di Dio che aveva amato a lungo, e l'aveva amata ancora. Eravamo figli tristi se non amavamo la dimora del Padre nostro. Benché non possediamo edifici sacri, tuttavia la chiesa del Dio vivente è la casa di Dio, e i veri cristiani si dilettano nelle sue ordinanze, nei suoi servizi e nelle sue assemblee. Oh, se tutti i nostri giorni fossero sabati! e il luogo dove abita il tuo onore. Nella sua chiesa, dove Dio è onorato in ogni tempo, dove si rivela nella gloria della sua grazia ed è proclamato dal suo popolo come il Signore di tutti. Non ci riuniamo come popolo del Signore per onorare il predicatore, ma per dare gloria a Dio; Tale occupazione è molto gradita ai santi dell'Altissimo. Che cosa sono quelle riunioni in cui Dio non è onorato, non sono forse un'offesa ai suoi occhi puri e santi, e non sono forse una triste pietra d'inciampo per il popolo di Dio? Ci viene la lacrima bollente sulla guancia ascoltare sermoni in cui l'onore di Dio è così lontano dall'essere l'oggetto del predicatore, che si potrebbe quasi immaginare che il predicatore adorasse la dignità dell'uomo e pensasse più ad essa che all'Infinita Maestà di Dio.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 26:8.== Signore, ho amato la dimora della tua casa, ecc. "Ho nella mia congregazione", disse un venerabile ministro del Vangelo, "una donna degna e anziana, che per molti anni è stata così sorda da non distinguere il suono più forte, eppure è sempre una delle prime nella riunione. Alla domanda sul perché della sua costante presenza (poiché le era impossibile udire la mia voce), rispose: "Anche se non posso sentirti, vengo alla casa di Dio perché l'amo e vorrei essere trovata nelle sue vie; e mi dà molti dolci pensieri sul testo quando mi viene fatto notare: un'altra ragione è che lì sono in ottima compagnia, alla presenza più immediata di Dio, e tra i suoi santi, l'onorevole della terra. Non mi accontento di servire Dio in privato; È mio dovere e privilegio onorarlo regolarmente in pubblico'". Che rimprovero è questo per coloro che hanno udito, eppure arrivano sempre in un luogo di culto in ritardo, o non arrivano affatto! K. Arvine.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:8. La casa di Dio. Perché ci piace. Cosa ci piace in esso. Come dimostriamo il nostro amore. Come sarà ricompensato il nostro amore.

9 ESPOSIZIONE

Salmi 26:9.== Non radunare l'anima mia con i peccatori. Signore, quando, come il frutto, devo essere raccolto, non mettermi nello stesso cesto con i migliori peccatori, e tanto meno con i peggiori di loro. La compagnia dei peccatori è così sgradevole per noi qui, che non possiamo sopportare il pensiero di essere legati nello stesso fascio con loro per tutta l'eternità. La nostra consolazione è che il Grande Agricoltore distingue la zizzania dal grano, e troverà un posto separato per i caratteri distinti. Nei versetti precedenti vediamo che il salmista si tenne lontano dalle persone profane, e questo deve essere inteso come una ragione per cui non dovrebbe essere spinto in loro compagnia alla fine. Pensiamo alla condanna dei malvagi, e la preghiera del testo salirà con forza alle nostre labbra; Nel frattempo, mentre vediamo la regola del giudizio per cui il simile si unisce al suo simile, noi che siamo passati dalla morte alla vita non abbiamo nulla da temere. Né la mia vita con uomini sanguinari. La nostra anima si disgusta a sentirli parlare; i loro crudeli dispacci, in cui trattano la fucilazione dei loro simili come uno sport raro, ci fanno orrore; Signore, non rinchiudiamoci nella stessa prigione con loro; anzi, lo stesso paradiso con tali uomini sarebbe un inferno, se rimanessero come sono ora.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 26:9.== Non radunare l'anima mia con i peccatori. Ora è il momento in cui le persone dovrebbero essere in cura e preoccuparsi, che le loro anime non siano riunite con i peccatori nell'altro mondo. Nel disquisire da questa dottrina dovremo: 1. Considerate alcune cose implicite in esso. 2. Mostra chi sono i peccatori, che dobbiamo avere orrore delle nostre anime riunite nell'altro mondo. 3. Che cosa significa per la propria anima essere riuniti con i peccatori nell'altro mondo. 4. Considera questa cura e preoccupazione, o mostra cosa è implicito in questa sincera richiesta: "Non radunare l'anima mia con i peccatori" 5. Spiegate le ragioni per cui dovremmo essere così attenti e preoccupati. 6. Fai domanda. La morte è il tempo della raccolta, che il salmista ha in vista nel testo. Qui avete un tempo che chiamate il tempo della raccolta, circa il termine in cui i servi se ne vanno, in cui radunate le vostre pecore smarrite, affinché ognuna possa riavere la propria. La morte è il tempo di raccolta di Dio in cui egli ottiene le anime che gli appartengono, e il diavolo quelle che gli appartengono. Hanno passato molto tempo insieme, ma poi si separano, e i santi vengono portati a casa nella congregazione dei santi, e i peccatori nella congregazione dei peccatori. E ci interessa dire: "Non radunare l'anima mia con i peccatori". Chiunque sia il nostro popolo qui, il popolo di Dio o il popolo del diavolo, la morte radunerà le nostre anime a loro. È una cosa orribile essere riuniti con i peccatori nell'altro mondo. Pensare che le nostre anime sono riunite con loro lì, può far rizzare i capelli della testa. Molti ora non amano raduno come il raduno con i peccatori; è la vera delizia dei loro cuori, rende una vita coraggiosa e gioviale ai loro occhi. Ed è una pena per loro essere riuniti con i santi, essere trattenuti davanti al Signore in un giorno di sabato. Ma essere riuniti con loro nell'altro mondo, è un orrore per tutti i tipi. 1. I santi ne hanno orrore, come nel testo. Pensare di essere picchettati in loro compagnia nell'altro mondo sarebbe un inferno per i devoti. Davide non ha mai avuto un tale orrore della società dei malati, dei perseguitati, ecc., come dei peccatori. È contento di essere riunito con santi di qualsiasi condizione; ma: "Signore", egli dice, "non raccogliere l'anima mia con i peccatori".

2. Gli stessi malvagi ne hanno orrore. Numeri 23:10. "Che io muoia della morte del giusto", disse l'empio Balaam, "e che la mia fine sia come la sua". Anche se sarebbero contenti di vivere con loro, o di essere con loro nella vita, la loro coscienza testimonia che hanno orrore di essere con loro nella morte. Avrebbero vissuto con i peccatori, ma sarebbero morti con i santi. Un pensiero povero, irragionevole, che si autocondanna. Thomas Boston.

Salmi 26:9.== Non radunare l'anima mia con i peccatori. Non legarmi nello stesso fascio con loro, come la zizzania per il fuoco. Matteo 13:30. Il contrasto con questo si vede nel seguente Salmi 27:10 : "Quando mio padre e mia madre mi abbandoneranno, allora l'Eterno mi prenderà su", letteralmente, mi radunerà al suo ovile. Cristoforo Wordsworth.

Salmi 26:9.== Non radunare l'anima mia con i peccatori. Il Signore ha anche un tempo per la mietitura e per la spigolatura, stabilito per tagliare e legare insieme, nella comunione dei giudizi, i nemici di Dio, che hanno seguito la stessa condotta di peccare: perché qui ci è dato di capire che Dio "radunerà le loro anime", e così non lascerà che nessuno sfugga. David Dickson.

Salmi 26:9.== Non radunare l'anima mia con i peccatori. Dopo tutto, si può obiettare che questa preoccupazione sembra essere comune tra i santi e i peccatori. Anche un malvagio Balaam disse: "Lasciami morire della morte del giusto, e la mia fine sia come la sua". Numeri 23:10. Prendi alcune differenze tra loro in questa materia. 1. È la separazione da Cristo che fa sì che i santi abbiano orrore nell'essere riuniti con i peccatori nell'aldilà. La separazione da Cristo è il motivo principale dell'orrore del credente: ma se altre cose dovessero essere giuste per il peccatore nell'altro mondo, egli sarebbe facile sotto la separazione da Cristo. 2. Il credente ha orrore di essere riunito con i peccatori a causa della loro sporcizia; Ma la cosa che rende il peccatore preoccupato è la prospettiva della punizione. Senza dubbio, un principio di autoconservazione deve rendere la punizione spaventosa per tutti; Ma astratti da ciò, i santi si preoccupano di non essere riuniti con i peccatori nell'altro mondo, a causa della loro empietà e sporcizia. "Chi è impuro, sia ancora impuro", è sufficiente per far sì che un santo aborrisca la sorte dei peccatori nella vita a venire. 3. La sollecitudine dei santi ha una potente influenza su di loro, per farli studiare qui la santità; Ma i peccatori vivono empiamente nonostante tutte le loro preoccupazioni. "E chiunque ha questa speranza in lui purifica se stesso, com'egli è puro". 1Giovanni 3:3. Quale speranza? La speranza di vedere Cristo così com'è, e di essere perfettamente simile a Lui, di essere separati dai peccatori. 4. Infine, la sollecitudine dei santi è tale, che essi escono sempre più di cuore di mezzo ai peccatori in questo mondo; Ma i peccatori non si preoccupano di essere separati dai peccatori qui. Balaam voleva morire della morte dei giusti; ma non si preoccupava di vivere la vita dei giusti e di essere separato dai peccatori qui. James Scot, 1773.

Salmi 26:9-12. Davide prega che Dio non "raduni la sua anima con i peccatori, la cui destra è piena di regali; " tali che, per vantaggio, sarebbero corrotti al peccato, alla quale banda malvagia si oppone, Salmi 26:11 ; "Quanto a me, camminerò nella mia integrità; " dove ci dice cosa lo ha trattenuto dall'essere corrotto e adescato, come lo erano loro; da Dio - era la sua integrità. Un'anima che cammina nella sua integrità non accetterà regali dagli uomini, né il peccato stesso: e perciò dice Salmi 26:12 : "Il suo piede si fermò in un luogo pari"; o, come alcuni lo leggono, "Il mio piede sta in giustizia". William Gurnall.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:9. Vedi "Sermoni di Spurgeon", n. 524. "L'orrore dei santi per l'inferno dei peccatori".

10 ESPOSIZIONE

Salmi 26:10.== nelle cui mani c'è il male. Ne hanno entrambe le mani occupate, complottandolo e portandolo a termine. E la loro destra, con la quale sono molto abili, è piena di regali; Come ladri che rubano impunemente, portano un contentino per i cani della giustizia. Colui che dà tangenti è colpevole in ogni modo quanto l'uomo che le prende, e nella questione delle nostre elezioni parlamentari il ricco furfante che dà la tangente è di gran lunga il peggiore. La corruzione, in qualsiasi forma o forma, dovrebbe essere detestabile per un cristiano come la carogna per una colomba, o la spazzatura per un agnello. Coloro le cui mani sporche amano le tangenti ricordino che né la morte né il diavolo possono essere corrotti per sfuggire al loro meritato destino.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 26:9-12.== Vedi "Sl 26:9" per ulteriori informazioni.

Salmi 26:10.== La loro mano destra è piena di tangenti. Se i grandi uomini in Turchia dovessero usare la loro religione di Maometto per vendere, come i nostri patroni vendono comunemente benefici qui (l'ufficio della predicazione, l'ufficio della salvezza), ciò dovrebbe essere preso come una cosa intollerabile; il turco non lo sopporterebbe nella sua repubblica. Ai clienti viene addebitato il compito di vedere l'ufficio svolto e non di cercare un guadagno e un guadagno con il loro patrocinio. C'era un mecenate in Inghilterra a cui era caduto in mano un beneficio, e un mio buon fratello venne da lui, gli portò trenta mele in un piatto e le diede al suo uomo perché le portasse al suo padrone. È come se ne avesse dato uno al suo uomo per il suo lavoro, per compensare il guadagno, e così ce n'erano trentuno. Quest'uomo si avvicinò al suo padrone e gli presentò il piatto di mele, dicendo: "Signore, un tale uomo ti ha mandato un piatto di frutta e desidera che tu gli sia buono per un tale beneficio". "Tush, tush," disse, "non è una questione di mele, non voglio nessuna delle sue mele, ne ho buone come queste (o qualcuna che ha) nel mio frutteto." L'uomo andò di nuovo dal prete e gli riferì ciò che aveva detto il suo padrone. "Allora," disse il prete, "desiderate che egli provi ancora uno di loro per amor mio, li troverà molto migliori di quanto cerchino." Ne tagliò uno e vi trovò dieci pezzi d'oro. «Sposa», disse, «questa è una buona mela». Il prete, che stava poco lontano, udendo ciò che diceva il signore, gridò e rispose: "Sono tutte mele una sola, ve lo garantisco, signore; sono cresciuti tutti su un solo albero e hanno tutti un solo sapore". «Ebbene, è un bravo ragazzo, lasciateglielo», disse il patrono, ecc. Procurati un innesto di questo stesso albero, e ti garantisco che ti sarà più utile di tutta la cultura di San Paolo. Ugo Latimer.

Salmi 26:10.== Tangenti. Coloro che vedono più lontano nella legge e discernono più chiaramente la causa della giustizia, se tollerano che la polvere dei regali venga gettata ai loro occhi, i loro occhi lacrimeranno e brilleranno, e cadranno infine in una cieca connivenza. È una cosa miserabile quando la giustizia viene trasformata in un imbroglio che può essere sostenuto con denaro e indossato con speroni d'oro, fino alla fine del viaggio desiderato di ingiuria e iniquità. Lungi dalle nostre anime questa malvagità, che l'orecchio che dovrebbe essere aperto alle lamentele sia chiuso con il cerume della parzialità. Ahimé! povera verità, che ora deve essere accusata di un piccone d'oro, o non può essere ascoltata! Thomas Adams.

Salmi 26:10.

Che cosa rende tutte le dottrine chiare e chiare?

Circa duecento sterline all'anno,

E ciò che si è dimostrato vero prima

Dimostrato di nuovo falso? Altri duecento.

Samuel Butler (1600-1680), a Hudibras. Parte 3. Canto 1.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO Nessuno.

11 ESPOSIZIONE

Salmi 26:11. Ecco l'amante della pietà che entra nella sua protesta personale contro il guadagno ingiusto. È un anticonformista ed è pronto a stare da solo nel suo anticonformismo. Come un pesce vivo, nuota contro corrente. Confidando in Dio, il salmista decide che la via pianeggiante della giustizia sarà la sua scelta, e coloro che lo faranno, potrebbero preferire i sentieri tortuosi della violenza e dell'inganno. Eppure, non è affatto un millantatore, o un presuntuoso vanaglorioso delle proprie forze, poiché invoca la redenzione e implora misericordia. La nostra integrità non è assoluta né inerente, è un'opera di grazia in noi, ed è guastata dall'infermità umana; dobbiamo, quindi, ricorrere al sangue redentore e al trono della misericordia, confessando che, sebbene siamo santi tra gli uomini, dobbiamo comunque inchinarci come peccatori davanti a Dio.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 26:9-12.== Vedi "Sl 26:9" per ulteriori informazioni.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:11. Gli uomini migliori che hanno bisogno di redenzione e misericordia, o il cammino esteriore davanti agli uomini e il cammino segreto con Dio.

12 ESPOSIZIONE

Salmi 26:12. La canzone è iniziata in minore, ma ora ha raggiunto la tonalità maggiore. I santi spesso cantano se stessi nella felicità. Il luogo uniforme su cui poggia il nostro piede è la fedeltà sicura, l'alleanza, la promessa eterna e il giuramento immutabile del Signore degli Eserciti; non c'è paura di cadere da questa solida base, o di essere rimossi da sotto i nostri piedi. Stabiliti in Cristo Gesù, essendo vitalmente uniti a lui, non ci rimane nulla per occupare i nostri pensieri se non le lodi del nostro Dio. Non abbandoniamo la nostra comune adunanza e, quando siamo riuniti, non tardiamo a contribuire con la nostra parte di ringraziamento. Ogni santo è testimone della fedeltà divina e deve essere pronto con la sua testimonianza. Quanto ai calunniatori, che ululino fuori dalla porta mentre i bambini cantano dentro.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 26:9-12.== Vedi "Sl 26:9" per ulteriori informazioni.

Salmi 26:12 = (prima frase). Si dice che il piede dell'uomo eretto stia in un luogo uniforme; egli non cammina in modo esitante e sconveniente, come coloro che camminano per vie disuguali, che zoppicano, su e giù, o coloro i cui piedi e le cui gambe non sono uniformi (come dice Salomone): "Le gambe degli zoppi non sono uguali", e quindi non può stare in un luogo uniforme, perché l'uno è lungo e l'altro corto; i piedi dell'uomo sincero sono uniformi, e le gambe di una lunghezza, per così dire; la sua cura è coscienziosa di tutta la volontà di Dio. L'ipocrita, come il tasso, ha un piede più corto di un altro; o, come un cavallo affondato, non sta, come si dice, a destra di tutti e quattro; Almeno un piede ti accorgerai che egli preferisce, riluttante a posarlo. William Gurnall.

Salmi 26:12.== Su un piano di parità. Come un uomo i cui piedi sono saldamente fissi su un terreno pianeggiante teme di non cadere, così i pii adoratori di Geova non provano alcun timore che i loro avversari possano infine trionfare su di loro. William Walford.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 26:12. Posizione sicura, posizione onorata, lodi riconoscenti.

Salmi 26:12 = (ultima frase). Salmodia congregazionale e la nostra personale partecipazione ad essa.

Riferimenti incrociati:

Salmi 26

1 Sal 14:7; 51:18,19; 122:6; 130:8

2 Sal 7:8; 35:24; 43:1; 54:1; 1Sa 24:15; 1Co 4:3-6
Sal 26:11; 15:2; 25:21; 2Re 20:3; Prov 20:7; 2Co 1:12
Sal 4:5; 25:2; 28:7; 31:14; Prov 29:25
Sal 21:7; 37:31; 62:2,6; 94:18; 121:3,7,8; 1Sa 2:9; 1P 1:5; 2P 1:10

3 Sal 7:9; 17:3; 66:10; 139:23,24; Giob 13:23; 31:4-6; Ger 20:12; Zac 13:9

4 Sal 52:1; 85:10-13; Mat 5:44-48; Lu 6:36; 2Co 3:18; 5:14,15; 8:9; Ef 4:32; 5:1,2; Col 3:12,13; 1G 4:7-12,19-21; 3G 1:11
Sal 25:5; 101:2; 119:142; 2Re 20:3; Is 2:5; 8:20; Giov 14:6; Ef 4:20-25; 1G 1:7; 2G 1:4; 3G 1:3,4

5 Sal 1:1; 119:63,115; Prov 9:6; 12:11; 13:20; Ger 15:17; 1Co 15:33; 2Co 6:17

6 Sal 31:6; 101:3-8; 139:21,22
Sal 1:1; Mat 9:11,12; 1Co 5:9-11

7 Sal 24:4; 73:13; Eso 30:19,20; Is 1:16-18; Tit 3:5; Eb 10:19-22
Sal 43:4; Mal 2:11-13; Mat 5:23,24; 1Co 11:28,29; 1Ti 2:8

8 Sal 9:14; 66:13-15; 95:2; 100:4,5; 116:12-14,18,19; 118:19,27; 134:2; De 26:2-10; 1Sa 1:24,27; 2Cron 20:26-29
Sal 71:17-19; 72:18; 105:2; 119:27; 136:4,5; 145:5; Lu 19:37-40

9 Sal 27:4-6; 42:4; 84:1,2,10; 122:1-4,9; 2Sa 15:25; 1Cron 29:3; Is 38:20,22; Lu 2:46,49; 19:45-47; Giov 2:14-17
Sal 63:2,3; Eso 25:21,22; 40:34,35; 2Cron 5:14; 6:1,2

10 Sal 28:1-3; 1Sa 25:29; Mal 3:18; Mat 24:51; 25:32,44,46; Ap 22:14,15
Sal 51:14; 55:23; 139:19; 1Sa 22:18,19; 2Sa 16:7; 21:1

11 Sal 10:14; 11:2; 36:4; 52:2; 55:9-11; Prov 1:16; 4:16; Mic 2:1-3; Mat 26:3,4; At 23:12
Eso 23:8; De 16:19; 1Sa 8:3; Is 33:15; Ez 22:12,13; Am 5:12; Mic 7:3

12 Sal 26:1; 1Sa 12:2-5; 2Cron 31:20,21; Ne 5:15; Giob 1:1; Is 38:3; Lu 1:6; 1Te 2:10
Sal 49:7,15; 69:18; Tit 2:14; 1P 1:18,19
Sal 103:3,4,7,8; Ne 13:14,22,31

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