Nuova Riveduta:

Salmi 34

Espressioni di lode per la liberazione
1 Di Davide, quando si finse pazzo davanti ad Abimelec e, scacciato da lui, se ne andò.
Io benedirò il SIGNORE in ogni tempo; la sua lode sarà sempre nella mia bocca.
2 Io mi glorierò nel SIGNORE; gli umili lo udranno e si rallegreranno.
3 Celebrate con me il SIGNORE, esaltiamo il suo nome tutti insieme.
4 Ho cercato il SIGNORE, ed egli m'ha risposto; m'ha liberato da tutto ciò che m'incuteva terrore.
5 Quelli che lo guardano sono illuminati, nei loro volti non c'è delusione.
6 Quest'afflitto ha gridato, e il SIGNORE l'ha esaudito; l'ha salvato da tutte le sue disgrazie.
7 L'angelo del SIGNORE si accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera.
8 Provate e vedrete quanto il SIGNORE è buono! Beato l'uomo che confida in lui.
9 Temete il SIGNORE, o voi che gli siete consacrati, poiché nulla viene a mancare a quelli che lo temono.
10 I leoncelli soffrono penuria e fame, ma nessun bene manca a quelli che cercano il SIGNORE.
11 Venite, figlioli, ascoltatemi; io v'insegnerò il timore del SIGNORE.
12 Chi è l'uomo che desidera la vita e che brama lunghi giorni per poter gioire del bene?
13 Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde.
14 Allontànati dal male e fa' il bene; cerca la pace e adoperati per essa.
15 Gli occhi del SIGNORE sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido.
16 Il volto del SIGNORE è contro quelli che fanno il male per cancellare dalla terra il loro ricordo.
17 I giusti gridano e il SIGNORE li ascolta; li libera da tutte le loro disgrazie.
18 Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito.
19 Molte sono le afflizioni del giusto, ma il SIGNORE lo libera da tutte.
20 Egli preserva tutte le sue ossa; non se ne spezza neanche uno.
21 La malvagità farà perire il malvagio, quelli che odiano il giusto saranno considerati colpevoli.
22 Il SIGNORE riscatta la vita dei suoi servi, nessuno di quelli che confidano in lui sarà considerato colpevole.

C.E.I.:

Salmi 34

1 Di Davide.
Signore, giudica chi mi accusa,
combatti chi mi combatte.
2 Afferra i tuoi scudi
e sorgi in mio aiuto.
3 Vibra la lancia e la scure
contro chi mi insegue,
dimmi: «Sono io la tua salvezza».
4 Siano confusi e coperti di ignominia
quelli che attentano alla mia vita;
retrocedano e siano umiliati
quelli che tramano la mia sventura.
5 Siano come pula al vento
e l'angelo del Signore li incalzi;
6 la loro strada sia buia e scivolosa
quando li insegue l'angelo del Signore.
7 Poiché senza motivo mi hanno teso una rete,
senza motivo mi hanno scavato una fossa.
8 Li colga la bufera improvvisa,
li catturi la rete che hanno tesa,
siano travolti dalla tempesta.
9 Io invece esulterò nel Signore
per la gioia della sua salvezza.
10 Tutte le mie ossa dicano:
«Chi è come te, Signore,
che liberi il debole dal più forte,
il misero e il povero dal predatore?».
11 Sorgevano testimoni violenti,
mi interrogavano su ciò che ignoravo,
12 mi rendevano male per bene:
una desolazione per la mia vita.
13 Io, quand'erano malati, vestivo di sacco,
mi affliggevo col digiuno,
riecheggiava nel mio petto la mia preghiera.
14 Mi angustiavo come per l'amico, per il fratello,
come in lutto per la madre mi prostravo nel dolore.
15 Ma essi godono della mia caduta, si radunano,
si radunano contro di me per colpirmi all'improvviso.
Mi dilaniano senza posa,
16 mi mettono alla prova, scherno su scherno,
contro di me digrignano i denti.
17 Fino a quando, Signore, starai a guardare?
Libera la mia vita dalla loro violenza,
dalle zanne dei leoni l'unico mio bene.
18 Ti loderò nella grande assemblea,
ti celebrerò in mezzo a un popolo numeroso.
19 Non esultino su di me i nemici bugiardi,
non strizzi l'occhio chi mi odia senza motivo.
20 Poiché essi non parlano di pace,
contro gli umili della terra tramano inganni.
21 Spalancano contro di me la loro bocca;
dicono con scherno: «Abbiamo visto con i nostri occhi!».
22 Signore, tu hai visto, non tacere;
Dio, da me non stare lontano.
23 Dèstati, svègliati per il mio giudizio,
per la mia causa, Signore mio Dio.
24 Giudicami secondo la tua giustizia, Signore mio Dio,
e di me non abbiano a gioire.
25 Non pensino in cuor loro: «Siamo soddisfatti!».
Non dicano: «Lo abbiamo divorato».
26 Sia confuso e svergognato chi gode della mia sventura,
sia coperto di vergogna e d'ignominia chi mi insulta.
27 Esulti e gioisca chi ama il mio diritto,
dica sempre: «Grande è il Signore
che vuole la pace del suo servo».
28 La mia lingua celebrerà la tua giustizia,
canterà la tua lode per sempre.

Nuova Diodati:

Salmi 34

Cantico di lode all'Eterno per la liberazione ottenuta
1 [Salmo di Davide, quando si finse pazzo davanti ad Abimelek, che lo scacciò via ed egli se ne andò.] Io benedirò l'Eterno in ogni tempo; la sua lode sarà sempre sulla mia bocca. 2 L'anima mia si glorierà nell'Eterno; gli umili l'udranno e si rallegreranno. 3 Magnificate con me l'Eterno, ed esaltiamo tutti insieme il suo nome. 4 Io ho cercato l'Eterno, ed egli mi ha risposto e mi ha liberato da tutti i miei spaventi. 5 Essi hanno guardato a lui e sono stati illuminati, e le loro facce non sono svergognate. 6 Quest'afflitto ha gridato, e l'Eterno lo ha esaudito e l'ha salvato da tutte le sue avversità. 7 L'Angelo dell'Eterno si accampa attorno a quelli che lo temono e li libera. 8 Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono; beato l'uomo che si rifugia in lui. 9 Temete l'Eterno, voi suoi santi, poiché nulla manca a quelli che lo temono. 10 I leoncelli soffrono penuria e fame, ma quelli che cercano l'Eterno non mancano di alcun bene. 11 Venite, figlioli, ascoltatemi; io vi insegnerò il timore dell'Eterno. 12 Qual è l'uomo che desidera la vita, e che ama lunghi giorni per vedere il bene? 13 Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra dal dire menzogne. 14 Allontanati dal male e fa' il bene, cerca la pace e procacciala. 15 Gli occhi dell'Eterno sono sui giusti, e i suoi orecchi sono attenti al loro grido. 16 La faccia dell'Eterno è contro quelli che fanno il male, per sradicare la loro memoria dalla terra. 17 I giusti gridano e l'Eterno li ascolta e li libera da tutte le loro sventure. 18 L'Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto e salva quelli che hanno lo spirito affranto. 19 Molte sono le afflizioni del giusto, ma l'Eterno lo libera da tutte. 20 Egli preserva tutte le sue ossa, e nessuno di esse è spezzato. 21 La malvagità ucciderà il malvagio, e quelli che odiano il giusto saranno distrutti. 22 L'Eterno riscatta la vita dei suoi servi, e nessuno di quelli che si rifugiano in lui sarà distrutto.

Riveduta 2020:

Salmi 34

1 Di Davide, quando si finse pazzo davanti ad Abimelec e, scacciato da lui, se ne andò.
Io benedirò l'Eterno in ogni tempo;
la sua lode sarà sempre nella mia bocca.
2 L'anima mia si glorierà nell'Eterno;
gli umili l'udranno e si rallegreranno.
3 Magnificate con me l'Eterno,
ed esaltiamo il suo nome tutti insieme.
4 Io ho cercato l'Eterno, ed egli mi ha risposto
e mi ha liberato da tutti i miei spaventi.
5 Quelli che riguardano a lui sono illuminati,
e le loro facce non sono svergognate.
6 Questo afflitto ha gridato, e l'Eterno l'ha esaudito
e l'ha salvato da tutte le sue difficoltà.
7 L'Angelo dell'Eterno
si accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera.
8 Provate e vedrete quanto l'Eterno è buono!
Beato l'uomo che confida in lui.
9 Temete l'Eterno, voi suoi santi,
poiché nulla manca a quelli che lo temono.
10 I leoncelli soffrono penuria e fame,
ma quelli che cercano l'Eterno non mancano d'alcun bene.
11 Venite, figlioli, ascoltatemi;
io v'insegnerò il timore dell'Eterno.
12 Qual è l'uomo che prenda piacere nella vita,
e ami lunghezza di giorni per gioire del bene?
13 Trattieni la tua lingua dal male
e le tue labbra da parole bugiarde.
14 Allontanati dal male e fa' il bene;
cerca la pace e procacciala.
15 Gli occhi dell'Eterno sono sui giusti
e le sue orecchie sono attente al loro grido.
16 Il volto dell'Eterno è contro quelli che fanno il male
per cancellare dalla terra la loro memoria.
17 I giusti gridano e l'Eterno li esaudisce
liberandoli da tutte le loro difficoltà.
18 L'Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto,
e salva quelli che hanno lo spirito contrito.
19 Molte sono le afflizioni del giusto;
ma l'Eterno lo libera da tutte.
20 Egli preserva tutte le ossa di lui,
non uno ne è rotto.
21 La malvagità farà perire il malvagio,
e quelli che odiano il giusto saranno condannati.
22 L'Eterno riscatta l'anima dei suoi servitori,
e nessuno di quelli che confidano in lui sarà condannato.

Riveduta:

Salmi 34

1 Di Davide, quando si finse insensato davanti ad Abimelec e, cacciato da lui, se ne andò.
Io benedirò l'Eterno in ogni tempo;
la sua lode sarà del continuo nella mia bocca.
2 L'anima mia si glorierà nell'Eterno;
gli umili l'udranno e si rallegreranno.
3 Magnificate meco l'Eterno,
ed esaltiamo il suo nome tutt'insieme.
4 Io ho cercato l'Eterno, ed egli m'ha risposto
e m'ha liberato da tutti i miei spaventi.
5 Quelli che riguardano a lui sono illuminati,
e le loro facce non sono svergognate.
6 Quest'afflitto ha gridato, e l'Eterno l'ha esaudito
e l'ha salvato da tutte le sue distrette.
7 L'Angelo dell'Eterno
s'accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera.
8 Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono!
Beato l'uomo che confida in lui.
9 Temete l'Eterno, voi suoi santi,
poiché nulla manca a quelli che lo temono.
10 I leoncelli soffron penuria e fame,
ma quelli che cercano l'Eterno non mancano d'alcun bene.
11 Venite, figliuoli, ascoltatemi;
io v'insegnerò il timor dell'Eterno.
12 Qual è l'uomo che prenda piacere nella vita,
ed ami lunghezza di giorni per goder del bene?
13 Guarda la tua lingua dal male
e le tue labbra dal parlar con frode.
14 Dipartiti dal male e fa' il bene;
cerca la pace, e procacciala.
15 Gli occhi dell'Eterno sono sui giusti
e le sue orecchie sono attente al loro grido.
16 La faccia dell'Eterno è contro quelli che fanno il male
per sterminare di sulla terra la loro memoria.
17 I giusti gridano e l'Eterno li esaudisce
e li libera da tutte le loro distrette.
18 L'Eterno è vicino a quelli che hanno il cuor rotto,
e salva quelli che hanno lo spirito contrito.
19 Molte sono le afflizioni del giusto;
ma l'Eterno lo libera da tutte.
20 Egli preserva tutte le ossa di lui,
non uno ne è rotto.
21 La malvagità farà perire il malvagio,
e quelli che odiano il giusto saranno condannati.
22 L'Eterno riscatta l'anima de' suoi servitori,
e nessun di quelli che confidano in lui sarà condannato.

Ricciotti:

Salmi 34

Supplica del giusto a Dio perché lo liberi e vendichi da' suoi crudeli nemici
1 Di David. Giudica, o Signore, quei che mi fan del male, combatti quei che mi combattono. 2 Piglia le armi e lo scudo e lèvati in mio aiuto. 3 Sguaina la spada e sbarra [la via] di fronte a' miei persecutori, di' all'anima mia: «Io son la salvezza!». 4 Sian confusi e svergognati quei che insidian la mia vita, sian volti in fuga e confusi quei che mi traman sciagure. 5 Divengan come polvere in faccia al vento, e l'angelo del Signore li spinga via. 6 Sia la via loro tenebre e sdrucciolo, e l'angelo del Signore gl'incalzi. 7 Perché senza ragione han nascosto per me il loro laccio di morte, senza motivo han colmato d'obbrobri l'anima mia. 8 Gli venga addosso [a ciascuno] la rovina cui non pensa, e la rete che ha nascosto l'acchiappi, e qui nel laccio e' cada [in malora]. 9 Allora l'anima mia esulterà nel Signore, e si rallegrerà della salvezza da lui [venuta]. 10 Tutte le mie ossa diranno: «O Signore, chi mai è come te? Tu che liberi il misero dalle mani de' più forti, il meschino e il povero da quei che lo spogliano». 11 Si levan su testimoni iniqui, di cose che ignoro mi domandan conto, 12 mi rendon male per bene, sterilità [preparano] all'anima mia. 13 Io invece, quand'erano infermi, vestivo il cilicio, mortificavo col digiuno l'anima mia, e la mia orazione si ripercoteva sul mio seno. 14 Come d'un amico e d'un fratello mi pigliavo cura [d'ognuno di loro]; quasi in lutto e tristezza, me n'andavo curvo così. 15 Ed [or ch'io vacillo], contro di me si rallegrano e s'adunano: s'adunan contro di me per colpirmi a mia insaputa, 16 mi dilanian senza mai cessare, mi tentano, mi scherniscono con scherno [feroce], digrignan contro di me i loro denti. 17 O Signore, [sino a] quando starai a guardare? Salva l'anima mia dalla loro malvagità, dai leoni l'unico mio [bene]. 18 Ti celebrerò in assemblea numerosa, tra denso popolo ti loderò. 19 Non gioiscano di me quelli che iniquamente m'avversano; quei che m'odian senza ragione non ammicchino con gli occhi! 20 Poichè non parlan di pace, e contro i mansueti della terra tramano inganni. 21 E spalancan su me la loro bocca, dicono: «Bene, bene! han visto i nostri occhi [quel che volevamo]!». 22 [Tu pure] hai visto, o Signore; non startene zitto! O Signore, non ti allontanar da me. 23 Lèvati e prendi a cuore il mio giudizio: o Dio mio e mio Signore, [prendi a cuore] la mia causa. 24 Giudicami secondo la tua giustizia, Signore Dio mio, e non godano a motivo di me. 25 Non dicano in cuor loro: «Bene, bene per noi!», non dicano: «L'abbiam divorato!». 26 Arrossiscano e sian svergognati a un tempo quei che si rallegrano delle mie sciagure, sian coperti di confusione e di vergogna quei che parlano arrogantemente contro di me. 27 Esultino e si rallegrino quanti favoriscon la mia giustizia; e dican sempre: «Sia magnificato il Signore, che vuole la pace del mio servo!». 28 E la mia lingua celebrerà la tua giustizia, tutto il giorno [canterà] la tua lode.

Tintori:

Salmi 34

Preghiera a Dio contro ingrati nemici
1 (Di David). Giudica, o Signore, coloro che mi fanno del male, combatti quelli che mi combattono. 2 Prendi le armi e lo scudo, e sorgi in mio aiuto. 3 Tira fuori la spada, e sbarra il passaggio a quelli che mi perseguitano, di' all'anima mia: «Io sono la tua salvezza». 4 Sian confusi e coperti di vergogna quelli che attentano alla mia vita, voltino le spalle svergognati quelli che mi traman del male. 5 Diventino come polvere dinanzi al vento, e l'angelo del Signore li metta alle strette. 6 La loro via sia tenebrosa e sdruccevole, e l'angelo del Signore li incalzi; 7 Senza motivi mi han teso occultamente il loro laccio di morte, senza ragione hanno oltraggiato l'anima mia. 8 Ci cada lui in un laccio ignorato, s'impigli nella rete che ha nascosta, resti preso nel suo laccio stesso. 9 Ma l'anima mia esulterà nel Signore, e si rallegrerà nel suo salvatore. 10 Tutte le mie ossa diranno: «Signore, chi è simile a te, che liberi il misero da chi ne può più di lui, l'indigente e il povero da quelli che lo spogliano?» 11 Testimoni iniqui, levatisi su, m'interrogano su cose da me ignorate. 12 Per il bene mi rendon del male: desolazione dell'anima mia. 13 Ma io, tra le loro molestie, mi vestivo di cilizio, umiliavo nel digiuno l'anima mia, e la mia preghiera ritornava nel mio seno. 14 Come parenti, come fratelli, li trattavo con amore, come uno in lutto e in tristezza mi umiliavo. 15 Ed essi fan festa contro di me e s'adunano: accumulan sopra di me i flagelli, e non so perchè. 16 Sebbene dispersi, non si pentono, anzi mi tentano, mi carican d'insulti, digrignano contro di me i loro denti. 17 Signore, fino a quando starai a vedere? Libera l'anima mia dalla loro malvagità, l'unica mia dai leoni. 18 Celebrerò le tue lodi nella grande adunanza, ti loderò in mezzo al popolo numeroso. 19 Non godan sopra di me i miei ingiusti avversari, che mi odiano senza ragione e strizzan l'occhio. 20 Con me infatti ripeton parole di pace, ma nell'ira, parlando alla terra, meditano inganni. 21 Spalancati contro di me la loro bocca, esclamando: «Bene! Bene! Han veduto i nostri occhi!» 22 Tu hai visto, o Signore, non tacere; Signore, non t'allontanare da me. 23 Sorgi, o Signore, a difendere il mio diritto, la mia causa, mio Dio e mio Signore. 24 Giudicami secondo la tua giustizia, o Signore mio Dio, ed essi non abbiano a menar trionfo su me. 25 E non dicano in cuor loro: «Ah! Ah! Abbiamo trionfato!» Non giungano a dire: «L'abbiamo divorato». 26 Sian confusi e insieme svergognati, quelli che si rallegrano dei miei mali. Sian coperti di confusione e di rossore coloro che parlano con spavalderia contro di me. 27 Esultino e si rallegrino quelli che hanno a cuore la mia giustizia; e dicano sempre «Sia esaltato il Signore» coloro che desiderano la pace del suo servo. 28 La mia lingua celebrerà la tua giustizia: la tua lode tutto il giorno.

Martini:

Salmi 34

E salmo profetico, ed ottimamente si applica a Cristo, il quale prega il Padre, che prenda le sue difese contro i nemici non tanto suoi, guanto del medesimo Padre.
1 Salmo dello stesso Davidde.
Giudica, o Signore, coloro, che mi offendono: combatti coloro, che mi combattono. 2 Prendi l'armi, e lo scudo, e levati a darmi aita. 3 Tira fuori la spada, e serra la strada a coloro, che mi perseguitano: dì all'anima mia: Io sono la tua salute. 4 Rimangan confusi, e svergognati tutti coloro, che tendono insidie alla, mia vita. Sian messi in fuga, e in scompiglio quei, che ordiscon del male contro, di me. 5 Siano come polvere al soffiar del vento, e l'Angelo del Signore li prema. 6 La loro via sia tenebrosa, e sdrucciolevole, e l'Angelo del Signore gli incalzi. 7 Perocché senza ragione mi tesero occultamente il loro laccio di morte: ingiustamente caricarono di obbrobrj l'anima mia. 8 Venga sopra di lui un laccio, a cui egli non pensa, e dalla rete tesa occultamente da lui egli sia preso, e cada nello stesso suo laccio. 9 Ma l'anima mia esulterà nel Signore, e si rallegrerà per la salute, che vien da lui. 10 Tutte quante le ossa mie diranno: Signore, che è simile a te? Tu, che liberi il povero dalle mani di quei, che ne possono più di lui, l'abbandonato, e il povero da quelli, che la spogliavano. 11 Testimoni iniqui, levatisi su, mi domandavan conto di cose, ch'io ignorava. 12 Pel bene mi rendevan dei mali: la sterilità all'anima mia. 13 Ma io mentre quelli mi molestavano, mi rivestii di cilizio. Umiliai col digiuno l'anima mia, e nel mio seno si aggirava la mia orazione. 14 Quasi parente, e quasi fratello lo trattai con amore: mi umiliai come uno, che è in duolo, e in tristezza. 15 Ed essi eran lieti, e si adunaron contro di me: furon messi insieme flagelli contro di me, e io non li conosceva. 16 Vennero in discordia, ma non si compunsero: mi tentarono, mi insultarono grandemente, digrignavano i denti contro di me. 17 Signore, quando porrai tu mente? Sottraggi l'anima mia dalla malignità di costoro, dai leoni l'unica mia. 18 Te io confesserò in una Chiesa grande; in mezzo a un popolo numerosa ti loderò. 19 Non abbiano da goder del mio male quelli, che ingiustamente mi sono avversi; quelli, che mi odiano senza cagione, e ammiccan cogli occhi. 20 Imperocché meco parlavan parole di pace; ma nella commozion della terra meditavano inganni. 21 Dilatarono la loro bocca contro di me; dissero: Bene sta, bene sta, i nostri occhi han veduto. 22 Tu hai veduto, o Signore, non restare in silenzio: Signore, non ritirarti da me. 23 Levati su, e abbi a cuore il mio giudizio; la mia causa, Dio mio e Signor mio. 24 Giudicami secondo la tua giustizia, o Signore Dio mio, e coloro di me non trionfino. 25 Non dicano ne' loro cuori: Bene sta, buon per noi: e non dicano: Lo abbiam divorato. 26 Siano tutti insieme confusi, e svergognati quelli, che si rallegrano de' miei mali. Siano vestiti di confusione, e di rossore coloro, che parlan superbamente, contro di me. 27 Esultino, e si rallegrino quei che favoriscono la mia giustizia; e dicano sempre: Sia magnificato il Signore, quei, che la pace desiderano del servo di lui. 28 E la mia lingua mediterà la tua giustizia: le lodi tue tutto il giorno.

Diodati:

Salmi 34

1 <<Salmo di Davide, intorno a ciò ch'egli si contraffece davanti ad Abimelec; onde esso lo cacciò via, ed egli se ne andò.>>
IO benedirò il Signore in ogni tempo; La sua lode sarà sempre nella mia bocca. 2 L'anima mia si glorierà nel Signore; Gli umili l'udiranno, e si rallegreranno. 3 Magnificate meco il Signore, Ed esaltiamo tutti insieme il suo Nome. 4 Io ho cercato il Signore, ed egli mi ha risposto, E mi ha liberato da tutti i miei spaventi. 5 Quelli che hanno riguardato a lui sono stati illuminati, E le lor facce non sono state svergognate. 6 Questo povero afflitto ha gridato, e il Signore l'ha esaudito, E l'ha salvato da tutte le sue distrette. 7 Gli Angeli del Signore sono accampati intorno a quelli che lo temono, E li liberano. 8 Gustate, e vedete quanto il Signore è buono; Beato l'uomo che spera in lui. 9 Temete il Signore, voi suoi santi; Poichè nulla manca a quelli che lo temono. 10 I leoncelli soffrono necessità e fame; Ma quelli che cercano il Signore non hanno mancamento di alcun bene.
11 Venite, figliuoli, ascoltatemi; Io v'insegnerò il timor del Signore. 12 Quale è l'uomo che abbia voglia di vivere, Che ami lunghezza di giorni per veder del bene? 13 Guarda la tua lingua dal male, E le tue labbra da parlar frode. 14 Ritratti dal male, e fa' il bene; Cerca la pace, e procacciala. 15 Gli occhi del Signore son verso i giusti, E le sue orecchie sono attente al grido loro. 16 La faccia del Signore è contro a quelli che fanno male, Per isterminare la lor memoria d'in su la terra. 17 I giusti gridano, e il Signore li esaudisce, E li libera da tutte le lor distrette. 18 Il Signore è presso di quelli che hanno il cuor rotto, E salva quelli che hanno lo spirito contrito. 19 Molte son le afflizioni del giusto; Ma il Signore lo libererà da tutte. 20 Egli guarda tutte le ossa di esso: E niuno ne può esser rotto. 21 La malvagità farà morire il malvagio, E quelli che odiano il giusto saran distrutti. 22 Il Signore riscatta l'anima de' suoi servitori; E niuno di quelli che sperano in lui sarà distrutto.

Commentario completo di Matthew Henry:

Salmi 34

1 INTRODUZIONE AL SALMO CAPITOLO 34

Questo salmo è stato scritto in un'occasione particolare, come appare dal titolo, eppure c'è poco in esso di peculiare di quell'occasione, se non ciò che è generale, sia a titolo di ringraziamento a Dio che di istruzione per noi.

I. Loda Dio per l'esperienza che lui e gli altri hanno avuto della sua bontà, Salmi 34:1-6.

II. Egli incoraggia tutte le persone buone a confidare in Dio e a cercarlo, #Salmi 34:7-10

.

III. Egli dà un buon consiglio a tutti noi, come ai bambini, di prestare attenzione al peccato e di prendere coscienza del nostro dovere sia verso Dio che verso gli uomini, Salmi 34:11-14.

IV. Per far rispettare questo buon consiglio egli mostra il favore di Dio verso i giusti e il suo dispiacere contro i malvagi, in cui ci pone davanti il bene e il male, la benedizione e la maledizione, Salmi 34:15-22.

Così, cantando questo salmo, dobbiamo entrambi dare gloria a Dio e insegnare e ammonire noi stessi e gli uni gli altri.

Ver. 1. fino alla Ver. 10.

Il titolo di questo salmo ci dice sia chi lo ha scritto sia in quale occasione è stato scritto. Davide, costretto a fuggire dal suo paese, reso troppo caldo per lui dalla furia di Saul, cercò rifugio il più vicino possibile ad esso, nel paese dei Filistei. Lì si scoprì presto chi fosse, e fu condotto davanti al re, che, nel racconto, è chiamato Achis (il suo nome proprio), qui Abimelec (il suo titolo); e per timore di essere trattato come una spia, o uno che è venuto lì di proposito, si finse un pazzo (come ce ne sono stati in ogni epoca, affinché anche dagli idioti si insegnasse agli uomini a rendere grazie a Dio per l'uso della loro ragione), affinché Achis potesse liquidarlo come un uomo spregevole, piuttosto che riconoscerlo come un uomo pericoloso. Ed ebbe l'effetto che desiderava; Con questo stratagemma sfuggì alla mano che altrimenti lo avrebbe trattato duramente. Ora

1. Non possiamo giustificare Davide in questa dissimulazione. Non si addiceva a un uomo onesto fingere di essere ciò che non era, e a un uomo d'onore fingere di essere uno sciocco e un pazzo. Se, nello sport, imitiamo coloro che non hanno una comprensione così buona come pensiamo di avere, dimentichiamo che Dio potrebbe aver fatto nostro il loro caso.

2. Eppure non possiamo fare a meno di meravigliarci della compostezza del suo spirito, e di quanto fosse lontano da qualsiasi cambiamento di ciò, quando cambiò il suo comportamento. Anche quando era in quello spavento, o piuttosto in quel solo pericolo, il suo cuore era così fermo, fiducioso in Dio, che anche allora scrisse questo eccellente salmo, che ha in sé tanto dei segni di uno spirito calmo e calmo quanto qualsiasi salmo in tutto il libro; e c'è anche qualcosa di curioso nella composizione, perché è quello che si chiama un salmo alfabetico, cioè un salmo in cui ogni versetto inizia con ogni lettera nel suo ordine così come sta nell'alfabeto ebraico. Felici sono coloro che riescono così a mantenere la calma e a mantenere le loro grazie nell'esercizio, anche quando sono tentati di cambiare il loro comportamento. In questa prima parte del salmo,

I. Davide si impegna e si eccita a lodare Dio. Sebbene sia stata colpa sua se ha cambiato il suo comportamento, tuttavia è stata la misericordia di Dio che è scampato, e la misericordia è stata tanto più grande in quanto Dio non lo ha trattato secondo il deserto della sua dissimulazione, e noi dobbiamo in ogni cosa rendere grazie. Decide,

1. Che egli lodi Dio costantemente: Benedirò il Signore in ogni tempo, in ogni occasione. Decide di rispettare i tempi stabiliti per questo dovere, di cogliere tutte le opportunità per esso e di rinnovare le sue lodi ad ogni nuovo avvenimento che gli fornisca materia. Se speriamo di trascorrere la nostra eternità a lodare Dio, è giusto che dedichiamo tutto il tempo possibile a quest'opera.

2. Che lo lodi apertamente: La sua lode sarà sempre sulla mia bocca. In tal modo avrebbe mostrato quanto fosse pronto ad ammettere i suoi obblighi verso la misericordia di Dio e quanto fosse desideroso di rendere anche gli altri sensibili ai loro.

3. Che lo loderà di cuore:

"L'anima mia la farà vanificare nel Signore, nella mia relazione con lui, nel mio interesse per lui e nelle mie aspettative da lui".

Non è vanagloria gloriarsi nel Signore.

II. Egli invita gli altri a unirsi a lui in questo senso. Si aspetta che lo facciano (Salmi 34:2):

"Gli umili sentiranno parlare della mia liberazione e della mia gratitudine, e saranno contenti che a un brav'uomo sia stato mostrato tanto favore e che a un buon Dio sia stato fatto tanto onore".

Coloro che sono umili e hanno meno fiducia nei propri meriti e nella propria sufficienza hanno più conforto nella misericordia di Dio, sia verso gli altri che verso se stessi. A Davide piacque pensare che i favori di Dio per lui avrebbero rallegrato il cuore di ogni israelita. Tre cose voleva che tutti noi fossimo d'accordo con lui:

1. Nei grandi e alti pensieri di Dio, che dovremmo esprimere magnificandolo ed esaltando il suo nome, Salmi 34:3. Non possiamo rendere Dio più grande o più alto di quello che è; ma se lo adoriamo come infinitamente grande e più alto del più alto, egli si compiace di considerare che ciò lo magnifica ed esalta. Questo dobbiamo farlo insieme. Le lodi di Dio suonano meglio in concerto, perché così noi lo lodiamo come fanno gli angeli in cielo. Coloro che partecipano al favore di Dio, come fanno tutti i santi, dovrebbero concorrere nelle sue lodi; e dovremmo essere tanto desiderosi dell'assistenza dei nostri amici nel rendere grazie per le misericordie quanto nel pregare per loro. Abbiamo motivo di unirci nel ringraziamento a Dio,

(1.) Per la sua prontezza nell'ascoltare la preghiera, di cui tutti i santi hanno avuto conforto, perché non ha mai detto a nessuno di loro: Cercami invano.

[1.] Davide, da parte sua, darà sotto la sua mano che gli ha trovato una preghiera per ascoltare Dio (Salmi 34:4):

"Ho cercato il Signore, nella mia angoscia, ho implorato il suo favore, ho implorato il suo aiuto, ed egli mi ha ascoltato, ha risposto immediatamente alla mia richiesta e mi ha liberato da tutte le mie paure, sia dalla morte che temevo sia dall'inquietudine e dal turbamento prodotti dalla paura di essa".

Il primo lo fa con la sua provvidenza operando per noi, il secondo con la sua grazia operando in noi, per far tacere le nostre paure e placare il tumulto degli spiriti; Quest'ultima è la misericordia più grande delle due, perché la cosa che temiamo è solo la nostra afflizione, ma la nostra paura incredula e diffidente di essa è il nostro peccato; anzi, spesso è anche il nostro tormento più della cosa stessa, che forse toccherebbe solo le ossa e la carne, mentre la paura prederebbe gli spiriti e ci toglierebbe dal possesso della nostra anima. Le preghiere di Davide aiutarono a mettere a tacere le sue paure; dopo aver cercato il Signore e aver lasciato a Lui il suo caso, poté attendere l'evento con grande calma.

"Ma Davide era un uomo grande ed eminente, non possiamo aspettarci di essere favoriti come lo era lui; Qualcun altro ha mai sperimentato lo stesso beneficio con la preghiera?"

[2.] Molti oltre a lui hanno guardato a Dio con la fede e la preghiera, e ne sono stati illuminati, Salmi 34:5. Li ha meravigliosamente ravvivati e confortati; ne è testimone Anna, la quale, dopo aver pregato, se ne andò e mangiò, e il suo volto non era più triste. Quando guardiamo il mondo siamo ottenebrati, siamo perplessi e smarriti; ma, quando guardiamo a Dio, da lui abbiamo la luce della direzione e della gioia, e la nostra via è resa chiara e piacevole. Di coloro di cui si parla qui, che guardavano a Dio, le loro aspettative furono suscitate e l'evento non li frustrava: i loro volti non si vergognarono della loro fiducia.

"Ma forse anche questi erano persone di grande eminenza, come lo stesso Davide, e per questo erano molto favoriti, o il loro numero li rendeva considerevoli";

no

[3.] Gridò questo pover'uomo, una sola persona, meschina e insignificante, che nessuno guardava con alcun rispetto o con alcuna preoccupazione, eppure era il benvenuto al trono della grazia come Davide o alcuno dei suoi degni: il Signore lo ascoltò, prese conoscenza del suo caso e delle sue preghiere e lo salvò da tutte le sue tribolazioni, Salmi 34:6. Dio prenderà in considerazione la preghiera degli indigenti, Salmi 102:17. Vedere Isaia 57:15.

(2.) Per il ministero degli angeli buoni intorno a noi (Salmi 34:7): L'angelo del Signore, un guardiano di angeli (così alcuni), ma unanime nel loro servizio come se fossero uno solo, o un angelo custode, si accampa intorno a coloro che temono Dio, come il guardiano del principe, e li libera. Dio si serve della presenza degli spiriti buoni per proteggere il suo popolo dalla malizia e dal potere degli spiriti maligni; e i santi angeli ci fanno ogni giorno più buoni uffici di quanto ne siamo consapevoli. Sebbene in dignità e in capacità di natura siano molto superiori a noi, sebbene conservino la loro rettitudine primitiva, che noi abbiamo perduto; - sebbene abbiano un lavoro costante nel mondo superiore, l'occupazione di lodare Dio, e abbiano diritto a un riposo e a una beatitudine costanti lì, - tuttavia, in obbedienza al loro Creatore, e nell'amore per coloro che portano la sua immagine, accondiscendenti a servire i santi, e si ergono per loro contro le potenze delle tenebre; non solo li visitano, ma si accampano intorno a loro, agendo per il loro bene come realmente, anche se non così sensatamente, come per quello di Giacobbe ( Genesi 32:1) e di Eliseo, 2; Re 6:17 . Tutta la gloria sia al Dio degli angeli.

2. Vorrebbe che ci unissimo a lui nei pensieri gentili e buoni di Dio (Salmi 34:8): Gusta e vedi che il Signore è buono! La bontà di Dio include sia la bellezza e l'amabilità del suo essere che la munificenza e la beneficenza della sua provvidenza e grazia; e di conseguenza,

(1.) Dobbiamo gustare che egli è un benefattore generoso, gustare la bontà di Dio in tutti i suoi doni per noi, e considerare che il loro sapore e la loro dolcezza. Che la bontà di Dio sia arrotolata sotto la lingua come un boccone dolce.

(2.) Dobbiamo vedere che è un essere meraviglioso e dilettarci nella contemplazione delle sue infinite perfezioni. Con il gusto e con la vista facciamo scoperte e ci compiace. Gustate e vedete la bontà di Dio, cioè prendetene atto e prendetene conforto, 1Pietro 2:3. Egli è buono, perché rende veramente beati tutti coloro che confidano in Lui; Cerchiamo dunque di essere così convinti della sua bontà da essere incoraggiati nei momenti peggiori a confidare in lui.

3. Vuole che ci uniamo a lui nella risoluzione di cercare Dio e di servirlo, e di perseverare nel suo timore (Salmi 34:9): O temi il Signore, voi suoi santi. Quando gustiamo e vediamo che è buono, non dobbiamo dimenticare che è grande e da temere; anzi, anche la sua bontà è l'oggetto appropriato di una riverenza e di un timore filiale. Essi temono il Signore e la sua bontà, Osea 3:5. Temete il Signore; cioè, adoratelo, e rendetevi conto del vostro dovere verso di lui in ogni cosa, non temete e non evitatelo, ma temete e cercatelo (#Salmi 34:10

) come un popolo cerca il suo Dio; rivolgetevi a lui e dividetevi in lui. Per incoraggiarci a temere Dio e a cercarlo, è qui promesso che coloro che lo fanno, anche in questo mondo mancante, non mancheranno nulla di buono (Eb. Non mancheranno di tutte le cose buone); avranno tutte le cose buone in modo da non avere motivo di lamentarsi della mancanza di alcuno. Quanto alle cose dell'altro mondo, avranno grazia sufficiente per sostenere la vita spirituale (2Corinzi 12:9; Salmi 84:11); e, in quanto a questa vita, avranno dalla mano di Dio ciò che è necessario per sostenerla: come un Padre, egli li nutrirà con cibo conveniente. Le ulteriori comodità che desiderano, le avranno, nella misura in cui la Sapienza Infinita vede il bene, e ciò che desiderano in una cosa sarà compensato in un'altra. Ciò che Dio nega loro, darà loro la grazia di essere contenti di fuori e poi non lo vogliono, Deuteronomio 3:26. Paolo aveva tutto e abbondò, perché era contento, Filippesi 4:11,18. Coloro che vivono nella fede nella sufficienza totale di Dio non vogliono nulla; perché in lui hanno abbastanza. I giovani leoni spesso mancano e soffrono la fame: quelli che vivono della provvidenza comune, come i leoni, vorranno quella soddisfazione che hanno coloro che vivono della fede nella promessa; quelli che confidano in se stessi, e pensano che le proprie mani bastino per loro, ne mancheranno (perché il pane non è sempre per i saggi)- ma in verità saranno nutriti coloro che confidano in Dio e desiderano essere al suo ritrovamento. Coloro che sono famelici e predano tutto ciò che li circonda mancheranno di nulla; ma i mansueti erediteranno la terra. Non mancheranno coloro che lavorano e badano tranquillamente ai fatti propri; il semplice Giacobbe ha abbastanza minestra, quando Esaù, l'astuto cacciatore, è pronto a morire di fame.

11 Ver. 11. fino alla Ver. 22.

Davide, in quest'ultima parte del salmo, si impegna a insegnare ai bambini. Benché fosse un uomo di guerra e unto per essere re, non lo pensava al di sotto di lui; Sebbene ora avesse la testa così piena di preoccupazioni e le sue mani d'affari, tuttavia poteva trovare il coraggio e il tempo per dare buoni consigli ai giovani, in base alla sua esperienza personale. Non sembra che ora avesse figli suoi, almeno quelli che erano cresciuti fino alla capacità di essere istruiti; ma, per ispirazione divina, istruisce i figli del suo popolo. Quelli che erano in età avanzata non sarebbero stati istruiti da lui, anche se avesse offerto loro il suo servizio (Salmi 32:8); ma sperava che i rami teneri sarebbero stati piegati più facilmente e che i bambini e i giovani sarebbero stati più docili, e perciò ne radunò una congregazione (Salmi 34:11):

"Venite, voi figli, che ora siete nella vostra età di apprendimento, e che ora state per accumulare una riserva di conoscenza con la quale dovete vivere tutti i vostri giorni, voi figli che siete sciocchi e ignoranti, e avete bisogno di essere istruiti".

Forse intende soprattutto quei bambini i cui genitori hanno trascurato di istruirli e catechizzarli; Ed è altrettanto grande carità mandare a scuola quei bambini i cui genitori non sono in grado di istruirli quanto nutrire quei bambini i cui genitori non hanno pane per loro. Osservare

1. Cosa si aspetta da loro:

"Ascoltami, lascia il tuo gioco, sdraiati accanto ai tuoi giocattoli e ascolta ciò che ho da dirti; non solo mi ascoltate, ma osservatemi e obbeditemi".

2. Ciò che si impegna a insegnare loro: il timore del Signore, compresi tutti i doveri della religione. David era un famoso musicista, uno statista, un soldato; ma non dice ai bambini:

"Ti insegnerò a suonare l'arpa, o a maneggiare la spada o la lancia, o a tendere l'arco, o ti insegnerò le massime della politica statale";

ma io vi insegnerò il timore del Signore, che vale più di tutte le arti e di tutte le scienze, più di tutti gli olocausti e di tutti i sacrifici. Questo è ciò che dovremmo essere solleciti sia per imparare noi stessi che per insegnare ai nostri figli.

I. Egli suppone che tutti noi miriamo ad essere felici (Salmi 34:12): Chi è l'uomo che desidera la vita? cioè, come segue, non solo per vedere molti giorni, ma per vedere giorni buoni e confortevoli. Non è l'essere, ma il benessere, che costituisce la vita. Si chiede:

"Chi desidera vivere una vita lunga e piacevole?"

e si risponde facilmente: Chi non lo fa? Sicuramente questo deve guardare oltre il tempo e questo mondo presente, perché la vita dell'uomo sulla terra consiste nel migliore dei casi solo di pochi giorni e di giorni pieni di difficoltà. Chi è l'uomo che vuole essere eternamente felice, che vuole vedere tanti giorni, tanti quanti sono i giorni del cielo, che vede il bene in quel mondo dove ogni beatitudine è nella perfezione, senza la minima lega? Chi vedrebbe il bene davanti a sé ora, mediante la fede e la speranza, e ne godrebbe presto? Chi lo farebbe? Ahimé! Pochissimi hanno questo nei loro pensieri. La maggior parte chiede: Chi ci mostrerà qualcosa di buono? Ma pochi chiedono: Che cosa faremo per ereditare la vita eterna? Questa domanda implica che ce ne sono alcuni.

II. Egli prescrive la vera e unica via per la felicità sia in questo mondo che in quello a venire, Salmi 34:13-14. Se dovessimo passare comodamente attraverso questo mondo, e fuori dal mondo, la nostra costante preoccupazione dovrebbe essere quella di mantenere una buona coscienza; e, a tal fine,

1. Dobbiamo imparare a tenere a freno la nostra lingua e stare attenti a ciò che diciamo, per non parlare mai male, a disonore di Dio o a pregiudizio del nostro prossimo: preserva la tua lingua dal parlare male, dalla menzogna e dalla calunnia. Questo cammino nella religione è così grande che, se qualcuno non offende con le parole, è un uomo perfetto; e la religione non ne fa così poca strada, che di colui che non tiene a freno la sua lingua si dichiara: La sua religione è vana.

2. Dobbiamo essere retti e sinceri in ogni cosa che diciamo, e non avere la doppia lingua. Le nostre parole devono essere le indicazioni della nostra mente; le nostre labbra devono essere trattenute dal dire con l'inganno a Dio o agli uomini.

3. Dobbiamo lasciare tutti i nostri peccati e decidere che non avremo più a che fare con essi. Dobbiamo allontanarci dal male, dalle opere malvagie e dagli operatori malvagi, dai peccati che gli altri commettono e che noi abbiamo precedentemente permesso a noi stessi.

4. Non basta non fare del male al mondo, ma dobbiamo studiare per essere utili e vivere per uno scopo. Non solo dobbiamo allontanarci dal male, ma dobbiamo fare del bene, del bene a noi stessi, specialmente alla nostra anima, impiegandola bene, fornendole di un buon tesoro e adattandole a un altro mondo; e, poiché ne abbiamo capacità e opportunità, dobbiamo fare del bene anche agli altri.

5. Poiché nulla è più contrario a quell'amore che non viene mai meno (che è il riassunto sia della legge che del vangelo, sia della grazia che della gloria) della contesa e della contesa, che portano confusione e ogni opera malvagia, dobbiamo cercare la pace e perseguirla; Dobbiamo mostrare una disposizione pacifica, studiare le cose che contribuiscono alla pace, non fare nulla per rompere la pace e fare del male. Se la pace sembra fuggire da noi, dobbiamo perseguirla; Seguite la pace con tutti gli uomini, non risparmiate né fate spese per conservare e ricuperare la pace; siate disposti a negarci molto, sia nell'onore che nell'interesse, per amore della pace. Queste eccellenti indicazioni sulla via della vita e del bene sono trascritte nel Nuovo Testamento e rese parte del nostro dovere evangelico, 1Pietro 3:10-11. E forse Davide, nell'avvertirci che non parliamo con l'inganno, riflette sul suo peccato nel cambiare il suo comportamento. Coloro che si pentono veramente di ciò che hanno fatto di sbagliato avvertiranno gli altri di stare attenti a non fare altrettanto.

III. Egli fa rispettare queste istruzioni ponendoci davanti la felicità dei pii nell'amore e nel favore di Dio e la condizione miserabile dei malvagi sotto il suo dispiacere. Qui ci sono la vita e la morte, il bene e il male, la benedizione e la maledizione, chiaramente dichiarate davanti a noi, affinché possiamo scegliere la vita e vivere. Vedi Isaia 3:10-11.

1. Guai agli empi, sarà loro male, comunque si benedicano a modo loro.

(1.) Dio è contro di loro, e allora non possono che essere infelici. Triste è il caso di quell'uomo che con il suo peccato ha fatto del suo Creatore il suo nemico, il suo distruttore. Il volto del Signore è contro coloro che fanno il male, Salmi 34:16. A volte si dice che Dio distoglie la faccia da loro (Geremia 18:17), perché lo hanno abbandonato; qui si dice che volge la faccia contro di loro, perché hanno combattuto contro di lui; e certamente Dio è in grado di affrontare i peccatori più orgogliosi e audaci e può aggrottarli all'inferno.

(2.) La rovina è davanti a loro; questo seguirà naturalmente se Dio sarà contro di loro, perché è in grado sia di uccidere che di gettare all'inferno.

[1.] La terra dei viventi non sarà un posto né per loro né per loro. Quando Dio volgerà la sua faccia contro di loro, non solo li stroncherà, ma ne taglierà il ricordo; Quando saranno vivi, li seppellirà nell'oscurità, quando saranno morti, li seppellirà nell'oblio. Egli sradicherà la loro posterità, dalla quale saranno ricordati. Egli riverserà disonore sulle loro conquiste, di cui si sono gloriati e per le quali pensavano di dover essere ricordati. È certo che non c'è onore duraturo se non quello che viene da Dio.

[2.] Ci sarà un pungiglione nella loro morte: il male ucciderà gli empi, Salmi 34:21. La loro morte sarà miserabile; e così sarà certamente, anche se moriranno su un letto di piumino o sul letto d'onore. La morte, per loro, ha in sé una maledizione, ed è il re dei terrori; per loro è male, solo male. È molto ben osservato dal Dr. Hammond che il male qui, che uccide i malvagi, è la stessa parola, al singolare, che viene usata (Salmi 34:19) per le afflizioni dei giusti, per indicare che le persone pie hanno molti problemi, eppure non fanno loro alcun male, ma sono fatti per operare per il loro bene, poiché Dio li libererà da tutti loro; mentre i malvagi hanno meno guai, meno mali li affliggono, forse uno solo, eppure uno può dimostrare la loro completa rovina. Un guaio con una maledizione in esso uccide e uccide, e fa l'esecuzione; ma molti, con una benedizione in loro, sono innocui, anzi, utili.

[3.] La desolazione sarà la loro parte eterna. Coloro che sono malvagi spesso odiano i giusti, nome e cosa, hanno un'inimicizia implacabile verso di loro e verso la loro giustizia; ma essi saranno desolati, saranno condannati come colpevoli, saranno devastati per sempre, saranno abbandonati per sempre e abbandonati da Dio e da tutti gli angeli e gli uomini buoni, e quelli che lo sono sono veramente desolati.

2. Ma di' ai giusti: Sarà loro bene. Tutte le persone buone sono sotto il favore e la protezione speciali di Dio. Ne siamo qui certi sotto una grande varietà di esempi ed espressioni.

(1.) Dio presta particolare attenzione alle persone buone, e prende nota di coloro che hanno sempre i loro occhi su di lui e che prendono coscienza del loro dovere verso di lui: Gli occhi del Signore sono sui giusti (Salmi 34:15), per dirigerli e guidarli, per proteggerli e custodirli. I genitori che amano molto un figlio non lo perderanno di vista; nessuno dei figli di Dio è mai sotto i suoi occhi, ma egli guarda a loro con singolare compiacimento, oltre che con una preoccupazione vigile e tenera.

(2.) Sono sicuri di una risposta di pace alle loro preghiere. Tutto il popolo di Dio è un popolo che prega, e grida in preghiera, il che denota grande importunità; Ma serve a qualcosa? Sì

[1.] Dio prende nota di ciò che diciamo (Salmi 34:17): Essi gridano , e il Signore li ascolta, e li ascolta in modo da far sembrare che egli abbia riguardo per loro. I suoi orecchi sono aperti alle loro preghiere, per riceverle tutte, e per riceverle prontamente e con gioia. Sebbene egli sia stato un Dio che ascolta la preghiera sin da quando gli uomini cominciarono a invocare il nome del Signore, tuttavia il suo orecchio non è pesante. Non c'è retorica, nulla di affascinante, in un grido, eppure le orecchie di Dio sono aperte ad esso, come quelle della tenera madre al grido del suo bambino che allatta, a cui un altro non si accorgerebbe : Il giusto grida, e il Signore ascolta, Salmi 34:17. Questo suggerisce che è pratica costante delle brave persone, quando sono in difficoltà, gridare a Dio, ed è il loro costante conforto che Dio le ascolti.

[2.] Egli non solo si accorge di ciò che diciamo, ma è pronto per noi in nostro soccorso (Salmi 34:18): Egli è vicino a coloro che hanno il cuore spezzato e li salva. Notate, in primo luogo, che il carattere dei giusti, le cui preghiere Dio ascolterà, è che essi hanno un cuore spezzato e uno spirito contrito (cioè, umiliati per il peccato e svuotati di sé); sono bassi ai loro stessi occhi, e non hanno fiducia nel loro merito e nella loro sufficienza, ma solo in Dio. In secondo luogo, coloro che sono così hanno Dio vicino a loro, per confortarli e sostenerli, affinché lo spirito non sia spezzato più del dovuto, affinché non venga meno davanti a lui. Vedere Isaia 57:15. Sebbene Dio sia alto e dimori in alto, tuttavia è vicino a coloro che, essendo di spirito contrito, sanno apprezzare il suo favore e li salverà dall'affondare sotto i loro pesi; Egli è vicino a loro per un buon proposito.

(3.) Essi sono presi sotto la speciale protezione del governo divino (#Salmi 34:20

): Egli conserva tutte le sue ossa; non solo la sua anima, ma il suo corpo, non solo il suo corpo in generale, ma ogni osso che contiene: nessuno di essi è rotto. Chi ha il cuore spezzato non avrà un osso rotto, perché Davide stesso aveva scoperto che, quando aveva un cuore contrito, le ossa spezzate erano fatte per rallegrarsi, Salmi 51:8,17. Non ci si aspetterebbe di incontrare nulla di Cristo qui, eppure si dice che questa scrittura si adempì in lui (Giovanni 19:36) quando i soldati spezzarono le gambe dei due ladroni che erano stati crocifissi con lui, ma non spezzarono le sue, essendo essi sotto la protezione di questa promessa così come del tipo, l'agnello pasquale (un osso di lui non sarà spezzato); le promesse, essendo state adempiute a Cristo, per mezzo di lui sono sicure per tutta la progenie. Non ne consegue che un brav'uomo possa avere un osso rotto; ma, per la vigile provvidenza di Dio riguardo a lui, una tale calamità è spesso meravigliosamente prevenuta, e la conservazione delle sue ossa è l'effetto di questa promessa; e, se ha un osso rotto, presto o tardi sarà risanato, al più tardi alla risurrezione, quando ciò che è seminato nella debolezza sarà risuscitato in potenza.

(4.) Essi sono, e saranno, liberati dalle loro afflizioni.

[1.] Si suppone che abbiano la loro parte di croci in questo mondo, forse una parte maggiore di altre. Nel mondo devono avere tribolazione, affinché possano essere conformi sia alla volontà di Dio che all'esempio di Cristo (Salmi 34:19); Molte sono le afflizioni dei giusti, ne è testimone Davide e le sue afflizioni, Salmi 132:1. Ci sono quelli che li odiano (Salmi 34:21) e mirano continuamente a fare loro del male; il loro Dio li ama, e perciò li corregge; cosicché, tra la misericordia del cielo e la malizia dell'inferno, le afflizioni dei giusti devono necessariamente essere molte.

[2.] Dio si è impegnato per la loro liberazione e salvezza: li libera da tutte le loro afflizioni (Salmi 34:17,19); li salva (Salmi 34:18), affinché, anche se cadano nei guai, non sia la loro rovina. Questa promessa della loro liberazione è spiegata, Salmi 34:22. Quali che siano i guai che li affliggono, in primo luogo, non faranno del male alla loro parte migliore. Il Signore redime l'anima dei suoi servi dal potere della tomba (Salmi 49:15) e dal pungiglione di ogni afflizione. Egli li trattiene dal peccare nelle loro afflizioni, che è l'unica cosa che farebbe loro del male, e li preserva dalla disperazione e dall'essere tolti dal possesso delle loro proprie anime. In secondo luogo, non ostacoleranno la loro eterna beatitudine. Nessuno di quelli che confidano in lui sarà desolato; cioè, non saranno sconsolati, perché non saranno tagliati fuori dalla loro comunione con Dio. Nessuno è desolato se non colui che Dio ha abbandonato, né alcuno è rovinato finché non è nell'inferno. Coloro che sono fedeli servitori di Dio, che si preoccupano di compiacerlo e si preoccupano di onorarlo, e così facendo confidano in lui per proteggerli e ricompensarli, e, con buoni pensieri di lui, si rivolgono a lui, hanno motivo di essere tranquilli qualunque cosa li opponga, perché sono al sicuro e saranno felici.

Nel cantare questi versetti siamo confermati nella scelta che abbiamo fatto delle vie di Dio; Lasciamoci vivificare nel suo servizio e grandemente incoraggiati dalle assicurazioni che ci ha dato della particolare cura che ha di tutti coloro che fedelmente aderiscono a lui.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Salmi 34

1 Capitolo 34

Davide loda Dio e incoraggia a confidare in lui Sal 34:1-10

Esorta a temere Sal 34:11-22

Versetti 1-10

Se speriamo di passare l'eternità a lodare Dio, è giusto che dedichiamo molto del nostro tempo a quest'opera. Egli non ha mai detto a nessuno: "Cercatemi invano". Le preghiere di Davide hanno contribuito a far tacere le sue paure; molti, oltre a lui, hanno guardato al Signore con fede e preghiera, e ciò li ha meravigliosamente ravvivati e confortati. Quando guardiamo al mondo, siamo perplessi e in perdita. Ma dal guardare a Cristo dipende tutta la nostra salvezza, e anche tutte le cose necessarie. Questo povero uomo, che nessuno guardava con rispetto o si preoccupava di lui, fu tuttavia accolto al trono della grazia; il Signore lo ascoltò e lo salvò da tutti i suoi problemi. I santi angeli assistono i santi e li difendono dalle potenze delle tenebre. Tutta la gloria sia al Signore degli angeli. Con il gusto e la vista facciamo delle scoperte e ne traiamo piacere; gustiamo e vediamo la bontà di Dio, ne prendiamo atto e ne traiamo conforto. Egli rende veramente beati tutti coloro che confidano in lui. Per quanto riguarda le cose dell'altro mondo, avranno la grazia sufficiente per sostenere la vita spirituale. E per quanto riguarda questa vita, avranno ciò che è necessario dalla mano di Dio. Paolo aveva tutto e abbondava, perché si accontentava, Fili 4:11-18. Coloro che confidano in se stessi e pensano che i propri sforzi siano sufficienti per loro, mancheranno; ma saranno nutriti coloro che confidano nel Signore. Non mancheranno coloro che lavorano con tranquillità e si occupano dei propri affari.

11 Versetti 11-22

I giovani devono iniziare la loro vita imparando il timore del Signore, se desiderano il vero benessere qui e la felicità eterna nell'aldilà. Saranno più felici coloro che inizieranno più presto a servire un Maestro così buono. Tutti mirano a essere felici. Questo deve guardare oltre il mondo attuale, perché la vita dell'uomo sulla terra è fatta solo di pochi giorni e pieni di problemi. Che uomo è colui che vuole vedere il bene di quello in cui ogni beatitudine è perfetta? Ahimè, pochi hanno questo bene nei loro pensieri. La religione che promette meglio è quella che crea vigilanza sul cuore e sulla lingua. Non basta non fare del male, dobbiamo studiare per essere utili e vivere per qualche scopo; dobbiamo cercare la pace e perseguirla; essere disposti a negare molto a noi stessi per amore della pace. È pratica costante dei veri credenti, quando sono in difficoltà, gridare a Dio, ed è loro costante conforto che Egli li ascolti. I giusti sono umiliati per il peccato e sono bassi ai loro stessi occhi. Nulla è più necessario per la vera pietà di un cuore contrito e libero da ogni fiducia in se stesso. In questo terreno ogni grazia fiorirà, e niente può incoraggiare un tale cuore se non la grazia gratuita e ricca del vangelo di Gesù Cristo. I giusti sono presi sotto la speciale protezione del Signore, ma hanno la loro parte di croci in questo mondo e ci sono quelli che li odiano. Sia per la misericordia del cielo che per la malizia dell'inferno, le afflizioni dei giusti devono essere molte. Ma qualsiasi afflizione li colpisca, non danneggerà le loro anime, perché Dio li preserva dal peccare nelle difficoltà. Non c'è uomo desolato se non colui che Dio ha abbandonato.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Salmi 34

1 Questo salmo pretende, dal suo titolo, di essere stato scritto da David, e non c'è motivo di mettere in dubbio la correttezza dell'iscrizione. Non è probabile che il titolo sia stato dato al salmo dall'autore stesso; ma, come le altre iscrizioni che si sono verificate in molti dei salmi precedenti, è in ebraico, ed è stato senza dubbio preceduto da colui che ha fatto una raccolta dei Salmi, ed esprime la credenza corrente del tempo riguardo al suo autore.

Non c'è nulla nel salmo che sia incompatibile con la supposizione che Davide fosse l'autore, o che sia incompatibile con le circostanze dell'occasione in cui si dice che sia stato composto.

Si dice che quell'occasione sia stata quando Davide "cambiò il suo comportamento davanti ad Abimelec". La circostanza qui riferita è, senza dubbio, quella descritta in 1 Samuele 21:10. Davide, per paura di Saul, fuggì a Gat, e si mise sotto la protezione di Achis (o Abimelec), re di Gat.

Ben presto si seppe chi fosse lo sconosciuto. La fama di Davide era giunta a Gat, e a lui fu fatto pubblicamente riferimento dai “servi di Achis” e al modo in cui le sue gesta erano state celebrate tra gli Ebrei: “Non cantarono l'uno all'altro di lui in danze, dicendo: Saul ha ucciso i suoi mille e Davide i suoi diecimila?». 1 Samuele 21:11.

Davide temeva di poter essere tradito e consegnato da Achis a Saul, e ricorse all'espediente di fingere pazzo, supponendo che questa sarebbe stata una protezione; che o per pietà Achis lo avrebbe protetto; o che, poiché in tal modo sarebbe stato considerato innocuo, Saul avrebbe ritenuto inutile proteggerlo. Egli, quindi, si è comportato come un pazzo, o come un idiota. “Ha raschiato le porte della porta e ha lasciato cadere la sua saliva sulla sua barba.

Il dispositivo, sebbene possa averlo salvato dall'essere consegnato a Saul, non ha avuto altro effetto. Achis non era disposto ad ospitare un pazzo; e Davide lo lasciò, e cercò rifugio nella spelonca di Adullam. 1 Samuele 21:15; 1 Samuele 22:1.

Non è necessario, per una corretta comprensione del salmo, tentare di rivendicare la condotta di Davide in questo. La perfetta onestà sarebbe stata senza dubbio, in questo caso, come in tutti gli altri, migliore riguardo al risultato come è certamente migliore rispetto ad una buona coscienza. La questione dell'adozione di "travestimenti", tuttavia, quando è in pericolo, non è sempre facile da determinare.

Non è affatto necessario supporre che il salmo sia stato scritto “in quel tempo” o “quando” egli così “cambiò comportamento”. Tutto ciò che il linguaggio dell'iscrizione esprime propriamente è che si riferiva a quell'occasione, o al pericolo in cui si trovava allora, o al ricordo dei suoi sentimenti in quel momento, come li ricordò in seguito; e che era in vista della propria esperienza nel passare attraverso quella prova, e della sua liberazione da quel pericolo.

Nel salmo stesso non c'è allusione al suo "cambiamento di comportamento"; e il disegno di Davide non era di celebrare ciò, o di rivendicare ciò, ma di celebrare la bontà di Dio nella sua liberazione come fu effettuata in quel momento. Nel salmo Davide non esprime alcuna opinione sulla misura che ha adottato per garantire la sua sicurezza; ma il suo cuore e le sue labbra sono colme di lode in vista del fatto che “è stato” liberato.

È, inoltre, abbastanza implicito nell'iscrizione stessa, che il salmo fu composto, non in quel momento, ma in seguito: "Salmo di Davide, quando cambiò comportamento davanti ad Abimelec, che lo cacciò ed egli partì". L'ovvia costruzione di questo sarebbe che il salmo fu composto dopo che Abimelec lo aveva cacciato via.

Si dice che il “nome” del re di Gat dell'epoca, nel testo dell'iscrizione o del titolo, fosse Abimelech; a margine, è Achish. In 1 Samuele 21:1 è “Achis” nel testo, e “Abimelec” a margine. Non è affatto improbabile che fosse conosciuto con entrambi questi nomi. Il suo nome personale era senza dubbio "Achis"; il nome ereditario - il nome con cui era nota la linea dei re di Gat - era probabilmente Abimelech.

Così il generale, l'erede, il nome di famiglia dei re d'Egitto nei primi tempi era Faraone; in tempi successivi Tolomeo. Allo stesso modo i re del Ponto avevano il nome generale di Mitridate; gli imperatori romani, dopo il tempo di Giulio Cesare, furono “i Cesari”; e così, non improbabile, il nome generale dei re di Gerusalemme potrebbe essere stato Adonizedek, o Melchisedek; e il nome dei re degli Amaleciti, Agag.

Abbiamo prove che il nome generico Abimelech fu dato ai re dei Filistei Genesi 20; Genesi 26 già al tempo di Abramo; e non è certo impossibile o improbabile che sia diventato un nome ereditario, come i nomi Faraone, Tolomeo, Mitridate e Cesare.

Una lieve conferma di questa supposizione può derivare dal significato stesso del nome. Significa propriamente "padre del re" o "padre-re"; e potrebbe così diventare un titolo comune dei re in Filistea. Così, anche il termine "Padisha" (Pater, Rex) è dato ai re di Persia, e il titolo "Atalik" (padre) ai khan di Bucharia. (Gesenius, Lessico)

Questo salmo è il secondo dei salmi alfabetici, ovvero i salmi in cui i versetti successivi iniziano con una delle lettere dell'alfabeto ebraico. Vedi l'introduzione a Salmi 25. La disposizione è regolare in questo salmo, eccetto che si omette la lettera ebraica ו ( v ), e che, per rendere il numero dei versetti uguale alle lettere dell'alfabeto ebraico, si aggiunge alla fine un versetto aggiuntivo, cominciando, come nell'ultimo verso del Salmi 25 , con la lettera ebraica פ ( p ).

Il salmo si compone essenzialmente di quattro parti, le quali, sebbene sufficientemente connesse per essere appropriate all'unica occasione in cui è stato composto, sono così distinte da suggerire diverse correnti di pensiero.

I. Un'espressione di ringraziamento per la liberazione Salmi 34:1; concludendo con la lingua: "Questo povero ha gridato e il Signore l'ha ascoltato e lo ha salvato da tutte le sue afflizioni". Da ciò si è supposto, come sopra suggerito, che il salmo sia stato composto dopo che Davide aveva lasciato la corte di Abimelec, e non “al tempo” in cui fingeva la pazzia.

II. Un'affermazione generale sul privilegio di confidare in Dio, come derivato dalla propria esperienza; e un'esortazione agli altri, fondata su quell'esperienza, Salmi 34:7.

III. Un'esortazione speciale ai “giovani” a confidare nel Signore ea perseguire una vita retta, Salmi 34:11. Il salmista si professa capace di istruirli e mostra loro che la via per raggiungere la prosperità e la lunghezza dei giorni è condurre una vita di virtù e di religione. Ciò che aveva attraversato lui stesso - la sua liberazione nel tempo della prova - i ricordi della sua vita precedente - tutto questo suggeriva ai giovani una lezione inestimabile.

Da ciò non sembrerebbe improbabile che il salmo sia stato scritto in un periodo considerevole dopo quello che gli accadde alla corte del re di Gat, e forse quando stava invecchiando lui stesso - ma ancora in considerazione degli eventi di quel periodo della sua vita.

IV. Una dichiarazione generale che Dio proteggerà i giusti; che i loro interessi sono al sicuro nelle Sue mani; che possano confidare in Lui; che sebbene possano essere afflitti, Dio li libererà dalle loro afflizioni, e che alla fine li redimerà da tutti i loro problemi, Salmi 34:15.

Lo scopo generale e il portamento del salmo, quindi, è quello di fornire un argomento per confidare in Dio nel tempo della difficoltà e per condurre una vita tale da poter confidare in lui come nostro Protettore e Amico.

Salmi 34 :Titolo

Nel titolo, le parole "un salmo" non sono nell'originale. L'originale è semplicemente di “David,” לדוד l e David, o “di David”, senza che denota il carattere della produzione, se esso dovesse essere considerato come un “salmo”, o alcune altre specie di composizione. "Quando ha cambiato comportamento". La parola "comportamento" non esprime del tutto il significato della parola originale, né descrive il fatto come è riferito 1 Samuele 21:1.

La parola ebraica - טעם ṭa‛am - significa propriamente "gusto, sapore del cibo"; poi gusto intellettuale, giudizio, discernimento, comprensione; e in questo luogo significherebbe letteralmente "ha cambiato la sua comprensione"; cioè, si finse pazzo. Ciò corrisponde precisamente all'affermazione della sua condotta in 1 Samuele 21:13.

Prima di Abimelec - Margine, "Achis". Come notato sopra, quest'ultimo è il nome proprio o personale del re.

Chi lo cacciò - Vedi 1 Samuele 21:15.

Benedirò il Signore, lo loderò; Sarò grato per la sua misericordia ed esprimerò sempre il mio senso della sua bontà.

In ogni momento - In ogni situazione della vita; in ogni evento che si verifica. L'idea è che lo farebbe pubblicamente e privatamente; nella prosperità e nelle avversità; in sicurezza e in pericolo; nella gioia e nel dolore. Sarebbe un grande principio della sua vita, espressivo del sentimento profondo della sua anima, che Dio fosse sempre da considerare come un oggetto di adorazione e di lode.

La sua lode sarà sempre nella mia bocca, pronuncerò continuamente le sue lodi; o, i miei ringraziamenti saranno incessanti. Questo esprime lo “scopo” del salmista; e questa è un'indicazione della natura della vera pietà. Con un uomo veramente pio la lode di Dio è costante; ed è indice di vera religione quando un uomo è “disposto” a benedire sempre Dio, qualunque cosa accada. L'irreligione, l'incredulità, lo scetticismo, la mondanità, la falsa filosofia, mormorano e si lamentano sotto le prove e fra le cose oscure della vita; la vera religione, la fede, l'amore, la spiritualità della mente, la filosofia cristiana, vedono in Dio sempre un oggetto di lode.

Le persone che non hanno una vera pietà, ma che la pretendono, sono disposte a lodare e benedire Dio nei momenti di sole e di prosperità; la vera pietà lo considera sempre degno di lode - nella tempesta come alla luce del sole; nella notte oscura della calamità, così come nei giorni luminosi della prosperità. Confronta Giobbe 13:15.

2 L'anima mia si glorierà nel Signore, io stesso gioirò ed esulterò in lui. La parola "vantarsi" qui si riferisce a ciò su cui un uomo valuterebbe se stesso; ciò che sarebbe stato più prominente nella sua mente quando si fosse sforzato di richiamare alla memoria ciò su cui poteva riflettere con maggior piacere. Il salmista qui dice che quando ha fatto questo, non sarebbe la ricchezza o la forza a cui si riferirebbe; non sarebbe il suo rango o posizione nella società; non sarebbe ciò che aveva fatto, né ciò che aveva guadagnato, in quanto attinente a questa vita.

La sua gioia sarebbe scaturita dal fatto che c'era un Dio; che era un tale Dio e che poteva considerarlo come il suo Dio. Questa sarebbe stata la sua principale distinzione - quella su cui si apprezzerebbe di più. Di tutte le cose che possiamo possedere in questo mondo, la distinzione principale è che abbiamo un Dio e che è un essere tale come lui.

Gli umili lo ascolteranno - I poveri; gli afflitti; coloro che sono nei ceti sociali inferiori. Dovrebbero sentire che ha riposto la sua fiducia in Dio, e dovrebbero provare gioia nell'essere indirizzati così a Dio come loro parte e loro speranza. Sembra che qui il salmista si riferisse in modo particolare a quella classe, perché:

(a) sarebbe più probabile che lo apprezzino rispetto a quelli di rango più elevato, o di quelli che non hanno mai conosciuto l'afflizione; e

(b) perché questo sarebbe particolarmente adatto a impartire loro sostegno e consolazione, come derivato dalla propria esperienza.

Era stato nei guai. Era stato circondato da pericoli. Era stato misericordiosamente protetto e liberato. Stava per dichiarare come era stato fatto. Era sicuro che coloro che si trovavano nelle circostanze in cui era stato avrebbero accolto le verità che stava per affermare e si sarebbero rallegrati che ci fosse anche per loro la liberazione e che anche loro potessero trovare Dio un protettore e un amico . La calamità, il pericolo, la povertà, la prova, sono spesso di eminente vantaggio nel preparare la mente ad apprezzare la natura, e ad apprezzare le lezioni della religione.

E rallegratevi - Rallegratevi della storia della mia liberazione, perché li porterà a vedere che anche loro possono trovare la liberazione nel giorno della prova.

3 O magnificate con me il Signore - Questo sembra rivolto principalmente agli “umili”, quelli cui si fa riferimento nel versetto precedente. Poiché potevano apprezzare ciò che avrebbe detto, poiché potevano comprendere la natura dei suoi sentimenti in vista della sua liberazione, li invita specialmente a esultare con lui nella bontà di Dio. Come lui e loro avevano calamità e prove comuni, così potevano avere gioie comuni; come erano uniti nel pericolo e nel dolore, così era giusto che fossero uniti nella gioia e nella lode.

La parola "magnificare" significa letteralmente "rendere grande", e quindi, rendere grande nella vista della mente, o considerare e trattare come grande. L'idea è che desiderasse che tutti, in circostanze simili a quelle in cui era stato posto, avessero un giusto senso della grandezza di Dio e delle sue pretese di amare e lodare. Confronta Salmi 35:27; Salmi 40:17; Salmi 69:30; Salmi 70:4; Luca 1:46.

Ed esaltiamo insieme il suo nome - Uniamoci nel “innalzare” il suo nome; cioè, nell'elevarlo al di sopra di tutte le altre cose nella nostra stima e nel punto di vista dei nostri simili; nel far conoscere così che si eleverà al di sopra di ogni altro oggetto, affinché tutti possano vedere e adorare.

4 Ho cercato il Signore ed egli mi ha esaudito - Cioè, nell'occasione menzionata nel salmo, quando fu esposto alle persecuzioni di Saul, e quando cercò rifugio nel paese di Abimelec o Achis: 1 Samuele 21:1. L'idea è che a quel tempo non confidava nella propria saggezza, né confidava in alcun suo espediente, ma che cercava la protezione e la guida di Dio, sia quando fuggì a Gath, sia quando fuggì da Gath. .

E mi liberò da tutti i miei timori, da tutto ciò che aveva appreso da Saul, e ancora da tutto ciò che aveva temuto quando aveva scoperto che Abimelec non lo avrebbe accolto, ma lo aveva cacciato da lui.

5 Guardarono a lui - Cioè, quelli che erano con il salmista. Non era solo quando fuggì ad Abimelec; e il significato qui è che ognuno di quelli che erano con lui guardò a Dio, e trovò in lui luce e conforto. Il salmista sembra che qui i suoi pensieri si siano improvvisamente rivolti da se stesso a quelli che erano con lui, e che abbia richiamato alla sua memoria come "tutti" guardassero a Dio nelle loro difficoltà, e come tutti trovassero sollievo.

E furono alleggeriti - O, "illuminati". Hanno trovato la luce. I loro volti, come dovremmo dire, "si illuminarono", o diventarono allegri. Le loro menti furono calmate, poiché si sentivano sicuri che Dio li avrebbe protetti. Nulla potrebbe esprimere meglio ciò che accade spesso nell'ora della sventura, quando il cuore è triste, e quando il volto è addolorato - una nuvola oscura apparentemente venuta su tutte le cose - se si guarda così a Dio.

Il peso viene tolto dal cuore e il volto diventa radioso di speranza e di gioia. Il margine qui, tuttavia, è: "Essi scorrevano verso di lui". La parola ebraica, נהר nâhar, a volte significa “fluire, fluire insieme”, Isaia 2:2; Geremia 31:12; Geremia 51:44; ma significa anche "brillare, essere luminoso"; e quindi, "per essere rallegrati, per rallegrarsi", Isaia 60:5. Questa è probabilmente l'idea qui, poiché questa interpretazione è più adatta alla connessione in cui ricorre la parola.

E i loro volti non si vergognavano - Cioè, non si vergognavano di aver riposto la loro fiducia in Dio, o non erano delusi. Non ebbero occasione di confessare che si trattava di una vana fiducia, o che erano stati stolti nel fidarsi di lui in tal modo. Confronta Giobbe 6:20 , nota; Salmi 22:5 , nota; Romani 9:33 , nota; 1 Giovanni 2:28 , nota.

L'idea qui è che hanno scoperto che Dio era tutto ciò che si aspettavano o speravano che sarebbe stato. Non avevano motivo di pentirsi di ciò che avevano fatto. Ciò che era vero per loro, sarà vero per tutti coloro che ripongono la loro fiducia in Dio.

6 Questo povero gridò - Il salmista torna qui alla sua particolare esperienza. L'enfasi qui è sulla parola "questo": "Questo povero, afflitto, perseguitato ha pianto". C'è qualcosa di molto più toccante in questo che se avesse semplicemente detto "io" o "io stesso" pianto. La lingua ci porta subito davanti la sua condizione afflitta e miserabile. La parola "povero" qui - עני ânı̂y - non significa "povero" nel senso di mancanza di ricchezza, ma "povero" nel senso di essere afflitto, schiacciato, abbandonato, desolato. La parola "misero" esprimerebbe meglio l'idea rispetto alla parola "povero".

E il Signore lo ascoltò - Cioè, ascoltato nel senso di "risposto". Guardò il suo grido e lo salvò.

7 L'angelo del Signore - L'angelo che il Signore manda, o che viene, al suo comando, allo scopo di proteggere il popolo di Dio. Questo non si riferisce a nessun angelo in particolare come uno che è stato specificamente chiamato "l'angelo del Signore", ma può riferirsi a uno qualsiasi degli angeli che il Signore può commissionare a questo scopo; e la frase equivale a dire che gli "angeli" racchiudono e proteggono gli amici di Dio.

La parola "angelo" significa propriamente un "messaggero", e quindi si applica a quegli esseri santi intorno al trono di Dio che sono inviati come suoi "messaggeri" all'umanità; che sono incaricati di comunicare la sua volontà, di eseguire i suoi comandi; o per proteggere il suo popolo. Confronta Matteo 24:31 , nota; Giobbe 4:18 , nota; Ebrei 1:6 , nota; Giovanni 5:4 , nota.

Poiché la parola ha un significato generale, e indicherebbe di per sé semplicemente un messaggero, si aggiunge qui la qualificazione che si tratta di un "angelo del Signore" a cui si fa riferimento, e che diventa un protettore del popolo di Dio.

Encampeth - letteralmente, " pianta la sua tenda". Genesi 26:17; Esodo 13:20; Esodo 17:1. Quindi la parola viene a significare "difendere"; per “proteggere:” Zaccaria 9:8.

L'idea qui è che l'angelo del Signore protegge il popolo di Dio come un esercito difende un paese, o come tale un esercito sarebbe una protezione. Egli “pianta la sua tenda” vicino al popolo di Dio, ed è lì per proteggerlo dal pericolo.

A proposito di coloro che lo temono - I suoi veri amici, l'amicizia per Dio è spesso indicata dalla parola paura o riverenza. Vedi le note a Giobbe 1:1.

E li libera - Li salva dal pericolo. Il salmista ha evidentemente in mente il suo caso, e l'osservazione generale qui è fondata sulla sua esperienza. Attribuisce la sua sicurezza dal pericolo nel momento a cui si riferisce, non alla propria arte o abilità; non al valore del proprio braccio, o all'abilità dei suoi seguaci, ma, alla bontà di Dio nell'invio di un angelo, o una compagnia di angeli, per salvarlo; e quindi ne deduce che ciò che era vero per se stesso sarebbe vero per gli altri, e che si potrebbe fare l'affermazione generale che è presentata in questo versetto.

La dottrina è quella che viene spesso affermata nelle Scritture. Nulla è affermato più chiaramente e costantemente che gli angeli sono impiegati nella difesa del popolo di Dio; nel guidarli e guidarli; nel confortarli nella prova e nel sostenerli nella morte; come si afferma anche, d'altra parte, che angeli malvagi sono costantemente impiegati nel condurre gli uomini alla rovina. Confronta Daniele 6:22 , nota; Ebrei 1:14 , nota.

Vedi anche Genesi 32:1; 2 Re 6:17; Salmi 91:11; Luca 16:22; Luca 22:43; Giovanni 20:12.

Si può aggiungere che nessuno può provare che quanto qui affermato dal salmista possa non essere letteralmente vero al momento presente; e credere che siamo sotto la protezione degli angeli può essere tanto filosofico quanto pio. Il più solitario, il più umile, il più oscuro e il più povero figlio di Dio, possono avere presso di sé e intorno a sé un seguito e una difesa che i re non hanno mai quando i loro eserciti piantano le tende intorno ai loro palazzi e quando mille spade sarebbe stato subito attirato a difenderli.

8 O gustate e vedete - Questo è un discorso agli altri, fondato sull'esperienza del salmista. Aveva trovato protezione dal Signore; aveva avuto prova della sua bontà; e ora chiede ad altri che facciano la stessa prova che aveva fatto lui. È il linguaggio della pietà in vista dell'esperienza personale; ed è il linguaggio che un giovane convertito, il cui cuore è pieno di gioia come la speranza prima albeggia nella sua anima, rivolgerebbe ai suoi compagni e amici, ea tutto il mondo intorno; un linguaggio come chi ha avuto qualche conforto speciale, o che ha sperimentato una liberazione speciale dalla tentazione o dai guai, si rivolgerebbe agli altri.

Lezioni, derivate dalla nostra esperienza, possiamo raccomandare adeguatamente ad altri; l'evidenza che ci è stata fornita che Dio è buono, possiamo impiegarla adeguatamente per persuadere gli altri a venire ad assaporare il suo amore. La parola "gusto" qui - טעם ṭâ‛am - significa propriamente provare il sapore di qualsiasi cosa, Giobbe 12:11; mangiare un po' per accertare cos'è una cosa, 1 Samuele 14:24 , 1Sa 14:29, 1 Samuele 14:43; Giona 3:7; e poi percepire con la mente, provare, sperimentare, Proverbi 31:18.

È usato qui nel senso di fare una prova o testare con l'esperienza. L'idea è che riponendo fiducia in Dio - mettendo alla prova le comodità della religione - uno vedrebbe o percepirebbe così completamente le sue benedizioni - avrebbe così tanta felicità in esso - che sarebbe portato a cercare lì la sua felicità. In altre parole, se potessimo fare in modo che gli uomini mettano alla prova la religione; per entrarvi in ​​modo da comprenderla e sperimentarla realmente, possiamo essere certi che ne avrebbero lo stesso apprezzamento che abbiamo noi, e che si impegnerebbero veramente al servizio di Dio.

Se coloro che sono in pericolo guardassero a lui; se i peccatori credessero in lui; se l'afflitto lo cercasse; se gli sventurati si rivolgessero a lui le loro cure; se coloro che hanno cercato invano la felicità nel mondo, cercherebbero la felicità in lui, tutti e tutti troverebbero così sicuramente ciò di cui hanno bisogno che rinuncerebbero a tutto il resto e riponerebbero la loro fiducia solo in Dio. Di questo era certo il salmista; di questo sono sicuri tutti coloro che hanno cercato la felicità nella religione e in Dio.

“Oh prova solo il Suo amore;

L'esperienza deciderà

Quanto sono benedetti loro - e solo loro -

Chi nella sua verità confida».

Beato l'uomo che confida in lui - Confronta le note a Salmi 2:12.

9 O temi il Signore, riveriscilo; onoralo; confidare in lui. Confronta Salmi 31:23.

Voi i suoi santi - i suoi santi. Tutti coloro che si professano suoi amici. Questa esortazione è rivolta specialmente ai santi, o ai pii, perché l'oratore si professava amico di Dio, e aveva fatto esperienza personale della verità di ciò che qui dice. È la testimonianza di un figlio di Dio rivolta agli altri, per incoraggiarli con il risultato della propria esperienza.

Perché non c'è bisogno per coloro che lo temono - Tutti i loro bisogni saranno abbondantemente forniti. Prima o poi tutte le loro reali necessità saranno soddisfatte e Dio concederà loro ogni benedizione necessaria. L'affermazione qui non può essere considerata come assolutamente e universalmente vera - cioè, non può significare che coloro che temono il Signore non avranno mai, in nessun caso, fame o sete, o privi di vesti o di una casa confortevole; ma è evidentemente inteso come un'affermazione generale, ed è in accordo con le altre affermazioni che ricorrono nella Bibbia sui vantaggi della vera religione nell'assicurare benedizioni sia temporali che spirituali da Dio.

Così, in 1 Timoteo 4:8 , è detto: "La pietà è utile a tutte le cose, avendo la promessa della vita che è ora e di quella futura". Così, in Isaia 33:16 , è detto dell'uomo giusto: “Gli sarà dato il pane; le sue acque saranno sicure».

E così, in Salmi 37:25 , Davide registra il risultato della propria osservazione alla fine di una lunga vita: “Sono stato giovane, e ora sono vecchio; eppure non ho visto il giusto abbandonato, né la sua progenie mendicare il pane». Ma mentre queste affermazioni non dovrebbero essere interpretate come affermando assolutamente che nessun figlio di Dio avrà mai bisogno di cibo, o bevanda, o vestiti, o casa, o amici, tuttavia è generalmente vero che i bisogni dei giusti sono soddisfatti, spesso in modo inaspettato e da una fonte inaspettata.

È vero che virtù e religione conducono alla prosperità temporale; ed è quasi universalmente vero che gli internati delle case di carità e delle carceri non sono né i pii, né i figli dei pii. Queste case sono il rifugio, in gran parte, degli intemperanti, degli empi e dei dissoluti - o delle famiglie degli intemperanti, degli empi e dei dissoluti; e se tutte queste persone dovessero essere dimesse da quelle dimore, i nostri ospizi e le nostre prigioni diventerebbero presto senza inquilini.

Una comunità potrebbe più facilmente provvedere a tutti coloro che sono stati educati alle vie della religione, ma che sono ridotti in povertà dal fuoco, o dall'alluvione, o dalla cattiva salute; e lo farebbero molto volentieri. Niente può essere più vero del fatto che se un uomo volesse fare tutto ciò che potrebbe essere fatto nell'incertezza generale delle cose umane per assicurarsi la prosperità, sarebbe un vantaggio per lui essere un uomo virtuoso e religioso.

Dio non benedice o fa prosperare mai un peccatore in quanto tale, sebbene spesso lo faccia nonostante il fatto che sia un peccatore; ma egli fa e benedirà e farà prosperare un uomo giusto in quanto tale, e perché è giusto. Confronta le note in 1 Timoteo 4:8.

10 I giovani leoni mancano e soffrono la fame - Cioè, spesso lo fanno, rispetto agli amici di Dio. L'allusione è soprattutto ai “giovani” leoni che non sono in grado di uscire da soli in cerca di cibo. Forse l'idea è che dipendono dai leoni più anziani - i loro genitori - per la fornitura dei loro bisogni, come i pii dipendono da Dio; ma che il risultato mostra che la loro fiducia è spesso vana, mentre quella dei pii non lo è mai.

I vecchi leoni potrebbero non essere in grado di procurare cibo per i loro piccoli; Dio non è mai in grado di provvedere ai bisogni dei suoi figli. Se i loro bisogni sono comunque insoddisfatti, è per qualche altra ragione che perché Dio non è in grado di soddisfare le loro necessità. La parola "mancanza" qui - רושׁ rûsh - significa essere poveri; soffrire volere; essere bisognosi: Proverbi 14:20; Proverbi 18:23.

Ma quelli che cercano il Signore - Che Lo cercano come loro Amico; che cercano il Suo favore; che cercano da Lui ciò di cui hanno bisogno. “Cercare Dio” è una frase spesso usata per indicare la vera pietà. Significa che desideriamo conoscerlo; che desideriamo la sua amicizia; e che cerchiamo tutte le nostre benedizioni da Lui.

Non voglio niente di buono, niente di buono. Dio è in grado di provvedere ad ogni bisogno; e se qualcosa è trattenuto, è sempre certo che non è perché Dio non possa conferirlo, ma perché vede delle buone ragioni per cui non dovrebbe essere conferito. Il vero bene; ciò di cui abbiamo più bisogno; ciò che ci avvantaggerà di più - ci sarà concesso; e universalmente si può dire di tutti i figli di Dio che tutto in questo mondo e nell'altro sarà concesso che sia proprio per il loro bene. Spesso loro stessi non sono i migliori giudici di ciò che sarà per il loro bene; ma Dio è un giudice infallibile in questa materia, e certamente concederà ciò che è meglio per loro.

11 Venite, figlioli - Dalle persone in generale Salmi 34:8 - dai santi e dai pii Salmi 34:9 - il salmista ora si rivolge ai bambini - ai giovani - per poter dichiarare loro il risultato della propria esperienza, e insegna loro da quell'esperienza come possono trovare felicità e prosperità.

La parola originale qui resa "figli" significa propriamente "figli"; ma non c'è dubbio che il salmista intendesse rivolgersi ai giovani in generale. Non ci sono prove che abbia progettato in modo speciale ciò che viene detto qui per i suoi figli. Il consiglio sembra essere stato pensato per tutti i giovani. Non vedo alcun motivo per supporre, come fanno Rosenmuller, DeWette e il prof. Alexander, che la parola sia qui usata nel senso di “discepoli, studiosi, studenti.

” Che la parola possa avere un tale significato, non ci possono essere dubbi; ma è molto più conforme allo scopo del salmo considerare la parola usata nel suo senso abituale come denotante il giovane. È quindi un discorso molto interessante da un uomo di Dio anziano ed esperto a coloro che sono al mattino della vita, suggerendo loro il modo in cui possono rendere la vita prospera e felice.

Ascoltami - Presta attenzione a ciò che ho da dire, come frutto della mia esperienza e osservazione.

Ti insegnerò il timore del Signore - ti mostrerò cosa costituisce il vero timore del Signore, o qual è la natura della vera religione. Ti insegnerò come puoi tanto temere e servire Dio da godere del suo favore e ottenere lunghi giorni sulla terra.

12 Quale uomo è colui che desidera la vita? - Che desidera vivere a lungo. Tutte le persone amano naturalmente la vita; e tutti naturalmente desiderano vivere a lungo; e questo desiderio, essendo fondato nella nostra natura, non è sbagliato. La vita è, di per sé, un bene, una benedizione da desiderare; la morte è in se stessa un male, e una cosa da temere, e non c'è niente di male, in se stessa, in un tale terrore. Altrettanto appropriato è desiderare di non essere abbattuti nella prima infanzia; perché dove uno ha davanti a sé un'eternità per la quale prepararsi, sente indesiderabile di essere tagliato fuori all'inizio del suo cammino.

Il salmista, dunque, non pone questa domanda perché suppone che vi fosse chi non desiderava la vita, o non desiderava vedere molti giorni, ma per fissare l'attenzione sull'indagine e per preparare la mente alla risposta che doveva seguire. Ponendo così anche la domanda, ha implicitamente espresso l'opinione che è lecito desiderare la vita, e desiderare di vedere molti giorni.

E ama molti giorni - letteralmente, "giorni d'amore". Cioè chi ama tanto i giorni, considerati parte della vita, da desiderare che si prolunghino e si moltiplichino.

Che possa vedere il bene - Che possa godere della prosperità, o trovare la felicità. In altre parole, chi è colui che desidererebbe comprendere il modo per cui la vita può essere allungata fino alla vecchiaia e per cui può essere resa felice e prospera? Il salmista si propone di rispondere a questa domanda - come fa nei versetti seguenti, esponendo i risultati di quanto aveva sperimentato e osservato.

13 Trattieni la tua lingua dal male - Dal dire cose sbagliate. Esprimi sempre la verità, e solo la verità. Il significato è che questo è uno dei metodi per allungare la vita. Amare la verità; dire la verità; per evitare ogni falsità, calunnia e inganno, contribuirà a ciò, o sarà un mezzo che tenderà a prolungare la vita, e a renderla felice.

E le tue labbra dal parlare con inganno - L' inganno. Non "ingannare" gli altri con le tue parole. Non fare affermazioni non vere o promesse che non puoi e non manterrai. Non adulare gli altri; e non dare voce alla calunnia. Sii un uomo caratterizzato dall'amore per la verità: e lascia che tutte le tue parole trasmettano la verità, e solo la verità. Non si può dubitare che questa, come tutte le altre virtù, tenderebbe ad allungare la vita, a renderla prospera e pacifica.

Non c'è vizio che non tenda ad abbreviare la vita umana, come non c'è virtù che non tenda ad allungarla. Ma probabilmente l'idea specifica qui è che il modo per evitare l'ostilità di altre persone, e per assicurarsi il loro favore e la loro amicizia, è trattare con loro veramente, e quindi vivere in pace con loro. È anche vero che Dio benedirà una vita di virtù e rettitudine, e sebbene non vi sia alcuna certezza assoluta che qualcuno, per quanto virtuoso possa essere, non possa essere tagliato fuori nella prima infanzia, è anche vero che, altri a parità di condizioni, un uomo di verità e integrità avrà più probabilità di vivere a lungo - (poiché sarà più certo di trarre il massimo dalla vita) - di uno che è falso e corrotto.

14 Allontanati dal male - Da ogni male; dal vizio e dal delitto in ogni sua forma.

E fai del bene - Fai del bene a tutte le persone e in tutte le relazioni della vita.

Cerca la pace - Sforzati di vivere in pace con tutto il mondo. Confronta le note in Romani 12:18.

E perseguilo - Seguilo. Rendilo un oggetto del desiderio e sforzati costantemente di vivere in pace con tutti gli esseri umani. Non c'è dubbio che questo sia un consiglio appropriato per chi desidera allungare le sue giornate. Basta ricordare quanti vengono abbattuti indulgendo in uno spirito litigioso, litigioso e polemico - cercando vendetta - da litigi, duelli, guerre e lotte - per vedere la saggezza di questo consiglio.

15 Gli occhi del Signore sono sui giusti - Questo è un altro dei modi in cui il salmista dice che la vita sarà allungata, o che coloro che desiderano la vita possono trovarla. Il Signore sarà il protettore dei giusti; veglierà su di loro e li difenderà. Vedi le note a Giobbe 36:7.

E le sue orecchie sono aperte al loro grido - Cioè, quando sono in difficoltà e in pericolo. Li ascolterà e li libererà. Tutto ciò sembra affermarsi come frutto dell'esperienza dello stesso salmista; Aveva scoperto che gli occhi di Dio erano stati su di lui nei suoi pericoli, e che le sue orecchie erano state aperte quando lo aveva invocato Salmi 34:6; e ora, in base alla sua esperienza, assicura ad altri che il modo per assicurarsi la vita e trovare prosperità è seguire una condotta che assicuri il favore e la protezione di Dio.

Il pensiero generale è che la virtù e la religione - l'amore per la verità e l'amore per la pace - il favore e l'amicizia di Dio, tenderanno ad allungare la vita ea renderla prospera e felice. Tutte le affermazioni della Bibbia concorrono in questo, e tutta l'esperienza dell'uomo va a confermarlo.

16 Il volto del Signore - Questa frase è sinonimo di quella del versetto precedente: "Gli occhi del Signore". Il significato è che il giusto e l'empio sono uguali sotto l'occhio di Dio; l'uno per protezione, l'altro per punizione. Nessuno di loro può sfuggire alla Sua attenzione; ma in ogni momento, e in ogni circostanza, sono ugualmente visti da Lui.

È contro coloro che fanno il male - I malvagi; tutto ciò che fa male. Nel versetto precedente l'affermazione è che gli occhi del Signore sono sui giusti, cioè per la loro protezione; in questo caso, con un cambiamento della preposizione nell'originale, l'affermazione è che il Suo volto è "contro" coloro che fanno il male, cioè, li osserva per portare loro giudizio.

Per eliminare dalla terra il ricordo di loro - Per eliminare se stessi, - le loro famiglie - e ogni loro memoriale, in modo che siano del tutto dimenticati tra gli uomini. Confronta Salmi 109:13. Così, in Proverbi 10:7 , è detto: “La memoria dei giusti è benedetta; ma il nome degli empi marcirà». Qui sono implicite due cose:

(1) Che è "desiderabile" essere ricordati dopo la nostra morte. C'è in noi un principio radicato, di grande valore per la causa della virtù, che ci spinge a “desiderare” di essere tenuti in grato ricordo dall'umanità dopo la nostra morte; cioè, che ci spinge a fare qualcosa nella nostra vita, il cui ricordo il mondo non "lascerà morire volentieri". - Milton.

(2) L'altra idea è che c'è uno stato di cose sulla terra che tende a far scomparire il ricordo dei malvagi oa farli dimenticare. Non c'è nulla che induca gli uomini a desiderare di conservare il proprio ricordo, o di erigere loro monumenti. Si ricordano infatti persone di cattiva eminenza nel crimine; ma il mondo dimenticherà un uomo malvagio appena potrà. Questo è affermato qui come una ragione particolarmente rivolta al giovane Salmi 34:11 perché dovrebbero cercare Dio e seguire le vie della giustizia.

Il motivo è che gli uomini conserveranno "felicemente" il ricordo di coloro che sono buoni; di coloro che hanno fatto qualcosa di degno di essere ricordato, ma che una vita di peccato farà desiderare agli uomini di dimenticare al più presto tutti coloro che la praticano. Non è questo un motivo basso e vile da rivolgere ai giovani. Questo è un principio alto e onorevole che ci fa desiderare che i nostri nomi siano adorati da coloro che vivranno dopo di noi, ed è uno dei principi originali con cui Dio mantiene la virtù nel mondo - una di quelle disposizioni, quelle salvaguardie di virtù, dalla quale siamo spinti a fare il bene e ad astenerci da ciò che è sbagliato.

È molto pervertito, invero, a fini di ambizione, ma, di per sé, il desiderio di non essere dimenticati quando saremo morti contribuisce molto all'industria, all'impresa e alla benevolenza del mondo, ed è uno dei più efficaci mezzo per preservarci dal peccato.

17 I giusti gridano e il Signore ascolta - Cioè, uno dei vantaggi o benefici dell'essere giusti è il privilegio di gridare a Dio, o di invocare il suo nome, con la certezza che ci ascolterà e ci libererà. Nessuno ha mai ancora pienamente apprezzato il “privilegio” di poter invocare Dio; il privilegio della preghiera. Non c'è benedizione conferita all'uomo nel suo stato attuale superiore a questo; e nessuno può comprendere appieno la forza dell'argomento che ne derivava a favore del servizio di Dio.

Che mondo sarebbe questo - quanto triste, quanto impotente, quanto miserabile - se non ci fosse Dio al quale potrebbero venire i colpevoli, i sofferenti e gli afflitti; se Dio fosse un Essere che non ha mai ascoltato la preghiera; se fosse un Essere capriccioso che potrebbe o non potrebbe ascoltare la preghiera; se fosse un Essere governato da emozioni mutevoli, che ora ascolterebbe il giusto, e poi il malvagio, e poi nessuno dei due, e che dispensava i suoi favori in risposta alla preghiera secondo una regola non certa!

e li libera da tutti i loro guai -

(1) Spesso li libera dai guai in questa vita in risposta alla preghiera.

(2) li libererà letteralmente da tutti i problemi nella vita a venire.

La promessa non è infatti che saranno liberati da tutti i guai sulla terra, ma l'idea è che Dio è in grado di salvarli dai guai qui; che spesso lo fa in risposta alla preghiera; e che ci sarà, nel caso di ogni persona giusta, una liberazione sicura e completa da tutti i problemi in futuro. Confronta le note di Salmi 34:6 : vedi Salmi 34:19.

18 Il Signore è vicino a coloro che hanno il cuore spezzato - Margine, come in ebraico: "a chi ha il cuore spezzato". La frase "il Signore è vicino" significa che è pronto ad ascoltare e ad aiutare. Il linguaggio è, ovviamente, figurativo. Come Essere Onnipresente, Dio è ugualmente vicino a tutte le persone in ogni momento; ma il linguaggio si adatta alle nostre concezioni, poiché sentiamo che chi ci è vicino può aiutarci, o chi è lontano da noi non può darci aiuto.

Confronta le note di Salmi 22:11. La frase "quelli che hanno il cuore spezzato" ricorre spesso nella Bibbia. Si riferisce a una condizione in cui un peso "sembra" essere sul cuore, e quando il cuore "sembra" essere schiacciato dal peccato o dal dolore; ed è progettato per descrivere una coscienza di profonda colpa, o il tipo più pesante di afflizione e disturbo.

Confronta Salmi 51:17; Isaia 57:15; Isaia 61:1; Isaia 66:2.

E dice come essere di uno spirito contrito - Margine, come in ebraico: "contrito di spirito". La frase qui significa lo spirito come "schiacciato" o "distrutto"; cioè, come nell'altra frase, uno spirito che è oppresso dal peccato o dall'affanno. Il mondo abbonda di istanze di coloro che possono comprendere appieno questa lingua.

19 Molte sono le afflizioni dei giusti - Non si vuole affermare che le afflizioni dei giusti siano più numerose o più gravi delle afflizioni degli altri uomini, ma che sono soggette a molta sofferenza ea molte prove. La religione non li esenta dalla sofferenza, ma in essa li sostiene; non li libera da tutte le prove di questa vita, ma li sostiene nelle loro prove, che insegna loro a considerare come preparazione per la vita a venire.

Ci sono, infatti, dolori che sono speciali per i giusti, o che vengono su di loro in virtù della loro religione, come le prove della persecuzione; ma ci sono anche dolori che sono speciali per i malvagi, come gli effetti dell'intemperanza, della disonestà, del crimine. Questi ultimi sono di gran lunga più numerosi dei primi; così che è ancora vero che i malvagi soffrono più dei giusti in questa vita.

Ma il Signore lo Salmi 34:17tutti loro - Vedi le note in Salmi 34:17.

20 Conserva tutte le sue ossa - Cioè, preserva o custodisce i giusti.

Nessuno di loro è rotto - Forse c'è qui un'allusione diretta e immediata a ciò che il salmista stesso aveva sperimentato. Nei suoi pericoli Dio lo aveva preservato, così che era fuggito senza un osso rotto. Ma l'affermazione è più generale, ed è destinata a trasmettere una verità rispetto all'effetto consueto e proprio della religione, o a denotare il vantaggio, in riferimento alla sicurezza personale nei pericoli di questa vita, derivato dalla religione.

Il linguaggio è di carattere generale, come spesso accade nelle Scritture, e dovrebbe, in tutta onestà, essere interpretato in questo modo. Non può significare che le ossa di un uomo giusto non siano mai rotte, o che il fatto che un uomo abbia un osso rotto dimostri che non è giusto; ma significa che, come principio generale, la religione conduce alla salvezza, o che i giusti sono sotto la protezione di Dio.

Confronta Matteo 10:30. Nella giusta interpretazione della lingua non si può pretendere di più di questo.

21 Il male ucciderà il malvagio - Cioè, la sua condotta malvagia sarà la causa della sua distruzione. La sua rovina non è arbitraria, né il mero risultato di una nomina divina; è causata dal peccato, ed è la conseguenza regolare e naturale della colpa. Nella distruzione del peccatore non ci sarà cosa che non si spieghi supponendo che sia l'effetto regolare del peccato, o ciò che il peccato, per sua natura, è atto a produrre. L'uno misurerà l'altro; la colpa sarà la misura di tutto ciò che c'è nel castigo.

E coloro che odiano i giusti - Un altro termine per i malvagi, o un termine che designa il carattere dei malvagi in un aspetto o vista. È vero per tutti i malvagi che devono odiare i giusti nei loro cuori, o che sono così contrari al carattere dei giusti che è corretto designare questo sentimento come "odio".

Sarà desolato - Margine, "sarà colpevole". Il prof. Alexander e Hengstenberg rendono questo, come a margine, "saranno colpevoli". DeWette, "si pentirà". Rosenmuller, "saranno condannati". La parola originale - אשׁם 'Asham - mezzi correttamente per non riescono in dovere, di trasgredire, di essere colpevole. L'idea primaria, dice Gesenius (Lexicon), è quella della “negligenza”, specialmente nell'andare, o nell'andatura, come di un cammello che è lento o vacillante.

Allora la parola significa essere ritenuto o trattato come difettoso o colpevole; e poi, sopportare le conseguenze della colpa, o essere punito. Questa sembra essere l'idea qui. La parola è talvolta sinonimo di un'altra parola ebraica - ישׁם yâsham - che significa essere desolato; essere distrutto; da Ezechiele 6:6 : Ezechiele 6:6; Gioele 1:18; Salmi 5:10.

Ma qui si conserva senza dubbio il significato consueto della parola, che significa che, negli affari della Provvidenza, o nell'amministrazione del governo divino, tali uomini saranno ritenuti colpevoli, e saranno trattati di conseguenza; cioè, che saranno puniti.

22 Il Signore redime l'anima dei suoi servi - Il significato letterale di questo è che il Signore salva la vita dei suoi servi, o che li salva dalla morte. La parola “riscattare” nel suo senso primario significa lasciar andare o perdere; per “comprare” sciolto, o per riscattare; e quindi, riscattare con un prezzo, o salvare in qualsiasi modo. Qui l'idea non è quella di liberare o salvare con un "prezzo", o con un'offerta, ma di salvare dal pericolo e dalla morte mediante l'interposizione della potenza e della provvidenza di Dio.

La parola "anima" qui è usata per denotare l'intero uomo, e l'idea è che Dio "salverà" o "salverà" coloro che lo servono e gli obbediscono. Saranno preservati dalla distruzione. Non saranno ritenuti e considerati colpevoli, e non saranno trattati come se fossero malvagi. Poiché la parola "riscattare" è usata da Davide qui, significa che Dio salverà il suo popolo; senza specificare i “mezzi” con cui sarà fatto.

Poiché la parola "riscattare" è usata dai cristiani ora, impiegando le idee del Nuovo Testamento sull'argomento, significa che Dio redimerà il Suo popolo con quel grande sacrificio che è stato fatto per loro sulla croce.

E nessuno di quelli che confidano in lui sarà desolato - Sarà ritenuto e trattato come "colpevole". Vedi Salmi 34:21 , dove la stessa parola ricorre nell'originale. Non saranno ritenuti colpevoli; non saranno puniti. Questo è progettato per essere in contrasto con l'affermazione Salmi 34:21 ai malvagi in Salmi 34:21.

Il salmo, quindi, si chiude opportunamente con l'idea che coloro che confidano nel Signore saranno alla fine al sicuro; che Dio farà una distinzione tra loro e gli empi; che alla fine saranno salvati dalla morte e saranno considerati e trattati per sempre come amici di Dio.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Salmi 34

1 INTRODUZIONE AL SALMO 34

«[Salmo] di Davide, quando cambiò il suo comportamento davanti ad Abimelec; che lo cacciò, ed egli partì». L'autore di questo salmo è espresso per nome; e il tempo e l'occasione di esso sono chiaramente indicati: fu composto da Davide, "quando cambiò il suo comportamento davanti ad Abimelec"; non Ahimelec il sacerdote, a volte chiamato Abimelec, 1Cronache 18:16 ; dal quale Davide andò da solo a prendere il pane, fingendo di essere per un affare privato del re; in questo senso inclina la versione siriaca, rendendo le parole: "quando entrò nella casa del Signore, [e] diede le primizie ai sacerdoti". Ma questo Abimelec era re di Gat, lo stesso con Achis, 1Samuele 21:10 ; che avevano due nomi; o questo di Abimelec, come dovrebbe sembrare, era un nome comune a tutti i re dei Filistei; vedi Genesi 20:2; 26:8 ; come il Faraone lo fu per i re egiziani, e Cesare per gli imperatori romani: il nome significa un "re padre", o "re mio padre", o un "padre reale"; come re dovrebbero essere i padri della loro patria: prima di lui "Davide cambiò il suo comportamento", il suo gusto, il suo senso o la sua ragione: imitò un pazzo; si comportava come se fosse fuori di sé, rovistando sulle porte dei cancelli e lasciando cadere la saliva sulla barba; poiché essendo conosciuto e fatto conoscere dai servi del re, aveva grande paura di perdere la vita, di essere nelle mani di un nemico, e che poteva giustamente temere avrebbe vendicato la morte del loro campione Golia; per cui prese questo metodo per farsi disprezzare e trascurare da loro, e sfuggire dalle loro mani: e che riuscì; poiché Abimelec, o Akis, vedendolo comportarsi in quel modo, lo trattò con disprezzo, si dispiacque dei suoi servi per averlo condotto alla sua presenza e ordinò loro di portarlo via o di congedarlo; che qui è espresso da questa frase, "che lo ha cacciato via", con disprezzo e indignazione; "e partì" verso la grotta di Adullam, contento in cuor suo di essere scampato a tale pericolo: al che, sotto un senso di bontà divina e per ispirazione dello Spirito di Dio, compose il seguente salmo; vedi 1Samuele 21:10-15; 22:1

Versetto 1. Benedirò il Signore in ogni momento,

Cioè, attribuire a lui, dargli onore, lode e gloria, sia come Dio della natura che della provvidenza, per ogni misericordia temporale; e ciò ogni giorno, e in ogni momento della giornata; poiché questi si rinnovano ogni mattina e continuano tutto il giorno: e come il Dio della grazia, per tutte le benedizioni spirituali; e ciò continuamente, perché questi durano sempre; sono irreversibili, immutabili e senza pentimento; sì, i santi hanno motivo di benedire Dio in tempi di avversità e di prosperità, poiché per loro sarebbe potuto andare peggio di quanto non sia; hanno un miscuglio di misericordia in tutti, e tutte le cose cooperano al loro bene;

la sua lode [sarà] continuamente [stata] nella mia bocca; non la "lode" di cui Dio è l'autore, ma di cui è l'oggetto; che gli è dovuto, e gli è dato a motivo delle perfezioni della sua natura, e delle opere delle sue mani, e delle benedizioni della sua provvidenza e grazia; Questo, dice il Salmista, dovrebbe essere nella sua bocca: il suo significato è che non solo dovrebbe conservare nel suo cuore un senso grato dei favori divini, ma dovrebbe esprimerlo con le sue labbra; dovrebbe melodie nel suo cuore al Signore e cantare a voce alta la sua lode; e ciò "continuamente", finché visse, o ebbe alcun essere, Salmi 146:2

2 Versetto 2. L'anima mia la farà gloriare nel Signore,

Non negli uomini, né in alcun godimento esteriore, né in alcuna opera di giustizia, ma nel Signore; "nella Parola del Signore", come il Targum; nel Signore Gesù Cristo; nella sua sapienza, forza, ricchezza, giustizia, redenzione e salvezza; nell'interesse per lui e nella comunione con lui: e questo non è la lingua, ma il vanto dell'anima; e non appariscenti ed egoisti, ma solidi, spirituali e calorosi; e con tutti i poteri e le facoltà dell'anima; vedere 1Corinzi 1:29-31 ;

gli umili udranno; o della liberazione che il salmista ebbe dalle mani dei suoi nemici; o della sua benedizione e della lode al Signore per questo, e del suo vanto in lui come Dio della sua salvezza; o di entrambi: di questi umili, vedi Gill su " Salmi 10:12" ;

e rallegratevi; poiché costoro si rallegrano con coloro che si rallegrano e si rallegrano in cuor loro che gli altri partecipino alla bontà e alla grazia di Dio; e anche perché da tale esempio della potenza e della benignità divina sono incoraggiati a sperare che egli, a suo tempo, li libererà anche dalle loro afflizioni e angosce

3 Versetto 3. Oh, magnifica il Signore con me,

Il salmista invita gli umili, che sapeva si sarebbero rallegrati della bontà di Dio verso di lui, a unirsi a lui nell'attribuire grandezza al Signore, che è inteso magnificandolo; poiché non può essere reso grande dagli uomini, ma solo dichiarato quanto è grande, e ciò può essere fatto solo in modo imperfetto;

E gloriamo insieme il suo nome: proclamandolo Altissimo, menzionando le sue gloriose perfezioni e opere, affinché sia esaltato, lodandolo nelle più alte sfere, o avendo in bocca le sue alte lodi, e c'è più piacere e più gloria portati a Dio facendo questo in modo sociale, o da un certo numero di santi che si uniscono in tale servizio

4 Versetto 4. Ho cercato il Signore ed egli mi ha ascoltato,

Non che cercasse pubblicamente il Signore nella sua casa e nelle sue ordinanze, poiché ora era a Gath; ma privatamente con la preghiera e la supplica; e questo non vocalmente, ma mentalmente; poiché egli era in mezzo ai servi del re di Gat; ma con fervore, diligenza e con tutto il cuore, essendo in grande angoscia; quando era giusto cercare il Signore, e che gli mostrava di essere un uomo buono; e il Signore udì e rispose anche ai suoi gemiti silenziosi, che non potevano essere pronunciati;

e mi ha liberato da ogni mia paura; di essere afferrato da Akis, re di Gat, e di perdere la vita per aver ucciso Golia: e molti sono i timori del popolo di Dio, sia dall'interno che dall'esterno, a causa del peccato, di Satana e del mondo; ma il Signore li salva dalle mani di tutti i loro nemici, concede loro la sua presenza e mostra loro il loro interesse per lui, che disperde tutti i loro timori

5 Versetto 5. Essi lo guardarono e furono illuminati,

Cioè, "gli umili", Salmi 34:2 ; e quindi questa è una ragione per cui dovrebbero unirsi nel lodare e magnificare il Signore; questi "guardavano" a Dio nella preghiera e nella fede, quando si trovavano in circostanze angosciate e scomode, per aiuto e liberazione, e una provvista di ogni bene necessario; ed erano "illuminati"; così rende il Targum: "i loro volti furono illuminati"; come lo interpretano Jarchi e Aben Esdra, in opposizione a ciò che segue: devono essere stati illuminati prima di poter guardare, ma guardando al Signore si è guadagnata più luce: questo disegna principalmente la luce della gioia, della pace e del conforto, che si ha in un modo di credere: alcuni rendono la parola "e fluì", come fa un fiume, cioè al Signore, come in Geremia 31:12. Così Kimchi e Ben Melech spiegano la parola; e denota sia il numero di coloro che hanno guardato al Signore nella loro angoscia, sia la rapidità del loro movimento verso di lui, sia la loro serietà e fervore di mente; così la fede non è solo un guardare a Cristo, ma un andare verso di Lui;

e i loro volti non si vergognarono; avere ciò che pregavano e cercavano, e ciò che speravano e credevano di dover avere; vale a dire, liberazione e salvezza, e quindi pace e piacere

6 Versetto 6. Questo pover'uomo gridò:

Scegliendo una persona tra gli umili, che è stata notevolmente liberata; è il caso comune del popolo di Dio di essere povero e afflitto, e nelle sue afflizioni grida al Signore di essere sostenuto sotto di lui, e liberato da esso: o questo può essere inteso di Davide stesso, che era povero, non rispetto alle cose esteriori, ma nello spirito; fu molto afflitto, e specialmente molto angosciato quando si trovava alla corte di Achis; in quel momento gridò al Signore, come era sua abitudine, e ciò interiormente, come fece Mosè, Esodo 14:15. Alcuni pensano che Gesù Cristo sia inteso da questo povero, che era povero nei temporali, sebbene ricco, e Signore di tutti; e fu molto afflitto, sia nel corpo che nell'anima; e che, nei giorni della sua carne, offrì preghiere e suppliche, con forti pianti e lacrime, Ebrei 5:7 ;

e l'Eterno lo udì e lo salvò da tutte le sue angosce; così il Signore ha sempre ascoltato suo figlio Gesù Cristo, e specialmente nel giorno della salvezza, e lo ha liberato da tutte le sue tribolazioni, sia di corpo che di anima, quando lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria; e udì Davide, suo servo, come faceva spesso; in particolare quando era a Gath, e fece strada per la sua fuga da lì; e da dove giunse sano e salvo alla caverna di Adullam; e il Signore ascolta tutti i suoi poveri e afflitti, quando gridano a lui, e nella questione li salva da tutte le loro angosce, a motivo di un corpo di peccato e di morte, delle tentazioni di Satana e delle persecuzioni degli uomini

7 Versetto 7. L'angelo del Signore si accampa intorno a quelli che lo temono,

Con chi si può intendere l'Angelo increato, il Signore Gesù Cristo, l'Angelo della presenza di Dio e dell'alleanza, il Capitano della salvezza, il Capo e il Comandante del popolo; e la cui salvezza è come mura e baluardi intorno a loro; o come un esercito che li circonda O si può intendere un angelo creato, anche uno solo, che è sufficiente a proteggere una moltitudine di santi, poiché si potrebbe distruggere immediatamente un numero così grande di nemici, come in 2Re 19:35 ; o si può essere messi per qualcosa di più, poiché sono una moltitudine innumerevole che sta dalla parte del popolo del Signore, e alla quale è unita; e si può dire che questi si accampano intorno a loro, perché sono un esercito o un esercito; vedi Genesi 32:1,2; Luca 2:13 ; e sono i guardiani dei santi, che li difendono e li proteggono, oltre a servirli;

e li libera; dalle mani di tutti i loro nemici. Davide aveva una guardia, un esercito di queste intorno a sé, alla corte di Achis, che lo preservò dall'essere catturato e dal subire qualsiasi danno lì; e che lo ha portato via da lì in sicurezza: non c'è dubbio che qui egli parla la sua propria esperienza

8 Versetto 8. Gustate e vedete che il Signore è buono,

Egli è essenzialmente, infinitamente, perfettamente, immutabilmente e unicamente buono in se stesso; ed è comunicativamente e diffusivamente buono verso gli altri: è l'autore di ogni bene, ma non di alcun male, in senso morale; ciò riguarda principalmente la sua speciale grazia e bontà per mezzo di Cristo: tutte le Persone divine nella Divinità sono buone; il Padre è buono, ha buoni disegni verso il suo popolo, ha provveduto per loro cose buone, gli ha fatto buone promesse e gli fa doni buoni: il Figlio è buono; il buon Pastore che ha dato la vita per le pecore; Egli è la fonte di ogni grazia e bontà per le sue Chiese, e per i credenti particolari; egli ha compiuto per loro un'opera buona, l'opera della redenzione, e pronuncia una buona parola in loro favore nel cortile del cielo: lo Spirito è buono; egli opera cose buone nel cuore dei figli degli uomini e mostra loro cose buone; e le anime misericordiose, come il salmista qui invoca, sono capaci di gustare e discernere quanto il Signore sia buono in una certa misura; vedi Salmi 119:103; Cantici 2:3; 1Pietro 2:2,3. Mentre non sono rigenerati, il loro sapore è viziato e rimane immutato, e il peccato è ciò di cui si nutrono con piacere, e quindi detestano tutto ciò che è buono; ma nella conversione viene dato un nuovo assaggio, in modo da avere una conoscenza sperimentale salvifica della grazia e della bontà di Dio in Cristo, un'applicazione di essa a loro; e in modo tale da vivere su di esso, ed esserne nutrito; e sebbene questo non sia un assaggio superficiale delle cose, come quello degli ipocriti, né uno solo, che si ripetono frequentemente; eppure non è che un assaggio in confronto al godimento di esso nello stato celeste; e ogni gusto ora influenza e impegna la fiducia nel Signore, come segue;

Beato l'uomo che confida in lui; vedi Gill su "Salmi 2:12" ; il Targum lo rende "che confida nella sua parola"

9 Versetto 9. Temete il Signore, suoi santi,

Che sono santificati dal suo Spirito, e quindi sono apertamente e manifestamente suoi; questi sono esortati a temere il Signore con riverenza e timore di Dio; e c'è una grande ragione per cui dovrebbero temerlo, poiché egli è il Re dei santi, e il timore gli è dovuto da loro; e vedendo che hanno ricevuto da lui molti esempi di grazia e bontà, e quindi dovrebbero temerlo per amore della sua bontà; e inoltre essi, e loro soltanto, lo conoscono, e hanno in sé la grazia del timore, e quindi solo possono esercitarla su di lui;

poiché [non c'è] mancanza per quelli che lo temono; non negli spirituali, poiché tanta bontà è riservata a loro; il cuore di Dio è verso di loro, il suo segreto è con loro, il suo occhio è su di loro e il sole della giustizia sorge su di loro; e a loro sono date grazia e gloria; né nei temporali, poiché la pietà, o il timore di Dio, ha la promessa di questa vita, così come di quella futura

10 Versetto 10. I giovani leoni mancano e soffrono la fame,

Secondo Apollinare,

"i ricchi bisognosi, che la carestia preme";

vedi Giobbe 4:10,11 ;

ma quelli che cercano il Signore; con la preghiera, diligentemente, con tutto il cuore e nella sincerità dell'anima; il Targum è "colui che cerca la dottrina del Signore"; che cercano da lui di essere istruiti e ammaestrati da lui, questi

non mancheranno di alcun bene che Dio si è proposto di concedere loro, che ha promesso loro e provveduto per loro, né di nulla che sia per il loro bene

11 Versetto 11. Venite, figli,

Intendendo o i suoi figli, quelli della sua stessa famiglia, giudicando suo dovere istruirli e allevarli nel timore del Signore; o i suoi sudditi, con i quali era in relazione con un padre, come fa ogni re; o tutti i suoi ascoltatori, come coloro che assistevano ai profeti sono chiamati figli o figli dei profeti; o si possono designare giovani in comune, ai quali si deve insegnare presto il loro dovere verso Dio e verso gli uomini: a meno che non si intendano qui i figli di Dio in generale; o particolarmente i più piccoli tra loro, chiamati neonati e bambini, che sono piccoli ai loro occhi, sono modesti e umili; e che, avendo bisogno di istruzione, sono più ansiosi di riceverla; e la parola "venire" non designa tanto il movimento locale, un avvicinarsi all'udire, quanto la prontezza ad ascoltare, e una stretta attenzione della mente; come segue;

ascoltatemi; come a un padre, che dà buona dottrina e sani consigli; Proverbi 2:1,2; 4:1,2 ;

Io vi insegnerò il timore del Signore; di cui aveva parlato così spesso, e tante cose buone sono promesse a coloro che lo hanno, e anche nel contesto: questo il salmista non poteva dare, né può alcun uomo, solo insegnarlo, mostrare la sua natura, in che cosa giace, come si mostra, e quali sono gli effetti che produce: Questa è la prima lezione da insegnare e da imparare; perché è il principio della sapienza; include tutta la grazia e ogni dovere, e riguarda l'intero culto di Dio, e il modo in cui lo fa

12 Versetto 12. Chi è l'uomo che desidera la vita?

Ogni uomo desidera la vita, anche una vita naturale; è più desiderabile di tutte le cose in esso; specialmente una vita sana, senza la quale non si può godere comodamente delle benedizioni e delle misericordie della vita; e ancor più una vita di prosperità; la vita, con un'abbondanza di cose buone, e anche lunga: anche se può essere piuttosto che qui si intenda una vita spirituale, e una vita confortevole; una vita libera dai rimorsi di una coscienza colpevole, dalla paura dell'inferno, della dannazione e dell'ira; dalla schiavitù della legge e dal terrore della morte; una vita di fede in Cristo e di comunione con Lui; e una vita di sobrietà, rettitudine e santità; e forse è meglio di tutti comprenderlo della vita eterna, che è la vita in modo eminente ed enfatico; Ne consegue,

[e] ama [molti] giorni; cioè, quelli buoni; come sono interpretati in 1Pietro 3:10 ; non di questa vita, perché i giorni di essa sono cattivi, e specialmente quando si prolungano; i giorni della vecchiaia, Ecclesiaste 12:1 ; a meno che non si intendano i giorni del Figlio dell'uomo, i giorni in cui si gode della presenza di Dio nella Sua casa e nelle Sue ordinanze; sebbene piuttosto i buoni e molti giorni dell'eternità, anche lunghi giorni, nei secoli dei secoli, nei quali ci sarà pienezza di gioia, e piaceri che non cessano e non svaniscono mai;

affinché possa vedere il bene; C'è del buono da vedere e da godere in questa vita, che se i santi non credessero di dover vedere e godere, spesso svanirebbero; e questo bene sta nella partecipazione alle benedizioni della grazia, e nella comunione con il Padre, il Figlio e lo Spirito: ma il bene grande e duraturo da vedere e godere è nel mondo a venire, quando Dio sarà tutto in tutti, sarà visto come è, e i santi erediteranno tutte le cose

13 Versetto 13. Preserva la tua lingua dal male,

Questo, e ciò che segue in questo versetto e Salmi 34:14, indicano le cose in cui si manifesta il timore di Dio; e suggeriscono che coloro che lo possiedono, e che si riconosce da questi frutti, godranno dei giorni desiderabili e buoni prima menzionati. La lingua è uno strumento di molto male, un membro indisciplinato, e ha bisogno di moderazione; ed è dal male, e non dal bene, che deve essere conservato; dal male che parla di Dio, dalle maledizioni e dai giuramenti; dal male che parla degli uomini, li biasima e li insulta; dal parlare sporco, da tutte le parole oscene e impure, e da tutte le bugiarde; poiché dove si indulge a tali discorsi malvagi, il timore di Dio non può essere in quell'uomo;

e le tue labbra dal parlare con frode; parole ipocrite e ingannevoli, parlando con labbra lusinghiere e doppio cuore: alcuni dicono parole cattive nella conversazione comune, per cattiva abitudine e consuetudine; e alcuni dicono buone parole con un cattivo disegno; e in nessuno di loro c'è il timore di Dio davanti ai loro occhi, né nel loro cuore

14 Versetto 14. Allontanati dal male,

Ciò denota che il male è vicino agli uomini; si tiene vicino a loro, e dovrebbe essere rifiutato ed evitato: e riguarda ogni sorta di male; uomini malvagi e le loro cattive compagnie; le cose malvagie, le parole e le opere cattive, e ogni apparenza di male; e il timore del Signore si manifesta nell'odio per esso, e nell'allontanamento da esso, Proverbi 8:13; 16:6 ;

e fare del bene; non solo atti di beneficenza verso tutti in circostanze di necessità, ma ogni opera buona; qualunque cosa la parola di Dio diriga o suggerisca che si debba fare; e che dovrebbe essere fatto secondo i giusti principi di fede e di amore, e per i giusti fini, la gloria di Dio e il bene del suo interesse; e Cristo dovrebbe essere guardato e applicato per grazia e forza da adempiere; tutte queste sono prove del vero timore di Dio;

cercare la pace e perseguirla; nel mondo, e con tutti gli uomini, per quanto possibile; nei quartieri, nelle città e negli stati, e nelle chiese di Cristo, e con i santi, così come con Dio per mezzo di Cristo; e che in ogni senso deve essere perseguito con ardore e ricercato con diligenza; vedi Romani 12:18 14:19 Ebrei 12:14

15 Versetto 15. Gli occhi del Signore sono sui giusti,

Questi sono gli stessi di coloro che temono il Signore e fanno il bene; non che diventino giusti agli occhi di Dio, o siano giustificati davanti a lui, a causa del loro timore di lui e delle loro buone opere; ma questi sono i frutti e gli effetti della grazia, che mostrano che sono persone giuste; poiché è solo per la giustizia di Cristo che gli uomini sono giusti davanti a Dio: e su di essi sono gli occhi del Signore; non solo il suo occhio della Provvidenza, per vegliare su di loro, proteggerli e fornire loro cose buone, ma il suo occhio d'amore; con compiacimento e gioia li guarda, come rivestiti della giustizia di suo figlio; ed è con piacere che li guarda, che sono ben graditi ai suoi occhi; vedendo che per mezzo di esso la legge è magnificata e resa onorevole; né distoglie mai gli occhi da loro, Giobbe 36:7 ;

e i suoi orecchi [sono aperti] al loro grido; poiché, sebbene siano giusti, a volte sono nell'angoscia; le loro afflizioni sono molte; i giorni buoni che vedranno sono nell'aldilà; e in quei momenti gridano al Signore; che si deve intendere della preghiera, e della veemenza e del fervore di essa, quando hanno l'orecchio di Dio, ed egli si mostra un Dio che ascolta e risponde alla preghiera

16 Versetto 16. La faccia del Signore è contro quelli che fanno il male,

Non contro tutti quelli che peccano; perché i giusti non sono senza peccato; hanno in sé il peccato e senza di esso non fanno alcun bene; ma contro quelli che vivono nel peccato, la cui condotta di vita è una serie di malvagità, ed essi sono operatori di iniquità; e non avere alcun senso del peccato, né dolore per esso, andare avanti in esso senza vergogna o paura; contro di loro si trova il volto del Signore, egli manifesta il suo risentimento e suscita la sua ira. Perché il Signore è terribile essere contro un uomo; è una cosa spaventosa quella di riempire nelle sue mani come un Dio di vendetta; non c'è più posto davanti a lui quando è adirato una volta, ed è intollerabile avere la faccia di Dio contro un uomo, quando si tratta di distruggere, e

per cancellare il loro ricordo dalla terra; così che non si pensi più di loro, né si parli di loro, ma con disprezzo e rimprovero; un marchio eterno d'infamia era sui loro nomi; vedi Proverbi 10:7

17 Versetto 17. [I giusti] gridano,

La parola "giusto" non è nel testo originale, ma è giustamente fornita nella nostra versione, come nel Targum e da Jarchi; e così Kimchi e Ben Melech osservano, che queste parole non devono essere collegate con Salmi 34:16, ma con Salmi 34:15 ; e sono davvero un'amplificazione dell'ultima clausola di esso; e si intende il grido del giusto, al quale sono aperti gli orecchi del Signore; sebbene Aben Esdra pensi che queste parole debbano essere comprese di coloro che fanno il male, e del loro grido al Signore, quando si convertono dalle loro vie malvagie; ma il primo senso è il migliore;

e il Signore li ascolta e li libera da tutte le loro angosce; i loro problemi interiori, attraverso l'opera della corruzione nei loro cuori; attraverso gli attacchi violenti di Satana, i pensieri blasfemi che egli inietta in loro e le sue sollecitazioni a peccare; e attraverso le diserzioni divine e le loro difficoltà esteriori; attraverso le afflizioni del corpo, la perdita di beni e di amici, e i rimproveri e le persecuzioni degli uomini; da tutti questi il Signore prima o poi libera il suo popolo che grida a lui

18 Versetto 18. Il Signore è vicino a coloro che hanno il cuore spezzato,

Che sono oppressi e oppressi dalle afflizioni, dal dolore del cuore sotto il quale i loro spiriti sono spezzati, Proverbi 15:13 ; o con un senso di peccato, e tristezza per esso, per il quale il loro cuore li colpisce, e ne sono feriti, e spezzati da esso: a costoro il Signore è "vicino"; non solo in modo generale, come lo è per tutti gli uomini, essendo Dio onnipresente, ma in modo speciale; Egli viene e si manifesta a loro in modo misericordioso, versa l'olio e il vino del suo amore e lega i loro cuori spezzati; sì, viene e abita con loro: non passa loro accanto e non li trascura, tanto meno aggrava la breccia; non spezza le canne incrinati, ma ne sana le brecce;

e salva quelli che sono di spirito contrito; non in modo legale, ma evangelico; che sono umiliati sotto il senso del peccato e fusi nel vero pentimento, sotto la vista dell'amore e della grazia di Dio; e sono poveri e meschini ai loro stessi occhi: a loro il Signore ha rispetto; i sacrifici di uno spirito spezzato e contrito non sono da lui disprezzati, ma accettati mediante la fede in Cristo; e tale egli salva con una salvezza eterna in lui

19 Versetto 19. Molte sono le afflizioni dei giusti,

Questo può essere inteso per una particolare persona giusta, dal momento che qui si usa il numero singolare, mentre il plurale è sempre usato prima, quando si fa menzione dei giusti, e può essere designato il Signore Gesù Cristo, che è eminentemente ed enfaticamente "il giusto"; egli è giusto sia come Dio che come uomo, e come Mediatore, nell'adempimento di ogni ramo del suo ufficio; e molte furono le afflizioni che egli sopportò da parte degli uomini, dei demoni e di Dio stesso: molte furono le afflizioni del suo corpo, che egli portò quando fu schiaffeggiato, flagellato e crocifisso; e molte furono le afflizioni della sua anima, quando portò i peccati del suo popolo, sopportò l'ira di Dio per loro, e fu abbandonato da lui; sebbene nessuno di questi fosse per i suoi peccati, ma per i peccati degli altri; e da tutti loro il Signore lo liberò infine e lo pose alla sua destra; o questo può essere compreso da tutti i giusti; i quali, sebbene giustificati dal peccato e salvati dall'ira, hanno tuttavia molte afflizioni; che sono "mali" in se stessi, come si può rendere la parola , e sono molto fastidiosi e angoscianti; e questi sono grandi e gravi per qualità, e molti e abbondanti per quantità; sebbene non più di quanto dovrebbe essere la volontà di Dio, e non uno di troppo;

ma il Signore lo libera da tutti loro; come Cristo è stato, e tutto il suo popolo sarà; se non in questa vita, concedendo tregue e intervalli, come a volte fa; ma nell'aldilà, quando i giusti saranno completamente liberati da tutte le loro prove ed esercizi, in modo che non ritornino mai più su di loro. La parola tradotta "afflizioni", in quanto significa "mali", può essere tranquillamente interpretata come mali morali, così come come come come su mali di afflizioni: è la stessa parola che viene usata per il male morale in Salmi 34:21 ; e allora il senso è che molti sono i peccati commessi dalle persone giuste; poiché non c'è nessuno senza peccato, in molte cose tutti offendono; ma non periranno per causa loro, ma saranno liberati da esse; come, dal loro dominio per la potenza della grazia, e dalla loro colpa per il sangue di Cristo, e dalla condanna per loro per mezzo della sua giustizia; così in seguito dal loro stesso essere, e da ogni molestia e disturbo da parte loro

20 Versetto 20. Egli conserva tutte le sue ossa, nessuna di esse è spezzata. Questo è letteralmente vero per Cristo, nel quale il tipo dell'agnello pasquale ebbe il suo compimento, e anche questo passaggio; vedi Esodo 12:46; Giovanni 19:31-36 ; e sembra meglio essere d'accordo con lui che con qualsiasi dei suoi membri, poiché le ossa di molti di loro sono state rotte da un incidente o dall'altro; e specialmente molti dei martiri di Gesù hanno avuto tutte le ossa rotte sulla graticola o sulla ruota; pertanto, comprendere queste loro parole potrebbe tendere a creare disagio e sconforto nella mente di coloro che in qualsiasi modo hanno le ossa spezzate; come se non fossero persone giuste, non essendo questa promessa adempiuta in loro: e interpretare ciò del Signore che conserva le ossa del suo popolo nella tomba, e nella risurrezione le rimette insieme; Questo non è altro che ciò che sarà fatto agli empi; sembra quindi meglio comprendere tutto Cristo; e sembra che questo passaggio fosse in vista come adempiuto in Giovanni 19:36 ; poiché si fa riferimento a una Scrittura; ma se è interpretato dei giusti in generale, deve essere con una limitazione; come che le loro ossa sono tutte custodite dal Signore, e nessuno è spezzato senza la sua conoscenza e la sua volontà; e che non sono definitivamente spezzati, ma restaurati di nuovo perfetti e integri nella risurrezione, e così continueranno per tutta l'eternità: la frase, senza entrare nei particolari, può in generale designare la cura della Provvidenza sui giusti; con questo confronta Matteo 10:29,30

21 Versetto 21. Il male ucciderà i malvagi,

Significa che il male che hanno progettato contro i giusti tornerà e cadrà sulle loro teste, per la loro rovina; o il male dell'afflizione, che per loro è il male della punizione, sia qui che nell'aldilà, dal quale alla fine non avranno alcuna liberazione; sebbene i giusti abbiano dalle loro afflizioni, non essendo propriamente punizioni, ma castighi per il peccato, e sono solo per un tempo; oppure il male del peccato, che è causa della morte corporea ed eterna;

e quelli che odiano i giusti saranno desolati; o "sarà colpevole"; sarà trovato tale; o "sarà condannato" o "dannato", come lo rende il Targum. Tutti gli uomini malvagi odiano i giusti, Gesù Cristo il giusto e il suo popolo; e che, poiché sono giusti e non incorrono nello stesso eccesso di malvagità con loro, questi saranno accusati nel giorno del giudizio e saranno convinti di tutti i loro duri discorsi che hanno pronunciato contro Cristo e le sue membra; e sarà dichiarato colpevole, e sarà punito con la distruzione eterna

22 Versetto 22. Il Signore redime l'anima dei suoi servi,

Coloro che sono resi tali dalla sua grazia nel giorno della sua potenza, e sono disposti a servirlo, e a servirlo con la loro mente, prontamente e allegramente; e l'anima di questi, che è la parte più nobile di loro, e vale più di un mondo, la cui redenzione è preziosa, e richiede un grande prezzo, il Signore redime; non che i loro corpi siano trascurati e non redenti; ma questa è menzionata come la parte principale, e per il tutto; e questa redenzione è per opera del Signore, che solo è in grado di effettuarla, e che ha ottenuto attraverso il suo prezioso sangue; e qui sembra denotare l'applicazione di esso nei suoi effetti; cioè, il perdono dei peccati, la giustificazione e la santificazione, poiché rispetta qualcosa che si fa continuamente;

e nessuno di quelli che confidano in lui sarà desolato; o "essere colpevoli", o "condannati", o "dannati"; perché sono giustificati da tutti i peccati di cui si sono resi colpevoli, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù; e avendo creduto in lui, non saranno dannati, come Marco 16:16 ; e saranno lungi dall'essere desolati, soli e miserabili; staranno alla destra di Cristo, essere ricevuti nel suo regno e nella sua gloria, e stare con lui per sempre

Commentario del Pulpito:

Salmi 34

1 QUESTO è il terzo dei salmi alfabetici, e sembra avere una relazione speciale con il secondo di essi, il Salmo 25. Come quel salmo, omette il vau, e ha un secondo pe alla fine, che, inoltre, è fornito dalla stessa parola (podeh). Secondo il titolo, si tratta di un salmo di Davide, e scritto in particolare occasione del suo congedo da parte di Achis (Ahimelec), quando si era stoltamente finto pazzo in conseguenza di ciò che aveva sentito dire dai servi di Achis 1Samuele 21:10-15 Poiché non c'è nulla nel salmo che suggerisca in modo particolare questa occasione, l'affermazione nel titolo deve: sembrerebbe incarnare un'antica tradizione. Si tratta di una composizione di carattere misto, essendo in parte didascalica (Versetti. 11-22), in parte un salmo di ringraziamento (Versetti. 1-10). Metricamente, è stato diviso in quattro strofe (Kay), la prima e la seconda di cinque versetti ciascuna, la terza e la quarta ciascuna di sei versi. Ma non c'è una divisione corrispondente della questione

Benedirò il Signore in ogni momento; cioè anche nei momenti di avversità. Se ci si può fidare dell'affermazione del titolo, le fortune di Davide erano ora al punto più basso. Era fuggito dalla corte di Saul dopo aver scoperto che Saul era deciso a metterlo a morte 1Samuele 20:31 Aveva sperato di trovare un rifugio sicuro presso Akis, ma era rimasto deluso. Era sul punto di diventare un fuggiasco e un fuorilegge, un abitante delle tane e delle caverne della terra 1Samuele 22:1 Non aveva ancora un corpo di seguaci. Non possiamo non ammirare la sua pietà nel comporre, in un momento simile, un canto di ringraziamento a Dio. Salmi 92:1,2 145:1,2 146:1,2 Efesini 5:20 1Tessalonicesi 5:18 "Continuamente" deve essere inteso nel senso di "ogni giorno" o "molte volte ogni giorno", ma non deve essere preso del tutto alla lettera, altrimenti gli affari della vita sarebbero a un punto morto

Un dovere, un privilegio, uno scopo

" Benedirò", ecc. Un cristiano, oppresso da molte difficoltà, cercava sollievo nella preghiera. Ma anche la preghiera era difficile, all'improvviso gli vennero in mente queste parole: "Benedirò il Signore in ogni momento."Agisce sempre?" pensò; Allora ora". Cominciò a pensare alle ragioni per cui aveva benedetto Dio, e man mano che la bilancia con cui pesava le Sue misericordie diventava pesante, la bilancia con cui pesava le sue prove diventava leggera al confronto. La sua preghiera dolorosa si trasformò in ringraziamento; ed egli si alzò fortificato e confortato. Queste parole esprimono un dovere, un privilegio, uno scopo

I un dovere, un obbligo perpetuo. Le misericordie di Dio sono "nuove ogni mattina", Lamentazioni 3:23 anzi, ogni momento. Un esempio significativo può essere la verga di Mosè per far sgorgare il fiume della gratitudine, come, secondo il titolo, avvenne per questo salmo. Ma come l'orologio scandisce silenziosamente il tempo in ogni momento, e non solo quando batte l'ora, così il senso silenzioso della bontà di Dio non dovrebbe mai spegnersi dal cuore del cristiano, anche se ci sono momenti speciali in cui le sue labbra pronunciano lodi. Ogni respiro, ogni battito del cuore, è un nuovo dono di vita Atti 17:28 Salmi 107:1,8

II UN PRIVILEGIO, del tipo più nobile. Se è vero che ogni dovere porta con sé una ricompensa in un certo senso, questo è assolutamente vero qui

1. Dio accetta la nostra lode, come glorificandolo Salmi 50:23

2. La lode santifica i nostri godimenti; Deuteronomio 7:11,12 e porta il sole nelle nostre stagioni più buie Atti 16:25

3. È l'occupazione più nobile, quella in cui ci eleviamo più vicini al cielo. Non cercando, come nella preghiera, Dio e sforzandoci di rendergli qualcosa , apriamo il nostro cuore per ricevere le sue migliori benedizioni

II Uno SCOPO ponderato, saggio e santo. L'adempimento di questo dovere e l'esercizio di questo privilegio non devono essere lasciati a impulsi transitori o a rare occasioni. "Lo farò ... in ogni momento". Ci sono occasioni fisse in cui "la lode è piacevole" e ci sono stagioni soleggiate , in cui Dio mette "un canto nuovo " nella nostra bocca. Ma il testo indica la cultura abituale di uno spirito di gratitudine

CONCLUSIONE

1. Non dimenticare la misericordia di Dio. Esaminali

2. Metti contro di loro la tua indegnità

3. Che il cuore sia spesso sollevato in gratitudine, quando le labbra tacciono e le mani e gli occhi sono occupati con il mondo

"In ogni momento"; "Poiché la sua benignità dura in eterno".

OMULIE di c. clemance Versetti 1-22.- Le esperienze della vita si sono trasformate in molteplici usi

Non c'è alcuna ragione sufficiente per separare questo salmo dai dettagli della storia a cui si riferisce il suo titolo; ed è molto auspicabile che il suo autore abbia uniformemente rivolto la propria esperienza a un uso altrettanto saggio di quello che qui esorta gli altri. Ma la penna di Davide poteva essere d'oro, anche se a volte il suo spirito era di piombo; E possiamo studiare con grande profitto l'ideale di vita che Egli ci pone davanti, imparando dalla sua esperienza come possiamo realizzare quell'ideale, anche se, in un'epoca così scarsamente illuminata e corrotta come la sua, egli è caduto sotto di esso. Noi, che abbiamo molto più dei privilegi di Davide, dovremmo elevarci a un livello molto superiore a quello a cui egli è arrivato. Notiamo prima l'esperienza qui riportata, e poi vediamo quanto sono vari gli usi che se ne possono fare

ECCO UN COMMOVENTE RESOCONTO DELL'ESPERIENZA DELLA VITA. Sotto molti aspetti è una di quelle che migliaia e migliaia di persone di Dio possono aver attraversato, e possono passare ora. Se contiamo i punti dell'esperienza uno per uno, il predicatore può ampliare quelli che possono essere più appropriati a qualsiasi facilità o caso con cui può avere a che fare. Ecco qui:

1. Una prima linea di esperienza: l'uomo che vuole l'aiuto di Dio

(1) Guai. (versetto 6) Un termine generico, ma che spesso trasmette l'idea di ristrettezza, ristrettezza e perplessità. Ciò può derivare da debolezza fisica, problemi domestici, lutto personale o qualsiasi altra di quelle molteplici cause di ansia a cui siamo soggetti

(2) Paura. (versetto 4) La paura del futuro è spesso una preoccupazione più pesante dell'angoscia del presente. Quante volte sarebbe un grande sollievo se potessimo vedere l'imminente uscita delle cose! Ma questo non può essere. Da qui nascono i timori e siamo tentati di dire: "Un giorno perirò".

(3) Guardare in alto. (versetto 5) Possiamo, possiamo, guardare al di sopra della nostra debolezza e impotenza a Colui che è una "fortezza nel giorno dell'angoscia" Salmi 61:2 121:1 Nota: Fa parte dell'alta e santa educazione dei santi che l'afflizione insegna loro a guardare in alto; e così tutta la loro natura diventa elevata, poiché sentono e sanno di appartenere a un mondo più alto di questo

(4) Versetto 6 piangente; vedi Salmi 18:6 Nelle nostre ore più buie sappiamo a chi parliamo Salmi 62:1 Per quanto buia sia la notte e solitario il sentiero, il bambino non può fare a meno di gridare: "Padre!" anche quando non può vederlo

(5) Ricerca. (versetto 4) Questo è un prolungamento del grido. Indica l'atteggiamento dell'anima, continuamente rivolto verso il grande Amico e Soccorritore

(6) Tutto questo è in comune con gli altri. (versetto 5) "Guardavano", ecc. Non uno solo, ma milioni di persone, in ogni momento guardano con fiducia e speranza, lontano dalle preoccupazioni e dai dolori della vita, verso Colui che governa su tutto. Quindi non c'è bisogno di meravigliarsi di:

2. Una seconda linea di esperienza: Dio concede l'aiuto che viene implorato. Come ci sono sei tappe lungo la prima, così ci sono sei caratteristiche della seconda

(1) La preghiera viene ascoltata. (Versetti 4, 6) Ecco un grande campo da esplorare: le risposte divine alle preghiere. Per enumerarli sarebbero necessari volumi. Il santo può benissimo conservarli nella sua memoria per l'incoraggiamento di coloro che sono in difficoltà in seguito. Se solo "dassimo agli altri il sole" e "dicssimo a Gesù il resto", quanto sarebbero ricchi i segni di misericordia con cui dovremmo alzarci dalle nostre ginocchia!

(2) Il ministero angelico è concesso. (versetto 7) L'esistenza e il ministero degli angeli sono chiaramente rivelati nella Parola di Dio. Abramo; Giacobbe; Elia; Daniel Ebrei 1:14 Salmi 68:17 La frase "li libera" equivale a "li libera".

(3) Le forniture vengono inviate. (Versetti 9, 10) È una delle testimonianze più frequentemente date a coloro che visitano il popolo di Dio in difficoltà, che i rifornimenti vengono inviati a loro esattamente come li richiedono Salmi 37:25

(4) La liberazione è fatta scendere. (Versetti 4, 7) Dio, in difficoltà, fa e mostra "una via d'uscita". Il dardo è stato girato di lato proprio quando sembrava essere sul punto di colpire

(5) Il viso è stato illuminato. (versetto 5) Lo sguardo ansioso se ne va quando arriva l'aiuto; un cuore illuminato fa un volto illuminato

(6) Di conseguenza, è dimostrato che coloro che sperano in Dio non saranno svergognati. (versetto 5, Versione Riveduta) No! non può essere. Il patto della promessa di Dio è "ordinato in ogni cosa, e certo". Non da uno solo, ma da una grande moltitudine che nessuno può contare, giungerà la testimonianza. "Di tutto ciò che l'Eterno ha detto, non è venuta meno nulla". "Così dice l'Eterno: Non si vergogneranno quelli che sperano in me".

II QUESTE VARIE ESPERIENZE DI VITA SONO QUI RIVOLTE A MOLTEPLICI USI

1. Verso Dio. (Versetti 1, 2) Il salmista giura che, avendo una così molteplice prova di ciò che Dio è per lui, e della sua fedeltà a tutte le sue promesse, la sua vita sarà un canto perpetuo di lode, che si vanterà della bontà e della grazia di Dio, così che coloro che, come lui, sono stati negli abissi dell'afflizione, possa anche, come lui, essere generato in un luogo ricco. Nota: Le liberazioni ottenute in risposta alla preghiera dovrebbero essere seguite da una lode prolungata e grata

2. Verso i santi. Il salmista

(1) esorta i santi ad unirsi a lui in un canto di ringraziamento (Versetto 3)

(2) Ordina loro di provare da soli quanto è buono il Signore (Versetto 8), e vuole che conoscano la beatitudine di coloro che confidano in lui (Versetto 8)

(3) Egli ordina loro di obbedire lealmente al loro Dio: questo è ciò che si intende con la parola "paura" nel Versetto 9: non un timore di terrore o di servilismo, ma di leale e obbediente riverenza. Nota: Per quanto forte sia la pressione o grande sia il problema, non dobbiamo mai allontanarci dalla rigida linea dell'obbedienza a Dio

(4) Egli assicura loro che nessuna anima leale sarà mai abbandonata (Versetti. 9, 10). Dio farà in modo che i suoi fedeli abbiano tutte le provviste necessarie

3. Verso tutti coloro che hanno la vita davanti a loro. (Versetti 11, 12)

(1) Invita i giovani a venire ad ascoltarlo, poiché dal profondo della propria esperienza mostrerebbe loro il valore di una vita pia

(2) Egli pone una domanda, che può ben evocare una risposta in molti giovani aspiranti cuori (Versetto 12). Vedi l'uso che l'apostolo Pietro fa di questo passo 1Pietro 3:10-16

(3) Egli dà una risposta chiara e definita, indicando loro come governare le labbra e i piedi. Le labbra devono fuggire l'inganno e parlare di pace e di verità. I piedi servono per evitare il male e per cercare la giustizia

(4) Egli stabilisce per loro un certo numero di assiomi, che potrebbero essere la loro guida attraverso la vita

(a) Che il Signore ascolti e risponda alle preghiere (Versetti 15,17-20). L'esperienza dei fedeli ne dà una prova schiacciante

(b) Che andando avanti nella vita, troveranno i giudizi di Dio sparsi sulla terra, facendo una distinzione fra quelli che lo servono e quelli che non lo servono, premiando l'uno e condannando l'altro (Versetto 21, Revised Version)

(c) Che le liberazioni divine circonderanno i giusti (Versetto 22, Versione Riveduta). Le anime leali riceveranno sempre nuove prove della bontà del Signore e della benedizione di coloro che ripongono la loro fiducia in Lui! "Gli empi fuggono quando nessuno li insegue, ma i giusti sono audaci come un leone!"

Nota:

1. In mezzo a tutte le mutevoli correnti del pensiero e del sentimento umano, ci sono sempre, sempre, in tutte le epoche, climi e terreni, queste due grandi linee di fatto indiscutibile (Versetti. 15, 16), alle quali facciamo bene a prestare attenzione: che il Signore è dalla parte del bene, e che "la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male". Nessuna perplessità nei meandri della controversia metafisica o teologica dovrebbe mai nascondere o oscurare questi semplici fatti

2. Spetta ai giovani trarre profitto dall'esperienza dei vecchi; perché, sebbene non ci siano due esperienze esattamente uguali in tutti i dettagli, e sebbene ciascuna debba portare il proprio fardello, tuttavia le vite dei nostri padri, come ci sono state raccontate da loro, espongono chiaramente e distintamente alcuni grandi principi secondo i quali Dio li ha governati e guidati, principi che sono gli stessi in ogni epoca, e che non possiamo ignorare, se non a rischio imminente sia per la vita che è ora, sia per quella che deve venire

3. Ci conviene fare tesoro delle esperienze della vita, raccontarle e registrarle per l'uso e l'aiuto di coloro che devono ancora intraprendere il cammino della vita. Non sappiamo come i nostri giovani possano essere esposti nella vita. Vorremmo volentieri dare loro lo schermo costante di casa. Ma non può essere così. Devono andare nel mondo. Con lo Spirito di Dio nei loro cuori, sono al sicuro ovunque. Senza Dio, non sono al sicuro da nessuna parte. Non abbiamo bisogno di parlare con loro né di cercare di predicare loro la religione in modo odioso; ma possiamo, possiamo, dobbiamo, parlare loro del nostro Dio e Salvatore, dicendo loro come egli ci ha aiutato, e aiuterà tutti coloro che lo seguono; affinché anch'essi possano "gustare e vedere quanto è buono il Signore"!

OMULIE di W. FORSYTH Versetti 1-10.- Legami di grazia

I In questo inno abbiamo prima di tutto la LEGIO. La lode non è un impulso, o uno scoppio di entusiasmo che si spegne presto, ma è l'espressione del cuore e l'esercizio della vita. È bene avere tempi stabiliti per la lode, ma quando l'anima è in vera comunione con Dio troverà una ragione "continua" per lodarLo. La "lode" è per "tutti i tempi", perché Dio riempie "tutti i tempi". Il ringraziamento ha rispetto per i momenti speciali e per ciò che Dio ha fatto per noi, ma la lode, nel suo senso più alto, è suscitata dalla contemplazione di Dio, così come Egli è in se stesso: infinito, eterno e immutabile nel suo Essere, sapienza, potenza, santità, giustizia, bontà e verità. "Il segreto del Signore è presso quelli che lo temono", e se lo temiamo veramente impareremo il "segreto" di lodarlo "continuamente".

II Dalla lode il salmista procede alla CONFESSIONE. Non parla di sé. Quando lo fa non è per esaltare, ma per umiliare se stesso. "La vanteria è esclusa". Ma egli parla di Dio e proclama con gratitudine e gioia il suo Nome glorioso. Ogni volta che esaltiamo Dio, ci saranno sicuramente dei simpatizzanti. La confessione della nostra fede susciterà come confessioni da parte degli altri, e "gli umili saranno contenti". Quando Paolo si convertì, c'erano alcuni che erano "stupiti" e altri che erano "spaventati", ma quando seppero la verità, "che colui che nei tempi passati perseguitava le Chiese, ora predica la fede che un tempo aveva distrutto", allora, dice Paolo, "hanno glorificato Dio in me" Galati 1:23

III Il salmista avanza poi alla COMUNIONE. (versetto 3) "Non è bene che l'uomo sia solo". Questo vale per la religione. C'è qualcosa di stimolante e confortante nell'essere associati ad altri nell'adorazione. Ciò che noi abbiamo trovato vero, anche gli altri lo hanno trovato; ciò che noi abbiamo visto della gloria di Dio, anche gli altri lo hanno visto, e con una sola mente e un solo cuore possiamo gioire insieme. Non possiamo fare Dio più grande di lui con nulla di ciò che è, ma possiamo "magnificarlo" mentre facciamo conoscere più ampiamente la sua gloria; possiamo "esaltare il suo Nome" quando facciamo in modo che il suo carattere si elevi agli occhi degli uomini, e quando manifestiamo più pienamente la nostra devozione a lui come Oggetto Supremo della nostra fiducia e del nostro amore. Così non solo con il popolo di Dio sulla terra, ma "con angeli e arcangeli, e tutta la compagnia del cielo, lodiamo e magnifichiamo il glorioso Nome di Dio".

IV Infine, troviamo qui COMMEMORAZIONE GRATA DELLA LIBERAZIONE. Prima il salmista parla per se stesso (Versetto 4). Ma ciò che è vero per uno è vero per molti (Versetto 5). Ognuno di noi si metta al posto di "questo povero". Ricordate il pericolo e la preghiera. Rendete grazie per la graziosa liberazione. Ci possono essere stati momenti in cui anche noi ci siamo trovati in gravi difficoltà. Nella nostra perplessità e paura possiamo aver fatto ricorso ai nostri espedienti e aver macchiato la nostra anima con il peccato. Ma Dio è misericordioso. Non ci ha respinti. Quando abbiamo gridato a lui, egli ci ha perdonato la nostra iniquità e ci ha liberati da tutti i nostri timori. Le liberazioni di Dio recano gioia. Vediamo in loro il risplendere del suo amore. Noi ci siamo rivolti a lui con fede ed egli ha guardato a noi con misericordia. La sua risposta è stata rapida e benevola, come quando gli Israeliti feriti guardarono il serpente di bronzo e furono guariti; Numeri 21:9 come quando Gedeone guardò a Dio, e fu reso forte Giudici 6:13,14 Non c'è solo il grato riconoscimento delle liberazioni passate, ma il dolce senso di sicurezza per tutti i tempi a venire, sotto l'amorevole tutela di Dio (Versetto 27). Sia che qui prendiamo "l'angelo" come uno della schiera angelica, o come l'angelo di Geova, il grande Capo e Signore di tutto, il significato è lo stesso. La grande verità insegnata è la stessa che troviamo così spesso nel Nuovo Testamento, come negli Ebrei, dove è detto degli angeli: "Non sono forse tutti spiriti ministranti, mandati a servire per coloro che saranno eredi della salvezza?"; Ebrei 1 Giovanni 14 e nel Vangelo di Giovanni, dove troviamo il nostro Signore che dice, concedendo al suo popolo: Io do loro la vita eterna, ed essi non periranno mai, e nessuno li rapirà dalla mia mano". -W.F Giovanni 10:28

OMULIE di C. Short Versetti 1-10.- Liberazione e gratitudine

Occasione del salmo incerta. Celebra una grande liberazione che risveglia la lode e lo ispira a insegnare agli altri la fiducia e a scrivere il segreto di una vita prospera

HO CELEBRATO UNA GRANDE LIBERAZIONE. (Versetti 4-6) Salvezza

1. Era in grande difficoltà e pericolo. (Versetti 4-6) Che la natura del pericolo non è spiegata. Il peccato e il dolore sono la nostra più grande afflizione

2. Cercò sinceramente la liberazione. (Versetti 4-6) Non c'è salvezza se non per i ricercatori sinceri

3. Dio gli rispose e lo salvò. Il suo volto risplendeva della luce del volto di Dio. L'angelo di Dio fu lo strumento della sua liberazione. Cristo nostro Mediatore e Liberatore

II EGLI È PIENO DI GRATITUDINE. (Versetti 1-3)

1. La sua gratitudine doveva essere duratura. Non una cosa evanescente, come la nuvola mattutina e la rugiada mattutina, ma duratura

2. Chiama tutti gli afflitti (umili) a unirsi alla lode. (Versetti 2, 3) Perché possono sperimentare una liberazione simile. La salvezza di Dio è per il mondo intero

III EGLI INVITA GLI UOMINI A METTERE LA BONTÀ DI DIO ALLA PROVA DELL'ESPERIENZA. (Versetti 8-10)

1. Scopriranno quanto sono benedetti coloro che confidano in Dio

2. Tutti i loro veri e reali bisogni saranno soddisfatti. (Versetti 9, 10) - S

2 Salmi 44:8) ; e per il significato di "vantarsi nel Signore", vedi Geremia 9:24 - "Chi si glorifichi di questo, che comprende e mi conosce, che io sono il Signore che esegue la benignità, il giudizio e la giustizia sulla terra" Gli umili udranno ciò, e sii contento. Essi si aspettano la gioia per se stessi quando sentiranno parlare della mia allegrezza

3 Oh , magnifica il Signore con me, ed esaltiamo insieme il suo Nome. Non contento di lodare Dio nella sua persona, il salmista invita in generale Israele a lodare il Signore con lui. Poi procede ad assegnare le ragioni per cui Dio dovrebbe essere lodato (Versetti. 4-10)

4  Cercai il Signore ed egli mi ascoltò. "Cercare il Signore" non significa semplicemente confidare in Lui, ma volare a Lui e fargli le nostre richieste nelle nostre difficoltà. A quanto pare Davide parla di qualche occasione speciale in cui "cercò il Signore" e di qualche richiesta speciale che gli fece, ma non ci dice quale fosse l'occasione o la richiesta. Possiamo presumere che fosse in qualche modo collegato alla sua "fuga nella caverna Adullam" 1Samuele 22:1 E mi liberò da tutte le mie paure; letteralmente, disapprova tutte le cose che temevo comp. Isaia 66:4

5 Essi lo guardarono e furono illuminati; o, sono stati illuminati (Hengstenberg); cioè avevano i loro volti illuminati e rallegrati. E i loro volti non si vergognavano. Come sarebbero stati se Dio non avesse risposto al loro appello , comp. Salmi 25:2,3; 74:21

6 Questo pover'uomo gridò, e il Signore lo esaudì, e lo salvò da tutte le sue angosce. Quasi una ripetizione del Versetto 4, ma in terza persona invece che in prima. Il "povero" inteso è Davide stesso, non un povero ideale. Altrimenti il dimostrativo "this" (hz) non sarebbe stato impiegato

7 L'angelo del Signore circonda quelli che lo temono e li libera. Secondo alcuni commentatori (Rosenmüller, "Quattro amici" e altri), l'espressione "angelo del Signore" è qui usata come collettivo, e significa gli angeli in generale. Con questo concorda senz'altro l'affermazione che l'angelo "si accampa intorno a quelli che lo temono"; e l'illustrazione di 2Re 6:14-18 è quindi esattamente appropriata. Altri invece negano che "l'angelo del Signore" abbia mai un senso collettivo, e pensano che si debba necessariamente intendere una sola personalità, che considerano identica al "capo dell'esercito del Signore", apparso a Giosuè, Giosuè 5:14.15 e "l'angelo della presenza del Signore" di cui parla Isaia; Isaia 63:9 così Kay, Hengstenberg, il vescovo Horsley, il professor Alexander e il 'Commentario dell'oratore'. Quando vengono pressati a dire come questo angelo possa "accamparsi" intorno a un certo numero di persone, rispondono che, naturalmente, ha con sé i suoi subordinati, un "esercito punteggiato", che "fa la guardia in squadroni luminosi"; e che si dice che faccia ciò che fanno, il che è senza dubbio del tutto conforme ai modi ordinari di parlare. Così, però, le due esposizioni diventano quasi identiche, poiché, secondo entrambe, è la schiera angelica che "si accampa intorno" ai fedeli

8 Gustate e vedete che il Signore è buono; cioè mettere la questione alla prova dell'esperienza comp. 1Pietro 2:3 Non c'è altro modo per sapere veramente quanto Dio sia buono. Beato l'uomo che confida in lui , comp. Salmi 2:12; 84:12; Proverbi 16:20; Isaia 30:18; Geremia 17:7 La fiducia in Dio è un sentimento che è benedetto in se stesso. Dio riversa anche benedizioni su coloro che confidano in lui

La prova dell'esperienza

"Oh, assaggia e vedi" La gloria della nostra epoca è la sua scienza sperimentale. Il metodo degli antichi filosofi, contro il quale Lord Bacon scrisse, era quello di assumere certi principi come veri, e di ragionare fino ai fatti. Il nuovo metodo, a cui si devono tutte le vittorie della scienza moderna, è quello di ragionare a ritroso dai fatti ai principi; prima osservando attentamente, poi testando le tue conclusioni; Prima imparando per esperienza, poi verificando per esperienza. Questo metodo, che nella scienza umana ha solo tre secoli, è il metodo della Bibbia fin dall'inizio. Dio ha guidato la sua Chiesa passo dopo passo; ammaestrarono i suoi figli mediante l'esperienza Galati 3:23-26 Le lezioni della Bibbia sono la voce dell'esperienza. Lo scopo dei Vangeli, come di tutta la Bibbia, non è semplicemente quello di trasmettere istruzioni, ma di creare un'esperienza soprannaturale. E il suo invito a ciascuno di noi è quello di mettere alla prova la verità divina e di fare nostra questa esperienza. "Oh, assaggia e vedi", ecc.!

(1) La bontà di Dio può essere veramente conosciuta solo attraverso l'esperienza personale

(2) Se c'è una verità di cui l'esperienza porta una testimonianza convincente, è questa: "che il Signore è buono".

(3) Questa esperienza è alla portata di tutti coloro ai quali viene predicato il vangelo

IO, SE VUOI VEDERE, DEVI ASSAGGIARE; E SE ASSAGGIATE, VEDRETE. La certezza c'è, e questa è la strada per arrivarci. Il "gusto" è l'immagine più espressiva per l'esperienza personale. È personale. I gusti sono diversi. Ciò che per uno è delizioso, per un altro è insipido, per un terzo nauseante. Per gustare pienamente, non devi toccare leggermente con la lingua, ma mangiare o bere, ricevendone la sostanza. Quindi, nel linguaggio delle Scritture, gustare la morte significa morire. Gustare la bontà di Dio significa riceverla e goderne in un'esperienza sincera Romani 5:5 Per esempio:

1. La bontà di Dio nel perdonare il peccato può essere conosciuta solo dal peccatore perdonato, dal pentimento e dalla fede effettivi. Illustrazione: Matteo 9:2-7

2. La bontà di Dio nel rispondere alla preghiera può essere conosciuta solo da coloro che pregano (Versetto 6). Illustrazione: Figlio disobbediente, spendaccione, fuggiasco, che scrive in preda a un paese straniero a suo padre. Sotto il mare, sopra le colline e le pianure, il filo porta il rapido messaggio: "Torna a casa. Soldi inviati. Tutto perdonato". Quel figlio conosce il cuore di suo padre come non l'ha mai conosciuto prima

3. La bontà di Dio, rivelata e custodita nella Bibbia, può essere conosciuta solo con un lungo studio e una ricerca diligente Salmi 119:97,103 Salmi 119:72 sarebbe insignificante nel mese di un buon numero di cristiani. Sono in buoni rapporti con la loro Bibbia; sappiatela come conoscete una persona che incontrate ogni giorno per strada e che visitate per qualche minuto di tanto in tanto. Trascorri una giornata con lui a casa sua o nella tua, parlando dei tuoi problemi, e imparerai ciò che vent'anni di visite mattutine non ti insegneranno mai

L'ESPERIENZA NON HA LEZIONE PIÙ SICURA DI QUESTA: "IL SIGNORE È BUONO". La Bibbia è il nostro grande deposito di esperienza, Salmi 116:1; 2Timoteo 1:12 L'esperienza cristiana in tutte le epoche continua e conferma questa testimonianza, il più notevole corpo di testimonianze pratiche che si ricordino ('Basis of Faith', pp. 358-360). La nostra mancanza di esperienza non costituisce un motivo per mettere in discussione la realtà di questa esperienza, o dubitare della verità di cui essa è testimone. La verità è verità, creduta o meno. La terra girava prima che Copernico nascesse; e lo farebbe ancora, se tutti gli uomini ricadessero nell'antica superstizione che è inamovibile. Il mondo sarebbe stato pieno della bontà di Dio, anche se tutti fossero idolatri o atei (At 14:17) Ma l'esperienza personale genera una certezza invincibile Giovanni 9:25

III SE QUESTA ESPERIENZA NON È LA TUA, DOVREBBE ESSERLO; PUÒ DARE. Dio lo offre. Queste parole sono un invito, un mandato. Guardatevi dal trasformarli in un rimprovero, in una condanna Giovanni 5:40 Lamentazioni 4:2 Luca 19:42 Siete voi giovani, felici, prosperi? Grazie a Dio per la sua bontà. Ma egli ha doni migliori, che dureranno quando questi verranno meno Matteo 6:19 Siete voi poveri, senza amici, tristi? Isaia 55:1 Matteo 11:28 Vi siete forse perduti, inermi di fronte alla tentazione, oppressi dal peccato? Oh, assaggia e guarda la bontà che Dio aspetta di riversare su di te! Apocalisse 20:1-7 Romani 10:11-13

Versetti 8-10.- Dimostrare ciò che è buono

Ci sono due cose in questa esortazione

UN INVITO A METTERE ALLA PROVA LA RELIGIONE. Lo spirito della religione è: "Il Signore è buono". Ma come possiamo saperlo? Non ascoltando, o indagando, o credendo alla parola degli altri, ma mettendo alla prova noi stessi. Ciò è conforme alla ragione e all'esperienza pratica. L'esperienza si trova nell'esperimento. Le conoscenze così acquisite possono essere messe in pratica in modo sicuro. Cantici è nella vita umana. È l'amico che abbiamo trovato, gentile e disponibile nel momento del bisogno di cui ci fidiamo. Cantici è anche nella religione. "Assaggiate e vedrete": questo è l'ordine stabilito. Se agiamo in questo modo, il risultato sarà sicuro e aggiungeremo con gioia la nostra testimonianza a quella degli altri: "Il Signore è buono, beato l'uomo che confida in lui". Questa chiamata, "Gustate e vedete", è la chiamata di Cristo nel vangelo. Chi lo ascolta deve fare una scelta. Devono ascoltare o rifiutare. Ma considerando chi è che dà la chiamata, e i molteplici e potenti argomenti con cui viene applicata, sicuramente sarebbe saggio e ragionevole prendere Cristo in parola, e fare un onesto processo della sua religione. "Se uno vuole fare la sua volontà, conoscerà dall'insegnamento se è da Dio" Giovanni 7:17 - Revised Version Provate la parola, provate la preghiera, provate la vita cristiana, provate se c'è da fidarsi di Cristo; non prima di aver fatto questo potete dire se Dio è buono o no

II UN INCARICO DI VIVERE ALL'ALTEZZA DEL PIÙ ALTO STANDARD DI RELIGIONE. "Oh, temete il Signore, suoi santi". Questo è dovuto a Dio. Non siamo noi stessi, per vivere come ci piace. Noi apparteniamo a Dio e siamo tenuti a vivere secondo la sua Legge. Dio ci dice: "Voi siete i miei testimoni". Questo è necessario per il nostro vero benessere. Il nome stesso "santi" implica che siamo stati separati dal mondo, che siamo stati chiamati alla santità. Ma la santità e la felicità sono indissolubili. Più "temiamo Dio", più avanzeremo in santità, e più avanzeremo in santità, più godremo della vera felicità. Ci sarà "bisogno" per noi, ma saremo contenti di sapere che Dio è con noi, e che non ci negherà nessuna "cosa buona" Salmi 84:11; Ebrei 4:16 Questo è il modo migliore per raccomandare la religione agli altri. Influenziamo gli altri più con l'esempio che con il precetto. Quanto più perfettamente viviamo e agiamo come santi di Dio, osservando la verità e facendo sempre il bene, servendo gli altri con amore, seguendo la pace e la santità, in una parola, più perfettamente viviamo e agiamo nello spirito di Cristo, tanto maggiore sarà la nostra influenza benefica nel mondo. Ciò che abbiamo provato e trovato buono, possiamo onestamente lodarlo. Ciò che abbiamo dimostrato, e stiamo continuamente dimostrando nel suo effetto benefico sul nostro carattere e sulla nostra vita, di essere del più alto valore e virtù, deve avere un potente diritto alla fede di tutti gli uomini ragionevoli e rettamente pensanti. Diciamo di un cristiano: "Se c'è un santo sulla terra, quello è uno di loro", e la prossima cosa sarà: "Se Gesù ha potuto creare un tale personaggio, non è costui il Cristo?" -W.F

9  Temete il Signore, suoi santi. Il timore di Dio, un timore riverente e pio, accompagnerà sempre la fiducia in Dio, come Dio approva. I santi di Dio lo amano e lo temono comp. Salmi 31:23 Non c'è bisogno di coloro che lo temono, poiché Dio provvede a tutti i loro bisogni

Il timore di Dio

"Temete il Signore, suoi santi, perché non c'è nulla per quelli che lo temono". Il timore di Dio descriveva l'intera religione pratica. Ci sono vari tipi e gradi di paura causati dalla nostra relazione con Dio, combinati in varie proporzioni con altri sentimenti, il legame è il grande e il potente, e noi siamo i deboli; e noi siamo naturalmente ignoranti della sua natura; e finché non sappiamo se è un essere maligno o benevolo, naturalmente lo temiamo. La paura che lo terrorizza è il primo sentimento che gli affiora. Quando siamo usciti e abbiamo superato la sensazione di terrore, possiamo ancora essere sopraffatti dallo stupore. Sentiamo che Dio è più grande della nostra più alta e perfetta conoscenza della sua natura; la sua vastità ci supera e ci prostra. Giacobbe; Giobbe; Davide. Ma la causa più strana della paura è il senso di trasgressione e la paura della punizione. Temiamo il giudizio di Dio sulle vite e sulle azioni. Deve conoscere le realtà che si celano sotto ogni apparenza: il bene e il male. Possiamo ben temere quando pensiamo alla sua conoscenza di noi. Le rivelazioni della natura impersonale di Dio ci allarmano. Sono tutto amore e nessun sentimento. L'uragano e la tempesta sono spietati. Le rivelazioni della sua natura personale nell'uomo e in Cristo sono piene di compassione. Dio in Cristo è il Medico; Ma non possiamo fare a meno di temere ciò che Egli potrebbe dover fare su di noi per la nostra guarigione, prima che possiamo essere guariti. Ma dobbiamo credere e sapere che, come un buon medico, non infligge mai altro che il dolore necessario, e quanto gli costa l'inflizione in termini di simpatia per noi. La nostra teologia insegna spesso che ci sono ragioni per la paura servile; che il nostro rapporto con Dio è quello di un cortigiano con un despota orientale, o quello di un ebreo debitore con un creditore ebreo, che non ha generosità, ma esige l'ultimo centesimo, o quello di un criminale con un giudice che cerca di complicarsi con la legge facendo soffrire una persona innocente per i suoi crimini invece che per se stesso, o che pensa Dio, nella sua provvidenziale disciplina, un Essere crudele, che lo chiama a soffrire la perdita dei suoi figli, come ha invitato Abramo a sacrificare Isacco, per mettere alla prova la sua fede. Ma la fede scaccia i terrori della paura, non li ispira, e non ha bisogno di esperimenti così crudeli per la nostra disciplina. Poi c'è la paura ispirata dalla fede e dall'amore, ma che non ha tormento. Un uomo che ha davanti a sé una grande impresa, che richiede l'abilità e l'energia delle sue funzioni più elevate, trema naturalmente per timore di fallire, come un pittore che sta al suo compito, ma il suo cuore trema per i grandi impulsi della sua concezione. Ha paura nella misura in cui vede la perfezione della cosa che sta cercando di incarnare. Turner che osserva la tempesta, per sapere come dipingerla. Cantici c'è un alto e nobile timore dell'aspirazione a non realizzare il proposito divino dell'amore nella nostra vita. La paura che si prova nei confronti di una buona madre, che sacrificherebbe la sua vita per il suo bambino. "Com'è terribile la bontà!" -S

10 I giovani leoni mancano e soffrono la fame. Alcuni suppongono che i "giovani leoni" qui rappresentino i superbi e i violenti, come in Giobbe 4:10. Ma è più semplice prendere alla lettera il presente passaggio. Nella creazione animale di Dio anche il più forte soffre, ha bisogno per un certo tempo, e non ha rimedio; le sue creature umane non devono mai essere nel bisogno, poiché coloro che cercano il Signore non vorranno alcun bene. Hanno la possibilità di "cercare il Signore" in qualsiasi momento

11 Versetti 11-22.-Qui inizia la seconda parte, didascalica, del salmo. Lo scrittore assume il ruolo dell'insegnante e, rivolgendosi ai suoi lettori come "figli", si impegna a "insegnare loro il timore del Signore" (ver, 11), o, in altre parole, a indicare loro in che cosa consiste la vera religione. Lo fa in due notevoli versetti (Versetti. 13, 14); dopo di che procede, nel resto del salmo, a dare ragioni che possono inclinarli alla pratica di esso (Versetti. 15-22). Le ragioni si risolvono in due motivi principali: il tenero amore e la cura di Dio per i giusti (Versetti 15, 17, 20, 22), e la sua ostilità e la sua punizione per i malvagi (Versetti 16, 21)

Venite, figli, ascoltatemi, comp. Proverbi 4:1, 8:32, 1Giovanni 2:1,18, 3:18, 4:4 - ecc. Io vi insegnerò il timore del Signore; cioè vi insegnerò la natura della vera religione. Si noti l'assenza da ciò che segue di qualsiasi requisito meramente legale, e la semplice insistenza sulla retta condotta morale (Versetti. 13, 14)

Versetti 11-22.- Il segreto e le benedizioni di una vita felice

"In questa seconda parte il salmista si rivolge ai credenti, si rivolge a loro e dice che è suo disegno insegnare loro l'arte di condurre una vita felice e tranquilla, e di essere al sicuro contro i nemici".

IL SEGRETO DI UNA VITA FELICE E SERENA

1. Il timore di Dio. (Versetti 11, 15, 18) La paura infantile, compatibile con la fiducia e l'amore

2. Il governo della lingua. (versetto 13) Cosa dice su questo nel Nuovo Testamento Pietro e Giacomo

3. Rettitudine della vita. (versetto 14) Nel suo allontanarsi dal male, l'aspetto negativo, e nel fare il bene, il bene

4. Cercare strenuamente la pace. (versetto 14) Cercate la pace e perseguitela". Fate attenzione a non causare disaccordo, ma a promuovere la buona volontà e l'armonia

II LE BENEDIZIONI CHE ACCOMPAGNANO E SEGUONO UNA TALE VITA

1. La preghiera dei giusti viene ascoltata. (Versetti 15-18) Contrasto alla condanna dei malfattori (Versetto 16)

2. Liberazione da tutti i pericoli. (Versetti 17-19) Le tribolazioni, i pericoli sono chiamati e le sofferenze

3. La presenza e la comunione di Dio con il suo popolo. Questo implica o è espresso in quasi tutti i versetti

4. La protezione della loro vita e della loro persona. (Versetti 20, 22) Contrapponete ancora alla sorte degli empi (Versetto 21). Le parole del ventesimo versetto si sono adempiute alla crocifissione di nostro Signore.

12 Chi è l'uomo che desidera la vita? Come la maggior parte dei moralisti, Davide inizia chiedendo agli uomini: desiderano la felicità? Se è così, e presume che sia così (comp. Arist., 'Eth. Nic.,' I 1-7), allora indicherà loro la via per raggiungerla. E ama molti giorni, per vedere il bene? La semplice vita, la semplice lunghezza dei giorni, non basterebbe agli uomini, non sarebbe oggetto di desiderio, a meno che non si supponga che i giorni portino loro "del bene", in altre parole, che siano giorni felici

"Lunga vita."

Possiamo imparare qui:

IO CHE IL DESIDERIO DI UNA LUNGA VITA È NATURALE PER L'UOMO. Ci possono essere momenti in cui, sotto la pressione della prova e della stanchezza, siamo pronti a dire, con Giobbe: "Non vivrei per sempre". Ma questa è una sensazione temporanea. Il nostro desiderio naturale è quello di vivere, e di vivere a lungo. Questo desiderio è stato impiantato da Dio e opera in molti modi per il bene

II QUELLA LUNGA VITA, QUANDO TRASCORSA AL SERVIZIO DI DIO, È UNA GRANDE BENEDIZIONE. Dovremmo desiderare la vita, non per paura della morte, né per il dolore di separarci da cari amici, ma "per vedere il bene", e per poter fare più lavoro per Dio. Il mondo attuale, per quanto ne sappiamo, è l'unico in cui possiamo servire Dio vincendo il male, con la pazienza nella prova e convertendo i peccatori. Inoltre, più a lungo viviamo, più bene possiamo fare agli altri e più possiamo glorificare Dio. Glorificare Dio con il servizio della nostra gioventù è buono; glorificarlo con il servizio della giovinezza e della virilità è meglio; ma glorificarlo con il servizio fedele dal principio alla fine, in tutte le fasi della vita, è il migliore di tutti Proverbi 16:21 Filippesi 1:23-26 2Timoteo 4:6-8 Quanto è diverso con gli empi! La vita prolungata è per loro una maledizione invece che una benedizione. Più tempo c'è, più peccato; più peccato, più male; finché alla fine si possa dire: "Se morisse presto!" o, come di Giuda: "Sarebbe stato bene per quell'uomo se non fosse nato" Matteo 26:24

III CHE LA LUNGA VITA PUÒ ESSERE MEGLIO ASSICURATA DALL'ATTENZIONE ALLE LEGGI DELLA GIUSTIZIA. C'è un'intima connessione tra il corpo e l'anima. Possiamo ignorare le leggi della salute per quanto riguarda il corpo, e allora dobbiamo soffrire. La cura del corpo è necessaria, al suo posto, quanto la cura dell'anima. La tendenza del vizio è senza dubbio quella di accorciare la vita. Quante volte accade che i giovani, naturalmente in possesso di buone costituzioni, provochino debolezza e malattia con una vita dissoluta! D'altra parte, la pratica dell'abnegazione e della virtù è favorevole alla longevità. "Il timore dell'Eterno prolunga i giorni, ma gli anni degli empi saranno abbreviati" Proverbi 10:2-7 La domanda del salmista incontra una risposta nei nostri cuori: "Chi è l'uomo che desidera la vita. e il suo consiglio saggio e paterno dovrebbe trovare un'eco nella nostra vita: "Allontanatevi dal male e fate il bene; cercate la pace e perseguitela". Le leggi della salute sono ampiamente studiate ai nostri giorni. Abbiamo leggi del Parlamento sulla "salute pubblica" e molto è stato fatto per promuovere il benessere fisico e la salute della gente. Questo va bene. È di grande vantaggio che la gente, fino ai più poveri, abbia aria pura, cibo sano e un ambiente favorevole, ed è dovere della Chiesa, così come dello Stato, badare a queste cose. Ma c'è bisogno di più. Ci deve essere un'adeguata educazione del popolo. Bisogna insegnare loro non solo la cura del corpo, ma la cura dell'anima. L'unica educazione completa è quella che abbraccia tutto l'uomo-corpo, anima e spirito. Siamo perfettamente istruiti solo quando ci viene insegnato da Dio, "affinché, negando l'empietà e le concupiscenze mondane, dobbiamo vivere sobriamente, rettamente e piamente in questo mondo presente" Tito 2:13 La longevità non era solo una promessa dell'Antico Testamento, Deuteronomio 4:40 Ecclesiaste 12:13, ma è una promessa della gloria degli ultimi giorni. -W.F Isaia 65:20

13 Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra dal parlare con frode. Se il fine è la felicità, il mezzo sarà la giusta condotta morale; e, prima di tutto, il retto governo della lingua. I peccati della lingua sono numerosi, e abbondantemente annotati nei Salmi Salmi 5:9, 10:7, 12:3, 15:3, 57:4, 73:8,9 - ecc. Sono più difficili da evitare di qualsiasi altro; si aggrappano più vicino a noi; non sono quasi mai completamente messi da parte. "Se uno non scandalizza con le parole, egli è un uomo perfetto e capace anche di tenere a freno tutto il corpo" Giacomo 3:2 Il mansueto Mosè "parlava inavvertitamente con le sue labbra" Salmi 106:33 Giobbe "ottenebrava il consiglio con parole senza conoscenza" Giobbe 38:2 Le parole di San Pietro in un'occasione attirarono su di lui il rimprovero: "Vattene via da me, Satana" Matteo 16:23

Ecco tre grandi cose

HO UN GRANDE DONO. La parola è una delle nostre doti più elevate. Ci permette di esprimere i nostri pensieri e di conversare gli uni con gli altri. Il progresso dell'uomo nella conoscenza e nella virtù è derivato principalmente dal possesso di questa facoltà. Ci sono state molte ingegnose speculazioni su come sia stata ottenuta la parola, ma è sufficiente per noi dire che viene da Dio. Quando vediamo un uomo muto, possiamo imparare il valore dal bisogno, e dovremmo benedire Dio per la sua bontà nell'averci dato questo nobile dono

II UN GRANDE PERICOLO. Le cose migliori possono essere trasformate in cattivi usi. Cantici con la lingua. Se usato correttamente, è una grande benedizione; Se usato in modo errato, è una grande maledizione. "Male" e "astuzia" sono i modi comuni in cui si abusa della parola, con grande danno di chi parla e di chi ascolta. Non c'è quindi solo un grande spreco, ma molteplici e grandi mali. "La vita e la morte sono in potere della lingua" Proverbi 18:21

III UN GRANDE RISULTATO. È possibile "mantenere" la lingua. Per fare questo dobbiamo risalire dalla lingua al cuore Proverbi 4:23 Quando il cuore è retto, anche la lingua sarà retta Matteo 12:33,34 Tale padronanza può essere acquisita solo con uno sforzo sincero, la pazienza e l'amorevole contemplazione di Cristo. San Giacomo dice che colui che ha raggiunto questo raro potere è un "uomo perfetto".-W.F Giacomo 3:5,6

14 Allontanatevi dal male e fate il bene. Dalle parole il salmista passa ai fatti e, nel modo più breve possibile, dice tutto ciò che si può dire. In primo luogo, egli ordina la bontà negativa: "allontanarsi dal male", cioè non fare nulla di sbagliato, non infrangere alcuna legge di Dio, nessun comando di coscienza, avere una coscienza priva di offesa, sia verso Dio che verso l'uomo. In secondo luogo, egli richiede una bontà positiva: "Fare il bene", cioè compiere attivamente la volontà di Dio dal cuore, adempiere ogni dovere, praticare ogni virtù, eseguire i precetti della legge morale in ogni particolare. Cercate la pace e perseguitela. Non è chiaro perché questa virtù, una delle tante, sia particolarmente prescritta, ma probabilmente alcune circostanze dell'epoca resero consigliabile la raccomandazione

15 Gli occhi del Signore sono sulla giusta comp. Giobbe 36:7; Salmi 33:18; 1Pietro 3:12) ; e vedi il commento su Salmi 33:18 E i suoi orecchi sono aperti al loro grido. L'affermazione specifica del Versetto 6 è ora generalizzata. Ciò che Dio aveva fatto nel caso del salmista, lo farà in tutti gli altri casi simili. I suoi occhi saranno aperti alle necessità del suo popolo e i suoi orecchi saranno attenti alle loro preghiere 2Cronache 6:40

16 La faccia del Signore è contro quelli che fanno il male, per cancellare dalla terra il loro ricordo. Al contrario, Dio distoglie il suo volto dai malvagi, li punisce facendo perire la loro stessa memoria tra gli uomini. Giobbe 18:17 Salmi 109:13 Proverbi 10:7 Il desiderio naturale di continuazione, che fa sì che gli uomini si costruiscano monumenti, e innalzino altre grandi opere, e si dilettino nella prole, e cerchino di stabilire le loro famiglie, e creare comportamenti, e farsi ritrarre, e "chiamare le terre con i loro nomi", Salmi 49:11 era particolarmente forte nella razza ebraica, e rendeva particolarmente terribile per loro la minaccia che il loro ricordo sarebbe stato troncato

Il volto di Dio

"Il volto" è l'organo dell'espressione. I pensieri, i sentimenti, i movimenti interiori dell'anima, si mostrano attraverso il volto. Quindi "il merletto" sta per l'uomo; Genesi 48:11 E quando si parla di Dio alla maniera degli uomini, la sua faccia si fa da sé Esodo 33:14 Il testo è come la mistica colonna del deserto. Ha due aspetti. Mentre Dio guarda con amore e favore al suo popolo, si mostra terribile ai suoi nemici Esodo 14:24 Il suo volto, dovunque lo si veda, è sempre contro coloro che volontariamente e malvagiamente persistono nel fare il male

IL VOLTO DI DIO NELLA NATURA È CONTRO COLORO CHE FANNO IL MALE. C'è una legge in natura. Obbedire alla legge è vincere, disobbedire è soffrire. Per quanto riguarda i trasgressori, non c'è né eccezione né immunità. Vediamo la severa e inflessibile severità della legge nel terribile passaggio, Proverbi 1:24-31

II IL VOLTO DI DIO NELLE SACRE SCRITTURE È CONTRO COLORO CHE FANNO IL MALE. Prendete i dieci comandamenti, e dal primo all'ultimo è lo stesso. La Legge è santa, giusta e buona. Esige obbedienza da tutti, e denuncia la condanna e l'ira contro i trasgressori, senza rispetto per le persone. Si può ritenere che i giudizi registrati di Dio esprimano la stessa cosa. Dappertutto, da Genesi a Malachia, sia per quanto riguarda le nazioni che gli individui, la faccia di Dio è contro il malfattore. In nessuna parte della Scrittura questo è messo in evidenza in modo più vivido e vigoroso che nei Salmi

IL VOLTO DI DIO, NELLA PERSONA DEL SUO FIGLIO E NOSTRO SALVATORE, È CONTRO COLORO CHE FANNO IL MALE. Cristo, nella sua dottrina, nei suoi precetti, nel suo esempio e nella sua opera redentrice, è totalmente e per sempre contro il peccato. Il suo obiettivo è quello di "togliere il peccato" e di portare quelli che fanno il male a fare il bene e ad essere i figli amorevoli e ubbidienti di Dio, affinché possano camminare alla luce del favore di Dio per sempre.

17 I giusti gridano e il Signore ascolta; letteralmente, gridano, e il Signore ascolta. Il "grido", che secondo le regole ordinarie della grammatica dovrebbe avere per soggetto i "malfattori" del versetto precedente, deve, è ovvio dal contesto, riferirsi ai "giusti" del Versetto 15, che sono il soggetto predominante dell'intero brano (Versetti, 15-22). E li libera da tutte le loro tribolazioni comp. Versetto 19 e Salmi 54:7

18 Il Signore è vicino a quelli che hanno il cuore spezzato, e dice che quelli che hanno uno spirito contrito. Sul valore agli occhi di Dio di un cuore spezzato e contrito, vedi Salmi 2:1-7 ; e sulla sua misericordia verso chi è veramente contrito, vedi Salmi 147:3; Isaia 57:15. Egli "è vicino" a tali persone, "dimora con loro", "guarda a loro, ... ravviva il loro cuore, ... li guarisce, li "salva"

19 Molte sono le afflizioni dei giusti, comp. Giobbe 36:8-10, Atti 14:22, 1Corinzi 15:19, 2Timoteo 3:12, Ebrei 11:33-38, 12:5-10 - ecc. I giusti soffrono afflizioni perché sono così imperfettamente giusti. Hanno bisogno di essere purificati, purificati, castigati, per liberarsi dalle scorie e dalla contaminazione del peccato che ancora si aggrappa a loro, e da cui non sono mai completamente liberati mentre rimangono nella carne. "Dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso la tribolazione della poltiglia" Atti 14:22 Dobbiamo, come il Capitano della nostra salvezza, essere "resi perfetti per mezzo della sofferenza" Ebrei 2:10 Ma il Signore lo libera da tutti loro. Quando hanno compiuto il loro lavoro di purificazione, purificazione, istruzione, miglioramento, o qualsiasi altra cosa possa essere la loro opera, Dio rimuove le afflizioni con le quali ci ha visitati o ha permesso che fossimo visitati, infine, quando ci prende a sé, liberandoci misericordiosamente "da tutti loro".

20 Egli conserva tutte le sue ossa, nessuna di esse è spezzata. Salmi 6:2, 31:10, 32:3, 38:3, 42:10, 102:3 Dio "custodisce", cioè veglia, preserva dal male, l'intera persona dei giusti, senza permettere che la faccia del male, ma che ciò che permette e vede essere necessario. Usando la frase "nessuno di loro è rotto", il salmista probabilmente allude a Esodo 12:46 e Numeri 9:12, considerando l'agnello pasquale come un tipo di innocenza, e quindi di pietà

21 Il male ucciderà l'empio. La sua stessa cattiva condotta porterà la distruzione sull'uomo malvagio, la distruzione del corpo in molte occasioni, Salmi 7:15,16 in tutti, se persiste nella sua malvagità, la distruzione dell'anima. E quelli che odiano i giusti saranno desolati; piuttosto, sarà ritenuto colpevole comp. Salmi 5:10 - e il commento ad loc

22 Il Signore redime l'anima dei suoi servi comp. Salmi 25:22 130:8 Alcuni traducono: "Il Signore libera", ecc. Ma i LXX hanno λυρωσεται. E il verbo usato significa principalmente, come dice il dottor Kay, "separare", poi "liberare, liberare, emancipare; soprattutto per liberare pagando un prezzo; per redimere o riscattare". E nessuno di quelli che confidano in lui sarà desolato; piuttosto, saranno ritenuti colpevoli, o saranno condannati, la stessa parola del versetto precedente comp. Romani 8:33,34 Quelli che Dio ha redento, egli li giustifica e li salva da ogni condanna. Essi sono "passati dalla morte alla vita" Giovanni 5:24

Illustratore biblico:

Salmi 34

1 SALMO 34

Salmi 34:1-22

Benedirò il Signore in ogni tempo, la sua lode sarà sempre sulla mia bocca.-Un inno devoto:-

(I.) Un esempio di vera lode

1.) È completo

(1) Non c'è lode senza concentrazione dell'anima

(2) Le forze di distrazione sono diffuse

2.) È costante

(1) In ogni settore dell'azione: intellettuale, artistico, commerciale, politico.

(2) In ogni circostanza della vita: dolore, gioia, avversità, prosperità, lutto, amicizia

3.) È esultante. Dio è la somma totale di ogni eccellenza, la fonte primordiale di ogni gioia; perciò vantiamoci in Lui

4.) È sociale. Il vero adoratore diventa magnetico; Attira gli altri al santuario davanti al quale cade

(II.) Un motivo per la vera lode

1.) Liberazione passata (ver. 4)

(1) Era stato "liberato da tutte le sue afflizioni". I suoi guai furono grandi per la loro varietà, per il loro numero, ma egli fu liberato

(2) Era stato liberato da tutte le sue afflizioni mediante la preghiera. "Ho cercato il Signore", ecc

2.) Protezione costante (ver. 7) . (Omileta.)

Benedire il Signore:

(I.) La risoluzione di benedire il Signore o di ringraziarLo

1.) Le cose per le quali dobbiamo benedire o ringraziare il Signore: temporali; spirituale; personale; famiglia; nazionale; e cristiano

2.) Chi dobbiamo benedire: "il Signore", il Donatore di tutti; nessuna pietà, se non da Lui; dona liberamente; generosamente, sempre

3.) Quando dobbiamo benedire il Signore: "in ogni momento".

(II.) Un proposito di lodare il Signore

1.) Questa è una risoluzione che la Natura approva persino. "Tutte le tue opere ti lodono, o Signore."

2.) Una risoluzione che la ragione sostiene

3.) Una risoluzione che gli esempi delle Scritture incoraggiano

4.) Una risoluzione che sia in analogia con i costumi della vita sociale

5.) Una risoluzione che sia conforme ai nostri obblighi

6.) Una risoluzione che si armonizza con l'impiego degli abitanti celesti

7.) Una risoluzione che, se attuata, contribuirà molto alla felicità della vita e promuoverà la gloria di Dio nelle nostre sfere d'azione. (J. Bate.)

2 SALMO 34

Salmi 34:2

L'anima mia la farà gloriare nel Signore, gli umili ne sentiranno parlare e si rallegreranno.-Legittima vanteria:-

Siamo tutti inclini a vantarci, e spesso su basi molto sottili. I peggiori sono quelli che si vantano della propria bontà. Noi dobbiamo gloriarci, solo nel Signore. Ora, tale legittimo vanto include l'elevazione del sentimento gioioso e l'irruzione della gratitudine e della lode. E gli umili udranno ciò. Altri glielo avrebbero detto, o, in caso contrario, lo avrebbe fatto il salmista stesso. La tristezza spirituale cerca l'isolamento, ma non così la libertà spirituale e la gioia. Come il ritorno della salute e del giorno, dice ai prigionieri: "Uscite"; a quelli che sono nelle tenebre: "Mostratevi". E l'effetto di questa conoscenza sarebbe quello di renderli felici. Si suppone che i seguaci del Signore siano tristi e malinconici; ma hanno mille fonti di gioia che gli altri non conoscono. (W. Jay.)

Sul gloriarsi solo in Dio:

Che cosa può diventare meglio di noi, che siamo le creature di Dio, che benedirlo e dipendere da Lui? Cosa può diventare migliore per noi, come cristiani, che lodare e magnificare sempre quel Dio, alla cui grazia dobbiamo la nostra salvezza e felicità?

(I.) Gli esempi di persone eccellenti Geremia 9:23, 24; 1Corinzi 1:29-31. San Paolo stesso è stato un esempio eminente della sua dottrina; perché quando, per vendicarsi, si è trovato obbligato a raccontare ciò che aveva fatto e sofferto per la causa del cristianesimo, insieme con le sue doti, grazie e privilegi, ne chiede perdono, la chiama la follia del vantarsi e, poiché niente di meno potrebbe scusarlo, ne invoca la necessità 2Corinzi 11:20. Ma questo apostolo, che era così timido nel gloriarsi delle sue eccellenze e dei suoi vantaggi, per non sembrare troppo tenero del proprio onore, quanto è in levviva nel registrare le sue infermità, per poter promuovere quelle di Dio 2Corinzi 12:9. Non possiamo essere cristiani se Dio non è tutto in tutto per noi; a meno che non lo consideriamo come la fonte e la sorgente di ogni bene, l'oggetto della nostra gioia e della nostra gloria, e il fine ultimo dei nostri desideri e delle nostre speranze

(II.) Abbiamo ricevuto tutto da Lui. Che si tratti di doti naturali o di beni mondani, di tutto ciò per cui siamo nati e di tutto ciò che acquisiamo, del giudizio, del coraggio, dell'ingegno, dell'eloquenza, della ricchezza, del potere, del favore e simili, lo dobbiamo certamente a Dio. E se deriviamo tutto da Dio, il riconoscimento e la lode sono il sacrificio minimo che possiamo farGli

(III.) Dipendiamo così interamente da Dio, che possiamo trarre poco beneficio, anzi, possiamo subire molti pregiudizi dalle doti e dai possedimenti più eccellenti, a meno che non siano santificati dalla Sua grazia e amici della Sua provvidenza Ecclesiaste 9:11. Con quanta naturalezza la ricchezza genera lusso! Potere tirannia! Onora l'insolenza! Favore e applausi vanità!

(IV.) Vantarsi di qualsiasi cosa che non sia Dio è un sintomo di estrema profanità e irreligione; Da dove può infatti procedere questo, se non da un intelletto ottenebrato dall'ignoranza o dall'infedeltà, o da un cuore alienato da Dio e posseduto da qualche vile idolo?

(V.) I pagani pensavano che ci fosse un demone invidioso, il cui compito particolare era quello di abbattere i vanagloriosi e gli insolenti; ma a noi cristiani viene insegnato che umiliare "i superbi è un'opera che Dio si compiace Isaia 2:12; Giacomo 4:6. E perché Dio si compiace di questo? Per affermare la Sua sovranità e il Suo dominio, per imprimere un timore reverenziale della Sua potenza nelle menti dell'umanità e per estorcere al più orgoglioso e vanitoso dei mortali una confessione della loro meschinità e della Sua maestà

(VI.) Segni con i quali possiamo esaminarci in riferimento a questa questione

1.) Se abbiamo un cuore grato verso Dio, non ci lasceremo sfuggire alcuna occasione che ci inviti a lodarlo e onorarlo. Non solo le cose nuove e sorprendenti, insolite o straordinarie, ma anche le opere comuni e ordinarie di Dio, e i Suoi costanti e quotidiani benefici, influenzeranno i nostri cuori con un devoto e grato ricordo di Lui

2.) Se ci gloriamo veramente nel Signore, e in nient'altro, la nostra ammirazione e riverenza, il nostro amore e la nostra gratitudine si scopriranno, non solo nelle nostre parole, ma nelle nostre azioni. Il principio che ci porta ad essere umili e grati verso Dio, ci impedirà di essere irrispettosi e insolenti verso l'uomo; e, in generale, riterremo nostro dovere non solo glorificare Dio con la lode e il ringraziamento, ma anche e soprattutto con un giusto uso e impiego dei Suoi benefici e delle Sue misericordie

3.) La pratica di questo dovere ci fa avanzare gradualmente a uno stato stabile di piacere. Che cosa può esserci di più dilettevole dell'esercizio dell'amore, quando l'oggetto di esso è più perfetto? Salmi 63:4, 5, 6. (R. Lucas, D.D.)

3 SALMO 34

Salmi 34:3-7

Oh, magnifica il Signore con me, ed esaltiamo insieme il Suo nome.- Una riunione di testimonianza: -

"Le lodi di Dio suonano meglio in concerto". La lode che alza la voce nella solitudine è bella, ma è molto più bella quando viene ascoltata in comunione con la lode dei propri simili. Ogni strumento dell'orchestra è arricchito dalla collaborazione degli altri. Ogni membro di un coro ha il suo discernimento acuito e il suo zelo intensificato dai membri rimanenti. Così nell'orchestra della lode. Il mio ringraziamento è vivificato e arricchito quando lo unisco alle lodi degli altri. Il testo sembra suggerire che un certo numero di anime riconoscenti si riunirono e, ciascuna con la propria testimonianza dell'immensa grazia di Dio, si unirono in un'esplosione di lode unita e giubilante. Ecco una delle testimonianze: "Ho cercato il Signore", ecc. Ed ecco la lieta confessione di una compagnia piuttosto numerosa. "Guardarono a lui e furono illuminati", ecc. E qui, di nuovo, c'è la testimonianza di un'anima ispirata e grata: "Questo povero gridò, e il Signore lo ascoltò", ecc

1.) Era gravato da "paure". Di cosa ha fatto la sua risorsa? "Ho cercato il Signore". La ricerca è stata un vero e proprio affare. Nell'inquisizione mise tutta la sua anima. E qual era il problema della perquisizione? "Mi ha sentito". Il termine implica prestare attenzione e rispondere. Alla "ricerca" dell'uomo rispose un movimento di simpatia da parte di Dio. "E mi ha liberato", ecc. Questa è una parola colorata, ricca di forza e vitalità. Suggerisce l'atto di salvare qualcosa dalla bocca di una bestia. È da questo tipo di devastazione spirituale che nostro Signore ci libera. Il salvataggio non è parziale. Il rilievo non è affatto incompleto. La libertà è assoluta. "Mi ha liberato da tutte le mie paure". "Dio spazza il campo, uccide i nemici e seppellisce persino le loro ossa".

2.) Ascoltiamo la seconda di queste testimonianze di gratitudine. "Essi lo guardarono e furono illuminati, e i loro volti non furono svergognati". La benevola risposta di Dio portò una benedizione di luce. "Furono alleggeriti". Poi, prima che fossero stati scuriti. Erano spensierati e depressi. Si stavano "perdendo d'animo". "Tu hai guardato a Lui". Guardavano intensamente Dio. Nessuno sguardo di sfuggita, nessuno sguardo frettoloso, nessun cenno di riconoscimento. Uno sguardo fisso e desideroso. E qual è stato l'esito del loro sguardo? "Furono alleggeriti". Erano illuminati, illuminati, rallegrati. "Ora voi siete luce nel Signore". La depressione ha lasciato il posto alla galleggiabilità. La malinconia cedette il passo all'allegria

3.) Passiamo ora al terzo di questi testimoni e ascoltiamo la sua confessione di gratitudine. "Questo pover'uomo ha pianto", ecc. Qual era stato il fardello particolare di quest'uomo? "Guai". Era stato in un "angolo stretto", un "posto stretto". Nelle sue ristrettezze egli "gridò all'Eterno". Era una preghiera breve, acuta e urgente. "Il fervore è un ingrediente celeste nella preghiera; una freccia sguainata con tutta la sua forza ha un'emissione più rapida; perciò le preghiere dei santi sono espresse gridando nella Scrittura". Ancora una volta abbiamo la confessione fatta da un testimone precedente. "Il Signore lo ascoltò", gli prestò ascolto, e iniziò il ministero della risposta benevola. "Lo ha salvato da tutti i suoi guai". Aprì una via d'uscita dal luogo stretto. Lo condusse fuori dagli stretti verso la libertà. Gli ha dato un senso di spazio. "Tu hai portato i miei piedi in un luogo vasto". (J. H. Jowett, M.A.)

Un sermone di ringraziamento:

(I.) Che cosa significa magnificare il Signore ed esaltare il Suo nome. Non sbagliamo nell'arrogarci ciò che è del tutto fuori dalla nostra portata, come se noi, minuscoli frammenti della creazione di Dio, potessimo arricchire l'erario del cielo. No, non è affatto in Lui, ma solo nella nostra mente, e nella stima degli altri, che siamo capaci di accrescere e far progredire il Dio più glorioso e sempre benedetto. Quando concepiamo in noi stessi dei sentimenti degni, che diventano la maestà e la bontà divine; siamo pieni di un senso ammirato delle Sue eccellenze trascendenti e di un senso grato della Sua amorevole gentilezza" e ci sforziamo, tutto ciò che possiamo, di propagare la stessa magnifica e giusta idea agli altri: questo è il massimo di cui siamo capaci, di glorificare Dio in tali rappresentazioni ingrandienti, che Lo mostrano un po' simile a Se stesso. E così magnifichiamo l'infinitamente buono Dio, quando stiamo in ammirazione di tale benignità, che dovremmo avere qualche conforto con la nostra vita, quando abbiamo fatto così tanto per rovinare tutto con i nostri peccati! sì, che non passi un minuto che non ci porti un nuovo favore dall'alto; e ci dà ancora più certezza che Egli desidera la nostra felicità e non può progettare la nostra rovina. Pensando così bene a Dio, magnifichiamo il Signore ed esaltiamo il Suo nome

(II.) Le proprietà di questo sacrificio eucaristico e come dobbiamo offrirlo

1.) Deve essere con l'anima, dall'altare di un cuore sensibile. Gloriarsi di Lui è un modo per dargli gloria

2.) Anche se non deve essere solo un servizio a parole, non dobbiamo nemmeno trattenere le nostre labbra. Quando i nostri corpi sono il Suo tempio, e le nostre lingue le campane viventi suonano in modo articolato la Sua lode; come possiamo impiegare meglio la facoltà di parlare, se non nel celebrare la Sua bontà che l'ha data? Ciò che ci trasporta, non possiamo fare a meno di parlarne, se ne siamo pieni, è atto a fluttuare sulla nostra lingua: e se le misericordie di Dio colpiscono i nostri cuori, è giusto che le esprimiamo, sia per estinguere noi stessi un debito dovuto, sia per accendere la stessa fiamma negli altri

3.) Dobbiamo benedire il Signore in ogni momento (ver. 1); non solo con convulsioni, come ci piace, o quando ci viene estorto in alcune occasioni straordinarie, ma con un cuore tale il cui battito può essere la Sua lode. La nostra santa vita è il ringraziamento più efficace. Quando giustifichiamo le leggi divine con la nostra obbedienza, e così ci alziamo per attestare la loro alta ragionevolezza e bontà, invece di lamentarci di esse come parole dure e pesanti pesi; mostrando che realmente li ammiriamo e li applaudiamo per i prodotti benedetti di una sapienza e di un amore infiniti, per escogitare e realizzare la nostra felicità eterna: allora diamo loro la migliore lode, per far sì che tutti siano innamorati di quelle sacre istituzioni, che non solo odono mettere in encomi vuoti, ma vedono produrre tali felici effetti Giovanni 15:8; Filippesi 1:11

(III.) La ragione che abbiamo per magnificare il Signore ed esaltare il Suo nome

1.) È la fine stessa del nostro essere. L'uomo, come sacerdote di questa creazione inferiore, deve offrire un sacrificio generale in nome e per conto di tutti gli altri; che nei loro diversi modi danno un tacito consenso, e (per così dire) dicono Amen all'oblazione: e quando siamo muti e negligenti nel lodare il Signore, non solo facciamo torto a noi stessi, ma derubiamo moltitudini che lo farebbero, se solo avessero le nostre facoltà e capacità di ragionare ed esprimerlo. Noi non solo siamo dalla parte dei cifrari, ma ci battiamo come una disfatta esorbitante, spezzando le nostre file e disordinando il mondo, se non celebriamo la Sua lode che ci ha così innalzati

2.) Abbiamo non solo la capacità, ma ogni sorta di obblighi nei suoi confronti; anche la giustizia comune ci impedisce di rendere a tutti ciò che è loro dovuto. Possiamo noi esaltarlo, quando lo ha fatto per noi Salmi 30:1. Quanti altri grandi luminari siano, tutti scompaiono al sole nascente; e tutti gli altri benefattori devono essere addirittura annullati per onnificare il Supremo

3.) Come siamo obbligati, così per la bontà di esso incoraggiati ad esso Salmi 147:1. "È piacevole, e la lode è piacevole". Dà all'anima pia una dolce soddisfazione, come il piacere che prova un uomo onesto nel pagare i suoi debiti. Le vivande più deliziose non sono più grate a un corpo sano, di quanto le lodi di Dio lo siano a un'anima ben affettata. Questo ci eleva fino al cielo di dritto, per anticipare gli inni del coro celeste. E quanto è grande questo onore, di essere assunto nell'opera degli angeli! Quanto per la nostra lode lodarlo, che ci ha dato sia la materia che il cuore per essa! (B. Jenks.)

4 SALMO 34

Salmi 34:4

Cercai il Signore ed Egli mi ascoltò.- La ragionevolezza della preghiera:

(I.) Cosa pensa il capo, lasciato a se stesso, della preghiera. Il capo, discernendone solo l'esteriorità, vede l'uomo, la creatura, che si avventura per andare alla presenza di Geova il Creatore, e chiedere di avere proprio ciò che desidera. Questa è la "preghiera", come molti sembrano comprenderla. E l'apprensione è così limitata, e così imperfetta, che non possiamo meravigliarci che debba causare difficoltà. Metà del problema è sparito quando abbiamo degnamente affermato che cos'è la preghiera. È l'atto di dipendenza riconosciuta. Per collegare ogni pensiero con il pensiero di Dio. Considerare ogni cosa come la Sua opera e il Suo appuntamento. Di sottomettere a Lui ogni desiderio, pensiero e decisione. Questa è la preghiera. E se questa è l'essenza e la vita della preghiera, e noi possiamo afferrarla saldamente, allora siamo sollevati in una serena regione di calma, al di sopra della tempesta che infuria su cose come le possibilità di risposta, e il rapporto della preghiera con la legge. Che cosa dice il capo riguardo alla preghiera? Dice:

1.) La preghiera non è irragionevole. Ammettete che c'è un Dio dal quale tutti noi dipendiamo, e ognuno sarà disposto a riconoscere che nessun atto è più appropriato e ragionevole di quello in cui cerchiamo il favore e la benedizione divina. Il teista, che si vanta della guida della ragione, parla eloquentemente della preghiera

2.) Il capo è pienamente disposto a riconoscere il fatto che, in tutte le epoche e in tutti i climi, gli uomini sono stati mossi dall'impulso alla preghiera. Dappertutto l'uomo ha sentito la presenza di Uno più alto di lui, e ha rivolto verso di Lui occhi bramosi

3.) Il capo non trova alcuna seria obiezione per sollecitare contro l'affermazione astratta che Dio può ascoltare e rispondere alla preghiera. Se Egli è davvero Dio, e se ci ha creati, la ragione non può trovare alcun motivo per negare che, nelle Sue disposizioni Divine, Dio possa considerare i sentimenti e i desideri delle Sue creature, così come i loro bisogni positivi. L'argomento della preghiera può essere presentato in modo che la nostra mente non possa non trovare serie obiezioni e difficoltà. A volte sembra che ci si aspetti che con la preghiera possiamo cambiare l'ordine dell'universo esteriore. Abbiamo anche visto affermazioni che presuppongono che la preghiera sia il mezzo con cui "il nostro desiderio determina la volontà di Dio". Contro una di queste rappresentazioni la testa inciampa giustamente

(II.) Cosa pensa la testa, guidata dal cuore, della preghiera. Il testo è un'espressione ispirata al cuore. La testa guidata dal cuore dice:

1.) Se Dio è un Padre, deve essere un ascoltatore di preghiere. Se non lo fa, non può essere fedele al Suo nome. La paternità promette l'interesse paterno. È la cosa più semplice e necessaria che noi, come bambini, dovremmo pregare. È l'essenziale della Sua relazione con noi che Dio nostro Padre ascolti

2.) Se Dio ha promesso, sicuramente sa come eseguire

3.) La testa guidata dal cuore impara a porre la preghiera nei suoi giusti limiti

4.) E, ascoltando tutte le obiezioni sollevate contro la preghiera, risponde con calma ma fermezza: "Non potete escludermi dai fatti e dalle esperienze della mia vita. Questo lo so: 'Ho cercato il Signore ed egli mi ha esaudito'; e continuerò a pregare, perché ho provato la potenza della preghiera". È abbastanza. Crediamo nel potere della preghiera. Vediamo la gloria di una vita di preghiera. (R. Tuck, B.A.)

5 SALMO 34

Salmi 34:5

Essi lo guardarono e furono illuminati, e i loro volti non furono svergognati.-Buona autorità per una buona speranza:-

Quanto è stata bassa, spesso, la condizione del popolo di Dio! Vedi i lamenti di Geremia. Ma lui e tutti i santi di Dio hanno guardato a Dio e sono stati illuminati. Considera-

(I.) La loro aspettativa. "Essi guardavano a lui". Lo hanno fatto sotto...

1.) Il diluvio del peccato. Questo universale; nessuno gli sfuggì mai. "Siamo tutti sotto il peccato".

2.) Il diluvio della morte

3.) L'eterna ira di Geova. Nessuno, da solo, può sfuggire a nessuno dei due. Ma Gesù disse: «Ecco, io vengo», e ha fatto rotolare le acque di ciascuno di loro, per tutti quelli che guardano a lui

4.) Schiavitù. Israele era in schiavitù, e lo è anche il popolo di Dio ora. Ma il Signore ha promesso di liberarli. "Il sospiro dei carcerati viene davanti a Lui, ed Egli preserva quelli che "sono destinati a morire". I peccati della nostra natura sono duri padroni

(II.) Conferma. Essi "furono illuminati" nella mente e nell'anima. Rallegriamoci dunque della nostra religione, e non ci vergogneremo mai. (James Wells.)

Guardando a Gesù:

Dalla connessione dobbiamo intendere il pronome "Lui" come riferito alla parola "Signore" nel versetto precedente. "Guardarono al Signore Eterno e furono illuminati". Ma nessuno ha mai guardato a Geova Dio, come Egli è in Se Stesso, e ha trovato in Lui alcun conforto, perché "il nostro Dio è un fuoco consumante". L'unico modo in cui possiamo vedere Dio è attraverso il Mediatore Gesù Cristo

(I.) Per prima cosa, guarda al Signore Gesù Cristo nella sua vita. Qui il santo travagliato troverà il massimo per illuminarlo. Nell'esempio, nella pazienza, nelle sofferenze di Gesù Cristo, ci sono stelle di gloria che rallegrano l'oscurità di mezzanotte del cielo della vostra tribolazione. Uno sguardo a Lui può essere sufficiente per tutte le nostre fatiche mentre siamo in viaggio. Incoraggiati dalla Sua voce, innervositi dalla Sua forza, siamo pronti a fare e a soffrire, proprio come Lui ha sofferto, fino alla morte. Confidiamo che quelli di voi che sono cristiani stanchi non dimenticheranno di "guardare a Lui e di essere illuminati".

(II.) Venite, dunque, poveri, dubbiosi, tremanti peccatori e santi, venite ora alla croce del Calvario. Sono certo che se vivessimo di più con Gesù, fossimo più simili a Gesù e confidassimo di più in Gesù, i dubbi e le paure sarebbero molto scarsi. "Essi guardarono a lui e furono illuminati".

(III.) E ora vi invito a una scena gloriosa: la risurrezione di Cristo. Avete perso, alcuni di voi, il più caro dei vostri parenti terreni. Ce ne sono altri che hanno la costante paura della morte. Vieni, vieni, ecco Gesù Cristo risorto! Ricordate infatti che questa è una grande verità: "Ora Cristo è risorto dai morti ed è diventato la primizia di quelli che dormono".

(IV.) Guardate Gesù Cristo che sale al cielo. Stai lottando con nemici spirituali; oggi sei in guerra, e forse il nemico ti ha dato una forte spinta, e tu sei stato pronto a cadere; È una meraviglia per te che non ti sei allontanato come un codardo dal campo. Ma non tremare, il tuo padrone è stato più che un conquistatore, e così sarai tu

(V.) "Volgete lo sguardo e siate illuminati". Vedete, Egli siede in cielo, ha condotto prigionieri i prigionieri, e ora siede alla destra di Dio per intercedere sempre per noi. Come un grande sommo sacerdote dell'antichità, Egli sta in piedi con le braccia tese: c'è maestà nel Suo aspetto, perché non è un supplicante meschino e virimo. Se tu non ci riesci, lo farà Lui; se la tua intercessione passa inosservata, la Sua non può passare. Oh! sii di buon animo, continua ancora la tua supplica. "Volgete lo sguardo a lui e siate illuminati". (C. H. Spurgeon.)

6 SALMO 34

Salmi 34:6-7

Questo pover'uomo gridò, e il Signore lo ascoltò.-Fattore soprannaturale nella preghiera:-

La dottrina più pericolosa riguardo alla preghiera è quella corrente della filosofia della materia che presenta solo una mezza verità, ammettendo il valore soggettivo, ma negando ogni efficacia oggettiva alla preghiera, cioè ammettendo un beneficio, come collegato a un'abitudine devota, ma limitando il beneficio all'opera dei risultati naturali interamente all'interno del supplicante. Il testo afferma un vantaggio positivo nella preghiera. Geova è rappresentato mentre ascolta la preghiera e interviene per salvare il supplicante. E l'idea è ulteriormente ampliata da un riferimento alle liberazioni operate dall'"angelo del Signore". Per un ebreo, l'angelo del Signore era una realtà storica, che operava segni e prodigi soprannaturali durante tutta quella meravigliosa carriera del popolo eletto di Dio. Quando eventi come questi possono essere spiegati da cause naturali, dall'autoesame, dall'autoconquista e dall'autocultura, allora la preghiera può essere abbassata al livello della filosofia naturale e della filosofia morale. Ma, fino ad allora, deve rimanere in questo mistero un fattore soprannaturale. I Valdesi sono l'Israele delle Alpi che, nelle loro solide montagne, per secoli hanno custodito l'arca della fede e del culto primitivi, mentre i terrori del Vaticano li affrontavano, quella vetta del terrore che era "un Olimpo per i suoi falsi dèi, un Sinai per i suoi tuoni e un Calvario per il suo sangue". Leggi la storia dell'assedio di La Balsille, la loro fortezza di montagna. Accerchiati dall'esercito francese e sardo per tutta l'estate, una magra carestia li guardava in faccia; Il nemico sorvegliava ogni sbocco della valle e i loro raccolti non raccolti giacevano nei campi. In pieno inverno, spinti dai morsi della fame a visitare i campi abbandonati del raccolto, sotto le nevi profonde scoprirono che Dio aveva conservato intatto il grano, e una parte di esso era stato raccolto in buono stato, un anno e mezzo dopo che era stato seminato! Nella primavera seguente un cannoneggiamento spietato abbatté i parapetti dietro i quali si erano nascosti, e la banda inerme gridò al Signore. Attionce, Colui che tiene i venti nel suo pugno e cavalca tra le nuvole come un carro, rotolò su di loro un mantello di nebbia così denso che in mezzo ai loro nemici scamparono senza essere visti! La forza della preghiera è il segno perpetuo del soprannaturale. Jonathan Edwards può essere preso come esempio di migliaia di persone. Dall'età di dieci anni, le sue preghiere erano stupefacenti sia per la fede che mostravano sia per i risultati che ottenevano. Con l'intelletto di un cherubino e il cuore di un serafino, non possiamo diffidare né della sua conoscenza di sé né del suo candore assoluto. La sua comunione con Dio era così estatica, che la straordinaria vista della gloria del Figlio di Dio, del suo amore puro e dolce e della sua grazia, lo avrebbe sopraffatto così che per un'ora sarebbe stato inondato di lacrime, piangendo ad alta voce. La preghiera gli portò una tale potenza che Pietro a Pentecoste illustra appena in modo più meraviglioso. Per esempio, il suo sermone a Enfield, su "Peccatori nelle mani di un Dio arrabbiato", che, pronunciato senza un gesto, produsse tuttavia un tale effetto che l'uditorio balzò in piedi e si aggrappò ai pilastri della casa di riunione per timore di scivolare nella perdizione. Gustate e vedete che il Signore è buono. Mettetelo alla prova della preghiera sperimentale e non avrete bisogno della testimonianza di un altro per stabilire la vostra fede nelle risposte soprannaturali alla preghiera. La Sua provvidenza guiderà i tuoi passi dubbiosi come quella gloriosa colonna di nuvole e fuoco, e in quell'ultima grande crisi, quando il cuore e la carne verranno meno, e la valle e l'ombra della morte saranno davanti a te, le Braccia eterne saranno sotto di te, e il tuo rifugio l'Eterno Dio! (A. T. Pierson, D.D.)

La povertà, la preghiera e la conservazione del povero:

(I.) La povertà dei poveri. "Questo pover'uomo."

1.) Non era la povertà della dipendenza sociale. Davide, l'autore di questo Salmo, era un re; governava una grande nazione; governò un popolo di nobile storia; aveva vaste risorse; aveva numerosi amici, quindi la designazione del testo non può riferirsi alla sua posizione temporale. Il fatto è che la nostra posizione sociale non è indice della nostra reale ricchezza o povertà. Un uomo finanziariamente ricco, può essere moralmente povero. Un uomo moralmente ricco, può essere finanziariamente povero

2.) Non era la povertà della debolezza intellettuale. Davide non era povero di mente. Non solo era un re in posizione, ma anche nell'impero del pensiero. La sua mente conteneva grandi idee di Dio, dell'anima, della vita come prova, del futuro come destino. La mancanza di pensiero mentale e di energia non aiuta la preghiera. Conversare con Dio richiede grandi idee. Il linguaggio del desiderio è semplice; ma è pieno di significato. Quindi Davide non era povero sotto questo aspetto

3.) Non era la povertà dell'indolenza spirituale. Davide non era un povero morale. Non solo aveva un'anima grande, ma era ben popolata di tutto ciò che era nobile e vero. La fede in Dio era l'influenza che governava la sua anima. Amava la casa di Dio. Si dilettava nelle opere di Dio. Era attaccato al popolo di Dio. La sua esperienza religiosa fu ricca. La sua devozione era poetica. La sua anima era sempre occupata dalle realtà eterne. Non era povero sotto questo aspetto

4.) Era la povertà di un'umiltà profonda e vera. Egli dice: "L'anima mia si glorierà nel Signore" (ver. 2) . L'anima umile è sempre povera di fede, di aspirazione spirituale, di servizio morale, di disposizioni benevole, di stima propria. In ciò consiste la Sua benedizione: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno di Dio". La povertà dell'umiltà non è presunta, non è canzonatoria, non è autodenigratrice; ma tace, è riverente

(II.) La preghiera del povero. "Questo pover'uomo ha pianto". L'umiliazione è una buona preparazione alla preghiera. Sente soprattutto il bisogno di devozione. È il più facile da insegnare il significato dell'adorazione. È il più perseverante nel suo esercizio

1.) La preghiera del povero era enfatica. Era un pianto. David sapeva cosa voleva. Era deciso e vigoroso nell'articolare i suoi desideri dell'anima. Dio permette nella preghiera l'enfasi richiesta da uno spirito bisognoso ma penitente. Non è presunzione

2.) La preghiera del povero era sincera. Era un pianto. Non una richiesta a freddo. Non è stata una domanda tranquilla. Più un uomo sente il suo bisogno, più profondamente lo esprime

3.) La preghiera del povero era continua. Era l'abitudine della sua anima piuttosto che un atto transitorio. La preghiera non deve essere uno sforzo momentaneo della vita cristiana, ma la comunione naturale dell'anima con Dio, poiché la parola è il mezzo facile e costante di comunicazione con gli uomini

4.) La preghiera del povero era ponderata e ragionevole. Fu presentato al legittimo oggetto di devozione, con uno spirito riflessivo. Davide non dubitava dell'adeguatezza della preghiera per salvare dai guai...

(1) Personale

(2) Domestico

(3) Commerciale

(4) Nazionale. Gli scettici dei nostri giorni sono forse più saggi, più saggi, più felici di lui?

5.) La preghiera del povero ha avuto successo

(III.) La conservazione del povero. "E il Signore lo udì e lo salvò da ogni sua angoscia".

1.) La sua preservazione era associata alla preghiera. "E il Signore lo esaudì".

2.) La sua preservazione è stata assicurata dall'intervento divino

3.) La sua conservazione è stata completa ed efficace. "E lo ha salvato da tutti i suoi guai".

Imparare:

1.) L'umiltà è la migliore qualifica per la preghiera e la garanzia più probabile di una risposta favorevole

2.) Che Dio è l'aiuto delle anime in difficoltà

3.) Che gli uomini nelle più alte fasi della vita hanno bisogno di preghiera. (J. S. Exell, M.A.)

Il grido di un pover'uomo, e che cosa ne è venuto fuori:

(I.) La natura e l'eccellenza della preghiera

1.) È un trattare con il Signore. La preghiera migliore è quella che si avvicina di più al Dio della misericordia

2.) La preghiera assume varie forme

(1) Cercare è preghiera (ver. 4)

(2) Guardare a Dio è preghiera (ver. 5) . Se non si riescono a trovare le parole, spesso è una cosa molto benedetta sedersi e guardare verso le colline da cui viene il nostro aiuto

(3) L'assaggio è un tipo elevato di preghiera (ver. 8), perché si avventura a prendere ciò che chiede

(4) Spesso, secondo il nostro testo, la preghiera è meglio descritta come un grido

3.) La preghiera viene ascoltata in cielo

4.) Ottiene risposte da Dio. Per più di quarant'anni ho messo alla prova la promessa del mio Maestro sul propiziatorio e non ho mai incontrato un rifiuto da parte Sua. Nel nome di Gesù ho chiesto e ricevuto; salvo solo quando ho chiesto a sproposito. È vero che ho dovuto aspettare, perché il mio tempo è stato mal giudicato e il tempo di Dio è stato di gran lunga migliore; Ma i ritardi non sono dinieghi. Il Signore non ha mai detto a me, né ad alcuno della progenie di Giacobbe: "Cercate invano la mia faccia"

(II.) La ricchezza e la gratuità della grazia divina

1.) Vedrete la ricchezza e la gratuità della grazia, se considererete il carattere dell'uomo che pregava: "Questo povero piangeva". Chi era?

(1) Era un uomo povero; quanto terribile povero non posso dirvelo. Ci sono un sacco di poveri in giro. Se avete fatto un annuncio per un povero a Londra, potreste presto trovare più di quanto potreste contare in dodici mesi: l'offerta è illimitata, anche se la distinzione non è affatto molto ambita. Nessun uomo sceglie di essere povero

(2) Era anche un uomo problematico, poiché il testo parla di "tutti i suoi guai", un grande "tutto" ve lo garantisco

(3) Era un uomo triste, completamente distrutto

(4) Era un uomo cambiato

(5) Era un uomo pieno di speranza. La disperazione è muta; dove c'è un grido di preghiera, c'è una briciola di conforto

2.) Se desiderate vedere ancora la ricchezza e la gratuità della grazia, vi prego di ricordare il carattere del Dio al quale questo povero uomo gridava. Chi pregava era povero, e la sua preghiera era povera; ma non pregò un Dio povero. Quel pover'uomo era impotente; ma non gridò a un Dio debole. Questo pover'uomo era vuoto; ma andò alla pienezza di Dio. Era indegno; ma si appellò alla misericordia di Dio. Il nostro Dio si compiace della misericordia; Egli aspetta di essere clemente; Si compiace di benedire gli stanchi figli degli uomini

3.) Mentre pensiamo alla gratuità e alla ricchezza di questa grazia nel testo, vorrei che notaste il carattere della benedizione. "Il Signore lo ascoltò e lo salvò da tutte le sue tribolazioni". I suoi peccati erano i suoi grandi guai; il Signore lo salvò da tutti loro mediante il sacrificio espiatorio. Gli effetti del peccato erano per lui un'altra serie di gravi problemi; il Signore lo salvò da tutti loro mediante il rinnovamento dello Spirito Santo. Aveva problemi fuori e dentro, problemi nella famiglia e nel mondo, e si sentiva pronto a morire a causa di essi; ma il Signore lo liberò da tutti loro

(III.) La necessità e l'utilità della testimonianza personale. La testimonianza è una cosa importante per la persuasione e la conquista degli uomini; ma deve essere del tipo giusto. Dovrebbe essere personale, riguardo a cose che tu stesso sai: "Questo povero gridò, e il Signore lo ascoltò". Non importa se dovresti essere accusato di essere egoista. Questo è un egoismo benedetto che osa distinguersi e rendere una testimonianza audace di Dio nella sua persona. "Questo pover'uomo ha pianto"; non qualcuno sull'acqua, "e il Signore lo udì", non un uomo in fondo alla strada accanto. Più la vostra testimonianza è definita e specifica, meglio è e più è convincente. Non dico che tutti possiamo dire la data della nostra conversione: molti di noi non possono. Ma se possiamo aggiungere questi dettagli, facciamolo; perché contribuiscono a rendere la nostra testimonianza sorprendente. La nostra testimonianza dovrebbe essere sicura. Dobbiamo credere, e quindi parlare. Non dire: "Spero di aver pregato; e io-io-confido che il Signore mi abbia ascoltato». Di': «Ho pregato e il Signore mi ha esaudito». Rendi la tua testimonianza con gioia. "Questo povero pianse e il Signore lo ascoltò". Non ditelo come se fosse un verso della "colonna dell'agonia"; ma scrivilo come un versetto di un salmo. La vostra testimonianza deve avere come unico scopo la gloria di Dio. Non voler mostrarti come una persona interessante, un uomo di grande esperienza. Non possiamo permettere che la grazia di Dio sia sepolta in un silenzio ingrato. Quando ha fatto il mondo, gli angeli cantavano di gioia, e quando salva un'anima non rimarremo indifferenti. (C. H. Spurgeon.)

Il linguaggio di un grido:

Questo pover'uomo non fece una grande orazione; Ha iniziato a piangere

1.) Era corto: era solo un pianto. In grande dolore un uomo griderà; Non può farne a meno, anche se lo facesse. Un pianto è breve, ma non è dolce. È intenso e doloroso, e non può essere messo a tacere. Piangiamo perché dobbiamo piangere. Questo pover'uomo gridò: "Dio abbi pietà di me peccatore". Non si tratta di una lunga raccolta, ma raccoglie una grande quantità di significato in poche parole. Era un breve grido: "Signore, salva o perisco"; e quell'altro: "Signore, aiutami". "Salva, Signore" è un grido notevole, così come "Signore, ricordati di me". Molte preghiere prevalenti sono come grida perché sono brevi, acute e incontrollabili

2.) Un pianto non è solo breve, ma amaro. Un pianto è una cosa dolorosa; È il linguaggio del dolore. Sarebbe difficile per me stare qui e imitare un grido. No, un grido non è artificiale, ma una produzione naturale: non viene dalle labbra, ma dall'anima, che un uomo grida. Un grido, accompagnato da un fiume di lacrime, un gemito amaro, un sospiro profondo: queste sono preghiere che entrano nelle orecchie dell'Altissimo. O penitente, quanto più ti rattristi nella tua preghiera, tanto più la tua preghiera ha le ali verso Dio! Un pianto è una cosa breve e una cosa amara

3.) Un grido ha in sé molto significato, e non musica. Non puoi mettere un grido in musica. Il suono stride all'orecchio, raspa il cuore, sussulta e rattrista le menti di coloro che lo sentono. Le grida non sono per i musicisti, ma per chi è in lutto. Riuscirai a spiegare il pianto di un bambino? È dolore provato, un desiderio di sollievo espresso naturalmente, un desiderio che si impone in un suono; È una supplica, una preghiera, una lamentela, una richiesta. Non può aspettare, non tollera indugi, non rimanda mai la sua richiesta a domani. Un grido sembra dire: "Aiutami ora! Non ce la faccio più. Vieni, oh vieni, in mio soccorso!" Quando un uomo piange, non pensa mai al tono della sua voce; ma grida come può, dal profondo della sua anima. Oh, per altre preghiere del genere!

4.) Un pianto è una cosa semplice. La prima cosa che fa un neonato è piangere; E di solito ne fa in abbondanza per anni dopo. Non c'è bisogno di insegnare ai bambini a piangere: è il grido della Natura in difficoltà. Tutti i bambini possono piangere; Anche coloro che sono privi delle loro facoltà di ragionamento possono piangere. Sì, anche la bestia e l'uccello possono piangere. Se la preghiera è un grido, è chiaro che è uno degli atti più semplici della mente. Dio ama le espressioni naturali quando ci presentiamo davanti a Lui. Non ciò che è bello, ma ciò che è in fiamme, Egli ama. Non ciò che è vestito, ma ciò che salta fuori dall'anima così come è nato nel cuore, Egli si compiace di ricevere. Quel pover'uomo non fece nulla di grandioso, ma pianse dall'anima

5.) Un pianto è tanto sincero quanto semplice. La preghiera non è l'imitazione di un grido, ma la cosa reale. Non c'è bisogno di chiedere a un uomo o a una donna, quando piange: "Dici sul serio?" Potrebbero piangere altrimenti? Un vero pianto è il prodotto di un vero dolore e l'espressione di un vero bisogno; e quindi è una cosa reale. (Ibidem)

Testimonianza del potere della preghiera:

Una persona dice: "Ho gridato al Signore ed Egli mi ha ascoltato". "Ma", dice un obiettore, "questa è una facilità speciale". Si alza un secondo testimone e dice: "Questo povero ha pianto e il Signore lo ha ascoltato". «Beh, sono solo due; e due casi potrebbero non essere una regola". Poi, ne sale un terzo, un quarto, un quinto, un sesto, un settimo, e in ogni disagio è la stessa storia: "Questo povero gridò, e il Signore lo ascoltò". Sicuramente deve essere indurito nell'incredulità colui che rifiuta di credere a tanti testimoni. Ricordo la storia di un avvocato, uno scettico, che partecipò a una riunione di classe in cui l'argomento era simile al nostro tema di questa mattina. Sentì circa una dozzina di persone raccontare ciò che il Signore aveva fatto per loro; e disse, mentre sedeva lì: "Se dovessi avere un caso in tribunale, mi piacerebbe avere questa brava gente come testimone. Li conosco tutti, sono i miei vicini, sono persone semplici, schiette e oneste, e so che potrei avere qualsiasi agio se li avessi dalla mia parte". Poi sostenne molto candidamente che ciò su cui tutti erano d'accordo era vero. Credeva loro in altre cose, e non poteva dubitare di loro in questo, che era per loro il più importante di tutti. Tentò la religione per conto suo, e il Signore lo ascoltò; e ben presto fu alla riunione di classe, aggiungendo la sua testimonianza alla loro. (Ibidem)

L'angelo del Signore si accampa... e libera. - Ritratto di un brav'uomo:

(I.) Come Divinamente influenzato. "Quelli che lo temono". L'uomo buono è uno che teme Dio

(II.) Come divinamente custodito

1.) Individualmente. Dio considera gli individui, così come le nazioni, i mondi e i sistemi

2.) Completamente. Protegge tutto l'uomo, corpo, anima e spirito

3.) Eternamente. Attraverso il tempo, nella morte, per sempre, "Egli si accampa intorno a sé".

(III.) Come Divinamente liberato. "E li libera".

1.) Dai mali fisici. Infermità, malattie, morte

2.) Dai mali intellettuali. Errori, pregiudizi, ignoranza

3.) Dai mali sociali. I lutti della morte, le delusioni delle amicizie ipocrite

4.) Dai mali spirituali. Impurità del cuore, rimorso di coscienza, conflitto dell'anima. (Omileta.)

L'angelo accampato:

Se accettiamo l'affermazione contenuta nella soprascritta di questo salmo, esso risale a una delle ore più buie della vita di Davide. Le sue fortune non furono mai inferiori a quelle di quando fuggì da Gat, la città di Golia, ad Adullam. Non appare mai in una luce meno nobile di quando fingeva la follia per scongiurare i pericoli che lì poteva ben temere. Quanto è diversa il terrore e l'autodegradazione dell'uomo che "ha strisciato sulle porte" e ha lasciato che "la saliva gli scorresse sulla barba", è l'eroica e santa costanza di questo nobile salmo! L'"Angelo del Signore" qui deve essere preso collettivamente, e il significato è che "le schiere luminose e bardate" di questi messaggeri Divini sono, come un esercito di protettori, intorno a coloro che temono Dio. Ma la Scrittura parla anche di Uno, che è in senso eminente "l'Angelo del Signore", nel quale, come in nessun altro, Dio pone il suo "Nome". Egli è il capo delle schiere celesti. Apparve quando Abramo "prese il coltello per uccidere suo figlio" e lo trattenne. Parla a Giacobbe a Betel e dice: "Io sono il Dio di Betel"; e molti altri casi ci sono. È questo messaggero alto e misterioso che Davide vede in piedi pronto ad aiutare, come un tempo stava in piedi, con la spada al fianco di Giosuè. Al capo guerriero, al salmista guerriero, Egli appare, secondo le loro necessità, corazzato e militante. La visione della presenza divina assume sempre la forma che le nostre circostanze richiedono di più. Allora il bisogno di Davide era sicurezza e protezione. Perciò vide l'Angelo dell'accampamento; in quanto a Giosuè, il capo, Egli apparve come il Capitano dell'esercito del Signore; e quanto a Isaia, nell'anno in cui il trono di Giuda fu svuotato dalla morte del re terreno, fu data la visione del Signore seduto su un trono, il Re Eterno e Immortale. Così per tutti noi la Sua grazia modella la sua espressione secondo i nostri bisogni, e lo stesso dono è Proteiforme nel suo potere di trasformazione; essendo per un uomo la saggezza, per un altro la forza, per la compagnia solitaria, per la triste consolazione, per il lieto sobrio, per il pensatore la verità, per l'operaio la forza pratica, per ciascuno il desiderio del suo cuore. Imparate anche, da questa immagine, in cui il salmista si appropria dell'esperienza di una generazione passata, come dovremmo alimentare la nostra fiducia e ampliare le nostre speranze con tutti i passati rapporti di Dio con gli uomini. Davide guarda indietro a Giacobbe, e crede che il vecchio fatto si ripeta ai suoi giorni. Quindi ogni vecchia storia è vera per noi; Sebbene la forma esteriore possa cambiare, la sostanza interiore rimane la stessa. Mahanaim è ancora il nome di ogni luogo in cui un uomo che ama Dio pianta la sua tenda. Il nostro debole accampamento può essere esposto all'assalto, e noi siamo tutti inadatti a proteggerlo, ma c'è anche l'altro accampamento, e i nostri nemici devono aprirsi un varco prima di raggiungerci. "Il Signore degli eserciti è con noi". Ricordate solo che solo l'occhio della fede può vedere quella guardia, e che quindi dobbiamo sforzarci di mantenere fresca e vivida la nostra coscienza della sua realtà. Notate anche l'ultima parola di liberazione. Questo salmo ricorre continuamente a quell'idea. La parola ricorre quattro volte in esso, e il pensiero ancora più spesso. Egli è abbastanza sicuro che tale liberazione deve seguire se la presenza dell'Angelo è lì. Ma sa anche che l'accampamento dell'Angelo del Signore non allontanerà i dolori, le prove e le forti necessità. Quindi la sua più alta speranza non è l'immunità da questi, ma la salvezza da essi. E il suo fondamento di speranza è che il suo alleato celeste non può lasciarlo vincere. che non permetterà che sia turbato e messo in pericolo quello che ha trovato; che non lascerà che sia schiacciato, egli crede. Le speranze ombrose e modeste sono quanto di più luminoso possiamo osare di custodire. Ma è il minimo che abbiamo il diritto di aspettarci. E così l'apostolo, quando fu in vista della scure del capo, proruppe nell'estasi delle sue ultime parole: "Il Signore mi libererà da ogni opera malvagia e mi preserverà per il suo regno eterno". (A. Maclaren, D.D.)

Il ministero degli angeli:

Tale ministero è insegnato in tutta la Bibbia. Noi non conosciamo la natura e la costituzione dei mondi e degli esseri invisibili. Ci viene insegnato Daniele 12:1 che ci sono angeli custodi e che ci sono angeli malvagi Efesini 6:12. Il loro nome derivava dalla circostanza che erano stati mandati a fare varie commissioni. Il Signore appariva spesso sotto forma di angelo. Oggi gli angeli si interessano profondamente del benessere del popolo di Dio. La loro forma di ministero è cambiata, ma non la sua realtà Luca 15; Matteo 18:10; Ebrei 1:14. E perché non dovremmo credere che Dio ci aiuta e ci difende per mezzo degli angeli, come dichiara il nostro testo? Ma solo coloro che temono il Signore godono di questa tutela. I santi angeli non possono avere comunione con le menti non sante. Non mettiamo in dubbio la verità di questo ministero, ma accettiamolo con gratitudine. (J. Slade, M.A.)

8 SALMO 34

Salmi 34:8-14

Gustate e vedete che il Signore è buono.-Esortazione importante:-

(I.) Una chiamata al godimento della bontà divina (vers. 8) . Due cose sono necessarie per godere di questa bontà:

1.) Libertà dal senso di colpa

2.) Un senso di vera gratitudine

(1) Godere della bontà di Dio implica confidare in Lui

(2) La fiducia in Lui assicura la vera beatitudine

(II.) Una chiamata a un'esperienza religiosa superiore (vers. 9, 10) . Dobbiamo continuare a conoscere il Signore, dimenticare "le cose che sono dietro e avanzare verso le cose che sono davanti". "Non c'è mancanza di nulla per quelli che lo temono".

1.) Il bisogno è una calamità

2.) Più alta è l'esperienza religiosa, minore è la tendenza a desiderare

(III.) Un richiamo alle istruzioni dell'esperienza. (Ver. 11)

1.) L'insegnamento più alto è l'insegnamento del Signore

2.) La giovinezza è la stagione migliore per questo insegnamento

3.) Insegnare ai bambini la religione è degno della dignità degli uomini più grandi

(IV.) Una chiamata a obbedire alle condizioni della longevità (vers. 12, 14)

1.) Gli uomini desiderano una lunga vita

2.) L'eccellenza morale favorisce una lunga vita. (Omileta)

Assaggia e vedi:

Questo è il linguaggio dell'esperienza, e quello che non ha un carattere comune. Il salmista desidera che tutti coloro che potrebbero partecipare alla sua prova possano partecipare alla sua liberazione. Ci dice:

(I.) Della sua esperienza. Paolo, come Davide, dice di aver "gustato il dono celeste". La parola è molto enfatica, perché il senso del gusto include la maggior parte degli altri: vista, olfatto e tatto. E certamente è così nelle cose spirituali. Ci sono fra coloro che sono chiamati cristiani tre classi distinte. Ci sono, in primo luogo, coloro che odono senza vedere; c'è chi sente e vede, senza gustare; e ci sono quelli in cui tutti e tre si uniscono, ai quali "la fede viene dall'udire", nei quali la fede cresce dalla visione, nei quali la fede è perfezionata e consumata dal gustare

(II.) L'invito. Coloro che hanno fatto l'esperienza del salmista non possono non desiderarla per gli altri

(III.) La benedizione. Un uomo simile è benedetto, anche nel trust stesso; e la benedizione è tale che nemmeno gli errori del suo debole giudizio distruggeranno, che nemmeno l'infermità del suo fragile proposito potrà intaccare. (Thomas Dale, M.A.)

L'invito del salmista:

I salmi sono posti al centro della Bibbia, come il cuore al centro del corpo. Il cuore è la sede della vita. I salmi sono la vita della religione. Altre parti della Bibbia descrivono la religione, ma i salmi sono la religione stessa. Chi le legge sinceramente non può che essere religioso; e chi se ne appropria troverà vita, salute ed energia impartite a tutto il suo essere spirituale

(I.) Come invito. "O assaggia e vedi", ecc. Non è vedere e gustare. Prima di assaggiare una sostanza, generalmente la guardiamo. Ma qui, dobbiamo assaggiare prima di poter vedere. Ci deve essere un gusto per le cose divine prima di poter vedere e godere di Dio. Ciò che dobbiamo vedere è: "che il Signore è buono". Il cristiano lo sa e lo sente. Lo vede nella Natura, nella sua stessa cornice, nella struttura del corpo, nella sua unione con l'anima. E in quell'anima stessa, e, specialmente, nella sua redenzione da Cristo

(II.) Il personaggio a cui ci si riferisce: l'uomo che "confida" in Dio. Non è la conoscenza, l'intelletto, l'eloquenza, la fede, e nemmeno il potere di fare miracoli, o di mostrare lo zelo di un martire, ma la fiducia è ciò di cui si parla qui. Si intende la fiducia in Dio. Anche tra gli uomini questo ha un grande potere. Che cosa farà l'uomo per un altro in cui confida? Che cosa non farà quella donna per l'uomo con cui si confida?

(III.) La benedizione promessa. È più l'affermazione di un fatto che una promessa, perché è beato l'uomo che confida in Dio. Con l'azione stessa sulla sua mente e sul suo cuore della fiducia che egli ripone in Dio. Dà all'anima una santa audacia, una pace sicura. E non solo è benedetto in se stesso, ma diventa una benedizione per gli altri. La sua luce risplende davanti agli uomini perché anch'essi glorifichino Dio. (W. Blood, M.A.)

Ricreare il palato:

Questo appello fiducioso e giubilante giunge al termine di una serie di splendide testimonianze, come quelle che si possono ascoltare in molte ferventi riunioni esperienziali. Un uomo confessa di essere stato una volta invischiato in una moltitudine di paure che avevano paralizzato il suo cammino verso Sion: "Ho cercato l'Eterno, ed egli mi ha esaudito, e mi ha liberato da tutti i miei timori!" Un gruppo di testimoni allegri testimoniò che nei giorni passati i loro volti erano stati offuscati dal dolore, perché il sole era uscito dalle loro anime: "Lo guardarono e furono illuminati!" Un uomo confessò di essere stato in molte situazioni difficili, strettamente assediato da potenti tentazioni: "E questo povero pianse, e il Signore lo ascoltò e lo salvò da tutte le sue tribolazioni". E allora sembra che le testimonianze individuali si fondano in un unico ceppo di trionfante certezza: "L'angelo del Signore si accampa intorno a coloro che lo temono". Ora, da queste testimonianze, e come loro conseguenza, scaturisce un potente appello: "Gustate e vedete che il Signore è buono". Non fidarti del sentito dire! Non accontentatevi delle testimonianze degli altri, ma solo delle conoscenze teoriche! Diventate sperimentali e giudicate voi stessi! "Assaggia e vedi!" Ma ci si può fidare del palato di tutti per dare un giudizio accurato? Sappiamo che ci sono serie differenze nelle facoltà di discernimento nei palati materiali degli uomini. Un uomo apprezza un sapore che per un altro è ripugnante. Un palato può discernere un sapore squisito mentre un altro non scopre altro che insipidità. E le differenze non possono essere ugualmente manifeste nella sfera morale e spirituale? Jonathan Edwards ha descritto il senso morale con la figura di un palato, e lo ha considerato come una facoltà attraverso la quale dobbiamo apprezzare le differenze tra il male e il bene. Ma ci si può sempre fidare di un palato? Stabiliamo uno o due principi che operano in ambiti diversi dalla coscienza. È perfettamente vero che un potere trascurato si atrofizza. Nell'arte possiamo intaccare il palato artistico con la comunione con il cattivo lavoro. Ruskin sottolinea sempre il pericolo di avere comunione con un cattivo lavoro artistico. Tale comunione vizia le concezioni estetiche, e il loro potere di discernimento fine è compromesso. Il principio vale per la letteratura. Se vogliamo mantenere un palato letterario delicato, dobbiamo mantenere la nostra comunione con i prodotti letterari più rari. Se, tuttavia, lasciamo i capolavori e prendiamo dimora in ciò che è grezzo e banale, il nostro stesso potere perderà qualcosa della sua bella percezione e potrebbe alla fine cessare di registrare qualsiasi giudizio affidabile. È diverso con il palato religioso? Prendiamo quello che chiamiamo il senso morale. Sicuramente la nostra esperienza giustifica l'affermazione che questo particolare potere può essere così trascurato e abusato dalla comunione malvagia che i suoi giudizi sono resi perfettamente falsi. La Bibbia dichiara che le percezioni morali di alcuni uomini sono così pervertite che chiamano il bene male e il male bene. Dolce lo chiamano amaro, e amaro lo chiamano dolce. Dichiarano che "la vendetta è dolce" e che lo stato d'animo del perdono è stantio e insapore. E certamente possiamo dire che anche nelle regioni più elevate, in quelle specificamente spirituali, i nostri poteri possono essere usati in modo tale da cessare di comprendere e apprezzare facilmente Dio. È possibile per gli uomini "rifiutare di avere Dio nei loro pensieri", e la conseguenza è che con il loro stesso rifiuto sono "abbandonati" a "una mente reprobia", che alla fine può lasciarli in uno stato d'animo insensibile che può essere descritto solo come "sentimento passato". Come possiamo dunque dire a queste persone: «Gustate, vedete che il Signore è buono?». Quale sarebbe il valore del loro giudizio? Si può contare sul loro palato? Possono assaggiare e poi allontanarsi con pura indifferenza. Ora, un uomo sa perfettamente quando è privo di gusto per queste cose. Ma ha il desiderio di essere diverso? Il fascino del mio testo è rivolto agli uomini e alle donne che non hanno gusto per l'alto, ma che desiderano acquisirlo. Porta il tuo palato trascurato o pervertito, e vedi cosa si può fare con esso! Permettetemi di invertire l'ordine del testo, perché la chiave della nostra difficoltà si trova nella seconda frase: "Beato l'uomo che confida in Lui". Ora, un uomo può iniziare con la fiducia in Dio che non ha ancora alcun gusto per le cose di Dio. Ora il testo afferma che il risultato sicuro di tale fiducia è una condizione di beatitudine: "Beato l'uomo che confida in lui". In che cosa consiste questa beatitudine? Riscattamola per un momento da tutte le suggestioni del futuro e dalla maturazione del desiderio in una vita trasfigurata e glorificata. Il futuro ha vasti tesori nascosti nelle sue stanze segrete, e chi confida nel Signore è l'erede di tutti loro! "Ti ridarò la salute". Quando consegniamo la vita a Dio, le meravigliose energie dello Spirito iniziano il benedetto ministero della ricreazione, del rinnovamento del tono, della facoltà e della funzione. E in questo restauro c'è di mezzo la pulizia e l'affinamento del palato. Quando siamo malati e malati abbiamo un disgusto per il bene, ma quando la malattia comincia a passare, l'appetito naturale viene ripristinato e il buon cibo diventa appetitoso. Ora, questo è ciò che il Signore compie per coloro che ripongono la loro fiducia in Lui. Ne fa uomini nuovi! Noi diventiamo uomini e donne nuovi in Cristo Gesù, e in quella vita spirituale trasfigurata si trova la nostra eterna beatitudine. E quindi questo è il mio appello a voi. Attipresente il tuo gusto più alto può essere un disgusto positivo; Il tuo palato potrebbe essere perverso e falso. Quando preghi, non provi alcun piacere nella comunione. Quando canti, non ti dà gioia. Ebbene, ora affidati al Signore, anche se nell'affidamento non c'è alcuna gioia presente. OffriteGli tutti i poteri della vostra personalità, tutte le attività della vostra vita, e lasciate che siano impressionate e governate dalla Sua volontà che tutto controlla. Confida in Lui, e la malattia sarà scacciata dalla tua anima, e i tuoi poteri restaurati cominceranno ad essere esercitati in una libertà eccellente e perspicace. E nel restauro generale il tuo palato parteciperà, e acquisterai un gusto per le cose eccellenti! Avrete gioia nella Sua comunione. (J. H. Jowett, M.A.)

L'invito a godere della bontà di Dio:

(I.) Ci viene ricordato che il Signore è buono. Egli è originariamente, essenzialmente, immutabilmente, supremamente buono. Mi sento in difficoltà nell'esprimere quanto sia buono. A quali immense famiglie Dio provvede continuamente nell'aria e sulla terra e nel sigillo? E soprattutto la Sua bontà si vede nel dono del Signore Gesù Cristo. A Lui tutti i contriti, gli afflitti, i tentati vengano a cercare aiuto. E tutto questo per i peccatori

(II.) Il modo migliore per conoscere questa bontà è assaggiarla. Cioè: applicatelo, provatelo e provatelo da voi stessi. Esiste una cosa come la religione sperimentale. Molti hanno piena conoscenza della teoria della religione, ma non ne hanno esperienza. Conoscono da tempo le sue verità, ma non ne hanno mai sentito il potere. Oh, le miserie di predicare a tali persone, che non hanno bisogno di informazioni, a queste che non provano alcuna emozione. Oh, che contraddizione perpetua c'è tra il tuo credo e la tua condotta! Non sei felice; eppure, in un modo o nell'altro, fai in modo di non essere infelice! Ma non è così per tutti: c'è chi ha «gustato che il Signore è misericordioso». Voi sapete che il Signore è buono per la vostra esperienza. Ora, osserverete che noi, all'inizio, cerchiamo le benedizioni della salvezza, solo per un senso del nostro peccato e della nostra colpa; perché non ne abbiamo mai goduto prima. Ma dopo che li abbiamo posseduti, allora li desideriamo, non solo per un senso di bisogno, ma anche per un senso di gusto e di ricordo. Sì; Allora ricordiamo ciò che ci ha favorito e desideriamo di più. Poi, in secondo luogo, produce una convinzione più piena della verità di queste cose. Ora, penso, posso fidarmi di qualsiasi povero illetterato in presenza del filosofo più sottile, che si sforzerebbe di persuaderlo che il miele è acido e che il fiele è dolce. Perché, diceva al tentatore, "mi faresti un po' di ragionamento? Puoi ragionare, puoi ridicolizzare; ma non riuscirai mai a convincermi".

(III.) L'invito a indurre gli altri ad acquisire questa conoscenza per se stessi. "Gustate e vedete che il Signore è buono"; "Beato l'uomo che confida in lui". Ora, questa "degustazione" ha diverse cose ad essa collegate

1.) Questo è molto distinguibile dallo zelo di partito. Ci sono alcuni individui che non sono mai soddisfatti senza portare gli altri alle loro opinioni e sentimenti peculiari. Non basta che le persone seguano Cristo, devono camminare con loro

2.) Questo invito si distingue dal mero affetto relativo, perché deve raggiungere gli altri; deve estendersi agli estranei. Prendersi cura dei propri è molto lodevole, ma la nostra cura non deve fermarsi qui

3.) Dobbiamo aspettarci un rimprovero nel dare questo invito. C'è qualcosa di molto singolare in questo. Chi viene biasimato per i suoi tentativi di soccorrere gli altri con la carità? Non sono considerati come interferenti, se si avventurano a guarire i malati o a nutrire gli affamati. Se le persone non approvano il modo, danno loro credito per l'atto. Eppure, quando ti sforzi di salvare gli altri, sei considerato come un ficcanaso. Oh, diranno: "Tu vai in cielo a modo tuo, andiamo per la nostra strada. Noi non interferiamo con voi: siate religiosi quanto volete, ma tenete la vostra religione per voi". Un uomo non può tenere per sé la sua religione. Se ne ha, si manifesterà. "Non possiamo fare a meno di dire le cose che abbiamo visto e udito". (W. Jay.)

La bontà di Dio:

1.) La considerazione di questo argomento ha la tendenza a fissare le nostre menti in uno stato di tranquillità e soddisfazione. La bontà perfetta è alla testa del mondo; e, quindi, ci si può aspettare che in esso si svolga tutto ciò che la mente più benevola può desiderare

2.) La bontà di Dio è l'oggetto proprio delle nostre più calorose lodi. Dobbiamo perderci nell'insensibilità se riusciamo a contemplarla senza sentirci spinti all'adorazione e al ringraziamento

3.) La bontà di Dio ci mostra la follia e la bassezza del peccato. Ogni male morale è un abuso dell'amore e della disobbedienza all'autorità di quell'Essere che ci fa sempre del bene, e il cui carattere comprende in sé ogni eccellenza che può essere motivo di affetto e di venerazione

4.) La bontà di Dio dovrebbe essere imitata da noi. Nessun essere può avere un'ambizione più alta o più nobile. Così saremo la Sua vera progenie e ci assicureremo il Suo particolare favore e protezione

5.) La bontà di Dio dovrebbe impegnarci a riporre la nostra fiducia in Lui. In che modo la riflessione che Egli regna dovrebbe ravvivare i nostri cuori e dissipare le nostre angosce! Che cosa non possiamo sperare dalla Sua sconfinata bontà! Come sono al sicuro tutti i nostri interessi sotto la Sua direzione! (R. Price, D.D.)

L'esperienza del santo della bontà divina:

Sebbene Dio sia infinitamente buono in Se Stesso, e nella dispensazione dei frutti della bontà verso tutte le Sue creature; eppure la Sua bontà e le Sue benedizioni distintive si estendono solo a coloro a cui Egli si manifesta in un modo diverso da quello che fa al mondo, e che credono in Suo Figlio secondo il Vangelo

(I.) Questi contemplano e sperimentano la bontà della Sua natura. "Dio è amore. In questo si è manifestato", ecc. Se ne avessi solo una visione, se cercassi di condividere i suoi effetti benedetti. Possiamo dire della bontà di Dio, ciò che Cristo disse alla donna di Samaria: "Se tu conoscessi il dono di Dio", ecc. Quanto deve essere ristoratrice e soddisfacente l'esperienza della bontà e dell'amore divini; riguardo al quale il profeta Geremia predice: "Verranno e scorreranno insieme" Geremia 31:12-14

(II.) Gustate e vedete la bontà di Dio nei Suoi attributi. La Sua grazia condiscendente si è manifestata verso di te, quando eri del tutto indegno del Suo favore. La Sua clemenza si manifesta nel moderare i castighi necessari che Egli ritiene necessario infliggere

(III.) Gustate e vedete che il Signore è buono nelle Sue dispensazioni, sia di provvidenza che di grazia. "Tutte le vie del Signore sono misericordia e verità".

1.) Ogni benedizione, ogni cambiamento, ogni lutto sarà santificato per te, e coopererà per il tuo bene

2.) Puoi anche contemplare e sperimentare che il Signore è buono nelle dispensazioni della Sua grazia

(IV.) Gustate e vedete la bontà del Signore nelle Sue ordinanze. Ogni istituzione divina è un canale attraverso il quale Egli trasmette le Sue migliori benedizioni; una piazza del mercato in cui ottengono provviste spirituali; un santuario dove contemplano la Sua potenza e la Sua gloria

(V.) Gustate e vedete che il Signore è buono nel Suo patto. Quale ammirevole bontà ha mostrato Dio entrando di nuovo in alleanza con noi, dopo che avevamo infranto la prima alleanza. È l'alleanza della pace, dell'amore e della vita; l'alleanza della speranza e delle promesse confermate dalla morte di Cristo e sigillate con il suo sangue. Tutto il bene e nient'altro che il bene, la grazia e la gloria, con ogni bene si trova qui. (W. McCulloch.)

Un invito a partecipare alla bontà del Signore:

(I.) Qualcosa di presunto. Che "il Signore è buono".

1.) Dio è infinitamente buono

2.) Buono in modo indipendente

3.) Assolutamente buono

4.) Immutabilmente buono

5.) Universalmente buono

6.) Eternamente buono

(II.) Qualcosa di implicito. Che la bontà del Signore sia vista e gustata

1.) Nella creazione

2.) Nel provvedimento preso per tutte le creature

3.) Nella redenzione del mondo per mezzo di Gesù Cristo

4.) Nei mezzi della grazia

5.) Nelle ricompense del cielo

(III.) Qualcosa è stato ingiunto. "O assaggia e vedi", ecc. Questo invito, richiesta o ammonimento è:

1.) Divino nella sua origine

2.) Ragionevole nella sua natura

3.) Piacevole nel suo esercizio

4.) Redditizio nel suo risultato

Inferenze:

1.) C'è qualcosa di più nella religione della mera professione, o della forma esteriore; c'è l'esercizio dei poteri mentali; gustare e vedere il Signore è buono. Questo è personale e noto solo a noi stessi

2.) Come sono miserabili coloro che rinunciano a questi piaceri, che non conoscono altro che la gratificazione animale e il piacere sensuale

3.) Coloro che godono della pietà personale sono ansiosi che gli altri realizzino lo stesso godimento

4.) Se il Signore è buono, impariamo il disegno di quella bontà Romani 2:4. (Schizzi di quattrocento sermoni.)

Prova sperimentale della bontà di Dio:

(I.) Il fatto a cui si allude nel testo. Minimizziamo l'espiazione quando la consideriamo semplicemente come uno, forse il migliore, dei diversi possibili piani di salvezza. Non c'è altro modo, nessun altro nome con cui Dio può salvare, anche se la natura e il carattere del peccatore ammettessero di essere accettati da altri. Questo piano e questo nome sono radicati e fondati nella natura di Dio. "Misericordia e Verità", o Giustizia, "si sono incontrate"; "Giustizia", o Giustizia, e "Pace", o Perdono, "si sono baciati l'un l'altro".

(II.) La dottrina del testo. "Assaggia e vedi." La religione è un'esperienza benedetta, beata, gloriosa. Scaccia la paura, scaccia il dubbio e addolcisce tutta la vita umana. La religione è amore, e l'amore è un'esperienza della mente, del cuore e dell'anima. Amiamo un padre, un marito, una moglie, un genitore e un figlio, e lo sappiamo. Lo sappiamo per esperienza, per testimonianza dello spirito umano. L'amore per Dio è alloggiato nell'esperienza umana, nella coscienza umana, proprio dove sono alloggiati tutti gli altri amori, e possiamo sapere che amiamo Dio con la stessa prontezza con cui sappiamo di amare i nostri genitori. Non abbiamo che una sola testimonianza del fatto di tutti gli amori umani; ma del fatto dell'amore divino abbiamo due testimoni: il nostro spirito e lo Spirito di Dio. Questo rende la garanzia doppiamente sicura. Il nostro spirito dice che amiamo Dio, e lo Spirito di Dio nel nostro dice che Lo amiamo

(III.) L'esortazione implicita nell'interiezione "O!" Voi affamati, poveri, qui c'è munificenza e ricchezza, senza denaro e senza prezzo. Ecco uno spettacolo che appagante, e un gusto che riempie l'anima di infinita pienezza. È l'unica bontà degna di questo nome; La perfezione della bontà. Voi che state cercando di trovare Dio nella Natura, oh venite qui, e imparatelo come è visto nella grazia, e allora la Natura non sarà così intricata come sembra essere ora. Oh, voi che dubitate del cristianesimo, la cui vita è piena di dolore e di tenebre, uscite alla luce e godete la pienezza della benedizione; anche la testimonianza diretta dello Spirito Santo. (R. G. Porter.)

Valore dell'esperienza:

L'appello a sperimentare è...

1.) Molto semplice. Semplice nei due sensi: in contrapposizione a ciò che è complesso, o complicato e richiede una mente acuta e allenata. La gloria del Vangelo è che è per la mente comune, l'uomo medio. Colui che sa abbastanza per commettere peccato sa abbastanza per essere salvato

(1) È semplice in contrapposizione a ciò che è sottile. L'insidia dell'argomentazione è il sofisma, che può disporre l'argomento in modo da sembrare dimostrare ciò che non è vero. Macaulay può scrivere anche la storia in modo da influenzare il lettore da una parte o dall'altra di una controversia

(2) Molto certo. Ci si può fidare dell'esperimento quando l'argomentazione è inaffidabile e fuorviante. È lecito diffidare di qualsiasi ragionamento che contraddica l'esperienza nota. Froude dice che l'acido prussico e la gomma arabica sono essenzialmente, elementarmente, la stessa cosa. Non è così; ma, se lo sono, uno uccide, l'altro è innocuo. Molti logici diffidano dell'argomento che usano per convincere gli altri. Ma nessun uomo sano di mente ha mai contestato la testimonianza dei suoi sensi

2.) In materia di religione non possiamo sperimentare con i nostri sensi, ma con la nostra ragione e coscienza, che sono i sensi dell'anima. La comunione con Dio è il più convincente di tutti gli argomenti a favore dell'Essere di Dio, e la dimostrazione pratica dell'efficacia della preghiera. Nessun esperimento è più semplice in natura, più sicuro nei risultati, più sublime in conclusione. L'oratorio è anche l'osservatorio da cui si ha la visione più chiara di Dio e delle cose celesti. (Mensile omiletico.)

Religione piacevole per i religiosi:

Questa eccellenza e desiderabilità dei doni di Dio è un argomento che ci viene ripetutamente presentato nella Scrittura Isaia 25:6; 61:1-3; Osea 14:5-7; Salmi 81:13-16. Altri passi dei Salmi parlano di questa beatitudine, oltre al testo Salmi 4:7; 16:6; 19:10; 28:7; 65:4. I piaceri del peccato non devono essere paragonati in pienezza e intensità ai piaceri di una vita santa. I piaceri della santità sono molto più piacevoli per il santo che i piaceri del peccato per il peccatore. Nessuno può conoscere, tuttavia, le gioie dell'essere santo e puro, se non il santo. Nessuno si meravigli, quindi, che l'obbedienza religiosa sia davvero così piacevole in se stessa, quando a loro sembra così sgradevole. Non si meraviglino che non si possa spiegare loro cosa sia il piacere. È un segreto finché non cercano di essere religiosi. Nient'altro che Dio, lo Spirito Santo, può aiutarci in questa materia, illuminando e cambiando i nostri cuori. Così è; e tuttavia dirò una cosa, per suggerirvi quanto siano grandi le gioie della religione. C'è qualcuno che non sappia quanto sia doloroso il sentimento di una cattiva coscienza? Le persone si abituano e perdono questo sentimento; ma, finché non ci riduciamo alla coscienza, è molto doloroso. E perché? È il sentimento del dispiacere di Dio, e quindi è così doloroso. Riflettete dunque: se il dispiacere di Dio è così angosciante per noi, il favore di Dio non dovrebbe essere esattamente il contrario? E questo è ciò che significa essere santi e religiosi. È avere il favore di Dio. Spero che ci siano alcuni di voi che provano piacere nel pensare a Dio, nel benedirlo per la misericordia del Vangelo e nel celebrare la morte e la risurrezione di Cristo. Queste persone hanno "assaggiato" e provato. Confido che trovino il sapore così paradisiaco che non avranno bisogno di alcuna prova che la religione sia una cosa piacevole. Che queste persone, dunque, pensino a questo: se una vita religiosa è piacevole qui, nonostante il vecchio Adamo abbia interrotto il piacere e li abbia contaminati, che giorno glorioso sarà se d'ora in poi saremo benedetti con l'ingresso nel Regno dei Cieli! (J. H. Newman, D.D.)

L'appello a sperimentare:

La conoscenza ci giunge attraverso tre canali principali: il primo, l'argomentazione rivolta alla ragione; il secondo, la testimonianza rivolta alla fede; e il terzo, l'esperimento, che fa appello alla coscienza. Qui l'appello è quello di sperimentare. Il linguaggio è tratto dalla sfera dei sensi. Ci viene detto di gustare e vedere, come se ogni senso fosse un occhio, e il risultato fosse la visione. Ci sono cinque sensi, e il gusto è forse il più semplice, il più antico e il più soddisfacente di tutti. I nostri occhi e le nostre orecchie possono ingannarci, ma raramente il nostro gusto. L'esperimento è qui posto davanti a noi come qualcosa di aperto a tutti, un modo breve, semplice e sicuro di testare la realtà di Dio e la Sua bontà. L'argomentazione non è semplice né certa, ma spesso molto sottile e insicura. La testimonianza è generalmente sicura, ma può essere errata. Ma l'esperimento ci impressiona tutti come se si potesse fare affidamento. Nessuno di noi diffida dell'evidenza dei propri sensi. Il testo afferma la possibilità di fare un esperimento su Dio che sarà conclusivo. L'agnostico dice che Dio non può essere conosciuto, perché è al di fuori della sfera dei sensi. Rispondiamo: Naturalmente non può essere conosciuto con i sensi, ma deve essere messo alla prova dalle facoltà destinate a tali esperimenti, cioè la ragione, la coscienza, l'amore, la sensibilità e la fede. (A. T. Pierson, D.D.)

9 SALMO 34

Salmi 34:9

Temete il Signore, suoi santi.-Una nobile vigliaccheria:-

Ciò significa che il timore di Dio non indica un difetto della natura. La cecità è un difetto; Sordità, zoppia: queste cose implicano privazioni. Ma il timore di Dio non comporta privazioni; implica il possesso. Quando entro in una pinacoteca, e guardo un'opera di qualche maestro, e dico: "Temo che non arriverò mai a questo", questo indica forse una mancanza da parte mia? Anzi, è la partecipazione. È la testimonianza che sono già un artista. La mia paura è l'ombra del mio amore; la nube in cui entro nasce dalla mia gloria trasfigurata. Non mi separerei dalla mia nuvola, né per i raggi di sole, né per i mondi. Mi dice che ho visto regioni al di là. È dall'anima dell'artista che conosco la mia inartisticità. La mia notte è venuta dal giorno; Non è il bisogno che mi fa paura. Oh, Tu Divinamente Bella, crea in me la paura dell'artista. Dammi la sensazione che non posso avvicinarmi a Te, che sto seguendo da lontano. Fa' che io senta che Tu sei in cielo e io sulla terra. Lasciami tremare davanti alla Tua bellezza, tremare all'impossibilità di essere mai degno di Te. Il mio tremore è il mio trionfo; il mio accovacciarsi è la mia corona; il mio giorno di giudizio è il mio anno di giubileo, perché il mio grido è venuto dal sapore della tua gloria, non c'è mancanza in coloro che ti temono. (G. Matheson, D.D.)

10 SALMO 34

Salmi 34:10

I leoncelli mancano e soffrono la fame, ma quelli che cercano il Signore non mancheranno di alcun bene.- Mancano i leoni, ma i bambini sono soddisfatti:

(I.) Una breve ma bella descrizione di un vero cristiano. Egli è uno che cerca il Signore. Questa descrizione di un cristiano è invariabilmente corretta

(II.) La promessa fatta a titolo di contrasto. "Non vorranno nulla di buono". "I giovani leoni mancano e soffrono la fame", questo è il complemento per far risaltare il gioiello e farlo risplendere più intensamente. "Non vorranno nulla di buono". Abbiamo sentito parlare del celebre assegno da un milione di sterline che è stato conservato; Eccone uno per milioni di milioni. Ecco una promessa grande come i nostri bisogni, grande come le nostre necessità, profonda come le nostre angosce. Ma qui c'è un contrasto. "I giovani leoni mancano", ecc. Ci sono certi uomini nel mondo che, come i leoni, sono re sugli altri. Sono uomini grandi e potenti; non hanno bisogno di un Salvatore, o dello Spirito Santo! Forse pensate, come Davide, che "non sono afflitti come gli altri uomini". Ma questo non lo sapete. Molto spesso sono afflitti quando non te lo dicono. "I giovani leoni mancano e soffrono la fame; ma coloro che cercano il Signore non mancheranno di alcun bene". Per quanto poveri e indifesi siano, non avendo opere di giustizia proprie, confessando il loro peccato e la loro depravazione, non mancheranno nulla di buono. Non è stupefacente? (C. H. Spurgeon.)

Il vantaggio di cercare il Signore:

(I.) Il carattere qui specificato

1.) A loro è stato dato di vedere e sentire la necessità di cercare il Signore

2.) Hanno cercato il Signore nel modo stabilito

3.) Cercare il Signore è un dovere costante

4.) Lo cercano con serietà e diligenza

(II.) Il vantaggio di cercare il Signore. Non vorranno nulla di buono...

1.) Connessi con la loro salvezza o accettazione con Dio

2.) Connesso con la Divina Provvidenza

3.) Necessario per la loro protezione e guida attraverso la natura selvaggia di questo mondo

4.) Per confortarli nell'oscurità e nei guai

5.) In riferimento alla comunione con Dio

6.) Per quanto riguarda il sostegno nella morte

7.) Per assicurare il loro arrivo sicuro in cielo

(III.) Applicazione

1.) Impara a rintracciare tutta questa bontà fino alla sua giusta fonte. Dio ti ha dato il Suo dono più prezioso, sì, Cristo, quindi gli inferiori non saranno trattenuti Romani 8:32

2.) Poiché nulla di umano potrà mai diventare un sostituto della cura divina, vivete costantemente nel suo godimento

3.) Quanto deve essere grande la povertà e la miseria del peccatore. Egli è privo di tutte queste cose buone. (Aiuta per il pulpito.)

Lottando e cercando:

(I.) La lotta che fallisce sempre. "I giovani leoni mancano e soffrono la fame". L'idea è che gli uomini, la cui vita è una lunga lotta per appropriarsi sempre di più del bene esteriore, stiano vivendo un tipo di vita che è più adatto alle bestie che agli uomini. Qual è il vero carattere della vita della maggior parte delle persone se non una lotta, un desiderio di avere e un fallimento da ottenere? Le bestie da preda, ci dicono i naturalisti, sono sempre magre. È l'ordine graminivoro che coltiva docilmente e pacificamente i pascoli ben nutriti e in buone condizioni, "le quali cose sono un'allegoria". "I giovani leoni mancano e soffrono la fame". Non c'è mai soddisfazione o successo da ottenere con questo modo di combattere, tramare e balzare sulla preda. Perché se non falliamo completamente, che è la sorte di tanti di noi, il successo ancora parziale ha poco potere di portare perfetta soddisfazione a uno spirito umano. Ricordate l'antica storia delle Mille e una notte, del meraviglioso palazzo che era stato costruito per magia, e tutte le cui finestre erano incastonate in pietre preziose, ma c'era una finestra che rimaneva disadorna, e che rovinava tutto per il proprietario. Il suo palazzo era pieno di tesori, ma un nemico guardò tutte le ricchezze e suggerì un difetto precedentemente inosservato dicendo: "Non hai un uovo di roc". Non aveva mai pensato di prendere un uovo di roc, e non sapeva cosa fosse. Ma la consapevolezza che mancava qualcosa si era risvegliata, e questo aveva guastato il suo godimento di ciò che aveva e lo aveva spinto a mettersi in viaggio per mettere al sicuro la cosa mancante. C'è sempre qualcosa che manca, perché i nostri desideri crescono molto più velocemente delle loro soddisfazioni, e più ne abbiamo, più ampio si estende il nostro desiderio, così che, come dice il vecchio e saggio Libro: "Chi ama l'argento non si sazierà d'argento, né chi ama l'abbondanza con l'aumento". Non si può riempire un'anima con l'intero universo, se non si mette Dio in essa

(II.) La ricerca che trova sempre. Ora, come possiamo "cercare il Signore"? Non lo cerchiamo come se non ci avesse cercati, o si fosse nascosto da noi. Ma la nostra ricerca di Lui è la ricerca di Colui che è vicino a ciascuno di noi, e che non si compiace tanto di riversarsi in ogni cuore. È una breve ricerca che il bambino per le gonne di sua madre, o per parte di suo padre, deve fare per madre o padre. È una ricerca più breve quella che dobbiamo fare per Dio. Lo cerchiamo con il desiderio, con la comunione, con l'obbedienza. E coloro che lo cercano in questo modo lo trovano nell'atto di cercarlo, con la stessa certezza con cui se apro gli occhi vedo il sole, come se dilatando i polmoni l'atmosfera si precipita dentro di loro. Perché Egli ci cerca sempre. "Il Padre cerca tali persone per adorarlo". Così, se lo cerchiamo, lo troveremo sicuramente. Ognuno di noi ha, in modo accurato e preciso, tanto di Dio quanto desideriamo. Se c'è solo una piccolissima quantità di Acqua della Vita nei nostri vasi, è perché non ci interessa possederne di più. "Cercate e troverete". (A. Maclaren, D.D.)

11 SALMO 34

Salmi 34:11-14

Venite, figliuoli, ascoltatemi, io vi insegnerò il timore del Signore.-Le radici della vita beata:-

Chi è l'uomo che desidera una vita che estragga il vero "bene" dalle cose, che raccolga il miele nei luoghi nascosti, che scopra le essenze nelle esperienze e tragga il midollo da eventi insignificanti e apparentemente insignificanti? Questa è l'affermazione moderna del problema. In che cosa possiamo trovare la vita della beatitudine, piena, spaziosa e raffinata?

(I.) Il timore del Signore. Dobbiamo mettere da parte tutte le idee di terrore, di servitù tremante, di servilismo rabbrividito. Se il contenuto includesse un qualsiasi elemento di terrore, la vita spirituale sarebbe una dolorosa schiavitù; ma ci sono strane congiunzioni nella Parola di Dio che rendono impossibile questa interpretazione. Che compagnia straordinaria si può trovare in queste parole: "Servi il Signore con timore e rallegrati!" "Il timore del Signore" è la sensibilità verso il Signore. È l'opposto della durezza, dell'insensibilità, dell'intorpidimento. L'anima che teme Dio è come una lastra sensibile esposta alla luce, e registra il più debole raggio. "Il timore del Signore è l'inizio della saggezza". La sensibilità verso Dio è l'inizio della sapienza. La sensibilità nella musica è l'inizio dell'abilità musicale; La sensibilità nell'arte è l'inizio della competenza artistica. La sensibilità verso Dio è l'inizio dell'esperienza nella conoscenza e nelle azioni di Dio. Questa sensibilità verso Dio è una delle radici della vita beata. Emozionare al Suo respiro più debole, udire la voce dolce e sommessa, cogliere la prima fioca luce di nuove rivelazioni, essere squisitamente sensibili ai movimenti del Padre, questa è la grande radice primaria di una vita piena e benedetta. Questa sensibilità verso Dio è un dono di Dio. "Metterò il mio timore nei loro cuori". Confidando nel Signore, il Suo ministero di raffinazione inizia a ripristinare le superfici indurite della nostra vita e ci riempie di nuovo di uno spirito di raro e squisito discernimento

(II.) Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra dal parlare con frode. È stupendamente significativo che, nello svelare i segreti della vita beata, il salmista si rivolga immediatamente al governo della lingua. Ogni parola che pronunciamo si ritorce nel cuore di chi parla e lascia la sua influenza, sia nella grazia che nella deturpazione. Perciò "preserva la tua lingua dal male". Tienilo in severa restrizione. Anche il veleno, che sviene, si immerge. "E le tue labbra dal parlare con frode". Dove le labbra sono traditrici, il cuore è a disagio. Dove le labbra sono false, il cuore abbonda di sospetto. Dove le labbra hanno detto la menzogna, il cuore ha paura di essere smascherato. Come può dunque esserci beatitudine dove c'è terrore? Come può esserci una felicità tranquilla e fruttuosa dove il veleno indebolisce i poteri superiori?

(III.) Allontanati dal male. Allontanati da esso. Non giocare con l'impurità. Non toccarlo con il dito. Non parlarne, perché ci sono alcune cose di cui è "vergognoso anche solo parlare". "Allontanatevi dal male e fate il bene". Il modo migliore per effettuare un divorzio permanente dal male è quello di esercitare se stessi nel bene attivo. Dove non c'è un ministero positivo nella bontà, presto ricadiamo nel peccato. Una bontà positiva renderà la vita invincibile

(IV.) Cercate la pace e perseguitela. Non la pace della quiete, non, in ogni caso, la quiete delle macchine ferme, ma forse la fluidità delle macchine al lavoro. Dobbiamo vivere insieme nelle famiglie, nelle società, nelle nazioni, come razza. Cercare la pace significa cercare il buon funzionamento di questa complicata fratellanza. Dobbiamo lavorare per i giusti aggiustamenti, per un'equa amicizia. Dobbiamo lavorare affinché le compagnie dei figli di Dio possano funzionare senza intoppi, senza attriti deprii e dolorosi. "Cercate la pace e perseguitela". Non dobbiamo rinunciare alla ricerca perché non abbiamo avuto successo immediato. Non dobbiamo dire che la società è senza speranza perché facciamo così pochi progressi nell'opera di riaggiustamento. Dobbiamo "perseguire" il grande obiettivo, inseguirlo con tutto l'entusiasmo di un cacciatore appassionato, deciso a non allentare la ricerca fino a quando non sarà raggiunto il potente fine. (J. H. Jowett, M.A.)

Il dovere di insegnare ai bambini il timore del Signore:

(I.) Spiegare. Per temere il Signore dobbiamo avere un vero senso del Suo essere e della Sua presenza. Ma Dio può insegnare questo solo in modo efficace. Ma, confidando in Lui, dovremmo presto desiderare di insegnare ai nostri figli la loro dipendenza da Dio, la loro responsabilità verso di Lui, il dovere della preghiera, la preziosità delle Scritture, la santità del Giorno del Signore

(II.) Ragioni per insegnarglielo in questo modo

1.) Educarli senza insegnare loro, questa è un'educazione molto difettosa

2.) Non sono qualificati nemmeno per questa vita se non viene loro insegnata la "pietà". Perché permette loro di diventare membri più felici e migliori della società, e di beneficiare più ampiamente i loro simili

3.) Se si omette l'insegnamento del timore del Signore, è meglio che non ci sia alcun insegnamento. Migliorare le capacità intellettuali senza migliorare il cuore e i principi non significherà fare gentilezza a coloro che vengono istruiti o alla società in generale. Da qui l'importanza delle Scuole Domenicali. (E. Cooper.)

I bambini sono esortati a dare ascolto all'istruzione e a temere il Signore:

(I.) Perché i bambini dovrebbero prestare grande attenzione ai sermoni

1.) Perché se non lo fai, non puoi imparare

2.) Perché non si può essere resi buoni se non imparando

3.) Perché i ministri ti amano

4.) Perché Dio stesso parla

(II.) Perché dovremmo temere Dio

1.) Perché Lui è così grande

2.) Perché è così santo

3.) Perché Egli è in grado di fare di te ciò che vuole, sia in questa vita che nella prossima. (E. N. Kirk, M.A.)

12 SALMO 34

Salmi 34:12

Chi è l'uomo che desidera la vita e ama molti giorni per vedere il bene?-La felicità della vita:-

Perché vediamo l'uomo da tutte le parti affaticarsi nello sforzo di ottenere questo e quello? Può essere solo perché immaginano che queste cose li renderanno felici. Ma lo faranno? Non è così. La maggior parte degli uomini sta scavando cisterne, cisterne rotte, che non trattengono l'acqua. La cosa triste è che gli uomini sembrano non rendersi mai conto dell'esperienza accumulata dagli altri. Quanti uomini si sono creati un problema per tutta la vita prendendo il vero per falso e il falso per vero! Ci sono piccole ambizioni, ricorda, così come grandi. Un impiegato o un operaio possono essere altrettanto ambiziosi, tutti possono essere ambiziosi nel suo campo, come uno statista o uno scrittore nel suo. Non dico nulla delle meschinità a cui gli uomini devono spesso sottomettersi se si impegnano in quella lotta; Non dico nulla della libera coscienza venduta, della nobile indipendenza sacrificata, della voce di protesta messa a tacere; Nulla del fatto che la fama, se è qualcosa di simile alla fama, susciterà molte fitte di invidia nel petto degli altri; Non parlo delle inevitabili delusioni, dei disincanti della fruizione; Nulla della coppa del successo gettata via dalla morte o dal cambiamento nel momento stesso in cui le nostre labbra sembrano toccarla; Le circostanze migliori, e anche le migliori, il fine raggiunto, non possono dare alcuna soddisfazione reale, profonda, duratura. Ma forse appartenete a quel numero molto più grande di persone ragionevoli e pratiche che non pensano molto alle bolle vuote del rango e della fama; Vogliono la ricchezza, e ciò che la ricchezza porta. Ora, se l'amore del denaro non fosse una malattia, se non fosse la madre feconda dei vizi, se non fosse difficile per il ricco essere umile e celeste, se il desiderio di guadagnare non fosse un flagello, Cristo avrebbe detto: "È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, " ecc.? C'è una tribù di indiani nordamericani che si dice mangino argilla: vi dichiaro che non mi sembra che non facciano per il corpo più di quanto gli schiavi della ricchezza in Gran Bretagna facciano per l'anima affamata. Se non c'è pericolo nella ricchezza, o piuttosto nell'amore della ricchezza e nell'esaltazione della ricchezza, San Paolo avrebbe detto: "Quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione e in laccio, e in molte concupiscenze stolte e dannose, che affogano gli uomini nella distruzione e nella perdizione"? C'è solo un tipo di ricchezza che ha o può avere la vera felicità. È una ricchezza molto meno abbondante dell'oro; È il tesoro, non della terra, ma accumulato in cielo, la ricchezza che viene spesa in opere di misericordia e di previdenza, e la ricchezza che viene accresciuta dalla limitazione dei desideri regnanti. E, infine, non c'è nessuno di voi, specialmente tra i giovani uomini e le giovani donne, che creda che la felicità non si trovi né nel rango, né nella ricchezza, ma in ciò che chiamano piacere? Quali voci dei morti invocherò per descrivere la vacuità del desiderio egoistico? Sarà il suo, il vetro della moda e lo stampo della forma del secolo scorso, Lord Chesterfield? Egli dice: "Ho goduto di tutti i piaceri del mondo, e di conseguenza ne conosco il valore; ma non desidero affatto ripetere quella pozione nauseabonda per amore di un sogno fuggitivo. O sarà il suo grande poeta lirico, Heinrich Heine, che negli ultimi otto anni della sua lunga vita, "non sono", scrive, "non più coraggioso, sorridente, allegro; Sono solo un povero, malato di morte e un'oscura immagine di guai, un uomo infelice"? Basta: non c'è e non ci può essere felicità in queste cose: l'ambizione, il denaro, il piacere illecito. Sono vanità; Non solo, ahimè, un semplice vuoto, ma un plenum di miseria e di torto; non nuvole senz'acqua, ma nuvole che fanno piovere muffa; non cisterne vuote, ma cisterne piene di veleno e di amarezza. Se vogliamo la felicità, dobbiamo cercarla dappertutto, e ovunque sia del cuore. (Dean Farrar.)

Vita:

(I.) La vita è una cosa seria. Molti non lo prendono sul serio. Il loro grande obiettivo è quello di superarlo piacevolmente. Scivolano lungo il flusso del tempo nell'oceano dell'eternità senza aver mai realizzato che "la vita è reale, la vita è seria". È una cosa seria perché...

1.) È il tempo della preparazione per l'eternità. Il tempo di cercare e trovare in Cristo la salvezza delle nostre anime

2.) È il tempo di lavoro del credente per Dio

3.) È un momento di conflitto con il male

(II.) La vita è anche fonte di gioia. Serietà e gioia non sono incompatibili. È una cosa seria avere la responsabilità di una giovane vita. È forse meno fonte di gioia avere questo prezioso incarico affidato a una persona? La vita è fonte di gioia perché...

1.) Dio ci dà innumerevoli benedizioni

2.) Se lo viviamo bene, è un momento di successo. Anche in questo mondo Dio ricompensa sempre i Suoi lavoratori con il senso della Sua presenza e del Suo favore, e spesso concede loro un vero successo

3.) Anche qui possiamo essere vincitori nel conflitto con il male per mezzo di Colui che ci ha amati. (H. P. Wright, B.A.)

La via per una vita felice:

(I.) Per tenere a freno la lingua. Innumerevoli mali crescono da questa radice di amarezza

1.) Spergiuro

2.) Calunnie e calunnie; inventare cose malvagie degli uomini e imputarle falsamente a loro; Questa pratica dannosa per gli altri è atta a provocare di nuovo un uso simile da parte loro

(II.) Allontanarsi dal male e fare il bene

1.) La pratica della virtù e della religione è la causa naturale della felicità. Che cosa può condurre più altamente alla salute del corpo di un uomo, al vigore e all'attività della sua mente, al miglioramento del suo stato, alla fioritura della sua reputazione, all'onore e alla salvaguardia di tutta la sua vita, di questo, il suo allontanarsi dal male e fare il bene? La virtù raramente manca della sua ricompensa in questo mondo

2.) La pratica della virtù e della religione non manca mai di ottenere il patrocinio e la protezione della Divina Provvidenza. La giustizia è l'immagine di Dio; la vera bontà, ovunque sia, è un raggio derivato da quella fonte di luce, che Dio non può scegliere, se ama Se Stesso, ma custodisce e benedice con un favore particolare

(III.) Cercare la pace e perseguirla

1.) Che cosa dobbiamo fare per la pace?

(1) Una tranquilla e pacifica sottomissione a quel governo sotto cui viviamo

(2) Che ogni uomo mantenga in quel luogo e in quella posizione che la Divina Provvidenza gli ha posto, e non si arrischia ad agire al di fuori della propria sfera. Se ogni sottomarinaio in una tempesta lasciasse la pompa e il suo particolare incarico per istruire il pilota, o ogni soldato semplice in tempo di battaglia lasciasse il suo posto per istruire il suo capitano, quali tumulti e confusioni genererebbero!

(3) Un'adesione costante e coscienziosa alla Chiesa

(4) Che mettendo da parte ogni orgoglio, passione e interesse personale, perseguiamo la verità con purezza e semplicità di intenzione

(5) Che sopportiamo le debolezze e le infermità gli uni degli altri ( Colossesi 3:13) . La natura umana è indispensabilmente soggetta alla cecità, all'impazienza e alla leggerezza, fortemente incline all'errore e al comportamento scorretto; La natura dell'anima di un uomo è tanto lontana dall'infallibilità quanto la costituzione del suo corpo lo è dall'immortalità, e non possiamo sperare in tutti i casi di essere liberi dall'errore e dall'errore, più di quanto possiamo in ogni momento essere esenti dalla malattia e dalla morte. Ora, quanto è ragionevole che perdonino coloro che così spesso hanno bisogno di perdono!

(6) Che preghiamo per la pace. Le concupiscenze e le passioni degli uomini sono, secondo il salmista, paragonate alle onde impetuose del mare, e lo stesso Potere onnipotente che pone limiti all'una, deve anche acquietare e frenare l'altra

2.) Quanto è grande la benedizione la pace, e quanto tende a rendere i nostri giorni numerosi e buoni

(1) Poiché stuzzica ed eccita la diligenza e l'operosità nelle diverse vocazioni degli uomini, dando loro speranze di successo in esse

Poiché dà agli uomini la sicurezza nel godimento dei loro possedimenti e possedimenti, in tempi di tumulti popolari i timori di perdere ciò che un uomo ha gli crea più problemi di quanti ne dia soddisfazione al godimento

(3) Poiché offre l'opportunità più adatta per la pratica della religione e della virtù, e così conduce alla felicità dello stato futuro e di questo. (S. Freeman, M.A.)

L'elisir di lunga vita:

Rosenmüller, il celebre critico sacro, cita il seguente istruttivo aneddoto dal libro di Mussar: "Una certa persona, viaggiando per la città, gridava continuamente: 'Chi vuole l'elisir di lunga vita?' La figlia di Rabbi Joda lo sentì e lo disse a suo padre, che le ordinò di chiamare l'uomo. Quando l'uomo entrò, il rabbino chiese: "Qual è l'elisir di lunga vita che vendi?" Egli rispose: "Non sta scritto: Chi è l'uomo che ama la vita e desidera vedere giorni buoni? trattenga la sua lingua dal male, e le sue labbra dal parlare con frode". Questo è l'elisir di lunga vita, e si trova nella bocca dell'uomo". L'eroe di questo aneddoto dice saggiamente: "Questo è l'elisir di lunga vita". Il governo della lingua, che consiste, naturalmente, in un'adeguata regolamentazione delle passioni, farà di più per addolcire la vita e per allungarla, di tutte le medicine del mondo. "La lingua è un male indisciplinato, pieno di veleno mortale; incendia il corso della natura ed è incendiato dall'inferno". La maggior parte delle guerre che desolano la terra, la maggior parte dei tumulti che affliggono la società, e molte delle eccitazioni che producono ansia, insonnia, febbre e molteplici malattie, derivano da parole avventate, false o malevole. Nessuno, tranne un cristiano, ha questo elisir, nessuna anima, se non quella che è stata "creata di nuovo in Cristo Gesù", può incatenare le passioni maligne, rendendole prigioniere sotto un regno di santo amore, e versare un balsamo di parole mielate nelle ferite delle miserie proprie o del prossimo. "La lingua non può essere domata da nessuno". Solo Dio può compiere l'impresa. Chiunque voglia trovare "l'elisir di lunga vita", deve cercarlo nel laboratorio di quel Medico Celeste, che "guarisce tutte le nostre malattie", che "sazia la nostra bocca con cose buone" e che "rinnova la nostra giovinezza come quella dell'aquila".

Preserva la tua lingua dal male.-Preservando la lingua dal male:-

1.) Ci sono diversi modi di peccare con la lingua. Le nostre parole possono essere...

(1) Esagerato. È facile prendere alla leggera le espressioni comuni, "terribile, terribile" e simili; ma sono sulla strada del peccato, e tradiscono una tendenza a fare più cose di quanto meritino, che in fondo è presunzione

(2) Non sincero. Dire cose piacevoli senza volerle, il lato sbagliato e peccaminoso della cortesia

(3) Doloso. Parlare falsamente di una persona in modo da ferirla

(4) Profano. L'uso di parole volgari e blasfeme che i giovani adottano come segno di indipendenza virile. E questo spesso va oltre, e diventa sporco e immorale

2.) La lingua può essere conservata:

(1) Mantenendo il cuore retto

(2) Con lo sforzo persistente di rompere una cattiva abitudine

(3) Con la scelta di buoni amici

(4) Con la preghiera. (G. M. Mackie, M.A.)

Stare attenti alle proprie parole:

I cinesi hanno un proverbio che faremmo bene a ricordare: "Una parola pronunciata avventatamente non può essere riportata indietro da un carro e quattro cavalli". Gli Indù ne hanno una simile: "Della tua parola non detta sei padrone, la tua parola pronunciata è padrone di te"; e molte angosce sono causate in questo nostro mondo dall'espressione appassionata della parola frettolosa e scortese. Ricordiamoci l'adagio trito e vero: "La parola è d'argento, il silenzio è d'oro"; e, se non possiamo parlare con dolcezza, cerchiamo di non parlare affatto

Cercate la pace e perseguitela.-La ricerca della pace:-

Quanto più l'uomo progredisce nella pietà, tanto più deve aumentare la sua tranquillità interiore. La giornata si fa più calma man mano che il sole si avvicina al tramonto. (J. W. Alexander.)

15 SALMO 34

Salmi 34:1-16

Gli occhi del Signore sono sopra i giusti e le Sue orecchie sono aperte alle loro preghiere. Il volto del Signore è contro quelli che fanno il male. - L'occhio di Dio:

Tutti sappiamo bene quanto e spesso le Sacre Scritture parlino del Dio benedetto, attribuendogli, sotto una figura, varie cose umane, come le membra e gli organi corporei, e i sentimenti mentali. È un'ovvia cautela, per mettere in guardia le persone dal comprendere tutte queste espressioni letteralmente; Ma è un'accortezza, verrebbe da pensare, non molto necessaria di questi tempi. Ma c'è bisogno del contrario, perché nelle nostre eccessive paure delle concezioni corporee di Dio, il pensiero di Lui sta diventando del tutto vago e irreale. La nostra semplicità è la nostra migliore saggezza, e dovremmo pensare a Dio così com'è in modo vivido e semplice e, per quanto le nostre forze possono concepire di Lui, veramente esposto a noi nelle Sacre Scritture. L'occhio di Dio è, quindi, sopra i giusti per proteggerli e confortarli, e il Suo orecchio aperto alle loro preghiere, per ascoltarle e risponderle; mentre il Suo volto, non meno onniveggente, si rivolge con dispiacere e ira su coloro che fanno il male, in modo da punirli con la distruzione. Il suo occhio è rivolto ai buoni nell'amore e ai cattivi nell'ira. Considerate, dunque, voi che sapete bene cosa significa provare e amare la vista dell'occhio di un genitore rivolto su di voi in segno di affetto di approvazione, come Dio desidera, parlando così, essere considerato da voi come se vi guardasse. Pensate a come, quando avete cercato di compiacere i vostri genitori terreni, a come, forse, quando avete cercato di superare un temperamento scortese o indegno, un sentimento di rabbia o di imbroncia, avete sentito il loro sguardo rivolto su di voi in tenera e amorevole approvazione, e siete stati incoraggiati a vincere lo spirito maligno che vi stava assalendo. E Dio così si rappresenta a te, e ti ordina di ricordare che il Suo occhio è sopra i giusti. Ma il suo volto è contro quelli che fanno il male. Egli non vede meno i peccatori. I suoi occhi sono dappertutto e contemplano il male e il bene. Nessuno supponga che egli eviti, o possa evitare, l'occhio di Dio trascurandolo. È la follia dell'uccello stolto che chiude gli occhi e poi crede di non essere visto. Vorrei, con la grazia di Dio, risvegliare nel cuore di alcuni di voi il pensiero dell'occhio di Dio; il pensiero dell'occhio paterno di Dio sempre presente, sempre sveglio, che indaga il cuore, tenero, che è su di voi, i Suoi figli redenti! (G. Moberly, D.C.L.)

Una teologia incoraggiante:

(I.) Che Dio è particolarmente interessato all'esistenza dell'uomo su questa terra (vers. 15, 16)

1.) L'uomo è la Sua progenie

2.) L'uomo è la Sua progenie sofferente

(II.) Che Dio si preoccupa principalmente delle distinzioni morali degli uomini su questa terra

1.) Due classi di carattere morale sono rappresentate nei versetti, e se ne parla:

(1) Come "malvagi" e "giusti".

(2) Come coloro che "confidano in Lui" e coloro che "odiano i giusti".

(3) Come coloro che "fanno il male" e coloro che sono "Suoi servi". I suoi servi sono rappresentati come spezzati nel cuore e contriti nello spirito

2.) Vede tutte le altre distinzioni tra gli uomini, fisiche, intellettuali, sociali, politiche, religiose. Ma queste distinzioni morali Lo interessano di più, sono più toccanti per il Suo cuore, più vitali per la felicità delle Sue creature, più fondamentali per il benessere del Suo universo

(III.) Che Dio tratti sempre più gli uomini secondo il carattere morale che essi sostengono su questa terra

1.) Guardate la Sua condotta verso i giusti

(1) Egli li sorveglia; I suoi "occhi" e i suoi "orecchi" sono rivolti a loro. Veglia su di loro

(2) Li ascolta. Le orecchie di nessuna madre sono così veloci a cogliere le grida di un bambino sofferente come le Sue orecchie a cogliere le grida del Suo popolo afflitto

(3) Egli è vicino a loro. Non in un senso meramente locale o fisico, ma nel senso della più tenera simpatia e considerazione

(4) Li salva. Profondo, tenero e costante è il Suo interesse per loro

2.) Osservate la Sua condotta verso i malvagi

(1) Egli è contro di loro per la loro rovina (ver. 16)

(2) Egli permette che il loro peccato li distrugga (ver. 21) . (Omilestico.)

Il volto del Signore:

Il nostro occhio è più fioco di quello degli uomini dell'antichità per la visione del volto di Dio. Abbiamo pensieri più grandi, senza dubbio, riguardo al Suo nome, alla Sua natura, ai Suoi propositi, ai Suoi metodi. Ma il Suo volto, scintillante di intelligenza, offuscato di dolore, raggiante d'amore, mentre si affaccia su di noi attraverso la Creazione, sembra sfuggirci. La natura è molto bella, molto gloriosa, molto terribile; ma non c'è alcuna speculazione negli occhi con cui ci guarda. I popoli meno colti sembrano discernere una presenza, udire una voce, sentire un tocco di qualche essere vivente in tutto il gioco e il movimento della Creazione. Per i nostri saggi non è che la manifestazione della forza vitale, l'oscillazione costante e spietata delle ruote di un vasto meccanismo vitale. Ma il volto del Signore, a coloro che hanno gli occhi aperti per contemplarlo, non è velato; li guarda ancora attraverso i suoi organi di espressione nella Natura e nell'uomo

(I.) Il metodo elevato e paziente di Dio nel guidare e governare l'umanità. Il volto del Signore è contro coloro che fanno il male; non ancora il peso della Sua mano. Dio dà all'uomo una grande libertà di fare il male. In verità, ci rendiamo conto a malapena di quanto sia grande e alto il Suo metodo. Ci aspettiamo costantemente che la Sua mano di forza si chiuda su di noi in una condotta caparbia e peccaminosa che siamo decisi a perseguire; e se non ci viene incontro, se il sentiero sembra aperto, se il sole splende, se gli uccelli cantano e i frutti del piacere pendono dai rami, siamo tentati di istruire la nostra coscienza e di dire: Dio non può essere così severamente opposto alla nostra condotta ostinata, dopo tutto. È veramente spaventoso rendersi conto dei limiti rozzi del nostro potere di corrompere, tormentare, far impazzire i Suoi figli; per fare del mondo un luogo di lamenti e della vita un'amara protesta contro la bontà e la rettitudine del Suo regno. Quanto aggiungete ogni giorno al dolore e alla tristezza della Creazione? Non ti meravigli mai che la mano di ferro della potenza di Dio non si chiuda saldamente intorno a te e non ti faccia sentire che ci sono limiti oltre i quali non userai la tua spaventosa prerogativa di libertà, oltre i quali non riempirai il campo di semi di Dio con i semi della miseria e della morte? Ma la mano è ancora aperta; ancora in calo, trasmetti, benedizioni sulla tua vita

(II.) Studiamo le forme in cui il volto di Dio è contro il male dell'uomo, e come si ripercuote sulla sua vita

1.) C'è il volto di Dio alla luce del giorno della Creazione Genesi 3:8-13. La vergogna, la paura e una grande disfatta di passioni vili e servili entrano con il peccato, e scacciano la gioia franca e la fiducia di quel bambino con cui l'uomo è stato creato e destinato a guardare a Dio. La natura è, in un certo senso, impassibile. Ma il malfattore trova un'espressione sul suo volto, un cipiglio sulla fronte, che lo spaventa e lo spaventa. Il lampo che attraversa il percorso dell'assassino gli rivela qualcosa di più dello splendore del fuoco elettrico. Lo splendore se ne va, un'ombra opaca e triste si posa sul mondo. Il malfattore perde ogni senso di una presenza vivente nella Natura. La vita viene svuotata del suo interesse, il mondo della sua bellezza, il futuro della sua speranza. Il volto di Dio cessa di spaventare. Cessa persino di apparire dietro il velo dell'invisibile. Cosa significa? È che tutte le barriere sono state eliminate, e che il malfattore ha davanti a sé l'universo e l'eternità in cui operare la sua volontà maligna? Anzi, significa che il peccatore è passato dalla luce del volto di Dio, dalla sfera della sua libertà, nella stretta della terribile mano di Dio. Questo è ciò che si intende per cadere "nelle mani del Dio vivente".

2.) Il volto del Signore è contro coloro che fanno il male, negli istinti morali, nei giudizi morali, dei loro simili e in tutto l'ordine del mondo umano. Un uomo, diciamo, va in giro gravato da un grande segreto colpevole. Che cos'è che lo fa sentire come se ogni uomo che incontra lo conoscesse e cercasse di svergognarlo? Che cosa se non il volto di Dio che lo guarda attraverso il volto dell'uomo, la sua immagine?

3.) Il volto del Signore si affaccia sugli uomini attraverso le varie forme della disciplina di vita. C'è un esempio lampante di ciò che intendo in 1Ri 17:9-18. Giorno dopo giorno sei messo in contatto con una mente e una volontà al di fuori di te, non solo da ciò che vedi, ma anche da ciò che sopporti

4.) Il volto del Signore guarda contro coloro che fanno il male, attraverso le tenebre della morte. Un uomo indurito nel peccato può camminare a suo agio per tutti i sentieri del mondo, gridando: Dov'è il Signore? in empia sfida o presuntuoso disprezzo. Ma a ogni uomo nella morte il volto riappare, per non svanire mai più per l'eternità. Uomini che sono stati recuperati da una morte apparente, e hanno attraversato tutta l'esperienza del morire, raccontano strane storie di come in un momento bruciante riappare il passato sepolto. L'intero rotolo della vita si srotolava, chiaro e ordinato, davanti a loro; ogni pensiero, passione, incidente, esperienza, si staglia con sorprendente vividezza davanti all'occhio della mente, e tutto alla chiara luce del giorno. Nessuna nebbia o confusione su di loro; tutti risuscitati davanti al volto di Dio. E quella visione è finita. Lo "spettacolo vano" svanisce; L'illusione è finita per sempre. (J. B. Brown, B.A.)

18 SALMO 34

Salmi 34:18

Il Signore è vicino a quelli che hanno il cuore spezzato, e salva quelli che sono di spirito contrito.-Il cuore spezzato e il suo Divino Restauratore:-

Il Signore è vicino. Ora, essere vicini a un oggetto significa essere più o meno distanti dagli altri. Così è per gli uomini, e il linguaggio umano è impiegato per rappresentare ciò che qui ci viene detto di Dio. Non può essere davvero lontano da nessun cuore. Ma, in un senso molto profondo, Egli è vicino al cuore spezzato: per aiutare, confortare, salvare

(I.) Guardate il cuore spezzato e lo spirito contrito. "Un cuore spezzato", uno "spirito affranto", che cos'è? Il cuore davanti a noi può essere considerato come un pezzo di bel meccanismo disordinato, o un'opera d'arte fratturata, un'opera d'arte fatta di materiale squisitamente delicato e di finissima fattura; o come la carne quando è consumata e ammaccata. A noi uomini egoisti piace guardare le cose piacevoli, e spesso distogliamo lo sguardo da ciò che è spiacevole. Trovi sempre il volto di Dio rivolto verso oggetti come questi cuori spezzati e spiriti affranti

(II.) Ora a un tale cuore Dio è vicino, e Dio cerca di salvare un tale spirito

1.) Egli "è vicino" nella conoscenza, conosce tutta la sua storia

2.) Nel ministero. "Egli salva tali", ecc. Quando Dio guarisce il cuore spezzato, non è peggio per essere stato spezzato. Un angelo non poteva farlo; Dio può, e lo fa

(III.) Impara le lezioni di questa verità

1.) Non desiderate morbosamente l'aiuto e la comunione delle creature. Puoi farne a meno, perché Dio stesso è vicino

2.) Non pensare, sentire o agire come se Lui fosse lontano. Egli ha sempre saputo come sareste stati collocati, ed è vicino

3.) Ricordate che le risorse di Dio sono disponibili nell'ora di maggior bisogno

4.) Non scoraggiarti o disperare. Puoi essere spezzato nel cuore, o schiacciato nello spirito, senza che lo sconforto, o la disperazione, siano elementi del tuo dolore; Puoi amare questi sentimenti o combattere contro di essi. Ora, il più debole che combatte contro di loro è vittorioso, se questa lotta è condotta nel nome del Redentore degli uomini. Se ti trovi a sprofondare in un orribile pozzo di sconforto e disperazione, è tuo sacro dovere gridare insistentemente a Lui

5.) Guardate un po' più in là alla luce di questo testo, e osservate che un cuore spezzato e uno spirito affranto non sono nominati come cose insolite. Queste non sono cose rare nella vita umana; e tu che sei abituato a guardare oltre la superficie, e oltre le tende, e i tendaggi, e le foche, e le maschere, lo sai bene quanto me

6.) Ma guardate ancora una volta il testo, e notate, che il fatto che Dio sia vicino è menzionato come qualcosa di ordinario. Un cuore spezzato è comune: la salvezza di Dio è una cosa comune. Alcuni di voi hanno bisogno di questo testo. Ne hai bisogno come avvertimento. Sembra che vi siate messi in una sorta di ostinazione morbosa per amare un cuore spezzato e uno spirito affranto. Sembra che tu abbia deciso di perpetuare la tua miseria. Ora questo testo ti dice a chi rivolgerti per chiedere aiuto. Non puoi trovarlo senza Dio. Nessun uomo ha mai guarito il proprio spirito schiacciato, mai lo farà. "Egli guarisce gli afflitti dal cuore e fascia le loro ferite". I tuoi fratelli cristiani, i libri religiosi, gli inni consolatori: tutto questo è buono finché ti conduce a Dio, ma se si frappongono tra te e il Grande Soccorritore, stai meglio senza di loro. Questi libri non possono fare il lavoro che richiedete di fare per voi. (Samuel Martin.)

Un cuore spezzato:

(I.) Questo cuore sente di meritare di essere spezzato, profondamente umiliato, sì, schiacciato dall'angoscia. La fonte del suo dolore è la delinquenza consapevole, l'innegabile colpa, l'abuso di molte cattive pietà e l'indulgenza incurante in molte passioni malvagie. Il dolore così prodotto è spesso indicibilmente grave. La povertà può deprimere, la persecuzione può molestare, la malattia può prostrarsi e il lutto produrre vuoti dolorosi nella cerchia domestica; ma un dolore, più intenso di quello che si prova in tutto questo, ha un posto nel cuore spezzato

(II.) Un cuore spezzato è grato di essere stato spezzato. Sente che gli è stato imposto un potere del tutto estraneo a lui, e separato da qualsiasi mezzo a questo scopo che potrebbe impiegare; e da qui la sua adorante gratitudine per il cambiamento effettuato

(III.) Un cuore spezzato desidera essere spezzato sempre di più. Washington Irving ha detto che "il dolore per i morti è l'unico dolore da cui rifiutiamo di divorziare. Ogni altra ferita che cerchiamo di guarire, ogni altra afflizione da dimenticare; ma questa ferita ci sembra doverosa tenerla aperta; questa afflizione noi la amiamo e la rimuginiamo in solitudine". Tale linguaggio è, senza dubbio, molto bello ed espresso in modo toccante. Ma come ha fatto questo amabile studioso delle comuni simpatie dell'umanità a dimenticare quel cuore spezzato, di profondo interesse, che rifiuta di separarsi dal suo dolore a causa del peccato?

(IV.) Un cuore spezzato osserva con stupore le innumerevoli misericordie di cui è avvolto. Queste misericordie sono come le stelle del cielo per moltitudine; e in mezzo a loro sta il dono del Figlio di Dio, come il re del giorno in mezzo ai luminari minori del cielo. Che misericordia è la Parola di Dio! Rende testimonianza di Cristo e porta alla luce la vita e l'immortalità. Che misericordia è un trono di grazia! Ho dei peccati, e posso andare lì per il perdono; Ho una natura inquinata, e posso andarci per la purezza; Ho dei nemici, e posso andare lì per chiedere aiuto; per debolezza posso andarci per avere forza; e per la malattia, posso andare lì per la salute

(V.) Un cuore spezzato è un cuore tenero: affettuoso, pronto a perdonare, a sopportare

(VI.) Un cuore spezzato è un cuore accondiscendente

(VII.) Un cuore spezzato trionfa nella certezza che tutti i suoi dolori sgorgheranno in fiumi di piacere e pienezza di gioia. Su che cosa si basa questa certezza? Si basa sul fatto della propria esistenza. Perché Dio ha spezzato questo cuore? Che non sarà mai guarito? No, no. Non investiamolo, dunque, di tristezza, di cupezza e di dolore. Investiamolo di gioia. (Tommaso Adamo.)

Un cuore spezzato:

Un signore, avendo rotto il vetro dell'orologio, entrò in una gioielleria per farsene riparare uno nuovo. Quando l'orologio fu restituito, chiese quanto avrebbero permesso per i pezzi rotti. Quando gli fu detto che le cose rotte non avevano alcun valore, disse: "Ho un libro a casa che dice che qualcosa non serve a nulla finché non si rompe". «Dev'essere uno strano tipo di libro», disse il gioielliere. "Sì", disse l'altro, "'Un cuore spezzato e contrito, o Dio, non disprezzerai'. «Vedo che stai parlando di religione», fu la risposta. (Newton Jones.)

Il cuore ostinato si addolcì:

Entrate in una fonderia di ghisa e assistete allo straordinario processo con cui il fuoco conquista il metallo solido, fino a quando non acconsente ad essere fuso o stampato o laminato nella forma richiesta dall'artefice. Questo è un tipo di fonderia morale di Dio, quando un cuore ostinato è prima così intenerito da sentire la verità, poi piangere sul peccato, poi essere duttile, poi così flessibile da essere formato in una forma che piace al Signore Gesù Cristo

19 SALMO 34

Salmi 34:19-20

Molte sono le afflizioni dei giusti, ma il Signore li libera da tutti.-Il processo dei giusti:-

La sintesi di questo versetto è come se egli dicesse: I giusti cerchino più afflizioni degli altri, e similmente sperino in comodità maggiori degli altri; poiché quando saranno guariti, saranno eclissati di nuovo, per mostrare che la loro luce è stata presa in prestito; e quando saranno eclissati, la loro luce ritornerà, per mostrare la loro differenza da quelli che Dio odia, i quali cadono di piaga in piaga, come corrono di peccato in peccato

(I.) Ciò che rende i nostri problemi così difficili da sopportare è la nostra mancanza di pazienza. Quanto è grande il nostro bisogno di questa grazia! "Uno spirito sano", dice Salomone, "porterà la sua infermità, ma uno spirito ferito che cosa può sostenere?" Proverbi 18:14. Perciò, come il coperchio è fatto per aprirsi e chiudersi, per salvare l'occhio, così la pazienza è impostata per mantenere l'anima, e salvare il cuore intero, per rallegrare di nuovo il corpo. Perciò, se si nota, quando si può passare per un'offesa, e prendere un piccolo torto e soffrire problemi tranquillamente, si ha una specie di pace e di gioia nel cuore, come se si fosse ottenuta una vittoria, e quanto più la pazienza è grande, tanto minore è il dolore. Poiché come un peso leggero, portato all'estremità di un braccio, pesa di più di un peso triplo, se è portato sulle spalle che sono fatte per portare; Se dunque uno soffre d'impazienza di portare la sua croce, che non è degna di portare, mormorerà e mormorerà e lascerà cadere sul suo capo il fardello, come un bastone spezzato che promette di aiutarlo a superare l'acqua e lo lascia nel fosso. Ma se la metti a pazienza e la metti a portare, cosa che è destinata a portare, è come le spie sostanziali che sono venute da Canaan e hanno detto: "Non c'è nulla da vincerle" Giosuè 2. Tra le strane cure della pazienza, Davide può riferire della sua esperienza ciò che questo cerotto ha fatto per lui; perché, essendo una figura di Cristo, era sempre circondato dalla Croce, che dimostrava la sua pazienza come una pietra di paragone ogni giorno. Come Cristo fu disprezzato dai suoi connazionali, così Davide fu disprezzato dai suoi fratelli 1Samuele 26:2 ; come Cristo fuggì in Egitto, così Davide fuggì a Gat; come Cristo ricevette il cibo dalle donne, così Davide ricevette il cibo da Abigail Luca 8:2 ; Come Erode perseguitò Cristo, così Saul perseguitò Davide. Così, con il suo piede, Davide misurò la condizione dei giusti e disse: "Molte sono le tribolazioni dei giusti"; e poi, con la sua guarigione, mostra come dovrebbero essere guariti, dicendo: "Il Signore lo libererà da tutti". Se ci fate caso, lo Spirito ha guidato Davide verso quelle due cose che ci fanno prendere dolorosamente le nostre tribolazioni: la prima, perché non le aspettiamo prima che vengano. Perciò, come Cristo disse a Pietro prima che soffrisse, per rafforzarlo quando soffriva Giovanni 21:18 ; così lo Spirito Santo corre sulla croce per tenerci in attesa delle avversità, affinché possiamo preparare per esse la fede, la pazienza e la costanza, come Noè preparò un'arca per il diluvio

(II.) La seconda cosa che ci fa iniziare così dalla croce è perché siamo come il servo del profeta, che vide i suoi nemici, ma non i suoi amici 2Re 6 ; Così vediamo la nostra piaga, ma non il nostro unguento. La comodità sembra lontana, come Abramo nei cieli Luca 16, come se non dovesse mai scendere così in basso. Perciò andiamo in procinto di liberarci, come è detto, Salmi 2, "Spezziamo i suoi legami", come se potessimo liberarci da soli. Ma "taci", dice Mosè, "l'Eterno combatterà per te" Esodo 14:14. Allora Davide entrò come un ciuccio e disse: «Non vaffezionatevi, perché il Signore vi libererà». Tenete a mente entrambe queste frasi, che dovrete attraversare un mare di afflizioni, e che allora arriverete al porto del riposo, e nessuna afflizione vi coglierà prima che siate armati per essa, o che siate senza il vostro rimedio: "Molte sono le tribolazioni del giusto, ma il Signore lo libera da tutti". Ecco le due mani di Dio, come una ferita e un cerotto, l'una abbassa e l'altra si rialza. È bene per un uomo conoscere i suoi problemi prima che vengano, perché le afflizioni sono alleggerite nell'attesa Atti 9:16; Matteo 16:24; Giovanni 2:10. Questo è il modo in cui Dio procede per mandare il bene dopo il male, come ha fatto la luce dopo le tenebre Genesi 1:3. Il coltello della correzione deve potare e tagliare i ramoscelli marci degli uomini prima che possano produrre frutto

(III.) Eppure i nostri guai non sono altro che guai. Quando Dio visita i malvagi, le Sue punizioni sono chiamate piaghe e distruzioni; le piaghe d'Egitto, la maledizione di Caino, la distruzione di Sodoma. Ma quando Egli visita i giusti, i Suoi castighi sono chiamati correzioni, castighi e verghe, che vengono dal Padre non per distruggerci, ma per metterci alla prova, per purificarci e per istruirci. E come Giacobbe fu benedetto e si fermò in una sola volta, così un uomo può essere benedetto e afflitto insieme. Le afflizioni non ostacolano la nostra felicità, ma la nostra felicità viene dall'afflizione, come la benedizione di Giacobbe venne con l'arresto Genesi 32 e come la pace si ottiene con la guerra. (Henry Smith.)

L'uomo buono nelle afflizioni:

(I.) Le afflizioni spesso colpiscono il migliore degli uomini; alcuni, che sono comuni a loro con il resto dell'umanità, e altri, che sono peculiari di persone di questo carattere. L'uomo giusto, così come gli altri, possono essere abbandonati dal suo amico e maltrattati dai suoi nemici. La morte può privarlo di coloro che gli sono cari e gonfiare il suo cuore di dolore. La sua virtù non lo proteggerà dall'infamia e dal disprezzo, dalle perdite e dalle delusioni nei suoi affari mondani; dalla povertà e dalle mille privazioni che l'accompagnano, dalla cattiva salute e dal doloroso cimurro. Allora, oltre alle sue afflizioni private, l'uomo buono, attraverso la tenerezza del suo cuore, sente le calamità dei suoi simili e condivide i molteplici mali che vede soffrire. La rettitudine o la virtù a volte attirano su di sé l'odio degli uomini cattivi, con tutti i mali che sono in grado di infliggere. L'eminente valore, che eclissa gli altri e li fa apparire spregevoli e meschini, provoca la loro invidia, la più amara e mortale delle passioni umane. Inoltre, l'integrità può indurre un uomo a opporsi ai malvagi nei loro disegni ingiusti e maliziosi; perciò costoro si uniranno a quelli che lo invidiano e aumenteranno il numero dei suoi nemici

(II.) Perché i giusti sono afflitti. Se Dio pone l'afflizione sui giusti, non è perché non ha alcun riguardo distintivo per loro; ma perché le loro sofferenze possono rispondere a molti scopi preziosi sia agli altri che a se stessi

1.) Io dico che gli altri possono trarre vari vantaggi osservando le sofferenze degli uomini buoni. Con tali eventi Dio può avere l'intenzione di ammonirci che la prosperità non è la migliore delle benedizioni, né l'avversità il peggiore dei mali; poiché spesso dispensa l'uno e nega l'altro ai suoi propri figli. La sofferenza dei giusti può anche essere utile al mondo; poiché in questo modo le loro virtù sono mostrate più chiaramente e raccomandate con maggiore forza all'imitazione degli uomini

2.) Le loro afflizioni spesso producono grandi vantaggi per i malati stessi. Tra queste, non ho paura di menzionare la gloria che ne derivano. Alla virtù sofferente, almeno, si può certamente permettere di consolarsi con la lungimiranza di quella venerazione, che le viene ingiustamente negata quando è in vita; ma che i posteri pagheranno con gli interessi alla sua memoria sopravvissuta. Né è un piccolo vantaggio, che per mezzo delle loro sofferenze i giusti possano raggiungere una comoda certezza della propria costanza. A volte anche l'avversità è vantaggiosa per gli uomini buoni, poiché aiuta a curarli dalle loro imperfezioni rimanenti

(III.) I sostentamenti del giusto nelle afflizioni

1.) La forza innata della sua virtù, che gli permette di spezzare la loro forza opponendo ad esse una mente ferma e costante

2.) Anche la religione gli presta un potente aiuto. (Giovanni Holland.)

21 SALMO 34

Salmi 34:21

Il male ucciderà l'empio.-Peccato l'uccisore:-

"Il male ucciderà l'empio". Quando? Ora. La sentenza è in corso di esecuzione oggi. Il male uccide gli uomini oggi. Oggi la giustizia libera gli uomini

(I.) Il male ucciderà l'empio. Hai mai saputo che sarebbe successo? Avete mai conosciuto il male di uccidere un uomo, non intendo il corpo dell'uomo, ma l'uomo? È un luogo comune quotidiano. Quando vediamo un uomo che è vittima di qualche peccato, non parliamo di lui come di un morire o di un ucciso. Parliamo di lui come di uno che "prende la cattiva via", "scende dalla collina", "va in rovina", come di uno che "diviene un relitto". Le vittime del male muoiono, muoiono per gli effetti del male, e alla fine vengono uccise. Ora, non c'è forma di male che non porti alla distruzione, alla morte morale e spirituale. "L'anima che pecca morirà". L'anima comincia a morire subito. Il veleno inizia ad agire immediatamente. Il mio testo non è specializzato in alcun male particolare: l'ubriachezza, o la sensualità, o il gioco d'azzardo, o la falsità, o l'inganno. Parla di tutti loro come di una cosa sola, li generalizza, li ammucchia insieme e dice: "Il male ucciderà gli empi!" Tutto ciò che sta distruggendo la femminilità di una donna sta uccidendo la donna. Tutto ciò che distrugge la virilità di un uomo sta uccidendo l'uomo

1.) Cosa rende un uomo? Quali sono le glorie supreme e caratteristiche di un vero uomo? Una buona coscienza, un cuore sano e una volontà vigorosa. Un uomo sano ha una coscienza con la quale conosce il giusto. Ha un cuore con cui ama il giusto. Ha una volontà con la quale fa il bene. Togliete uno di questi tre a un uomo e l'uomo sarà mutilato. Non usate il titolo di "uomo" di uno che non ha coscienza. Non lo usi per descrivere uno che non ha cuore. Non lo usi della virilità che è priva di volontà. Istintivamente senti che la virilità che manca di questi attributi non è degna di questo nome. Quando questi tre vengono distrutti, l'uomo viene ucciso. Ora, in che modo il male influisce su queste glorie primarie della virilità?

(1) In che modo il male influisce sulla volontà? La volontà, nel rapporto di cui parlo, è muscolo morale. La forza di volontà è la risoluzione di un proposito, il potere di determinazione, il potere di aggressione o di resistenza. In che modo, allora, il male influisce sulla volontà? Il veleno indebolisce il corpo; Il veleno morale indebolisce la volontà. Ogni volta che cediamo all'inganno, alla collera, alla passione, alla lussuria, rendiamo più difficile camminare sulla via della rettitudine e della verità. Ogni volta che abbiamo a che fare con il male, indeboliamo e diminuiamo le nostre risorse morali. Il male uccide l'uomo malvagio, e comincia uccidendo la sua volontà

(2) In che modo il male influisce sul cuore? Avete notato ciò che spesso accade quando un male oscuro si è insinuato nella vita di un cristiano? La preghiera è dimenticata. Il lavoro è trascurato. Il Santuario è abbandonato. Il suo ardore si raffredda e non ama più la verità. Il suo amore è diventato pervertito. Com'è? Quando gli uomini amano le tenebre è perché il male ha ferito i loro cuori. Il cuore ci è dato per amare la verità, ma il male ferisce il cuore, abusa del cuore, distrugge il suo puro affetto e ne fa lo strumento delle tenebre. Se portiamo il male nella nostra vita, perderemo il potere di amare il giusto; saremo senza equipaggio, il male che uccide i malvagi distruggerà il cuore

(3) In che modo il male influisce sulla coscienza? Ecco la mia lampada. La mia lampada dice: "Darò luce in modo condizionale. Io darò la luce se voi darete l'olio". La mia coscienza, la lampada della mia anima, dice: "Darò luce condizionatamente. Io darò la luce se voi darete l'olio". Se un uomo rifiuta di obbedire alla sua coscienza, si rifiuta di dargli l'olio, ed esso brucerà sempre più fioco finché alla fine diventerà una confusione di fumo. È possibile che una coscienza perda il suo splendore, la sua indicazione chiara, decisiva; anzi, non solo è possibile, è inevitabile se perseguiamo verso di essa una condotta di disobbedienza

2.) Bene, ora, ecco cosa può fare il male. Indebolisce il mio potere di fare il bene. Distrugge il mio amore per il diritto. Oscura la mia conoscenza del diritto. Paralizza la mia volontà. Mi offusca la coscienza. Perverte il mio cuore. Se il male può fare tutte queste cose, non uccide? Non distrugge forse la forza e la bellezza della vita umana? Prende la nostra virilità e la nostra femminilità e, abbattendo tutte le loro glorie, le riduce ad essere un mero insieme di attributi della carne

(II.) Ma c'è un altro lato di tutto questo: se il male uccide i malvagi, la giustizia libera dalla morte. Se il male degrada la nostra vita togliendo la corona della virilità e la bellezza della femminilità, la rettitudine allarga la vita nutrendola di gloria in gloria. Il male getta intorno a noi un'atmosfera che induce alla morte. La giustizia getta su di sé un'atmosfera che serve alla vita. Qual è il frutto della giustizia? Non solo un paradiso che sarà. Non solo una grande ricompensa che ci attende in un remoto futuro. Il frutto della giustizia è quello di essere "un albero di vita". L'uomo giusto, qui e ora, deve essere come un albero grande, spazioso, vivente, pieno di sana linfa, ed esultare nella pienezza della sua forza. Ogni parte di lui deve essere viva. Questa è la tendenza alla rettitudine, al giusto vivere, al retto agire e all'essere; Fa per la vita, una vita abbondante. (J. H. Jowett, M.A.)

22 SALMO 34

Salmi 34:22

Nessuno di quelli che confidano in lui sarà desolato.-Nessuna condanna:-

La R.V. rende accuratamente le parole: "Nessuno di coloro che confidano in Lui sarà condannato". Quando leggiamo nel Nuovo Testamento che "siamo giustificati per la fede", il significato è esattamente lo stesso di quello del nostro testo. Così, comunque sia avvenuto, ecco questo salmista, che se ne sta in disparte tra le ombre, i simboli e i ritualismi di quell'Antica Alleanza, e si alza subito, al di sopra di tutte le nebbie, fino alla luce del sole, e vede, con la stessa chiarezza con cui lo vediamo, che il modo per sfuggire alla condanna è la semplice fede

(I.) Le persone di cui si parla qui. "Nessuno di quelli che confidano in Lui". La parola che qui viene tradotta, giustamente, "fiducia", significa letteralmente fuggire verso un rifugio, o mettersi in qualche difesa per trovarvi rifugio. C'è una traccia di entrambi i significati, letterale e metaforico, in un altro salmo, dove leggiamo, in mezzo all'ammucchiamento estatico del salmista di grandi nomi per Dio: "La mia roccia, nella quale confiderò". Ora attenetevi al significato letterale che vi si trova, e vedrete come esso fa risplendere il tutto in bellezza: "La mia Roccia, alla quale fuggirò per rifugiarmi", e vi appoggerò con la schiena ad essa, e rimarrò inespugnabile come essa; o mi infilo bene nelle fessure di esso, e allora nulla può toccarmi. Poi troviamo le stesse parole, con l'immagine del volo e la realtà della fede, usate con un'altra serie di associazioni in un altro salmo, che dice: "Egli ti coprirà con le sue piume, e sotto le sue ali rinchiuderai la tua fiducia". Questo irrita, ci si allontana dalla metafora troppo in fretta; ma se conserviamo il significato letterale, e leggiamo: "Sotto le Sue ali fuggirai per rifugiarti", abbiamo l'immagine del pollo che vola verso l'uccello-madre quando gli aquiloni sono nel cielo, e si rannicchia vicino al petto caldo e alle piume morbide e lanuginose, e così con l'apertura della grande ala è al riparo da ogni possibilità di danno. C'è un'altra cosa che noterei, ed è che questa designazione delle persone come "coloro che confidano in Lui" segue infine una serie un po' allungata di designazioni per le persone buone. Essi sono questi: "i giusti", "coloro che hanno il cuore spezzato", "quelli che hanno uno spirito contrito", "i suoi servitori", e poi, infine, viene, come base di tutto, come, per così dire, la nota dominante di tutti, "nessuno di coloro che confidano in Lui". Vale a dire, la giustizia, la vera e benedetta consapevolezza del peccato, l'abbandono gioioso di sé all'amorevole e grata sottomissione alla volontà di Dio, sono tutti connessi o scaturiscono da quell'atto di fiducia in Lui. E se confidate veramente in Lui, la vostra fiducia produrrà tutti questi vari frutti di rettitudine, di umiltà e di gioioso servizio

(II.) La benedizione qui promessa. "Nessuno di quelli che confidano in lui sarà condannato". La parola include le seguenti sfumature di significato, che, sebbene siano diverse, sono tutte strettamente connesse, come vedrete: incorrere nella colpa, sentirsi colpevoli, essere condannati, essere puniti. Tutti questi quattro sono inestricabilmente fusi insieme. E il fatto che l'unica parola nell'Antico Testamento copra tutto questo terreno suggerisce alcuni pensieri molto solenni

1.) La colpa, o peccato, e la condanna e la punizione, sono, se non assolutamente identiche, inseparabili. Essere colpevoli significa essere condannati

2.) Questo giudizio, questa condanna, non è solo presente, secondo le grandi parole di nostro Signore, che forse sono un'allusione a queste: "Chi non crede è già condannato"; Ma suggerisce anche l'universalità di quella condanna. Il nostro salmista dice che solo confidando in Lui l'uomo può essere preso e sollevato, per così dire, dalla discesa della nube temporalesca e dal suo fulmine che giace sopra la sua testa. "Coloro che confidano in Lui non sono condannati", lo sono tutti gli altri; non "sarà", ma è, oggi, qui e ora

(III.) L'unica liberazione da questa pressione universale dell'influenza condannatrice del peccato universale risiede in quella fuga per rifugiarsi a Dio. E poi arriva l'aggiunta cristiana, "a Dio, come si è manifestato in Gesù Cristo". Tu ed io sappiamo più di quanto sapesse questo cantore, perché possiamo ascoltare il Maestro, che dice: "Chi crede in Lui non è condannato"; e al servo che fa eco: "Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù". (A. Maclaren, D.D.)

Il Vangelo prima del Vangelo:

(I.) Che cos'è la fiducia. Non abbiamo bisogno di disorientarci con sottigliezze metafisiche e teologiche. Sappiamo cosa significa correre verso un rifugio dalla tempesta o dal pericolo. Così, dunque, "nessuno di quelli che fuggono a lui per rifugiarsi sarà condannato".

(II.) Gli accompagnamenti nell'anima devota della vera fiducia in Dio. Ha al suo fianco una vera penitenza? Dietro di essa cammina forse una giustizia coerente e saldo? Non stiamo solo confidando nel Signore, ma Lo stiamo servendo? Se la nostra fede ha attirato dietro di sé queste cose, è vero. Se non lo ha fatto, non è una vera fuga verso l'unico Rifugio. La rettitudine nel cuore, nel carattere e nella condotta è figlia della fiducia. La vera contrizione lo accompagna nella sua nascita, ma ne viene nutrito e nutrito in seguito

(III.) La grande ricompensa e benedizione della quieta fiducia. "Nessuno di quelli che si rifugiano da lui sarà condannato". La parola, nel suo significato originale e letterale, significa "desolato". E vorrei che pensaste alla profonda verità che è coperta dal fatto che una tale parola dovrebbe poi assumere il significato di "colpa". Insegna che la colpa è desolazione. Ancora una volta, notate la profonda verità che risiede nell'altro fatto che la stessa parola significa "colpevole" e "castigo". Perché questo ci dice che la criminalità e la punizione vanno sempre insieme, e che la stessa cosa, in un aspetto, è il nostro peccato, e, in un altro aspetto, è il nostro inferno e la nostra punizione. Poi, inoltre, notate quell'ampia, incondizionata, benedetta certezza, espressa in forma negativa, ma che implica molto più di una negazione: "Nessuno di quelli che confidano in Lui sarà condannato". La ragione per cui coloro che confidano in Lui non sono condannati è perché coloro che confidano in Lui, stanno nel pieno sole del Suo amore, e sono saturi e inzuppati fino in fondo, se vogliono, del calore, della luce e della felicità dei suoi raggi. "Non saranno condannati" e "chi Egli li giustifica lo glorifica anche". (Ibidem)

Un messaggio ai desolati:

Essere desolati significa essere devastati e distrutti. La rovina, sia del tempio che del colosseo, è un'immagine di desolazione. È anche solitudine. Abbiamo visto la casetta solitaria tra le Alpi. Non c'era nessun'altra casetta in vista, solo la catena montuosa ininterrotta. Abbiamo visto la capanna solitaria nelle pianure, o la nave sul mare con nient'altro che le acque sotto e il cielo sopra. Sono immagini di desolazione e solitudine che, sono incline a pensare, trovano il loro duplicato nella vita degli uomini e delle donne

(I.) Quali sono alcune delle cause?

1.) Da fraintendere. Le incomprensioni della vita sono chiodi alle mani o fiamme al corpo. Tagliavano fuori uno dalla comunione; Fanno male, ostacolano e aumentano la solitudine della vita. Nostro Signore è stato frainteso. Era isolato dal fatto stesso che non era compreso. Perciò, in almeno tre diverse occasioni il Padre lo incoraggiò. Quando fu battezzato, la voce dell'approvazione irruppe nei cieli. Quando fu trasfigurato, Dio Gli parlò e Lo incoraggiò con la rivelazione della Sua presenza, e nel Giardino del Getsemani l'angelo Lo ministrò. La soddisfazione del Suo cuore si trovava nella consapevolezza che, mentre gli uomini non lo capivano, Dio lo capiva. Questo lo salvò dalla totale desolazione. Questo ci salva tutti dalla disperazione. Sapere che Dio ci conosce e ci capisce significa godere della più alta compagnia spirituale

2.) Nella misura in cui andiamo molto al di sotto o molto al di sopra delle esperienze comuni degli uomini, sperimentiamo l'isolamento. La guglia della cattedrale e la cima della montagna sono solitarie. Sono solitari. Non godono di compagnia. Sono eccezioni. Quindi il pozzo affondato in profondità nella terra è eccezionale. Una grande emozione, sia di gioia che di dolore, proietta la vita fuori dall'ordinario; come un'insenatura del mare. C'è una solitudine e un isolamento nel grande modo di pensare. Thomas Carlyle condusse una vita relativamente solitaria, una vita di desolazione intellettuale, in parte perché si fece strada nelle vertiginose vette del pensiero

3.) Quando hai un grande dolore, deve essere affrontato e sopportato da solo. Ogni anima attraversa la valle dell'ombra della morte essenzialmente sola per quanto riguarda l'aiuto umano, vale a dire che ogni cuore conosce il proprio dolore e deve portare il proprio fardello. Nei dolori più grandi c'è posto solo per l'anima e per Dio

4.) Il peccato porta alla desolazione. Non c'è vera compagnia nel peccato. Il peccato distrugge la fratellanza e la fratellanza. Restringe la vita. La fonte del peccato è l'egoismo, e più una vita è egoista, più è ristretta, solitaria e desolata. Il peccato è desolazione. È un deserto senza sorgente. La desolazione è l'inferno. Non sappiamo molto dell'inferno del futuro, ma sappiamo qualcosa dell'inferno del presente

(II.) Che cosa faremo, allora, per sfuggire alla vita di desolazione? Come potremo popolare il nostro piccolo mondo con compagni e illuminarlo con fratellanza e benedizioni?

1.) Con un giusto uso della mente. Non sappiamo esattamente cosa o dove sia la mente, ma sappiamo che è la misura dell'uomo. È l'eterno dentro di noi. Qualunque cosa possa accadere al corpo, se il cielo della mente è sereno, che cosa importa? Se la nostra mente ci domina, ci governa e ci guida, trarremo un'immensa quantità di bene dalla vita, e ciascuno, come Santa Caterina nell'antichità, avrà un'oratoria segreta in cui ritirarsi

2.) Fiducia; confidare in Dio. Si tratta di un'ingiunzione vecchia e ben collaudata. Per secoli gli uomini sono stati esortati a confidare in Dio. Perché dovrebbero? Mette il pane in dispensa e i soldi in banca? Tiene le malattie lontane dai figli o i dolori dalla casa? Perché dovremmo confidare in Dio? Dovremmo credere che Dio è sempre con noi. Lo crediamo o non lo crediamo. Se non lo facciamo, siamo desolati. Se lo facciamo, non siamo desolati. (W. Rader.)

Tesoro di Davide:

Salmi 34

1 IL TESORO DI DAVIDE

AUTORE PRINCIPALE CHARLES H. SPURGEON

SALMO 34

Titolo. Salmo di Davide, quando cambiò il suo comportamento davanti ad Abimelec; che lo cacciò via, ed egli se ne andò. Di questa transazione, che non riflette alcun credito sulla memoria di Davide, abbiamo un breve resoconto in 1Samuele 21:1-15. Sebbene la gratitudine del salmista lo abbia spinto a registrare con gratitudine la bontà del Signore nel concedere una liberazione immeritata, tuttavia egli non intreccia nessuno degli incidenti della fuga nella narrazione, ma si sofferma solo sul grande fatto di essere stato ascoltato nell'ora del pericolo. Possiamo imparare dal suo esempio a non ostentare i nostri peccati davanti agli altri, come sono soliti fare certi professori vanagloriosi che sembrano orgogliosi dei loro peccati come i vecchi pensionati di Greenwich delle loro battaglie e delle loro ferite. Davide faceva lo sciocco con singolare destrezza, ma non era così vero da cantare le proprie imprese di follia. Nell'originale, il titolo non ci insegna che il salmista compose questo poema al tempo della sua fuga da Achis, il re o Abimelec di Gat, ma che è inteso a commemorare quell'evento, e fu suggerito da esso. È bene contrassegnare la nostra misericordia con monumenti commemorativi ben scolpiti. Dio merita il nostro miglior lavoro. Davide, in vista del particolare pericolo da cui era stato salvato, si preoccupò molto di questo Salmo, e lo scrisse con notevole regolarità, in accordo quasi esatto con le lettere dell'alfabeto ebraico. Questo è il secondo Salmo alfabetico, il venticinquesimo è il primo.

Divisione. Il Salmo è diviso in due grandi divisioni alla fine di Salmi 34:10, quando il Salmista dopo aver espresso la sua lode a Dio si rivolge direttamente agli uomini. I primi dieci versi sono un inno e gli ultimi dodici un sermone. Per ulteriore assistenza al lettore possiamo suddividere così: In Salmi 34:1-3, Davide fa voto di benedire il Signore e invita gli altri a lodare; da Salmi 34:4-7 racconta la sua esperienza, e in Salmi 34:8-10 esorta i pii alla costanza della fede. In Salmi 34:1-14, dà un'esortazione diretta, e la segue con l'insegnamento didattico da Salmi 34:15-22 fino alla fine.

ESPOSIZIONE

Salmi 34:1.== Benedirò il Signore in ogni momento. Egli è risoluto e fermo, lo voglio; è personalmente e per se stesso determinato, lasci gli altri come possono; è intelligente di testa e infiammato di cuore: sa a chi è dovuta la lode, e a cosa è dovuto, e per cosa e quando. A Geova, e non a seconde cause, la nostra gratitudine dev'essere resa. Il Signore ha per diritto il monopolio della lode delle sue creature. Anche quando una misericordia può ricordarci il nostro peccato riguardo ad essa, come in questo caso la liberazione di Davide dal monarca filisteo era sicura di fare, non dobbiamo privare Dio del suo onore perché la nostra coscienza giustamente concede una censura alla nostra parte nella transazione. Anche se l'amo era arrugginito, Dio ha mandato il pesce, e noi lo ringraziamo per questo. In ogni momento, in ogni situazione, in ogni circostanza, prima, durante e dopo le prove, nei giorni luminosi di gioia e nelle notti buie di paura. Non avrebbe mai finito di lodare, perché non si sarebbe mai convinto di aver fatto abbastanza; sentendo sempre di essere venuto meno ai meriti del Signore. Beato colui le cui dita sono legate alla sua arpa. Colui che loda Dio per le sue misericordie non mancherà mai di una misericordia per la quale lodare. Benedire il Signore non è mai inopportuno. La sua lode sarà sempre sulla mia bocca, non solo nel mio cuore, ma anche nella mia bocca. La nostra gratitudine non è di essere una cosa stupida; Dovrebbe essere una delle figlie della musica. La nostra lingua è la nostra gloria, e dovrebbe rivelare la gloria di Dio. Che boccone benedetto è la lode di Dio! Com'è dolce, come è purificante, com'è profumato! Se la bocca degli uomini fosse sempre così piena, non ci sarebbe rancore contro Dio, né calunnia del prossimo. Se continuassimo a rotolare questo boccone delicato sotto la lingua, l'amarezza dell'afflizione quotidiana sarebbe inghiottita dalla gioia. Dio merita di essere benedetto con il cuore e di esaltare con la bocca, buoni pensieri nell'armadio e buone parole nel mondo.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Titolo = Abimelec era re di Gath, lo stesso con Achis, 1Samuele 21:10 : che aveva due nomi, o questo di Abimelec, come dovrebbe sembrare, era un nome comune a tutti i re dei Filistei (vedi Genesi 20:2; 26:8); come Faraone lo era per i re egiziani e Cesare per gli imperatori romani: il nome significa un re padre, o mio padre re, o un padre reale; come i re dovrebbero essere i padri della loro patria: prima di lui Davide cambiò il suo comportamento, il suo gusto, il suo senno, la sua ragione; imitò un pazzo. John Gill.

Salmo intero. (Questo Salmo è in ordine alfabetico). I Salmi alfabetici, i psalmi abcedarii, come li chiamavano i Padri latini, sono in numero di nove; e non posso fare a meno di pensare che sia un peccato che, tranne che nel singolo caso del centodiciannovesimo, non si sia permesso che nella nostra versione autorizzata comparisse alcun accenno alla loro esistenza. Non mi prenderò la responsabilità di affermare, con Ewald, che non è fedele nessuna versione in cui l'acrostico sia soppresso; ma penso che l'esistenza di uno stile di composizione così notevole dovrebbe essere indicata in un modo o nell'altro, e che alcuni scopi utili siano serviti dal fatto che sia effettivamente riprodotto nella traduzione. Senza dubbio ci sono difficoltà sulla strada. L'alfabeto ebraico differisce notevolmente da tutti quelli attualmente impiegati in Europa. Oltre a differenze di un tipo più fondamentale, l'ebraico ha solo ventidue lettere, per le nostre ventisei; e dei ventidue, un numero considerevole non ha compagni nel nostro. Una riproduzione esatta di un acrostico ebraico nella versione inglese è quindi impossibile. William Binnie, D.D.

Salmo intero. Il signor Hapstone si è sforzato di imitare il carattere alfabetico di questo Salmo nella sua versione metrica. La lettera che risponde a F è carente, e l'ultima strofa inizia con la lettera che risponde a R. Un verso della sua traduzione può essere sufficiente:

"In ogni tempo benedirò il nome di Geova;

La sua lode sarà sempre sulla mia bocca.

D'ora in poi l'anima mia si vanterà in Geova;

Ascoltatelo, mansueti, ed esultate di gioia".

Salmi 34:1.== Benedirò il Signore in ogni momento. Il signor Bradford, martire, parlando della regina Maria, alla cui crudele misericordia giaceva allora, disse: Se la regina si compiace di liberarmi, la ringrazierò; se mi imprigionerà, la ringrazierò; se mi brucerà, la ringrazierò, ecc. Così dice un'anima credente: Lasci che Dio faccia di me ciò che vuole, io gli sarò grato. "Lo specchio" di Samuel Clarks.

Salmi 34:1. Se l'intera struttura della natura fosse sconvolta, e tutti gli amici e i sostenitori esteriori si dimostrassero falsi e ingannevoli, le nostre speranze e i nostri progetti mondani sarebbero delusi, e i beni ci strappati, e le inondazioni della malattia, della povertà e della disgrazia travolgessero la nostra anima con un'impetuosa marea di guai; il sincero amante di Dio, scoprendo che nessuna di queste cose influisce sulla sua parte e sull'oggetto dei suoi desideri ansimanti, si ritira da tutti loro in Dio, suo rifugio e nascondiglio, e lì sente il suo Salvatore incomparabilmente migliore, e più che equivalente a ciò che l'intero universo potrà mai offrire, o derubarlo; e la sua tenera misericordia, la pienezza inesauribile e la grande fedeltà gli procurano consolazione e riposo; e fagli confidare in lui, quando avrà paura. Così troviamo il santo salmista che esprime se stesso: Benedirò il Signore in ogni tempo, la sua lode sarà sempre sulla mia bocca. = William Dunlop.

Salmi 34:1. S. Basilio ci dice che la lode di Dio, una volta giustamente impressa come un sigillo sulla mente, anche se non sempre può essere messa in atto, tuttavia in realtà ci fa perpetuamente lodare Dio. Commento di J. M. Neal.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:1. La ferma risoluzione, le serie difficoltà nell'eseguirlo, aiutano per le sue prestazioni, ottime conseguenze di ciò facendo.

Sei domande. - Chi? "Io." Che cosa? "Benedirà." Chi? "Il Signore". Quando? "In ogni momento". Come? Perché?

Salmi 34:1. Direzione per creare un paradiso sottostante.

OPERA SUL TRENTAQUATTRESIMO SALMO

Meditazioni sul XXXIV. Salmo, nelle opere di Sir Richard Baker.

2 ESPOSIZIONE

Salmi 34:2.== L'anima mia la farà gloriare nel Signore. Vantarsi è una propensione molto naturale, e se si usasse come in questo caso, più ci si concede meglio è. L'esultanza di questo versetto non è un semplice vanto con la lingua, "l'anima" è in esso, il vanto è inteso e sentito prima che sia espresso. Che spazio c'è per il santo vanto in Geova! La sua persona, gli attributi, l'alleanza, le promesse, le opere e mille altre cose, sono tutte incomparabili, ineguagliabili, incomparabili; Possiamo gridarli a nostro piacimento, ma non saremo mai convinti di parole vane e vuote nel farlo. In verità, colui che scrive queste parole di commento non ha nulla di cui vantarsi, ma molto di cui lamentarsi, eppure nessuno gli impedirà di vantarsi in Dio finché vivrà. Gli umili udranno ciò e se ne rallegreranno. Di solito si rattristano nell'udire le vanterie, si allontanano dalle vanterie e dai discorsi altisonanti, ma il vanto nel Signore è tutt'altra cosa; con ciò i più umili sono consolati e incoraggiati. Le espressioni fiduciose dei credenti provati sono un grande conforto per i loro fratelli con meno esperienza. Dovremmo parlare della bontà del Signore di proposito, affinché gli altri possano essere confermati nella loro fiducia in un Dio fedele.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:2.== L'anima mia la farà gloriare nel Signore. Non come il vanto del fariseo, così odioso agli occhi di Dio, così offensivo agli orecchi degli umili, perché gli umili possono udire questo vanto ed essere contenti, cosa che non farebbero mai se non fosse conforme alle regole dell'umiltà. Può esserci un vanto più grande che dire: "Io posso ogni cosa"? Eppure in questo vanto c'è umiltà quando aggiungo: "In colui che mi fortifica". Infatti, sebbene Dio non ami vantarsi, tuttavia gli piace questo vanto, che non ci arroga nulla, ma gli attribuisce tutto. Sir Richard Baker.

Salmi 34:2-6. C'è qualcosa di molto sorprendente e piacevole nelle transizioni improvvise, e nel cambiamento di persone, che è osservabile in questi pochi versetti. "L'anima mia si vanterà"; "Gli umili ascolteranno"; "Ho cercato il Signore"; "Guardavano a lui"; "Questo pover'uomo ha pianto". C'è una forza e un'eleganza proprio nell'indifferenza delle espressioni, che, se fossero state più strettamente legate dalle particelle giuste, sarebbero andate in gran parte perdute. Le cose così separate l'una dall'altra, e tuttavia accelerate, scoprono, come osserva Longino, la serietà e la veemenza del lavoro interiore della mente; e sebbene possa sembrare che interrompa o disturbi la frase, tuttavia la accelera e la rafforza. Samuel Chandler, D.D.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:2. L'encomiabile millantatore e il suo pubblico soddisfatto.

Possiamo vantarci del Signore, in se stesso, delle sue manifestazioni, della sua relazione con noi, del nostro interesse per lui, delle nostre aspettative da lui, ecc.

Il dovere dei credenti di raccontare la loro esperienza a beneficio degli altri.

3 ESPOSIZIONE

Salmi 34:3.== Oh, magnifica il Signore con me. Questa richiesta è rivolta agli umili? Se è così, è più appropriato. Chi può fare grande Dio se non coloro che si sentono piccoli? Ordina loro di aiutarlo a rendere più grande la fama del Signore tra i figli degli uomini. Geova è infinito, e perciò non può realmente essere reso più grande, ma il suo nome cresce in gloria manifesta man mano che viene fatto conoscere alle sue creature, e così si dice che è magnificato. È bene quando l'anima sente la propria incapacità di glorificare adeguatamente il Signore, e quindi incita gli altri all'opera di grazia; Questo è un bene sia per l'uomo stesso che per i suoi compagni. Nessuna lode può superare quella che ci costringe a prostrarci sotto il senso della nostra nullità, mentre la grazia divina come un'Alpe in topless si alza davanti ai nostri occhi e ci fa sprofondare sempre più in basso in santo timore. Esaltiamo insieme il suo nome. L'adorazione sociale, congregata, è il risultato di uno degli istinti naturali della nuova vita. In cielo se ne gode appieno, e la terra è come il cielo dove abbonda.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:2-6. C'è qualcosa di molto sorprendente e piacevole nelle transizioni improvvise, e nel cambiamento di persone, che è osservabile in questi pochi versetti. "L'anima mia si vanterà"; "Gli umili ascolteranno"; "Ho cercato il Signore"; "Guardavano a lui"; "Questo pover'uomo ha pianto". C'è una forza e un'eleganza proprio nell'indifferenza delle espressioni, che, se fossero state più strettamente legate dalle particelle giuste, sarebbero andate in gran parte perdute. Le cose così separate l'una dall'altra, e tuttavia accelerate, scoprono, come osserva Longino, la serietà e la veemenza del lavoro interiore della mente; e sebbene possa sembrare che interrompa o disturbi la frase, tuttavia la accelera e la rafforza. Samuel Chandler, D.D.

Salmi 34:3. Venema osserva che dopo la relazione con Achis, ci viene detto in 1Samuele 22:1, "I suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero alla caverna di Adullam presso di lui", e questi, insieme a coloro che erano in debito e scontenti del governo di Saul, formarono una schiera di quattrocento uomini. A questi suoi amici e compagni, racconta la storia della sua fuga, e li invita con cuori uniti e voci a elogiare il Signore. C. H. S.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:3. Invito alla lode unitaria.

Salmi 34:3 = Magnificare - o rendere grande l'opera di Dio, un nobile esercizio.

4 ESPOSIZIONE

Salmi 34:4.== Cercai il Signore ed egli mi ascoltò. Deve essere stato in modo molto confuso che Davide pregava, e ci deve essere stata molta autosufficienza nella sua preghiera, altrimenti non avrebbe fatto ricorso a metodi di dubbia moralità come fingere di essere pazzo e comportarsi come un pazzo; eppure la sua povera preghiera zoppicante ebbe un'accoglienza e gli portò soccorso. a maggior ragione allora si celebra l'abbondante misericordia del Signore. Possiamo cercare Dio anche quando abbiamo peccato. Se il peccato potesse bloccare il propiziatorio sarebbe tutto finito per noi, ma la misericordia è che ci sono doni anche per i ribelli, e un avvocato per gli uomini che peccano. E mi ha liberato da tutte le mie paure. Dio ne fa un'opera perfetta. Egli elimina sia le nostre paure che le loro cause, tutte senza eccezione. Gloria al suo nome, la preghiera spazza il campo, uccide tutti i nemici e seppellisce persino le loro ossa. Notate l'egoismo di questo versetto e di quelli che lo precedono; non dobbiamo arrossire per parlare di noi stessi quando, così facendo, miriamo onestamente a glorificare Dio, e non ad esaltarci. Alcuni sono scioccamente schizzinosi su questo punto, ma dovrebbero ricordare che quando la modestia deruba Dio è molto immodesta.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:2-6.== Vedi "Sl 34:2" per ulteriori informazioni.

Salmi 34:4.== Cercai il Signore ed egli mi ascoltò. Dio si aspetta di sentire da te prima che tu possa aspettarti di sentire da lui. Se si trattiene la preghiera, non c'è da meravigliarsi che la misericordia promessa venga mantenuta. La meditazione è come lo studio del caso da parte dell'avvocato per la sua arringa alla sbarra; quando dunque avrai contemplato la promessa e avrai colpito il tuo cuore con le ricchezze che ne derivano, vola sul trono della grazia e stendilo davanti al Signore. William Gurnall.

Salmi 34:4.== Mi ha liberato da tutte le mie paure. Avermi liberato da tutte le mie tribolazioni era stato un grande favore, ma molto più grande per liberarmi da tutte le mie paure, perché dove questo mi avrebbe liberato dal male presente, questo mi mette al sicuro dal male futuro, perché ora godo non solo della tranquillità, ma anche della sicurezza, un privilegio solo dei pii. I malvagi possono essere liberi dai guai, ma possono essere liberi dal timore? No; Dio lo sa, anche se non sono nei guai come gli altri uomini, tuttavia vivono nella paura più degli altri uomini. La colpa della mente, o della mente del mondo, non permette mai loro di essere al sicuro: sebbene siano a volte liberi da un attacco di rabbia, tuttavia non sono mai privi di rancore; e (se posso usare l'espressione dei poeti) sebbene non sentano sempre la frusta di Tisifone, tuttavia sentono sempre i suoi terrori; e, poiché il Signore ha fatto questo per me, mi ha liberato da tutti i miei timori, non ho forse causa, giusta causa, di magnificarlo ed esaltare il suo nome? Sir Richard Baker.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:4 = Confessioni di un'anima riscattata. Semplice, onorando Dio, esclude il merito e incoraggia anche gli altri a cercare.

Salmi 34:4 = Quattro stadi, "paure", "cercato", "udito", "liberato".

5 ESPOSIZIONE

Salmi 34:5.== Essi lo guardarono e furono illuminati. Il salmista confessa che il suo caso non era affatto particolare, era uguale nella vita di tutti i fedeli; anch'essi, ciascuno di loro guardando al loro Signore, si illuminarono, i loro volti cominciarono a risplendere, i loro spiriti furono sollevati. Che mezzo per benedire può essere uno sguardo al Signore! C'è la vita, la luce, la libertà, l'amore, tutto insomma, nello sguardo al Crocifisso. Mai un cuore addolorato ha guardato invano al buon medico; Mai un'anima morente volse il suo occhio oscuro al serpente di bronzo per scoprire che la sua virtù era scomparsa. E i loro volti non si vergognavano. I loro volti erano coperti di gioia, ma non di rossore. Colui che confida in Dio non ha bisogno di vergognarsi della sua fiducia, il tempo e l'eternità giustificheranno entrambi la sua fiducia.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:2-6.== Vedi "Sl 34:2" per ulteriori informazioni.

Salmi 34:5.== Essi lo guardavano. Più riusciamo a pensare al nostro Signore, e meno a noi stessi, meglio è. Guardando a lui, mentre siede alla destra del trono di Dio, manterremo salde le nostre teste, e specialmente il nostro cuore, quando attraversiamo le profonde acque dell'afflizione. Ho pensato spesso a questo mentre attraversavo l'acqua di fronte alla vecchia piazza di Langholm. Mi accorsi, quando guardai l'acqua, di avere le vertigini; Fissai quindi gli occhi su un oggetto fermo dall'altra parte e riuscii a passare comodamente. David Smith, 1792-1867.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:5. Il potere di uno sguardo di fede.

6 ESPOSIZIONE

Salmi 34:6.== Quel pover'uomo pianse. Qui ritorna al suo caso. Era davvero povero, e così completamente privo di amici che la sua vita era in grave pericolo; ma gridò in cuor suo al protettore del suo popolo e trovò sollievo. La sua preghiera era un grido, per la brevità e l'amarezza, per la serietà e la semplicità, per l'ingenuità e il dolore; era il grido di un povero, ma non per questo meno potente in cielo, perché il Signore lo esaudì, e l'essere uditi da Dio significa essere liberati; e così si aggiunge che il Signore lo salvò da tutte le sue tribolazioni. Subito e completamente Davide si liberò completamente di tutti i suoi guai. Il Signore spazza via le nostre sofferenze come gli uomini distruggono un alveare di calabroni, o come i venti diradano le nebbie. La preghiera può liberarci dalle tribolazioni con la stessa facilità con cui il Signore si liberò delle rane e delle mosche d'Egitto quando Mosè lo supplicò. Questo versetto è la testimonianza personale del salmista: egli, essendo morto, parla ancora. Che il lettore afflitto si faccia coraggio e si faccia coraggio.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:2-6.== Vedi "Sl 34:2" per ulteriori informazioni.

Salmi 34:6.== Quel pover'uomo pianse. Le ragioni del pianto sono 1. Il desiderio non può arrossire. La necessità dei santi non è legata alla legge della modestia. La fame non può essere svergognata. "Io faccio cordoglio nel mio lamento e faccio rumore", dice David Salmi 55:2 ; ed Ezechia: "Come una gru o una rondine, così io chiacchierai, facevo cordoglio come una colomba" Isaia 38:14. "Andavo in lutto senza sole, mi alzavo e piangevo nell'assemblea" Giobbe 30:28. 2. Sebbene Dio ascolti la preghiera solo come preghiera offerta in Cristo, non perché molto fervente; Eppure il fervore è un ingrediente celeste nella preghiera. Una freccia sguainata con tutta la sua forza ha un'uscita più rapida; pertanto, le preghiere dei santi sono espresse dal pianto nelle Scritture. "O mio Dio, io grido di giorno, ma tu non ascolti" Salmi 22:2. "A mezzogiorno pregherò e griderò forte" Salmi 55:17. "Nella mia angoscia ho gridato all'Eterno" Salmi 18:6. "A te ho gridato, o Signore" Salmi 88:13. "Ho gridato dagli abissi" Salmi 130:1. "Dal ventre dell'inferno ho gridato" Giona 2:2. "A te griderò, o Signore, mia roccia" Salmi 28:1. sì, va un po' più che a piangere: "Grido per torto, ma non sono esaudito" Giobbe 19:7. "E quando grido e grido, egli chiude la mia preghiera" Lamentazioni 3:8. Colui che può insegnare a tutti noi a pregare, dolce Gesù, "nei giorni della sua carne, quando offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime" Ebrei 5:7 ; Pregava con grida di guerra. 3. E queste preghiere sono così prevalenti, che Dio le esaudisce dicendo: Questo povero gridò, e il Signore lo esaudì, e lo salvò da tutte le sue paure Salmi 34:6. "Il mio grido giunse davanti a lui, fino ai suoi orecchi" Salmi 18:6. Il grido aggiunge ali alla preghiera, come un rapido messaggio inviato a corte sulla vita e sulla morte: "I nostri padri gridarono a te e furono liberati" Salmi 22:5 = "Il giusto grida, e l'Eterno ascolta" Salmi 34:17 = Samuel Rutherford.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:6. -

1. L'eredità del povero, i "guai".

2. L'amico del povero.

3. Il grido del povero.

4. La salvezza del povero.

Salmi 34:6. La ricchezza del povero.

La posizione della preghiera nell'economia della grazia, o la storia naturale della misericordia nell'anima.

7 ESPOSIZIONE

Salmi 34:7.== L'angelo del Signore. L'angelo dell'alleanza, il Signore Gesù, alla testa di tutte le schiere del cielo, circonda con il suo esercito le dimore dei santi. Come schiere trincerate, così sono gli spiriti tutelari accampati intorno agli eletti del Signore, per servirli e soccorrerli, per difenderli e consolarli. Si accampa intorno a quelli che lo temono. Da ogni parte la guardia è tenuta da guerrieri dagli occhi insonni, e il Capitano dell'esercito è uno di quelli alla cui prodezza nessuno può resistere. e li libera. Non sappiamo quante liberazioni provvidenziali dobbiamo a quelle mani invisibili che hanno il compito di sostenerci per timore che sbattiamo il piede contro una pietra.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:7.== L'angelo del Signore si accampa intorno a quelli che lo temono e li libera. Non mi preoccuperò di chiedermi se questi angeli possano contrarsi e se possano sussistere in un punto, e quindi stare insieme meglio in un numero così grande, né mi preoccuperò di esaminare se si trovino in questo o quel luogo nella loro sostanza, o solo nella loro virtù e operazione. Ma di questo l'uomo pio può essere sicuro, che ogni volta che vorrà il loro aiuto, nonostante le porte, le serrature e le sbarre, potrà averlo in un attimo di avvertimento. Poiché non c'è impedimento, né per mancanza di potere, perché sono spiriti, sia per mancanza di buona volontà, sia perché è loro dovere, sia perché gli nutrono affetto; non solo gioendo per la sua prima conversione Luca 15:10, ma, oso affermare con sicurezza, sempre disposto con abbondanza di allegria a fare qualsiasi cosa per lui. Non posso tralasciare alcune parole che ricordo di Origene a questo scopo, poiché le ho avute dal suo interprete. Egli fa entrare gli angeli che parlano in questo modo: "Se egli (intendendo il Figlio di Dio) è sceso, è sceso in un corpo, si è rivestito di carne, ne ha sopportato le infermità ed è morto per gli uomini, perché ci fermiamo? Vieni, scendiamo tutti insieme dal cielo". Zachary Bogan.

Salmi 34:7.== L'angelo del Signore si accampa intorno a quelli che lo temono. È la prima volta che, nel salterio, si legge del ministero degli angeli. Ma molti padri preferiscono prendere questo passo dell'"Angelo del Grande Consiglio", e gloriosamente si applica a lui. J. M. Neale.

Salmi 34:7.== L'angelo del Signore si accampa intorno a quelli che lo temono, ecc. Con chi si può intendere l'Angelo increato, il Signore Gesù Cristo, l'Angelo della presenza di Dio e dell'alleanza, il Capitano della salvezza, il Capo e il Comandante del popolo; e la cui salvezza è come mura e baluardi intorno a loro, o come un esercito che li circonda; o si può intendere un angelo creato, anche uno solo, che è sufficiente a proteggere una moltitudine di santi, poiché si potrebbe distruggere immediatamente un numero così grande di nemici, come in 2Re 19:35 ; o si può essere messi per qualcosa di più, poiché sono una moltitudine innumerevole che sta dalla parte del popolo del Signore, e alla quale è unita; e si può dire che questi si accampano intorno a loro, perché sono un esercito o un esercito (vedi Genesi 32:1-2 Luca 2:13); e sono i guardiani dei santi, che li difendono e li proteggono, oltre a servirli. John Gill.

Salmi 34:7.== L'angelo del Signore è rappresentato nel suo duplice carattere in questa coppia di Salmi, come angelo di misericordia e anche come angelo di giudizio, Salmi 35:6. Questa coppia di Salmi (il trentaquattresimo e il trentacinquesimo), può essere paragonata a questo riguardo con il dodicesimo capitolo degli Atti degli Apostoli, dove l'angelo del Signore è raffigurato mentre si accampa intorno a San Pietro, e lo libera, e anche mentre colpisce il persecutore, Erode Agrippa. Christopher Wordsworth, D.D.

Salmi 34:7.== Tutt'intorno. A dimostrazione di ciò, si può osservare che, secondo D'Arvieux, è pratica degli arabi piantare le loro tende in forma circolare; il principe è nel mezzo, e gli arabi intorno a lui, ma in modo da lasciare una distanza rispettosa tra loro. E Thevenot, descrivendo un accampamento turco vicino al Cairo, avendo particolarmente; notò la spaziosità, le decorazioni e le comodità della tenda, o padiglione, del Bashaw, e aggiunge: "Intorno al palo della sua tenda, a un tiro di pistola, c'erano più di duecento tende, piantate in modo tale che le porte di tutte guardassero verso la tenda del Bashaw; ed è sempre così, affinché possano tenere sempre d'occhio l'alloggio del loro padrone ed essere pronti ad assisterlo se viene attaccato". Richard Mant.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:7 = Castra angelorum, salvatio bonorum.

Salmi 34:7. Il ministero degli angeli.

In che senso Gesù è "l'angelo del Signore"?

8 ESPOSIZIONE

Salmi 34:8.== O assaggia e vedi. Fate una prova, una prova interiore, sperimentale, della bontà di Dio. Non puoi vedere se non assaggiando tu stesso; ma se gusterete, vedrete, perché questo, come il miele di Gionata, illumina gli occhi. Che il Signore è buono. Questo lo si può sapere realmente e personalmente solo attraverso l'esperienza. C'è il banchetto con i suoi buoi e le sue grasse; le sue cose grasse piene di midollo e il vino sui lieviti ben raffinato; ma la loro dolcezza ti sarà del tutto sconosciuta, a meno che tu non faccia tue le benedizioni della grazia, con una partecipazione vivente, interiore e vitale ad esse. Beato l'uomo che confida in lui. La fede è il gusto dell'anima; coloro che mettono alla prova il Signore con la loro fiducia lo trovano sempre buono, e diventano essi stessi beati. La seconda frase del versetto è l'argomento a sostegno dell'esortazione contenuta nella prima frase.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:8.== Gustate e vedete che il Signore è buono. I nostri sensi aiutano la nostra comprensione; non possiamo con il discorso più razionale percepire quale sia la dolcezza del miele; gustatelo e lo percepirete. "La sua frutta era dolce al mio gusto". Dimora nella luce del Signore e lascia che la tua anima sia sempre rapita dal suo amore. Togli il midollo e la grassezza che la tua porzione ti produce. Lascia che gli stolti imparino guardando il tuo volto quanto siano fioche le loro fiamme rispetto allo splendore del tuo giorno. Richard Alleine, in "Il cielo si aprì", 1665.

Salmi 34:8.== O assaggia e vedi, ecc. Non ti basta vederlo da lontano e non averlo, come ha fatto Dives; o di averlo in te, e di non assaggiarlo, come il leone di Sansone aveva in sé una grande quantità di miele, ma non ne gustava la dolcezza; ma devi averlo come vederlo, e gustarlo come averlo fatto. Gusta e vedi, dice, "quanto è dolce il Signore"; perché così in verità Cristo dà alla sua chiesa non solo una vista, ma anche "un assaggio" della sua dolcezza. Uno spettacolo è quando dice così: "Ci alzeremo di buon'ora, andremo nella vigna e vedremo se la vite ha germogliato gli acini piccoli e se i melograni fioriscono"; c'è uno spettacolo della vite. Un assaggio è quando dice così: "Ti farò entrare nella cantina e ti farò bere vino aromatizzato e vino nuovo di melagrane"; c'è un assaggio del vino. La chiesa non solo entra nella vigna e vede il vino, ma va anche nella cantina e assaggia il vino. Thomas Playfere.

Salmi 34:8.== Assaggia e vedi. Ci sono alcune cose, soprattutto nel profondo della vita religiosa, che possono essere comprese solo attraverso l'esperienza, e che anche allora non possono essere adeguatamente incarnate in parole. Gustate e vedete che il Signore è buono. Il godimento deve venire prima dell'illuminazione; o piuttosto il godimento è l'illuminazione. Ci sono cose che devono essere amate prima di poter sapere che sono degne del nostro amore; cose da credere prima di poter capire che sono degne di fede. E anche dopo questo, dopo che siamo coscienti di una distinta apprensione di una qualche verità spirituale, possiamo forse rispondere solo, se necessario per spiegarla, con le parole del filosofo a cui è stata posta la domanda: "Che cos'è Dio?" «Lo so, se non mi viene chiesto». "Sermoni" di Thomas Binney, 1869.

Salmi 34:8.== Assaggia e vedi. Non volete che tutti i buoni doni di Dio siano inghiottiti senza sapore, o maliziosamente dimenticati, ma usate il vostro palato, conosceteli e considerateli. D. H. Mollerus.

Salmi 34:8. Il cielo e la terra sono pieni della bontà di Dio. Tralasciamo di aprire la bocca e gli occhi, per cui il salmista desidera che gustiamo e vediamo = Augustus F. Tholuck.

Salmi 34:8. Il gusto e la vista invitano, per così dire, a un banchetto sontuoso, che è stato a lungo pronto; a un ricco spettacolo apertamente esposto alla vista. Gli imperativi non sono in realtà oratori, ma persuasivi. E. W. Hengstenberg.

Salmi 34:8. Tutto ciò che il credente può ottenere di consolazione spirituale in questa vita non è che un assaggio. David Dickson.

Salmi 34:8.

Gustate il Signore e vedete quanto è dolce,

L'uomo che confida in lui vive ancora nella beatitudine.

Sir John Davies, 1569-1626.

Salmi 34:8-10. Tutti questi versetti sono bellissime rappresentazioni della pienezza, dell'adeguatezza, della completezza e di tutta la sufficienza di Dio in Cristo per rispondere a tutti i desideri del suo popolo. E non c'è forse una grande eleganza nel paragone che si fa tra la fame e la rapacità del leone, persino l'impetuosità del giovane leone, e quella della pazienza e dell'attesa silenziosa del fedele credente? Una vita di fede troverà cibo in tutto, perché tutto è fondato in Cristo. I giovani leoni possono mancare, e mancheranno, perché nulla soddisferà i loro voraci appetiti se non ciò che è carnale. Robert Hawker.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:8. Sperimenta l'unica vera prova della verità religiosa.

Salmi 34:8 = Gusto. Il palato santificato, la provvista recherche , il verdetto gratificato, l'ostia celeste.

9 ESPOSIZIONE

Salmi 34:9.== Temete il Signore, suoi santi. Tributagli umile riverenza infantile, cammina secondo le sue leggi, abbi rispetto per la sua volontà, trema per offenderlo, affrettati a servirlo. Non temere l'ira degli uomini, e non essere tentato di peccare a causa della virulenza delle loro minacce; temete Dio e non temete nient'altro. Poiché non c'è nulla per quelli che lo temono. Geova non permetterà che i suoi fedeli servitori muoiano di fame. Può darsi che non dia lussi, ma la promessa lo obbliga a provvedere alle cose necessarie, e non si tirerà indietro dalla sua parola. Molti capricci e desideri possono rimanere insoddisfatti, ma il Signore soddisferà i bisogni reali. Il timore del Signore o la vera pietà non è solo il dovere di coloro che si dichiarano santi, cioè persone messe a parte e consacrate per i sacri doveri, ma è anche il loro cammino di sicurezza e di conforto. La pietà ha la promessa della vita che ora è. Se dovessimo morire come cani, e non ci fosse l'aldilà, sarebbe bene temere il Signore per la nostra felicità. Gli uomini cercano un patrono e sperano di prosperare; prospera sicuramente chi ha il Signore degli eserciti come suo amico e difensore.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:8-10.== Vedi "Sl 34:8" per ulteriori informazioni.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:9. La condizione benedetta di un uomo timorato di Dio.

Salmi 34:9. La paura che espelle la paura. Similia similibus curantur.

10 ESPOSIZIONE

Salmi 34:10.== I giovani leoni mancano e soffrono la fame. Sono feroci, astuti, forti, in tutto il vigore della giovinezza, eppure a volte ululano nella loro fame famelica, e anche gli uomini così astuti, che progettano e opprimono, con tutta la loro sagacia e mancanza di scrupoli, spesso arrivano al bisogno; eppure i credenti di mente semplice, che non osano agire come gli avidi leoni della terra, sono nutriti con cibo conveniente per loro. Confidare in Dio è una politica migliore di quella che i politici più astuti possono insegnare o mettere in pratica. Ma coloro che cercano il Signore non mancheranno di alcun bene. Nessuna cosa veramente buona sarà negata a coloro il cui primo e principale fine nella vita è cercare il Signore. Gli uomini possono chiamarli stolti, ma il Signore li dimostrerà saggi. Essi vinceranno dove i sapientoni del mondo perdono tutto, e Dio ne avrà la gloria.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:8-10.== Vedi "Sl 34:8" per ulteriori informazioni.

Salmi 34:10.== I giovani leoni mancano e soffrono la fame, i vecchi leoni l'avranno per loro, se si vuole averla. Ma coloro che cercano il Signore non mancheranno di alcun bene. Come non sentiranno nulla di male all'interno, così non vorranno nulla di buono all'esterno. Colui che apre liberamente la parte superiore, non chiuderà mai completamente le molle inferiori. Non mancherà l'argento nel sacco di Beniamino, mentre Giuseppe lo avrà da gettarvi. La grazia non è una visitatrice così miserabile, che non pagherà a modo suo. Quando si adora il migliore degli esseri, si gode della migliore delle benedizioni. William Secker.

Salmi 34:10. La gente è incline a immaginare che la vita di una bestia selvaggia debba essere felice - nel senso di un bruto - e che le creature carnivore e graminivore che non sono mai venute sotto il dominio dell'umanità stiano meglio dei quadrupedi addomesticati che comprano la loro vita più tranquilla e sicura al prezzo di provvedere ai lussi o alle necessità dei loro signori umani. Ma è vero il contrario: la carriera di un animale carnivoro deve essere miserabile, anche dal punto di vista della tigre o del leopardo. Devono spesso soffrire i morsi della fame prolungata, e quando trovano e uccidono il cibo devono spesso intraprendere una guerra disperata per il godimento della loro vittima. Il grido di quasi tutte le bestie feroci è così malinconico e desolato, che impressiona il viaggiatore con tristezza più che con paura. Se si presenta l'occasione di osservarli durante l'inseguimento, li si vede sgattaiolare e annusare, molto meno simili a "re della foresta" che a poveri disgraziati abbattuti e affamati, disperati per l'argomento del loro prossimo pasto. Soffrono orribilmente di malattie indotte da una cattiva alimentazione e da una lunga astinenza; e pochissimi si trovano senza cicatrici nella loro pelle, i segni di terribili combattimenti. Se vivono fino alla vecchiaia, la loro sorte è pietosa: i loro denti sono consumati, i loro artigli sono smussati, e in questo stato molti di loro muoiono di fame. Nemmeno la metà degli animali selvatici muore di morte naturale; e la loro vita, per quanto si può osservare, è una serie di dure privazioni, con lotte disperate e sanguinose tra loro. Ritaglio da "Daily Telegraph".

Salmi 34:10.== Coloro che cercano il Signore non mancheranno di alcun bene. Non ci sarà bisogno di costoro e questi non mancherà di alcun bene, così che egli deve essere tale al quale è stata fatta la promessa, e deve anche essere sicuro che ciò che è stato promesso è bene per lui. Ma spesso non è bene per un uomo abbondare di benedizioni terrene; poiché la bevanda forte non fa bene ai cervelli deboli. sì, se qualche cosa manca a un uomo buono, può essere certo che non è bene per lui; e allora è meglio che lo voglia, piuttosto che ne abbia goduto; E quale uomo saggio si lamenterà della mancanza di ciò che, se lo avesse, gli risulterebbe più utile che dannoso? Come una spada per un pazzo, un coltello per un bambino, una bevanda per chi ha la febbre o l'idropisia. "Dio non rifiuterà nessuna cosa buona", ecc., e quindi non vogliono se stessi, che per molti sono anche cose buone, sì, cose molto buone, come potrei considerare molti. Il bisogno santificato è un mezzo notevole per portare al pentimento, per operare in noi l'emendamento della vita, suscita la preghiera, ci svezza dall'amore del mondo, ci tiene sempre preparati per il combattimento spirituale, scopre se siamo veri credenti o ipocriti, previene mali più grandi del peccato e della punizione a venire; ci rende umili, conformi a Cristo nostro Capo, accresce la nostra fede, la nostra gioia e gratitudine, la nostra saggezza spirituale e similmente la nostra pazienza, come ho ampiamente dimostrato in un altro trattato. Richard Young, in "L'avvocato dei poveri", 1653.

Salmi 34:10. Ricordo, mentre attraversavo il paese, che c'era una povera vedova, il cui marito era caduto a Bothwell: i soldati sanguinari vennero a saccheggiare la sua casa, dicendole che avrebbero preso tutto ciò che aveva. "Non ti lasceremo nulla", dissero, "né da metterti dentro, né su di te". «Non m'importa», disse, «non mancherò finché Dio sarà nei cieli». Era davvero un credente. Sermone di Alexander Peden, 1682.

Salmi 34:10. Esamina il cielo e la terra e tutte le cose che sono in essi, e tutto ciò che appare buono su un terreno sicuro, chiedilo con fiducia a Cristo; il suo amore non lo negherà. Se fosse bene per voi che non ci fossero né peccato, né diavolo, né afflizione, né distruzione, l'amore di Cristo le abolirebbe all'istante. Anzi, se il possesso di tutti i regni del mondo fosse assolutamente buono per un santo, l'amore di Cristo lo incoronerebbe immediatamente monarca di essi. David Clarkson.

Salmi 34:10 = (ultima clausola). Parte del suo ultimo pomeriggio lo trascorse a Columba, nella trascrizione dei Salmi di Davide. Giunto a quel passo del Salmo trentaquattraente, dove è detto: Coloro che cercano il Signore non mancheranno di alcun bene, egli disse: "Sono giunto alla fine di una pagina e mi fermerò qui, per il seguente Salmi 34:11 : "Venite, figliuoli, ascoltatemi; io vi insegnerò il timore del Signore, " si addice meglio a me il mio successore per trascrivere. Lo lascerò dunque a Baithen". Come al solito la campana veniva suonata a mezzanotte per le preghiere. Columba fu il primo ad affrettarsi verso la chiesa. Entrandovi poco dopo, Dermid lo trovò in ginocchio in preghiera, ma evidentemente morente. Sollevandolo tra le braccia, gli appoggiò la testa sul petto. I fratelli entrarono. Quando videro Columba in questo stato di morte, piansero forte. Columba li sentì. Aprì gli occhi e tentò di parlare, ma la sua voce venne meno. Alzò le mani come per benedirle, subito dopo di che espirò il suo spirito. Il suo volto conservò nella morte l'espressione che aveva in vita, così che sembrava che si fosse appena addormentato. "Storia di Columba e dei suoi successori", nel Tesoro Cristiano per il 1848.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:10. Mancavano i leoni, ma i bambini soddisfacevano. Vedere "Spurgeon's Sermons", n. 65.

1. Descrizione di un vero cristiano, "cerca il Signore".

2. La promessa contenuta in un contratto.

3. La promessa è stata mantenuta.

Salmi 34:10. Che cos'è una buona cosa?

11 ESPOSIZIONE

Salmi 34:11.== Venite, figli. Pur essendo un guerriero e un re, il salmista non si vergognava di insegnare ai bambini. Gli insegnanti della gioventù appartengono alla vera nobiltà; il loro lavoro è onorevole e la loro ricompensa sarà gloriosa. Forse i ragazzi e le ragazze di Gat si erano presi gioco di Davide nella sua apparente follia, e se così fosse, egli qui mira insegnando alla razza nascente a rimediare al male che aveva fatto in precedenza. I bambini sono le persone più speranzose a cui insegnare: gli uomini saggi che desiderano diffondere i loro principi si preoccupano di conquistare l'orecchio dei giovani. Ascoltatemi, io vi insegnerò il timore del Signore. Nella misura in cui possono essere insegnati oralmente, o appresi con l'udito dell'orecchio, dobbiamo comunicare la fede e il timore di Dio, inculcando alla generazione nascente i principi e le pratiche della pietà. Questo versetto può essere l'indirizzo di ogni insegnante della scuola domenicale alla sua classe, di ogni genitore ai suoi figli. Non è privo di istruzione nell'arte dell'insegnamento. Dovremmo essere vincenti e attraenti per i giovani, invitandoli a "venire" e non respingendoli con termini duri. Dobbiamo allontanarli, a parte i giocattoli e gli sport, e cercare di occupare le loro menti con occupazioni migliori; perché non possiamo insegnare loro bene mentre le loro menti sono piene di altre cose. Dobbiamo andare sempre al punto principale e mantenere il timore del Signore sempre al primo posto nei nostri insegnamenti, e così facendo possiamo discretamente mettere la nostra personalità sulla bilancia narrando le nostre esperienze e convinzioni.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:11.== Venite, figli. Venema, in sostanza, osserva che Davide, rivolgendosi ai suoi amici nella grotta, li chiamava suoi figli o figli, perché stava per essere il loro maestro, e loro suoi discepoli; e ancora, perché erano giovani nel fiore della loro età, e come figli, sarebbero stati i costruttori della sua casa; e ancora di più, perché, in quanto loro capo, alla cui disciplina e comando erano soggetti, aveva il diritto di rivolgersi a loro come ai suoi figli. C. H. S.

Salmi 34:11.== Venite, bambini, ecc. Voi conoscete i vostri genitori terreni, sì, ma sforzatevi di conoscere i vostri celesti. Voi conoscete i padri della vostra carne, sì, ma sforzatevi di conoscere il Padre dei vostri spiriti. Sei esperto, potrebbe essere nelle Odi di Orazio, nelle Egloghe di Virgilio, nelle Orazioni di Cicerone; Oh! ma sforzati di ottenere intendimento nei Salmi di Davide, nei Proverbi di Salomone e negli altri semplici libri delle Sacre Scritture. La manna doveva essere raccolta al mattino. La perla d'oriente è generata dalla rugiada mattutina; Aurora Musis amica, il mattino è amico delle Muse. O "ricordati del tuo Creatore", conoscilo al mattino della tua infanzia. Quando Dio ebbe creato i cieli e la terra, la prima cosa che fece fu di adornare il mondo di luce e di separarlo dalle tenebre. Felice è quel bambino su cui la luce della conoscenza salvifica comincia presto ad albeggiare. Dio, nella legge, ha richiesto che i primogeniti e le primizie, così fa ancora i nostri primi giorni, siano offerti a lui. Sono parole di saggezza: "Coloro che mi cercano presto mi troveranno". Proverbi 8:17. Dove un rabbino osserva una ( נ) è aggiunta al verbo più del solito, che nella numerazione va per cinquanta. Con questa nota, che la ricerca mattutina ha non solo venti, o trenta, ma cinquanta, anzi, anzi, una ricompensa cento volte superiore ad essa. Nathaneal Hardy.

Salmi 34:11.== Venite, figli. Davide, in quest'ultima parte del Salmo, si impegna a insegnare ai bambini; sebbene fosse un uomo di guerra e unto per essere re, non lo pensava al di sotto di lui: sebbene ora avesse la testa così piena di preoccupazioni e le sue mani d'affari, tuttavia poteva trovare il cuore e il tempo per dare buoni consigli ai giovani dalla sua esperienza personale. Matteo Enrico.

Salmi 34:11. Osservare. I. Ciò che egli si aspetta da loro: Ascoltami, lascia il tuo gioco, sdraiati vicino ai tuoi giocattoli e ascolta ciò che ho da dirti; non solo dammi ascolto, ma osservami e obbediscimi.

II. Ciò che si impegna a insegnare loro, Il timore del Signore, comprensivo di tutti i doveri della religione. Davide era un famoso musicista, un uomo di stato, un soldato, ma non dice ai suoi figli: Io vi insegnerò a suonare l'arpa, o a maneggiare la spada o la lancia, o a tirare l'arco, o vi insegnerò le massime della politica dello Stato, ma vi insegnerò il timore del Signore, che è migliore di tutte le arti e scienze, migliore di tutti gli olocausti e i sacrifici. Questo è ciò che dovremmo essere solleciti sia per imparare noi stessi, sia per insegnare ai nostri figli. Matteo Enrico.

Salmi 34:11.== Io vi insegnerò il timore del Signore. Introdurrò la traduzione e la parafrasi dal mio vecchio Salterio, e ciò piuttosto perché credo che ci sia un riferimento a quel metodo molto improprio e empio di insegnare ai giovani il sistema della mitologia pagana prima che venga insegnata loro una solida lezione di vera divinità, finché alla fine le loro menti sono imbevute di paganesimo e la condotta viziosa degli dei, delle dee e degli eroi (qui molto propriamente chiamati tiranni), diventa il modello della loro; e sono pagani all'esterno come sono pagani all'interno. Traduzione. Cummes sones lere me: dred of Lard I sal you lere. Parafrasare. "Cummes, con trauth e luf: sones, qwam I gette in haly lere: beres me. Con eres di hert. Ti sallere, non ho le favole dei poeti; na le storie di Tryauntz; Or the dred of oure Larde, che ti porterà fino al felaghschippe di aungels; e lì dentro c'è la vita". Non ho bisogno di parafrasare questa parafrasi, perché è abbastanza chiara. Adam Clarke.

Salmi 34:11.== Il timore del Signore. Il Maestro delle Sentenze si sofferma, da questo verso, sui quattro tipi di paura: mondana, servile, iniziale, filiale. Mondano, quando temiamo di commettere peccato, semplicemente per timore di perdere qualche vantaggio mondano o di incorrere in qualche inconveniente mondano. Servile, quando temiamo di commettere peccato semplicemente a causa dei tormenti dell'inferno dovuti ad esso. Iniziale, quando abbiamo paura di commetterlo, per non perdere la felicità del cielo. Filiale, quando abbiamo paura, solo, e interamente perché temiamo di offendere quel Dio che amiamo con tutto il nostro cuore. Insegnerò io. Donde si noti che questa paura non è una cosa da imparare tutta in una volta; Ha bisogno di uno studio attento e di un buon maestro. S. Crisostomo paragona qui la scuola del Salmista con il luogo di villeggiatura degli studenti pagani all'accademia; e S. Efrem, riferendosi a questo passo, chiama il timore di Dio stesso la scuola della mente. Come se egli proclamasse", dice S. Lorenzo Giustiniano, "io vi insegnerò non le corse delle stelle, non la natura delle cose, non i segreti dei cieli, ma il timore del Signore". La conoscenza di tali questioni, senza paura, si gonfia; ma il timore del Signore, senza tale conoscenza, può salvare". "Qui", dice Cassiodoro, "non c'è paura da temere, ma da amare. La paura umana è piena di amarezza; il timore divino della dolcezza: l'uno spinge alla schiavitù, l'altro attira alla libertà; l'uno teme la prigione della Geenna, l'altro apre il regno dei cieli". J. M. Neale.

Salmi 34:11.== Il timore del Signore. Questo, dunque, buoni figli, sia la vostra principale cura e il vostro studio: a che vi servirà essere astuti in Tullio, Virgilio, Omero e altri scrittori profani, se non siete abili nel libro di Dio? aver imparato il greco e il latino, se non imparate la lingua di Canaan? Avere la vostra parola conforme alle regole di Prisciano, di Giglio, se la vostra vita e la vostra condotta non sono consonanti alle regole e alle leggi del cristianesimo? avere conoscenza delle creature quando si ignora il Creatore? di aver imparato ciò per cui si può vivere per un po' qui, e di trascurare ciò per cui si può vivere eternamente nell'aldilà? Impara a temere Dio, a servirLo, e allora Dio ti benedirà; poiché "Egli benedirà quelli che lo temono, piccoli e grandi". Salmi 115:13 = "L'istruttore di Davide" di Thomas Gataker, 1637.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:11. Un maestro regale, i suoi giovani discepoli, il suo modo di insegnare, "Vieni", la sua materia preferita.

Salmi 34:11. Lavoro della scuola domenicale.

12 ESPOSIZIONE

Salmi 34:12. La vita trascorsa nella felicità è il desiderio di tutti, e colui che può dare ai giovani una ricevuta per condurre una vita felice merita di essere popolare tra loro. La mera esistenza non è vita; L'arte di vivere, di vivere veramente, realmente e gioiosamente, non è data a tutti gli uomini di conoscerla. Insegnare agli uomini come vivere e come morire, è lo scopo di ogni utile istruzione religiosa. Le ricompense della virtù sono le esche con cui i giovani devono essere attratti dalla moralità. Mentre insegniamo la pietà a Dio, dobbiamo anche soffermarci molto sulla moralità verso l'uomo.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:12. Non è una grande questione vivere a lungo, o sempre, ma vivere felicemente. Quella preghiera leale, "Lascia vivere il re" (in ogni lingua) importa uno stato prospero. Quando il salmista dice: "Chi è l'uomo che vuole vedere la vita?", si spiega subito dopo con "giorni buoni". Vivere tra i Latini è talvolta tanto quanto valere, vivere è tanto quanto stare bene; e per questo è che, da una parte, la Scrittura chiama lo stato dei dannati una morte eterna, perché la loro vita è solo una continuazione nella miseria; così dall'altra parte lo stato dei beati è una vita eterna, perché è una dimora perpetua nella felicità. Nathanael Hardy.

Salmi 34:12. Il beneficio della vita non è nella lunghezza, ma nell'uso che ne fa. A volte vive il meno che vive più a lungo. Seneca.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:12-14. Come sfruttare al meglio entrambi i mondi.

13 ESPOSIZIONE

Salmi 34:13.== Preserva la tua lingua dal male. Custodisci con diligenza quel membro pericoloso, la lingua, affinché non pronunci il male, perché quel male si ritorcerà su di te e rovinerà il godimento della tua vita. Gli uomini non possono sputare veleno senza sentire un po' del veleno che brucia la loro carne. e le tue labbra dal parlare con fronzoli. L'inganno deve essere evitato con molta serietà dall'uomo che desidera la felicità. Un astuto intrigante vive come una spia nell'accampamento nemico, nella costante paura di essere smascherato e giustiziato. Una conversazione pulita e onesta, mantenendo la coscienza a posto, favorisce la felicità, ma la menzogna e i discorsi malvagi riempiono il nostro cuscino di spine e rendono la vita un vortice costante di paura e vergogna. Davide aveva tentato la politica tortuosa, ma qui la denuncia e prega gli altri, come vorrebbero vivere a lungo e bene, di evitare con cura i dubbi stratagemmi dell'astuzia.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:13.== Preserva la tua lingua dal male, ecc. Ficino, dopo i suoi trattati, De sanitate tuenda, di mantenere la buona salute; e un altro, di recuperare la salute; e un terzo, di prolungare la vita; perché non tutto va bene, aggiunge saggiamente un quarto, di afferrare la vita eterna; il che non può essere fatto se non mortificando questo membro terreno, una lingua sciolta e lasciva. "Poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato", dice il Giudice stesso. Matteo 12:37. Confrontate Genesi 49:21 con Deuteronomio 33:23, e sembrerà che le buone parole siano ingraziate da Dio e dall'uomo. John Trapp.

Salmi 34:13.== e le tue labbra dal parlare con fronzoli. Forse Davide ci sta avvertendo che non parliamo con l'inganno, che riflettiamo sul suo peccato nel cambiare il suo comportamento. Coloro che si pentono veramente di ciò che hanno fatto di sbagliato, avvertiranno gli altri di fare attenzione a fare altrettanto. Matteo Enrico.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:12-14. Come sfruttare al meglio entrambi i mondi.

Salmi 34:13. I peccati della lingua: la loro malizia, la loro causa e la loro cura.

14 ESPOSIZIONE

Salmi 34:14.== Allontanati dal male. Allontanatevene. Non solo togliete le mani, ma anche voi stessi. Non vivere vicino alla casa dei parassiti. Evita la tana del leone, esci dal nido della vipera. Stabilisci una distanza tra te e la tentazione. E fare del bene. Siate pratici, attivi, energici, perseveranti nel bene. La virtù positiva promuove la virtù negativa; Chi fa il bene è sicuro di evitare il male. Cercate la pace. Non solo preferirlo, ma con zelo e cura sforzatevi di promuoverlo. Pace con Dio, con il tuo cuore, con il tuo prossimo, cerca questo come il mercante una perla preziosa. Nulla può promuovere più efficacemente la nostra felicità della pace; La lotta risveglia passioni che corrodono il cuore con forza corrosiva. La rabbia è l'omicidio verso se stessi, così come verso i suoi oggetti. E perseguirlo. Cacciatelo, inseguitelo con desiderio ardente. Potrebbe presto essere perduta, anzi, nulla è più difficile da trattenere, ma fai del tuo meglio, e se dovesse sorgere inimicizia non sia colpa tua. Segui la pace quando ti evita; sii deciso a non essere di spirito litigioso. La pace che così promuovi sarà restituita al tuo seno e sarà per te una perenne fonte di conforto.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:14.== Allontanati dal male, ecc. Ciò denota che il male è vicino agli uomini; si tiene vicino a loro, e dovrebbe essere rifiutato ed evitato: e riguarda ogni sorta di male; uomini malvagi e le loro cattive compagnie; le cose malvagie, le parole e le opere cattive, e ogni apparenza di male; e il timore del Signore si manifesta nell'odio per esso e nell'allontanamento da esso. Proverbi 8:13; 16:6 = John Gill.

Salmi 34:14.== Allontanati dal male. Gli altri precetti sono il dovere delle opere, e sono quattro, mentre i precetti delle parole erano solo due, perché dobbiamo essere più nelle opere che nelle parole, e sono tutti affermativi, perché è contro la natura di un'opera essere in negativo, perché così il lavoro non dovrebbe essere migliore dell'ozio. i primi due sono generali, tanto generali quanto il bene e il male; che se incontriamo qualcosa di male, la nostra parte è di andarcene, perché non c'è obiezione sul male. Sir Richard Baker.

Salmi 34:14.== Fai del bene. La bontà negativa non è sufficiente per darci diritto al cielo. Ci sono alcuni nel mondo la cui religione si basa tutta sugli aspetti negativi; Non sono ubriaconi, non sono bestemmiatori, e per questo si benedicono. Guarda come il Fariseo svapo Luca 18:11, "Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri", ecc. Ahimè! il non essere scandaloso non farà un cristiano più di quanto un cifrario farà una somma. Ci è stato chiesto non solo di cessare dal male, ma di fare il bene. Alla fine sarà una povera supplica: Signore, mi sono trattenuto dall'essere macchiato di peccato grave: non ho fatto alcun male. Ma che cosa c'è di buono in te? Non basta al servo della vigna che non vi faccia alcun male, non spezzi gli alberi e non distrugga le siepi; se non lavora nella vigna, perde la sua paga. Non ci basta dire all'ultimo giorno: non abbiamo fatto alcun male, non abbiamo vissuto in nessun peccato grave; Ma che bene abbiamo fatto in vigna? Dov'è la grazia che abbiamo ottenuto? Se non siamo in grado di dimostrare questo, perderemo la nostra paga e mancheremo la salvezza. Thomas Watson.

Salmi 34:14.== Cercate la pace e perseguitela. Sì, fa' il bene, e non avrai bisogno di perseguirlo; la pace ti troverà senza cercare. Agostino dice: Fiat justitia, et habebis pacem - Vivi rettamente e vivi in pace. La quiete troverà giustizia dovunque egli albergherà. Ma essa aborre la casa del male. La pace non cenerà dove la grazia non ha prima rotto il suo digiuno. Abbracciamo la pietà e "la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, conserverà il nostro cuore e la nostra mente in Gesù Cristo". Filippesi 4:7 = Thomas Adams.

Salmi 34:14.== Vedere la pace e perseguirla. Le cose più desiderabili non sono le più facili da ottenere. Che cosa c'è di più bello per l'immaginazione della tranquillità della pace? Ma questa grande benedizione non si presenta volontariamente: deve essere cercata. Anche quando viene cercata, spesso sfugge alla presa: vola via, e deve essere inseguita. 1. L'uomo di un portamento pacifico deve essere cauto a non offendere quando è inutile, o, quando può essere innocentemente risparmiato.

2. Un'altra parte del carattere dell'uomo pacifico è quella di non offendersi, specialmente nelle piccole questioni, che difficilmente meritano l'attenzione di un uomo saggio. 3. Se è stata commessa o subita un'offesa inutile, dobbiamo sforzarci di porvi fine il più presto possibile. Se una divergenza è già iniziata, soffocatela sul nascere e non permettete che proceda oltre. Condensato dal sermone del Dr. Waterland, nel Corso di Sermoni sui Salmi di J. R. Pitman, 1846.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:12-14. Come sfruttare al meglio entrambi i mondi.

Salmi 34:14 = (prima clausola). La relazione tra le virtù negative e quelle positive.

Salmi 34:14 = (seconda clausola). La caccia reale. Il gioco, le difficoltà dell'inseguimento, i cacciatori, i loro metodi e le loro ricompense.

15 ESPOSIZIONE

Salmi 34:15.== Gli occhi del Signore sono sui giusti. Li osserva con approvazione e tenera considerazione; gli sono così cari che non riesce a staccare gli occhi da loro; osserva ciascuno di essi con la stessa attenzione e attenzione come se ci fosse una sola creatura nell'universo. I suoi orecchi sono aperti al loro grido. I suoi occhi e le sue orecchie sono così entrambi rivolti dal Signore verso i suoi santi; tutta la sua mente è occupata su di loro: se disprezzati da tutti gli altri, non sono trascurati da lui. Egli ode subito il loro grido, proprio come una madre è sicura di sentire il suo bambino malato; il grido può essere spezzato, lamentoso, infelice, debole, incredulo, eppure l'orecchio acuto del Padre coglie ogni nota di lamento o di appello, ed Egli non tarda a rispondere alla voce dei suoi figli.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:15.== I suoi orecchi sono aperti al loro grido. La parola "aprire" non è nell'originale, ma il significato è che l'orecchio di Dio è propendente, e in una sorta di postura inclinata, verso le grida dei giusti; la parola può essere qui presa enfaticamente, come molte volte nella Scrittura, per un qualche degno, scelto ed eccellente sforzo di giustizia. Coloro che sono veramente degni e giusti, l'orecchio di Dio, dico, è propendente, e si china e pende verso di loro e le loro preghiere, secondo quello del Cantico dei Cantici 2:14 : "Fammi udire la tua voce, perché dolce è la tua voce". C'è una sorta di naturalezza e piacevolezza tra l'orecchio di Dio e le preghiere, le petizioni e le grida di un uomo così giusto. Giovanni 15:7 = John Goodwin.

Salmi 34:15.== I suoi orecchi sono aperti al loro grido. 1Pietro 3:12, per mostrare che, sebbene le loro preghiere siano così deboli e deboli da non poter entrare nelle orecchie del Signore degli eserciti, tuttavia egli si chinerà e chinerà le sue orecchie, anzi nelle loro preghiere, i loro respiri. Lamentazioni 3:56 = John Trapp.

Salmi 34:15-17.== Gli occhi del Signore sono sui giusti, e i suoi orecchi sono aperti al loro grido. Gli estranei possono ululare, e noi non ci accorgiamo di ciò che fanno: è un'impresa che li solleviamo o no; ma se i nostri figli piangono, essendo in grande angoscia, ci affrettiamo ad aiutarli. La nostra relazione con Dio può rafforzare la nostra speranza che i nostri desideri saranno esauditi. Colui che può gridare: Abbà, Padre, può essere sicuro del successo della sua causa, e che Dio lo tratterà come un figlio. George Swinnock.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:15. Il nostro Dio osservante. Occhi e orecchie si posano su di noi.

16 ESPOSIZIONE

Salmi 34:16.== Il volto del Signore è contro coloro che fanno il male. Dio non è indifferente alle opere dei peccatori, ma volge la faccia contro di loro, come diciamo noi, essendo determinato a non avere alcun volto e sostegno, ma che siano ostacolati e sconfitti. Egli è fermamente deciso che gli empi non prospereranno; Si propone con tutte le sue forze di rovesciarli. Per cancellare il loro ricordo dalla terra. Egli spegnerà i loro fuochi, il loro onore sarà mutato in vergogna, i loro nomi dimenticati o maledetti. La rovina totale sarà la sorte di tutti gli empi.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:15-17.== Gli occhi del Signore sono sui giusti, e i suoi orecchi sono aperti al loro grido. Vedi "Sl 34:15" per ulteriori informazioni.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:16. L'uomo malvagio ha dato scacco matto in vita e dimenticato nella morte.

17 ESPOSIZIONE

Salmi 34:17.== Il giusto grido. Come Israele in Egitto, essi gridano sotto il pesante giogo dell'oppressione, sia del peccato, della tentazione, della preoccupazione e del dolore. E l'Eterno ascolta; È come il guardiano notturno, che non appena sente il campanello d'allarme vola per soccorrere coloro che hanno bisogno di lui. e li libera da tutte le loro angosce. Nessuna rete di guai può trattenerci a tal punto che il Signore non possa liberarci. Le nostre afflizioni possono essere numerose e complicate, ma la preghiera può liberarci da tutte, perché il Signore si mostrerà forte in nostro favore.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:15-17.== Gli occhi del Signore sono sui giusti, e i suoi orecchi sono aperti al loro grido. Vedi "Sl 34:15" per ulteriori informazioni.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:17 = Le afflizioni e la loro triplice benedizione.

1. Ci fanno pregare.

2. Ci portano l'orecchio che ascolta il Signore.

3. Offrono spazio per l'esperienza gioiosa della liberazione.

18 ESPOSIZIONE

Salmi 34:18.== Il Signore è vicino a coloro che hanno il cuore spezzato. Vicini in amicizia da accettare e consolare. I cuori spezzati pensano che Dio sia lontano, quando in realtà è il più vicino a loro; I loro occhi sono tenuti in modo che non vedano il loro migliore amico. Egli è con loro e in loro, ma essi non lo sanno. Corrono qua e là, cercando la pace nelle proprie opere, o nelle esperienze, o nelle proposte e nei propositi, mentre il Signore è vicino a loro, e il semplice atto di fede lo rivelerà. e salva quelli che sono di spirito contrito. Che benedetto segno di bene è un cuore pentito e in lutto! Proprio quando il peccatore condanna se stesso, il Signore lo assolve benignamente. Se castigiamo il nostro spirito, il Signore ci risparmierà. Egli non rompe mai con la verga del giudizio coloro che sono già doloranti con la verga della convinzione. La salvezza è legata alla contrizione.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:18.== Il Signore è vicino a coloro che hanno il cuore spezzato. Dio è vicino a loro (sia detto con riverenza), Dio si compiace tanto in compagnia di costoro che non può sopportare di averli lontani da sé, deve averli sempre sotto gli occhi; quanto a questi spezzati , non li lascerà a lungo e non si allontanerà da loro, ma saranno pronti a sistemare le loro ossa, a fasciare le loro ferite per impedirne l'incancrenimento. Può darsi che egli possa farli soffrire molto prima di portare la cura alla perfezione, ma è per prevenire dolori futuri. È un chirurgo sciocco e crudele, che, per paura di far soffrire il suo paziente, non cerca mai la ferita, ma la scuoia subito; e un uomo saggio non riterrà spietato colui che lo sottopone a squisito dolore, così che possa farne una completa cura. Così fa Dio con i suoi pazienti a volte, quando la natura del loro cimurro lo richiede. Ma, comunque, sarà sicuro di non essere fuori dai piedi quando lo vorranno di più. È possibile che si considerino dimenticati da Dio, che non riconoscano il loro Medico quando è al loro fianco, e che prendano il loro Amico per un nemico; possono pensare che Dio sia lontano quando è vicino; ma quando i loro occhi saranno aperti e il loro cimurro sarà abbastanza consumato, riconosceranno, con vergogna e gratitudine, il loro errore; anzi, confessano con l'anima che non meritano il minimo sguardo di benevolenza da parte di Dio, ma di essere considerati estranei e nemici; ma Dio farà loro sapere che ama agire come se stesso, cioè come un Dio di amore, di misericordia e di bontà; e che sono le persone su cui egli ha posto il suo cuore; li avrà nel suo seno, non li lascerà mai e non li abbandonerà mai; e sebbene questi contriti molte volte si considerino perduti, tuttavia Dio li salverà, ed essi canteranno un canto di gratitudine tra i suoi liberati. James Janeway.

Salmi 34:18.== Il Signore è vicino a loro, ecc. Considerate i vantaggi di questo cuore spezzato, come me. Un cuore spezzato è accettevole e gradito a Dio: "Non disprezzare un cuore spezzato e contrito, o Dio". Salmi 51:17. II. Compensa molti difetti nel tuo servizio e nei tuoi doveri, "I sacrifici di Dio sono uno spirito spezzato". Salmi 51:17. III. Rende l'anima un recipiente adatto in cui Dio possa dimorare, "Poiché così dice l'Alto e l'Eccelso che abita l'eternità, il cui nome è santo; Io dimoro nel luogo alto e santo, con colui che è di spirito contrito e umile, per ravvivare lo spirito degli umili e per ravvivare il cuore dei contriti". Isaia 57:15. IV. Porta Dio vicino agli uomini: "Il Signore è vicino a quelli che hanno il cuore spezzato e salva quelli che hanno uno spirito contrito". Salmi 34:18. e v. Ti espone alla dolce guarigione di Cristo: "Fascierò ciò che era spezzato e rafforzerò ciò che era malato". Ezechiele 34:16. E, oh, chi non sarebbe spezzato per poter trovare la mano morbida di Cristo che li guarisce, e trovare la prova di quella dolce parola: "Poiché io ti ridarò la salute e ti guarirò dalle tue ferite, dice il Signore". Geremia 30:17. Sì, VI. Ti mette sulla strada giusta per il cielo, dove tutte le tue ferite e lividi saranno curate; poiché c'è un albero Apocalisse 22:2 le cui foglie sono per la guarigione delle nazioni; Non ci si lamenta di ferite o contusioni, ma tutti sono perfettamente guariti. John Spalding, in "Synaxis Sacra, or a Collection of Sermons", ecc., 1703.

Salmi 34:18 = "Il Signore è vicino a loro", ecc. Siamo inclini a trascurare gli uomini, nella misura in cui sono umiliati sotto di noi; Dio li considera in quella proporzione. I vasi d'onore sono fatti di quell'argilla che viene "spezzata" nelle parti più piccole. George Horne.

Salmi 34:18.== Cuore a pezzi... spirito contrito. Oh, questa è la miseria di tutte le miserie di cui i ministri hanno più motivo di lamentarsi, che gli uomini non sono abbastanza adatti per Gesù Cristo, non sono abbastanza perduti in se stessi per un Salvatore. "In te l'orfano trova misericordia". Osea 14:3. Se fossimo più disperati, indifesi e orfani, troveremmo più misericordia dalla mano di Gesù Cristo. Oh, che Dio si svegli e scuota oggi un'anima che dorme nel peccato! Oh, che questa dottrina così aperta possa essere come un fulmine per far vedere ad alcuni di voi l'interno di voi stessi! O povero peccatore, hai un peso insopportabile di peccato e di colpa che grava sulla tua anima, pronto a spingerti all'inferno, eppure non lo senti; hai l'ira di Dio che pende sul tuo capo per il filo intrecciato di una vita breve, che può darsi che tu non sia libero da un anno, anzi, forse non un mese, ma non lo vedi; se solo lo vedessi, allora grideresti come fece lui nel campo di Bosworth: "Un cavallo! un cavallo! un regno per un cavallo!" Così tu grideresti: Nessuno se non Cristo! nient'altro che Cristo! diecimila mondi per Cristo! James Nalton, 1664.

Salmi 34:18.== Uno spirito contrito. ( דכאי־רוח), dakkeey ruach, "lo spirito sconfitto". In entrambe le parole il martello è necessariamente implicito: prima si rompe in pezzi il minerale, e poi si placca il metallo quando è stato separato dal minerale. Questo richiamerà alla memoria del lettore Geremia 23:29 : "La mia parola non è forse come un fuoco?" dice il Signore: e come un martello che frantuma la roccia? Lo spezzare fino ai brividi, e il battere sono espressioni metaforiche: così sono il martello e la roccia. Ciò che farebbe il grande martello colpito su una roccia da una mano potente, così fa la parola del Signore quando viene colpita nel cuore del peccatore dalla potenza dello Spirito Santo. Il cuore spezzato e lo spirito contrito sono due caratteristiche essenziali del vero pentimento. Adam Clarke.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:18. La vicinanza di Dio ai cuori spezzati e la certezza della loro salvezza.

19 ESPOSIZIONE

Salmi 34:19.== Molte sono le afflizioni dei giusti. Così sono fatti come Gesù il loro Capo del patto. La Scrittura non ci lusinga come i libri di fiabe con l'idea che la bontà ci proteggerà dai guai; Al contrario, siamo ripetutamente avvertiti di aspettarci tribolazione mentre siamo in questo corpo. Le nostre afflizioni provengono da tutti i punti cardinali, e sono tante e tormentanti come le zanzare dei tropici. È la parte terrena degli eletti trovare spine e rovi che crescono sul loro sentiero, sì, giacere in mezzo a loro, trovando il loro riposo spezzato e turbato dal dolore. MA, benedetto ma, come toglie il pungiglione dalla frase precedente! Ma il Signore lo libera da tutti loro. Per mezzo di schiere di mali Geova condurrà i suoi redenti indenni e trionfanti. C'è una fine all'afflizione del credente, e anche una fine gioiosa. Nessuna delle sue prove può ferire nemmeno un capello del suo capo, né la fornace può trattenerlo per un momento dopo che il Signore gli ordina di uscirne. Sarebbe dura la sorte dei giusti se questa promessa, come un fascio di canapa, non fosse legata ad essa, ma questo addolcisce tutto. Lo stesso Signore che manda le afflizioni le richiamerà anche quando il suo disegno sarà compiuto, ma non permetterà mai al più feroce di loro di sbranare e divorare la sua amata.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:19.== Molte sono le afflizioni dei giusti, ecc. Le nostre tribolazioni siano numerose, di natura strana, di misura pesante, eppure le misericordie di Dio sono più numerose, la sua sapienza più mirabile, la sua potenza più miracolosa; egli ci libererà da tutti. Thomas Adams.

Salmi 34:19.== Molte sono le afflizioni dei giusti, ecc. Quando Davide vide la sua tribolazione, come l'esercito degli Aramiti 2Re 6:16, si voltò a guardare Dio come Eliseo, e vide con lui uno più forte di tutti contro di lui. Perciò egli grida riguardo alle sue afflizioni: Molte sono le tribolazioni dei giusti; Riguardo alla promessa egli dice: Il Signore lo libera da tutti. Così, con il proprio piede, Davide misura la condizione dei giusti e dice: Molte sono le tribolazioni dei giusti; e poi, con la sua guarigione, mostra come devono essere guariti, dicendo: Il Signore lo libererà da tutti loro. ... Il dottore della legge può liberare il suo cliente ma dalla lotta, il medico può liberare il suo paziente ma dalla malattia, il padrone può liberare il suo servo ma dalla schiavitù, ma il Signore ci libera da tutti. Come quando Mosè venne a liberare gli Israeliti, non lasciò dietro di sé uno zoccolo, così quando il Signore verrà a liberare i giusti non lascerà dietro di sé alcuna angoscia. Colui che dice: "Io tolgo tutte le tue iniquità", dirà anche: "Io tolgo tutte le tue infermità". Henry Smith.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:19. Bianco e nero, o rovina e antidoto.

Persone speciali, prove speciali, liberazioni speciali, fede speciale come dovere.

20 ESPOSIZIONE

Salmi 34:20.== Egli conserva tutte le sue ossa, nessuna di esse è spezzata. David se n'era andato con calci e manette, ma senza ossa rotte. Non si verifica alcun danno sostanziale ai santi. L'eternità guarirà tutte le loro ferite. Il loro vero sé è al sicuro; Possono avere ferite alla carne, ma nessuna parte del tessuto essenziale del loro essere sarà spezzata. Questo versetto può riferirsi alle frequenti protezioni provvidenziali concesse ai santi; ma come gli uomini buoni hanno avuto le membra rotte così come gli altri, non può essere assolutamente applicato alle conserve corporali; ma deve, mi sembra, essere applicato spiritualmente a grandi ferite dell'anima, che sono per sempre prevenute dall'amore divino. Non un osso del corpo mistico di Cristo sarà spezzato, così come la sua struttura corporea è stata conservata intatta. L'amore divino veglia su ogni credente come su Gesù; non ci accadrà alcuna ferita mortale, non saremo né fermati né storpi nel regno, ma saremo presentati dopo che le prove della vita saranno finite senza macchia o ruga o alcuna cosa del genere, essendo preservati in Cristo Gesù, e custoditi dalla potenza di Dio mediante la fede per la salvezza.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:20.== Egli custodisce tutte le sue ossa, che erano moltissime. Forse (dice qui Aben Esdra), Davide era stato flagellato dai Filistei, ma le sue ossa non erano spezzate, né quelle del nostro Salvatore. Giovanni 19:36 = John Trapp.

Salmi 34:20.== Tutte le sue ossa. Muis osserva: "Non dice il suo corpo, perché questo permette che sia afflitto; ma significa che i mali dei pii sono leggeri e penetrano a malapena fino all'osso; " ma Geier osserva: "Questo è troppo sottile, piuttosto l'osso ci ricorda le parti essenziali del corpo, a causa della cui lesione l'intera struttura è in pericolo. È una forma di discorso proverbiale come quella di Matteo 10:30, 'I medesimi capelli del tuo capo sono tutti contati', esprimendo la notevole difesa offerta ai giusti". Genebrard dice: "Le ossa sono messe dalla sineddoche per tutti i membri". Da Poli Sinossi.

Salmi 34:20. L'agnello pasquale, di cui non fu spezzato nemmeno un osso, prefigurava Gesù come uno di loro, "di cui non si doveva spezzare un osso"; eppure, allo stesso tempo, prefigurava la completa custodia e sicurezza del corpo di Cristo, la chiesa; come è scritto: Egli conserva tutte le sue ossa; nessuna di esse è spezzata. = Commento di Andrew A. Bonar al Levitico.

Salmi 34:20. Le ossa di Cristo erano di per sé spezzabili, ma non potevano essere spezzate da tutta la violenza del mondo, perché Dio aveva preordinato: un osso di lui non sarà spezzato. Così noi confessiamo che i figli di Dio sono mortali; ma tutta la potenza del diavolo o dell'uomo non può, non deve, non può, ucciderli prima della loro conversione, secondo l'elezione di Dio di loro alla vita, che deve essere pienamente compiuta. Thomas Fuller.

Salmi 34:20. Osservate come punto di somiglianza tra questo e il seguente Salmo, la menzione delle ossa qui e in Salmi 35:10 = C. Wordsworth.

SUGGERIMENTI IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:20. La vera sicurezza di un credente quando si trova in grandi pericoli. La sua anima, la sua vita spirituale, la sua fede, la sua speranza, il suo amore, ecc.; il suo interesse per Gesù, la sua adozione, la giustificazione, tutto questo è stato mantenuto.

21 ESPOSIZIONE

Salmi 34:21.== Il male ucciderà l'empio. I loro avversari uccideranno, non sono medicina, ma veleno. Gli uomini empi hanno solo bisogno di corda sufficiente e si impiccheranno; le loro proprie iniquità saranno la loro punizione. L'inferno stesso non è altro che il male pienamente sviluppato, che tortura coloro in cui abita. Oh! felici coloro che sono fuggiti da Gesù per trovare rifugio dai loro peccati precedenti, tali e tali solo scamperanno. E quelli che odiano i giusti saranno desolati. Hanno odiato la migliore compagnia e non ne avranno; saranno abbandonati, spogliati, miserabili, disperati. Dio fa avvelenare la vipera stessa. Quale desolazione di cuore provano i dannati, e quanto l'hanno ampiamente meritata!

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:21.== Cattivo. Le afflizioni, sebbene al plurale, non si rivelano rovinose per i giusti, perché il Signore lo libera da tutte, mentre il male al singolare uccide i malvagi, per significare la differenza dell'economia di Dio verso i giusti e i malvagi. Al primo è permesso di cadere in molte pressioni, al secondo non viene esercitato così frequentemente con esse, eppure le molte che capitano all'uno non gli fanno male, ma gli fanno del bene, mentre le poche che colpiscono i malvagi, o forse l'unica singola afflizione della sua vita, è la sua completa rovina. Henry Hammond.

Salmi 34:21.- La coscienza stessa è il colpevole che lo tortura, rosicchiandolo con dolori sconosciuti; Perché ora la stagione dell'emendamento è per sempre passata e passata, e quel tardivo pentimento non trova perdono per tutti i suoi gemiti. S. Pier Damiano, 988-1072.

Salmi 34:21.== sarà desolato. A margine è, sarà colpevole. E questo è il significato proprio della parola originale, ( יאשׁמו). Sono colpevoli e passibili di punizione. Così la parola è resa frequentemente nella nostra versione (vedi Levitico 4:13,22); e generalmente lo include nell'idea di colpa e nella punizione in cui si incorre. Samuel Chandler, D.D.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:21. La malvagità, il suo stesso carnefice, illustrata dai casi scritturali, dalla storia, dai perduti all'inferno. Lezioni dal fatto solenne.

La condizione desolata di un uomo di spirito maligno.

Salmi 34:21-22. Chi sarà e chi non sarà desolato.

22 ESPOSIZIONE

Salmi 34:22.== Il Signore redime l'anima dei suoi servi, con prezzo e con potenza, con sangue e con acqua. Tutti gli aiuti provvidenziali fanno parte della redenzione per mezzo della potenza, per questo si dice che il Signore redime ancora. Tutti i riscatti appartengono a colui che li ha comprati: questa è la legge della giustizia e il verdetto della gratitudine. Con gioia serviremo colui che così benignamente ci acquista con il suo sangue e ci libera con la sua potenza. E nessuno di quelli che confidano in lui sarà desolato. La fede è il marchio di coloro che sono stati riscattati, e ovunque la si veda, anche se nel più piccolo e meschino dei santi, assicura la salvezza eterna. Credente, non sarai mai abbandonato, abbandonato, abbandonato alla rovina. Dio, sì, il tuo Dio, è il tuo custode e amico, e la beatitudine è tua.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 34:22. Le promesse di Dio alla sua chiesa, e le sue minacce di peccato registrate nel libro vivente della sua parola, non sono antiquate; nessuna epoca le supererà mai, o le metterà fuori dalla piena forza e virtù. Che dire se le brave persone e le buone cause subiscono l'oppressione? In questo caso, il poeta è un divino...

Informes hiemes reducit

Iupiter; Idem

Summovet. Non si male nunc, et olim

Sic erit.

Dopo il brutto tempo arriva il bello; Anche se ora ci sta male, non lo sarà sempre. E se i nemici della religione e le falene della repubblica prosperassero e prosperassero, e avessero tutte le cose a volontà, non lasciate che la cosa turbi Davide e Giobbe; Entrambi videro come bello un sole chiuso in una nuvola scura, e un mondo di brutto tempo che lo seguiva. Edoardo Marbury.

Salmi 34:22. Satana non può tentare più a lungo di quanto Dio gli conceda, e non permetterà mai che tu sia tentato oltre misura, ma darà un buon motivo alla tentazione. Tu sei chiamato a combattere sotto la bandiera di Cristo Gesù, e nel nome del Signore sarai in grado di fare valorosamente e di vincere. Se Satana continua i suoi assalti, "la grazia di Dio ti basta". 2Corinzi 12:9. Se la tua forza sarà venuta meno, la potenza di Dio sarà più magnificata in te, ed egli ti ha abbassato affinché tu non confidi in te stesso, ma nel Signore vivente, e affinché tutta la lode della vittoria potesse essere attribuita a lui. Se la tua forza fosse rimasta, non c'era da appoggiarsi; e ora è decaduto e scomparso, non c'è motivo di temere, perché il Signore sarà il tuo sostegno. Negli assalti più difficili e negli incontri più noiosi, siamo esortati a "essere forti nel Signore e nella potenza della sua potenza". Sii coraggioso, e Dio ti concederà una vittoria facile e gioiosa. La tendenza di Satana all'tentazione è quella di agitare, scoraggiare, confondere con le paure e condurre alla disperazione; e se ti farai coraggio di riposare tranquillamente nella grazia di Dio, e fuggirai al suo nome, lo metterai in fuga, hai già avuto il giorno. Aspettate solo un po', e queste nebbie oscure e queste terribili tempeste saranno disperse. Con queste tentazioni il Signore ti ha insegnato a vedere dalla debolezza e dalla malizia di Satana; di rinnegare la tua saggezza e di apprezzare il suo favore, di stimare con leggerezza tutte le cose quaggiù, e di apprezzare altamente la misericordia che giunge al perdono dei peccati e alla comunione celeste e alla comunione con Dio. E se questa amara pozione ha operato così gentilmente per il tuo bene spirituale, perché dovresti esserne sgomento? Confida nel Signore, fatti animo ed egli ti rafforzerà. L'Eterno redime l'anima dei suoi servi, e nessuno di quelli che confidano in lui sarà desolato, = John Ball.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 34:21-22. Chi sarà e chi non sarà desolato.

Salmi 34:22 = La redenzione nelle sue diverse accezioni; la fede nella sua conservazione universale; il Signore nella sua gloria senza pari nell'opera della grazia.

Riferimenti incrociati:

Salmi 34

1 Sal 5:11,12; 13:5; 32:10; 119:49,76; Mat 9:29

2 Ge 20:2; 26:1; 1Sa 21:13-15; Prov 29:25
Sal 71:8,14,15; 145:1,2; Is 24:15,16; At 5:41; 16:25; Ef 5:20; Col 3:17; 1Te 5:18; 2Te 1:3; 2:13

3 Sal 44:8; 105:3; Is 45:25; Ger 9:24; 1Co 1:31; 2Co 10:17
Sal 22:22-24; 32:5,6; 119:74; 142:7; 1Ti 1:15,16

4 Sal 35:27; 40:16; 69:30; Lu 1:46; At 19:17; Fili 1:20
Sal 33:1,2; 66:8; 103:20-22; 148:1-14; 1Cron 29:20; 2Cron 29:30; Ap 14:7; 19:5,6

5 Sal 18:6; 22:24; 31:22; 77:1,2; 116:1-6; Gion 2:2; Mat 7:7; Lu 11:9; 2Co 12:8,9; Eb 5:7
Sal 27:1,2; 46:2; 56:3; 1Sa 27:1; Is 12:2; 2Co 7:5,6; 2Ti 1:7

6 Sal 123:1,2; Is 45:22; Eb 12:2
Sal 13:3; 18:28; 97:11; Est 8:16
Sal 83:16; 2Sa 19:5

7 Sal 3:4; 10:17; 40:17; 66:16-20
Sal 34:17-19; Ge 48:16; 2Sa 22:1; Ap 7:14-17

8 Sal 91:11; 2Re 6:17; 19:35; Dan 6:22; Mat 18:10; Lu 16:22; Eb 1:14
Ge 32:1,2; Zac 9:8

9 Sal 63:5; 119:103; CC 2:3; 5:1; Eb 6:4,5; 1P 2:2,3; 1G 1:1-3
Sal 36:7,10; 52:1; Ger 31:14; Zac 9:17; 1G 4:7-10
Sal 2:12; 84:12

10 Sal 22:23; 31:23; 89:7; Ge 22:12; Is 8:13,14; Os 3:5; Ap 15:3,4
Sal 23:1; Lu 12:30-32; Rom 8:32; 1Co 3:22,23; Fili 4:19

11 Sal 104:21; Giob 4:10,11; Lu 1:51-53
Sal 84:11; Mat 6:32

12 Prov 4:1; 7:24; 8:17,32; 22:6; Ec 11:9,10; 12:1; Is 28:9; Mat 18:2-4; Mar 10:14-16; Giov 13:33; 2Ti 3:15
Sal 32:8; 111:10; Prov 1:7; 2:1-9

13 Sal 21:4; 91:16; De 6:2; 30:20; 1P 3:10,11
Sal 4:6; Giob 7:7; Ec 2:3; 12:13

14 Sal 39:1; Prov 18:21; Mat 12:35-37; Giac 1:19,26; 3:2,5-10
Sal 55:11; Prov 12:7,19,22; 19:9; Is 63:8; Col 3:9; 1P 2:1,22; Ap 14:4,5

15 Sal 37:27; Giob 28:28; Prov 3:7; 8:13; 13:14; 16:16,17; Is 1:16,17; Rom 12:9; 2Ti 2:19; 1P 3:11
At 10:38; Ga 6:10; Tit 2:14; Eb 13:16; 3G 1:11
Sal 120:7; Mat 5:9; Rom 12:18; 14:17; 2Co 13:11; 1Te 4:11; Eb 12:14; Giac 3:17,18

16 Sal 33:18; Giob 36:7; 1P 3:12
Sal 34:6,17; 130:2; 2Cron 6:40; Is 37:14-21; Dan 9:17-23

17 Lev 17:10; 26:17; Ger 44:11; Ez 14:7,8; Am 9:4
Sal 10:16; Giob 18:17; Prov 10:7; Ec 8:10; Ger 17:13

18 Sal 34:6,15,19; 91:15; 145:18-20; 2Cron 32:20,21,24; Is 65:24; At 12:5-11

19 Sal 75:1; 85:9; 119:151; 145:18; Is 55:6
Sal 51:17; 147:3; Is 61:1; Lu 4:18
2Re 22:19; Is 57:15; 66:2; Ez 36:26,31

20 Sal 71:20; Giob 5:19; 30:9-31; 42:12; Prov 24:16; Giov 16:33; At 14:22; 2Co 4:7-12,17; 11:23-27; 1Te 3:3,4; 2Ti 3:11,12; Eb 11:33-38; Giac 5:10,11; 1P 4:12,13; Ap 7:14-17
Sal 34:6,17

21 Sal 35:10; 91:12; Dan 6:22-24; Giov 19:36

22 Sal 37:30-40; 94:23; Is 3:11
Sal 37:12-15; 40:15; 89:23; 1Sa 19:4,5; 31:4; 1Re 22:8,37; Lu 19:14,27; 19:41-44; Giov 7:7; 15:18-23; 1Te 2:15,16; 2Te 1:6,9
Eso 20:7

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