Nuova Riveduta:

Salmi 47

Sovranità di Dio
1 Al direttore del coro. Dei figli di Core. Salmo.
Battete le mani, o popoli tutti; acclamate Dio con grida di gioia!
2 Poiché il SIGNORE, l'Altissimo, è tremendo, re supremo su tutta la terra.
3 Egli sottomette i popoli a noi e pone le nazioni sotto i nostri piedi.
4 Egli ha scelto per noi la nostra eredità, gloria di Giacobbe che egli ama. [Pausa]
5 Dio sale tra grida di trionfo, il SIGNORE sale al suono di trombe.
6 Cantate a Dio, cantate; cantate al nostro re, cantate!
7 Poiché Dio è re di tutta la terra; cantategli un inno solenne.
8 Dio regna sui popoli; Dio siede sul suo trono santo.
9 I capi dei popoli si riuniscono insieme al popolo del Dio di Abraamo; perché a Dio appartengono i potenti della terra; egli è l'Altissimo.

C.E.I.:

Salmi 47

1 Cantico. Salmo. Dei figli di Core.
2 Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
3 Il suo monte santo, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, dimora divina,
è la città del grande Sovrano.
4 Dio nei suoi baluardi
è apparso fortezza inespugnabile.
5 Ecco, i re si sono alleati,
sono avanzati insieme.
6 Essi hanno visto:
attoniti e presi dal panico,
sono fuggiti.
7 Là sgomento li ha colti,
doglie come di partoriente,
8 simile al vento orientale
che squarcia le navi di Tarsis.
9 Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti,
nella città del nostro Dio;
Dio l'ha fondata per sempre.
10 Ricordiamo, Dio, la tua misericordia
dentro il tuo tempio.
11 Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino ai confini della terra;
è piena di giustizia la tua destra.
12 Gioisca il monte di Sion,
esultino le città di Giuda
a motivo dei tuoi giudizi.
13 Circondate Sion, giratele intorno,
contate le sue torri.
14 Osservate i suoi baluardi,
passate in rassegna le sue fortezze,
per narrare alla generazione futura:
15 Questo è il Signore, nostro Dio
in eterno, sempre:
egli è colui che ci guida.

Nuova Diodati:

Salmi 47

L'Eterno regnerà su tutta la terra
1 [Al maestro del coro. Salmo dei figli di Kore.] Battete le mani, o popoli; celebrate DIO con grida di trionfo. 2 Perché l'Eterno, l'Altissimo, è tremendo, grande re su tutta la terra. 3 Egli sottometterà i popoli a noi e le nazioni sotto i nostri piedi. 4 Egli sceglierà per noi la nostra eredità, la gloria di Giacobbe, che egli ama. (Sela) 5 DIO è salito tra acclamazioni di gioia, l'Eterno al suono di trombe. 6 Cantate lodi a DIO, cantate lodi! Cantate lodi al nostro re, cantate lodi! 7 Poiché DIO è re di tutta la terra; cantate lodi con bravura. 8 DIO regna sulle nazioni; DIO siede sul suo santo trono. 9 I principi dei popoli, il popolo del DIO di Abrahamo, si sono riuniti insieme; poiché a DIO appartengono gli scudi della terra; egli è grandemente esaltato.

Riveduta 2020:

Salmi 47

1 Per il Maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.
Battete le mani, o popoli tutti;
acclamate Dio con grida d'allegrezza!
2 Poiché l'Eterno, l'Altissimo, è tremendo,
re supremo su tutta la terra.
3 Egli sottomette i popoli a noi
e mette le nazioni sotto i nostri piedi.
4 Egli ha scelto per noi la nostra eredità,
gloria di Giacobbe che egli ama. [Pausa]
5 Dio è salito in mezzo alle acclamazioni,
l'Eterno è salito al suono delle trombe.
6 Cantate a Dio, cantate;
cantate al nostro re, cantate!
7 Poiché Dio è re di tutta la terra;
cantategli un bell'inno.
8 Dio regna sulle nazioni;
Dio siede sul suo trono santo.
9 I prìncipi dei popoli si radunano insieme
al popolo del Dio di Abraamo:
perché a Dio appartengono i potenti della terra;
egli è sommamente esaltato.

Riveduta:

Salmi 47

1 Per il Capo de' musici. Dei figliuoli di Core. Salmo.
Battete le mani, o popoli tutti;
acclamate Iddio con grida d'allegrezza!
2 Poiché l'Eterno, l'Altissimo, è tremendo,
re supremo su tutta la terra.
3 Egli riduce i popoli sotto di noi,
e le nazioni sotto i nostri piedi.
4 Egli scelse per noi la nostra eredità,
gloria di Giacobbe ch'egli ama. Sela.
5 Iddio è salito in mezzo alle acclamazioni,
l'Eterno è salito al suon delle trombe.
6 Salmeggiate a Dio, salmeggiate;
salmeggiate al nostro re, salmeggiate!
7 Poiché Dio è re di tutta la terra;
cantategli un bell'inno.
8 Iddio regna sulle nazioni;
Iddio siede sul trono della sua santità.
9 I principi de' popoli s'adunano assieme
per essere il popolo dell'Iddio d'Abramo:
perché a Dio appartengono i potenti della terra;
egli è sommamente elevato.

Ricciotti:

Salmi 47

Iddio protettore invitto di Gerusalemme.
1 Salmo - cantico de' figliuoli di Core. Per il secondo giorno della settimana. 2 Grande è il Signore e altamente da lodare nella città del nostro Dio, sul monte santo di lui. 3 Sta saldo [e si solleva magnifico] tra l'esultanza di tutta la terra, il monte Sion. Il lato di settentrione è la città del gran re. 4 Iddio ne' suoi palazzi, si fa conoscere, quando la difende. 5 Perchè, ecco i re della terra s'adunarono, s'avanzarono insieme [contro di lei]; 6 [ma] al veder[lo] restaron sbalorditi, furon turbati, volsero in fuga. 7 Tremore li colse là, doglie come di partoriente: 8 [così] col vento furente tu infrangi le navi di Tarsis! 9 Come avevamo [già] udito, così abbiamo [ora] visto nella città del Signore delle schiere nella città del nostro Dio: Iddio l'ha stabilita in eterno! 10 Noi meditiamo, o Dio, il tuo favore nel mezzo del tuo tempio. 11 Come il tuo nome, così la tua lode, [si spande] sino ai confini della terra. Di giustizia è piena la tua destra: 12 si rallegra il monte Sion ed esultan le figlie di Giuda, a motivo, de' tuoi giudizi, o Signore. 13 Circondate Sion e giratele intorno, contate le sue torri, 14 ponete mente alla sua fortezza, contemplate i suoi palazzi, per raccontare alla generazione ventura, 15 che tale è Iddio, il Dio nostro in eterno e ne' secoli. Egli ci governerà in perpetuo!

Tintori:

Salmi 47

Il Signore salvatore di Gerusalemme
1 (Salmo. Cantico dei figli di Core. Pel secondo giorno della settimana). 2 Il Signore è grande e sommamente degno di lode, nella città del nostro Dio, sulla sua santa montagna. 3 A gioia di tutta la terra è stato fondato il monte di Sion, l'angolo settentrionale, la città del gran re. 4 Il Signore si fa conoscere nelle sue case, quando ne prende la difesa. 5 Ecco, i re della terra si radunarono, si avanzarono uniti. 6 Ma appena videro rimasero attoniti, si smarrirono, si dettero alla fuga. 7 Li prese il terrore, con doglie come di partoriente. 8 Con vento impetuoso hai fracassate le navi di Tarsis. 9 Come avevamo sentito dire, così abbiamo visto nella città del Signore degli eserciti, nella città del nostro Dio: Dio l'ha resa stabile in eterno. 10 Abbiamo, o Signore, ricevuta la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. 11 Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode giunge agli ultimi confini del mondo. La tua destra è piena di giustizia. 12 Si rallegra il monte di Sion ed esultano le figlie di Giuda a motivo dei tuoi giudizi, o Signore. 13 Percorrete Sion, fatene il giro, contatene le torri. 14 Consideratene attentamente la forza, enumeratene i palazzi, per parlarne alle future generazioni. 15 Perchè qui è Dio, il nostro Dio: in eterno, per tutti i secoli Egli sarà nostra guida. Per sempre.

Martini:

Salmi 47

Loda Dio perchè ha edificata, e illustrata la città santa Gerusalemme, figura della Chiesa di Gesù Cristo.
1 Salmo del cantico: ai figliuoli di Core.
Grande il Signore, e laudabile sommamente nella città del nostro Dio, nel suo monte santo. 2 Con giubilo di tutta la terra è fondato il monte di Sion, la città del gran Re dal lato di settentrione. 3 Il Signore nelle case di lei sarà conosciuto allorché egli ne prenderà la difesa. 4 Imperocché ecco che i re della terra si son raunati, hanno fatta congiura. 5 Questi stessi al vederla restarono stupefatti, si conturbarono, si commossero, li prese il terrore. 6 Quindi dolori come di una donna, che partorisce: 7 Col soffio veemente tu fracasserai le navi di Tharsis. 8 Secondo quello, che avevamo udito, rosi abbiam veduto nella città del Signore degli eserciti, nella città del nostro Dio: il Signore la ha fondata per l'eternità. 9 Abbiam ricevuto, o Dio, la tua misericordia, in mezzo al tuo tempio. 10 Come il tuo nome, o Dio, così la tua gloria sino ai confini della terra: la tua destra è piena di giustizia. 11 Rallegrisi il monte di Sion, ed esultino le figlie di Giuda a causa de' tuoi giudizj, o Signore. 12 Girate intorno a Sionne, e disaminatela per ogni parte, contate le torri di lei. 13 Considerate coll'animo vostro quant'ella è forte; e distinguete le case di lei per raccontare alla stirpe, che verrà, 14 Come questi è Dio, il nostro Dio in eterno, e ne' secoli de' secoli: ei ci governerà in perpetuo.

Diodati:

Salmi 47

1 <<Salmo, dato al Capo de' Musici, de' figliuoli di Core.>>
BATTETEVI a palme, o popoli tutti; Giubilate a Dio con voce di trionfo. 2 Perciocchè il Signore è l'Altissimo, il Tremendo, Gran Re sopra tutta la terra. 3 Egli ridurrà i popoli sotto noi, E le nazioni sotto i nostri piedi. 4 Egli ci ha scelta la nostra eredità, La gloria di Giacobbe, il quale egli ama. (Sela.)
5 Iddio è salito con giubilo, Il Signore è salito con suono di trombe. 6 Salmeggiate a Dio, salmeggiate; Salmeggiate al Re nostro, salmeggiate. 7 Perciocchè Iddio è Re di tutta la terra; Salmeggiate maestrevolmente 8 Iddio regna sopra le genti: Iddio siede sopra il trono della sua santità. 9 I principi de' popoli si son raunati insieme; Il popolo dell'Iddio d'Abrahamo, Perciocchè a Dio appartengono gli scudi della terra; Egli è grandemente esaltato.

Commentario completo di Matthew Henry:

Salmi 47

1 INTRODUZIONE AL SALMO CAPITOLO 47

Lo scopo di questo salmo è di incitarci a lodare Dio, di spronare tutti gli uomini a farlo; e

I. Ci viene chiesto in che modo farlo, pubblicamente, allegramente e intelligentemente, Salmi 47:1,6-7.

II. Siamo forniti di materia per la lode.

1. La maestà di Dio, Salmi 47:2.

2. Il suo dominio sovrano e universale, Salmi 47:2,7-9.

3. Le grandi cose che aveva fatto, e farà, per il suo popolo, Salmi 47:3-5. Molti suppongono che questo salmo sia stato scritto in occasione del trasporto dell'arca sul monte Sion, a cui Salmi 47:5 sembra riferirsi

("Dio è salito con un grido");

Ma guarda oltre, all'ascensione di Cristo nella Sion celeste, dopo che egli ebbe terminato la sua impresa sulla terra, e all'instaurazione del suo regno nel mondo, al quale i pagani sarebbero diventati sudditi volontari. Cantando questo salmo dobbiamo rendere onore all'eccelso Redentore, rallegrarci della sua esaltazione e celebrare le sue lodi, confessando che egli è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Ver. 1. fino alla Ver. 4.

Il salmista, avendo il suo cuore pieno di grandi e buoni pensieri di Dio, si sforza di impegnare tutti intorno a lui nell'opera benedetta della lode, come uno convinto che Dio è degno di ogni benedizione e lode, e come uno addolorato per l'arretratezza e la sterilità propria e altrui in quest'opera. Osservate, in questi versetti,

I. Che sono chiamati a lodare Dio:

"Voi tutti, voi tutti popolo d'Israele";

quelli erano suoi sudditi, e sotto la sua responsabilità, e perciò li impegnerà a lodare Dio, poiché su di loro ha un'influenza. Qualunque cosa facciano gli altri, lui e la sua casa, lui e il suo popolo, loderanno il Signore. O

"Voi tutti popoli e nazioni della terra";

e così può essere preso come una profezia della conversione dei Gentili e del loro ingresso nella chiesa; vedi Romani 15:11.

II. Cosa sono chiamati a fare:

"Battete le mani, in segno della vostra gioia e soddisfazione per ciò che Dio ha fatto per voi, della vostra approvazione, anzi, della vostra ammirazione, di ciò che Dio ha fatto in generale, e della vostra indignazione contro tutti i nemici della gloria di Dio, Giobbe 27:23. Battete le mani, come uomini trasportati dal piacere, che non riescono a contenersi; grida a Dio, non per farglielo udire (il suo orecchio non è pesante), ma per far sentire tutto ciò che ti circonda, e notare quanto sei colpito e pieno delle opere di Dio. Grida con voce di trionfo in lui, nella sua potenza e bontà, affinché altri si uniscano a te nel trionfo".

Nota: Tali espressioni di affetto pio e devoto, che ad alcuni possono sembrare indecenti e imprudenti, non devono essere frettolosamente censurate e condannate, e tanto meno ridicolizzate, perché, se provengono da un cuore retto, Dio accetterà la forza dell'affetto e scuserà la debolezza delle sue espressioni.

III. Ciò che ci viene suggerito come materia per la nostra lode.

1. Che il Dio con cui abbiamo a che fare è un Dio di terribile maestà (Salmi 47:2): Il Signore altissimo è terribile. Egli è infinitamente al di sopra delle creature più nobili, più alto di ciò che è più alto; ci sono in lui quelle perfezioni che devono essere venerate da tutti, e in particolare quella potenza, santità e giustizia, che devono essere temute da tutti coloro che lottano con lui.

2. Che è un Dio di dominio sovrano e universale. Egli è un Re che regna da solo, e con un potere assoluto, un Re su tutta la terra; tutte le creature, essendo fatte da lui, gli sono sottomesse, e perciò egli è un grande Re, il Re dei re.

3. Che egli abbia una cura particolare del suo popolo e delle sue preoccupazioni, lo ha fatto e lo farà sempre;

(1.) Nel dare loro vittoria e successo (Salmi 47:3), sottomettendo le persone e le nazioni sotto di loro, sia quelle che si sono messe sulla loro strada (Salmi 44:2) sia quelle che hanno tentato contro di loro. Questo Dio aveva fatto per loro, come testimonia la loro piantagione in Canaan e la loro permanenza fino ad oggi. Non dubitavano di questo, ma lo avrebbe ancora fatto per loro per mezzo del suo servo Davide, il quale prosperava da qualsiasi parte volgesse le sue armi vittoriose. Ma questo attende il regno del Messia, che doveva essere stabilito su tutta la terra, e non limitato alla nazione giudaica. Gesù Cristo sottometterà i Gentili; Egli li introdurrà come pecore nell'ovile (così significa la parola), non per la macellazione, ma per la conservazione. Egli sottometterà i loro affetti e ne farà un popolo volenteroso nel giorno della sua potenza, porterà i loro pensieri all'obbedienza a lui e ridurrà quelli che si erano smarriti, sotto la guida del grande pastore e vescovo delle anime, 1Pietro 2:25.

(2.) Nel dare loro riposo e dimora (Salmi 47:4): Egli sceglierà per noi la nostra eredità. Egli aveva scelto il paese di Canaan come eredità per Israele; era il paese che il Signore loro Dio aveva esplorato per loro; vedi Deuteronomio 32:8. Questo giustificò il loro possesso di quella terra, e diede loro un buon titolo; e questo addolciva il loro godimento e lo rendeva confortevole; avevano ragione di pensare che fosse una sorte felice, e di esserne soddisfatti, quando era ciò che la Sapienza Infinita aveva scelto per loro. E l'erezione del santuario di Dio in esso lo rese l'eccellenza, l'onore, di Giacobbe Amos 6:8 ; ed egli scelse un'eredità così buona per Giacobbe perché lo amava, Deuteronomio 7:8. Applica questo spiritualmente, e rivela,

[1.] La felicità dei santi, che Dio stesso ha scelto per loro la loro eredità, ed è una buona eredità: l'ha scelta colui che conosce l'anima, e ciò che servirà a renderla felice; e ha scelto così bene che egli stesso si è impegnato ad essere l' eredità del suo popolo (Salmi 16:5), e ha riservato per loro nell'altro mondo un'eredità incorruttibile, 1Pietro 1:4. Questa sarà davvero l'eccellenza di Giacobbe, per il quale, poiché li amava, preparò una felicità che occhio non ha mai visto.

[2.] La fede e la sottomissione dei santi a Dio. Questo è il linguaggio di ogni anima graziosa,

"Dio sceglierà per me la mia eredità; lascia che mi nomini il mio destino, e io acconsentirò alla nomina. Egli sa ciò che è bene per me meglio di quanto io sappia per me stesso, e perciò non avrò alcuna volontà mia se non quella che si è risolta nella sua".

5 Ver. 5. fino alla Ver. 9.

Siamo qui molto insistentemente spinti a lodare Dio, e a cantare le sue lodi; siamo così arretrati a questo dovere che abbiamo bisogno di essere spinti ad esso da precetto su precetto, e linea su linea; così siamo qui (Salmi 47:6): Canta lodi a Dio, e ancora, Canta lodi, Canta lodi al nostro Re, e ancora, Canta le lodi. Ciò implica che è un dovere molto necessario ed eccellente, che è un dovere in cui dovremmo essere frequenti e abbondanti; possiamo cantare lodi più e più volte con le stesse parole, e non è una vana ripetizione se lo facciamo con nuovi affetti. Un popolo non dovrebbe forse lodare il suo Dio? Daniele 5:4. I sudditi non dovrebbero lodare il loro re? Dio è il nostro Dio, il nostro Re, e perciò dobbiamo lodarlo; Dobbiamo cantare le sue lodi, come coloro che se ne compiacciono e non se ne vergognano. Ma qui c'è una regola necessaria (Salmi 47:7): Cantate lodi con intelligenza, con Maschil.

1. "Intelligentemente; come quelli che lo fanno voi stessi comprendono perché e per quali motivi lodate Dio e qual è il significato del servizio".

Questa è la regola del vangelo (1Corinzi 14:15), cantare con lo spirito e anche con l'intelligenza; è solo con il cuore che innalziamo la melodia al Signore, Efesini 5:19. Non è un servizio accettabile se non è un servizio ragionevole.

2. "In modo istruttivo, come coloro che desiderano far comprendere agli altri le gloriose perfezioni di Dio e insegnare loro a lodarlo".

Tre cose sono menzionate in questi versetti come materia giusta per le nostre lodi, e ognuna di esse ammetterà un doppio senso:

I. Dobbiamo lodare Dio salendo (Salmi 47:5): Dio è salito con un grido, che potrebbe riferirsi:

1. Al trasporto dell'arca sul monte di Sion, che fu fatto con grande solennità, Davide stesso che danzava davanti ad essa, i sacerdoti, probabilmente, che suonavano le trombe, e il popolo che seguiva con i loro rumorosi huzza. Essendo l'arca il segno istituito della speciale presenza di Dio presso di loro, quando questa fu portata su per suo mandato si poteva dire che saliva. L'emergere delle ordinanze di Dio dall'oscurità, al fine di amministrarle in modo più pubblico e solenne, è un grande favore per qualsiasi popolo, di cui ha motivo di rallegrarsi e di rendere grazie.

2. All'ascensione del nostro Signore Gesù al cielo, quando ebbe terminato la sua opera sulla terra, Atti 1:9. Allora Dio salì con un grido, il grido di un re, di un conquistatore, come uno che, dopo aver saccheggiato principati e potestà, poi condusse prigioniero la cattività, Salmi 68:18. Egli salì come Mediatore, tipificato dall'arca e dal propiziatorio su di essa, e fu portato come l'arca nel luogo santissimo, nel cielo stesso; vedi Ebrei 9:24. Non leggiamo di un grido, o del suono di una tromba, all'ascensione di Cristo, ma erano gli abitanti del mondo superiore, quei figli di Dio, che allora gridavano di gioia, Giobbe 38:7. Egli tornerà nello stesso modo in cui è venuto (At 1:11) e siamo certi che tornerà con un grido e il suono della tromba.

II. Dobbiamo lodare Dio che regna, Salmi 47:7,8. Dio non è solo il nostro Re, e quindi gli dobbiamo il nostro omaggio, ma è Re di tutta la terra (Salmi 47:7), su tutti i re della terra, e quindi in ogni luogo gli deve essere offerto l'incenso di lode. Ora questo può essere compreso,

1. Del regno della provvidenza. Dio, come Creatore e Dio della natura, regna sulle nazioni, dispone di loro e di tutte le loro cose come vuole, anche se non lo conoscono e non lo hanno alcun riguardo. Siede sul trono della sua santità, che ha preparato nei cieli, e là regna su tutto, anche sulle nazioni, servendo i propri scopi per mezzo di loro e su di loro. Guardate qui l'estensione del governo di Dio; tutti sono nati all'interno della sua fedeltà; anche i pagani che servono altri dèi sono governati dal vero Dio, il nostro Dio, che lo vogliano o no. Vedi l'equità del suo governo; È un trono di santità, sul quale egli siede, da cui dà mandati, ordini e giudizi, nel quale siamo sicuri che non c'è iniquità.

2. Del regno del Messia. Gesù Cristo, che è Dio, e il cui trono è nei secoli dei secoli, regna sui pagani; non solo a lui è affidata l'amministrazione del regno provvidenziale, ma stabilirà il regno della sua grazia nel mondo dei Gentili, e governerà nei cuori delle moltitudini che sono state allevate nel paganesimo, Efesini 2:12-13. L'apostolo parla di questo come di un grande mistero che i Gentili dovrebbero essere coeredi, Efesini 3:6. Cristo siede sul trono della sua santità, il suo trono nei cieli, dove tutte le amministrazioni del suo governo hanno lo scopo di mostrare la santità di Dio e di promuovere la santità fra i figlioli degli uomini.

III. Dobbiamo lodare Dio come assistito e onorato dai principi del popolo, Salmi 47:9. Questo può essere inteso,

1. Del congresso o convenzione degli stati di Israele, i capi e i governanti delle diverse tribù, alle feste solenni, o per sbrigare gli affari pubblici della nazione. Era l'onore di Israele di essere il popolo del Dio di Abramo, come erano la progenie di Abramo e sono stati introdotti nel suo patto; e, grazie a Dio, questa benedizione di Abramo è scesa sulle isole dei Gentili, Galati 3:14. Era la loro felicità avere un governo stabile, principi del loro popolo, che erano gli scudi della loro terra. La magistratura è lo scudo di una nazione, ed è una grande misericordia per qualsiasi popolo avere questo scudo, specialmente quando i loro principi, i loro scudi, appartengono al Signore, sono devoti al suo onore e il loro potere è impiegato al suo servizio, perché allora egli è grandemente esaltato. È parimenti onore di Dio che, in un altro senso, gli scudi della terra gli appartengano; La magistratura è la sua istituzione, ed egli serve i suoi scopi con essa nel governo del mondo, volgendo i cuori dei re come fiumi d'acqua, in qualsiasi modo gli piaccia. Era un bene per Israele quando i principi del loro popolo si riunivano per consultarsi per il benessere pubblico. L'accordo unanime dei grandi di una nazione sulle cose che appartengono alla sua pace è un felicissimo presagio, che promette abbondanza di benedizioni.

2. Può essere applicato alla chiamata dei Gentili nella chiesa di Cristo, e preso come una profezia che nei giorni del Messia i re della terra e il loro popolo si sarebbero uniti alla chiesa, e avrebbero portato la loro gloria e potenza nella Nuova Gerusalemme, affinché tutti sarebbero diventati il popolo del Dio di Abramo, al quale fu promesso che sarebbe stato il padre di molte nazioni. I volontari del popolo (così si può leggere); è la stessa parola che viene usata in Salmi 110:3 : Il tuo popolo sarà disposto; poiché coloro che sono radunati a Cristo non sono costretti, ma resi liberi di essere suoi. Quando gli scudi della terra, le insegne della dignità regale (1Re 14:27-28), vengono ceduti al Signore Gesù, come le chiavi di una città vengono presentate al conquistatore o al sovrano, quando i principi usano il loro potere per promuovere gli interessi della religione, allora Cristo è grandemente esaltato.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Salmi 47

1 Capitolo 47

Il popolo viene esortato a lodare Dio

Versetti 1-4

Il Dio con cui abbiamo a che fare è un Dio di terribile maestà. La sovranità universale e assoluta di un Dio santo sarebbe troppo terribile per noi anche solo da pensare, se non fosse esercitata da suo Figlio dal seggio della misericordia; ma ora è terribile solo per gli operatori di iniquità. Mentre il suo popolo esprime fiducia e gioia e si anima a vicenda nel servirlo, i peccatori si sottomettono alla sua autorità e accettano la sua salvezza. Gesù Cristo sottometterà i Gentili; li condurrà come pecore nell'ovile, non per essere macellati, ma per essere conservati. Egli soggiogherà i loro affetti e li renderà un popolo volenteroso nel giorno della sua potenza. Parla anche del fatto che darà loro riposo e sistemazione. Applicatelo spiritualmente: il Signore stesso si è impegnato a essere l'eredità del suo popolo. Mostra la fede e la sottomissione dei santi. È il linguaggio di ogni anima benevola: "Il Signore sceglierà per me la mia eredità; egli sa cosa è bene per me meglio di me".

5 Versetti 5-9

La lode è un dovere in cui dovremmo essere frequenti e abbondanti. Ma ecco una regola necessaria: "Cantate le lodi con intelligenza". Come coloro che capiscono perché e per quali motivi lodano Dio, e qual è il significato del servizio. Non è un servizio accettabile, se non è un servizio ragionevole. Non dobbiamo mai dimenticare il fine dell'esaltazione del Messia, così come i profeti si soffermano continuamente sulla conversione delle nazioni al vangelo di Cristo. Perché crediamo vanamente di appartenergli, se lo Spirito non regna nei nostri cuori per fede? Signore, non è forse tua gloria e delizia dare il pentimento a Israele e la remissione dei peccati, ora che sei esaltato come Principe e Salvatore? Instaura il tuo regno nei nostri cuori. Rendi prigioniero ogni pensiero all'obbedienza di Cristo. E vincola così dolcemente tutte le potenze e le facoltà delle anime dei tuoi redenti al santo amore, al timore e alla gioia per te, che la lode con l'intelligenza possa salire da ogni cuore, qui e per sempre, a Te, nostro Dio.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Salmi 47

1 Questo salmo è intitolato: "Al capo dei musici, un salmo per (margine, dei) figli di Cora". Sulla frase “Al capo dei musici”, vedi le note al titolo di Salmi 4:1. Sulla frase “Per i figli di Cora”, vedi le note al titolo di Salmi 42:1.

L'occasione in cui fu composto il salmo, e il nome dell'autore, sono ugualmente sconosciuti. È un salmo trionfale, ed è stato composto apparentemente in qualche occasione di “vittoria” sui nemici, con riferimento a un corteo trionfale. Il professor Alexander suppone che sia stato composto per commemorare la vittoria di Giosafat sugli ammoniti e sugli edomiti, registrata in 2 Cronache 20.

È, come osserva, una coincidenza di una certa importanza, che si faccia espressamente menzione della presenza dei “Kohattliti” in quell'occasione, come tra coloro che “si alzarono per lodare il Signore”, 2 Cronache 20:19. Ciò non è tuttavia decisivo, poiché avrebbero potuto essere presenti in altre occasioni simili, ed è probabile, infatti, che partecipassero abitualmente a celebrazioni di questo tipo. Tutto ciò che può essere espresso con certezza riguardo all'occasione in cui è stato composto il salmo è che fu in occasione di una vittoria.

Il salmo si compone di due parti, abbastanza simili nella struttura e nel disegno. Ogni parte consiste in un'esortazione a lodare Dio, seguita da una motivazione per cui dovrebbe essere fatto.

I. La prima parte comprende i primi cinque versi:

(1) Un'esortazione a lodare Dio - a celebrare la gioia dell'anima con un battito di mani e con un grido di trionfo, Salmi 47:1.

(2) Motivi per farlo, Salmi 47:2. Queste ragioni sono che è terribile; che è re su tutta la terra; che sottometterà le nazioni e le sottoporrà al suo popolo; e che, in previsione di ciò, ea prova di ciò, aveva ora ottenuto una vittoria significativa, ed era salito come da quella vittoria alla propria dimora in cielo.

II. La seconda parte abbraccia gli ultimi quattro versetti del salmo:

(1) Un'esortazione, come prima, a lodare Dio, Salmi 47:6.

(2) Ragioni per questo, Salmi 47:7. Queste ragioni sono, come prima, che Dio è re su tutta la terra; che ora siede sul trono della sua santità, e che Salmi 47:9 i principi delle nazioni - i re e i governanti sottomessi - sono portati in trionfo al popolo del Dio di Abramo; e che in questa vittoria è stato mostrato che gli scudi della terra appartengono a Dio. Vedi le note a Salmi 47:9.

Il salmo, quindi, è un'ode trionfale, ed è stato probabilmente composto per essere cantato in occasione di qualche trionfo militare - qualche solenne processione al ritorno dalla battaglia, con principi prigionieri che marciano in processione e con l'esposizione degli "scudi" e altri strumenti di guerra presi dal nemico. Tutto questo è celebrato come indicativo della potenza interposta di Dio nella vittoria e come prova del suo proposito di proteggere il suo popolo eletto in tempo di pericolo. Il salmo può ancora essere usato in un senso più alto dalla chiesa in generale, quando tutti i nemici di Dio sulla terra saranno soggiogati, e quando il suo regno sarà di fatto instaurato su tutto il mondo.

O battete le mani, tutti voi - Un modo comune di esprimere gioia, o indicare applausi. Confronta le note di Isaia 55:12. Il “popolo” qui citato è probabilmente il popolo ebraico, e l'invito ad esso è di gioire, con i consueti segni di gioia, in vista della grande vittoria che Dio aveva riportato sui propri nemici.

Grida a Dio - Fai un suono gioioso in lode di Dio; cioè, nel riconoscimento che questa vittoria è stata ottenuta dalla sua interposizione.

Con voce di trionfo - Con quel grido che di solito si alza quando si ottiene una vittoria; un grido come in una processione trionfale. Confronta 2 Samuele 6:15; 1 Cronache 15:28; Giobbe 39:25; Zaccaria 4:7; Esodo 32:18; Isaia 12:6; Isaia 42:11; Isaia 44:23; Geremia 50:15. Ci sono senza dubbio momenti in cui le grida forti, come espressione di gioia, sono appropriate.

2 Per il Signore altissimo - Yahweh, il Dio altissimo; cioè, chi è esaltato sopra tutti gli altri esseri. Confronta Esodo 18:11; 1 Cronache 16:25 Sal 96:4 ; 2 Cronache 2:5; Salmi 95:3.

È terribile - letteralmente, è da temere; cioè riverito e adorato. C'è un'idea nelle parole “terribile” e “terrore” che non è contenuta nell'originale, come se ci fosse qualcosa di duro, severo, severo, nel suo carattere. La parola nell'originale non va oltre la nozione di ispirare riverenza o timore, ed è la parola comune con cui il culto di Dio è designato nelle Scritture. Il significato è che è degno di profonda riverenza o adorazione.

È un grande re su tutta la terra - Egli governa il mondo. È un Sovrano universale. L'"occasione" immediata di dire ciò, quando fu composto il salmo, fu evidentemente una vittoria (che era stata ottenuta sui nemici del popolo di Dio) così decisa, e così subito dalla potenza divina, da provare di aver controllo assoluto su tutte le nazioni.

3 Sottometterà il popolo sotto di noi - Confronta Salmi 18:39 , nota; Salmi 18:47 , nota. La parola resa "soggiogare" è quella che comunemente significa "parlare". L'idea nell'uso di questa parola qui è che deve solo parlare ed è fatto (confronta Salmi 33:9 ), o che potrebbe farlo con una parola. Confronto, tuttavia, l'uso della parola qui, Gesenius (Lexicon), sulla parola - דבר dabar, 2, Hiphil.

E le nazioni sotto i nostri piedi - Cioè, saranno interamente o efficacemente sottomesse. Vedi Salmi 7:5 , nota; Salmi 44:5 , nota. Poiché Dio avrebbe permesso loro di farlo, era un'occasione di gratitudine e di trionfo.

4 Egli sceglierà per noi la nostra eredità - Ha scelto o ha scelto la terra che noi ereditiamo. Di tutti i paesi che compongono il mondo, ha scelto “questo” per essere l'eredità del suo stesso popolo, o il luogo dove dovrebbe abitare. Il pensiero in questo verso si basa sull'idea così comune negli scritti degli Ebrei, che il loro paese fosse la gloria di tutte le terre - il luogo di tutti sulla terra più desiderabile in cui dimorare. È in considerazione di questo fatto che essi sono qui chiamati a lodare Dio e a gioire in lui.

L'eccellenza di Giacobbe - letteralmente, "l'orgoglio - גאון gâ'ôn - di Giacobbe". Settanta, "bellezza" - καλλονὴν kallonēn. Quindi la Vulgata, "speciem". Il significato è che era una terra di cui Giacobbe, l'antenato del popolo, poteva essere orgoglioso, o di cui si vantava.

Fu sempre considerato un onore tra i Giudei il fatto di abitare in una terra che era stata la dimora dei profeti; e soprattutto tutto ciò che era considerato di valore che potesse essere fatto risalire a Giacobbe; che una volta era stato in suo possesso; o che potrebbe essere considerato un suo dono. Confronta Giovanni 4:12.

Chi amava - Come uno dei patriarchi. Forse qui si fa un'allusione speciale a “Giacobbe” piuttosto che ad Abramo e Isacco, perché la terra venne effettivamente in possesso del popolo ebraico al tempo dei figli di Giacobbe. Fu diviso tra i discendenti dei suoi figli, le dodici tribù, che portavano i loro nomi; e così si diceva naturalmente che Giacobbe fosse in possesso della terra.

Abramo e Isacco dimorarono nel paese come stranieri e pellegrini Ebrei 11:9 , Ebrei 11:13 , non avendo là alcun possesso, nemmeno di un luogo di sepoltura, se non quando lo acquistarono (confronta Genesi 23:12 ); e la terra effettivamente entrò in possesso della nazione solo nella famiglia di Giacobbe.

5 Dio è salito con un grido - Cioè è asceso al cielo, sua dimora e trono, dopo essersi assicurato la vittoria. È rappresentato come sceso per aiutare il suo popolo nella guerra rovesciando i suoi nemici, e (avendo compiuto questo) come tornato in cielo, accompagnato dai suoi eserciti, e tra le grida di trionfo. Tutto questo è, ovviamente, poetico e non deve essere considerato letterale in alcun senso. Confronta le note di Salmi 7:7.

Il Signore con il suono di una tromba - Yahweh, accompagnato con le note della vittoria. Tutto questo ha lo scopo di denotare il trionfo e di mostrare che la vittoria doveva essere ricondotta esclusivamente a Dio.

6 Cantate lodi a Dio, cantate lodi - Questo inizia la "seconda" parte del salmo. La “ripetizione” mostra che il cuore era pieno, o traboccava di gioia. È un appello a tutti a celebrare le lodi di Dio, soprattutto perché ha permesso al suo popolo di trionfare sui nemici.

Cantate lodi al nostro Re, a Dio, che ha mostrato di essere il Re del suo popolo, uno che governa in loro favore e che si è intromesso per la loro liberazione nel pericolo.

7 Perché Dio è il Re di tutta la terra - Ha dimostrato di essere un sovrano universale. Tutte le nazioni sono soggette a lui e ha diritto alla lode universale.

Cantate lodi con comprensione - Margine, Ognuno "che ha comprensione". Tuttavia, né il testo qui né il margine esprimono la vera idea dell'originale. L'ebraico è, "Canta un Maschil" - משׂכיל maśkı̂yl ; cioè canta o suona un salmo didattico o una melodia; cioè una canzone o un'ode adatta a trasmettere preziose lezioni di istruzione.

Vedi la parola spiegata nelle note al titolo di Salmi 32:1. L'idea è che l'occasione fosse quella in cui un “tale” salmo o canto sarebbe stato particolarmente appropriato; un'occasione in cui grandi lezioni o verità erano state insegnate dai rapporti di Dio, che ora il suo popolo doveva esporre in modo appropriato.

Quelle lezioni o verità riguardavano il fatto che Dio è il grande Re su tutta la terra, o che è un sovrano tra le nazioni: una verità di immensa importanza per l'umanità, e una verità che l'occasione in cui è stato composto il salmo era particolarmente adatto per portare alla vista.

8 Dio regna sui pagani - Sulle "nazioni"; non oltre i “pagani” nel senso in cui questo termine è inteso ora. Non significa che Dio regni, o che abbia eretto il suo trono sulle genti che non hanno la vera religione, ma che si esalta sulle “nazioni” della terra in quanto tali; o, che ha il dominio universale. Vedi le note a Salmi 46:10.

Dio siede sul trono della sua santità - Sul suo santo trono, L'idea è che il suo governo sia stabilito nella santità o giustizia.

9 I principi del popolo sono riuniti - La lettura marginale è: "I volontari del popolo sono riuniti al popolo del Dio di Abramo". La parola resa “principi” - נדיב nâdı̂yb - significa propriamente, volontario, pronto, pronto; poi, generoso, liberale; poi quelli di nobile nascita, principi, nobili. Evidentemente qui è usato in quest'ultimo senso.

La parola "popolo" qui può significare sia il popolo di Israele, sia il popolo di altre terre; ma in questo luogo sembra evidentemente denotare quest'ultimo. Le parole “sono radunati” possono riferirsi sia ad un'assemblea volontaria che involontaria; intendendo o che vennero in catene come prigionieri di guerra, soggiogati dalle armi del popolo di Dio, e rendendo così un tributo involontario al loro potere e alla loro religione; o che sono venuti in modo volontario e si sono sottomessi, riconoscendo che il Dio d'Israele è il vero Dio.

Mi sembra che la connessione richieda che dobbiamo intendere questo nel primo senso, come riferito alla sottomissione dei nemici del popolo di Dio, e al loro essere condotti come prigionieri, così radunati da parti lontane del mondo. come prova che il Dio d'Israele regnava.

Anche il popolo del Dio di Abramo - La parola "pari" non è nell'originale. Il significato è “al” popolo del Dio di Abramo; cioè, vengono e si mescolano con il popolo del Dio di Abramo; oppure, vengono come prigionieri in guerra "a" quel popolo, e confessano in questo modo che il loro Dio è il vero Dio. L'immagine è quella dell'assemblea di un gran numero di principi e nobili stranieri che fornisce un riconoscimento volontario o involontario del fatto che il Dio di Abramo era il vero Dio e che il popolo di Israele era il suo popolo.

Poiché gli scudi della terra appartengono a Dio - Sono di diritto suoi. Ciò sembrerebbe essere stato suggerito dalla marcia in trionfo di principi e guerrieri sottomessi e vinti, mentre i loro scudi o armi da guerra venivano portati nella processione, dimostrando che Geova era il Re tra le nazioni. Si vedeva in tale marcia che tutte quelle armi da guerra gli "appartenevano", ovvero che aveva il diritto di disporne, e di usarle a suo piacimento.

Egli è grandemente esaltato - Cioè, uno che può in tal modo sottomettere nazioni e condurre principi e guerrieri prigionieri, "deve" essere un Essere grandemente esaltato; un Essere che ha dominio sulle nazioni della terra. Questo completa l'immagine del salmo e dà occasione alle grida e alle gioie del trionfo. Dio aveva mostrato di essere un grande Re sulla terra. Principi ed eserciti furono sottomessi alla sua volontà.

Furono condotti come prigionieri, e furono radunati insieme al popolo di Dio, come a riconoscere la propria inferiorità; e in questo modo solenne le nazioni così sottomesse possedevano Yahweh come il vero Dio. In un senso più alto questo sarà vero quando tutta la terra sarà soggiogata dal potere della verità, e quando i re, i principi e le persone ovunque verranno e riconosceranno Dio, che regna attraverso il Messia, come il Re di tutte le nazioni. Confronta Isaia 60.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Salmi 47

1 INTRODUZIONE AL SALMO 47

«Al capo dei musici, un salmo per i figli di Core». Così alcuni pensano che il salmo sia stato scritto in occasione del trasporto dell'arca dalla casa di Obededom alla città di Davide, nel luogo che egli aveva preparato per essa; che era accompagnato da canti e danze, da grida e dal suono di una tromba, 2Samuele 6:12-16 ; ma sembra piuttosto che sia stato scritto a causa dell'ascensione di Cristo al cielo, di cui si parla profeticamente in questo salmo; e della diffusione del Vangelo, e delle conquiste che ha fatto nel mondo dei Gentili dopo l'ascensione di Cristo; come mostra l'intero salmo: e anche Aben Esdra e Kimchi lo applicano ai tempi del Messia; e così fanno alcuni dei loro scrittori più antichi, che interpretano in particolare Salmi 47:5 di lui, come si può vedere nella nota su di esso

Versetto 1. Battete le mani, popolo tutti, intendendo specialmente i Gentili; vedi Salmi 117:1 rispetto a Romani 15:9-11 ; che avevano motivo di rallegrarsi e di rallegrarsi, poiché il Signore e Re asceso di cui si parla qui era stato dato per essere il loro Salvatore, era la propiziazione per i loro peccati e aveva dato se stesso come prezzo di riscatto per loro; e ora il Vangelo era predicato in mezzo a loro, per suo ordine dopo la sua risurrezione; e dopo la sua ascensione furono concessi doni ai suoi apostoli, qualificandoli per essa; quando molti di loro furono convertiti da esso, e furono resi partecipi della stessa grazia e degli stessi privilegi con gli Ebrei che credettero in Cristo, e furono formati in chiese evangeliche. Perciò sono chiamati a dichiarare la loro gioia e letizia "battendo le mani"; che è un gesto espressivo di esultanza e di gioia; vedi Salmi 98:8; Isaia 55:12; Naum 3:19. Era usato per l'unzione e l'incoronazione di un re, 2Re 11:12 ; e così molto appropriato da usare in occasione del Messia che viene fatto o dichiarato Signore e Cristo, come lo era alla sua ascensione, Atti 2:36 ;

grida a Dio con voce di trionfo; come quando si trionfa a causa delle vittorie ottenute, come ora accadeva; Cristo, avendo vinto il peccato, Satana e il mondo, con le sue sofferenze e la sua morte, e avendo spogliato i principati e le potestà, ne fece spettacolo, trionfando apertamente su di loro, quando ascese in alto e condusse prigionieri i prigionieri; ed egli, avendo mandato i suoi apostoli nel mondo dei Gentili con il suo Vangelo, essi furono fatti trionfare in lui dovunque venissero. E ora queste azioni esteriori di battere le mani e gridare con la voce, esprimono una gioia spirituale interiore; di cui furono riempiti coloro tra il popolo che furono conquistati dalla grazia di Dio, ed ebbero la vista del loro Signore e Salvatore asceso, e che sono esortati ad esprimerlo in questo modo, a Dio: non agli angeli, né agli uomini, no, non ai ministri, che portarono loro la lieta novella; ma a Dio, o a Dio Padre, per tutte le loro benedizioni temporali e spirituali; specialmente per il dono ineffabile del suo Figlio, di soffrire e morire per loro: o al Figlio di Dio, Dio manifestato nella carne; Dio che salì con un grido, Salmi 47:5 ; ed era ora alla destra di Dio, coronato di gloria e di onore; i quali, con le sofferenze della morte, avevano ottenuto per loro la redenzione eterna

2 Versetto 2. Poiché l'Eterno altissimo [è] terribile,

Cristo non è solo il Figlio dell'Altissimo, ma è lui stesso il Dio altissimo, Dio al di sopra di tutto, benedetto nei secoli. Egli è più alto dell'altissimo, degli angeli in cielo o di qualsiasi altro figlio degli uomini sulla terra. Egli è l'Essere alto ed eccelso, che dimora nel luogo alto ed eccelso. E anche questo personaggio concorda con lui come Signore e Re asceso nella sua natura umana; egli è asceso in alto, è posto alla destra della Maestà in alto. Egli è altamente esaltato per essere un Principe e un Salvatore; egli è stato innalzato più dei cieli e dei re della terra; Gli angeli, le autorità e le potenze, sono soggetti a lui. E questo è un motivo che spinge tutto il popolo alla gioia e alla letizia. Ed egli è "terribile" per i suoi nemici, essendo il Leone della tribù di Giuda; il quale governerà le nazioni con una verga di ferro e le frantumerà come un vaso da vasaio: e così sarà quando verrà sulle nuvole del cielo, terra discenderà di là, in fuoco fiammeggiante, per vendicarsi di quelli che lo hanno disprezzato e respinto; e nello stesso tempo sarà glorioso e ammirato da coloro che credono in lui. Il suo aspetto, che sarà terribile per gli altri, sarà per loro motivo di gioia. Sebbene la parola usata possa essere resa come in Salmi 111:9 ; "reverendo" o "da temere", come lui; vedi Isaia 8:13,14 ; sia a causa della sua bontà, come Redentore e Salvatore del suo popolo, Osea 3:5 ; sia per la sua grandezza, essendo uguale a Dio, e Re dei santi. Come segue;

[egli è] un grande Re su tutta la terra; come deve necessariamente essere, poiché è il grande Dio e il nostro Salvatore; ed è il Re dei re e il Signore dei signori. Ora Egli è il Re di Sion, e dirige tutte le cose verso la chiesa; e fra non molto i regni di questo mondo diverranno suoi, ed egli prenderà per sé il suo grande potere e regnerà, e sarà Re su tutta la terra apertamente e visibilmente; egli sarà uno, e il suo nome uno, Zaccaria 14:9 Malachia 1:14 ; che è un altro motivo di gioia e di letizia tra la gente

3 Versetto 3. Egli sottometterà i popoli sotto di noi e le nazioni sotto i nostri piedi.] Come Giosuè, il suo tipo, sottomise i Cananei; e come Davide, un altro tipo di sottomise i Siri, i Moabiti e altri: i Giudei da queste parole si aspettano, che, nei tempi del Messia che aspettano, i Gentili in senso letterale saranno sottomessi da lui, e diverranno soggetti a loro; ma queste, e tutte le altre espressioni del genere simile, devono essere intese in senso spirituale; come Isaia 49:23, 60:10,12,14 ; e che avranno il loro compimento negli ultimi giorni, nella sottomissione dei Gentili alla parola e alle ordinanze del Vangelo amministrate nelle Sue chiese: sebbene il passo qui si riferisca ai tempi successivi all'ascensione di Cristo al cielo, quando Egli andò avanti nel ministero dei Suoi apostoli vincendo e per vincere; e di cui si servì per far cadere il popolo sotto di lui, e per essere disposto ad essere salvato da lui; di sottomettersi alla sua giustizia e alle sue prescrizioni, lo scettro del suo regno; e che li faceva trionfare e sottometteva il popolo sotto di loro, che per mezzo del Vangelo da loro predicato diventava obbediente con le parole e con le opere; e che era occasione di gioia anche per i vinti

4 Versetto 4. Egli sceglierà per noi la nostra eredità,

O una parte in questa vita; Dio sa cosa è meglio per il suo popolo, e quindi dovrebbero lasciarlo a lui, che può fare una scelta migliore per loro che per se stessi: un pagano una volta diede questo consiglio:

"donati interamente alla volontà e alla disposizione dei celesti; perché coloro che sono abituati a dare facilmente cose buone possono anche scegliere il più adatto".

O l'eredità celeste, così chiamata in allusione alla terra di Canaan, sottomessa e posseduta dagli Israeliti, di cui Cristo è molto preoccupato; il suo popolo è predestinato all'adozione di figli, cioè all'eredità che riceve da lui, nel quale la ottiene; mediante la sua morte essi ricevono la promessa dell'eredità eterna, essendo egli il testatore di quella volontà del loro Padre celeste che la lascia loro in eredità; è la sua giustizia che dà loro un titolo ad essa, e attraverso la sua grazia hanno un convenienza per essa, ed egli alla fine li introdurrà in essa; tutto ciò è motivo di gioia e di letizia in loro. La versione araba lo rende "egli ci ha scelti come eredità per sé"; così è il popolo del Signore, Deuteronomio 32:9. Cristo li chiese a suo padre, ed egli li diede in eredità, avendoli scelti come tali, e si rallegrò grandemente con loro, Salmi 2:8; 16:6 ;

l'eccellenza di Giacobbe che egli amava. I santi, che sono, nella sua stima, gli eccellenti sulla terra, e che saranno negli ultimi giorni un'eterna eccellenza, Salmi 16:3 Isaia 60:15 ; anche l'intera chiesa, composta da Giudei e Gentili, lo spirituale Giacobbe o Israele di Dio, che Cristo ha amato di un amore eterno, e quindi li ha scelti per la sua parte e il suo particolare tesoro; come Giacobbe in persona era amato quando Esaù era odiato

Selah; su questa parola, vedi Gill su " Salmi 3:2"

5 Versetto 5. Dio è salito con un grido,

Cioè, il Figlio di Dio, che è veramente e propriamente Dio, uguale al Padre, avente le stesse perfezioni; Dio manifestato nella carne, il Verbo che si fece carne e venne ad abitare tra gli uomini sulla terra; che nella frase successiva è chiamato "Signore" o "Geova", essendo l'eterno "IO SONO", che è, era e viene; Egli, avendo compiuto la sua opera sulla terra, è venuto, è salito dalla terra al cielo nella natura umana, realmente, localmente e visibilmente, agli occhi dei suoi apostoli, accompagnati dagli angeli, e con le loro grida e acclamazioni, che qui si riferiscono;

il Signore con il suono della tromba; la quale circostanza, sebbene non riferita nel racconto dell'ascensione di Cristo nel Nuovo Testamento, tuttavia in quanto gli angeli dicono che egli scenderà nello stesso modo in cui è asceso, e che è certo che scenderà con un grido, con la voce dell'arcangelo e la tromba di Dio; così che se la sua ascesa è stata come sarà la sua discesa, deve essere allora con un grido e il suono di una tromba, Atti 1:10 1Tessalonicesi 4:16. Questo testo è applicato al Messia dagli antichi scrittori ebrei

6 Versetto 6. Canta lodi a Dio,

Che si è alzato con un grido, Cristo Gesù, nostro Signore e Re asceso, come fecero gli apostoli al tempo della sua ascensione, Luca 24:52,53 ;

cantate lodi, cantate lodi al nostro Re, cantate lodi, il quale fu fatto Signore e Cristo, dichiarato Re dei santi e coronato di gloria e di onore; la ripetizione della frase cantare lodi denota frequenza, costanza, fervore e grande devozione nell'adempimento di questo servizio, e che l'ascensione di Cristo, l'occasione di essa, è della massima importanza e importanza, e richiede che sia eseguito in tal modo

7 Versetto 7. Poiché Dio è il Re di tutta la terra,

O "il re di tutta la terra [è] Dio"; lo stesso che è asceso al cielo, ed è il Re dei santi, sì, Cristo Gesù; e così apparirà che sia, specialmente negli ultimi giorni; vedi Gill su " Salmi 47:2" ;

cantate lodi con intelligenza; o, come lo rende Deuteronomio Dieu, a colui che comprende, cioè a Dio l'unico sapiente, il cui intelletto è infinito; fino a Cristo, il quale, in quanto Dio, conosce tutte le cose; e, come uomo e Mediatore, è di pronto intelletto e ha in sé tutti i tesori della sapienza e della conoscenza; così R. Obadiah, "canta di colui che comprende"; o, "cantate lodi, o chiunque comprende"; cioè, come cantare, come non tutti lo fanno; questo è il senso di Aben Esdra e Kimchi; o "con intelligenza", come lo rendiamo noi; con comprensione di ciò che viene cantato. L'apostolo Paolo sembra riferirsi a questo passaggio in 1Corinzi 14:15. Il Targum lo rende "con un buon intendimento"

8 Versetto 8. Dio regna sui pagani,

Egli regnò su Israele sotto la precedente dispensazione, e ora regna sui Gentili sotto la dispensazione del Vangelo; come appare dai numerosi esempi di conversione tra loro nei primi tempi del cristianesimo; e dalle molte chiese che furono fondate per mezzo degli apostoli; e con la distruzione dell'impero pagano romano sotto il sesto sigillo, Apocalisse 6:12-14; 12:7-10 ; e che apparirà ancora di più con la distruzione di Roma papale, quando tutti i pagani periranno fuori dal paese; e dalla pienezza e dalle forze dei Gentili che sono stati portati a sottomettersi a lui; tutti motivi per cantare lodi a lui;

Dio siede sul trono della sua santità; o il suo santo trono, che è il cielo; alla destra del trono della Maestà nei cieli; sul trono del Padre suo; avendo compiuto la sua opera sulla terra, è ricevuto in cielo ed è deposto su un trono alla destra di Dio, un onore che nessuno degli angeli ha: ha cessato il suo lavoro ed è entrato nel suo riposo, e siede e vede il travaglio della sua anima; tutto ciò è motivo di gioia per il suo popolo, e una ragione per cui dovrebbero cantare lodi; e piuttosto, poiché sono deposti con lui nei luoghi celesti: o questo può essere inteso dal suo sedere sul trono del giudizio per giudicare il mondo con giustizia all'ultimo giorno, dopo il suo regno sui Gentili; sebbene l'altro senso si accordi meglio con la sua immediata ascensione al cielo

9 Versetto 9. I principi del popolo sono radunati,

Non contro Cristo, come alla sua prima venuta, ma contro di lui, e verso la sua chiesa e il suo popolo; sì, i grandi uomini della terra, i re e i principi di essa, come faranno negli ultimi giorni; vedi Isaia 49:23; 60:3,10,1 Re 21:24; o questo può significare i santi in generale, che sono tutti i principi dei popoli, e sono posti fra i principi, sì, sono re sacerdoti di Dio; alcuni lo rendono "i volenterosi" o "volontari del suo popolo"; la stessa parola è qui usata come in Salmi 110:3 ; dove è reso "volenteroso", e designa coloro che sono resi disposti ad essere salvati da Cristo, a sottomettersi alla sua giustizia e ad essere soggetti alla sua parola e alle sue ordinanze;

[sì] il popolo del Dio di Abramo; che il Dio di Abramo ha scelto per il suo popolo, che è stato preso in patto, che è stato dato a suo Figlio, e che è stato redento dal suo sangue e chiamato efficacemente dalla sua grazia; e che, sebbene Gentili, appartengono allo stesso patto e allo stesso Dio del patto che fece Abramo, e hanno la benedizione di Abramo su di loro; e sono davvero il suo seme spirituale, essendo di Cristo. Il Targum è "il popolo che crede nel Dio di Abramo". Le parole possono essere rese in connessione con la prima frase, "radunati insieme al popolo dell'Iddio di Abramo"; e quindi denotano l'associazione dei Gentili convertiti con gli Ebrei credenti, come era nei primi tempi del Vangelo, e lo sarà negli ultimi giorni, 1Corinzi 12:13 Galati 3:28,29 Isaia 60:4 ;

poiché gli scudi della terra [appartengono] a Dio; cioè, i governanti della terra, come la parola è resa in Osea 4:18 ; che sono come scudo e protezione per i loro sudditi; questi sono eretti e deposti dal Signore a suo piacimento; e i loro cuori sono nelle sue mani, ed egli può convertirli quando vuole, e radunarli al suo Figlio, e nelle sue chiese; o, come lo interpreta Jachi,

"ha nelle sue mani il potere di proteggere come con uno scudo tutti quelli che confidano in lui";

la sicurezza è del Signore; la protezione del mondo e della chiesa viene da colui che è il Re di tutta la terra;

egli è grandemente esaltato; cioè Cristo, che ha ogni potere in cielo e in terra; egli è altamente esaltato alla destra di Dio, angeli, autorità e potenze, essendo soggetto a lui

Commentario del Pulpito:

Salmi 47

1 QUESTO è un cantico di lode a Dio, quale Re di tutta la terra. È stato chiamato "uno dei salmi dell' adesione ", perché raffigura Dio che assume il suo regno e prende il suo seggio sul suo trono (Versetti. 5-8). Non c'è nulla nel salmo che segni in modo molto preciso il tempo della composizione; ma potrebbe benissimo essere, come suggerisce il dottor Kay, un salmo in cui "Israele riconosce collettivamente ciò che a Davide era stato permesso di compiere". Il titolo lo assegna ai "figli di Cora", che erano tra i principali musicisti di Davide

Battete le mani, o popolo tutti, anzi, voi tutti popoli. Ci si rivolge alle nazioni della terra in generale, non solo a Israele. Gli eventi che hanno avuto luogo, la grande estensione del regno di Dio, per mezzo delle conquiste di Davide, sono a vantaggio di tutti, e tutti dovrebbero esserne grati. Grida a Dio con voce di trionfo; o, con una voce di gioia. Il professor Cheyne rende "con toni squillanti".

OMELIE DI C. CLEMANCE Versetti 1-9." Un canto per tutti i popoli!

Che sia possibile che questo salmo sia stato scritto immediatamente dopo una vittoria specifica, come quella di Giosafat sulla formidabile combinazione di popoli che gli si erano scontrati, possiamo ammetterlo; ma possiamo a malapena capire come i popoli siano stati invitati a battere le mani per la loro umiliante sconfitta. E ci sembra del tutto indegno della sublime elevazione di questo salmo guardarlo solo, o anche principalmente, da un punto di vista militare, come se tutte le nazioni fossero invitate a un canto di trionfo sulla loro totale impotenza a prevalere contro il popolo eletto di Dio. Delitzsch osserva: "Nello specchio dell'evento presente, il poeta legge il grande fatto della conversione di tutti i popoli a Geova, che chiude la storia del mondo". Perowne scrive: "Questo è un inno di trionfo, in cui il cantore invita tutte le nazioni a lodare Geova come loro Re, e anticipa con gioia il tempo in cui diventeranno tutti un solo corpo con il popolo del Dio di Abramo". Il canonico Cook dice: "Mentre celebra una transazione di interesse immediato per il popolo di Dio, il salmista usa espressioni che hanno il loro adeguato compimento nella Persona e nell'opera del Messia". E il Dr. Binnie osserva saggiamente che l'invito alle nazioni, nel primo versetto, implica chiaramente che la sottomissione non è carnale, ma "il desiderio delle menti e dei cuori degli uomini per Dio". Non siamo chiamati a decidere, e nemmeno a porre la domanda: Quanto ha capito con esso lo scrittore umano di questo salmo? Né dobbiamo lasciarci perplessi chiedendoci: come potrebbe una mente umana prevedere tutto questo? Non è infatti per nessuna legge della psicologia naturalistica che un salmo come questo debba essere messo alla prova. L'apostolo Pietro ci dice che "nessuna profezia della Scrittura proviene da alcuna interpretazione privata" della volontà di Dio. No, inoltre, che la volontà dell'uomo non è stata l'origine della profezia, 2Pietro 1:21 ma che i santi uomini di Dio hanno parlato mentre erano sospinti dallo Spirito Santo. Egli ci dice anche, 1Pietro 1:10-12 che essi non comprendevano il pieno significato delle parole che uscivano dalle loro labbra, che indagavano diligentemente sul loro significato, che le pronunciavano non per se stessi, ma per noi, che il loro tema erano "le sofferenze di Cristo e la gloria che ne sarebbe seguita". Cantici che, avendo questa chiave per l'interpretazione dei canti profetici della Scrittura, vediamo che osservazioni come quelle di Cheyne riguardo alla profezia e alla psicologia sono completamente fuori luogo, e che l' unica domanda che abbiamo davanti è: Che cosa dichiarano le parole di questo salmo, quando vengono trattate secondo l'analogia della fede, riguardo alla predizione profetica del regno del Messia?

LE PAROLE DI QUESTO SALMO RIVELANO UN GRANDE TEMA PER IL CANTO. Un tema evidentemente molto più vasto e di più vasta portata di quanto potrebbero essere i risultati di qualsiasi trionfo materiale, locale o nazionale; perché è una di quelle che è calcolata per far battere le mani a tutti i popoli per la gioia, il che non potrebbe essere vero per qualsiasi vittoria su un campo di battaglia terreno. Sentiamo sempre più che i termini di questo salmo sono comprensibili solo se si riferiscono immediatamente al conflitto e alla vittoria del grande Capitano della salvezza nell'impresa di "salvare" il suo popolo dai suoi peccati. Come osserva mirabilmente Matthew Poole, "In Psalmo 45 actum est de Rege; in Psalmo 46 de eivitate Dei; hic, de Gentium adjunctione ad populum Dei, quam per Christum impletam videmus". E così vediamo quanto l'espansività delle predizioni dell'Antico Testamento fosse quella della stretta esclusività dell'ebreo medio. Qui c'è una celebrazione dell'opera di Dio che suscita espressioni di grande gioia. La gioia è in un risultato trionfante che collegherà tutte le nazioni in una; e la causa del diletto non è la loro opera, ma l'opera di Dio per loro. A nient'altro che alla redenzione che è in Cristo Gesù tutto questo potrebbe applicarsi. Ecco una quadruplice opera di Dio

1. La discesa del Re sulla terra. Nel Versetto 5 leggiamo: "Dio è salito con un grido". Cantici in Salmi 68:18, "Tu sei salito in alto", ecc. Citando quest'ultimo versetto, l'apostolo Paolo sostiene: Efesini 4:9 "Che cos'è che ascese, che cos'è se non che discese per primo nelle parti inferiori della terra?" L'ascensione implica che egli discese. Come potrebbe essere altrimenti qui? Il fatto che Dio sia salito dalla terra implica la verità che egli era qui; e questo significa che è disceso dal cielo , così Giovanni 3:13 16:28 17:5,24 Luca 19:10 2Corinzi 8:9 Filippesi 2:6,7 1Timoteo 1:15 La venuta del Figlio incarnato nel mondo è il fatto annunciato nel Nuovo Testamento, e molte volte predetto nell'Antico Testamento Isaia 9:6 Genesi 49:10 Luca 24:44 Matteo 5:17 Giovanni 5:46 Fino a che punto il salmista abbia compreso il significato delle sue parole, non siamo chiamati a dirlo; ma il significato dello Spirito Santo nell'ispirarli è perfettamente chiaro

2. Anche l'ascesa del Re è predetta. (versetto 5) La discesa, implicitamente; l'ascesa, esplicitamente. E in questa dottrina molti scrittori dell'Antico Testamento mescolano le loro parole: Salmi 68:18; 110:11 Il Re doveva essere esaltato in alto dei cieli. Lui è Confronta Atti 1:9 2:33 Efesini 4:10 1:20 Ebrei 4:14 6:20 9:24 10:12

3. Il Re eccelso è il Sovrano su tutte le nazioni. (versetto 8) "I pagani" (Versione Autorizzata) è equivalente a "le nazioni" (Versione Riveduta). Tutte le nazioni sono sotto lo scettro dell'Emmanuele. Con la sua morte Satana è detronizzato, e il Cristo intronizzato, e ogni figlio dell'uomo è ora sotto il suo dominio mediatore. Cantici ci viene insegnato in Giovanni 12:31,32 Atti 10:34,35. Ora è intronizzato alla destra di Dio; e quelle mani che erano trafitte di chiodi ora ondeggiano lo scettro del potere universale. sì, e deve regnare finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi Salmo 110. Il trono mediatore è "il trono della sua santità" (Versetto 8). Nella vita di Cristo si è manifestata la santità; Nella sua morte, con la quale ha condannato il peccato, la santità è stata rivendicata. Dal suo seggio in alto, la santità ondeggia lo scettro; per la potenza del suo Spirito, la santità è creata negli spiriti umani. E sotto il dominio di questo trono tutte le nazioni sono abbracciate. "Le povere distinzioni della Terra svaniscono qui". "In Cristo non c'è né greco, né giudeo, né barbaro, né scita, né schiavo, né libero; ma Cristo è tutto e in tutti". E in lui tutti i popoli della terra possono trovare la loro dimora nel Dio di Abramo (Versetto 9). Gli scudi, cioè i principi, della terra appartengono a Dio

4. Il Re governa il mondo per il bene della Chiesa. (versetto 3) Cantici indica il terzo versetto. Il pensiero è espresso con chiarezza evangelica in Efesini 1:22 e Romani 8:28, che da un mondo peccaminoso Dio possa chiamare una Chiesa vivente, da presentare a se stesso, senza macchia, né ruga, o nulla del genere. Questa è la sottomissione divina dei suoi nemici, che la sovranità mediatrice di Cristo assicura

II ECCO UN INVITO A CANTARE SU QUESTO GRANDE TEMA, DA TUTTI I POPOLI. Il peccato dell'uomo ci fa piangere. La misericordia di Dio ci fa cantare; e nessun aspetto di ciò ci rende vesciche come quello del trionfo della grazia redentrice e dell'amore morente. E possa il salmista, prevedendo così la storia della redenzione attraverso l'ispirazione dello Spirito Santo, chiamare il canto universale. Possiamo ben cantare; per:

1. Il grande conflitto è passato. "La voce del trionfo" potrebbe quindi essere la nostra Confronta Colossesi 2:15

2. Lo scettro del mondo è nelle mani di Uno, e di Uno solo. Non c'è divisione del potere (Versetto 7)

3. Lo scettro del mondo è nelle mani del Supremo (Versetto 2) E dove altro potremmo desiderare che sia alloggiato tutto il potere? Confronta Matteo 28:18 Giovanni 17:2Re 1:18 Salmi 2:12

4. C'è una ricca eredità in serbo per i leali. L'ebreo si aspettava un'eredità terrena in virtù della sua discendenza da Abramo, ma tutti i credenti avranno un'eredità infinitamente più grande in virtù della loro unione con Cristo. Dio lo sceglie per noi; e della sua scelta possiamo essere ben contenti. Egli tratterà rettamente con i suoi e agirà in modo degno di un Dio. Per questa eredità possiamo aspettare Romani 8:17,18

5. Nell'avanzare dei piani divini tutte le barriere tra razza e razza sono destinate a cadere: tutte le tribù della terra devono radunarsi sotto lo stendardo del Dio di Abramo! In nessun altro luogo questa rottura dei confini è esposta in modo più sorprendente che in Efesini 2:12-22, che è un'esposizione delle basi e del piano strutturale della repubblica cristiana. Questo predisse il vecchio Giacobbe quando disse: "A lui sarà il raduno del popolo". A questo punto salmisti e veggenti. Per questo il Salvatore pregò: "Che tutti siano uno". Egli morì per "radunare insieme i figli di Dio che erano dispersi" Giovanni 11:52 10:16 Isaia 42:4 A tale pensiero: "Battete le mani, popoli tutti!" -C

OMELIE di W. FORSYTH Versetti 1-9.- Il Re universale

Qui il Signore è presentato come "Re di tutta la terra". Il suo governo comanda:

I L'OMAGGIO DELL'INTELLETTO. "L'Altissimo" è il Fattore del cielo e della terra. Egli è infinitamente saggio, santo e potente. Non dipendente da altri esseri, governa da solo, in suprema maestà. La ragione, quindi, non solo confessa il suo diritto, ma anche la sua idoneità. Ecco il riposo della mente in un Re perfetto

II L'ACQUIESCENZA DELLA COSCIENZA. Il Signore Altissimo è "terribile". Questo non significa che sia oggetto di terrore, ma di riverenza. Ciò che Dio fa nei rapporti con le nazioni è sempre l'espressione del giudizio e della giustizia. Sia nel tempio che nel mondo, nel manifestarsi con amore al suo popolo o nel governare sui pagani, egli è sempre giusto. Il suo governo, nelle sue leggi e nella sua amministrazione, è assolutamente puro. Il trono su cui è seduto è il trono della sua santità. La coscienza, dove è libera, grida: "Amen".

III L'ADORAZIONE DEL CUORE. "Canta lodi". Questa chiamata viene data quattro volte. Questo dimostra sia la sua giustizia che la sua universalità. A questa chiamata, tutti i cuori, "onesti e buoni", rispondono con gioia. Più studiamo, meglio comprendiamo il carattere e il governo di Dio, più ferventemente ci uniremo all'inno di lode. "Cantate lodi a Dio". Non si tratta di una semplice forma, di uno scoppio insensato, come quello degli uomini di Efeso, che per due ore intere gridarono: "Grande è la Diana degli Efesini!". Atti 19:34) Guardando al passato, contemplando il presente, immaginando il futuro, vediamo che, sotto Dio, tutte le cose tendono a un unico grande fine, e quindi possiamo cantare lodi "con intelligenza". È stato detto che "la voce di un popolo è la prova e l'eco di tutta la fama umana". Cantici come la verità prevale, e gli uomini dappertutto sono portati sotto il benevolo e santo dominio di Cristo, proclamino con lieto entusiasmo il Nome e la gloria di Dio. Imparate, dunque, il male e la follia del peccato. È la ribellione contro il Signore Altissimo! Impara anche la vera unità dei credenti. Quali che siano le differenze tra loro riguardo alle cose minori, quando esprimono il loro cuore in preghiera e in lode, scopriamo che sono una cosa sola. Gli inni della Chiesa testimoniano per sempre l'unità della Chiesa

Scopri anche come tutti i profeti parlano di Cristo e del suo regno. Le loro parole avevano significati più alti di quanto sapessero. Consciamente o inconsciamente, ma mossi dallo Spirito Santo, parlavano delle glorie degli ultimi giorni. "Vieni dunque e, in aggiunta alle tue molte corone, ricevi ancora una, la corona di tutta la terra, tu sola che ne sei degna".- W.F

OMELIE di c. short Versetti 1-9.- La sovranità universale di Dio

L'occasione del salmo era, secondo il Versetto 3, un rovesciamento di molti popoli pagani per l'interposizione visibile di Dio, che si era alleato contro Israele, e che, secondo il Versetto 4, era partito con lo scopo di espellere Israele dalla sua terra. Un'altra interpretazione è che il salmo sia stato composto per la dedicazione del tempio al ritorno dalla cattività. Il pensiero principale è la sovranità universale di Dio. "Dio è il Re di tutta la terra". Vengono suggerite tre riflessioni

IO , DIO, COSTRINGE I SUOI NEMICI A REALIZZARE IL SUO PROPOSITO. (Versetti 3-8)

1. L' onnipotente sapienza e bontà di Dio trae il bene dal male. "Fa sì che l'ira dell'uomo lo lodi, e trattiene il resto dell'ira".

2. Questo dovrebbe essere un fondamento di verità e di gioia per il mondo intero. (Versetti 6, 7) Il male, quindi, non è assoluto ed eterno, e non può essere definitivamente vittorioso su colui al quale "appartengono gli scudi della terra". Questo è il pensiero del salmista

II DIO HA SCELTO E ASSICURATO L'EREDITÀ DEL SUO POPOLO, (versetto 4) Il riferimento qui è alla Terra Santa. Dio non avrebbe permesso ai pagani di strapparglielo

1. In generale, Dio ci ha dato un grande destino in Cristo e in cielo. Il riposo è la nostra eredità

2. Egli assicura questo muro a tutti coloro che accettano le sue promesse e lo cercano fedelmente. Ristabilì i Giudei, che per un certo tempo erano stati diseredati, quando si pentirono e abbandonarono la loro idolatria. "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?"

GLI UOMINI PIÙ GRANDI, RE E CAPI, ALLA FINE SI ARRENDERANNO A DIO. (versetto 9)

1. I re del pensiero alla fine si inchineranno a Cristo come la più alta Sapienza

2. I re d'azione lo riconosceranno come l'ispiratore della condotta più grande. Egli è il Re dei re e il Signore dei signori, al quale ogni ginocchio si piegherà.

2 Deuteronomio 7:21) ; e vedi anche Salmi 65:5; 68:35; 76:7-9 : Dio è "terribile" - cioè terribile da contemplare - a causa della sua vasta potenza e della sua assoluta santità. Egli è un grande Re su tutta la terra. Non solo su Israele, o sulle nazioni che Davide ha conquistato, ma sempre ogni nazione sulla faccia della terra, comp. Salmi 95:3,4; 96:10; 97:1 - ecc

3 Egli sottometterà il popolo che è sotto di noi, anzi sottomette, o ha sottomesso, i popoli che sono sotto di noi. Il riferimento è alle recenti vittorie comp. Salmi 18:47 E le nazioni (anzi, le nazioni) sotto i nostri piedi. Davide sottomise tutte le nazioni fra il fiume d'Egitto e l'Eufrate, e lasciò l'eredità di questo regno, o piuttosto impero, a Salomone 1Re 4:21

4 Egli sceglierà per noi la nostra eredità; piuttosto, Egli sceglie, o ha scelto, la nostra eredità per noi. Dio originariamente scelse Canaan come eredità del suo popolo, Genesi 12:1-7 e la diede ad Abramo

Più tardi, allargò il dono, rendendo i confini tali che diventarono sotto Davide e Salomone Genesi 15:18 L'eccellenza di Giacobbe che egli amava. La Terra Santa è chiamata "l'eccellenza di Giacobbe", o "l'orgoglio di Giacobbe", a motivo della sua bellezza, dell'eccellenza e della varietà delle sue produzioni, vedi Deuteronomio 8:7-9; 2Re 18:22

5 Dio è salito con un grido, il Signore con il suono della tromba. Come Dio "scende" quando interpone per il sollievo o la liberazione del suo popolo, Salmi 144:5 così dopo che il soccorso o la liberazione sono stati effettuati, egli è visto come "salere", ritornando alla sua gloriosa dimora, rioccupando il suo seggio nel cielo dei cieli, e rimanendovi fino a quando non viene fatta una nuova chiamata su di lui. Se l'interposizione è stata di carattere sorprendente e insolito, se il sollievo è stato grande, il segnale di liberazione, il trionfo accordato al suo popolo straordinario, allora egli "sale con un grido", tra le grida di esultanza e le alte esultanze dell'Israele liberato. Quando l'occasione è tale da richiedere una manifestazione pubblica di rendimento di grazie nella casa di Dio, 2Cronache 20:28 allora egli "sale" anche "con il suono della tromba", che veniva sempre suonata dai sacerdoti nelle grandi occasioni di gioia e letizia festosa: vedi 2Samuele 6:15; 2Re 11:14; 1Cronache 13:8; 16:42; 2Cronache 5:12; 7:6; 29:27; Esdra 3:10; Neemia 12:35

6 Cantate lodi a Dio, cantate lodi, cantate lodi al nostro Re, cantate lodatelo, cioè come Dio e Re, specialmente come "nostro Re", cioè come Re d'Israele

Versetti 6, 7.- La facoltà e il dovere della lode

"Canta lodi". Ogni comandamento di Dio implica il potere di obbedire. È vero, Dio spesso ci dice di fare ciò che non abbiamo il potere di fare da noi stessi; Ma poi dà potere. Quando Gesù ordinò agli zoppi di camminare, ai ciechi di vedere, al paralitico di prendere il letto su cui giaceva e ai morti di uscire dalla tomba, la potenza andò con la sua parola. D'altra parte, ogni facoltà o potenza di cui Dio ci ha dotati implica un qualche dovere in cui dobbiamo glorificarlo. Così la facoltà di lodare Dio nel canto e il dovere di cantare lodi con intelligenza, si implicano l'un l'altro

I LA FACOLTÀ DI LODARE DIO NEL CANTO. Dio avrebbe potuto pronunciare la parola senza canto; Tutto il mondo del suono senza musica. Non poche persone il cui senso dell'udito è rapido e perfetto, non hanno orecchio per la musica; non percepiscono né melodia né armonia. Per loro, quindi, non è né un piacere né un dovere cantare le lodi. Ciò che è il caso di alcuni potrebbe essere stato di tutti. La musica non avrebbe allora avuto esistenza nel nostro mondo o nelle nostre concezioni. Inoltre, se Dio non avesse dato più della normale facoltà musicale media, la meraviglia e la potenza della musica sarebbero rimaste relativamente sconosciute. Moltitudini di persone che non sono mai in grado di comporre una melodia possono godere della musica, suonare o cantare. Pochi eletti devono essere dotati di quel dono speciale che chiamiamo "genio", facendoli quasi profeti di Dio per svelare il tesoro segreto della musica che Egli ha custodito nella natura, soprattutto nella voce umana. Evidentemente era proposito di Dio in questo dare diletto. La musica fornisce uno dei piaceri più squisiti, elevanti e instancabili di cui la nostra natura è capace. Ma fa molto di più. Il canto e la musica sono un linguaggio distinto dalla parola, il linguaggio del sentimento. Questo linguaggio fornisce i mezzi attraverso i quali moltitudini possono esprimere i loro pensieri e i loro sentimenti come con una sola voce. Che parlino mille persone contemporaneamente; Tutti i pensieri e i sentimenti sono affogati nel frastuono. Ma che cantino insieme a tempo e in melodia perfetti; Sia il pensiero che il sentimento sono elevati a un grado di energia altrimenti inconcepibile

II IL DOVERE. "Cantate le lodi". Questo dovere ha uno spirito interiore così come un'incarnazione esteriore. Dopotutto, non c'è melodia come "melodia nel tuo cuore" Efesini 5:19 Nel servizio della Chiesa di Dio, la musica senza devozione, un suono delizioso privo di significato sincero, non è lode, ma profanazione. Meglio omettere del tutto il canto dal nostro servizio, piuttosto che avere la musica più bella a lode e gloria, non di Dio, ma degli esecutori. Ma quando lo spirito di lode, il cuore e l'anima dell'adorazione, ispira il nostro canto, possiamo essere troppo attenti nel perfezionarne la forma? Non c'è spiritualità nella cattiva musica; Non c'è pietà nel cantare lodi in modo ignorante, trasandato, stonato. "Cantate lodi con intelligenza". Se Timoteo doveva "non trascurare il dono", ma "ravvivare il dono che era in lui", un'esortazione simile si applica a qualsiasi dono Dio ci abbia fatto per il suo servizio. Se solo pochi possono guidare, la maggior parte può seguire. Il raggiungimento dell'arte del canto con le note e della cultura della voce in modo da prendere parte a questa deliziosa parte del culto cristiano con piacere per noi stessi e profitto per gli altri, dovrebbe essere considerato un dovere molto più serio di quanto non sia comunemente. La salmodia è capace di essere un potentissimo mezzo di impressione religiosa e di edificazione Colossesi 3:16 Soprattutto, coltiviamo lo spirito di lode, la pietà gioiosa, grata, fiduciosa, adorante, che trova la sua espressione naturale nel canto. Se la preghiera rivendica il posto principale nel nostro culto sulla terra, a causa del peccato, della debolezza, del bisogno, del dolore, la lode ci avvicina di più all'adorazione del cielo Apocalisse 5:9-13

7 Dio infatti è il Re di tutta la terra (cfr. Versetto 2). Cantate lodi con intelligenza; Letteralmente, cantate un salmo di istruzione. Come osserva Hengstenberg, "Ogni canto in lode di Dio, a causa di Dio, a causa delle sue opere gloriose, contiene un ricco tesoro di istruzione e miglioramento". Qui l'istruzione speciale è che Dio è Re su tutta la terra, che regna sui pagani, e che anche i pagani un giorno o l'altro possederanno la sua sovranità

Dominio universale

"Dio è il Re di tutta la terra". Dobbiamo stare attenti a non creare un abisso troppo ampio tra il nostro riposo sabbatico e il nostro lavoro quotidiano; devozione e dovere quotidiano. Il rischio è doppio: rendere irreale la nostra religione e irreligioso il nostro lavoro quotidiano. Un cristiano devoto può essere tentato di dire: "Non parlarmi dal pulpito della terra; Parliamo del paradiso! Domani devo rilanciarmi nel mare agitato degli affari e della politica; che nemmeno il moto ondoso del suolo turbi il pacifico porto". Questo è abbastanza naturale, ma non sempre bene. Il nostro tesoro non è sulla terra, ma il nostro lavoro sì. Il tentatore disse al nostro Salvatore che i regni di questo mondo gli sono stati consegnati; ma fu severamente rimproverato. Se lo si chiama "il principe", anzi "il dio di questo mondo", si tratta di un dominio usurpato, contro il quale è nostro compito protestare e combattere. "La terra è del Signore", ecc.; Salmi 24:1 "Il regno è dell'Eterno" Salmi 22:28

DIO È IL SOVRANO ASSOLUTO DELL'UMANITÀ, COME DI TUTTO L'UNIVERSO. L'autorità suprema e il potere onnipotente sono suoi, i suoi soli. Il peccato non può cambiare questo. Il despota più assoluto e potente della terra diventerebbe un prigioniero indifeso se le sue truppe e il suo popolo fossero unanimi nel deporlo. Ma la potenza e l'autorità di Dio sarebbero esattamente le stesse se ogni essere umano le sfidasse. La disobbedienza non poteva durare un'ora, se egli riteneva opportuno schiacciarla. Ma egli vuole governare non con il semplice potere, ma con la saggezza, la rettitudine e l'amore, la sua eterna legge di essere e di operare

II LA REGALE BONTÀ DI DIO, LA SUA PATERNA CURA E BONTÀ, SI ESERCITANO VERSO TUTTI GLI UOMINI Matteo 5:45 Atti 14:17 17:25 Il Laplander nella sua capanna di neve, nientemeno che il figlio più colto della civiltà. Se conosce ogni uccello selvatico e ogni animale, Salmi 50:10-12 e non un passero cade da lui inosservato, quanto meno un essere umano, anche il più colpevole e degradato, può essere al di fuori della sua cura!

III LA PROVVIDENZA IMPERIALE DI DIO CONTROLLA TUTTA L'AZIONE UMANA. Gli uomini si ribellano contro la sua volontà, ma il suo scopo si compie Salmi 30:10,11 Atti 3:17,18 2Cronache 10:15 La nostra incapacità di spiegare come questo sia possibile non influisce sul fatto. Se così non fosse, Dio non potrebbe governare il mondo. Sia la coscienza che la Scrittura ci dicono che la libertà e la responsabilità non sono ostacolate

IV DIO GOVERNA E SI PRENDE CURA DELLE NAZIONI IN QUANTO TALI; NON SOLO GLI INDIVIDUI. Perché la storia umana è la storia delle nazioni. La nazione di Israele, costruita (per così dire), educata, governata, benedetta e castigata, come nessun'altra, occupa un posto unico nella provvidenza di Dio e nella storia religiosa dell'umanità. La piena testimonianza profetica di questo fatto è una delle prove più forti dell'ispirazione dell'Antico Testamento. In questo salmo, per esempio, pieno di sentimento nazionale e di trionfo, i pagani sono considerati non come nemici vinti, ma come sudditi

V QUESTO REGNO REGALE E IMPERIALE È AFFIDATO AL SIGNORE GESÙ Matteo 28:18 Le mani inchiodate alla croce tengono lo scettro del mondo Apocalisse 2:26,27 Non per fini mondani, ma per amore di quel regno superiore, specialmente chiamato nel Nuovo Testamento "il regno di Dio", il governo, cioè, della giustizia, della verità e dell'amore, per il quale preghiamo: "Venga il tuo regno".

CONCLUSIONE. A quale regno appartieni, a ciascuno di noi? solo a ciò a cui appartiene anche il più ignorante, senza saperlo; il più malvagio, contro la sua volontà? o ciò che il Figlio di Dio e il Figlio dell'uomo hanno vissuto, sono morti e sono risorto per fondare e per far trionfare, e al cui trionfo possiamo partecipare?

Il cristianesimo la fede di tutte le nazioni

L'ebraismo non era adatto all'universalità. I suoi riti, le sue leggi riguardo ai cibi e alle bevande, la sua localizzazione del culto, gli davano il carattere di una religione nazionale piuttosto che universale. Eppure fu per mezzo dei profeti ebrei che fu proposta l'idea di una religione universale. Istruiti da Dio, furono in grado di elevarsi al di sopra di ciò che era locale ed esclusivo, e di gioire in previsione della gloria degli ultimi giorni, quando Geova sarebbe stato "Re di tutta la terra". Il compimento è in Cristo, la cui venuta è stata salutata non solo come "Re dei Giudei", ma come "Luce delle genti" e Salvatore del mondo. Il cristianesimo, non il cristianesimo dei Credi o di una Chiesa particolare, ma il cristianesimo di Cristo, è la fede per tutte le nazioni. Il fatto che la Bibbia sia così adatta per essere tradotta in tutte le lingue; che i riti del Vangelo sono così semplici e così adatti a tutti i paesi; che le leggi relative al governo della Chiesa siano così poche, e così capaci di essere elaborate secondo i bisogni dei diversi popoli, potrebbe essere invocato come argomento per l'universalità. Ma ci sono altre e più forti ragioni. Il cristianesimo è adatto ad essere la fede di tutte le nazioni, a causa di...

I È LA SUA RAPPRESENTAZIONE DI DIO. E' stato giustamente detto che "solo il cristianesimo delle religioni dà una visione chiara, autoconsistente e adeguata di Dio. Essa sola rivela e promette all'uomo una completa comunione con Dio". Il grido di Filippo: "Mostraci il Padre", trova in Cristo una piena risposta Giovanni 14:9 : "Nella creazione Dio è un Dio al di sopra di noi; nella Legge è un Dio contro di noi; ma nel Vangelo è l'Emmanuele, un Dio con noi, un Dio come noi, un Dio per noi".

II LA SUA DOTTRINA DELLA SALVEZZA. Il male che preme sugli uomini dappertutto è il peccato. Come si può portare via? La risposta è: "Credi nel Signore Gesù Cristo". Il nostro carattere e la nostra vita dipendono dalle nostre convinzioni

La fede in Cristo non solo assicura il perdono e la riconciliazione con Dio, ma anche il ripristino della purezza. Nei Vangeli non abbiamo solo la dottrina, ma anche i fatti che autenticano la dottrina. Le grandi conversioni di San Luca Luca 7:48; 19:9,10; 23:43 sono esempi di ciò che Cristo ha fatto e sta facendo, 1Timoteo 1:15-17 e ciò che inizia lo perfezionerà

III IL SUO IDEALE DI UMANITÀ. Non abbiamo solo la Legge, ma la vita Matteo 5:1-11 1Pietro 2:21 Cristo non solo ci dà l'ideale, ma ci mostra come quell'ideale può realizzarsi Matteo 15:24-27 Tito 2:11-13 Così Dio è disceso all'uomo in Cristo e l'uomo è innalzato a Dio. La promessa è per tutti, senza riguardo per le persone

IV IL SUO VINCOLO DI FRATELLANZA. Ciò che la forza, il commercio, il clericalismo e tutti gli espedienti umani non sono riusciti a fare, Cristo lo ha fatto. Egli tratta gli uomini semplicemente come uomini, e mediante il suo Spirito li lega insieme come fratelli. Il muro di partizione è rotto. Le divisioni formate dall'orgoglio e dall'egoismo sono abolite, e in tutto il mondo "non c'è né Giudeo né Greco, non c'è né schiavo né libero", ma tutti sono uno in Cristo Gesù Galati 3:28

V LE SUE CONSOLAZIONI E LE SUE SPERANZE. Qui c'è conforto per ogni cuore turbato. Cristo è la nostra Speranza. Per usare le parole di Arthur Hallam, "Vedo che la Bibbia si adatta a ogni piega del cuore umano. Io sono un uomo, e credo che sia il libro di Dio, perché è il libro dell'uomo".

VI LA SUA PROMESSA DI IMMORTALITÀ. Questo è il climax. La pietà ha la promessa non solo della vita che è ora, ma di quella che deve venire. La visione si eleva luminosa davanti ad ogni cristiano. "Giorni senza notte; gioie senza dolore; santità senza peccato; carità senza macchia; possesso senza paura; società senza invidia; comunicazione di gioie senza diminuire; e abiteranno in un paese benedetto dove un nemico non è mai entrato, e da cui un amico non è mai andato via". Perciò preghiamo con crescente fervore: "Venga il tuo regno". -W.F

8 Dio regna sulle nazioni. Dio aveva manifestato il suo potere regale sui pagani sottomettendone un gran numero e rendendoli soggetti a Israele. Un giorno lo avrebbe manifestato ancora di più portando tutte le nazioni nella sua Chiesa. Dio siede sul trono della sua santità. Il trono dal quale esercita un governo giusto, giusto e santo

9 I principi del popolo (letteralmente, principi dei popoli) sono radunati insieme, sì, il popolo del Dio di Abramo; piuttosto, per essere il popolo del Dio di Abramo (Versione Riveduta), cioè per formare, insieme con Israele, l'unico popolo, o Chiesa, di Dio comp. Isaia 49:18-23 Poiché gli scudi della terra appartengono a Dio. Gli "scudi" sono i "principi" della prima frase, coloro il cui compito è quello di proteggere e difendere i loro sudditi. Osea 4:18 I principi della terra appartengono specialmente a Dio, poiché "per mezzo di lui regnano i re e i principi decretano la giustizia" Proverbi 8:15 Al grande raduno dei Gentili nella Chiesa, essi apparterranno ancora di più a lui, poiché si sarebbero posti volontariamente sotto il suo governo Isaia 49:23; 60:3,11,16 Egli è grandemente esaltato. La perfetta sottomissione a Dio di tutte le sue creature razionali è la sua più alta esaltazione e gloria. Quando "tutti i popoli si inchineranno dinanzi a lui" e "tutte le nazioni gli renderanno servizio", quando la ribellione e la resistenza alla sua volontà saranno finite, allora egli sarà stabilito nella sua giusta posizione e la sua esaltazione sarà completa

Illustratore biblico:

Salmi 47

1 SALMO 47

Salmi 47:1-9

Battete le mani, popolo tutti.-Predetto il trionfo messianico:-

Il salmista guardava lontano. La sua esperienza immediata fu come "una piccola finestra attraverso la quale vedeva grandi cose". La profezia della diffusione universale del regno di Dio e dell'inclusione in esso dei Gentili è messianica; e sia che il cantore sapesse di parlare di una bella speranza che non doveva essere un fatto per secoli stanchi, sia che si aspettasse risultati più ampi e permanenti da quel trionfo che ispirava il suo canto, parlava del Cristo, e le sue melodie sono vere profezie del suo dominio. Non c'è alcun riferimento intenzionale nel salmo all'Ascensione; ma i pensieri che stanno alla base della sua immagine di Dio che sale con un grido sono gli stessi che l'Ascensione espone come fatti: la discesa misericordiosa nell'umanità del Divino Ausiliatore; la completezza della sua vittoria, come attesta il suo ritorno là dov'era prima; La Sua seduta in cielo, non come oziosa o stanca, ma come se avesse fatto ciò che intendeva fare; Il suo continuo lavoro come Re nel mondo; e il crescente riconoscimento della Sua autorità da parte dei cuori amorevoli. Il Salmista ci chiama tutti a gonfiare con le nostre voci quel grande coro di lode che, come un mare, si agita e irrompe in musica attorno al suo trono regale. (A. Maclaren, D.D.)

I lodevoli e i colpevoli nell'adorazione:

L'uomo è un adoratore. Il desiderio più profondo della sua anima è per l'adorazione, e solo nella vera adorazione può trovare la sana eccitazione e il pieno e felice sviluppo ed esercizio di tutti i suoi poteri

(I.) Coloro che sono degni di lode nell'adorazione

1.) Esultanza. "Oh batti le mani", ecc.; "Gridate a Dio". "Cantate lodi a Dio", ecc. Tra le ragioni indicate nel salmo per questa esultanza c'è la Sua supremazia su tutta la terra

(1) Il suo governo del mondo è fondato sulla ragione delle cose

(2) Il suo governo del mondo è fondato su leggi adatte alla natura dei suoi sudditi

(3) Il suo governo del mondo è esercitato per fini puramente benevoli

(4) Il suo governo del mondo offre ai ribelli l'opportunità di essere restaurati

2.) Entusiasmo. Nell'adorazione sono interessate tutte le facoltà e le suscettibilità dell'anima, e in essa la coscienza riversa tutta la sua forza

3.) Monoteismo. C'è un solo Dio, e uno solo, da adorare. Il sommo bene deve essere amato sommamente, il sommamente grande deve essere adorato sommamente, il sommamente giusto deve essere obbedito sommamente

4.) Intelligenza. "Cantate lodi con intelligenza". L'adorazione non è un atto privo di significato, non è un'esplosione di passione cieca; Si fonda sulla filosofia più profonda, implica le verità più grandi

(II.) Coloro che sono colpevoli nell'adorazione

1.) C'è qualcosa di simile all'egoismo qui. L'adorazione può iniziare con gratitudine, può scaturire da un senso della gentilezza personale di Dio; ma diventa virtuosa e nobile solo quando si eleva all'adorazione ignara di sé

2.) C'è qualcosa di simile alla vendetta qui. "Egli sottometterà i popoli sotto di noi e le nazioni sotto i nostri piedi". "Dio regna sui pagani". "Gli scudi della terra appartengono a Dio"; cioè i governanti della terra sono nelle Sue mani. (Omileta.)

4 SALMO 47

Salmi 47:4

Egli sceglierà per noi la nostra eredità: l'eccellenza di Giacobbe che egli amava.-Egli sceglierà per noi la nostra eredità

Quanto amano i nostri figli, e più sono piccoli e più lo sono di più, a dire: "Intendo esserlo". E poi ognuno racconta qual è la sua scelta. Un soldato, un contadino, una ragazza di campagna e così via. E li lasciamo parlare

"Sappiamo che il mondo è duro e ruvido,

Ma il tempo lo insegnerà abbastanza presto".

Tuttavia, il nostro percorso nella vita è scelto per noi. Non abbiamo la nostra strada. C'è una musica dolce nelle parole del nostro testo. Livingstone, nella sua febbre, lontano da ogni mano tenera o cura gentile, nelle giungle infestate dai veleni del deserto africano, sopportato di giorno in giorno, la sua fine sembrava molto vicina, e lasciato dai suoi servi privo di sensi nella sua tenda mentre andavano a cercare altro aiuto; Lo trovarono quando tornarono in ginocchio accanto al suo letto, ma morto, così era morto e morto in vista della sua terra promessa. Non aveva ricevuto la promessa, ma fu soddisfatto, e coronò la sua vita con una consacrazione di preghiera. Questo era il suo modo di dire: "Egli sceglierà per noi la nostra eredità". È, se si tratta di un funerale, non meno di una canzone trionfale. Ogni vita deve essere un trionfo che si esaurisce nella preghiera. Le attuali discordie della vita costituiranno la sua grande armonia a poco a poco. Per-

(I.) La gioia della vita è sentire che non si tratta di un piano di fatalismo, di un mero regno di legge. "Egli sceglierà per noi la nostra eredità". Questa è una strana parola pronunciata da un salmista orientale, perché tali uomini erano principalmente fatalisti, come lo sono ancora oggi. Ma la Bibbia proclama la libertà dell'uomo, e che l'universo è governato non da un caso infinito, ma da una scelta infinita

(II.) La scelta divina si dimostra per mezzo dell'amore divino. "L'eccellenza di Giacobbe che egli amava". Huxley ci dice che l'uomo è giustificato dalla verifica. Ma non è solo vero che l'uomo è giustificato per la fede, ma lo è anche Dio. Scelta è un'altra parola per amore. L'amore corre lungo la linea della nostra vita, così che alla fine Dio è giustificato dalla verifica. Giacobbe era la prova di quel Suo amore. Dio sceglie per noi, e la Sua scelta è l'amore. C'era una volta in una famiglia che conosco c'erano quattro figli, maschi; i loro nomi erano Piccola Fede, Non Importa, Dubbio Onesto e Grande Cuore. Un giorno il padre li chiamò a sé e disse: "Bambini, la nostra famiglia ha una casa chiamata Bella, molto lontana. Adesso vado là: tu ti occuperai dei miei possedimenti quaggiù, e mi seguirai di lì a poco; e per trovare la tua strada, prendi questa mappa, studiala: ti mostra la strada, segui le sue indicazioni e seguimi, e arriverai sano e salvo alla casa Bella. Ora, quando il padre se ne fu andato, i fratelli cominciarono a parlare e a disputare sulla volontà del padre. Non importa, ha detto che si sentiva a suo agio dov'era; dovrebbe prendere e rifornire una fattoria e condurre una vita allegra; che vadano dietro alla casa di Bella, che ha scelto, non dovrebbe. Piccola Fede disse che non sapeva però come avrebbe trovato la strada. Non riusciva a capire le mappe. L'Onesto Dubbio disse che, come Piccola Fede, anche lui era pessimo con le mappe e, sebbene sapesse che mio padre le amava e la sua volontà era giusta, come lui, tuttavia aveva così tanti dubbi su tutta la faccenda che, finché non ne ebbe più certezza, non poté crederci. Ma il Gran Cuor disse: "Fratelli, intendo andare; e, poca fede e onesto dubbio, se verrai con me, qualsiasi piccolo aiuto io possa darti te lo avrai. Quanto a te, non importa, sei sempre stato un cattivo. Ma, fratelli, se la via vi sembra incerta, sapete che possiamo guardare insieme sulla mappa, e voi, Onesto Dubbio, forse ci impedirete di essere ingannati; e tu, Piccola Fede, ci aiuterai a mantenerci oranti e umili, quindi cominciamo a rallegrarci l'un l'altro". Ed essi lo fecero, e l'ultima volta che sentii di loro fu che lungo la loro strada cantavano: "Egli sceglierà la nostra eredità per noi". E immancabilmente quei tre fratelli raggiungeranno la Bella Casa. Poi...

(III.) C'è la consolazione divina in queste parole. Sono personali. Per ognuno di noi, chiunque ci sia. (E. Paxton Hood.)

Sottomissione all'appuntamento divino:

(I.) Dio ha il diritto di controllo supremo. Egli è il nostro Creatore, Benefattore, Legislatore, Preservatore, Redentore e Giudice

(II.) La sua scelta è il risultato della saggezza eterna. Non possiamo descrivere il futuro, ma Dio vede la fine fin dall'inizio. Siamo fallibili, ma Dio non sbaglia mai. Le cose da noi sono spesso limitate dal tempo; Dio include sempre l'eternità

(III.) Egli ama tutti i Suoi sinceri seguaci

(IV.) Ci preserva dal seguire una condotta impropria. La quiete e la fiducia in Dio sono il nostro miglior preservatore nel cammino dell'integrità. Quando Israele perse la sua fiducia, deviò

(V.) È lo stato d'animo più felice della terra. Prendiamo alcuni casi: lutto Genesi 43:14 ; Afflizione Giobbe 1:21 ; Incertezza Atti 21:13, 14 ; Morte 2Pietro 1:14

(VI.) Egli opera ogni cosa per la Sua gloria. Miglioramenti-

1.) Che il viandante peccatore adotti il sentimento, e da quel giorno sarà benedetto

2.) Lascia che i figli del Signore imparino a dire: "Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra". "Sceglierai la nostra eredità per noi". (Predicatore evangelico.)

La provvidenza di Dio:

(I.) Cosa esprime il testo

1.) Una fede nella provvidenza di Dio. Questa convinzione è sostenuta dagli argomenti più forti: da ciò che vediamo quotidianamente degli istinti e degli appetiti delle creature viventi; dalla gravitazione della materia, o dalla tendenza di tutti i corpi pesanti verso la terra; da molti eventi meravigliosi, che accadono contrariamente a ciò che ci si potrebbe aspettare dalle apparenze delle cose; la scoperta di malvagità segrete, ecc

2.) La Provvidenza ha una particolare sollecitudine per gli uomini buoni, e si esercita verso di loro con particolare cura, tenerezza e amore

3.) Consenso sincero alle determinazioni di Dio. Non solo la convinzione che Egli sceglierà per il Suo popolo, ma un'intera, gioiosa acquiescenza alla Sua scelta. Questo temperamento include le importanti virtù dell'umiltà, della pazienza e della contentezza. Comprende una struttura di spirito adatta alla persuasione di una provvidenza dominante. Questa persuasione si esprime e si rafforza con la preghiera quotidiana e fervente; e non ci deve essere nulla nelle azioni o nelle parole contrarie o incoerenti con esso: non è permessa alcuna impazienza, irritazione o malcontento; nessun metodo illegale usato per riparare le nostre circostanze, o districarci da qualsiasi difficoltà. E se il cuore ribelle è disposto a mormorare, deve essere controllato e trattenuto con la risoluzione, la vigilanza e la preghiera

(II.) Una raccomandazione per coltivare questo temperamento

1.) Non siamo in grado di scegliere da soli. La nostra conoscenza è limitata a pochi oggetti, e li vediamo in modo imperfetto. Non possiamo guardare al futuro, e abbiamo molti falsi pregiudizi sul nostro giudizio. Spesso ci siamo trovati in errore, e siamo stati costretti a riconoscere, di aver fatto una scelta sbagliata. "Se Dio vuole studiare un modo attento, rapido e sicuro di vendicarsi di un uomo, non ha bisogno che di aprire i suoi magazzini e ordinargli di scegliere da solo".

2.) Dio è il più adatto a scegliere per noi. Poiché la sua intelligenza è infinita, la sua sapienza perfetta, il suo giudizio infallibile. Non può sorgere alcun caso che possa confonderlo; né può avere alcun pregiudizio nella sua mente per agire male

3.) Dio ha già scelto bene per noi, e quindi dovremmo confidare in Lui. Questo appare dai molti favori che ci ha concesso, e dalla bontà e misericordia che ci hanno seguito per tutti i nostri giorni

4.) Le nostre menti non possono mai essere tranquille finché non lasciamo che sia Dio a scegliere per noi. Dio avrà la Sua scelta, che lasciamo fare a Lui o no Isaia 46:10

(III.) Riflessioni conclusive

1.) Ammettiamo la scelta di Dio in ogni piacevole circostanza della vita

2.) Accettiamo umilmente tutto ciò che è sgradevole

3.) Non permettiamoci mai di essere ansiosi per gli eventi futuri. Per sostenere uno spirito paziente, composto, allegro, viviamo vicino a Dio con l'esercizio quotidiano della preghiera fervente; e soprattutto pregare perché Egli "adempia in noi il beneplacito della sua bontà e l'opera della fede con potenza"; e aiutare e curare il resto dell'incredulità, che è il fondamento di tutti i nostri dolori, paure e ansietà. (Giobbe Orion, D.D.)

Rassegnazione cristiana:

Nulla distrugge tutte le comodità della vita come lo spirito di malcontento per le dispensazioni della Divina Provvidenza. È come una maledizione alla radice di ogni bene terreno, ed è, allo stesso tempo, una barriera sulla via di ogni miglioramento nella religione. Perciò è nostro dovere fortificare la nostra mente con queste considerazioni, che aiuteranno a mantenere in noi la disposizione opposta di una sottomissione perpetua e senza riserve alla volontà di Dio. Parleremmo, di conseguenza...

(I.) Della natura della grazia della rassegnazione

1.) Il nostro testo ne è una professione, ma le sue parole non devono essere applicate al nostro stato nel mondo a venire. Questa eredità è lasciata alla nostra scelta. Dio ci aiuterà, ma non è necessario che scelga per noi. Perché non ci sono che due condizioni in futuro, non una moltitudine, che possa distrarre: e sono del carattere più contrastante. Da una parte c'è tutto il male e dall'altra tutto il bene, così che la decisione è facile. La scelta, quindi, è lasciata a noi stessi

2.) Né il testo può essere applicato a nulla che riguardi essenzialmente la decisione di quello Stato, ma solo a quelle cose in cui gli uomini possono innocentemente differire l'uno dall'altro. È solo a queste diversità, che sono strettamente non essenziali per la decisione del nostro destino eterno, che ogni uomo è in grado di rassegnarsi correttamente. Queste sono le distinzioni

(1) di rango e proprietà

(2) Della prosperità e dell'avversità

(3) Afflizione personale e dolore

(4) Doti di mente, mezzi di miglioramento, opportunità di utilità: riguardo a tutte queste cose il cristiano dirà: Il Signore "sceglierà", ecc

3.) Ma le grandi virtù si trovano spesso a rasentare estremi pericolosi: quindi dobbiamo custodire la definizione di tali virtù con molta attenzione

(1) Perciò questa grazia della rassegnazione non deve essere confusa con lo stoicismo. L'effetto della religione pura non è quello di convertire la carne di pietra, ma la pietra in carne. Il suo scopo non è quello di stordire o distruggere, ma piuttosto di raffinare ed esaltare i sentimenti della nostra natura. Giobbe sentiva profondamente i suoi dolori, ma è detto espressamente: "In tutto questo non ha peccato". E così con nostro Signore

(2) Né la rassegnazione ci proibisce di pregare contro qualsiasi male che si teme, o per il bene che si può desiderare. Guarda Paolo e la sua spina nella carne

(3) Né è necessario che dobbiamo stare seduti e non fare nulla per aiutare noi stessi. Il testo si riferisce al possesso di Canaan da parte di Israele, ma dovettero comunque fare molto prima che diventasse loro

(II.) La correttezza e i vantaggi di questa grazia. (J. Crouther.)

La condotta di Dio nei nostri affari:

Sembra che qui si alluda alla divisione della terra tra i figli di Noè dopo il diluvio Deuteronomio 32:7-9. E una simile divisione a sorte fu osservata riguardo al paese di Canaan. Anche se la sorte fu gettata in grembo, tutto ciò che ne disponeva fu dal Signore. E ancora Dio interferisce misericordiosamente nei nostri affari

(I.) Il modo in cui Dio controlla

1.) L'interferenza costante da parte di Dio riguarda tutto ciò che riguarda la nostra condizione in questo stato finito dell'essere. Tutto fa parte della scelta divina, per quanto possa essere difficile conciliare la determinazione superiore con la scelta libera e sfrenata che ogni individuo fa per se stesso. Questa sovrintendenza è tanto estesa quanto minuta. Egli dice il numero delle stelle, e conta i capelli del nostro capo. Nel suo funzionamento tocca le molle della determinazione umana, senza violare affatto la libertà individuale; e orienta l'uomo alla scelta, mentre l'uomo sceglie per se stesso

2.) Include i riguardi speciali che Dio rivolge al Suo popolo. "Questo popolo l'ho formato per me stesso", ecc

3.) Lo Spirito Divino sceglie il nostro destino, guidando, dirigendo e regolando la scelta che facciamo per noi stessi; non con un controllo potente e immediato della volontà, ma impiantando nella mente quei principi che, nel loro esercizio volontario, formeranno una scelta gradita alla mente divina. "È Dio che opera in noi il volere e l'agire secondo il Suo beneplacito".

(II.) La correttezza e il vantaggio di lasciare a Dio la scelta della nostra eredità. In realtà non si tratta altro che di riconoscere allegramente il giusto esercizio della Sua prerogativa: Egli alla fine lo farà, che lo vogliamo o no. Ma è meglio lasciarlo volontariamente a Dio, perché...

1.) È infinitamente saggio e opportuno che Egli scelga la nostra eredità per noi. Per mostrare l'adeguatezza di tale disposizione, Geremia trascinò i suoi seguaci nel campo del vasaio Geremia 18:2-6

2.) Questa disposizione è infinitamente migliore per noi stessi. Il compito di formare prima un'anima umana per la gloria, e poi di portare quell'anima in suo possesso, è ciò che nessuno, tranne Dio Stesso, potrebbe compiere. (Robert Hall, A.M.)

Un saggio desiderio:

(I.) Il fatto glorioso. Per quanto riguarda il mondano, Dio gli dà qualsiasi cosa, ma per il cristiano, Dio sceglie la parte migliore. Egli dà ai mondani le bucce; ma si ferma a cercare i dolci frutti per il suo popolo

1.) E, in primo luogo, mi permetta di chiedere, non dobbiamo tutti noi ammettere una Provvidenza che governa in modo preponderante, e la nomina delle mani di Geova, per quanto riguarda i mezzi con cui siamo venuti in questo mondo? Quali sono state le circostanze in nostro potere che ci hanno portato a eleggere una certa persona come nostro genitore? Avevamo qualcosa a che fare con questo? Dio non ha forse costituito da sé i nostri genitori, il nostro luogo natale e i nostri amici? E che siamo nati con un corpo sano e una mente sana. Se hai il pieno possesso di tutte le tue facoltà e membra, devi riconoscere e confessare che in esse c'era il decreto di Dio. E, ancora di più, quanto del dito di Dio dobbiamo discernere nel nostro temperamento e nella nostra costituzione? Suppongo che nessuno sarà così sciocco da dire che siamo tutti nati con lo stesso temperamento naturale e la stessa costituzione

2.) Chiederò a qualsiasi uomo assennato, soprattutto a qualsiasi cristiano serio, se non ci sono stati certi momenti nella sua vita in cui ha potuto vedere più distintamente che davvero Dio "ha scelto la sua eredità per lui". Guardatevi indietro e vedete come la mano di Dio è stata nei vostri affari, e con vari e spesso strani mezzi vi ha assegnato il vostro posto e il vostro lavoro. Posso vedere mille possibilità, come le chiamano gli uomini, che lavorano tutte insieme, come ruote in un grande macchinario, per fissarmi proprio dove sono. In verità, non è nell'uomo che cammina dirigere i suoi passi". Poi guardate le vite dei grandi santi di cui si parla nella Bibbia e vedete questa verità chiaramente mostrata. Giuseppe; Muse; Daniele. E quante sono le dichiarazioni bibliche in materia ( Isaia 45:6, 7 ; Giobbe 14:5; Proverbi 16:33; Geremia 31:25

(II.) Una preghiera. "Egli sceglierà per noi la nostra eredità". La dottrina arida è di scarsa utilità. Non è la dottrina che ci aiuta; è il nostro assenso alla dottrina. Ma ci sono alcuni di voi che, se non fosse la verità, direbbero che lo desiderano, perché direbbero nella vostra preghiera: "Sceglierai la mia eredità per me".

1.) Primo, "Sceglierai la mia misericordia per me". E altri sceglievano il loro lavoro; ma è di gran lunga meglio lasciare la scelta a Dio. «Se ci fossero due angeli in cielo», disse un brav'uomo, «supponiamo che ci siano due opere da fare, e che una sia quella di governare una città e l'altra di spazzare un incrocio stradale, gli angeli non si fermerebbero un momento a dire quale farebbero. Avrebbero fatto qualsiasi cosa Dio avesse detto loro di fare. Gabriel si metteva in spalla la scopa e spazzava allegramente l'attraversamento; e Michele non sarebbe un po' più orgoglioso di prendere lo scettro per governare la città". Così con un cristiano. Ma non c'è nulla che vogliamo scegliere più spesso delle nostre croci. A nessuno di noi piacciono affatto le croci; Ma tutti noi pensiamo che le prove di tutti gli altri siano più leggere delle nostre. Croci che dobbiamo avere, ma spesso vogliamo sceglierle. "Oh!" dice uno, "il mio problema è nella mia famiglia. È la peggiore croce del mondo: la mia attività ha successo; ma se potessi avere una croce nei miei affari, e sbarazzarmi di questa croce nella mia famiglia, non mi dispiacerebbe". (C. H. Spurgeon.)

5 SALMO 47

Salmi 47:5

Dio è salito con un grido.-La solennità dell'Ascensione di Cristo al trono della gloria:

(I.) Provate la verità di questa dottrina: che Cristo è salito o asceso

1.) Questo era tipificato sotto l'Antico Testamento dall'arca, che continuò in una condizione errante e incerta, riguardo al luogo della sua dimora, fino a quando fu portata sul Monte Sion e fissata nel santo dei santi

2.) Questo fu predetto dal profeta Salmi 110:1

3.) Questo è evidente dalla testimonianza di testimoni famosi Atti 1:11; 7:55, 56

4.) Ciò è confermato da molti testi della Scrittura Ebrei 1:3; 4:14; 8:1; 12:2

5.) Ciò appare dai frutti gloriosi e dalle conseguenze della Sua effettiva ascesa al trono della gloria, che sono apparsi agli occhi di tutta l'umanità

(II.) Mostrate che cosa c'è di importato in questa espressione del Suo salire

1.) La sua umiliazione volontaria Giovanni 3:13

2.) La sua incarnazione, o assunzione della natura dell'uomo

3.) Che Egli aveva terminato o terminato l'opera o il servizio per il quale era disceso in questo mondo inferiore

4.) La Sua risurrezione dai morti, per mezzo della quale Egli fu giustificato come Capo e Garante di un mondo eletto, e dichiarato Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità

5.) Che le porte della gloria, che erano state chiuse, furono di nuovo aperte dalla morte e dalla soddisfazione di Cristo

6.) Che Dio Padre si compiace perfettamente della persona e dell'impresa del nostro glorioso Redentore; perché, se non si fosse compiaciuto di lui, come avrebbe potuto dargli un'accoglienza così solenne dopo che la sua opera era compiuta?

7.) Che quando Cristo ascese, dopo aver terminato la nostra redenzione, fu ricevuto in cielo con l'applauso universale e l'ammirazione della compagnia trionfante

(III.) Parla della solennità dell'ascensione di Cristo

1.) Il luogo da cui è salito. Questo mondo, dove aveva incontrato un così cattivo intrattenimento

2.) Dove è salito. Egli è salito al terzo cielo, dove nessuna cosa impura può entrare; e i cieli lo conterranno fino al tempo della restaurazione di tutte le cose

3.) Al quale è salito Giovanni 20:17. Oh! quale soddisfazione infinita sarebbe per Lui tornare a Suo Padre, essere posseduto di quella gloria che aveva con Sé prima che il mondo fosse!

4.) Attraverso quale regione e attraverso quali territori salì

5.) Il suo argine o seguito che lo accompagnò quando salì. Questo sembra essere indicato Salmi 68:17

6.) Il bottino e i trofei che portò con sé quando salì

(1) La testa del serpente antico

(2) Le chiavi della tomba Apocalisse 1:18

(3) Il debito che dovevamo alla giustizia, ritirato e cancellato Colossesi 2:14

(4) La legge infranta riparata, sì, magnificata e resa onorevole dalla Sua obbedienza fino alla morte

(5) Le chiavi della casa di Davide, cioè un dominio assoluto, la sovranità e l'autorità sulla Sua Chiesa, e su tutte le creature per amore della Chiesa Isaia 22:22

7.) Per quanto riguarda la solennità dell'ascensione di Cristo, possiamo considerare che Egli salì con un grido. Chi erano coloro che hanno lanciato il grido? Non leggiamo altro che di uno sguardo profondo e silenzioso su di Lui mentre saliva da questo mondo inferiore Atti 1:9-11 ; Dov'erano, allora, le grida? Nella Chiesa trionfante, in mezzo a una moltitudine innumerevole di angeli, e gli spiriti dell'uomo giusto resi perfetti: questi figli di Dio gridavano di gioia quando vedevano il loro glorioso Capo della redenzione e della confermazione venire personalmente in mezzo a loro. Che tipo di grida c'erano in quella compagnia trionfante quando il Signore Gesù salì al Suo trono e al Suo regno?

(1) Un grido di approvazione

(2) Un grido di gioia e di letizia Apocalisse 19:7

(3) Un grido di lode e gratitudine Apocalisse 5:9

(4) Un grido di ammirazione e di adorazione tra la compagnia trionfante

(5) Un grido di vittoria e di trionfo tra la folla celeste

(IV.) Mostra cosa c'è nell'ascensione di Cristo che offre un tale terreno di trionfo

1.) Dio è salito con un grido, come nostro precursore, per aprire la via alla gloria, e per fare un rapporto di ciò che è stato fatto nei giorni della Sua umiliazione su questa terra Ebrei 6:20

2.) È salito come generale vittorioso per ricevere un trionfo dopo la battaglia

3.) Egli è salito come sposo per preparare un alloggio per la Sua sposa, e per provvedere adeguatamente per lei fino al giorno della consumazione del matrimonio Giovanni 14:2, 3

4.) Dio è salito con un grido nella nostra natura, come "il grande sommo sacerdote della nostra professione" Ebrei 4:14; 9:12; 10:21, 22

5.) Dio è salito nella nostra natura come "il nostro Avvocato presso il Padre" 1Giovanni 2:1

6.) Dio è salito come nostro Re esaltato

7.) Egli è salito sul monte Sion lassù, come il grande Pastore, per badare alle Sue pecore che vagano nel deserto

8.) Egli è salito come nostro glorioso Rappresentante per prendere possesso dell'eredità della vita eterna, finché i suoi coeredi, tutti i credenti che Egli rappresenta, Lo seguano

(V.) Utilizzazioni

1.) Di informazioni

(1) Guardate dunque che l'ignominia della Croce di Cristo è completamente cancellata

(2) Guarda quindi che nessuno debba pensare di essere disonorato soffrendo le cose più dure per amor Suo

(3) Vedete quindi quanto poco abbiano motivo i credenti di essere inquieti a causa della confusione di questo mondo inferiore, anche se il cielo e la terra si mescolavano, e i mari ruggivano. Ebbene, Dio è salito con un grido: Egli governa il mondo per amore della Chiesa, e quindi nulla può andare storto, "nessuna arma fabbricata contro Sion prospererà".

(4) Si veda quindi il parallelo o la similitudine tra l'ascensione di Cristo e la Sua venuta in giudizio

2.) Dei processi

(1) Hai ricevuto il Suo Spirito? Egli è uno Spirito santo, uno Spirito orante, uno Spirito di vita e di libertà, uno Spirito pubblico in un tempo di defezione; quando la casa di Cristo sarà trasformata in un covo di ladri, lo zelo della sua casa vi divorerà

(2) I vostri cuori saliranno spesso in alto dietro di Lui, come su ali d'aquila

3.) Di consolazione

(1) Lo seguirai ancora a lungo

(2) Non vorrai che i doni, le grazie e l'influenza dello Spirito ti sostengano e ti portino avanti nell'opera e nel servizio che Egli ha per te sulla terra

(3) Qui c'è conforto sotto tutte le tristezze e le sopracciglia degli uomini nel mondo per possedere Cristo, la Sua causa, il Suo regno, le Sue verità, le Sue vie e il Suo popolo

(4) Qui c'è conforto contro il timore del "leone ruggente, che va attorno cercando chi possa divorare".

(5) . Qui c'è il comfort; tutti gli angeli del cielo sono al tuo fianco, credente, tutti gli eserciti del cielo sono pronti a combattere la disputa della Sua Chiesa

(6) Qui sta la consolazione, la morte è disarmata del suo pungiglione e non può fare alcun male. Ebbene, Cristo portò con sé il pungiglione della morte, e l'armatura di questo re dei terrori quando salì con un grido. "Io ho le chiavi dell'inferno e della morte."

(7) Qui c'è la consolazione, la tua vita è ben protetta, credente. Ebbene, è nascosto in Colui che è salito con un grido Colossesi 3:3

(8) Qui c'è conforto, che tutte le dispensazioni provvidenziali del mondo stanno cooperando per il tuo bene

4.) Di esortazione

(1) Guardalo con l'occhio della fede sul trono

(2) Alzate le porte eterne dei vostri cuori, affinché questo Re della gloria possa entrare

(3) Venite con franchezza al trono della grazia

(4) Tutto il mondo, angeli, uomini e diavoli, lo riverisca e gli renda omaggio

(5) Bada di avere il dovuto riguardo per le leggi e le libertà della Sua casa, e gli interessi della Sua gloria e del Suo regno

(6) È forse salito con un grido? Allora non vergogniamoci mai di Lui davanti agli uomini, perché Egli è il nostro credito e il nostro ornamento; Egli non si vergogna di confessarci davanti a Suo Padre e davanti ai Suoi angeli

(7) Uniamoci alla solennità della Sua esaltazione, poiché essa non è ancora finita. Coloro che gridarono quando Egli salì per la prima volta in cielo dal Monte Oliveto, gridano di gioia fino ad oggi, e perciò uniamoci al concerto. (E. Erskine.)

7 SALMO 47

Salmi 47:7

Dio è il Re di tutta la terra; cantate lodi con intelligenza.- Canto di adorazione:

Gli inni aiutano a rendere più nobile l'adorazione di Dio e a visioni più chiare del Suo volto

(I.) Perché incarnano i pensieri e i sentimenti sacri di ispirare e vedere uomini e donne. Molti dei più grandi inni sono l'espressione lirica di grandi esperienze prodotte da alcune circostanze eccezionali della vita. Cowper, a causa della mancanza di strada del suo cocchiere, fu impedito di portare avanti un piano di autodistruzione che, in una stagione di grande depressione, aveva elaborato. Dopo la sua guarigione scrisse il noto inno, "Dio si muove in modo misterioso"; e si potrebbero fare molte altre illustrazioni simili

(II.) Esprimono grandi pensieri e sentimenti. Le parti più profondamente religiose dell'Antico Testamento sono i suoi libri poetici. Gli inni sono più commoventi dei manuali devozionali e il loro ritmo li fa aggrappare alla memoria

(III.) Hanno un nuovo potere attraverso la musica a cui sono sposati, e...

(IV.) Sono il veicolo più nobile per l'adorazione unita. (T. Garrett Horder.)

9 SALMO 47

Salmi 47:9

Gli scudi della terra appartengono a Dio, gli scudi di Dio.

"Gli scudi della terra", tutti veri protettivi, sono proprietà di Dio e sono della Sua creazione. Ma perché ho bisogno di uno scudo? Quali sono i miei pericoli e i miei nemici? Il fuoco della passione. Il dente affilato e rosicchiante della cura. La pressione sorda e pesante della monotonia. Il peso di un lavoro apparentemente non corrisposto. La lumaca dell'accidia. La falena dell'indifferenza. La ruggine del disprezzo. Il terribile peso di accumulare anni. Se voglio essere protetto contro questi pericoli, ho bisogno di una varietà di scudi, e "gli scudi della terra appartengono a Dio". Ha scudi per ogni tipo di pericolo; non c'è angolo non protetto che sia stato trascurato da nostro Signore. I nostri pericoli cambiano le loro sembianze con il mutare delle stagioni e con il gradiente della nostra epoca. Nella giovinezza troviamo spesso il nostro antagonismo nella "concupiscenza della carne". Contro questa passione divorante abbiamo bisogno di uno scudo! Nel fiore degli anni "la concupiscenza della carne" si trasforma in "concupiscenza degli occhi" e forse matura in "orgoglio della vita". La passione si converte in avidità, e l'avidità si raffina in vanità. Se vogliamo resistere a queste fascinazioni fatali, abbiamo bisogno di uno scudo! Nell'età siamo in pericolo a causa delle nostre disillusioni. Lo scopo incompiuto diventa una trappola. L'ideale radioso non sembra più vicino alla conquista, e le nostre povere conquiste ci guardano con sconcertante scherno. Allora siamo inclini a diventare acidi e scorbutici, e la vita può passare in una solitudine impoveriente. Se vogliamo essere protetti da questi pericoli, abbiamo bisogno di uno scudo! E per tutta la nostra vita, dalla prima giovinezza all'estrema vecchiaia, il nostro corso si snoda attraverso pericoli di varietà eccessivamente mutevoli. Con questi ambienti di continuo pericolo, cosa faremo? Dobbiamo cercare uno scudo adeguato, e "gli scudi della terra appartengono a Dio". Guardiamone due o tre

(I.) Lo scudo degli spiriti buoni. Spesso diciamo di un uomo: "Il suo buon umore era la sua salvezza". C'era una certa allegra radiosità di spirito nella sua vita. Era posseduto da un'immancabile allegria e genialità, vedeva tutto attraverso il suo calore. Il suo calore era il suo scudo, e per mezzo di esso era liberato da mille insidie. Da dove prendeva il suo calore? "Gli scudi della terra appartengono a Dio". Ho conosciuto spesso uomini che hanno attraversato una stagione di novembre della vita in cui altre persone non hanno trovato altro che freddo e tristezza, ma la loro vita è stata così posseduta dallo spirito della genialità, che il canto degli uccelli non sembrava mai essere silenzioso, e l'atmosfera era sempre profumata di primavera. Charles Kingsley passò attraverso molte stagioni di novembre; Le prove e le persecuzioni non erano assenti ai suoi giorni, eppure il suo buon umore abbondava sempre, e per mezzo del suo buon umore l'oscurità era sempre illuminata. Da dove prendono questi buoneri? Li ottengono dal Signore. Appena fuori Buda Pesth c'è ora una sorgente di acqua calda continua, che sta praticamente soddisfacendo i bisogni di un'intera popolazione. La perforazione è stata continuata fino alla profondità di cinquemila piedi, e la molla geniale è stata sciolta. Non è parabolico? Se vogliamo le molle geniali, dobbiamo andare fino alle profondità necessarie; non dobbiamo essere personaggi di superficie, o le nostre acque si raffredderanno nel primo giorno di un freddo novembre. Dobbiamo scavare a fondo. Dobbiamo arrivare fino a Dio, e quando entreremo in comunione con Lui, la Sua acqua sarà in noi una "fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna".

(II.) Lo scudo della santità. Il puro attrae il puro e resiste all'impuro. Ma la vita deve essere scrupolosamente pura! Deve essere sano. Le nostre consacrazioni imperfette sono i nostri pericoli; Sono come superfici increspate e rugose in cui si nasconde facilmente l'impurità. La santità non si macchia. Posa il tuo dito sporco sulla porcellana morbida e non finita, e prenderà l'impronta del tuo tocco contaminante. Ma ponete il dito sulla ceramica splendente, finita, perfezionata, e la sostanza non prenderà la macchia. Il virus che viene inoculato per la prevenzione del vaiolo spesso "non prende"; Il corpo è così sano che non offre alcun punto d'appoggio all'invasore! E sicuramente questo è ciò di cui abbiamo bisogno nello spirito! Abbiamo bisogno di uno spirito così sano che le cattive suggestioni non "accettino". "L'integrità e la rettitudine mi preservino". Questo è lo scudo di cui abbiamo bisogno! Come possiamo ottenerlo? Dovremo andarcene dal Signore e, con profonda umiltà di spirito, pregare affinché Egli ci comunichi la Sua salute salvifica

(III.) Lo scudo della fede. "Lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno". Quali sono i pericoli? "Dardi": esperienze taglienti, improvvise, feroci; "dardi infuocati": esperienze acute che ci vengono in calore; "Dardi infuocati del maligno": esperienze acute nella natura delle tentazioni peccaminose che ci vengono nei momenti febbrili della nostra vita. Sono provocatori di collera, impazienza, avventatezza e ripicca peccaminosa. Di cosa abbiamo bisogno come nostro protettivo? "Lo scudo della fede". La fede dà tranquillità. "Non sia turbato il tuo cuore, credi!" Dove la fede è salda, il cuore è liberato dalla distrazione e rimane in una pace feconda. La fede dà raccoglimento. I nostri poteri non sono più una folla turbolenta, ma un'assemblea deliberante. Un uomo non è "tutto sei e sette", è un'unità vivente, tutte le sue forze cooperano in graziosa armonia. Questo è lo scudo di cui abbiamo bisogno. Dove possiamo trovarlo? Dobbiamo andare al Signore nostro Salvatore, e con semplicità di spirito dobbiamo esortare a Lui la preghiera dei discepoli dell'antichità: "Signore, accresci la nostra fede". (J. H. Jowett, M.A.)

La legge di protezione:

Il testo ha una particolare appropriatezza per i tempi difficili, e in tempi difficili la Chiesa lo ha spesso ricordato e verificato. Quando è stata minacciata e terrorizzata, braccata e tormentata, resa vittima della tirannia terrena, oggetto di assalti terreni, la Chiesa ha scoperto che proprio dove c'era il pericolo terreno, c'era anche lo scudo terreno, innalzato, avvicinato e reso disponibile da Colui che è il Sovrano della terra, per l'assistenza della Sua causa e la salvaguardia del Suo popolo

(I.) Lo scudo politico è nelle mani di Dio. Ci riferiamo all'influenza protettiva del buon governo. Quale benedizione ineffabile, ma spesso dimenticata, è la benedizione di una costituzione civile e illuminata, considerata semplicemente come uno scudo! E' il principio e l'orgoglio di un buon governo come il nostro che mira a gettare il suo schermo protettivo su forti e deboli, ricchi e poveri allo stesso modo, cercando di fare giustizia aperta ed equa a tutti, senza favoritismi e senza paura. Ebbene, lo scudo politico è nelle mani di Dio. È Lui che lo nomina, lo mantiene e lo dirige quando si presenta il bisogno o il pericolo lo richiede. Qual è la lezione pratica? Innanzi tutto, si riconosca la potenza di Dio e la gratitudine per la bontà di Dio nell'estendere un tale scudo, così vicino, così ampio, così forte; stabilendo così le nostre linee in luoghi ameni e assegnandoci una buona eredità. Si preghi per la benedizione di Dio, affinché coloro che compongono quello scudo, le menti viventi che pianificano, le mani viventi che eseguono, possano prestarsi sempre di più all'influenza di uno spirito cristiano e al raggiungimento dei fini cristiani

(II.) Lo scudo domestico è nelle mani di Dio. Ci riferiamo all'influenza protettiva di una casa pia. La casa è casa, in verità, solo quando circonda il ragazzo o la ragazza che cresce con un'intera investitura di influenze pure e affettuose - azioni gentili, parole gentili, pensieri gentili - e forma così un padiglione tranquillo, dove la giovane vita può sentirsi al sicuro. Che i genitori non si preoccupino di pene, non risparmino espedienti che tendano a mantenere questo sentimento, e a tirare e tenere insieme i loro figli all'ombra di quella salvaguardia che chiamiamo casa. E tutti, genitori o figli, ricordino che, come gli altri scudi, lo scudo di una felice casa cristiana è nelle mani di Dio. È Dio che lo erige . È Dio che lo tiene insieme. Perciò, in tutto ciò che riguarda la nostra casa, che Dio abbia la guida e che Dio abbia la gloria

(III.) Gli scudi sociali sono nelle mani di Dio. Qui passiamo a un altro influsso protettivo della vita, e notiamo il potere conservatore delle istituzioni utili e benefiche. Viviamo in un'epoca di organizzazioni. Sono con noi da ogni parte: organizzazioni filantropiche, morali, religiose. Abbiamo le nostre società per la promozione della salute, la diffusione della letteratura, l'aumento della temperanza, la conservazione della purezza. E tutti questi sono scudi, o sono destinati ad essere scudi, per i giovani, gli innocenti, i deboli, i tentati e i penitenti. Il punto che dovremmo sempre notare è questo, che sono scudi nelle mani di Dio. Il fatto è indicativo di due cose che facciamo bene a tenere costantemente a mente

1.) Tali salvaguardie devono la loro origine alla rivelazione divina. La filantropia scaturisce dalle pianure della Galilea, dove il Salvatore nutriva gli affamati e guariva le malattie della moltitudine

2.) Devono la loro efficienza alla grazia divina. Una croce bianca non manterrà un uomo puro; ancora una volta, è solo un simbolo e un'espressione: ciò che lo salverà e lo preserverà è la stessa grazia di Dio

(IV.) Gli scudi fisici sono nelle mani di Dio. Tra gli influssi protettivi della vita c'è l'influenza dei poteri e dei processi della legge naturale. Pensate a queste influenze nel loro senso più ampio e generale come a una protezione e a un beneficio per la razza in generale. Quanto meravigliosamente la forza bilancia la forza, e il principio integra o le guance il principio! - il grande e grandioso risultato è la sicurezza e la stabilità dell'ordine naturale a cui apparteniamo, e la sicurezza e la stabilità di noi stessi in mezzo ad esso. Crediamo in una Provvidenza che custodisca i piedi dei santi e, se necessario per la loro custodia, possa fare della natura stessa un ministro della grazia. Un amico scrive così in una lettera: "Ti ho raccontato della mia fuga dall'annegamento l'anno scorso a Derwentwater, dopo il mio ritorno dalla Bretagna? La mia canoa si è capovolta. Ma gli angeli che tolgono alcune pietre possono metterci dentro altre pietre quando necessario. Così sono stato preservato!"

(V.) Gli scudi spirituali sono nelle mani di Dio. Scegliamo, come ultimo esempio, la protezione offerta dalle preghiere e dalla presenza dei santi. È un pensiero fruttuoso e stimolante! Infatti, come salgono le suppliche dei santi, dall'assemblea pubblica, dal focolare domestico, dalla solitudine e dalla segretezza delle camere private e dei cuori privati, per una razza assediata dal dolore e contaminata dal peccato, esse interpongono una vera e solida barriera tra coloro per i quali intercedono e i pericoli che li circondano. Il mondo di Tim deve loro più di quanto sappia. Perché la rabbia è contenuta? Perché il castigo viene ritardato? Spesso per amore dei santi. Possa Colui nelle cui mani sono gli scudi della terra continuare questo scudo, lo scudo dell'intercessione seria e fedele, finché coloro che sono al riparo sotto la sua ombra facciano pace con Lui, e diventino a loro volta intercessori! (W. A. Gray.)

Tesoro di Davide:

Salmi 47

1 IL TESORO DI DAVIDE

AUTORE PRINCIPALE CHARLES H. SPURGEON

SALMO 47

Titolo. Al capo musicista. Molte canzoni sono state dedicate a questo leader del coro, ma non ne è stato sovraccaricato. Il servizio di Dio è una tale delizia che non può stancarci; e quella parte più preziosa, il canto delle sue lodi, è così piacevole che non possiamo averne abbastanza. Senza dubbio, il primo musicista, poiché gli erano stati commissionati tanti canti sacri, sentiva che più erano e meglio era. Un salmo per i figli di Core. Non possiamo essere d'accordo con coloro che pensano che i figli di Cora siano stati gli autori di questi Salmi; hanno tutte le indicazioni della paternità di Davide che ci si potrebbe aspettare di vedere. Il nostro orecchio si è abituato al suono delle composizioni di Davide, e siamo moralmente certi di sentirlo in questo Salmo. Ogni esperto rileverebbe qui l'autografia del Figlio di Iesse, altrimenti ci sbagliamo di grosso. I Figli di Cora cantarono questi Salmi, ma noi crediamo che non siano stati loro a scriverli. Cantori adatti erano coloro la cui origine ricordava loro il peccato, la cui esistenza era una prova della grazia sovrana e il cui nome ha una stretta connessione con il nome del Calvario.

Oggetto. Sarebbe difficile decidere se l'argomento immediato di questo Salmo fosse il trasporto dell'arca dalla casa di Obededom al monte Sion, o la celebrazione di qualche vittoria memorabile. Poiché anche i medici differiscono, chi dovrebbe dogmatizzare? Ma è molto chiaro che sia l'attuale sovranità di Geova, sia le vittorie finali di nostro Signore, sono qui opportunamente cantate, mentre la sua ascensione, come profezia di esse, è dolcemente glorificata.

Divisione. In un Salmo così breve, non c'è bisogno di nessun'altra divisione se non quella indicata dalla pausa musicale alla fine di Salmi 47:4.

ESPOSIZIONE

Salmi 47:1.== Oh batti le mani. I segni di esultanza più naturali e più entusiastici devono essere usati in vista delle vittorie del Signore e del suo regno universale. La nostra gioia in Dio può essere dimostrativa, eppure Egli non la biasimerà. Voi tutti. La gioia si estenderà a tutte le nazioni; Israele può guidare l'avanguardia, ma tutti i Gentili devono seguirlo nella marcia del trionfo, perché hanno una parte uguale in quel regno dove non c'è né Greco né Giudeo, ma Cristo è tutto e in tutti. Anche ora, se solo lo sapessero, la migliore speranza di tutte le nazioni è che Geova domini su di loro. Se non possono parlare tutti la stessa lingua, il linguaggio simbolico delle mani possono usare tutti. Tutti i popoli saranno governati dal Signore negli ultimi giorni, e tutti esulteranno in quel regno; se fossero saggi, si sottometterebbero ad essa ora, e si rallegrerebbero di farlo; Sì, battevano le mani in estasi al pensiero. Gridate, lasciate che le vostre voci si accordino con le vostre mani. A Dio, che Egli abbia tutti gli onori del giorno, e che siano rumorosi, gioiosi, universali e indivisi. Con la voce del trionfo, con suoni felici, consoni a vittorie così splendide, a un Re così grande, a un governo così eccellente e a sudditi così felici. Molte sono lingue umane, eppure le nazioni possono trionfare come con una sola voce. Il punto di vista della fede sul governo di Dio è pieno di mezzi di trasporto. La prospettiva del regno universale del Principe della Pace è sufficiente a far cantare la lingua dei muti; Quale sarà la realtà? Ben potrebbe il poeta delle stagioni invitare le montagne e le valli a innalzare il loro gioioso inno -

"Poiché il GRANDE PASTORE regna,

E il suo regno insopportabile verrà ancora".

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmo intero. Alcuni hanno applicato questo Salmo all'ascensione di Cristo, ma esso parla della sua seconda venuta. Il Potente siede pacificamente sul suo trono. Ci si riferisce a Salmi 45:1-17 = Andrew A. Bonar.

Salmi 47:1.== Battete le mani, popolo tutti; grida a Dio con voce di trionfo. Questo dovrebbe essere fatto, 1. Battete le mani allegramente , perché questo è un segno di gioia interiore, Naum 3:19. 2. Universalmente: "O battete le mani, popolo tutti." 3. Vocalmente: Grida a Dio con voce di trionfo. 4. Frequentemente: "Cantate lodi a Dio, cantate lodi: cantate lodi al nostro Re, cantate lodi", Salmi 47:6 ; e ancora "cantate lodi", Salmi 47:7. Non può essere fatto troppo frequentemente. 5. Consapevolmente e discretamente: "Cantate lodi con intelligenza"; conoscete il motivo per cui dovete lodarlo. Adam Clarke.

Salmi 47:1.== O batti le mani, ecc. Tali espressioni di pio e devoto affetto come per alcuni possono sembrare indecenti e imprudenti, ma non dovrebbero essere frettolosamente censurate e condannate, tanto meno ridicolizzate; perché se vengono da un cuore retto, Dio accetterà la forza dell'affetto, e scuserà la debolezza delle sue espressioni. Matteo Enrico.

Salmi 47:1.== Oh batti le mani. La voce della melodia non deve essere pronunciata tanto con la lingua, quanto con le mani, ma sono le nostre opere, non le nostre parole, con cui Dio deve essere lodato. Come fu in lui il modello che dobbiamo seguire: "Gesù faceva e insegnava". J. M. Neale.

Salmi 47:1.== Voi tutti. = Popoli, al plurale. Qui è usato per chiamare sia gli Ebrei che i Gentili - tutte le nazioni. William S. Plumer.

Salmi 47:1.== Grida a Dio. = Jubilate Deo: in Dio, e riguardo a Dio, e in onore di Dio. Non li eccita alla gioia carnale. Martin Geier.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 47:1. Espressioni di gioia insolite ed entusiaste quando giustificabili e persino desiderabili.

Salmi 47:1-4. La gioia è il vero spirito di adorazione. 1. Gioia nel carattere di Dio. 2. Nel suo regno. 3. Nei trionfi del suo vangelo. 4. In suo favore ai suoi santi.

OPERE SUL SALMO QUARANTASETTESIMO

Nelle Opere di JOHN BOYS, 1626, folio, pp. 931-937, c'è un'esposizione di questo Salmo.

2 ESPOSIZIONE

Salmi 47:2.== Poiché il Signore, o GEOVA, l'unico Dio che esiste da sé; Altissimo, grandissimo in potenza, eccelso in dominio, eminente in sapienza, elevato in gloria. È terribile, nessuno può resistere al suo potere o resistere alla sua vendetta; eppure, poiché questi terrori sono esercitati per conto dei suoi sudditi, sono buoni motivi per rallegrarsi. L'onnipotenza, che è terribile da schiacciare, è onnipotente da proteggere. A una grande rassegna delle truppe di un grande principe, tutti i suoi fedeli sudditi sono pieni di trionfo, perché il loro signore è così abile a difendere i suoi, e così tanto temuto dai suoi nemici. Egli è un grande Re su tutta la terra. Non solo sulla Giudea, ma anche sulle isole più estreme si estende il suo regno. Il nostro Dio non è una divinità locale, non è un piccolo sovrano di una tribù; Con infinita maestà governa il regno più potente come arbitro assoluto del destino, unico monarca di tutte le terre, Re dei re e Signore dei signori. Nessun borgo o isolotto è escluso dal suo dominio. Quanto sarà gloriosa quell'epoca quando questo sarà visto e conosciuto da tutti; quando nella persona di Gesù ogni carne contemplerà la gloria del Signore!

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 47:2.== Poiché l'Eterno altissimo è terribile; Egli è un grande Re su tutta la terra. La chiesa celebra l'ascensione di Cristo, perché allora egli fu "altamente esaltato"; poi divenne terribile per i suoi nemici, e allora egli cominciò a mostrare l'eccellente maestà del suo regno universale, al quale fu allora inaugurato, venendo incoronato "Re dei re e Signore dei signori". George Horne.

Salmi 47:2.== Il Signore altissimo è terribile. Cristo è terribile, cioè pauroso, o degno di essere temuto, non dei suoi figli solo per il loro bene, ma anche dei malvagi per la loro punizione; terribile per il diavolo, perché è più forte di lui, che scaccia il principe delle tenebre con il dito di Dio. Luca 11:22; Giovanni 12:31. E perciò, appena uno spirito immondo vide Gesù, gridò: «Che c'è da fare noi con te, Gesù di Nazaret? Sei venuto per distruggerci?" Marco 1:24 ; o come altri diavoli, Matteo 8:29, "Sei tu venuto qui per tormentarci prima del tempo?" perché i diavoli nel credere tremano. Terribile per gli ipocriti e per gli altri empi agenti del diavolo, come avere in mano il suo ventaglio per pulire il suo pavimento e per raccogliere il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile. Matteo 3:12. O Cristo è excelsus in potentia, terribilis in justitia; alto in potere e timoroso nella giustizia, alto nell'esaltare i buoni e terribile nell'umiliare i cattivi. John Ragazzi.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 47:1-4. La gioia è il vero spirito di adorazione. 1. Gioia nel carattere di Dio. 2. Nel suo regno. 3. Nei trionfi del suo vangelo. 4. In suo favore ai suoi santi.

Salmi 47:2. I terrori del Signore visti dalla fede come un argomento di gioia.

Salmi 47:2 = (seconda clausola). Il regno universale di Cristo così com'è e come sarà.

3 ESPOSIZIONE

Salmi 47:3.== Egli, con il quale c'è un potere infinito, sottometterà il popolo sotto di noi. La battaglia non è nostra, ma del Signore. Si prenderà il suo tempo, ma certamente otterrà la vittoria per la sua chiesa. La verità e la giustizia saliranno all'ascendente per grazia mediante la grazia. Noi conduciamo una guerra senza dubbio. I cuori più ribelli e le volontà più ostinate si sottometteranno a ogni grazia conquistatrice. Tutto il popolo del Signore, sia Giudei che Gentili, può battere le mani a questo, perché la vittoria di Dio sarà la sua; Ma sicuramente gli apostoli, i profeti, i ministri e coloro che soffrono e lavorano di più, possono prendere la parte più grande nella gioia. L'idolatria, l'infedeltà, la superstizione, noi la calpesteremo ancora, come gli uomini calpestano le pietre della strada. E le nazioni sotto i nostri piedi. La Chiesa di Dio sarà la più grande delle monarchie, la sua vittoria sarà chiara e decisiva. Cristo prenderà su di sé la sua grande potenza e regnerà, e tutte le tribù degli uomini avranno in lui la sua gloria e la gloria del suo popolo. Come cambierà la situazione delle cose nei secoli a venire! Il popolo di Dio è stato sotto i piedi degli uomini in lunghe e crudeli persecuzioni e in disprezzo quotidiano; ma Dio capovolgerà la situazione, e il migliore nel carattere sarà il primo nell'onore.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 47:3.== Egli sottometterà i popoli che sono sotto di noi e le nazioni che sono sotto i nostri piedi. La conseguenza dell'ascensione di nostro Signore fu l'emanazione della Parola che tutto soggiogava, sotto l'influenza e la direzione della quale, le nazioni convinte e convertite rinunciarono ai loro idoli e alle loro concupiscenze, e piegarono il loro collo volenteroso al giogo di Gesù. Questa è la grande conquista, preannunciata dalle vittorie di Giosuè, di Davide e di tutti i fedeli eroi dell'antichità, e predetta in un linguaggio preso in prestito dalla loro storia. George Horne.

Salmi 47:3.== Egli sottometterà il popolo sotto di noi, ecc., o guiderà come pecore, o condurrà all'ovile; come i diversi rendono la parola, confrontando Isaia 5:17 Michea 2:12. Sembra che parli di una tale sottomissione di loro, come era per il bene del popolo sottomesso, perché questo è motivo di gioia per loro, Salmi 47:1 ; il che è vero sia per queste persone che Davide sottomise, che in tal modo ebbero opportunità, obblighi e incoraggiamenti per possedere e adorare il vero Dio, che era l'unico modo per la loro vera e duratura felicità; e specialmente di quei Gentili che furono sottomessi a Cristo mediante la predicazione del vangelo. I convertiti Gentili furono in qualche modo portati sotto gli Ebrei, perché erano sottomessi a Cristo e ai suoi apostoli, e alla chiesa primitiva, che erano Ebrei. Matteo Poole.

Salmi 47:3.== E le nazioni sotto i nostri piedi. Con questo modo di parlare si intende che i Gentili dovrebbero essere studiosi, e gli Ebrei maestri di scuola, per così dire per loro; poiché sedersi sotto i piedi, o ai piedi, è usato nella Scrittura per essere uno studioso, o imparare, come Atti 22:3 = Thomas Wilcocks.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 47:1-4. La gioia è il vero spirito di adorazione. 1. Gioia nel carattere di Dio. 2. Nel suo regno. 3. Nei trionfi del suo vangelo. 4. In suo favore ai suoi santi.

Salmi 47:3. La speranza della vittoria per la chiesa. Che cosa sarà sottomesso? Per mezzo di chi? Noi. Con il potere di chi? Lui. Quando sarà compiuto? Qual è il suo segno? L'ascensione, Salmi 47:5.

Salmi 47:3.

1. Il trionfo finale dei santi. Tutti i nemici furono sottomessi sotto di loro in terra e all'inferno, dentro e fuori.

1. Gradualmente.

2. Completamente.

2. Il potere con cui viene realizzato. Egli dovrà, ecc.

1. Non senza mezzi.

2. Non solo con i mezzi.

3. Ma con mezzi stabiliti, resi potenti dall'energia divina. G. R.

4 ESPOSIZIONE

Salmi 47:4. Anche se non vediamo ancora tutte le cose sotto di lui, siamo lieti di mettere noi stessi e le nostre fortune a sua disposizione. Egli sceglierà per noi la nostra eredità. Sentiamo che il suo regno è così benevolo che anche ora chiediamo di esserne sudditi al massimo grado. Sottomettiamo la nostra volontà, la nostra scelta, il nostro desiderio, interamente a Lui. Lasciamo a lui la nostra eredità qui e nell'aldilà, che faccia di noi ciò che gli sembra bene. L'eccellenza di Giacobbe che egli amava. Egli ha dato al suo antico popolo la sua parte, ci darà la nostra, e noi non chiediamo di meglio; questo è il modo più spirituale e reale di battere le mani a causa della sua sovranità, cioè di lasciare tutti i nostri affari nelle sue mani, perché allora le nostre mani sono vuote di ogni cura per noi stessi, e libere di essere usate in suo onore. Egli era il vanto e la gloria d'Israele, è e sarà nostro. Amò il suo popolo e divenne la sua più grande gloria; Egli ci ama e sarà la nostra gioia immensa. Per quanto riguarda gli ultimi giorni, non chiediamo niente di meglio che stare nella sorte che ci è stata assegnata, perché se abbiamo solo una parte nel nostro Signore Gesù, è sufficiente per i nostri desideri più grandi. La nostra bellezza, il nostro vanto, il nostro tesoro più bello, sta nell'avere un Dio in cui confidare, un Dio che ci ami. Selah. Sì, fermatevi, fedeli cantori. Qui c'è abbondante spazio per la sacra meditazione -

"Medita un po', pensiero obbediente,

Ecco, il tema è pieno di estasi;

Guarda il tuo Re, il cui regno si estende

Anche fino ai confini più remoti della terra.

Volentieri le nazioni possederanno

Lui solo il loro Dio e Signore;

battono le mani con santa allegria,

Salutalo MONARCA DELLA TERRA.

Vieni, anima mia, davanti a lui inchinati,

Tu il più felice dei suoi sudditi;

Lascia la tua parte alla sua scelta,

Nel suo sovrano si rallegrerà,

Questa la tua più pura, più profonda beatitudine,

Lui è tuo e tu sei suo".

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 47:4.== Egli sceglierà. I futuri sono resi in vari modi, e di conseguenza il latino, il siriaco e l'arabo volgari rendono questa parola: Egli ha scelto. Matteo Poole.

Salmi 47:4.== Egli sceglierà per noi la nostra eredità. Si narra di una donna alla quale, essendo malata, fu chiesto se fosse disposta a vivere o a morire; ella rispose: "Cosa che Dio gradisce". Ma, disse uno, se Dio dovesse riferirlo a te, quale sceglieresti? «In verità», rispose lei, «glielo riferirei di nuovo». Così quell'uomo ottiene la sua volontà da Dio, la cui volontà è sottomessa a Dio. Non dobbiamo essere turbati dal fatto di non avere più nulla da Dio, ma dobbiamo essere turbati dal fatto che non facciamo più nulla per Dio. Cristiani, se il Signore si compiace della vostra persona, non dovreste voi essere contenti delle vostre condizioni? C'è più ragione per cui dovresti essere contento di loro, che lui dovrebbe essere contento di te. I credenti devono essere come pecore che cambiano i loro pascoli secondo la volontà del pastore; o come recipienti in una casa, che stanno per essere riempiti o svuotati a piacere del loro proprietario. Colui che naviga sul mare di questo mondo nel suo fondo, alla fine affonderà in un oceano senza fondo. Non c'erano mai stati intagliatori propri, ma erano sicuri di tagliarsi le dita. William Secker.

Salmi 47:4.== Egli sceglierà la nostra eredità per noi, significa che colui che sa ciò che è meglio per noi di noi stessi, ha scelto, cioè, ha stabilito, e quella della sua buona volontà e misericordia verso di noi, la nostra eredità; Non solo le cose si addicono a questa vita, come le terre, le case, i possedimenti, ecc., ma anche tutte le altre cose che riguardano la speranza di una vita migliore, vale a dire, un regno che non può essere scosso, una dimora eterna e un'eredità che è immortale e incontaminata e non appassisce, riservata per noi in cielo. John Ragazzi.

Salmi 47:4.== L'eccellenza (o gloria) di Giacobbe, che egli amava; cioè, anche tutte quelle cose eccellenti che egli diede e promise a Giacobbe, nelle quali egli potesse gloriarsi e gioire. I fedeli intendono dire che avevano tanto grande, sia l'abbondanza che la certezza della grazia e della bontà di Dio, come sempre ebbe Giacobbe. Thomas Wilcocks.

Salmi 47:4. Può darsi che tu sia pio e povero. Va bene; ma sai tu dire se, se non fossi povero, saresti pio? Sicuramente Dio ci conosce meglio di noi, e quindi può adattare meglio il patrimonio alla persona. Giles Fletcher.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 47:1-4. La gioia è il vero spirito di adorazione. 1. Gioia nel carattere di Dio. 2. Nel suo regno. 3. Nei trionfi del suo vangelo. 4. In suo favore ai suoi santi.

Salmi 47:4. Questo comprende il tempo e l'eternità. È una questione di fatto, di santa acquiescenza, di desiderio, di gratitudine.

Salmi 47:4.

1. Dio è disposto a scegliere la nostra eredità per noi nel tempo e nell'eternità.

2. La sua scelta è migliore della nostra: l'eccellenza di Giacobbe.

3. Ci lascerà alle conseguenze della nostra scelta.

4. Ci aiuterà a ottenere ciò che sceglie per noi.

G. R.

5 ESPOSIZIONE

Salmi 47:5.== Dio è salito con un grido. La fede sente il popolo che già grida. Il comando del primo versetto è qui considerato come un fatto. La battaglia è finita, il conquistatore sale sul suo carro trionfante e cavalca fino alle porte della città che risplende della gioia del suo ritorno. Le parole sono pienamente applicabili all'ascensione del Redentore. Non dubitiamo che gli angeli e gli spiriti glorificati lo abbiano accolto con acclamazioni. Non è venuto senza aver cantato, dobbiamo immaginare che sia tornato in silenzio? Il Signore con il suono di una tromba. Gesù è Geova. Il gioioso suono della tromba preannuncia lo splendore del suo trionfo. Era il momento di accogliere con musica marziale chi tornava dalle guerre. Appena arrivato da Bozra, con le sue vesti tutte rosse per il torchio, salì, conducendo prigioniero la prigionia, e ben avrebbe potuto far risuonare la tromba di tromba la notizia del ritorno vittorioso di Emmanuele.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 47:5.== Dio è salito con un grido, il Signore con il suono di una tromba. È degno (come suggerisce Origene) che questa menzione del grido, e della voce della tromba, serva a collegare insieme gli eventi passati e futuri nella storia della chiesa e del mondo, e a portare avanti i nostri pensieri verso la venuta di Cristo al giudizio. Cristoforo Wordsworth.

Salmi 47:5. Tu hai grande ragione, o anima mia, di lodarlo e di gioire davanti a lui, soprattutto se consideri che Cristo è asceso non per se stesso, ma anche per te: è Dio nella nostra natura che è salito al cielo: tutto ciò che Dio ha agito sulla persona di Cristo, l'ha fatto come per te, e intende agire lo stesso su di te. Cristo come persona pubblica è asceso al cielo; il tuo interesse è in questa stessa ascensione di Gesù Cristo; e perciò consideri la tua testa come svettante? Oh, ogni membro lodi il suo nome; La tua lingua (chiamata la tua gloria) si glori di questo, e strombazzi la sua lode, affinché sia verificato il rispetto del tuo dovere: "Cristo è salito con un grido, il Signore con suono di tromba". = Isacco Ambrogio.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 47:5. L'ascensione. La sua pubblicità, solennità, trionfo, gioia. Chi è salito. Dove è salito. A cosa è salito. Per quale scopo. Con quale risultato.

6 ESPOSIZIONE

Salmi 47:6.== Canta le lodi. Che giubilo c'è qui, quando cinque volte su tutta la terra si è chiamati a cantare a Dio! Egli è degno, è il Creatore, è la bontà stessa. Cantate lodi, continuate con il lieto lavoro. Non lasciare mai che la musica si fermi. Non smette mai di essere buono, non cessiamo mai di essere grati. Strano che abbiamo bisogno di tante sollecitazioni per partecipare a un esercizio così celeste. Cantate lodi al nostro Re. Che Egli abbia tutta la nostra lode, nessuno dovrebbe averne nemmeno una particella. Gesù avrà tutto. Che la sua sovranità sia fonte di gioia. È un attributo sublime, ma pieno di beatitudine per i fedeli. Che il nostro omaggio non sia reso con gemiti ma con canzoni. Non chiede schiavi di abbellire il suo trono; non è un despota; Il canto è un omaggio adatto a un monarca così benedetto e grazioso. Tutti i cuori che possiedono il suo scettro cantino e cantino in eterno, poiché c'è una ragione eterna per rendere grazie mentre dimoriamo all'ombra di un tale trono.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Nessuno.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 47:6. L'importanza del canto sacro. La ripetizione rimprovera la nostra pigrizia e implica che la serietà, la frequenza, il piacere e l'universalità dovrebbero caratterizzare le lodi offerte.

7 ESPOSIZIONE

Salmi 47:7.== Poiché Dio è il Re di tutta la terra. Gli ebrei del tempo del nostro Salvatore si risentirono di questa verità, ma se i loro cuori fossero stati retti se ne sarebbero rallegrati. Avrebbero tenuto per sé il loro Dio, e non avrebbero nemmeno permesso ai cani gentili di mangiare le briciole da sotto la sua tavola. Ahimé! Come l'egoismo trasforma il miele in assenzio. Geova non è solo l'Iddio dei Giudei, tutte le nazioni della terra, per mezzo del Messia, devono ancora possederlo Signore. Nel frattempo il suo trono provvidenziale governa tutti gli eventi sotto il cielo. Cantate le lodi con comprensione. Canta un salmo didattico. La sana dottrina loda Dio. Anche sotto l'economia dei tipi e delle cerimonie, è chiaro che il Signore aveva riguardo per la spiritualità dell'adorazione, e sarebbe stato lodato con riflessione, intelligenza e con profondo apprezzamento del motivo del canto. C'è da temere dal modo sciatto in cui alcuni fanno rumore nel cantare, che immaginano che qualsiasi suono vada bene. D'altra parte, dalla grande attenzione prestata da alcuni alla mera musica, siamo tristemente sicuri che il senso non ha alcun effetto su di loro. Non è un peccato solleticare le orecchie degli uomini con suoni quando professiamo di adorare il Signore? Che cosa ha a che fare con la devozione il piacere sensuale degli organi, degli inni, ecc.? Gli uomini non confondono gli effetti fisici con impulsi spirituali? Non offrono spesso a Dio ceppi molto più calcolati per il divertimento umano che per l'accettazione divina? Una comprensione illuminata dallo Spirito Santo è allora e solo allora pienamente in grado di offrire una lode degna.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 47:7.== Dio infatti è il Re di tutta la terra, come se avesse detto: "Il nostro Re, ho detto? è troppo poco; egli è il Re di tutta la terra.John Trapp.

Salmi 47:7.== Cantate lodi con intelligenza. Come possiamo innalzare la melodia a Dio nel nostro cuore cantando i Salmi? Dobbiamo cantare con comprensione. Non dobbiamo farci guidare dal tempo, ma dalle parole del Salmo; dobbiamo pensare alla materia più che alla musica, e considerare ciò che cantiamo, così come il modo in cui cantiamo; la melodia può influenzare la fantasia, ma è la materia che colpisce il cuore, e che Dio guarda principalmente. Il salmista ci consiglia in questo particolare, e così fa l'apostolo 1Corinzi 14:15. Altrimenti questo dolce dovere sarebbe più opera di un corista che di un cristiano, e noi saremmo più deliziati in un inno fatto dal musicista, che in un salmo fatto dallo Spirito. A. Lapide osserva che nel testo, 1Corinzi 14,15, la parola intelletto è maschil, ( משׂכיל), giudizio profondo: dobbiamo cantare con saggezza, se vogliamo cantare con gratitudine; dobbiamo gustare ciò che cantiamo. In una parola, dobbiamo cantare come dobbiamo pregare; ora il più scortese dei supplicanti capirà ciò che prega. 1Corinzi 14:15. Se non capiamo ciò che cantiamo, ciò depone per negligenza di spirito o durezza di cuore; E questo rende il servizio impertinente. A questo punto il degno Davenant grida: "Addio al muggito dei papisti, che cantano in una lingua sconosciuta". Dio non ci capirà in quel servizio che noi stessi non comprendiamo. Uno dei primi pezzi della creazione è stata la luce, e questa deve scoppiare in ogni dovere. John Wells (-1676), in "Esercizi mattutini".

Salmi 47:7.== Cantate lodi con intelligenza, = cantate un canto istruttivo. Lascia che il senso e il suono vadano insieme. Lasciate che i vostri cuori e le vostre teste vadano con le vostre voci. Comprendi ciò che canti e senti ciò che capisci. Adam Clarke.

Salmi 47:7.== Cantate lodi con intelligenza; perché nella piena luce della nuova dispensazione, le tenebre delle epoche patriarcali, il vedere come attraverso uno specchio della legge levitica, si trasformano nella visione della piena e stessa realtà. Ugo Vittorino.

Salmi 47:7.== Cantate lodi con intelligenza. Bada questo, tu che leggi ogni giorno i Salmi e non li capisci. Simon de Muis.

Salmi 47:7.== Con comprensione. Se avessero cantato con intelligenza, non avrebbero adorato le pietre. Quando un uomo assennato cantava a una pietra insensibile, cantava "con intelligenza"? Ma ora, fratelli, non vediamo con i nostri occhi chi adoriamo, eppure giustamente adoriamo. Molto di più Dio ci è stato raccomandato, perché con i nostri occhi non lo veda. Augustine.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 47:7 = (ultima clausola). La salmodia degli istruiti e l'istruzione mediante la salmodia; La lode dovrebbe essere sia il frutto che il veicolo dell'insegnamento.

8 ESPOSIZIONE

Salmi 47:8. Ora, in questo momento, sugli idolatri più degradati, Dio governa in segreto: qui c'è il lavoro per la fede. Come dovremmo desiderare il giorno in cui questa verità sarà cambiata nel suo aspetto, e la regola ora non riconosciuta sarà deliziata! La grande verità che Dio regna nella provvidenza è la garanzia che in un senso di grazia evangelica le sue promesse saranno adempiute e il suo regno verrà. Egli siede sul trono della sua santità. Impassibile egli occupa un trono incontrastato, i cui decreti, atti e comandi sono la santità stessa. Quale altro trono è così? Non è mai stata macchiata di ingiustizia, né contaminata dal peccato. Né colui che vi si siede sopra è sgomento, o in un dilemma. Egli siede in serenità, perché conosce il proprio potere, e vede che i suoi propositi non falliranno. Ecco una ragione sufficiente per il canto sacro.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Nessuno.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 47:8 = (ultima clausola). La sovranità divina è sempre connessa con la santità.

Salmi 47:8.

1. Dio ha un trono di santità, per il quale deve essere temuto da tutti gli uomini.

2. Un trono di grazia, per il quale deve essere amato dai suoi redenti.

3. Un trono di gloria, per il quale deve essere lodato da tutta la sua creazione.

9 ESPOSIZIONE

Salmi 47:9.== I principi del popolo sono radunati. L'occhio profetico del salmista vede i sudditi volenterosi del grande Re radunati per celebrare la sua gloria. Non solo i poveri e gli uomini di basso rango sono lì, ma i nobili piegano il loro collo volenteroso al suo dominio. "Tutti i re si prostreranno davanti a lui". Nessun popolo sarà non rappresentato; I loro grandi saranno uomini buoni, i loro regali rigenerati. Come sarà augusto il parlamento in cui il Signore Gesù aprirà il cortile e si leveranno dei principi per rendergli onore! Anche il popolo del Dio di Abramo. Quello stesso Dio, che era conosciuto solo qua e là da un patriarca come il padre dei fedeli, sarà adorato da una discendenza numerosa quanto le stelle del cielo. Si adempirà la promessa del patto: "In te e nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra". Silo verrà, e "a lui sarà il raduno del popolo". La dispersione di Babele sarà cancellata dal braccio che si raduna del Grande Re Pastore.

Poiché gli scudi della terra appartengono a Dio. Le insegne dello sfarzo, gli emblemi del rango, le armi da guerra, tutti devono rendere leale omaggio al Re di tutti. Gli onesti devono onorare Gesù, e le maestà devono riconoscere che Egli è molto più maestoso. Coloro che sono i protettori della terra, gli scudi della repubblica, derivano la loro potenza da lui, e sono suoi. Tutti i principati e le potenze devono essere soggetti a Geova e al suo Cristo, poiché Egli è grandemente esaltato. Nella natura, nel potere, nel carattere, nella gloria, non c'è nessuno che possa essere paragonato a lui. Oh, gloriosa visione di un'era futura! Affrettatevi, ruote del tempo! Nel frattempo, voi santi, "Siate saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell'opera del Signore, poiché sapete che la vostra fatica non è vana nel Signore".

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 47:9.== I principi del popolo sono radunati. Noto da qui, 1. Che non è impossibile per i grandi uomini essere uomini buoni; che i capi di un paese siano membri di Cristo; e che i principi e il popolo servissero il Dio di Abramo. Il profeta dice che "sulla mia pace è scesa una grande amarezza"; "Mille caddero a sinistra, ma diecimila a destra" Salmi 91:7 : dieci periranno nella loro prosperità, per uno che cade nell'avversità. Homo victus in paradiso, victum in stercore: Adamo nel giardino del piacere fu sopraffatto dal serpente sottile, mentre Giobbe sul letamaio della miseria fu più di un conquistatore. I boscaioli dicono che i cervi sono più cauti nei pascoli grassi; Così il timore divino più in una ricca proprietà: Nihil Timendum Video (dice uno), Timeo Tamen. (Seneca.) È una dolce preghiera della nostra chiesa nelle Litanie: "Buon Signore, liberaci in ogni tempo delle nostre ricchezze", insinuando che le nostre menti non sono così sfrenate come nell'abbondanza: eppure, come vedete, tale è l'indicibile bontà di Cristo verso ogni sorta di uomini, nel prevenirli anche con le ricchezze della sua misericordia, che non solo il popolo meschino, ma anche i potenti principi tra le nazioni si uniscano alla chiesa del Dio di Abramo. John Ragazzi.

Salmi 47:9.== Riuniti. Il raduno dei santi da parte di Cristo a lui avverrà alla sua seconda venuta, alla sua venuta al giudizio, al giudizio generale e finale. "Ora vi supplichiamo, fratelli, per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e per il nostro radunamento presso di lui". 2Tessalonicesi 2:1 = James Scott (-1773), in "A Collection of Sermons", 1774.

Salmi 47:9.== Il popolo del Dio di Abramo. In primo luogo, riguardo al Dio di Abramo, è Cristo, il cui giorno Abramo volle vedere, e nel vedere di che cosa si rallegrò tanto, Giovanni 8:56 ; cioè, non solo il giorno della sua nascita, che vide, come apprendiamo dal giuramento che fece fare al suo servo (Genesi 24:2-4), ma anche il giorno della sua passione, che vide molto tempo fa, e si rallegrò nel vederlo, quando disse a suo figlio Isacco sul monte: "Il Signore offrirà un sacrificio". Genesi 22:8. In secondo luogo, il popolo del Dio di Abramo, sono i suoi figli e la sua posterità: non solo sono la progenie di Abramo, che escono dai suoi lombi, e sono "i figli della carne" (Romani 9:9); ma "i figli della promessa"; poiché se quelli che escono dai lombi di Abramo fossero solo suoi figli, allora gli Agarin, i Turchi e gli Ismaeliti dovrebbero essere il popolo di Dio; "Ma in Isacco sarà chiamata la tua discendenza". Coloro che si aggrappano alla promessa mediante la fede: "Quelli che sono dalla fede, sono i figli di Abramo" Galati 3:7, che hanno lo stesso spirito di fede che aveva Abramo. Come dice l'apostolo Romani 2:28 : "Non è Giudeo colui che lo è esteriormente, ma Giudeo interiormente è il vero Giudeo". Coloro che adorano il Messia credendo in lui con la fede di Abramo, sono i figli di Abramo, e il popolo del Dio di Abramo, cosa che Giovanni Battista afferma Matteo 3:1-17, "Dio può suscitare figli ad Abramo dalle pietre". Così i Gentili, che adoravano le pietre, e quindi erano "simili a loro" Salmi 115:1-18, furono nondimeno risuscitati per essere figli di Abramo. Lancillotto Andrewes.

Salmi 47:9.== Gli scudi della terra appartengono a Dio. Lì abbiamo i governanti della terra stabiliti da un duplice rapporto: l'uno verso l 'alto, sono scuta Deo, appartengono a Dio; l'altro verso il basso, sono scuta terae, "gli scudi della terra"; e l'uno e l'altro notando due cose, la loro dignità e il loro dovere. Appartengono a Dio, è loro onore che Egli li abbia sigillati: appartengono a Dio, è loro dovere essergli sottomessi. Sono gli scudi della terra, è loro onore essere al di sopra degli altri: sono gli scudi della terra, è loro dovere proteggere gli altri. Edward Reynolds (vescovo).

Salmi 47:9.== Gli scudi della terra sono di Dio, è inteso da molti come si parla di principi. Ammetto che questa metafora ricorre frequentemente nella Scrittura, né questo senso sembra essere inadatto allo scopo del brano... Ma il senso sarà più semplice se spieghiamo le parole così: Che, poiché è Dio solo che difende e preserva il mondo, l'alta e suprema maestà che è sufficiente per un'opera così eccelsa e difficile come la preservazione del mondo, è giustamente guardata con ammirazione. L'autore sacro usa espressamente la parola scudi al plurale, perché, considerando i vari e quasi innumerevoli pericoli che incessantemente minacciano ogni parte del mondo, la provvidenza di Dio deve necessariamente interporsi in molti modi, e servirsi, per così dire, di molti scudi. Giovanni Calvino.

Salmi 47:9.== Gli scudi della terra. Si dice che i magistrati portano la spada, non che siano spade, e si dice che siano scudi, non che portino scudi, e tutto questo per dimostrare che la protezione e la preservazione sono più essenziali e intrinseche al loro ufficio di quanto non lo siano la distruzione e la punizione. Giuseppe Caryl.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 47:9.

1. Uno scudo è un'arma misericordiosa, niente di più.

2. Uno scudo è un'arma avventurosa, una sorta di garanzia, che sopporta i colpi e riceve le ferite che erano destinate ad un altro.

3. Uno scudo è un 'arma potente, per respingere i dardi della malvagità e farli a pezzi.

4. Uno scudo è un'arma onorevole, niente di più: togliere gli scudi era un segno di vittoria; conservandoli un segno di gloria.

5. Ricorda, uno scudo deve sempre avere un occhio che lo guidi: tu gli scudi, la legge l'occhio. Vescovo Reynolds.

Riferimenti incrociati:

Salmi 47

1 Sal 47:1,7; 48:3; De 33:27; Ger 16:19

2 Sal 46:1
Sal 98:4; 2Re 11:12; Is 55:12
Sal 47:5; 98:4; 1Sa 10:24; 2Sa 6:15; 2Cron 13:15; Esd 3:11-13; Ger 31:7; Sof 3:14; Zac 4:7; 9:9; Lu 19:37-40; Ap 19:1,2

3 Sal 65:5; 66:3-5; 68:35; 76:12; 99:3; 145:6; De 7:21; 28:58; Ne 1:5; Na 1:6,7; Ap 6:16,17
Sal 47:7; 22:27-29; 95:3; Dan 7:13,14; Mal 1:14; Mat 28:18; Fili 2:9-11

4 Sal 18:47; 81:14; De 33:29; Gios 21:44; Fili 3:21
Sal 110:1; Gios 10:24,25; 1Co 15:25

5 De 11:12; Ger 3:19; Ez 20:6; Mat 25:34; 1Co 3:22,23; Ef 1:18; 1P 1:4
Sal 16:3; Is 60:15; Am 6:8; 8:7; Na 2:2
De 7:6-8; 33:3; Os 14:4; Mal 1:2; Ef 2:4,5; 1G 4:9,10

6 Sal 24:7-10; 68:17-19,24,25,33; Lu 24:51-53; At 1:5-11; Ef 4:8-10; 1Ti 3:16
Sal 78:65; Nu 23:21; 2Sa 6:15; 1Cron 15:28
Sal 81:3; 150:3; Nu 10:1-10; Gios 6:5; 1Cron 15:24; 16:42; 1Co 15:52; 1Te 4:16; Ap 8:6-13; 11:15

7 Sal 96:1,2; 117:1,2; 149:1-3; Eso 15:21; 1Cron 16:9; 29:20; Is 12:4-6; Ef 5:18-20
Sal 145:1; Is 33:22; Zac 9:9; Mat 25:34; 27:37

8 Sal 47:2,8; Zac 14:9; Ap 11:15
1Co 14:14,15; Col 3:16

9 Sal 22:27-29; 93:1; 96:10; 97:1; 99:1; 110:6; 1Cron 16:31; Ap 19:6
Sal 9:4; 45:6,7; 48:1; 89:14; 94:20; Eb 4:16; Ap 20:11

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