Nuova Riveduta:

Salmi 58

Condanna per i giudici iniqui
1 Al direttore del coro. «Non distruggere». Inno di Davide.
È proprio secondo giustizia che voi parlate, o potenti? Giudicate voi rettamente i figli degli uomini?
2 Anzi, in cuor vostro commettete iniquità; nel paese, voi gettate nella bilancia la violenza delle vostre mani.
3 Gli empi sono sviati fin dal grembo materno, i bugiardi sono traviati fin dalla nascita.
4 Hanno veleno simile a quello di serpente, sono sordi come aspide che si tura le orecchie
5 per non udire la voce degli incantatori, del mago esperto d'incantesimi.
6 O Dio, spezza loro i denti in bocca; o SIGNORE, fracassa le mascelle dei leoni!
7 Si disperdano come acqua che scorre via; possano tirare solo frecce spuntate.
8 Siano come lumaca che si scioglie strisciando; come aborto di donna, non vedano il sole.
9 Prima che le vostre pentole sentano il fuoco del rovo, verde o acceso che sia il legno, lo porti via la bufera.
10 Il giusto si rallegrerà nel vedere la punizione, si laverà i piedi nel sangue dell'empio,
11 e la gente dirà: «Certo, vi è una ricompensa per il giusto; certo, c'è un Dio che fa giustizia sulla terra!»

C.E.I.:

Salmi 58

1 Al maestro del coro. Su «Non distruggere». Di Davide.
Quando Saul mandò uomini a sorvegliare la casa e ad ucciderlo
.
2 Liberami dai nemici, mio Dio,
proteggimi dagli aggressori.
3 Liberami da chi fa il male,
salvami da chi sparge sangue.
4 Ecco, insidiano la mia vita,
contro di me si avventano i potenti.
Signore, non c'è colpa in me, non c'è peccato;
5 senza mia colpa accorrono e si appostano.
Svègliati, vienimi incontro e guarda.
6 Tu, Signore, Dio degli eserciti, Dio d'Israele,
lèvati a punire tutte le genti;
non avere pietà dei traditori.
7 Ritornano a sera e ringhiano come cani,
si aggirano per la città.
8 Ecco, vomitano ingiurie,
le loro labbra sono spade.
Dicono: «Chi ci ascolta?».
9 Ma tu, Signore, ti ridi di loro,
ti burli di tutte le genti.
10 A te, mia forza, io mi rivolgo:
sei tu, o Dio, la mia difesa.
11 La grazia del mio Dio mi viene in aiuto,
Dio mi farà sfidare i miei nemici.
12 Non ucciderli, perché il mio popolo non dimentichi,
disperdili con la tua potenza e abbattili,
Signore, nostro scudo.
13 Peccato è la parola delle loro labbra,
cadano nel laccio del loro orgoglio
per le bestemmie e le menzogne che pronunziano.
14 Annientali nella tua ira,
annientali e più non siano;
e sappiano che Dio domina in Giacobbe,
fino ai confini della terra.
15 Ritornano a sera e ringhiano come cani,
per la città si aggirano
16 vagando in cerca di cibo;
latrano, se non possono saziarsi.
17 Ma io canterò la tua potenza,
al mattino esalterò la tua grazia
perché sei stato mia difesa,
mio rifugio nel giorno del pericolo.
18 O mia forza, a te voglio cantare,
poiché tu sei, o Dio, la mia difesa,
tu, o mio Dio, sei la mia misericordia.

Nuova Diodati:

Salmi 58

Condanna dei giudici iniqui
1 [Al maestro del coro. Sul motivo: "Non distruggere". Inno di Davide.] È proprio secondo giustizia che parlate, o potenti? Giudicate voi rettamente, o figli degli uomini? 2 Nel vostro cuore voi concepite invece malvagità; le vostre mani dispensano sulla terra violenza. 3 Questi empi si sono corrotti fin dal grembo materno; questi bugiardi si sono sviati fin dalla nascita. 4 Il loro veleno è simile al veleno del serpente; sono come l'aspide sordo che si tura le orecchie, 5 per non udire la voce degli incantatori, o di chi è abile nel fare incantesimi. 6 O DIO, spezza loro i denti in bocca; o Eterno, rompi le zanne dei leoni. 7 Si dissolvano come acqua che scorre via. Quando tira le sue frecce, siano esse come dardi spuntati. 8 Siano come lumaca che si scioglie mentre va; come aborto di donna non vedano il sole. 9 Prima che le vostre pentole sentano il fuoco dei rovi, siano essi verdi o accesi, egli le spazzerà via come un turbine. 10 Il giusto si rallegrerà nel vedere la vendetta; si laverà i piedi nel sangue dell'empio. 11 E la gente dirà: «Certo vi è una ricompensa per il giusto; certo c'è un DIO che fa giustizia sulla terra».

Riveduta 2020:

Salmi 58

1 Per il Maestro del coro. “Non distruggere”. Inno di Davide.
È proprio secondo giustizia che voi parlate, o potenti?
Giudicate voi rettamente i figli degli uomini?
2 Anzi, nel cuore voi commettete delle iniquità;
nel paese, voi gettate nella bilancia
la violenza delle vostre mani.
3 Gli empi sono sviati fin dal grembo materno,
i bugiardi sono traviati fin dalla nascita.
4 Hanno veleno simile al veleno del serpente,
sono come l'aspide sordo che si tura le orecchie,
5 che non ascolta la voce degli incantatori,
del mago esperto nell'ammaliare.
6 O Dio, spezza loro i denti in bocca;
o Eterno, fracassa le mascelle dei leoni!
7 Si dissolvano come acqua che scorre via;
quando scoccano le loro frecce, siano come spuntate.
8 Siano essi come una lumaca che si scioglie mentre striscia;
come l'aborto di una donna, non vedano il sole.
9 Prima che le vostre pentole sentano il fuoco del pruno,
verde o acceso che sia il legno, lo porti via la bufera.
10 Il giusto si rallegrerà quando avrà visto la vendetta;
si laverà i piedi nel sangue dell'empio;
11 e la gente dirà: “Certo, vi è una ricompensa per il giusto;
certo c'è un Dio che giudica sulla terra!”.

Riveduta:

Salmi 58

1 Per il Capo de' musici. 'Non distruggere'. Inno di Davide.
È egli proprio secondo giustizia che voi parlate, o potenti?
Giudicate voi rettamente i figliuoli degli uomini?
2 Anzi, nel cuore voi commettete delle iniquità;
nel paese, voi gettate nella bilancia
la violenza delle vostre mani.
3 Gli empi sono sviati fin dalla matrice,
i mentitori son traviati fino dal seno materno.
4 Han del veleno simile al veleno del serpente,
son come l'aspide sordo che si tura le orecchie,
5 che non ascolta la voce degl'incantatori,
del mago esperto nell'affascinare.
6 O Dio, rompi loro i denti in bocca;
o Eterno, fracassa i mascellari de' leoncelli!
7 Si struggano com'acqua che scorre via;
quando tirano le loro frecce, sian come spuntate.
8 Siano essi come lumaca che si strugge mentre va:
come l'aborto d'una donna, non veggano il sole.
9 Prima che le vostre pignatte sentano il fuoco del pruno,
verde od acceso che sia il legno, lo porti via la bufera.
10 Il giusto si rallegrerà quando avrà visto la vendetta;
si laverà i piedi nel sangue dell'empio;
11 e la gente dirà: Certo, vi è una ricompensa per il giusto;
certo c'è un Dio che giudica sulla terra!

Ricciotti:

Salmi 58

Che Dio disperda gli empi persecutori
1 Al corifeo: «Non mandare in malora!». Ode. Di David, quando Saul mandò ad assediar la casa, per ucciderlo. 2 Salvami da' miei nemici, o mio Dio, e liberami da' miei assalitori. 3 Salvami dagli operatori d'iniquità e dagli uomini sanguinari scampami. 4 Perchè ecco han preso a [insidiar] l'anima mia, m'aggrediscono i violenti. 5 Nè [c'è] mia colpa nè peccato, o Signore: senza iniquità ho corso [la mia via] e indirizzato [i miei passi]. 6 Sorgi incontro a me, e guarda! E tu, Signore, Dio degli eserciti, Dio d'Israele, volgiti a visitare tutte le genti: non aver pietà di nessuno di quei che fanno il male. 7 Tornan la sera, sono affamati come cani e s'aggirano intorno alla città. 8 Ecco, parlan [rabbiosamente] con la lor bocca, e una spada è sulle loro labbra. Perchè [dicono]: «Chi ci sente?». 9 Ma tu, o Signore, ti ridi di loro, non conti per nulla tutte le genti. 10 [Tu sei] mia fortezza, io veglierò verso te, perchè tu sei, o Dio, il mio protettore. 11 La misericordia del mio Dio mi verrà incontro! 12 Iddio mi farà vedere [il trionfo] sui miei nemici! Non gli uccidere, che non se ne dimentichi il mio popolo; [ma] disperdili con la tua potenza e abbattili, o protettor mio, o Signore, 13 [per] la colpa della lor bocca, [per] la parola delle loro labbra. E sian presi al laccio nella loro superbia e per l'imprecazione e la menzogna si risappian [travolti] 14 nello sterminio, nell'ira dello sterminio, e più non siano. E si sappia che Dio regna su Giacobbe e [sino] alla estremità delle terre. 15 Tornan la sera, sono affamati come cani e s'aggirano intorno alla città. 16 Van vagolando per sfamarsi, e se non trovano da satollarsi, abbaiano. 17 Ma io canterò la tua potenza, ed esulterò il mattino [celebrando] la tua bontà; perchè ti se' fatto il mio protettore; e il mio rifugio nel dì dell'angustia. 18 O mio soccorritore, a te inneggerò perchè, o Dio, sei tu il mio protettore; [tu sei], o mio Dio, la misericordia per me!

Tintori:

Salmi 58

Preghiera a Dio per ottenere la liberazione dai nemici
1 (Per la fine. Non sterminare. Di David. A iscrizione di colonna. Quando Saul mandò ad accerchiare la sua casa per farlo morire). 2 Salvami dai miei nemici, o mio Dio, liberami da quelli che insorgono contro di me. 3 Liberami dai malfattori, salvami dai sanguinari. 4 Ecco, han già presa l'anima mia, dei potenti fanno impeto contro di me, 5 Senza iniquità, senza peccato da parte mia, o Signore. Senza iniquità son corso per diritta via. 6 Sorgi, vienmi incontro e guarda! Tu, o Signore, Dio degli eserciti, Dio d'Israele, guarda di visitare tutte le nazioni: non usare misericordia con tutti gli operatori d'iniquità. 7 Tornan sulla sera, affamati come cani, e fanno il giro della città. 8 Ecco, parlano nella loro bocca, una spada sta tra i loro labbri (e dicono): «Chi ci sente?» 9 Ma tu, o Signore, ti ridi di loro, annienti tutte le nazioni. 10 A te affido la mia forza, perchè tu sei, o Dio, il mio sostegno. 11 Il mio Dio! La sua misericordia mi verrà incontro. 12 Dio mi farà vedere (il trionfo) sopra i miei nemici. Non li uccidere, chè il mio popolo non abbia a dimenticarli: disperdili colla tua potenza, falli decadere, o Signore mio protettore. 13 Pel delitto della loro bocca, per le parole delle loro labbra sian presi dentro il proprio orgoglio. Per le esecrazioni e le menzogne siano oggetto di racconto, 14 Nella perdizione, nell'ira della perdizione, e non sian più. E sapranno che Dio regna sopra Giacobbe, e sino agli ultimi confini della terra. 15 Tornano sulla sera, affamati come cani, e fanno il giro della città. 16 Van qua e là in cerca di cibo, e se non son satollati, abbaiano. 17 Ma io canterò la tua potenza, al mattino celebrerò con gioia la tua misericordia. Perchè ti sei fatto mio sostegno, mio rifugio nel giorno della sventura. 18 O mio aiuto, a te salmeggerò, perchè tu sei il mio Dio, il mio protettore, o mio Dio, o mia misericordia.

Martini:

Salmi 58

Chiede aiuto a Dio contro i suoi nemici. Conviene mirabilmente a Cristo, e alla sua Chiesa.
1 Non mandare in perdizione: a Davidde: iscrizione da mettere sopra una colonna: quando Saul mandò ad assediar la sua casa per ammazzarlo.
Salvami da' miei nemici, o mio Dio, e liberami da coloro, che insorgono contro di me. 2 Toglimi dalle mani dì quei, che lavorano iniquità, e salvami dagli uomini sanguinari. 3 Perocché ecco che avran presa l'anima mia: uomini di gran possa son venuti ad assalirmi. 4 Né ciò, o Signore, per la mia iniquità, né per mia colpa: senza iniquità io corsi, e regolai i miei passi. 5 Sorgi, e vienimi incontro, e considera. E tu, o Signore, Dio degli eserciti. Dio d'Israele, Svegliati per visitare tutte le nazioni, non far misericordia a verun di coloro, che operano l'iniquità. 6 Verranno alla sera, e patiranno fame canina, e gireranno intorno alla città. 7 Ecco che apriranno la loro bocca, avendo un coltello nelle loro labbra (dicendo): Chi ci ha ascoltati? 8 Ma tu, o Signore, ti burlerai di loro: stimerai come un nulla tutte te genti. 9 La mia fortezza riporrò in te, perché tu se', o Dio, il mio difensore: 10 La misericordia del mio Dio mi preverrà. 11 Dio mi ha fatto vedere la vendetta de' miei nemici: non gli uccidere; affinchè non se ne scordi il popol mio. Dispergili colla tua possanza, e degradagli, o Signore, protettor mio, 12 A motivo del delitto della loro bocca, e per le parole delle loro labbra: e siano presi dalla propria lor superbia. 13 E per lo spergiuro, e per la menzogna saran chiamati alla perdizione dall'ira, che li consuma, ed ei più non saranno. E conosceranno come il Signore regnerà sopra Giacobbe, e fino alla estremità della terra. 14 Si convertiranno alla sera, e saranno affamati come cani, e gireranno attorno alla città. 15 Eglino andran vagabondi cercando cibo: e se non saran satollati, ancora mormoreranno. 16 Ma io canterò la tua fortezza, e inni di letizia offerirò al mattino alla tua misericordia.
Perché tu se' stato mia difesa, e mio rifugio nel dì della mia tribolazione. 17 Aiuto mio, te io canterò, perché tu, o Dio, tu se' mia difesa: Dio mio, mia misericordia.

Diodati:

Salmi 58

1 <<Mictam di Davide, dato al Capo de' Musici, sopra Al-tashet.>>
DI vero, parlate voi giustamente? Giudicate voi dirittamente, o figliuoli di uomini? 2 Anzi voi fabbricate perversità nel cuor vostro; Voi bilanciate la violenza delle vostre mani in terra. 3 Questi empi sono stati alienati fin dalla matrice; Questi parlatori di menzogna sono stati sviati fin dal seno della madre. 4 Hanno del veleno simile al veleno del serpente; Sono come l'aspido sordo, che si tura le orecchie; 5 Il qual non ascolta la voce degl'incantatori, di chi è saputo in fare incantagioni.
6 O Dio, stritola loro i denti nella lor bocca; O Signore, rompi i mascellari de' leoncelli. 7 Struggansi come acque, e vadansene via; Tiri Iddio le sue saette, e in uno stante sieno ricisi. 8 Trapassino, come una lumaca che si disfa; Come l'abortivo di una donna, non veggano il sole. 9 Avanti che le vostre pignatte sentano il fuoco del pruno, Porti via la bufera il verde ed il secco. 10 Il giusto si rallegrerà, quando avrà veduta la vendetta; Egli bagnerà i suoi piedi nel sangue dell'empio. 11 E ciascuno dirà: Certo egli vi è frutto pel giusto; Vi è pure un Dio giudice in terra.

Commentario completo di Matthew Henry:

Salmi 58

1 INTRODUZIONE AL SALMO CAPITOLO 58

È probabile la congettura di alcuni (in particolare Amiraldo) che prima che Saul cominciasse a perseguitare Davide con la forza delle armi, e sollevasse la milizia per catturarlo, egli formò un processo contro di lui per via legale, in base al quale fu condannato inascoltato, e raggiunto come traditore, dal gran consiglio, o corte suprema di giustizia, e poi proclamò "Qui caput gerit lupinum, un lupo fuorilegge", che chiunque potrebbe uccidere e nessuno potrebbe proteggere. Gli anziani, per ingraziarsi Saul, avendo approvato questo atto di concessione, si suppone che Davide abbia scritto questo salmo in quell'occasione.

I. Descrive il loro peccato e lo aggrava, Salmi 58:1-5.

II. Egli impreca e predice la loro rovina, e i giudizi che il giusto Dio avrebbe portato su di loro per la loro ingiustizia (Salmi 58:6-9) che avrebbero ridondato,

1. Al conforto dei santi, #Salmi 58:10

.

2. Alla gloria di Dio, Salmi 58:11.

Il peccato appare qui sia estremamente peccaminoso che estremamente pericoloso, e Dio è un giusto vendicatore del torto, con il quale dovremmo essere influenzati nel cantare questo salmo.

Ver. 1. fino alla Ver. 5.

Abbiamo ragione di pensare che questo salmo si riferisca alla malizia di Saul e dei suoi giannizzeri contro Davide, perché porta la stessa iscrizione (Al-taschith, e Michtam di Davide) con ciò che precede e ciò che segue, entrambi i quali sembrano, dal titolo, essere stati scritti in riferimento a quella persecuzione attraverso la quale Dio lo preservò (Al-taschith - Non distruggere), e quindi i salmi che scrisse allora erano preziosi per lui, i Michtams, i gioielli di Davide, come li traduce il dottor Hammond.

In questi versetti Davide, non come un re, perché non era ancora salito al trono, ma come un profeta, in nome di Dio accusa e condanna i suoi giudici, con più autorità e giustizia di quella che essi mostrarono nel perseguirlo. Li accusa di due cose:

I. La corruzione del loro governo. Erano una congregazione, un collegio di giudici, anzi, forse, un congresso o una convenzione degli Stati, dai quali ci si sarebbe potuti aspettare un trattamento equo, perché erano uomini istruiti nelle leggi, erano stati allevati nello studio di questi statuti e sentenze, che erano così giusti che quelli di altre nazioni non dovevano essere paragonati a loro. Non si sarebbe mai pensato che una congregazione di tali potesse essere corrotta e viziata con le pensioni, eppure, a quanto pare, lo erano, perché il figlio di Kis poteva fare per loro ciò che il figlio di Jesse non poteva, 1Samuele 22:7. Aveva vigne, campi e preferenze da dare loro, e quindi, per compiacerlo, avrebbero fatto qualsiasi cosa, giusta o sbagliata che fosse. Di tutte le malinconiche opinioni che Salomone aveva di questa terra e delle sue lamentele, nulla lo irritava tanto quanto vedere che al posto del giudizio c'era la malvagità, Ecclesiaste 3:16. Così avvenne al tempo di Saul.

1. I giudici non avrebbero agito bene, non avrebbero protetto o rivendicato l'innocenza oppressa (Salmi 58:1):

"Parlate veramente con giustizia, o giudicate rettamente? No, voi siete lontani da esso; la vostra coscienza non può non dirvi che non adempite alla fiducia riposta in voi come magistrati, con la quale siete tenuti ad essere un terrore per i malfattori e una lode per coloro che fanno il bene. È questa la giustizia che pretendete di amministrare? È questo il patrocinio, questo il volto, che un uomo onesto e una causa onesta possono aspettarsi da te? Ricordate che siete figli degli uomini; mortali e morenti, e che vi troviate allo stesso livello davanti a Dio con i più meschini di coloro che calpestate, e che voi stessi siate chiamati a rendere conto e giudicati. Voi siete figli degli uomini, e perciò possiamo appellarci a voi stessi e a quella legge di natura che è scritta nel cuore di ogni uomo: Parlate davvero con giustizia? E i tuoi ripensamenti non correggeranno ciò che hai fatto?"

Nota: È bene per noi riflettere spesso su ciò che diciamo con questa seria domanda: Parliamo davvero di giustizia? affinché possiamo annullare ciò che abbiamo detto di sbagliato e non procedere oltre in esso.

2. Hanno fatto molto male, hanno usato il loro potere per sostenere l'ingiuria e l'oppressione (Salmi 58:2): Nel cuore operate l'iniquità (tutta l'iniquità della vita si opera nel cuore). Suggerisce che hanno lavorato con una grande quantità di trama e gestione, non di sorpresa, ma con premeditazione e disegno, e con una forte inclinazione e risoluzione in esso. L'animo che c'è del cuore in ogni atto di malvagità quanto peggio è, Ecclesiaste 8:11. E qual era la loro malvagità? Ne consegue,

"Voi pesate la violenza delle vostre mani sulla terra" (o sulla terra), "della pace di cui siete costituiti custodi".

Hanno fatto tutte le violenze e le offese che potevano, sia per arricchirsi che per vendicarsi, e le hanno soppesate; Cioè

1. Lo hanno fatto con molta abilità e cautela:

"Tu lo inquadri con regole e linee" (così significa la parola), "affinché possa rispondere efficacemente alle tue intenzioni maliziose; tali maestri siete voi nell'arte dell'oppressione".

2. Lo hanno fatto sotto il colore della giustizia. Hanno tenuto in mano la bilancia (l'emblema della giustizia), come se avessero intenzione di fare il bene, e da loro ci si aspetta il bene, ma il risultato è la violenza e l'oppressione, che sono praticate tanto più efficacemente quanto più sono praticate con il pretesto della legge e del diritto.

II. La corruzione della loro natura. Questa era la radice dell'amarezza da cui scaturirono quel fiele e quell'assenzio (Salmi 58:3): Gli empi, che nel cuore operano il male, sono estranei dal grembo materno, estranei da Dio e da ogni bene, alienati dalla vita divina e dai suoi principi, potenze e piaceri, Efesini 4:18. Uno stato peccaminoso è uno stato di estraneità alla conoscenza di Dio e al servizio di lui per cui siamo stati creati. Non c'è da meravigliarsi che questi uomini malvagi osi fare tali cose, poiché la malvagità è allevata nelle ossa con loro; l'hanno portata nel mondo con loro; hanno nella loro natura una forte inclinazione ad essa; L'hanno imparata dai loro genitori malvagi e vi sono stati educati da una cattiva educazione. Essi sono chiamati, e non a torto, trasgressori fin dal grembo materno; Non ci si può quindi aspettare altro che si comportino molto slealmente; vedi Isaia 48:8. Si allontanano da Dio e dal loro dovere non appena nascono (cioè il più presto possibile); La stoltezza che è legata nei loro cuori appare con le prime operazioni della ragione; Come il grano germoglia, le zizzanie spuntano con esso. Qui vengono dati tre esempi della corruzione della natura:

1. Falsità. Imparano presto a dire menzogne e a piegare la lingua, come i loro archi, a tale scopo, Geremia 9:3. Quanto presto i bambini diranno una bugia per scusare una colpa, o per lodare se stessi! Non appena possono parlare, parlano al disonore di Dio; I peccati della lingua sono alcune delle prime delle nostre trasgressioni effettive.

2. Malizia. Il loro veleno (cioè la loro cattiva volontà e il disprezzo che portavano alla bontà e a tutti gli uomini buoni, in particolare a Davide) era come il veleno di un serpente, innato, velenoso e molto malizioso, e ciò da cui non potranno mai essere curati. Abbiamo pietà di un cane che è stato avvelenato per sbaglio, ma odiamo un serpente che è velenoso per natura. Come l'inimicizia maledetta nella progenie di questo serpente contro il Signore e il suo unto.

3. Intrattabilità. Sono maliziosi, e nulla funzionerà su di loro, nessuna ragione, nessuna gentilezza, per placarli e portarli a un temperamento migliore. Sono come la vipera sorda che le chiude l'orecchio, Salmi 58:4-5. Il salmista, dopo aver paragonato questi uomini malvagi, di cui qui si lamenta, ai serpenti, per la loro velenosa malizia, coglie l'occasione, per un altro motivo, di paragonarli alla vipera o alla vipera sorda, riguardo alla quale c'era allora questa tradizione volgare, secondo la quale, mentre, con la musica o con qualche altra arte, avevano il modo di incantare i serpenti, Per distruggerli o almeno per renderli capaci di fare del male, questa vipera sorda appoggiava un orecchio a terra e fermava l'altro con la coda, in modo da non poter sentire la voce dell'incantesimo, e così sconfisse l'intenzione di esso e si assicurò. L'uso di questo paragone non verifica la storia, né, se fosse vero, giustifica l'uso di questo incantesimo; poiché è solo un'allusione al racconto di una cosa del genere, per illustrare l'ostinazione dei peccatori in modo peccaminoso. Il disegno di Dio, nella sua parola e provvidenza, è di guarire i serpenti dalla loro malignità; A questo scopo quanto sono saggi, potenti, ben scelti gli amuleti! Quanto sono forti le parole giuste! Ma tutto invano con la maggior parte degli uomini; E qual è il motivo? È perché non vogliono ascoltare. Nessuno è più sordo di quelli che non vogliono sentire. Noi abbiamo suonato il flauto agli uomini, ed essi non hanno danzato; Come dovrebbero, quando si sono tappati le orecchie?

6 Ver. 6. fino alla Ver. 11.

In questi versetti abbiamo:

I. le preghiere di Davide contro i suoi nemici, e tutti i nemici della chiesa e del popolo di Dio; poiché è come tale che li guarda, così che è stato spinto da uno spirito pubblico a pregare contro di loro, e non da una vendetta privata.

1. Prega che possano essere resi incapaci di fare qualsiasi altro male (Salmi 58:6): Spezza loro i denti, o Dio! Non tanto per non nutrirsi, quanto per non essere in grado di predare gli altri, Salmi 3:7. Egli non dice:

"Spezzate loro il collo" (no; lasciate che vivano per pentirsi, non uccideteli, affinché il mio popolo non dimentichi), ma, "Spezzate loro i denti, perché sono leoni, sono giovani leoni, che vivono di rapina".

2. Che possano essere delusi dalle trame che avevano già ordito e non possano ottenere il loro punto:

"Quando tenderà il suo arco e prenderà la mira per scagliare le sue frecce contro i retti di cuore, siano come tagliati a pezzi", Salmi 58:7. Lasciali cadere ai suoi piedi e non avvicinarti mai al bersaglio".

3. affinché essi e il loro interesse si consumassero e non portassero a nulla, affinché si sciogliessero come acque che scorrono continuamente; cioè, come le acque di un'inondazione terrestre, che, sebbene sembrino formidabili per un po', presto si inzuppano nel terreno o ritornano nei loro canali, o, in generale, come l'acqua versata sul terreno, che non può essere raccolta di nuovo, ma gradualmente si asciuga e scompare. Tali saranno le inondazioni degli uomini empi , che a volte ci fanno paura (Salmi 18:4); così si ridurranno le acque orgogliose, che minacciano di travolgere la nostra anima, Salmi 124:4-5. Vediamo dunque per fede ciò che saranno e allora non temeremo ciò che sono. Egli prega (Salmi 58:8) che possano sciogliersi come una lumaca, che si consuma con il suo stesso movimento, in ogni tratto che fa lasciando dietro di sé un po' della sua umidità, che, a poco a poco, deve necessariamente consumarla, anche se fa un percorso per brillare dietro di essa. Colui che come una lumaca nella sua casa è plenus sui, pieno di sé, che si compiace e si fida di sé, non fa che consumare se stesso, e presto si ridurrà a nulla. E prega che possano essere come la nascita prematura di una donna, che muore appena comincia a vivere e non vede mai il sole. Giobbe, nella sua passione, avrebbe voluto essere lui stesso un tale (Gòbbe 3:16), ma non sapeva quello che diceva. Possiamo, con fede, pregare contro i disegni dei nemici della chiesa, come fa il profeta (Osea 9:14 : Dam loro, o Signore, che cosa darai loro? Date loro un grembo abortito e seni secchi), il che spiega questa preghiera del salmista.

II. La sua predizione della loro rovina (Salmi 58:9):

"Prima che le vostre pentole possano sentire il calore di un fuoco di spine fatto sotto di esse (cosa che faranno subito, perché è un fuoco rapido e violento finché dura), così rapidamente, con una fiamma così precipitosa e violenta, Dio le allontanerà in fretta, con la stessa terribile e irresistibilità come con un turbine, per così dire vivo, per così dire con furia".

1. Le espressioni proverbiali sono un po' difficili, ma il senso è chiaro,

(1.) Che i giudizi di Dio spesso sorprendono le persone malvagie nel mezzo della loro allegria, e le affrettano ad andarsene all'improvviso. Quando cominciano a camminare alla luce del loro fuoco e delle scintille della loro legna, sono fatti sdraiare nel dolore ( Isaia 50:11), e le loro risate si rivelano come il crepitio delle spine sotto una pentola, il cui conforto è presto scomparso, prima che possano dire: Ahimè! Io sono caldo, Ecclesiaste 7:6.

(2.) Che non c'è alcuna resistenza davanti alla distruzione che viene dall'Onnipotente; poiché chi conosce la potenza dell'ira di Dio? Quando Dio porterà via i peccatori, vivi o morti, essi non potranno competere con lui. Gli empi sono scacciati nella loro malvagità. Ora

2. Ci sono due cose che il salmista promette a se stesso come i buoni effetti della distruzione dei peccatori:

(1.) Che i santi ne siano incoraggiati e confortati (#Salmi 58:10

): Il giusto si rallegrerà quando vedrà la vendetta. La pompa e la potenza, la prosperità e il successo dei malvagi sono uno scoraggiamento per i giusti; rattristano i loro cuori e indeboliscono le loro mani, e a volte sono una forte tentazione per loro di mettere in discussione le loro fondamenta, Salmi 73:2,13. Ma quando vedono i giudizi di Dio che li allontanano in fretta, e la giusta vendetta presa su di loro per tutto il male che hanno fatto al popolo di Dio, si rallegrano della soddisfazione data in tal modo ai loro dubbi e della conferma data in tal modo alla loro fede nella provvidenza di Dio e nella sua giustizia e giustizia nel governare il mondo; si rallegreranno della vittoria così ottenuta su quella tentazione vedendo la loro fine, Salmi 73:17. Egli laverà i suoi piedi nel sangue degli empi; cioè, ci sarà abbondanza di spargimento di sangue (Salmi 68:23), e sarà un grande ristoro per i santi vedere Dio glorificato nella rovina dei peccatori come lo è per un viaggiatore stanco avere i piedi lavati. Parimenti contribuirà alla loro santificazione; la vista della vendetta li farà tremare davanti a Dio (#Salmi 119:120

) e li convincerà del male del peccato, e degli obblighi che hanno nei confronti di quel Dio che perora la loro causa e non permetterà a nessuno di fare loro torto e di rimanere impunito per questo. La gioia dei santi nella distruzione dei malvagi è allora una gioia santa, e giustificabile, quando aiuta a renderli santi e a purificarli dal peccato.

(2.) Che i peccatori sarebbero stati convinti e convertiti da esso, Salmi 58:11. La vendetta che Dio a volte prende contro i malvagi in questo mondo porterà gli uomini a dire: In verità, c'è una ricompensa per i giusti. Chiunque può trarre questa deduzione da tale provvidenza, e molti uomini lo faranno, che prima negavano anche queste semplici verità o ne dubitavano. Ad alcuni sarà estorta questa confessione, ad altri sarà cambiata la mente in modo tale da accettarla volentieri, e ringraziare Dio che ha dato loro di vederla e di vederla con soddisfazione, che Dio è, e,

[1.] Che egli è il generoso rimuneratore dei suoi santi e servi: In verità (comunque sia, così si può leggere) c'è un frutto per i giusti; Qualunque danno possa subire, e qualunque difficoltà possa subire per la sua religione, non solo non ne sarà perdente, ma un indicibile vincitore nella questione. Anche in questo mondo c'è una ricompensa per i giusti; Essi saranno ricompensati sulla terra. Saranno presi in considerazione, onorati e protetti coloro che sembravano disprezzati, disprezzati e abbandonati.

[2.] Che egli è il giusto governatore del mondo, e sicuramente farà i conti con i nemici del suo regno: In verità, comunque sia, sebbene le persone malvagie prosperino e sfidino la giustizia divina, tuttavia sarà fatto apparire, con loro confusione, che il mondo non è governato dal caso, ma da un Essere di infinita saggezza e giustizia; c'è un Dio che giudica sulla terra, benché abbia preparato il suo trono nei cieli. Egli presiede a tutti gli affari dei figlioli degli uomini, e li dirige e li dispone secondo il consiglio della sua volontà, per la sua propria gloria; ed egli punirà gli empi, non solo nel mondo a venire, ma sulla terra, dove hanno accumulato il loro tesoro e si sono ripromessi una felicità, sulla terra, affinché il Signore possa essere riconosciuto dai giudizi che esegue, e affinché possano essere presi come caparra di un giudizio a venire. Egli è un Dio (così leggiamo), non un uomo debole, non un angelo, non un semplice nome, non (come suggeriscono gli atei) una creatura della paura e della fantasia degli uomini, non un eroe divinizzato, non il sole e la luna, come immaginavano gli idolatri, ma un Dio, un Essere perfetto autoesistente; è lui che giudica la terra; cerchiamo quindi il suo favore, dal quale procede il giudizio di ciascuno, e a lui sia riferito ogni giudizio.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Salmi 58

1 Capitolo 58

Giudici malvagi descritti e rimproverati Sal 58:1-5

Una preghiera che li renda invalidi e che ne preveda la rovina Sal 58:6-11

Versetti 1-5

Quando il male è fatto sotto la forma della legge, è peggiore di qualsiasi altro; in particolare è doloroso vedere coloro che si professano figli di Dio unirsi contro uno qualsiasi del suo popolo. Dovremmo ringraziare il Signore per i freni misericordiosi; dovremmo essere più seri nel cercare la grazia rinnovatrice, più attenti a noi stessi e più pazienti di fronte agli effetti della natura decaduta negli altri. La corruzione della loro natura era la radice dell'amarezza. Possiamo vedere nei bambini l'inizio della malvagità del mondo. Si allontanano da Dio e dal loro dovere appena possono. E quanto presto i bambini piccoli diranno bugie! Abbiamo il dovere di prenderci cura di insegnare loro e, soprattutto, di pregare ardentemente per ottenere la grazia di convertire i nostri figli in nuove creature. Anche se il veleno è dentro di noi, si può evitare che si diffonda per ferire gli altri. Quando le parole del Salvatore vengono prese in considerazione, il serpente diventa innocuo. Ma chi rifiuta di ascoltare la saggezza celeste, deve perire miseramente, per sempre.

6 Versetti 6-11

Davide pregò affinché i nemici della chiesa e del popolo di Dio non potessero più fare del male. Possiamo, in fede, pregare contro i disegni dei nemici della Chiesa. Egli predice la loro rovina. E chi conosce la potenza dell'ira di Dio? Le vittorie del Giusto, nella sua persona e in quella dei suoi servi, sui nemici della salvezza dell'uomo, producono una gioia che non nasce dalla vendetta, ma dalla visione della misericordia, della giustizia e della verità divine, dimostrate nella redenzione degli eletti, nella punizione degli empi e nel compimento delle promesse. Chiunque consideri debitamente queste cose, cercherà diligentemente la ricompensa della giustizia e adorerà la Provvidenza che ordina ogni cosa in cielo e in terra.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Salmi 58

1 Questo salmo è anche iscritto come salmo di Davide. Sia il titolo che il contenuto concordano nel fissare il tempo della sua composizione, e l'occasione, come la stessa dei due salmi precedenti. Knapp infatti lo riferisce al tempo di Assalonne, e DeWette suppone che sia stato composto al tempo della cattività babilonese. Ma non c'è motivo di allontanarsi dalla supposizione che il titolo sia corretto.

Non c'è nulla nel salmo incompatibile con la supposizione che sia stato composto da Davide, e al tempo delle persecuzioni sotto Saul. Sul significato dell'espressione nel titolo, “Al capo dei musici”, si vedano le note all'Introduzione ai Salmi 4:1. Sulla frase “Al-taschith”, vedi Introduzione a Salmi 57:1. Sulla parola “Michtam”, vedi Introduzione a Salmi 16:1.

Il salmo si compone di tre parti:

I. Una descrizione dei nemici del salmista, suggerendo una descrizione “generale” del carattere dei malvagi, Salmi 58:1. Il salmista, con una “domanda” enfatica afferma implicitamente che coloro ai quali si riferiva erano malvagi e falsi Salmi 58:1; e questo lo porta a una riflessione generale sul carattere dei malvagi;

(a) come estraniato dal grembo materno;

(b) come smarrirsi appena nati;

(c) come un serpente che inietta veleno mortale; e

(d) come sordo a tutti gli appelli di coscienza, virtù e religione - come una vipera che non ascolterà la voce dell'incantatore, Salmi 58:3.

II. Una preghiera che Dio avrebbe interposto e trattato con loro come meritavano, Salmi 58:6. Questa preghiera è espressa in diverse illustrazioni: -

(a) confrontandoli con i leoni, e pregando che i loro denti potessero essere spezzati, Salmi 58:6;

(b) confrontandoli con l'acqua, e pregando che possano scomparire mentre le acque scorrono via, Salmi 58:7;

(c) confrontandoli con una lumaca, e pregando che possano essere dissolti e scomparire come sembra che una lumaca faccia, Salmi 58:8;

(d) confrontandoli con la nascita prematura di una donna, che è stata gettata via, Salmi 58:8;

(e) confrontandoli con una pentola che è fatta sentire il calore delle spine sul fuoco, e fatta bollire rapidamente - pregando che Dio li togliesse prima che anche questo potesse essere fatto, Salmi 58:9.

III. L'esultanza dei giusti per un tale risultato, Salmi 58:10.

(a) Gioirebbero per la liberazione, Salmi 58:10;

(b) vedrebbero che Dio è un Dio giusto; che non è amico della malvagità, ma che considera la causa della verità; che c'è di fatto un governo morale giusto nel mondo; che c'è un Dio che è giudice sulla terra, Salmi 58:11.

Dite davvero giustizia, o congregazione? - Lutero lo rende: "Sei forse muto per non dire ciò che è giusto e giudicare ciò che è giusto, figli degli uomini?" Il significato del versetto è estremamente oscuro; ma probabilmente tutto il senso del salmo si volge su di esso. La parola resa "congregazione", אלם 'êlem - ricorre solo in questo luogo e nel titolo di Salmi 56:1 , "Jonath-elem-rechokim.

” Vedi le note a quel titolo. La parola propriamente significa "muto, silenzio". Gesenius (Lexicon) lo rende qui: "Decreti davvero una giustizia stupida?" vale a dire: "Davvero alla fine decretate giustizia, che così a lungo è sembrata muta?" Il professor Alexander lo rende: "Sei davvero muto quando dovresti dire la rettitudine?" L'allusione è chiaramente a qualche atto pubblico di giudizio; ad una sentenza giudiziaria; a magistrati e governanti; alle persone che “dovrebbero” dare una sentenza giusta; all'autorità che “deve” pronunciare un giusto giudizio sulla condotta degli altri.

Il “fatto” nel caso in cui si fa ricorso sembra essere stato che “non” l'hanno fatto; che la loro condotta era malvagia e perversa; che non si poteva fare affidamento sulle loro decisioni giudiziarie. Rosenmuller lo rende: "C'è, infatti, il silenzio della giustizia"; cioè, la giustizia non è dichiarata o pronunciata. Forse il significato della frase può essere espresso così: “C'è veramente un mutismo o un silenzio di giustizia quando parlate? giudicate rettamente, o figli degli uomini?». Cioè: “Davvero parli; dichiari un'opinione; pronunci una frase; ma la giustizia è, in effetti, muta o silenziosa quando la fai.

Non esiste un giudizio corretto o giusto in materia. L'opinione che viene dichiarata è basata sull'errore e ha la sua origine in un cuore malvagio”. Non c'è alcuna espressione nell'originale che corrisponda alle parole “O congregazione” nella nostra traduzione, a meno che non sia la parola אלם 'êlem, che non ha mai questo significato.

Non è così reso in nessuna delle versioni. Non è facile determinare "a chi" si riferisce questa domanda. Non può essere, come è implicito nella nostra versione comune, che sia per qualsiasi "congregazione", qualsiasi popolo riunito allo scopo di pronunciare giudizio. Eppure è evidentemente un riferimento ad alcune persone, o classi di persone, che avrebbero dovuto “giudicare”, o alle quali spettava emettere un giudizio; e la supposizione più naturale è che il riferimento sia ai capi della nazione, a Saul e ai capi di governo.

Se è corretta la supposizione che il salmo sia stato composto, come Salmi 56:1; Salmi 57:1; Salmi 59 , al tempo delle persecuzioni saline, e che appartenga allo stesso “gruppo” di salmi, allora si riferirebbe a Saul e a coloro che gli furono associati nella persecuzione di Davide.

Oggetto del salmo sarebbero allora i giudizi ingiusti che gli emettevano trattandolo come nemico della repubblica; nel considerarlo un fuorilegge e nel cacciarlo dai suoi luoghi di rifugio come se lo stesse dando la caccia come una bestia feroce. Il contenuto del salmo ben si accorda con questa spiegazione.

Giudichi rettamente? - Giudichi le cose giuste? i tuoi giudizi sono conformi alla verità e alla giustizia?

O figli degli uomini - forse riferendosi al fatto che nei loro giudizi si mostravano persone - influenzati dalle passioni comuni delle persone; in altre parole, hanno mostrato che non potevano, nel formare i loro giudizi, elevarsi al di sopra delle passioni e dei pregiudizi corrotti che di solito influenzano e dominano l'umanità.

2 Sì, in cuor vostro operate malvagità - Qualunque possano essere le apparenze esteriori, qualunque pretesa possano fare per giudicare equamente, eppure in realtà i loro cuori erano rivolti alla malvagità, ed erano consapevoli di fare il male.

Pesate la violenza delle vostre mani nella terra - È difficile attribuire un significato a questa lingua; i traduttori evidentemente sentivano di non poter esprimere il significato dell'originale; ed essi, quindi, diedero quella che sembra essere una traduzione letterale dell'ebraico. La Settanta lo rende: “Nel cuore tu operi l'iniquità nel paese; le tue mani intrecciano iniquità». La Vulgata latina: “Nel cuore si opera iniquità; nel paese le tue mani preparano l'ingiustizia.

Lutero: "Sì, compi volentieri l'iniquità nel paese e vai dritto a fare il male con le tue mani". Professor Alexander: "Nella terra, pesi la violenza delle tue mani". Forse la vera traduzione dell'intero versetto sarebbe: “Sì, in cuor vostro operate iniquità nel paese; pesate (pesate) la violenza delle vostre mani;” cioè gli atti di violenza o malvagità che le tue mani commettono.

L'idea di “pesarle” o “pesarle” deriva dall'amministrazione della giustizia. In tutti i paesi si è soliti parlare di giustizia “pesante”; simboleggiare la sua amministrazione con scale ed equilibri; ed esprimere il farlo come mantenere un equilibrio uniforme. Confronta Giobbe 31:6 , nota; Daniele 5:27 , nota; Apocalisse 6:5 , nota.

Così interpretato, questo versetto si riferisce, come Salmi 58:1 , all'atto di pronunciare il giudizio; e l'idea è che invece di pronunciare un giusto giudizio - di mantenere un pari equilibrio - si siano decisi a favore della violenza - di atti di oppressione e di torto da commettere con le proprie mani. Quella che pesavano, o dispensavano, non era una sentenza giusta, ma violenza, torto, ingiustizia, delitto.

3 Gli empi sono estraniati dal grembo materno - L'allusione qui è senza dubbio alle persone citate principalmente nel salmo - i nemici di Davide. Ma la loro condotta nei suoi confronti suggerisce una riflessione più generale riguardo a “tutti” i malvagi come aventi le stesse caratteristiche. Il salmista, dunque, invece di limitarsi ad esse le sue osservazioni, fa le sue osservazioni generali, sul principio che tutti gli uomini malvagi hanno essenzialmente lo stesso carattere, e specialmente rispetto a quanto qui affermato, che si smarriscono presto; che sono apostati e alienati da Dio fin dalla loro stessa nascita.

Le parole "i malvagi", qui non si riferiscono necessariamente all'intera famiglia umana (sebbene ciò che viene affermato sia vero per tutta la razza umana), ma a persone che nella loro vita sviluppano un carattere malvagio; e l'affermazione riguardo a loro è che si smarriscono presto nella vita - fin dalla loro infanzia.

A rigor di termini, quindi, non si può dimostrare che il salmista in questa dichiarazione si riferisse all'intero genere umano, o che intendesse fare una dichiarazione universale riguardo all'uomo come precocemente estraniato o alienato da Dio; e il passaggio, quindi, non può essere addotto direttamente e con esatta proprietà per provare la dottrina che il "peccato originale" appartiene a tutta la razza - qualunque cosa possa essere vera su questo punto.

Se, tuttavia, è dimostrato da "altri" passaggi, e dai fatti, che tutti gli uomini "sono" "cattivi" o depravati, allora l'affermazione qui diventa una prova che questo proviene dal grembo materno - fin dalla loro stessa nascita - che essi iniziano la vita con una propensione al male - e che tutti i loro atti successivi non sono che sviluppi della depravazione o corruzione con cui sono nati. È solo, quindi, dopo che è stato dimostrato che le persone "sono" depravate o "cattive", che questo passaggio può essere citato a favore della dottrina del peccato originale.

La parola resa è "estraniata" - זרוּ zorû - significa propriamente, "andare via, deviare" o "via, partire;" e poi viene a significare "essere strano" o "uno sconosciuto". L'idea corretta nella parola è che uno è uno straniero, o uno straniero, e la parola sarebbe correttamente applicata a uno di un'altra tribù o nazione, come il latino "hostis" e il greco ξείνος xeinos.

Esodo 30:33; Isaia 1:7; Isaia 25:2; Isaia 29:5; Salmi 44:20.

Il significato del termine così spiegato è che, fin dalla prima infanzia, sono “come se” appartenessero ad un altro popolo rispetto al popolo di Dio; manifestano un altro spirito; sono governati da principi diversi da quelli che riguardano i giusti. Confronta Efesini 2:19. Le loro prime indicazioni di carattere non sono quelle dei figli di Dio, ma sono a lui “estranee, strane, ostili”.

La frase “dal grembo” si riferisce, senza dubbio, alla loro nascita; e l'idea è che non appena iniziano ad agire agiscono male; mostrano di essere estranei a Dio. A rigor di termini, questo passaggio non afferma nulla direttamente di ciò che esiste nel cuore "prima" che le persone inizino ad agire, poiché è con le loro "menzogne ​​​​pronunciate" che mostrano il loro estraniamento; tuttavia è corretto "inferire" che dove questo è universale, "c'è" qualcosa che sta dietro a questo che rende certo che "agiranno" così - proprio come quando un albero porta sempre lo stesso tipo di frutto, deduciamo che c'è qualcosa "nell'albero, dietro l'effettivo "portare" del frutto, che rende certo che "porterà" tale frutto e nessun altro. Questo "qualcosa" nel cuore di un bambino è ciò che comunemente si intende per "peccato originale".

Si smarriscono - La parola ebraica usata qui significa smarrirsi, vagare, errare. È usato in riferimento a persone ubriache che barcollano, Isaia 28:7; e per l'anima, come errando o errando dai sentieri della verità e della pietà, Ezechiele 48:11; Salmi 95:10; Salmi 119:110; Proverbi 21:16. Il "modo" in cui le persone qui menzionate lo hanno fatto, è qui indicato dalle loro "menzogne ​​​​pronunciate".

Non appena nascono - Margine, come in ebraico, "dal ventre". Il significato non è che dicano bugie "non appena" sono nati, il che potrebbe non essere letteralmente vero, ma che questo è il "primo atto". La prima cosa “fatta” non è un atto di santità, ma un atto di peccato: mostrare ciò che è nel cuore.

Dire bugie -Sono false nelle loro dichiarazioni; falsi nelle loro promesse; false nel loro carattere generale. Questa è una delle forme di peccato, che indica la depravazione originaria; ed è indubbiamente selezionato qui perché questo è stato particolarmente manifestato dai nemici di Davide. Erano falsi, perfidi e non ci si poteva fidare. Se si prova, dunque, che tutti sono malvagi, allora “questo” passo diventa un testo proprio e importante per dimostrare che questa malvagità non è frutto di tentazione o di esempio, ma che è l'espressione della depravazione del cuore per natura; che la tendenza dell'uomo per natura non è al bene, ma al peccato; che i primi sviluppi del carattere sono peccaminosi; che c'è qualcosa che mente sugli atti peccaminosi nelle persone che rende certo che agiranno come fanno;

4 Il loro veleno - La loro malignità; il loro cattivo spirito; ciò che pronunciano o buttano fuori dalla loro bocca. Il riferimento qui è a ciò che parlano o pronunciano Salmi 58:3 , e l'idea è che è penetrante e mortale.

Come il veleno di un serpente - Margine, come in ebraico, "secondo la somiglianza". In questa espressione non si fa riferimento a una particolare classe di serpenti tranne quelli che sono "velenosi".

Come la vipera sorda - Margine, "asp". La parola può riferirsi alla vipera, all'aspide o alla vipera. Vedi le note in Isaia 11:8. L'idea "particolare" qui è che il serpente a cui si fa riferimento fosse come "sordo"; non poteva essere domato o ammaliato; sembrava che si tappasse le orecchie, così che non c'era modo di renderlo una cosa sicura per avvicinarsi.

La supposizione è che "c'erano" serpenti che, sebbene mortali nel loro veleno, "potrebbero" essere incantati o domati, ma che "questa" specie di serpente "non poteva". Il senso, applicato ai malvagi, è che non c'era modo di vincere le loro inclinazioni malvagie - di impedire loro di pronunciare parole che erano come veleno, o di fare del male a tutti quelli con cui venivano in contatto. Erano maligni, e non c'era alcun potere di controllare la loro malignità. Il loro veleno era mortale e non c'era possibilità di trattenerli dal fare il male.

Che le tappa l'orecchio - Che “sembra” tapparle l'orecchio; che rifiuta di ascoltare le parole e gli incantesimi con cui altri serpenti vengono soggiogati e domati. Altri, tuttavia, lo riferiscono all'uomo stesso, che significa "come la vipera sorda si tappa l'orecchio"; cioè, si fa volontariamente come la vipera che non sente e che non si vuole domare. La prima interpretazione, tuttavia, è da preferire.

5 Che non ascolterà la voce degli incantatori - La parola resa "incantatori" - לחשׁ lachash - significa propriamente "sussurratori, mormoratori", e si riferisce qui a coloro che hanno fatto uso di incantesimi o incantesimi - stregoni o maghi. Vedi le note in Isaia 8:19. Questi incantesimi erano accompagnati di solito da un suono basso e borbottante, o da un leggero sussurro, come se avessero lo scopo di calmare e controllare l'oggetto dell'incantesimo.

Tali incantatori di serpenti (o presunti incantatori) abbondavano tra gli antichi e abbondano ancora in India. L'arte è portata in India a grande perfezione; e ci sono moltitudini di persone che ottengono un sostentamento da questo potere presunto o reale sui serpenti velenosi. La loro vita si ottiene o "esibisce" il loro potere sui serpenti che portano con sé nelle loro peregrinazioni, o "disegnandoli" con i loro incantesimi dai muri di giardini, case e siepi, dove avevano preso dimora. Una moltitudine di fatti, a cui fanno riferimento coloro che hanno risieduto in India, sembrano confermare l'opinione che questo potere sia reale.

Affascinante mai così saggiamente - Margin, "Sii l'incantatore mai così astuto". La parola qui resa “affascinante” - חובר chob e r - significa propriamente legare; legare insieme. Il significato "letterale" dell'originale ebraico è "incantesimi vincolanti che sono saggi" o "astuzia"; in altre parole, facendo uso dei più astuti o abili dei loro incantesimi e incantesimi.

Il significato è che la massima abilità nell'incantare non avrà successo. Sono al di là della portata di tali arti. Così con le persone a cui fa riferimento David. Erano maligni e velenosi; e nulla li disarmerebbe dalla loro malignità e distruggerebbe il loro veleno. Ciò che qui si afferma di questi uomini è vero in un certo senso di tutte le persone. La depravazione del cuore umano è tale che nulla di ciò che l'uomo può impiegare lo soggiogherà. Nessuna eloquenza, nessuna persuasione, nessun comando, nessuna rimostranza, nessuna influenza che l'uomo possa esercitare, la soggiogheranno.

Non può essere incantato; non può essere rimosso da nessuna abilità o potere dell'uomo, per quanto grande. Le seguenti osservazioni del Dr. Thomson, che ha trascorso vent'anni in Palestina (land and the Book, vol. i. pp. 221-223), illustreranno questo passaggio: “Ho visto molti incantatori di serpenti che esercitano davvero potere straordinario su questi rettili. Portano addosso enormi serpenti, generalmente neri, che permettono loro di strisciare su tutto il corpo e nel petto; sempre, però, con certe precauzioni, necessarie o finte.

Respirano ripetutamente con forza sulla faccia del serpente e occasionalmente soffiano su di loro sputo o qualche composizione medicamentosa. È inutile descrivere i trucchi saltimbanchi che eseguono. Quello di cui sono meno in grado di spiegare è il potere di rilevare la presenza di serpenti in una casa e di attirarli o "incantarli" fuori da essa. La cosa è troppo comune per essere oggetto di scetticismo.

Il seguente resoconto, di Mr. Lane, è una giusta affermazione di questo argomento: "L'incantatore professa di scoprire, senza la percezione oculare (ma forse lo fa per un odore unico), se ci sono serpenti in casa, e se là, per attirarli a sé, come l'uccellatore, con il fascino della sua voce, attira l'uccello nella sua rete.

Come il serpente cerca il luogo più oscuro in cui nascondersi, l'incantatore deve, nella maggior parte delle facilità, esercitare la sua abilità in una camera oscura, dove potrebbe facilmente prendere un serpente dal suo seno, portarlo alla gente fuori dalla porta, e affermare di averlo trovato nell'appartamento, perché nessuno oserebbe entrare con lui, dopo essere stato assicurato della presenza di uno di questi rettili all'interno.

Ma spesso gli viene richiesto di esibirsi in piena luce del giorno, circondato da spettatori; e persone incredule lo hanno perquisito in anticipo, e perfino lo hanno denudato, eppure il suo successo è stato completo. Assume un'aria di mistero, colpisce le pareti con un breve palmo, fischia, fa schioccare con la lingua e sputa per terra, e generalmente dice: ti scongiuro, per Dio, se sei al di sopra o se tu sia sotto, che tu venga avanti; Ti scongiuro con il più grande nome, se sarai obbediente, vieni avanti, e se sarai disubbidiente, muori! morire! morire!' Il serpente è generalmente sloggiato dal suo bastone da una fessura nel muro o dal soffitto della stanza.

Ho sentito dire che un incantatore di serpenti, prima di entrare in una casa in cui deve provare la sua abilità, impiega sempre un servitore di quella casa per introdurre uno o più serpenti; ma ho conosciuto casi in cui questo non potrebbe essere il caso, e sono incline a credere che i dervisci sopra menzionati conoscano generalmente alcuni mezzi fisici per scoprire la presenza dei serpenti senza vederli e per attirarli dai loro nascondigli .

Quali possano essere questi "mezzi fisici" è ancora un segreto, come anche i "mezzi" con cui le persone possono maneggiare gli scorpioni vivi e possono metterseli in seno senza paura o danno. L'ho visto fare ancora e ancora, anche da ragazzini. Questo ha sempre suscitato la mia curiosità e il mio stupore, perché gli scorpioni sono i più maligni e irascibili di tutti gli insetti. Gli indù, e dopo di loro gli egiziani, sono i più famosi incantatori di serpenti, mangiatori di scorpioni, ecc., ecc., anche se occasionalmente si trovano zingari, arabi e altri, che si guadagnano da vivere vagabondi passeggiando per il paese, e confondendo l'ignorante con queste imprese”.

6 Rompi loro i denti, o Dio, nella loro bocca - La parola qui tradotta "rompere" significa propriamente "strappare". L'allusione è ai suoi nemici, rappresentati come bestie feroci; e la preghiera è che Dio li privi dei mezzi per fare del male - poiché gli animali selvatici sono resi innocui quando i loro denti sono rotti.

Rompi i grandi denti dei giovani leoni, o Signore - La parola usata qui significa propriamente “azzannatori” o “macinatori”: Giobbe 29:17; Proverbi 30:14; Gioele 1:6.

Confronta le note di Salmi 3:7. La parola resa "giovani leoni" qui non si riferisce a semplici cuccioli, ma a leoni adulti ma giovani nel loro vigore e forza, in contrasto con i leoni vecchi, o quelli che sono indeboliti dall'età. Il significato è che i suoi nemici erano del tipo più feroce e violento.

7 Si sciolgano come acque che scorrono continuamente - Si dileguino o scompaiano come acque che scorrono, o torrenti che scorrono e non si vedono più. “Forse” l'allusione qui può essere alle acque di un torrente in piena, che sgorgano e si perdono nella sabbia, fino a scomparire del tutto. Vedi le note a Giobbe 6:15. La preghiera è che i suoi nemici possano perire o essere sterminati, e che così possa essere salvato da loro.

Quando piega il suo arco per scoccare le sue frecce - letteralmente, "calpesta le sue frecce". Vedi le note a Salmi 11:2. Il significato qui è, quando si prepara per un attacco - o, si prepara a fare la guerra, come fa chi tende l'arco e mette la sua freccia sulla corda. L'allusione qui è ai nemici di Davide, come alla ricerca della sua vita.

Lascia che siano come tagliate a pezzi - Cioè, Lascia che le sue frecce siano come se fossero tagliate o "smussate", in modo che non producano alcun effetto. Siano tali, che non penetrino e non feriscano.

8 Come una lumaca che si scioglie, passi ognuno di loro - O meglio, Come la lumaca che si scioglie mentre va; cioè, che lascia una scia viscida man mano che si muove, e così più si scioglie man mano che avanza, finché alla fine muore. Gesenius, Lessico. L'allusione è a ciò che sembra accadere alla lumaca; sembra sciogliersi o dissolversi man mano che si muove; o sembra lasciare una parte di sé nella melma che ne sgorga.

Come la nascita prematura di una donna - La parola ebraica significa letteralmente "ciò che cade da una donna"; e quindi, la parola è usata per indicare un aborto. La preghiera è che possano scomparire completamente; che potessero diventare come coloro che non hanno mai avuto la vita reale; che il loro potere potesse scomparire del tutto.

Che possano non vedere il sole - Potrebbero non essere tra i vivi. Confronta le note di Giobbe 3:16.

9 Prima che i tuoi vasi possano sentire le spine - La parola "spine" qui - אטד 'âṭâd - si riferisce a quella che viene chiamata "spina di Cristo", l'olivello spinoso. "Gesenius". Il fuoco fatto di tali spine una volta secco sarebbe stato rapido e rapido, e l'acqua sarebbe stata presto riscaldata da esso. L'idea è che ciò a cui si fa riferimento qui accadrebbe "rapidamente" - prima che il fuoco più rapido e intenso possa fare impressione su un bollitore e sul suo contenuto.

La distruzione dei malvagi sarebbe, per così dire, istantanea. La seguente citazione del Prof. Hackitt (Illustrazioni della Scrittura, p. 135) spiegherà questo passaggio: “Una specie di spina, ora molto comune vicino a Gerusalemme, porta il nome di Spina Christi, o Spina di Cristo. La gente del paese raccoglie questi cespugli e piante e li usa come combustibile. Com'è adesso, così era un tempo.

"Come il crepitio delle spine sotto una pentola, così è il riso dello stolto", Ecclesiaste 7:6 "Prima che le tue pentole possano sentire le spine", cioè il loro fuoco, "egli le spazzerà via", Salmi 58:9 La figura in questo caso è tratta da viaggiatori nel deserto, o da pastori in tenda all'estero, che accendono un fuoco all'aperto, dove è esposto al vento; una raffica improvvisa si alza e spazza via il combustibile quasi prima che abbia cominciato a bruciare.

'Come spine tagliate saranno bruciate nel fuoco' Isaia 33:12. Il significato è che i malvagi sono inutili: la loro distruzione sarà improvvisa e completa".

Li porterà via - La parola tradotta "li porterà via" significa propriamente "rabbrividire, rabbrividire"; e poi si applica alla commozione e alla furia di una tempesta. Saranno portati via come in una tempesta che fa tremare o tremare ogni cosa; Giobbe 27:21. Sarebbe fatto "all'improvviso" e "del tutto". Una tempesta improvvisa inviata da Dio si sarebbe abbattuta su di loro e sarebbero stati spazzati via in un istante.

Sia vivo che nella sua ira - Margin, "vivente come l'ira". Questa espressione è estremamente oscura. La Settanta lo rende, "egli li divorerà come se fossero vivi, come se fosse con ira". La Vulgata latina: "Egli li divorerà come vivi, così con ira". Prof. Alexander: “Che sia crudo o fatto.” Suppone che l'idea sia che Dio sarebbe venuto su di loro mentre formavano i loro piani; e che l'illustrazione è derivata dall'atto di "cucinare", e che il significato è che Dio sarebbe venuto su di loro se quei piani fossero maturati o meno - "cotti" o "crudi".

Questa mi sembra una costruzione molto forzata, ed è dubbio che l'ebraico sopporterà. La parola resa "vivente" - חי chay - significa propriamente "vivo, vivente"; e poi, “vivace, fresca, vigorosa”; ed è quindi applicabile a una pianta viva o verde. Qui “può” essere applicato alle “spine” che erano state raccolte per il fuoco, ancora verdi o vive; e l'idea "qui" sarebbe che anche mentre quelle spine erano vive e verdi - prima che fossero accese dal fuoco (o mentre cercavano di accenderle), sarebbe arrivata una tempesta improvvisa e le avrebbe spazzate via tutte.

Non è, infatti, un evento raro nei deserti dell'Oriente, che mentre, nei loro viaggi, i viaggiatori si soffermano a cucinare il loro cibo, e hanno raccolto il combustibile - spine, o qualunque cosa possa essere a portata di mano - e hanno posto la loro pentola sopra il fuoco, una tempesta improvvisa viene dal deserto e tutto spazza via. Rosenmuller in loc. Tale evenienza “può” essere qui richiamata. La parola resa "ira" - חרון chârôn - significa propriamente "ardente"; e poi è usato per indicare qualcosa che brucia.

Viene applicato all'ira o alla rabbia, perché sembra "bruciare". Numeri 25:4; Nm 32:14 ; 1 Samuele 28:18. Qui, tuttavia, "può" essere preso letteralmente come applicabile alle spine quando iniziano ad essere accese, sebbene ancora verdi.

Si vedono dapprima raccolti e posti sotto i vasi; poi sono visti come ancora verdi - non prosciugati dalla fiamma accesa; poi sono visti come in fiamme; e, in un attimo - prima che i vasi ne risentissero - tutto è spazzato via da un'improvvisa folata di vento. L'“idea” è quella della discesa improvvisa e inaspettata di Dio sui malvagi, vanificando i loro schemi anche quando sembravano ben formati, e promettendo il completo successo.

Questo non significa, quindi, che Dio avrebbe stroncato e punito i malvagi mentre "vivevano", ma si riferisce al fatto che i loro schemi sarebbero stati improvvisamente sconfitti anche mentre supponevano che tutte le cose stessero andando bene; sconfitto prima che ci fosse, in effetti, qualsiasi progresso verso la realizzazione, poiché le disposizioni per il pasto serale sarebbero state spazzate via prima che anche la pentola avesse cominciato a scaldarsi.

10 Il giusto gioirà quando vedrà la vendetta - Quando vedrà la giusta punizione inflitta ai malvagi. Lo approverà; vedrà che è giusto; sarà contento che la legge sia rispettata e che la malvagità non trionfi; gioirà per la salvezza di coloro che fanno il bene e per la loro liberazione dagli assalti e dai disegni degli empi. Ovunque si approva la giusta amministrazione del diritto, anche se consegna i trasgressori alla prigione o alla morte; ed è una questione di gratificazione per tutti coloro che amano la legge e l'ordine quando viene mantenuto un governo retto; quando la malvagità è controllata; quando la giustizia è amministrata in una comunità.

Questa è la fine del governo e del diritto; questo è ciò che tutti i magistrati sono incaricati di assicurare; questo è ciò che tutti i buoni cittadini mirano a realizzare. Non ci sono prove che il salmista avesse un sentimento vendicativo o vendicativo quando pronunciò il sentimento in questo versetto. Vedi le note a Salmi 52:6. Confronta Salmi 37:34; Salmi 40:3.

Salmi 68:23suoi piedi nel sangue degli empi - Confronta Salmi 68:23. L'immagine qui è presa da un campo di battaglia, dove il vincitore calpesta il sangue degli uccisi. È un linguaggio forte che denota l'intero rovesciamento dei malvagi. Non c'è dubbio, tuttavia, che l'allusione sia ai “sentimenti” di soddisfazione e di trionfo con cui un vincitore cammina su un tale campo; l'esultanza che ha che i suoi nemici sono sottomessi e che ha trionfato.

L'“idea” è che i giusti avranno emozioni, quando i malvagi saranno sottomessi e puniti, che per certi aspetti “assomigliano” ai sentimenti del vincitore che cammina su un campo coperto del sangue degli uccisi. Tuttavia non è “necessario” supporre che questi siano, in entrambi i casi, sentimenti vendicativi; o che o il vincitore o il giusto hanno piacere nello spargimento di sangue, o nelle sofferenze degli altri; o che non avrebbero preferito che gli sconfitti e gli uccisi “non” fossero stati malvagi, e “non” fossero stati fatti soffrire in questo modo.

Tutto ciò che è "essenzialmente" implicato in questo è che c'è un sentimento di soddisfazione e approvazione quando la legge è rivendicata e quando viene impedito il trionfo della malvagità. Sarebbe difficile mostrare che i sentimenti espressi dal salmista sono “meno” propri di quelli che un ufficiale di giustizia “può” e “dovrebbe” avere e “fa” quando ha fedelmente adempiuto al suo dovere , e ha assicurato l'arresto e la punizione dei trasgressori della legge; o che il salmista abbia espresso qualcosa di più di quanto debba sentire ogni uomo che vede una punizione “giusta” inflitta ai colpevoli. Certamente si tratta di rallegrarsi che la malvagità “non” trionfi; è una cosa di cui esultare quando “è” arrestato.

11 In modo che un uomo dica - Cioè, ogni uomo dirà, o le persone ovunque lo vedranno. Questo esprime il risultato di un'attenta osservazione dei rapporti divini tra le persone. La conclusione di quei rapporti è,

(a) che c'è, nel complesso, una ricompensa per i giusti sulla terra, o che la giustizia tende ad assicurarsi il favore di Dio ea promuovere la felicità umana; e

(b) che c'è un Dio - un Essere giusto che presiede agli affari umani.

Una ricompensa per i giusti - Margine, come in ebraico, "frutto per i giusti". Cioè, la giustizia produrrà i suoi "frutti" appropriati, poiché gli alberi coltivati ​​ricompenseranno il coltivatore. L'idea è che c'è un corso delle cose sulla terra, anche con tutto ciò che è misto e misterioso, che è favorevole alla virtù; che mostra che c'è un "vantaggio" nell'essere giusti; che dimostra che c'è un governo morale; il che rende certo che Dio è amico della virtù e nemico del vizio; che è amico della santità e nemico del peccato. Confronta le note in 1 Timoteo 4:8.

In verità è un Dio che giudica sulla terra - O, Veramente c'è un Dio che giudica sulla terra. In altre parole, il corso delle cose dimostra che le cose del mondo non sono lasciate al caso, al destino oa mere leggi fisiche. Ci sono risultati della condotta umana che mostrano che c'è una “Mente” che presiede a tutto; che c'è Uno che ha uno scopo e un piano tutto suo; che c'è Uno che “amministra” il governo, premiando i buoni e punendo i malvagi.

L'argomento è che c'è un corso delle cose che non può essere spiegato supponendo che gli affari della terra siano lasciati al caso; che sono controllati dal destino; che sono regolati da mere leggi fisiche; che si prendono cura di se stessi. C'è una chiara prova dell'interposizione divina in quelle faccende, e una chiara prova che, nel complesso, e nel risultato finale, quell'interposizione è favorevole alla giustizia e contraria al peccato.

Nessun uomo, in altre parole, può prendere i "fatti" che accadono sulla terra e spiegarli in modo soddisfacente, se non supponendo che ci sia un Dio. Tutte le altre spiegazioni falliscono; e numerose, come si deve ammettere, sono le difficoltà che incontriamo anche su questa supposizione, eppure tutte le altre supposizioni falliscono del tutto nel dare un resoconto intelligibile di ciò che accade nel nostro mondo. Vedi questo argomento espresso in un modo che non può essere confutato, in Analogy di Bishop Butler, parte i. cap. ii.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Salmi 58

1 INTRODUZIONE AL SALMO 58

«Al capo dei musici, Altaschith, Michtam di Davide». Secondo la versione siriaca, questo salmo fu scritto quando Saul minacciò i sacerdoti, perché non gli avevano mostrato dove fosse Davide, quando lo sapevano. Il Dr. Lightfoot pensa che il titolo "Altaschith" si riferisca al fatto che Davide non distrusse Nabal, come aveva minacciato; e che il veleno della lingua di Nabal nell'insultarlo, e la sordità delle sue orecchie nel non prestare attenzione ai messaggeri che saggiamente raccontavano il loro incarico, sono designati in questo salmo; e in cui il salmista profetizza della sua morte improvvisa, prima che le pentole per il suo banchetto potessero essere riscaldate dalle spine sotto di esse, e mentre era vivace e gioviale. Jarchi è dell'opinione che sia stato composto dopo che Davide era stato nella trincea dove giaceva Saul, e aveva tolto la lancia e la crociera, e se n'era andato, e aveva chiamato Abner, dicendo: "Non rispondi tu?", che è come se dicesse: Non è ora in tuo potere convincere Saul e mostrargli che mi insegue senza motivo, poiché, se avessi voluto, avrei potuto ucciderlo? Kimchi dice che fu scritto a causa di Abner, e del resto dei principi di Saul, che giudicarono Davide come un ribelle contro il governo, e dissero che spettava a Saul inseguirlo per ucciderlo; perché, se lo avessero trattenuto, Saul non lo avrebbe inseguito; E in verità sembrano essere giudici malvagi quelli a cui si rivolge questo salmo; "non distruggere". Arama dice che dichiara la malvagità dei giudici di Saul

Versetto 1. O congregazione parlate forse con giustizia?

Dei potenti, come in Salmi 82:1, i giudici del paese, che erano molti, e quindi chiamavano una congregazione, come è necessario, perché, essendo molti, non si corrompono così facilmente; e inoltre, uno può vedere ciò in una causa che un altro non vede. La parola significa un "covone"; e così è da alcuni tradotto, a cui un banco o un'assemblea di giudici può essere paragonato; perché composto da molti, e da un corpo eletto, che dovrebbe unirsi insieme in una sentenza o decreto, e agire rettamente, come un covone di grano che sta in piedi; vedi Genesi 37:7 ; alcuni pensano che la parola abbia il significato di mutismo, o silenzio; così Jarchi e R. Mosè; come "elem" in Salmi 56:1, intitolano, e lo rendono "dite veramente la giustizia muta?" o "la mutezza della giustizia"; o siete muti, o la vostra bocca tace, quando dovreste parlare di giustizia? e così il salmista li accusa per il loro silenzio criminale, per non aver contraddetto Saul e i suoi cortigiani quando parlarono contro di lui; e per non averlo consigliato ad un altro tipo di condotta verso di lui. Tutti gli uomini dovrebbero dire ciò che è giusto e vero; ma soprattutto i giudici in tronca, che devono giudicare il popolo con giusto giudizio, Deuteronomio 16:18 ; ma qui questo è messo in dubbio, e messo in discussione; almeno la loro sincerità nel giudicare: sì, è negata; perché questo interrogatorio porta in sé una forte negazione; e il significato è che non hanno detto giustizia, o ciò che era giusto e retto nella causa di Davide, quando erano davanti a loro;

giudicate voi rettamente, o figli degli uomini? No, non l'hanno fatto; Erano giudici ingiusti. Il salmista li chiama "i figli degli uomini", come in 1Samuele 26:19, in distinzione da Dio il Giudice di tutti, e per ricordarli della loro fragilità e mortalità; perché, sebbene fossero dèi di ufficio, non erano altro che uomini, e dovevano morire come uomini, ed essere responsabili davanti al Giudice supremo di tutti i loro procedimenti in giudizio qui, Salmi 82:1,6,7

2 Versetto 2. sì, in cuor vostro operate malvagità,

Erano ben lontani dal parlare con giustizia e dal giudicare rettamente. Il cuore dell'uomo è la malvagità stessa; è disperatamente malvagia, ed è la bottega in cui si compie tutta la malvagità; poiché gli atti peccaminosi sono commessi lì così come con la lingua e con la mano, come segue. Questa frase denota anche il loro peccato; non con la precipitazione, ma con la sorpresa; ma con premeditazione e deliberazione; e il loro farlo di cuore, con buona volontà e con tolleranza, e la loro continuazione e costante persistenza in esso;

Pesate la violenza delle vostre mani sulla terra; si sono resi colpevoli di atti di violenza e di oppressione, di cui, tra tutti gli uomini, i giudici non dovrebbero essere colpevoli; il cui compito è quello di perorare la causa dei feriti e degli oppressi, di raddrizzare i loro torti e di proteggerli e difenderli: hanno finto di pesare queste cose sulla bilancia della giustizia e dell'equità, e le hanno commesse sotto una dimostrazione di giustizia; decretavano decreti ingiusti e fabbricavano il male con una legge; E questo fecero apertamente, e dappertutto, in tutto il paese

3 Versetto 3. Gli empi sono estranei dal grembo materno,

Quale corruzione originale della natura spiega tutta la malvagità commessa dagli uomini: essi sono concepiti nel peccato, plasmati nell'iniquità e sono trasgressori fin dal grembo materno; sono alienati da Dio e da quella vita pia che gli è gradita ed egli richiede; e dalla sua conoscenza, dal suo timore e dall'amore per lui; e non desiderano la conoscenza di lui né delle sue vie; sono lontani dalla sua legge e avversi ad essa; e ancor più al Vangelo di Cristo; le cui dottrine, così come le grandi cose scritte nella legge, sono cose strane per loro; ed essi sono estranei alla repubblica d'Israele, estranei al popolo di Dio, non sanno nulla di loro, né delle loro gioie, né dei loro dolori;

si smarriscono appena nati, proferendo menzogne; sono malvagi fin dall'infanzia, dalla giovinezza in su; e il peccato, che significa "smarrirsi", non appena ne sono capaci, e che è molto presto. Il peccato appare presto nel temperamento e nelle azioni di allora; si allontanano dalla via di Dio, e volgono ognuno alla propria strada, e camminano sulla larga strada che conduce alla perdizione: e in particolare si rendono colpevoli molto presto di menzogna; Appena possono parlare, e prima che possano parlare chiaramente, sputano menzogne, che imparano dal loro padre il diavolo, che è il padre delle menzogne; e così rimangono tutti i loro giorni estranei alle cose divine, sviandosi da Dio, il Dio della verità, commettendo continuamente abominazioni e proferendo menzogne; la quale perseveranza in queste cose fa la differenza tra gli uomini reprobi e gli eletti di Dio; Infatti, sebbene questi ultimi siano per natura uguali ai primi, tuttavia la loro natura è trattenuta, prima della conversione, dall'entrare in tutti i peccati a cui sono inclini a farlo; e se no, tuttavia alla conversione si pone fine al loro progresso nell'iniquità

4 Versetto 4. Il loro veleno è come il veleno di un serpente,

O la loro "ira" e il loro furore, come può essere resa la parola , contro Dio, il suo popolo, e anche gli uni gli altri, è come quella di un serpente quando è irritato e provocato; o le loro parole maliziose e divoranti sono come il veleno degli aspidi sotto le loro labbra, Romani 3:13 ; o qui si intende la malignità del peccato in loro, che, come il veleno di un serpente, è latente, nascosto e in agguato in essi; è molto contagiosa per tutti i poteri e le facoltà dell'anima e per le membra del corpo; ed è mortale e incurabile, senza la grazia di Dio e il sangue di Cristo;

[sono] come la vipera sorda [che] si tappa l'orecchio; la vipera è una specie di serpente, in ebraico chiamato "pethen"; da qui il serpente "Pitone". Questo non è, sordo naturalmente, altrimenti non avrebbe bisogno di tapparsi l'orecchio, ma di scelta; e i naturalisti osservano che è più veloce dell'udito che della vista. Jarchi dice infatti, quando invecchia diventa sordo da un orecchio, e si tappa l'altro orecchio con la polvere, per non sentire la voce dell'incantatore; Sebbene altri dicano che si tappa un orecchio con la coda e depone l'altro a terra; ma questi sembrano favolosi. Davide ne parla in senso figurato, che si comporta come se fosse sordo, senza considerare incantesimi, ma nonostante i morsi; questi non avevano alcuna influenza su di esso, che, se ne avevano, non poteva essere ostacolato dalla sua sordità; e paragona ad essa gli uomini malvagi, che sono volontariamente sordi a tutti i buoni consigli e consigli dati loro

5 Versetto 5. Che non ascolterà la voce degli incantatori,

O "che usano incantesimi", per incantare serpenti, mormorando certe parole, o con canti magici; per cui si dice che sono stati tirati fuori dalle loro tane, o fatti volare, o sono diventati storditi, e hanno perso il loro veleno, e sono persino scoppiati; come Bochart riferisce da Plinio, Eliano, Lucano, Isidoro, Virgilio, Ovidio, Orazio e altri: ma un "aspide" non è toccato dagli incantesimi, e non sono di alcun aiuto contro i suoi morsi e il suo veleno. Né queste parole suppongono che il salmista approvasse gli incantesimi, o affermi che la loro virtù fosse reale, ma piuttosto suggerisce il contrario; Egli trae la sua similitudine solo dall'apparente sordità e disprezzo dei serpenti agli incantesimi, per esporre l'ostinazione degli uomini malvagi: e la loro risoluzione di continuare nelle loro vie malvagie; come il serpente che disprezza gli uomini:

affascinante mai così saggiamente; essere "saggio, abile", o reso saggio in incantesimi incantevoli; uno molto dotto ed esperto nell'arte; o nell'"associare associazioni, abile": che fa un consorte di parole magiche per ottenere il suo scopo, come alcuni pensano; o perché con i suoi incantesimi associa e raduna molti serpenti insieme, e li addomestica; o perché fa questo con la società e la comunione con il diavolo; metodi in nessun modo approvati dal salmista, solo accennato. Forse potrebbe essere reso meglio, "che non darà ascolto alla voce dell'eloquente, mettendo insieme le cose con tanta saggezza": la parola è usata per un oratore eloquente, Isaia 3:3. Tali ministri del Vangelo sono, che sono potenti nelle Scritture. La voce del Vangelo è una voce affascinante; proclama buone notizie e liete novelle; è una voce di amore, grazia e misericordia, di pace, di perdono, di giustizia e di salvezza per mezzo di Cristo; ed è saggiamente incantato quando non dà un suono incerto, è tutto d'un pezzo, ed è predicato fedelmente, come lo fu dagli apostoli di Cristo; i quali, come uomini saggi, lo hanno posto come fondamento della vita eterna e della salvezza; e soprattutto come fu predicato da Cristo stesso, che parlò come mai l'uomo ha fatto: eppure, tale era la durezza e l'ostinazione dei malvagi Giudei, che essi tapparono le loro orecchie al suo ministero, né permisero che altri vi assistessero; e così è ora: il che mostra l'insufficienza dei migliori mezzi di se stessi, e la necessità di una grazia potente ed efficace, per operare sui cuori degli uomini

6 Versetto 6. Spezza i loro denti, o Dio, nella loro bocca,

Dalla descrizione dei malvagi, il salmista passa alle imprecazioni sui suoi nemici; che egli rappresenta come crudele e assetato di sangue, e come più forte di lui; e perciò si rivolge a Dio, che poteva, come a volte faceva, colpire i suoi nemici sullo zigomo e spezzare i denti agli empi; il che si fa togliendo loro il potere e gli strumenti per far del male: e può essere che con "i loro denti in bocca" si possano intendere le loro parole maliziose, calunnie e detrazioni; i denti sono lo strumento della parola; e "spezzandoli", impedendo il male da loro progettato;

O Signore, Saul era il vecchio leone, i suoi principi, i suoi nobili e i suoi cortigiani, i suoi giovani, i suoi denti mascellari erano come coltelli per divorare Davide e i suoi uomini, a meno che non fossero strappati via, altrimenti Dio nella sua provvidenza si sarebbe intromesso e avrebbe impedito l'esecuzione dei loro disegni malvagi e crudeli, e che avrebbe potuto facilmente distruggerli con il suo colpo, e con il soffio delle sue narici, Giobbe 4:9,10

7 Versetto 7. Che si sciolgano come acque che scorrono continuamente,

Si scoraggino, e il loro coraggio viene loro meno, e non rimanga in loro alcuno spirito, Giosuè 7:5 ; o siano instabili come l'acqua che scorre continuamente, sempre in flusso e in movimento; che non siano mai stabili, ma che cambino sempre nel loro stato e nelle loro circostanze, Genesi 49:4 ; o che 'svaniscano', come le versioni dei Settanta e della Vulgata latina; che è il caso dell'acqua che trabocca o fugge: o "siano disprezzati", come Jarchi, e le versioni araba, siriaca ed etiopica; essendo inutili e inutili, come lo è l'acqua quando passa e se ne va: o lascia che la loro rovina e distruzione sia rapida come l'acqua che scivola; siano portati in desolazione in un attimo; Giobbe 24:18 ; e sia irrecuperabile, come l'acqua che scorre sopra la coppa, e spargendosi, si versa per terra, e non può essere raccolta, 2Samuele 14:14. Il Targum è,

"si sciolgano nei loro peccati come acqua";

[quando] egli piega [il suo arco per tirare] le sue frecce, siano come tagliate a pezzi; o quando l'uomo malvagio tende il suo arco per scagliare le sue frecce contro i giusti; quando escogita, il suo capo contro di lui, spara parole amare e tenta di fargli del male; sia come se la corda del suo arco e le sue frecce fossero tutte tagliate a pezzi; che tutti i suoi disegni, parole e azioni siano inutili, e che la sua mano non compia la sua impresa: o quando Dio tende il suo arco contro i malvagi, così Jarchi; e prepara per loro gli strumenti di morte, e ordina le sue frecce contro i persecutori, Salmi 7:12,13 ; siano dunque sterminati i suoi nemici e quelli del suo popolo, come le cime delle spighe di grano; come significa la parola usata, Giobbe 24:24. Le parole possono essere tradotte: "Sia lui (Dio) che diriga le sue frecce; come si tagliano le cime delle spighe"; così stiano

8 Versetto 8. Come una lumaca che si scioglie, passi ciascuno di loro,

Come una lumaca quando esce dal suo guscio si liquefa, lascia cadere la sua umidità, e con essa fa un "sentiero", da cui prende il nome שׁבלול, in lingua ebraica; e così il Targum qui,

"come la lumaca si inumidisce la strada";

la quale umidità a poco a poco si esaurisce, si scioglie e muore: così il salmista prega che tutti i suoi nemici possano morire allo stesso modo. Alcuni pensano che si faccia riferimento al fatto che la lumaca tira fuori le corna inutilmente quando è in pericolo, e lo applicano alle vane minacce dei malvagi; una strana differenza questa, tra un giovane leone ruggente, Salmi 58:6, e una lumaca che si scioglie. La Settanta, la Vulgata latina e tutte le versioni orientali lo rendono come cera [che] si scioglie: vedi Salmi 68:2 ;

[come] la nascita prematura di una donna, [affinché] non vedano il sole; vedi Giobbe 3:16. Il Targum è,

"come un abortito e una talpa, che sono ciechi e non vedono il sole".

Così Jarchi lo rende una "talpa", in accordo con il Talmud. Oppure, "non vedano il sole"; muoiano e non vedano mai più il sole nel firmamento; Cristo, il sole della giustizia; né godere del favore di Dio e della luce del suo volto; né la luce della vita, né la gloria eterna e la felicità; vedi Salmi 49:19

9 Versetto 9. Prima che i tuoi vasi possano sentire le spine,

Il che è presto fatto; poiché come le spine secche fanno una grande fiammata, così danno un rapido calore; Le pentole le sentono presto, o l'acqua in esse contenuta riceve presto calore da esse. Dalle imprecazioni il salmista procede a profetizzare, e predice l'improvvisa distruzione degli uomini malvagi, che sarebbe avvenuta prima che una pentola potesse essere riscaldata con una fiammata di spine. Il Targum è,

"Prima che gli empi diventino teneri, si induriscono come la spina":

cioè, non diventano mai teneri, né hanno una coscienza tenera, ma sono induriti nel peccato fin dall'infanzia. Alcuni rendono le parole: "prima che le tue spine diventino un rovo" o "rovo"; le piccole spine diventano grandi, le tenere spine dure, come Jarchi; cioè, come egli lo interpreta, prima che i figli degli empi siano cresciuti, sono distrutti; quei figli di Belial, che sono come spine gettate via, 2Samuele 23:6. Altri, come Aben Esdra, "prima di capire"; cioè uomini saggi e sapienti; "che le tue spine sono un rovo"; o da minori sono diventati più grandi; e così denota, come prima, la subitaneità e la rapidità della loro distruzione, come segue:

egli, cioè Dio,

li porterà via come in un turbine, non a se stesso, come Enoc, né al cielo, dove Elia salì per un turbine, ma dalla terra dei viventi, e come con una tempesta, all'inferno, dove piovono su di loro lacci di fuoco e zolfo; vedi Giobbe 27:20,21 Salmi 11:6 ;

sia in vita che nella sua ira, quando è in salute e in piena forza, e così va subito all'inferno, come Kore e la sua compagnia vivono sulla terra, e tutti in collera e in grande dispiacere, perché anche i giusti sono stati tolti, ma allora è dal male futuro e alla felicità eterna, e per molte provvidenze tempestose, che sono nell'amore e per il loro bene, entrano nel regno: e quelli che sono vivi alla venuta di Cristo saranno rapiti per incontrarlo nell'aria; ma gli empi sono portati via come in un turbine, vivi e in collera

10 Versetto 10. Il giusto si rallegrerà quando vedrà la vendetta,

Prima imprecata e predetta; la punizione inflitta dal Signore, al quale appartiene la vendetta, in un modo di ira vendicativa; poiché ciò che accade agli empi in modo afflittivo è in ira e come vendetta su di loro: e poiché i giudizi di Dio sono talvolta manifesti, devono essere visti, sono osservati dai giusti, che si rallegrano di essi; non come mali e miserie semplicemente considerati, né per un affetto privato; ma come la gloria della giustizia divina è manifestata in esso, e la bontà di Dio è mostrata a loro, liberandoli dalle loro mani; vedi Apocalisse 18:20; 19:1-3 ;

egli laverà i suoi piedi nel sangue degli empi; che denota la grande distruzione degli empi e l'abbondanza del sangue che sarà versato; vedi Apocalisse 14:20 ; e i santi avranno su di loro tutta la vittoria, e la loro sicurezza da loro, Salmi 68:21-23 ; così come la soddisfazione, il piacere e il ristoro, per così dire, avranno nella loro distruzione; significava che i loro piedi venivano lavati nel loro sangue, invece di essere lavati nell'acqua, usuale nei paesi orientali; a causa della gloria delle perfezioni divine che vi appaiono. La Settanta, la Vulgata latina e tutte le versioni orientali, leggono, le sue mani

11 Versetto 11. così che un uomo dica:

Qualsiasi uomo, e ogni uomo, specialmente, che sia osservante, saggio e consapevole; egli concluderà, da tale dispensazione di cose, dal modo in cui Dio ha trattato i malvagi in questo modo:

In verità, [c'è] una ricompensa per il giusto; o "frutto" per loro: essi hanno i frutti dell'amore divino, le benedizioni di un patto eterno; e il frutto di Cristo, l'albero della vita, che è dolce al loro palato, come lo sono i benefici della sua morte, della sua parola e delle sue ordinanze; e i frutti dello Spirito, le sue numerose grazie operate nelle loro anime; e i frutti della giustizia, il cui effetto è la pace; ed è una ricompensa che ricevono, anche se non per aver osservato i comandamenti di Dio; e raccolgono frutto per la vita eterna, che è la ricompensa della ricompensa, la ricompensa dell'eredità, la grande ricompensa in cielo, che rimane per loro; e che avranno non per amore della loro giustizia, ma per amore della giustizia di Cristo; da cui sono denominati giusti, e che dà loro un diritto e un titolo su di esso: così che questa è una ricompensa, non di debito come loro dovuto, e da reclamare da loro a causa di qualsiasi cosa abbiano fatto; ma della grazia, che scorre attraverso il sangue e la giustizia di Cristo;

in verità, egli è un Dio che giudica sulla terra; che ci sia un Dio si riconosce dai giudizi che egli esegue; e che egli giudichi sulla terra, e sia il Giudice di tutta la terra, che farà il bene, può essere dedotto dalla vendetta inflitta agli uomini malvagi; ed egli giudicherà un giorno il mondo con giustizia, per mezzo di colui che ha costituito giudice dei vivi e dei morti. Le parole nel testo ebraico sono al plurale, אלהים שׁפטים, "dèi che giudicano": che Kimchi e Ben Melech dicono che è a causa dell'onore; o come essi, con Aben Esdra, lo interpretano, degli angeli: ma questi non sono giudici sulla terra; piuttosto è espressivo di una trinità di Persone nella Divinità, Padre, Figlio e Spirito. Il Padre è il Giudice di tutti, anche se non esegue il giudizio; ma l'ha affidata al Figlio, che è il giudice dei vivi e dei morti; e lo Spirito giudica, rimprovera e convince il mondo del peccato, della rettitudine e del giudizio

Commentario del Pulpito:

Salmi 58

1 SALMO di condanna contro i giudici ingiusti. Alcuni suppongono che i giudici siano esseri sovrumani, incaricati del governo della terra (Cheyne). Altri suggeriscono che i governanti pagani di Israele, a Babilonia, durante il periodo della cattività. Ma il linguaggio non è più forte di quello rivolto spesso ai giudici nativi: vedi Isaia 1:16-25; 10:1-4; Geremia 5:26-29; Michea 3:9-12, ecc.; E non c'è motivo di rifiutare l'affermazione del "titolo", che il salmo è stato scritto da Davide. Può darsi che appartenga ai primi anni del regno di Davide o al periodo immediatamente precedente la ribellione di Absalom

Il salmo è composto da due strofe e una conclusione. La prima strofa è uno dei cinque versetti, e stabilisce i motivi di lamentela (Versetti. 1-5). Il secondo, che è uno dei quattro versetti (Versetti. 6-9), emette la sentenza, descrivendo la punizione imminente. La conclusione (Versetti. 10, 11) esprime la soddisfazione del giusto per il risultato

Parlate voi con giustizia, o congregazione! La traduzione di elem (μlae) con "congregazione" è contraria a ogni analogia, e del tutto insostenibile. Deve significare "muti", o essere una corruzione di elim (μyliae) - "potenti" comp. Salmi 29:1 In entrambi i casi è un epiteto applicato ai giudici del popolo, e non alla congregazione. Giudicate voi rettamente, o figli degli uomini? Entrambe le domande sono poste con amara ironia, come si evince dal contesto

OMELIE di W. FORSYTH Versetti 1-11.- Giudici ingiusti

C'è un contrasto in questo salmo tra i giudici ingiusti della terra e Dio, il giusto Giudice di tutti gli uomini, (Versetti 1, 2 e Versetto 11). "Voi, o dèi, parlate veramente con giustizia? Giudicate voi con rettitudine i figlioli degli uomini? No, nel cuore commettete iniquità, nella terra soppesate la violenza delle vostre mani" (Delitzsch). Questa protesta indignata è giusta. I giudici sono stati spesso infedeli alla loro fiducia. Hanno prostituito il loro potere a fini egoistici. Hanno accresciuto invece di diminuire i mali della società, e hanno peggiorato la confusione, confusa, con le loro azioni malvagie. Ci sono esempi significativi di questo nella Bibbia, e sebbene le righe siano cadute fino a noi, in questi ultimi giorni, in luoghi piacevoli, i nostri padri, nei giorni di Bonner e Jeffries e Claverhouse, e nei giorni della persecuzione, hanno sofferto dolorosamente. Ma com'è diverso per Dio, il Giudice di tutta la terra! I suoi giudizi sono tutti giusti. Anche i malvagi non possono lamentarsi. Nella loro punizione essi ricevono solo, come attesta la loro coscienza, "la giusta ricompensa delle loro opere". La nostra attenzione è particolarmente concentrata sui malvagi

IL LORO CARATTERE È RITRATTO. (Versetti 1-5) Il carattere è una crescita. Nessun uomo diventa all'improvviso molto cattivo o molto buono. C'è una gradazione: "prima la lama, poi la spiga, poi il grano pieno nella spiga". Ci viene mostrata la malvagità nel suo germe. Ha la sua fonte in un cuore cattivo, un cuore che non è a posto con Dio. Dall'interno lavora verso l'esterno. Il male può essere nascosto o tenuto a freno per un certo tempo, ma è sicuro che si manifesterà. Le persone possono essere peggio di quanto sembrino. Dio solo conosce il male che giace nascosto e radicato nel cuore. Allora vediamo la malvagità nel suo sviluppo. È stato detto che "i peccati della lingua sono le nostre prime trasgressioni". Ma con quanta rapidità passiamo dalla "menzogna" ad altre e più flagranti forme di malvagità! Più si asseconda la volontà della carne, più diventa forte. Il veleno si diffonde in tutte le vene. "L'anima si riveste di contagio, imcorpi e imbruti, fino a perdere completamente la proprietà divina del suo primo essere".(Milton)

Poi viene la consumazione. Tutti i controlli, gli avvertimenti e le rimostranze sono vani. Gli uomini diventano "più sordi che vipere alla voce della vera decisione". Come Saul, scelgono il male invece del bene. Come Roboamo, persistono nei loro peccati. Come Achab, si vendono per operare l'iniquità. Come Israele, essi induriscono i loro cuori contro ogni insegnamento e rimprovero, finché alla fine non c'è rimedio 2Cronache 36:16

II IL LORO GIUDIZIO È PREDETTO. (Versetti 6-11) Dio è longanime e misericordioso. Come sono eccellenti i suoi consigli! Come sono teneri i suoi rimproveri, come sono graziosi i suoi appelli al pentimento! Ma quando gli uomini malvagi persistono consapevolmente e ostinatamente nelle loro vie malvagie, il giudizio deve essere fatto. Il salmista aggiunge un'immagine all'altra per rafforzare l'argomento e per esporre più vividamente la terribile condanna dei malvagi

1. Il giudizio, è richiesto nell'interesse dell'umanità. In tutti i buoni governi ci sono leggi per la protezione della società. Se i malvagi non si pentiranno, dovranno essere trattenuti. Il loro potere di fare del male deve essere fermato

2. Inoltre, il giudizio è richiesto secondo la giustizia. Non c'è nulla di arbitrario nella procedura. Anche il male deve essere affrontato in modo equo

3. Il giudizio è necessario anche per la rivendicazione della verità di Goers. C'è una necessità morale per cui dovrebbe essere "cattivo con i malvagi". "Dio non è un uomo per mentire". "Ma il male in se stesso si ritirerà, e non si mescolerà più con il bene, quando alla fine. Raccolto come feccia e ristretto a se stesso, sarà in eterno e irrequieto mutamento, autonutrito e autoconsumato; se questo fallisce, il firmamento delle colonne è marciume, e la base della terra è costruita sulla stoppia".(Milton) -W.F

OMULIE di C. Short Versetti 1-11.- Un'audace protesta contro i giudici ingiusti

IO L'INVETERATAMENTE MALVAGIO. (Versetti 1-5)

1. Malvagio dentro e, fuori. (Versetti 1, 2) Nel cuore e nell'opera

2. Malvagio per natura e per abitudine. (versetto 3) Smarriscono tutta la vita

3. Incorreggibile. (versetto 4) Come la vipera che non si lascia girare dalla voce dell'incantatore

II LA LORO PUNIZIONE. (Versetti 6-11)

1. Saranno resi impotenti nei loro disegni. (Versetti 6-9) Tutte le figure in Versetti. 6-9 significano questo

2. Diventeranno l'oggetto della giusta vendetta di Dio. (Versetti 9, 10)

3. Le vittime della loro malvagità vedranno la loro sconfitta e gioiranno in esso. (Versetti 10, 11) Si rallegreranno che c'è un Dio che giudica tra gli uomini.

2 sì, in cuor vostro operate malvagità; letteralmente, malvagità o iniquità. Questi prima li escogitate nel vostro cuore, e poi (vedi la prossima frase) li mettete in pratica con le vostre mani. Voi pesate (o pesate) la violenza delle vostre mani sulla terra. Invece di amministrare con cura la giustizia agli uomini, dopo averla accuratamente soppesata sulla bilancia del diritto e dell'equità, si pesa loro il semplice torto e la "violenza".

3 Gli empi sono estranei al grembo materno, si smarriscono appena nati, proferendo menzogne. Questo è il linguaggio dell'iperbole, e non è certamente la professione della dottrina del peccato originale. Ciò che il salmista intende dire è che coloro che alla fine diventano peccatori atroci, per la maggior parte mostrano, fin dalla prima infanzia, una forte tendenza al male. Implica che con gli altri il caso è diverso. Sebbene ci possa essere in loro una corruzione della natura, Salmi 51:6 tuttavia, nel complesso, hanno buone disposizioni e presentano un contrasto con gli empi che sta descrivendo

4 Il loro veleno è come il veleno di un serpente comp. Salmi 140:3 ; RAPC Sir 25:15 Sono come la vipera sorda che si chiude l'orecchio. Si supponeva che la "vipera" fosse sorda, a causa della sua difficoltà di ammaliazione. Si pensò ostinatamente di mettersi contro l'incantatore e, per così dire, di tappargli le orecchie

5 Che non ascolterà la voce degli incantatori. Gli incantatori di serpenti sono menzionati in Ecclesiaste 10:11 e Geremia 6:17. Sono sempre stati comuni in Oriente, come lo sono ancora in India; ed è con ragione sospettato che i maghi del Faraone impiegassero l'arte nella loro gara con Mosè e Aronne. Affascinante mai così saggiamente; letteralmente, anche se legano abilmente i loro incantesimi

6 Versetti 6-9."La descrizione passa all'imprecazione, con un 'Elohim' enfaticamente posto al primo posto" (Cheyne). Le metafore si accumulano. La minaccia segue la minaccia. L'ira di Dio è invocata per la prima volta sui malvagi (Versetti. 6-8); poi (Versetto 9) viene annunciato il giudizio imminente

Spezza loro i denti, o Dio, nella loro bocca. A volte, quando hanno catturato il loro serpente, gli incantatori di serpenti procedono a battere le zanne avvelenate con una pietra o un bastone (Geike, 'The Holy Land and the Bible,' vol. 1, p. 245). Il salmista, nella prima frase, sembra alludere a questa pratica; Nel secondo, cambia la metafora, tornando alla sua immagine preferita del giovane leone (Kephir). Spezza i grandi denti dei giovani leoni, o Signore. I "denti delle guance", Gioele 1:6 o zanne principali su entrambi i lati, sono intesi

7 Che si sciolgano come acque che scorrono continuamente; cioè "Lasciateli deperire e andare nel nulla, come l'acqua che scorre via e non porta a nulla". Quando egli tende il suo arco per scoccare le sue frecce, siano come tagliate a pezzi; cioè "lascia che le frecce siano come spezzate in due, o senza testa".

8 Come una lumaca che muta, tutti muoiono; oppure: "Siano come una lumaca che si scioglie e passa" (Revised Version). Le lumache in Palestina, durante le stagioni secche, spesso si restringono, si raggrinziscono e scompaiono dai loro gusci (Tristram, 'Natural History of the Bible,' p. 296). Come la nascita prematura di una donna, affinché non vedano il sole; piuttosto, che non ha visto il sole (Professor Cheyne, Revised Version); cioè "siano come un aborto" comp. Giobbe 3:16

9 Prima che le tue pentole tocchino le spine, egli le porterà via come in un turbine, sia in vita che nella sua ira. Questo "verso difficile e oscuro" è stato spiegato in vari modi. Il professor Cheyne traduce: "Prima che le vostre pentole possano sentire le spine, e mentre la vostra carne (cioè la carne nelle pentole, di cui state per banchettare) è ancora cruda, l'ardente ira di Geova la spazzerà via". La Versione Riveduta dà quanto segue: "Prima che i tuoi vasi possano sentire le spine, egli le porterà via [cioè le spine] con un turbine, le [spine] verdi e le fiamme allo stesso modo." Dr. Kay, "Prima che i tuoi calderoni abbiano sentito il fuoco delle spine, proprio come la carne cruda, così, la furia ardente lo spazzerà via." Il significato generale sembra essere che prima che i giudici malvagi possano godere dei frutti della loro malvagità, l'ira ardente di Dio verrà su di loro come una tempesta, e spazzerà via sia loro che il prodotto della loro malvagità comp. 2Samuele 23:6,7

10 Versetti 10, 11.-In conclusione, il salmista esprime la soddisfazione dei giusti per la punizione dei giudici ingiusti

Il giusto si rallegrerà quando vedrà la vendetta. Come l'uomo buono è addolorato quando vede prosperare l'empio, così non può fare a meno di provare una certa soddisfazione e piacere quando la punizione lo colpisce. Dante dice: "O Signor mio, quando sarò io lieto A veder la vendetta, che nascosa Fa dolce l'ira tua nel suo segreto?"(' Purg.,' 20:94-96)

Egli laverà i suoi piedi nel sangue dell'empio comp. Salmi 68:24 Isaia 63:3-5 È osservabile che Davide, personalmente, era troppo indulgente, piuttosto che troppo severo, verso i trasgressori

11 Cantici affinché un uomo dica: In verità c'è una ricompensa per il giusto. Poiché il giusto giudizio di Dio si manifesta nella punizione dei malvagi, gli uomini non dubiteranno più della ricompensa finale dei pii. Dio, per sua stessa natura, deve essere più incline a premiare la bontà che a punire la malvagità. In verità egli è un Dio che giudica sulla terra; piuttosto, in verità c'è un Dio, ecc. (vedi Versione Riveduta). Elohim è unito con un plurale qui, perché i parlanti sono generalmente uomini, non solo israeliti

Illustratore biblico:

Salmi 58

1 SALMO 58

Salmi 58:1-11

O congregazione parlate forse con giustizia?-L'uomo sotto molti aspetti:-

(I.) Il carattere degli uomini depravati ritratti

1.) Ingiusti nel giudizio

2.) Sbagliato nel cuore

3.) Violento nel trattamento degli uomini

4.) All'inizio dell'apostasia

5.) Falso nella vita

6.) Maligno nello spirito

7.) Ingannevole di cuore

(II.) Invocata la distruzione degli uomini malvagi

1.) La loro intera distruzione

2.) La loro rapida distruzione

(III.) Lo spirito degli uomini giusti travisato. Il salmista pronuncia una calunnia rappresentandoli come diletti nel sangue. Se il giusto Noè si fosse compiaciuto delle sofferenze dei suoi nemici, avrebbe costruito un'arca? No; Gli uomini giusti non sono uomini di vendetta, non sono uomini di sangue

(IV.) Il verdetto di tutti gli uomini era previsto. "Affinché uno dica: In verità, c'è una ricompensa per il giusto".

1.) Questa è una testimonianza che spesso sembra essere in contrasto con il governo provvidenziale del genere umano

2.) Questa è una testimonianza che ogni uomo prima o poi sarà obbligato dalla propria coscienza a rendere. La punizione è inevitabile...

(1) Dalla legge di causalità. Oggi siamo il risultato della nostra condotta di ieri e la causa della nostra condotta di domani; e così dobbiamo sempre mietere le opere delle nostre proprie mani

(2) Dal diritto della coscienza. Le opere passate delle nostre mani non vanno perdute. La memoria raccoglie i frammenti della nostra vita; e la coscienza punge o sorride, secondo il loro carattere

(3) Dalla legge di giustizia. C'è giustizia nell'universo; e la giustizia punirà sempre i malvagi e ricompenserà i buoni Galati 6:7. (Omilestico.)

Fede nella giustizia:

Questo è un salmo difficile. È difficile persino da leggere; Gli studiosi più avanzati non riescono a capire quasi nulla di alcuni versi. D'altronde, la situazione che descrive ci è molto estranea; e qua e là, quando esprime gioia per la distruzione dei nemici, il sentimento stona con il senso cristiano. Eppure è un salmo di grande originalità, le immagini poetiche sono abbondanti e non comuni; e dà un'espressione così chiara alla voce dell'eterna giustizia che vale la pena di fare uno sforzo per estendere le nostre simpatie abbastanza ampiamente da comprenderla

(I.) Il trono dell'iniquità (vers. 1-5) . Forse le parole iniziali dovrebbero essere quelle riportate a margine della Versione Riveduta: "È forse muta la giustizia che dovreste parlare?" Il salmista accusa di corruzione gli amministratori della giustizia. Nella seconda strofa, li descrive come coloro che pesano la violenza sulla bilancia in cui la giustizia dovrebbe essere pesata. Cioè, osservavano tutte le forme solenni di giustizia, ma non avevano alcun riguardo per gli interessi di coloro che non potevano pagare per i loro verdetti. In Oriente questo è sempre stato, ed è al giorno d'oggi, uno dei principali tratti di un'epoca malvagia. La giustizia non può essere ottenuta; L'uomo benefattore è molestato dai suoi vicini malvagi e non ha alcun risarcimento. L'effetto di questa condizione di cose sulla comunità generale è dato nella vers. 3-5. La società è avvelenata in ogni settore. La menzogna in particolare è diffusa ovunque, come lo sarà sempre dove c'è un'amministrazione corrotta della giustizia. L'insensibilità alle voci della ragione e dello spirito è universale. Gli uomini sono, dice, come la vipera sorda, che si tappa l'orecchio e non vuole ascoltare la voce dell'incantatore, incanta sempre così saggiamente. Ci sono state epoche come questa, nella storia in cui ai vertici della società c'è stata una corte corrotta con un'aristocrazia dissoluta, e in tutti i ranghi del popolo il veleno della menzogna e della mondanità è stato così diffuso che apparentemente non c'è stato pubblico per nessuno che parlasse per Dio, e nessuna carriera per chiunque desiderasse essere semplice e vero. Su piccola scala, una situazione del genere esiste spesso. L'individuo si trova in una posizione in cui coloro che sono sopra di lui sono falsi, sconsiderati e dissoluti; Il successo sembra essere ottenibile solo con la menzogna e l'egoismo; e una coscienza tenera non ha scampo

(II.) Il trono di Dio (vers. 6-9) . Che cosa si deve fare in una situazione del genere? La cosa naturale è conformarsi, e questo è ciò che fa la maggioranza di tutti i tempi: essendo a Roma agiscono come fa Roma. In effetti, senza convinzione religiosa è difficile vedere come si possa agire diversamente, dove il peccato è forte e tirannico, occupando tutti gli alti posti, parlando attraverso gli organi dell'opinione pubblica e mostrando ai giovani centinaia di esempi. Ma è qui che la Bibbia ci aiuta. Lo scrittore di questo salmo, benché circondato da prospera malvagità, vide, contro il trono dell'iniquità, un altro trono alto ed eterno. Era il trono del Dio vivente e giusto. Fissò gli occhi su di esso finché la sua anima fu piena di fede e di forza; E poi, quando volse gli occhi per guardare di nuovo le immagini del potere del mondo malvagio, la loro gloria e stabilità erano scomparse, e sembravano fugaci e misere. In una serie di sorprendenti figure retoriche esprime il suo disprezzo nei loro confronti. Sono come leoni sdentati e serpenti senza zanne (ver. 6); come un torrente che per un momento può sembrare un fiume, ma subito scompare nella sabbia (Ver. 7) ; come un aborto; perché i loro piani non porteranno a nulla (ver. 8) ; Stanno cuocendo la carne del loro piacere in una pentola, ma, prima che sia pronta per essere mangiata, un turbine dal deserto porterà via il fuoco (Ver. 9)

(III.) Lo spettacolo della giustizia (vers. 10, 11) . Non solo il salmista, ispirato dalla visione del trono eterno, prevede che questa debba essere la contesa, ma la supplica fervidamente; e lo fa per due motivi: affinché i giusti possano ottenere la ricompensa della loro giustizia, e affinché tutti gli uomini possano vedere che c'è un Dio che giudica sulla terra. Il trionfo dell'ingiustizia può essere solo temporaneo. Verrà un giorno in cui tutti i giudizi ingiusti sia dei tribunali corrotti che della società ingiusta saranno annullati. Anche ora Dio si afferma e rivendica i suoi; e, quando lo fa, l'istinto di ogni cuore onesto deve levarsi per accoglierLo. (J. Stalker, D.D.)

La perversione della giustizia:

Agesilao, infatti, sotto altri aspetti era rigorosamente e inflessibile giusto; ma quando si trattava degli amici di un uomo, pensava che il rigido riguardo alla giustizia fosse una mera finzione. C'è ancora una sua breve lettera a Idreio il Cario, che è una prova di ciò che abbiamo detto: "Se Nicia è innocente, assolvetelo; se non è innocente, assolverlo per causa mia; tuttavia, assicurati di assolverlo". (Plutarco.)

2 SALMO 58

Salmi 58:2

Sì, in cuor vostro operate malvagità.-Peccato nel cuore:-

Una volta salpò dalla città di Orléans un grande e nobile piroscafo, carico di cotone e con un gran numero di passeggeri a bordo. Mentre stavano imbarcando il carico, una parte di esso si è leggermente inumidita a causa di uno scroscio di pioggia che stava cadendo. Questa circostanza, tuttavia, non fu notata; Il cotone fu riposto nella stiva e i portelli chiusi. All'inizio tutto andò bene, ma un giorno fu dato l'allarme di un incendio e in pochi istanti l'intera nave fu avvolta dalle fiamme. La balla di cotone umida e compatta si era riscaldata, e covava e diventava ogni giorno più pericolosa, finché non scoppiò in un grande strato di fiamme, e non si poté fare nulla per "spegnerla". Ora, quel cotone riscaldato, che brucia nello scafo della nave, è come il peccato nel cuore. Non pensiamo con leggerezza al peccato, parlando di piccoli peccati e grandi peccati, menzogne bianche e menzogne nere. Il peccato è peccato agli occhi di Dio, e Dio odia il peccato. (N. Jones.)

4 SALMO 58

Salmi 58:4

Il loro veleno è come il veleno di un serpente, come la vipera sorda che si chiude l'orecchio.-Una generazione di serpenti:-

Questo verso si spende in un doppio confronto; di persone e condizioni. Le persone paragonate sono uomini e serpenti; Le condizioni o le qualità su cui si regge la similitudine sono il veleno e la sordità. Il primo è indefinito: "Il loro veleno è come il veleno di un serpente", qualsiasi serpente. Quest'ultimo è restrittivo: "La loro sordità è come la vipera", un tipo di serpenti

(I.) Veleno: esiste una cosa come il veleno; Ma dove si trova? Ovunque sia, nell'uomo chi lo cercherebbe? Dio fece il corpo dell'uomo dalla polvere; non vi mescolava veleno. Egli ispirò la sua anima dal cielo; non respira veleno con esso. Lo nutre con il pane; non trasmette veleno con esso. Da dove viene questo veleno? Matteo 13:27. Quel grande serpente, il dragone rosso, ha riversato questo veleno nei cuori malvagi. In questo veleno c'è un doppio effetto pestilenziale. È per loro la morte; per gli altri una malattia contagiosa

1.) A se stessi. È una corruzione epidemica, che disperde il veleno su tutte le parti del corpo e dell'anima. Avvelena il cuore con la falsità, la testa con la leggerezza, gli occhi con l'adulterio, la lingua con la bestemmia, le mani con l'oppressione, tutto il corpo con l'intemperanza. Avvelena la bellezza con la sfrenatezza, la forza con la violenza, l'arguzia con l'ostinazione, l'apprendimento con il dissenso, la devozione con la superstizione. E in tutto questo osservate l'effetto di questo veleno in se stessi. Perché non solo infastidisce gli altri, ma soprattutto distrugge se stessi. Ma il veleno degli empi, mentre infetta gli altri, uccide se stessi. "Le sue proprie iniquità prenderanno l'empio stesso" Proverbi 5:22. La loro stessa malvagità, come il veleno, ha in sé questi tre terribili effetti

(1) Li fa gonfiare d'orgoglio e gonfia il cuore come una vescica con una penna. "Chi è Davide? e chi è il figlio di Iesse?" 1Samuele 25:10. "Chi è l'Onnipotente, perché Lo serviamo?" Giobbe 21:15. Così il ragno, il parassita velenoso, "si arrampica sul tetto del palazzo del re" Proverbi 30:28

(2) Li fa succhiare; il veleno del peccato è un tale calore ardente dentro di loro, che devono ancora bere

(3) Li fa scoppiare Atti 1:18. Questa è la catastrofe di una vita malvagia. "Allora, quando la concupiscenza ha concepito, genera il peccato; e il peccato, quando è compiuto, genera la morte Giacomo 1:15

2.) Agli altri. Vedete quanto sia fatale per loro il veleno dei malvagi. Il male che fa agli altri consiste nel danneggiarli esteriormente, nel contaminarli interiormente. Esteriormente. - Il loro veleno irrompe nelle ferite di tutto ciò che li circonda. Non risparmiano né gli stranieri né i vicini. Ci sono piccoli serpenti a Babilonia, che mordono solo gli stranieri, e non gli abitanti. Plinio scrive degli scorpioni nella collina di Carla, che quando pungono feriscono solo la gente nata naturale del paese; ma mordi delicatamente gli estranei o non morderli affatto. Questi, come stolti, non solo colpiscono coloro che sono più vicini, ma sono il loro veleno per rovesciare tutti. Costui non può dormire se non ha fatto del male; anzi, muore, se gli altri non muoiono per lui. Interiormente. - Il loro veleno fa più male con l'infezione. Il loro veleno si ottiene toccando, chi tocca la pece sarà contaminato, in compagnia con loro ( Proverbi 1:14) ; dalla confederazione; con la vista: la sola contemplazione della loro malvagità la provoca negli altri

(II.) Le loro persone - Abbiamo parlato del loro veleno. Si dice che siano come serpenti Matteo 23:33; Ezechiele 2:6

1.) Ci sono serpenti mistici

2.) Ci sono i serpenti simili a dardi (Atti28) . È l'uomo arrabbiato, quello frettoloso, furioso, che si scaglia contro un altro con un colpo improvviso

3.) Il grande serpente di tutti, il diavolo ( Apocalisse 12:3) . Solo la fede in Cristo può metterlo in fuga. Per il rimedio di questo veleno (vedi Giovanni 3:14, e inoltre ci sia il pentimento. (Thomas Adams.)

La sordità dei peccatori:

Non sappiamo quali rivelazioni siano state fatte. Non lo sappiamo ma l'aria è piena di messaggeri e messaggi. Se un milione di band suonassero vicino a un uomo e lui fosse sordo come una pietra, non sentirebbe la musica. Un cieco potrebbe stare in mezzo a innumerevoli miriadi di fiori nella Grand Prairie nell'Illinois, e non sapere che c'era un fiore lì. E potreste essere completamente ciechi e sordi ai messaggeri e ai messaggi della vita superiore, perché non siete in quello stato di sviluppo attraverso il quale potreste percepirli. (Henry Ward Beecher.)

10 SALMO 58

Salmi 58:10

Il giusto si rallegrerà quando vedrà la vendetta, laverà i suoi piedi nel sangue dell'empio.-Soddisfazione nelle provvidenze distruttive di Dio:

Questo è un quadro terribile. Esprime non solo l'orribile abbondanza di sangue, ma anche la soddisfazione dei "giusti" quando viene versato. C'è una soddisfazione ignobile e una nobile e cristiana anche nelle provvidenze distruttive di Dio. Non solo è permesso, ma imperativo per coloro che vogliono vivere in simpatia con i Suoi giusti comportamenti e con Se Stesso, che vedano in questi la manifestazione della giustizia eterna, e considerino che essi rotolano via i fardelli dalla terra e portano speranza e riposo alle vittime dell'oppressione. Non è un indegno grido di vendetta personale, né di trionfo insensibile, che viene sollevato da un mondo sollevato quando Babilonia cade. Se è giusto in Dio distruggere, non può essere sbagliato nei Suoi servi rallegrarsi che Egli lo faccia. Devono solo badare che la loro emozione non è offuscata da gratulazioni egoistiche, e non è priva di solenne pietà per coloro che sono stati effettivamente operatori del male, ma sono stati essi stessi i più grandi sofferenti del loro male. È difficile, ma non impossibile, prendere tutto ciò che è espresso nel salmo e addolcirlo con qualche effusione dello spirito di Colui che pianse su Gerusalemme e tuttavia ne pronunciò la condanna. (A. Maclaren, D.D.)

L'allegrezza dei giusti per la caduta degli empi:

Sentendo un intero fascio di uccelli cinguettare allegramente insieme, la mia curiosità fu eccitata nell'indagare sull'occasione della loro convocazione e della loro allegria, quando mi accorsi subito di un falco morto nella boscaglia, intorno al quale facevano tanto rumore, che sembrava trionfare alla morte di un nemico. Non potevo biasimarli per aver cantato la campana di uno che, come un cannibale, era solito nutrirsi dei loro corpi vivi, strappandoli arto dopo arto e spaventandoli con il suo aspetto spaventoso. Su questo uccello, che da vivo era così formidabile, lo scricciolo o la cincia più timidi non avevano più paura di cinguettare e saltellare. Questo avvenimento mi ha fatto venire in mente il caso dei tiranni e degli oppressori. Quando vivono, sono il terrore dell'umanità; ma quando sono morti, sono oggetto di disprezzo e disprezzo generale. "Quando gli empi periscono, si grida" Proverbi 11:10. La morte di Nerone veniva celebrata dai Romani con falò e rappresentazioni teatrali; gli uccelli mangiarono la carne nuda di Pompeo; Alessandro rimase insepolto trenta giorni; ma una vita utile e santa è generalmente chiusa da una morte onorevole e compianto

In verità c'è una ricompensa per i giusti.-Il carattere dei giusti:-

Quali sono le qualità personali che vanno a formare, costituire e distinguere un carattere retto dinanzi a Dio?

(I.) Ha Cristo come suo fondamento. Essendo "sopra ogni cosa Dio benedetto in eterno", la Sua vita non derivava da nessun'altra, né dipendeva da nessun'altra. La sua vita non fu solo innocente di ogni trasgressione, nei pensieri, nelle parole e nelle azioni; ma Egli era "Gesù Cristo il Giusto". Non trascurò alcun dovere, personale, parente o ufficiale. La sua vita è stata un servizio; La sua morte fu un sacrificio, di propiziazione per i peccati del mondo

(II.) Ha fede per il suo principio, o strumento di appropriazione. La fede, quindi, è di per sé un atto o un esercizio meritorio o meritevole? Non più di quanto lo steso del braccio, l'apertura della mano per ricevere Cristo, o l'apertura dell'occhio per guardarlo, o il movimento dei piedi per venire a lui. È semplicemente lo strumento, lo strumento misericordiosamente fornito e divinamente stabilito, l'unico strumento divinamente nominato, o organo, mediante il quale il peccatore riceve e si unisce a "Cristo, la giustizia di Dio". "Perciò è dalla fede, affinché avvenga per grazia".

(III.) Ha il cuore per sede. La giustificazione è un cambiamento di stato, con il quale siamo liberati dalla condanna; la santificazione è un cambiamento di natura, per mezzo del quale veniamo portati alla somiglianza e alla comunione con Lui. L'uno indica un cambiamento relativo rispetto alla legge; l'altro, un cambiamento reale e personale agli occhi di Dio. Con l'uno, riceviamo un titolo alla ricompensa promessa della ricompensa; dall'altro, siamo "resi idonei ad essere partecipi dell'eredità dei santi nella luce".

(IV.) Ha la vita per la sua prova. Un uomo non si riconosce certamente da ciò che dice, ma si conosce da ciò che fa, e lo fa abitualmente in ogni condizione e relazione della vita. (G. Robson.)

Una ricompensa per i giusti:

(I.) Quali sono i tratti discriminanti che distinguono i giusti

1.) Nel descrivere i giusti, dobbiamo distinguerli:

(1) Dalla grande massa dell'umanità, dal mondo che "giace nel male" Romani 3:10

(2) Da semplici moralisti, che confidano in se stessi di essere giusti e disprezzano gli altri Romani 10:3

2.) Nel descrivere i giusti, li caratterizziamo

(1) Con la genuinità e la spiritualità della loro fede. I giusti sono uomini di fede Ebrei 11:3-7. La giustizia si ottiene mediante la fede Romani 4:3, 5, 13, 20, 22; Galati 3:6. Ma la fede deve avere uno scopo; questi è il Signore Gesù Cristo, che si è fatto peccato per noi

(2) Per la rettitudine e la purezza dei loro principi

3) Dalla coerenza del loro comportamento

(II.) Qual è la ricompensa a cui hanno diritto i giusti?

1.) Una ricompensa graziosa e volontaria Romani 6:23; Apocalisse 2:7, 10, 17

2.) Distante e remoto

3.) Adatto e proporzionato

4.) Glorioso ed eterno, e quindi degno del suo Autore. Nelle descrizioni di questa ricompensa notiamo due cose; una completa libertà da ogni male, sia morale che naturale, e da ogni possibilità di male; e l'eterno godimento di tutto il bene di cui la loro natura è capace

(III.) Quali prove abbiamo per accreditare l'affermazione nel testo?

1.) Il carattere di Dio. Egli è un essere di infinita bontà, e la Sua bontà lo spingerà a ricompensare i giusti. Egli è un essere di giustizia infinita, e la Sua giustizia lo spinge a rendere ad ogni uomo secondo le sue opere

2.) Le dichiarazioni positive della Scrittura Genesi 15:1; Matteo 19:28, 29; Ebrei 11:6; Apocalisse 22:14

3.) Il consenso generale dell'umanità. (Schizzi di quattrocento sermoni.)

Una ricompensa completa:

Un militare disse una volta a un eccellente vecchio ministro del nord della Scozia, che stava diventando malato: "Perché, se avessi il potere sulla lista delle pensioni, ti farei subito avere una pensione di metà stipendio per i tuoi lunghi e fedeli servizi". Egli rispose: "Ah, amico mio, il tuo padrone può congedarti con la mezza paga, ma il mio padrone non mi servirà così meschinamente; Mi darà la paga piena. Attraverso la Sua grazia e il Suo favore mi aspetto una piena ricompensa, e niente di meno mi soddisferà". (La faretra.)

In verità, c'è un Dio che giudica sulla terra. - I rapporti di Dio con l'umanità -

(I.) L'attuale apparenza delle cose tende a fare impressioni errate sulla nostra mente, riguardo al modo in cui Dio tratta l'umanità. Anche se possiamo vedere i malvagi nella prosperità e i giusti nell'afflizione, dovremmo sempre tenere a mente che la prosperità non è un segno del favore di Dio, e che l'afflizione non è un segno necessario del Suo dispiacere; e perciò, in mezzo ai cambiamenti e alle vicissitudini della vita, stiamo in guardia contro i ragionamenti falsi e affrettati, riguardo ai rapporti di Dio con l'umanità

(II.) Verrà un giorno in cui la verità sarà vista e riconosciuta da tutti, che "in verità c'è una ricompensa per i giusti; senza dubbio c'è un Dio che giudica la terra". Mentre riflettiamo su queste cose, come certe e vere, è molto importante indagare in particolare sulla natura di questo giudizio e di questa ricompensa. La Bibbia ci dà piena istruzione in materia. Ci dice che "gli occhi del Signore sono in ogni luogo a contemplare i cattivi e i buoni"; e che Dio "renderà a ciascuno secondo le sue opere". (J. S. Pratt.)

I segni di un governo morale e giudiziario:

(I.) Le leggi generali e la costituzione della natura mostrano la giustizia e la saggezza di Dio. Poiché c'è un'evidente sottomissione della struttura generale del mondo a beneficio della vita umana, e tali varie disposizioni in natura per rispondere alle intenzioni divine di produrre conoscenza, virtù e felicità nell'umanità; come innumerevoli prove di saggezza e benevolenza appaiono in tutto il tutto; qui c'è la presunzione più forte a favore della giustizia divina; ed è molto irrazionale immaginare che l'ingiustizia possa trovare posto in un piano o in una costituzione di tanta saggezza e bontà

(II.) In conseguenza di quella costituzione delle cose che la Sua sapienza creatrice ha stabilito, e che mostra innegabilmente la bontà delle Sue intenzioni, ci sono certe misure di giustizia divina in continua esecuzione, per la punizione del vizio e l'incoraggiamento della virtù. Qui inizia il governo morale di Dio; e i segni o le prove, prestando attenzione alle quali, possiamo essere convinti che c'è veramente un Dio che giudica sulla terra. Le subordinazioni della società umana sono stabilite dall'Autore della natura ai fini della Sua giustizia governativa, del governo civile e domestico, ecc. Possiamo inoltre rintracciare le orme della giustizia divina nei naturali risentimenti dell'umanità contro gli autori di azioni malvagie; che in tal modo si espongono a un'indignazione o a un disprezzo generale; poiché le passioni e gli affetti degli uomini, anche degli uomini viziosi, sorgono naturalmente a favore della virtù e avversione per il vizio negli altri. C'è un ordine, anche, nella costituzione del corpo umano, per la punizione di alcuni vizi. Poiché i crimini che sono più dannosi per la società sono generalmente puniti dai risentimenti pubblici di quella società che essi danneggiano; così quei vizi che sono di natura personale trovano la loro punizione più vicina a casa. Infine, c'è la disposizione più certa ed efficace della natura, per la punizione della malvagità e della natura, per la punizione della malvagità e la ricompensa della virtù, nella struttura della mente umana. C'è come un tribunale di giustizia eretto nel cuore di ogni uomo, dove la coscienza siede come giudice, alla cui sentenza di approvazione o di condanna gli uomini sono continuamente esposti, e soprattutto nei periodi di ritiro e di riflessione

(III.) Queste misure della giustizia divina sono più estese di quanto gli uomini generalmente comprendano o credano. I pungiglioni della coscienza sono spesso acuti e penetranti nell'intimo dell'anima; le passioni del vizio sono corrosive e distruggono la quiete mentale e il riposo; I risentimenti della società, la disaffezione di amici e parenti, sono irritanti fino al cuore; il terrore delle leggi umane è grave e gravoso; e l'infamia, la malattia e la morte, i frequenti effetti della dissolutezza e della malvagità, non possono essere considerati punizioni lievi. Ora, sebbene le persone malvagie possano evitare alcune di queste punizioni, tuttavia è quasi impossibile che un criminale al mondo possa sfuggirle tutte. La pace interiore e il piacere che derivano dall'innocenza e dalla virtù cosciente sono poco stimati o considerati; né i problemi e i dolori, che derivano dalla colpa, nel corso naturale delle cose, sono molto considerati come prove della giustizia divina

(IV.) I casi particolari che sembrano essere contrari non sono che eccezioni a quell'ordine generale stabilito in natura. La tirannia e la persecuzione che hanno imperversato nel mondo per una successione di secoli, con le quali i migliori degli uomini sono stati trattati nel modo più disumano, presentano la scena più oscura che si sia mai vista al mondo, rispetto alla provvidenza e alla giustizia del Governatore Supremo. Ma queste persecuzioni furono il mezzo per mettere alla prova ed esercitare la probità e la pietà di un gran numero di uomini, e per produrre il più nobile raccolto di vera virtù. Si può ragionevolmente pensare che sia stato a questo scopo che la Divina Provvidenza ha permesso a una tale stupefacente tirannia di sorgere, prevalere e continuare. In questa prospettiva, le Sacre Scritture ci insegnano a guardare tali scene, e quindi a riconciliarle con la giustizia di una Provvidenza dominante

Per rivendicare la perfetta giustizia del governo divino, per dare la giusta consolazione alle menti degli uomini buoni e per elevare la virtù alla più alta eccellenza e stabilità, si deve ricorrere alla dottrina di una vita futura; e su questo punto la rivelazione del Vangelo è abbondantemente sufficiente a dare piena soddisfazione e a sostenere tutti gli uomini buoni nelle prove più severe. (S. Bourn.)

La giustizia del governo di Dio sugli uomini:

Era un detto di Solone, il legislatore ateniese, che una repubblica cammina su due piedi; uno è la giusta punizione per gli indegni, l'altro la dovuta ricompensa per i meritevoli. Se fallisce in uno di questi, diventa necessariamente zoppo

Tesoro di Davide:

Salmi 58

1 IL TESORO DI DAVIDE

AUTORE PRINCIPALE CHARLES H. SPURGEON

SALMO 58

Al capo musicista. Sebbene Davide avesse il suo caso nella sua mente, tuttavia non scriveva come una persona privata, ma come un profeta ispirato, e quindi il suo canto è presentato, per uso pubblico e perpetuo, al guardiano designato della salmodia del Tempio. Altaschith. I malvagi sono qui giudicati e condannati, ma al di sopra dei pii viene solennemente pronunciato il sacro "Non distruggere".Michtam di Davide. Questo è il quarto dei Salmi del Segreto Aureo, e il secondo dei "Non distruggere". Questi nomi, se non servono a nient'altro, possono essere utili per aiutare la memoria. Gli uomini danno nomi ai loro cavalli, gioielli e altri oggetti di valore, e questi nomi sono intesi non tanto a descriverli quanto a distinguerli, e in alcuni casi a mostrare l'alta stima che il proprietario ha del suo tesoro; allo stesso modo il poeta orientale dava un titolo alla canzone che amava, e così aiutava la sua memoria, ed esprimeva la sua stima per la tensione. Non dobbiamo sempre cercare un significato in queste soprascritte, ma trattarle come faremmo con i titoli delle poesie o con i nomi delle melodie.

DIVISIONE. Il nemico empio è accusato, Salmi 58:1-5 ; il giudizio è chiesto al giudice, Salmi 58:6-8 ; e visto in visione profetica come già giustiziato, Salmi 58:9-11.

ESPOSIZIONE

Salmi 58:1 = O congregazione parlate forse con giustizia? I nemici di Davide erano una schiera numerosa e unita, e poiché condannavano così unanimemente il perseguitato, erano inclini a dare per scontato che il loro verdetto fosse giusto. "Ciò che tutti dicono deve essere vero", è un proverbio bugiardo basato sulla presunzione che deriva dalle grandi combinazioni. Non siamo tutti d'accordo nel dare la caccia a quell'uomo fino alla morte, e chi osa insinuare che tanti grandi possano sbagliarsi? Eppure il perseguitato pone la scure alla radice, esigendo che i suoi giudici rispondano alla domanda se agissero o meno secondo la giustizia. Sarebbe bene che gli uomini si fermassero qualche volta e riflettessero candidamente su questo. Alcuni di coloro che circondarono Saul erano piuttosto passivi che persecutori attivi; Hanno taciuto la lingua quando l'oggetto dell'odio reale è stato calunniato; Nell'originale, questa prima frase sembra essere indirizzata a loro, e viene chiesto loro di giustificare il loro silenzio. Il silenzio dà il consenso. Chi si astiene dal difendere il bene è egli stesso complice del torto.

Giudicate voi rettamente, o figli degli uomini? Anche voi siete solo uomini, anche se vestiti di un po' di breve autorità. Il tuo ufficio per gli uomini e la tua relazione con gli uomini ti vincolano entrambi alla rettitudine; Ma ve ne siete ricordati? Non avete forse messo da parte ogni verità quando avete condannato i pii e vi siete uniti nel cercare la rovescia degli innocenti? Tuttavia, nel far questo, non siate troppo sicuri del successo, altrimenti sarete solo i "figli degli uomini", e c'è un Dio che può e vuole ribaltare i vostri verdetti.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Titolo. Il significato proprio della radice di Michtam è incidere o stampare un metallo. Significa quindi, in senso stretto, un'incisione o una scultura. Quindi nella Settanta è tradotto στηλογραφια, un'iscrizione su una colonna. Mi azzarderei a fare una congettura in perfetta armonia con questo punto di vista. Dai titoli di quattro di questi sei Salmi risulta che furono composti da Davide mentre fuggiva e si nascondeva dalle persecuzioni di Saul. Che cosa, dunque, dovrebbe impedirci di immaginare che fossero incise sulle rocce e sui lati delle grotte che così spesso costituivano il suo luogo di rifugio? Questo punto di vista sarebbe in accordo con lo stretto significato etimologico della parola, e spiegherebbe la traduzione della Settanta. John Jebb, in "Una traduzione letterale del libro dei Salmi", 1846.

(Cfr. anche le note esplicative sui Salmi 6 e 56. "Tesoro di Davide", vol. 1., pp. 222-23; Vol. 3, p. 40.)

Salmo intero. Kimchi dice che questo Salmo fu scritto a causa di Abner, e del resto dei principi di Saul, che giudicarono Davide come un ribelle contro il governo, e dissero che spettava a Saul inseguirlo per ucciderlo; perché se lo avessero trattenuto, Saul non lo avrebbe inseguito; e in verità sembra che siano giudici malvagi quelli a cui ci si rivolge in questo Salmo; non distruggere. Arama dice che dichiara la malvagità dei giudici di Saul. John Gill.

Salmi 58:1 = Siete voi muti (quando) ( dovreste) parlare con giustizia (e) giudicare con equità, figli degli uomini? Le prime parole sono estremamente oscure. Uno di essi אלס, non espresso nelle versioni inglesi e antiche, significa mutismo, come in Salmi 61:1, e sembra essere qui usato come un'espressione forte per completamente senza parole. In che senso fossero così muti, è indicato dal verbo che segue, ma la connessione può essere resa chiara in inglese solo da una circonlocuzione. L'interrogatorio, in verità, esprime meraviglia, come per qualcosa di poco credibile. Può essere così? È possibile? sei davvero silenzioso, tu, il cui vero ufficio è quello di parlare per Dio e contro i peccati degli uomini? Giuseppe Addison Alessandro.

Salmi 58:1 = O congregazione, o banda, o compagnia. L' elem ebraico, che ha il significato di legare come un covone o un fascio, sembra qui essere una compagnia che si unisce o si confedera. Henry Ainsworth.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Nessuno.

2 ESPOSIZIONE

Salmi 58:2 = Sì, in cuor vostro operate malvagità. Nel profondo della vostra anima fate una prova dell'ingiustizia che intendete praticare, e quando arriva la vostra occasione, vi vendicate con gusto; i vostri cuori sono nella vostra opera malvagia, e le vostre mani sono quindi abbastanza pronte. Quegli stessi uomini che sedevano come giudici, e fingevano tanta indignazione per le colpe imputate alla loro vittima, stavano in cuor loro perpetrando ogni sorta di male.

Voi pesate la violenza delle vostre mani sulla terra. Erano peccatori deliberati, cattivi freddi e calcolatori. Come i giudici giusti ponderano la legge, bilanciano le prove e soppesano il caso, così i maligni dispensano ingiustizia con malizia premeditata a sangue freddo. Notate in questo versetto che gli uomini descritti peccarono con il cuore e con la mano; privatamente nel loro cuore, pubblicamente sulla terra; Lavoravano e pesavano: erano attivi, eppure deliberati. Guardate con quale generazione i santi hanno a che fare! Tali erano i nemici del nostro Signore, una generazione di vipere, una generazione malvagia e adultera; Cercarono di ucciderlo perché era la giustizia stessa, ma mascherarono il loro odio per la sua bontà accusandolo di peccato.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 58:2 = Nel cuore operate malvagità, ecc. Il salmista non dice che avevano malvagità nel loro cuore, ma che l'hanno operata lì: il cuore è una bottega dentro, una bottega sotterranea; Lì escogitarono strettamente, forgiarono e martellarono i loro malvagi propositi, e li adattarono alle azioni; Sì, pesarono la violenza delle loro mani sulla terra. Questa è un'allusione ai mercanti, che comprano e vendono a peso, pesano la loro merce a un'oncia, non la distribuiscono in grossolano, ma in peso esatto. Così dice il salmista: Essi pesano la violenza delle loro mani; Non opprimono grossolanamente, ma con una sorta di esattezza e abilità, si siedono e considerano quale e quanta violenza possono usare in un caso del genere, o quanto una persona del genere può sopportare, o una tale stagione può sopportare. Sono più saggi che fare tutto in una volta, o tutto a uno, per non rovinare tutto. Pesano quello che fanno, anche se quello che fanno è così cattivo che non avrà alcun peso quando Dio verrà a pesarlo. Né arrivano a questa abilità ora, ma dopo avervi fatto, per così dire, un apprendistato; e si legano al commercio molto presto; infatti, come segue al terzo versetto del Salmo: Gli empi si sono allontanati dal grembo materno: si smarriscono appena nati, proferendo menzogne, cioè sono estranei sia per natura che per pratica precoce; non perdono tempo, vi vanno giovani, anche "appena nati, "Non appena sono adatti a qualsiasi uso, o a fare qualsiasi cosa, usano e si preparano a fare malvagiamente. Giuseppe Caryl.

Salmi 58:2. La parola עולת malvagità significa propriamente l' inclinazione della bilancia, quando la bilancia pesa da un lato; allora si trasferisce al rispetto delle persone, all'ingiustizia e all'iniquità, specialmente nei tribunali pubblici e nelle decisioni, come in Salmi 82:2, Fino a quando giudicherete עול da un'inclinazione ingiusta della bilancia? Hermann Venema.

Salmi 58:2. I principi dei malvagi sono anche peggiori delle loro pratiche: la violenza premeditata è doppiamente colpevole. George Rogers.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Nessuno.

3 ESPOSIZIONE

Salmi 58:3 = I malvagi sono estranei al grembo materno. Non c'è da meravigliarsi se alcuni uomini perseguitano il seme giusto della donna, dato che tutti sono della stirpe del serpente, e fra loro c'è inimicizia. Appena nati si sono allontanati da Dio: in quale condizione ci si trova! Lasciamo così presto la strada giusta? Cominciamo forse noi ad essere uomini e cominciamo ad essere peccatori?

Si smarriscono appena nati, dicendo menzogne. Ogni osservatore può vedere quanto presto i bambini agiscano mente. Prima di poter parlare, praticano piccole arti ingannevoli. Questo è particolarmente vero in coloro che crescono per essere esperti nella calunnia, iniziano presto il loro mestiere malvagio e non c'è da meravigliarsi che diventino esperti in esso. Chi parte presto la mattina andrà molto prima di notte. Essere falsi è una delle prove più sicure di uno stato decaduto, e poiché la falsità è universale, lo è anche la depravazione umana.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 58:3 = I malvagi sono estraniati dal grembo materno, ecc. Quanto presto gli uomini peccano! Quanto tardi si pentono! Appena nati "si smarriscono", ma se lasciati a se stessi non torneranno fino alla morte, non torneranno mai più. I bambini non possono né andare né parlare appena nati, ma appena nati possono "smarrirsi" e "dire menzogne", cioè il loro primo parlare è menzognare, e il loro primo andare è smarrirsi; Sì, quando non riescono ad andare naturalmente, possono smarrirsi moralmente o metaforicamente: il primo passo che riescono a fare è un passo fuori strada. Giuseppe Caryl.

Salmi 58:3 = Si smarriscono appena nati, dicendo menzogne. Di tutti i peccati, nessun peccato può chiamare Satana padre come la menzogna. Tutta la corruzione che è in noi è venuta da Satana, ma tuttavia questo peccato di falsificazione e menzogna viene dal diavolo più di ogni altro; Sa di diavolo più di chiunque altro. Quindi ogni uomo è bugiardo, Romani 3:4] e così ogni uomo è ogni peccatore altro; ma in modo speciale ogni uomo è bugiardo, perché la prima depravazione della nostra natura è venuta dalla menzogna, e la nostra natura gusta ancora molto di questo vecchio blocco per essere dedita alla menzogna, il diavolo soffia anche in noi un forte soffio per incitarci alla menzogna. Quindi, non appena parliamo, non mentiamo. Come siamo nel corpo, soggetti a tutte le malattie, ma alcuni a una malattia piuttosto che a un'altra, così nell'anima tutti sono abbastanza inclini a tutti i peccati, e alcuni piuttosto a un vizio che a un altro, ma tutti sono molto inclini alla menzogna. Un bugiardo quindi è il più simile al diavolo che possa mai sembrare: il più diverso da Dio che mai possa essere. Richard Capel, 1586-1656, in "Tentazioni, la loro natura, pericolo, cura".

Salmi 58:3. La figura del malvagio che si smarrisce appena nato, sembra essere presa dalla disposizione e dal potere di un giovane serpente subito dopo la sua nascita. Il serpente più giovane può trasmettere veleno a qualsiasi cosa morda; e la sofferenza in tutti i casi è grande, anche se il morso è raramente fatale. Posiziona un bastoncino vicino al rettile la cui età non ammonta a molti giorni e lui lo afferrerà immediatamente. La prole della tigre e dell'alligatore è egualmente feroce nelle loro prime abitudini. Joseph Roberts, in "Illustrazioni orientali delle Sacre Scritture", 1844.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 58:3.

1. Gli effetti naturali del peccato originale si vedono nella sofferenza precoce e nella morte.

2. I suoi effetti morali si vedono nella prima commissione del peccato attuale.

3. La depravazione precoce si manifesta nel senso di colpa cosciente di dire bugie. G. R.

Salmi 58:3 = (prima clausola). Il pandemonio interiore, o il calendario del crimine del cuore.

4 ESPOSIZIONE

Salmi 58:4 = Il loro veleno è come il veleno di un serpente. Anche l'uomo è un rettile velenoso? Sì, e il suo veleno è proprio come quello di un serpente. La vipera non ha che la morte per il corpo nelle sue zanne; Ma l'uomo non rigenerato porta veleno sotto la sua lingua, distruttivo per la natura più nobile.

Sono come la vipera sorda che le chiude l'orecchio. Parlando dei serpenti, il salmista ricorda che molti di essi sono stati vinti dall'arte dell'incantatore, ma uomini come lui con cui ha avuto a che fare nessuna arte poteva domare o trattenere; perciò li paragona a un serpente meno suscettibile di altri alla musica dell'incantatore, e dice che rifiutavano di sentire la ragione, proprio come la vipera chiude l'orecchio a quegli incantesimi che affascinano gli altri rettili. L'uomo, nella sua corruzione naturale, sembra avere tutti i punti negativi di un serpente senza le sue eccellenze. O peccato, che cosa hai fatto!

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 58:4 = Veleno. Esiste il veleno, ma dove si può trovare? Ubicunque fuerit, in homine quis quaereret? Ovunque sia, nell'uomo chi lo cercherebbe? Dio fece il corpo dell'uomo dalla polvere; non vi mescolava veleno. Egli ispira la sua anima dal cielo; non respira veleno con esso. Lo nutre con il pane; non trasmette veleno con esso. Unde venenum? Da dove viene il veleno? Matteo 13:27 "Non hai forse seminato del buon seme nel tuo campo?" Unde zizaniae -"Da dove viene dunque la zizzania?" Donde? Hoc fecit inimicus - "Il nemico ha fatto questo". Possiamo percepire il diavolo in esso. Quel grande serpente, il dragone rosso, ha riversato questo veleno nei cuori malvagi. Il suo veleno, malitiam, malvagità. Cum infundit peccatum, infundit venenum - "Quando versa nel peccato, versa nel veleno". Il peccato è veleno. La depravazione originale è chiamata corruzione; veleno vero e proprio. La violenza e la virulenza di questa qualità velenosa non arrivano all'inizio. Nemo fit repente pessimus - Nessun uomo diventa peggiore al primo scatto. Siamo nati corrotti, ci siamo fatti velenosi. Ci sono tre gradi, per così dire così possono secoli, nel peccato. Primo: il peccato segreto, un'ulcera che giace nelle ossa, ma che si ricopre di ipocrisia. In secondo luogo, il peccato aperto, che esplode in manifesta malvagità. La prima è la corruzione, la seconda è l'eruzione. In terzo luogo, il peccato frequentato e confermato, che è un veleno di rango, che avvelena l'anima e il corpo. Thomas Adams, 1614.

Salmi 58:4 = Vipera. ebraico בתן pethen, il cobra egiziano (Naja hage), uno dei serpenti velenosi colubrini (Colubri). Questo è uno dei cosiddetti serpenti incappucciati, con cui gli incantatori di serpenti hanno a che fare principalmente. Il serpente dagli occhiali vero e proprio (Naja tripudians) è una specie strettamente imparentata. Il famoso Cobra di Capello è un altro. Sono tutti noti per il loro morso mortale. Le zanne cave comunicano con una ghiandola velenifera che, premuta nell'atto di mordere, invia alcune gocce nella puntura. Il veleno agisce rapidamente sull'intero sistema e presto ne consegue la morte. John Duns, D.D., in "Scienze Naturali Bibliche", 1868.

Salmi 58:4 = La vipera sorda. Certo è, dice uno scrittore moderno sui Salmi, che la vipera comune qui in Inghilterra, il cui morso è anch'esso molto velenoso, se non è completamente sordo, ha il senso dell'udito molto imperfetto. Ciò è evidente dal pericolo che c'è di calpestare questi animali, a meno che non vi capiti di vederli; perché se non ti vedono, e tu non li disturbi, non cercano mai di evitarti, cosa che quando sono disturbati e ti vedono, sono molto solleciti a fare. Ammettendo, quindi, che esista una specie di questi animali nocivi, che o non avendo affatto il senso dell'udito, o avendolo solo in un grado basso, si può benissimo dire che siano sordi; Questo può aiutare a spiegare l'attuale passo poetico del Salmista. Egli paragona molto elegantemente le pratiche perniciose e distruttive degli uomini malvagi al veleno di un serpente; e il fatto che menzionasse questa specie di animali, sembra avergli fatto venire in mente un'altra proprietà di almeno una specie di animali, in cui assomigliavano anche a peccatori perversi e ostinati, sordi a tutti i consigli, del tutto irreprensibili, e non si lasciano persuadere. A questo assomigliava la vipera, che è un animale molto velenoso, e per di più è sordo, o molto vicino ad esso. E forse il suo dire che si tappa l'orecchio, potrebbe essere nient'altro che un'espressione poetica per la sordità; proprio come si potrebbe dire che la talpa, che nel linguaggio comune si dice cieca, in una frase poetica, che chiude gli occhi, come in effetti fa quando la si espone alla luce. La frase successiva, Che rifiuta di ascoltare, ecc., è un'altra espressione poetica per la stessa cosa. Samuel Burder, in "L'espositore delle Scritture", 1810.

Salmi 58:4 = La vipera sorda. Si ritiene che molti membri della tribù dei serpenti siano piuttosto sordi o molto ottusi di udito. Forse quello che viene chiamato il puddeyan, il "serpente castoro", lo è più di ogni altro. Mi sono spesso avvicinato a questi rettili; ma non fecero alcuno sforzo per togliersi di mezzo. Si nascondono sul sentiero e la vittima su cui si avventano morirà entro pochi minuti dopo essere stata morsa. Giuseppe Roberts.

Salmi 58:4 = La vipera sorda. La vipera, o aspide, è l'haje naja, o cobra d'Egitto, secondo Cuvier. L'udito di tutte le tribù dei serpenti è imperfetto, poiché tutte sono prive di una cavità timpanica e di aperture esterne all'orecchio. La vipera sorda non è una specie particolare. Il punto del rimprovero è che il pathen, o "vipera", qui in questione, poteva udire in una certa misura ma non lo avrebbe fatto; proprio come gli ingiusti giudici, o persecutori, di Davide potevano udire con le loro orecchie esterne tali appelli come quelli che fa in Salmi 58:1-2, ma non vollero. L'incantatore di solito poteva incantare il serpente con suoni acuti, sia della sua voce che del flauto, e la relativa sordità del serpente lo rendeva più suscettibile a quei suoni che poteva sentire. Ma si verificarono casi eccezionali di una vipera sorda che era sorda solo nel senso che rifiutava di sentire o di essere agita. Anche Geremia 8:17 ; confronta Ecclesiaste 10:11 = = A. R. Fausset.

Salmi 58:4 = La vipera sorda che le chiude l'orecchio. Riguardo a ciò che si dice dell'animale che si chiude le orecchie, non è necessario ricorrere alla supposizione che lo faccia effettivamente, come è stato affermato da alcune persone, ma è sufficiente sapere che, mentre alcuni serpenti vengono operati nel modo sopra descritto, altri sono parzialmente o del tutto insensibili all'incantesimo. Richard Mant.

Salmi 58:4 = (seconda clausola). Questa frase ammette una costruzione diversa, come la vipera sorda che si chiude l'orecchio, cosa che alcuni interpreti preferiscono, perché una vipera non può tapparsi le orecchie, e non ha bisogno di tapparle se è sorda per natura, mentre è fermando le sue, che l'uomo malvagio diventa come una vipera sorda. J. A. Alessandro.

Salmi 58:4-5. Per quanto esperti e abili siano gli incantatori di serpenti, tuttavia, non riescono invariabilmente a fuggire impunemente. Di tanto in tanto si verificano finali fatali a queste mostre dell'arte degli psillidi; perché si trovano ancora "vipere sorde, che non daranno ascolto alla voce degli incantatori, che non incantano mai così saggiamente". ... Roberts cita l'esempio di un uomo che venne a casa di un gentiluomo per esibire serpenti addomesticati, e quando gli fu detto che un cobra, o serpente incappucciato, era in una gabbia della casa, gli fu chiesto se poteva incantarlo; Alla sua risposta affermativa, il serpente fu liberato dalla gabbia e, senza dubbio, in uno stato di grande irritazione. L'uomo cominciò il suo incantesimo e ripeté i suoi incantesimi; ma il serpente gli si lanciò addosso, gli si aggrappò al braccio, e prima di notte era un cadavere. Philip Henry Gosse, in "Il romanzo di storia naturale", 1861.

Salmi 58:4-5. Un giorno un serpente a sonagli entrò nel nostro accampamento. Tra noi c'era un canadese che sapeva suonare il flauto e che, per distrarci, marciò contro il serpente con la sua nuova specie di arma. All'avvicinarsi del suo nemico, l'altezzoso rettile si raggomitola in una linea a spirale, appiattisce la testa, gonfia le guance, contrae le labbra, mostra le zanne avvelenate e la gola audace; la sua lingua scorre come due fiamme di fuoco; i suoi occhi sono carboni ardenti; il suo corpo gonfio di rabbia, sale e scende come il mantice di una fucina; la sua pelle dilatata assume un aspetto spento e squamoso; e la sua coda, da cui procede il suono che annuncia la morte, vibra con tale rapidità da assomigliare a un leggero vapore. Il canadese comincia a suonare il flauto: il serpente sussulta sorpreso e tira indietro la testa. Nella misura in cui viene colpito dalle note magiche, i suoi occhi perdono la loro ferocia; Le oscillazioni della sua coda diventano più lente e i suoni che emette diventano più deboli e gradualmente si spengono. Meno perpendicolari sulla loro linea a spirale, gli anelli del serpente incantato si espandono a poco a poco, e affondano uno dopo l'altro sul terreno in cerchi concentrici. Le sfumature dell'azzurro, del verde, del bianco e dell'oro recuperano la loro luminosità sulla sua pelle tremante e, voltando leggermente la testa, rimane immobile, in atteggiamento di attenzione e di piacere. In questo momento il canadese avanza di qualche passo, producendo dal suo flauto note dolci e semplici. Il serpente, inclinando il suo collo variegato, apre un passaggio con la testa attraverso l'erba alta, e comincia a strisciare dietro al musicista; fermandosi quando si ferma, e ricominciando a seguirlo non appena avanza. In questo modo fu condotto fuori dall'accampamento, assistito da un gran numero di spettatori, sia selvaggi che europei, che potevano a malapena credere ai loro occhi, che avevano assistito a questo effetto di armonia. François Auguste, visconte di Chateaubriand, 1768-1848.

Salmi 58:4-5. Il serpente, quando comincia a sentire l'incantatore, batte subito un orecchio a terra e chiude l'altro orecchio con la coda, anche se ascoltando l'incantatore, come alcuni osservano, sarebbe provocata a sputare il suo veleno e a rinnovare la sua età. (Questo è un esemplare del vecchio stile storia non naturale. Nessuno si lascerà ingannare da esso. C. H. S.)L 'uomo è così acceso nel suo peccato di prostituzione, che è sordo a tutti coloro che vorrebbero consigliargli il contrario; si tappa l'orecchio, indurisce il suo cuore, irrigidisce il suo collo contro i tuoni della legge, la voce calma del Vangelo, i moti dello Spirito e le convinzioni della sua coscienza. Quando il peccato chiama, corrono nella buona e nella cattiva sorte per affrettarsi; Quando il mondo comanda, con quanta prontezza ascoltano, con quanta prontezza odono, con quanta fedeltà obbediscono! ma quando il Dio benedetto grida a loro, li accusa con la sua indiscutibile autorità, li supplica per la loro immutabile felicità, essi, come statue di uomini, piuttosto che creature viventi, stanno fermi e non si muovono affatto. Altre cose si muovono rapidamente verso i loro centri; le pietre cadono cadendo verso il basso, le scintille volano veloci verso l'alto, i conio corrono veloci verso le loro tane, i fiumi con violenza verso l'oceano, eppure l'uomo sciocco si aggrappa al suo Creatore, che né le suppliche né le minacce, né la parola, né le opere di Dio, né la speranza del cielo, né il timore dell'inferno, possono stimolarlo o affrettarlo alla sua felicità. Chi immaginerebbe che un'anima ragionevole agisca così tanto contro il senso e la ragione? George Swinnock, 1627-1673.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 58:4 = (prima clausola). Una generazione di serpenti. Sermone di T. Adams.

Salmi 58:4. Il peccato come veleno. I veleni possono essere attraenti nel colore e nel sapore, lenti o rapidi nell'azione, dolorosi nell'effetto, appassiti, soporiferi o esasperanti. In tutti i casi mortale.

5 ESPOSIZIONE

Salmi 58:5 = Che non ascolterà la voce degli incantatori, che affascinano mai così saggiamente. Gli uomini empi non possono essere rimessi a posto con argomenti più logici, o appelli più patetici. Provate tutte le vostre arti, voi predicatori della parola! Mettetevi d'accordo per incontrare i pregiudizi e i gusti dei peccatori, e dovrete ancora gridare: "Chi ha creduto alla nostra narrazione?" Non è nella tua musica, ma nell'orecchio del peccatore che risiede la causa del fallimento, ed è solo la potenza di Dio che può rimuoverla.

Puoi chiamare gli spiriti dal vasto abisso,

Ma verranno quando li chiamerete?

No, noi chiamiamo, chiamiamo e invaghiamo, finché il braccio del Signore non sia rivelato. Questa è allo stesso tempo la colpa e il pericolo del peccatore. Dovrebbe ascoltare ma non lo farà, e poiché non vuole sentire, non può sfuggire alla dannazione dell'inferno.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 58:4-5 = Vedi "Sl 58:4" per ulteriori informazioni.

Salmi 58:4-5 = Vedi "Sl 58:4" per ulteriori informazioni.

Salmi 58:4-5 = Vedi "Sl 58:4" per ulteriori informazioni.

Salmi 58:5 = Non ascolterò. Il Signore ha alcuni dei suoi eletti che vede camminare per sentieri accidentati e vie tortuose. Il Signore dà un mandato ai suoi servi, i ministri, e dice: Va', invita e chiama l'anima tua a venire da me, e di': Ritorna, o Sulamita, ma l'anima non si muove; il Signore manda e chiama di nuovo, ma con la vipera sorda, egli non dà ascolto alla voce del mago: ebbene, dice il Signore, "Se non vuoi venire; Ti verrò a prendere; " se i mezzi giusti non vanno bene, i mezzi cattivi devono farlo; allora sibila per la mosca e l'ape dell'afflizione, e chiama eserciti di disordine, e dà loro l'incarico di afferrare e di assediare un tale uomo o donna, e dice: Colpiscili con il tuo colpo di cannone, finché non li fai cedere, cedi le chiavi e colpisci la vela; manda la malattia nei loro corpi, una consunzione nella loro proprietà, la morte nei loro amici, la vergogna nella loro reputazione, un fuoco nella loro casa, e simili, e ordina loro di predare e spogliare, finché non vedano e riconoscano la mano del Signore alzata. "Indagine sulla chiamata efficace" di J. Votier, 1652.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 58:5. L'incantatore di serpenti.

1. Affascina con la persuasione morale, la promessa, la minaccia, ecc.

2. Affascina con saggezza, serietà, affetto, polemicamente.

3. Incanta invano; La volontà è avversa. Di qui il bisogno della grazia divina e del Vangelo.

6 ESPOSIZIONE

Salmi 58:6 = Spezza loro i denti, o Dio, nella loro bocca. Se non hanno capacità di fare il bene, almeno privateli della loro capacità di fare il male. Trattali come gli incantatori di serpenti fanno con i loro serpenti, estrai le loro zanne, rompi loro i denti. Il Signore può farlo, e lo farà. Egli non permetterà che la malizia degli empi trionfi, infliggerà loro un colpo tale da renderli capaci di fare del male.

Spezza i grandi denti dei giovani leoni, o Signore. Come se una creatura bruta non avesse in sé abbastanza male per completare l'emblema della natura empia, viene recuperato un altro esemplare di ferae naturae . Per la feroce crudeltà i malvagi sono paragonati a giovani leoni, mostri nel fiore del loro vigore e della furia della loro lussuria; e si chiede che le loro macine possano essere spezzate, spezzate o frantumate, affinché le creature possano d'ora in poi essere innocue. Si può ben capire come il figlio esiliato di Iesse, mentre avvelenato dalla velenosa calunnia dei suoi nemici e preoccupato dal loro crudele potere, si appellasse al cielo per liberarsi rapidamente e completamente dai suoi nemici.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 58:6 = Spezza i loro denti, distruggi le zanne di questi serpenti, in cui è contenuto il loro veleno. Ciò equivarrà allo stesso significato di cui sopra. Salvami dalle vipere, dai calunniatori astuti e velenosi: salvami anche dai leoni, dagli uomini tirannici e assetati di sangue. Adam Clarke.

Salmi 58:6 = Grandi denti. מלתעות, secondo Michaelis e Gesenius, sono i denti dell'occhio, che nei leoni sono affilati e terribili. George Phillips, B.D., in "I Salmi in ebraico: con un commento", 1846.

Salmi 58:6-9. I nemici di Davide erano forti e feroci come leoncini. Perciò egli pregò che fossero spezzati loro i denti, anche i denti più forti, i macinatori con i quali erano pronti a divorarlo, affinché fossero impediti a fare del male. Lo travolsero come un'inondazione, ma egli desiderava che si trasformasse in un'inondazione di terra, che presto si esaurisce. Stavano per sparargli: ma egli voleva che i loro archi, o le loro frecce, fossero fatti a pezzi, e diventassero come paglia, e non facessero giustizia, e pregava che si consumassero insensibilmente come la lumaca, che lascia la sua sostanza lungo tutto il suo sentiero; e che non arrivassero a nulla, come un aborto. Predisse anche che la loro rabbia prospera (che assomigliava al crepitio delle spine sotto una pentola) si sarebbe presto estinta e non avrebbe prodotto alcun effetto; mentre il Signore nella sua ira li avrebbe spinti a una rapida distruzione; come un turbine furioso spinge un uomo vivo giù per un precipizio, o in una fossa spaventosa. Thomas Scott, 1747-1821.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Nessuno.

7 ESPOSIZIONE

Salmi 58:7 = Che si sciolgano come acque che scorrono continuamente. Come i torrenti di montagna prosciugati dalla calura estiva che li lasciano scomparire, o come ruscelli che scorrono le cui acque scompaiono rapidamente, così che passino, o come acqua versata che nessuno può ritrovare, così che svaniscano dall'esistenza. Andatevene, o ruscelli immondi, prima sarete dimenticati meglio sarà per l'universo.

Quando egli tende il suo arco per scoccare le sue frecce, siano come tagliate a pezzi. Quando il Signore andrà in guerra, i suoi giudizi si riferiscano a questi persecutori, in modo che possano essere completamente tagliati a pezzi, come un marchio frantumato da molte frecce. O forse il significato è, quando l'uomo empio marcia verso il conflitto, lascia che le sue frecce e il suo arco cadano in frammenti, la corda tagliata, l'arco spezzato, le frecce senza testa, le punte smussate; in modo che il guerriero vanaglorioso non abbia i mezzi per ferire l'oggetto della sua inimicizia. In entrambi i sensi, la preghiera del Salmo è spesso diventata realtà, e sarà di nuovo adempiuta ogni volta che se ne presenterà il bisogno.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 58:6-9 = Vedi "Sl 58:6" per ulteriori informazioni.

Salmi 58:7 = (prima clausola). Perowne rende questa clausola, Lasciateli sciogliere, come l'acqua (che) scorre veloce, e dice che il riferimento è a "acqua che scorre via, e così sprecata e perduta".

Salmi 58:7 = (prima clausola). Nelle zone desertiche dell'Africa ha procurato molta gioia cadere in un ruscello d'acqua, specialmente quando si correva nella direzione del viaggio, aspettandosi che sarebbe stato un prezioso compagno. Forse prima di accompagnarci per due miglia è diventato invisibile sprofondando nella sabbia; ma due miglia più avanti riappariva, e suscitava speranze per la sua continuazione: ma dopo aver corso per qualche centinaio di metri, sprofondava infine nella sabbia, senza più risalire. John Campbell, 1766-1840.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Nessuno.

8 ESPOSIZIONE

Salmi 58:8 = Come una lumaca che si scioglie, muoia tutta. Come la lumaca si fa strada con la sua melma, e così si dissolve man mano che procede, o come il suo guscio si trova spesso vuoto, come se l'abitante si fosse sciolto, così i maligni mangeranno le loro forze mentre procedono secondo i loro disegni malevoli, e scompariranno essi stessi. Distruggersi con l'invidia e il dispiacere è la parte dei maldisposti.

Come la nascita prematura di una donna, che non vedano il sole. Solenne è questa maledizione, ma con quanta certezza ricade su molti disgraziati sgraziati! Sono come se non fossero mai esistiti. Il loro carattere è informe, orribile, rivoltante. Sono più adatti a essere nascosti in una tomba sconosciuta che a essere annoverati tra gli uomini. La loro vita non giunge mai a maturazione, i loro scopi sono abortiti, il loro unico successo è quello di aver portato miseria agli altri e orrore a se stessi. Uomini come Erode, Giuda, Alva, Bonner, non sarebbe stato meglio per loro se non fossero mai nati? Meglio per le madri che li hanno partoriti? Meglio per le terre che hanno maledetto? Meglio per la terra in cui le loro putride carcasse sono nascoste dal sole? Ogni uomo non rigenerato è un aborto. Gli manca la vera forma di Dio fatto uomo; corrompe nelle tenebre del peccato; non vede né vedrà mai la luce di Dio nella purezza, in cielo.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Ver 6-9. Vedi "Sl 58:6" per ulteriori informazioni.

Salmi 58:8 = Come una lumaca che si scioglie mentre va, letteralmente, che va a sciogliersi (o melma), il sostantivo è all'accusativo per descrivere la natura dell'azione, e l'allusione è alla scia viscida che la lumaca lascia dietro di sé, così che sembra deperire. Evidentemente questo non è altro che un'iperbole poetica, e non ha bisogno di essere spiegato, quindi, come un errore popolare o un errore di storia naturale. J. J. Stewart Perowne, B.D., in "Il libro dei Salmi; una nuova traduzione, con introduzione e note", 1864.

Salmi 58:8 = Come una lumaca che si scioglie, ecc. Questo è un passaggio molto notevole e non molto intelligibile. La Bibbia ebraica rende il passaggio in un modo che spiega l'idea che evidentemente prevaleva al tempo in cui furono composti i Salmi: "Come una lumaca si sciolga mentre passa". Gli antichi avevano l'idea che la scia viscida lasciata da una lumaca mentre strisciava fosse sottratta alla sostanza del suo corpo, e che di conseguenza più strisciava più si rimpiccioliva fino a quando alla fine si consumava completamente. I commentatori del Talmud hanno assunto questa visione del caso. La parola ebraica, שׁבלול shablul, che senza dubbio significa una lumaca di qualche tipo, è così spiegata: "Lo Shablul è una cosa strisciante; quando esce dal suo guscio, la saliva si riversa da se stessa fino a diventare liquida, e così muore". Altre spiegazioni di questo passo sono state offerte, ma non c'è dubbio che l'opinione assunta da questi commentatori è quella corretta, e che il salmista, quando scrisse la terribile serie di denunce in cui ricorre il passo, aveva in mente la credenza popolare riguardo al graduale deperimento della lumaca mentre "passa". È inutile dire che non viene menzionata alcuna specie particolare di lumaca, e quasi altrettanto inutile affermare che in Palestina ci sono molte specie di lumache, a qualcuna o a tutte le quali queste parole sono ugualmente applicabili. J. G. Wood, in "Animali della Bibbia". 1869.

Salmi 58:8 = La nascita prematura di una donna. I malvagi sono, per così dire, aborti umani; sono e rimangono per sempre esseri difettosi, che non hanno realizzato il grande scopo della loro esistenza. Il cielo è l'unico fine per il quale l'uomo è stato creato, e chi non lo raggiunge raggiunge lo scopo del suo essere; Egli è un aborto eterno. O. Prescott Hiller.

Salmi 58:8 = (seconda clausola). Davide, quando maledice le insidie degli empi, benché abbiano concepito il male, benché abbiano seguito il male per molto tempo, e siano pronti a portarlo avanti, egli dice: «Siano come la nascita prematura di una donna, affinché non vedano il sole. cioè, che siano schiacciati e distrutti, che non portino mai la loro progenie velenosa al male e all'afflizione del mondo. Giuseppe Caryl.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 58:8. La condotta simile a una lumaca degli uomini empi. Il loro peccato distrugge la loro proprietà, la salute, il tempo, l'influenza, la vita.

9 ESPOSIZIONE

Salmi 58:9 = Prima che i tuoi vasi possano sentire le spine. Il rovesciamento degli empi è così improvviso, la loro vita è un fallimento così grande, che non vedono mai la gioia. La loro pentola è messa sul gancio per preparare un banchetto di gioia, e il combustibile è posto sotto, ma prima che le spine siano accese, prima che il calore possa essere portato sulla pentola, sì, non appena il combustibile ha toccato il recipiente di cottura, viene una tempesta e spazza via tutto; La pentola viene rovesciata, il carburante viene sparso in lungo e in largo. Forse la figura può supporre che le spine, che sono il combustibile, siano accese, e allora la fiamma è così rapida che prima che si possa produrre calore il fuoco si spegne, la carne rimane cruda, l'uomo è deluso, il suo lavoro è del tutto fallito.

Li porterà via come in un turbine. Cuocio, fuoco, pentola, carne e tutto il resto, scompaiono all'improvviso, vorticati via verso la distruzione.

Sia in vita, sia nella sua ira. Nel bel mezzo della vita dell'uomo, e nella furia della sua rabbia contro i giusti, il persecutore è travolto da un tornado, i suoi disegni sono sconcertati, i suoi espedienti sconfitti e se stesso distrutto. Il passaggio è difficile, ma probabilmente è questo il suo significato, ed è molto terribile. Il malvagio disgraziato mette su la sua grande pentola ribollente, raccoglie il suo combustibile, intende fare il cannibale con il pio; ma egli fa i conti senza il suo ospite, o piuttosto senza il Signore degli eserciti, e l'inaspettata tempesta rimuove ogni traccia di lui, del suo fuoco, del suo banchetto e di tutto ciò in un attimo.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 58:6-9 = Vedi "Sl 58:6" per ulteriori informazioni.

Salmi 58:9 = (prima clausola). Prima dei recipienti di cottura, ecc. Sarebbe perplesso lo stesso Edipo a dare un senso tollerabile alla traduzione inglese di questo versetto. Si riferisce all'uso dei viaggiatori in Oriente, che quando viaggiano attraverso i deserti, fanno una fiammata frettolosa con le spine che raccolgono, alcune verdi e piene di linfa, altre secche e secche, allo scopo di condire il loro cibo; in queste circostanze, non di rado, si verificano violente tempeste di vento, che spazzano via il loro combustibile e tutto l'apparato, prima che le navi che usano si riscaldino per il calore. Un'immagine espressiva e grafica della schiacciante rovina degli uomini malvagi. William Walford, 1837.

Salmi 58:9 = Prima che i tuoi vasi sentano il rovo. Con questa espressione proverbiale il salmista descrive l'improvvisa eruzione dell'ira divina; improvvisa e violenta come l'ascesa del rovo secco sotto la pentola della padrona di casa. La luminosità della fiamma che questo materiale fornisce, l'altezza a cui sale in un istante, la furia con cui sembra infuriare da tutte le parti del vascello, danno forza e persino sublimità all'immagine, sebbene presa da uno degli eventi più comuni della vita inferiore: la moglie di un contadino che bolle la sua pentola! Il senso, quindi, sarà: "Prima che le tue pentole tocchino il rovo, egli le spazzerà via in un turbine e in un uragano". Samuel Horsley, 1733-1806.

Salmi 58:9. In tutto il libro di Dio non ricordo nessuna frase tradotta in modo così vario e diverso come questo versetto... Questa varietà di traduzioni deriva principalmente dalla parola ebraica originale שׂירות siroth, che nella lingua ebraica significa, in primo luogo, pentole o calderoni, in cui la carne è zolla, come Esodo 16:3 38:3 Ezechiele 11:11 = In secondo luogo, spine e punture di spine e rovi, come Isaia 34:13 Osea 2:8 = In terzo luogo, poiché le punture del grande rovo sono molto affilate e uncinate, questa parola è usata per indicare gli ami da pesca. Amos 4:2 = In tutte le nostre Bibbie inglesi della traduzione antica, nuova e di Ginevra, e in alcune Bibbie latine, questa parola è presa per significare pentole o calderoni; ma la Settanta, la Ierroma, la Vulgata Latina, Austina, Pagnine, Tremellius, e tutte le altre che ho visto, prendono questa parola nel secondo senso, per le punture taglienti di spine e rovi. Qui, certamente, questa parola significa le punture acuminate del grande rovo del cane, che qui nel testo ebraico è אטד atad, ed è usato Giudici 9:14-15 nella parabola di Iotam per significare il rovo, che essendo fatto re degli alberi, accese un fuoco, che divorò i cedri del Libano. Ora, questo rovo nel corpo, e ogni ramo di esso, è circondato da punture uncinate affilate, alcune delle quali sono verdi e hanno vita e umidità, e sebbene siano affilate, tuttavia non sono così rigide e forti da causare una ferita profonda nella carne di un uomo. Altri sono più grandi, più adunchi e induriti dall'essiccazione e dall'arruzione con il calore veemente del sole; e colpiscono al vivo, e si aggrappano, o strappano dove afferrano la pelle o la carne dell'uomo. I primi sono qui chiamati אטד, viventi o verdi; gli altri sono chiamati, חרון, essiccati, o riarsi e induriti; e il salmista profetico afferma che "Dio che giudica sulla terra, toglierà e distruggerà come con un turbine tempestoso, ognuno di loro, sia il verde che il secco", come Tremellio dall'originale traduce la parola nel modo più vero ... L'intero testo recita così: "Prima che tocchino le tue spine o punture, o rovo, egli porterà via tutti come con un turbine, sia il verde che il secco". Davanti a loro, cioè ai giusti che voi odiate e perseguitate; sentire. cioè, abbiate un pieno senso e comprensione delle vostre spine o punture, cioè dell'acutezza, della furia e della malizia che è nel cuore e nelle mani di tutti e di ciascuno tra voi; poiché ognuno nella vostra schiera e congregazione è una dolorosa spina e un pungiglione affilato del rovo maledetto, acutamente piantato e piegato a fare del male con malizia e furia al popolo e alla chiesa di Dio. "Colui che è Dio che giudica sulla terra" (come è espresso nell'undicesimo versetto, nelle ultime parole) "porterà via come con un turbine" (cioè, disperderà e distruggerà tempestosamente), "tutti, sia i viventi e i verdi che gli aridi e induriti". Cioè, di ogni sorta messi insieme, sia i persecutori dai capelli verdi che i giovani, di aspetto acuto, ma non così forti da ferire, come i vecchi e i secchi che sono induriti nella malizia da una lunga abitudine, e nel potere e nella politica sono forti per fare del male. George Walker, in un sermone veloce davanti alla Camera dei Comuni, 1644.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Nessuno.

10 ESPOSIZIONE

Salmi 58:10 = Il giusto si rallegrerà quando vedrà la vendetta. Egli non avrà alcuna parte nell'infliggere, né si rallegrerà nello spirito di vendetta, ma la sua anima giusta accetterà i giudizi di Dio, e si rallegrerà vedendo trionfare la giustizia. Non c'è nulla nella Scrittura di quella simpatia per i nemici di Dio che i traditori moderni amano tanto sfoggiare come la migliore specie di benevolenza. Alla fine diremo: "Amen", alla condanna dei malvagi, e non ci sentiremo disposti a mettere in discussione le vie di Dio con gli impenitenti. Ricordate come si esprime Giovanni, il discepolo amorevole. "E dopo queste cose, udii una gran voce di gran popolo nel cielo, che diceva: Alleluia; Salvezza, gloria, onore e potenza all'Eterno, al nostro Dio, perché i suoi giudizi sono veritieri e giusti, perché egli ha giudicato la grande meretrice, che ha corrotto la terra con la sua fornicazione, e ha vendicato il sangue dei suoi servi per mano di lei. E di nuovo dissero: Alleluia. E il suo fumo si alzò per i secoli dei secoli".

Egli laverà i suoi piedi nel sangue degli empi. Egli trionferà su di loro, saranno così completamente vinti che la loro sconfitta sarà definitiva e fatale, e la sua liberazione completa e coronante. La dannazione dei peccatori non rovinerà la felicità dei santi.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 58:10 = Il giusto si rallegrerà quando vedrà la vendetta. Quando il giusto vede la vendetta e si rallegra, non è per malizia, ma per benevolenza, o sperando che gli empi possano essere emendati con la punizione, o amando la giustizia di Dio al di sopra delle persone degli uomini, non dispiacendosi della punizione degli empi, perché procede dal Signore, né desiderando che gli empi possano essere assolti dalla pena perché meritano di essere puniti per giustizia. Nicholas Gibbens.

Salmi 58:10 = Il giusto si rallegrerà quando vedrà la vendetta. Non che egli si rallegri della vendetta solo perché è un'offesa o una sofferenza per la creatura, ma il giusto si rallegrerà quando vedrà la vendetta di Dio, poiché è un adempimento della minaccia di Dio contro il peccato dell'uomo, e quindi una prova della sua santità. Salmi 59:9-10 = = Giuseppe Caryl.

Salmi 58:10 = Egli dovrà; lavargli i piedi, ecc. Cioè, egli ottiene conforto e incoraggiamento vedendo il Signore vendicare la sua causa contro i suoi avversari. Giuseppe Caryl.

Salmi 58:10 = Egli laverà i suoi piedi nel sangue, ecc. Come si potrebbe dire che il vittorioso sopravvissuto di un conflitto, che cammina sul campo di battaglia. Note della R. T. Society.

Salmi 58:10. = Quando gli angeli eseguono i giudizi di Dio sui peccatori, i santi vedono molte cose in esso; vedono materia di paura e di lode; di paura, in quanto la potenza, l'ira e l'odio di Dio si manifestano in loro contro il peccato e i peccatori; di lode, in quanto essi stessi sono stati liberati e la giustizia è compiuta. Quando gli empi sono portati via da un colpo divino, dalla mano della giustizia, e Dio ha la gloria della sua giustizia, i giusti se ne rallegrano; ma è tutto qui? No, egli lava i suoi piedi nel sangue degli empi; cioè, con questo giudizio egli teme e riforma. È una metafora presa dalla pratica di quelle parti dove andavano scalzi, o con i sandali, e così contraevano molta sporcizia, e si lavavano e si pulivano i piedi quando entravano; così qui, il pio vedendo la mano di Dio sui malvagi, teme e giudica se stesso per i suoi peccati, purifica la sua coscienza e i suoi affetti, e ora ha timore di quel Dio che ha colpito i malvagi per quei peccati di cui egli stesso in parte è colpevole. Valdo, un uomo noto a Lione, vedendo uno colpito a morte in sua presenza, si lavò le mani nel sangue; poiché ben presto egli faceva l'elemosina ai poveri, istruiva la sua famiglia nella vera conoscenza di Dio ed esortava tutti coloro che venivano da lui al pentimento e alla santità di vita. William Greenhill, 1691-1777.

Salmi 58:10. = Senza dubbio alla vista di Sodoma, Gomorra, Adma e Zeboim distrutte, gli angeli videro motivo di rallegrarsi e di cantare "Alleluia". La malvagità fu spazzata via; la terra fu alleggerita da un peso; la giustizia, la giustizia di Dio, era sommamente esaltata; L'amore per le altre creature si manifestava nel liberarle dalle contaminazioni infernali. Sugli stessi principi (entrando, tuttavia, ancora più profondamente nella mente del Padre, e simpatizzando pienamente nella sua giustizia), il Signore Gesù stesso, e ciascuno dei suoi membri, grideranno: "Alleluia", sulle schiere rovinate dell'Anticristo. Apocalisse 19:3 = Il giusto si rallegrerà quando vedrà la vendetta, laverà i suoi piedi nel sangue dell'empio. Egli sarà ristorato alla fine del suo viaggio, Giovanni 13:5 ; Luca 7:44 Genesi 18:4 asciugherà tutta la polvere del cammino, e porrà fine alla sua stanchezza entrando in quella strana, quella gioia divina per il peccato distrutta, la giustizia onorata, la legge magnificata, la vendetta presa per l'insulto fatto a Dio, il trionfo del Santo sugli empi. Non è solo il momento in cui inizia la gioia, ma è anche l'occasione e la causa della gioia estatica di quel giorno. Andrew A. Bonar.

Salmi 58:10. = Un'ampia e vitale distinzione deve essere fatta tra il desiderio per la gratificazione della vendetta personale e lo zelo per la rivendicazione della gloria di Dio. "La gloria di Dio" include necessariamente il vero bene dell'offensore e il benessere della società. Il desiderio di vendetta è sempre sbagliato; il desiderio di vendetta può essere al massimo grado lodevole. Solo per motivi personali posso desiderare la vendetta su chi ha fatto il torto; ma per i motivi più disinteressati e nobili posso desiderare una punizione. R. A. Bertram, in "I Salmi Imprecatori", 1867.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Nessuno.

11 ESPOSIZIONE

Salmi 58:11 = Così che un uomo dirà. Ognuno, per quanto ignorante, sarà costretto a dire:

In verità, in verità, certamente,

C'è una ricompensa per i giusti. Se nient'altro è vero, lo è. I pii non sono dopo tutto abbandonati e abbandonati ai loro nemici; I malvagi non devono avere il meglio, la verità e la bontà sono ricompensate a lungo termine.

In verità egli è un Dio che giudica sulla terra. Tutti gli uomini saranno costretti dalla vista del giudizio finale a vedere che c'è un Dio, e che egli è il giusto sovrano dell'universo. Dopotutto, due cose verranno fuori chiaramente: c'è un Dio e c'è una ricompensa per i giusti. Il tempo allontanerà i dubbi, risolverà le difficoltà e rivelerà segreti; Nel frattempo l'occhio previdente della fede discerne la verità fin d'ora, e se ne rallegra.

NOTE ESPLICATIVE E DETTI PITTORESCHI

Salmi 58:11 = Così che un uomo dirà: In verità, ecc. Questo non sarà detto da un uomo, né da un uomo in particolare, ma dagli uomini in generale, dall'uomo in opposizione a Dio. La particella tradotta, in verità, significa solo e denota che questo e nient'altro è vero. J. A. Alessandro.

Salmi 58:11 = Quindi, ecc . C'è qualcosa che vale la pena notare dalla connessione di questo versetto con il contesto, ed è implicito nella prima parola, così che, che unisce questo versetto con le parti precedenti di questo Salmo, e mostra che questa è una deduzione da esse. Che cosa? Dio rovesciò così improvvisamente, "come con un turbine", quei giudici malvagi che signoreggiavano sul suo popolo? Ha fatto sciogliere quei "leoni" come lumache? confermò forse le giunture del suo popolo, che poco prima tremavano e si scontravano l'una contro l'altra, come se fossero stati tanti disgraziati abbandonati esposti e gettati fuori, e nessun occhio per compatirli; come se avessero galleggiato con Mosè sul mare in una cesta di giunchi, senza alcun pilota che li guidasse, e pronti persino a gridare con il discepolo: "Maestro, non preoccuparti che periamo?" Ordinò dunque la calma e li condusse al porto dove sarebbero stati? Ha forse trasformato il loro ululare come draghi e il chiacchiericcio come gru, sotto le fruste e le seghe di tirannici sorveglianti, in un canto di gioia e di trionfo? Si è forse liberato di quella nuvola in cui per un po' di tempo si era così avvolto che sembrava non vedere le pressioni del suo popolo? Egli, dico, intervenne allora in soccorso del suo popolo, spezzando il loro giogo come al tempo di Madian, e baciandolo con i baci della sua bocca? Così che uno dirà: "In verità c'è una ricompensa per il giusto; in verità egli è un Dio che giudica sulla terra". Osservate: Sebbene i passaggi della provvidenza di Dio possano sembrare così rozzi e rozzi come se fossero distruttivi per la sua chiesa, e suscettibili di cavare l'occhio della sua stessa gloria, tuttavia il nostro Dio li disporrà in modo tale che alla fine avranno una tendenza vantaggiosa all'esposizione del suo onore e del nostro bene. John Hinckley, 1657.

Salmi 58:11. Alcuni dei giudizi di Dio sono un guado poco profondo, o un guado, sul quale un agnello può guadare; ogni bambino può leggerne il significato; e un uomo, qualsiasi uomo comune, può dire: In verità c'è una ricompensa per il giusto; in verità egli è un Dio che giudica sulla terra. Giuseppe Caryl.

Salmi 58:11. Questo giudizio qui non si riferisce al giudizio che verrà, nell'ultimo giorno, quando ci sarà un congresso generale di vivi e morti davanti al terribile tribunale del Signore; sebbene sia così, è verissimo affore tempus, che ci sarà un tempo in cui Dio percorrerà qui il suo circuito in modo solenne, così che uno dica: In verità c'è una ricompensa per il giusto, in verità egli è un Dio che giudica sulla terra; Ma non è questo lo scopo di questo luogo. È al presente, o cretino, che ora giudica, o sta ora giudicando la terra e i suoi abitanti; e quindi si deve intendere di un giudizio da questa parte, il giudizio del grande giorno; e così Dio giudica la terra, o nella terra, in tre modi. In primo luogo, con un ordine provvidenziale e una saggia disposizione di tutti gli affari di tutte le creature. In secondo luogo, nel soccorrere gli oppressi e nel perorare la causa degli innocenti. In terzo luogo, nel rovesciare e affliggere i malvagi. John Hinckley.

SUGGERIMENTI PER IL PREDICATORE DEL VILLAGGIO

Salmi 58:11. Casi notevoli di giudizi divini e dei loro risultati.

Riferimenti incrociati:

Salmi 58

1 Sal 57:1; 59:1
Sal 72:1-4; De 16:18,19; 2Sa 23:3; 2Cron 19:6,7; Is 11:3-5; 32:1; Ger 23:5,6
Sal 82:1,2; Nu 11:16; De 1:15,16; 2Sa 5:3; Mat 26:3; 27:1; Lu 23:50,51; At 5:21
Sal 82:6,7

2 Sal 21:11; Ec 3:16; Is 59:4-6; Ger 22:16,17; Ez 22:12,27; Mic 3:1-3,9-12; Giov 11:47-53
Sal 94:20; Is 10:1; 26:7

3 Sal 51:5; Giob 15:14; Prov 22:15; Is 48:8; Ef 2:3
Sal 22:10; Is 46:3

4 Sal 140:3; Ec 10:11; Rom 3:13; Giac 3:8
Mat 3:7; 23:33
Ger 8:17
Giob 20:14,16; Is 11:8

5 De 18:11; Is 19:3

6 Sal 3:7; 10:15; Giob 4:10,11; 29:17; Ez 30:21-26
Sal 17:12; 91:13; Nu 23:24; Is 31:4; Os 5:14; Mic 5:8

7 Sal 22:14; 64:7,8; 112:10; Eso 15:15; Gios 2:9-11; 7:5; 2Sa 17:10; Is 13:7

8 Sal 37:35,36; Mat 24:35; Giac 1:10
Giob 3:16; Ec 6:3

9 Sal 118:12; Ec 7:6
Sal 10:2,5; 55:23; 73:18-20; Giob 18:18; 20:5-29; Prov 1:27; 10:25; 14:32; Is 17:13; 40:24; Ger 23:19
Nu 16:30

10 Sal 52:6; 64:10; 68:1-3; 107:42; Giudic 5:31; Prov 11:10; Ap 11:17,18; 18:20; 19:1-6
Sal 68:23; Giob 29:6; Ap 14:20

11 Sal 73:13-15; 92:15; Mal 3:14; Rom 2:5
Is 3:10; Rom 6:21,22
Sal 9:16; 64:9; 67:4; 33:18; 96:13; 98:9; Mal 2:17; 2P 3:4-10

Dimensione testo:


Visualizzare un brano della Bibbia


     

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia


      


     

Ricerca avanzata

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Indirizzo di questa pagina:
https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Salmi58&versioni[]=Nuova+Riveduta&versioni[]=C.E.I.&versioni[]=Nuova+Diodati&versioni[]=Riveduta+2020&versioni[]=Riveduta&versioni[]=Ricciotti&versioni[]=Tintori&versioni[]=Martini&versioni[]=Diodati&versioni[]=CommentarioHenry&versioni[]=Commentario&versioni[]=CommentarioBarnes&versioni[]=CommentarioGill&versioni[]=CommentarioPulpito&versioni[]=CommentarioIllustratore&versioni[]=CommentariMeyer&versioni[]=CommentarioTesoro&versioni[]=Riferimenti+incrociati

Indirizzo del testo continuo:
https://www.laparola.net/app/?w1=bible&t1=local%3Anr&v1=PS58_1&w2=bible&t2=local%3Acei1974&v2=PS58_1&w3=bible&t3=local%3And&v3=PS58_1&w4=bible&t4=local%3Ar2&v4=PS58_1&w5=bible&t5=local%3Aluzzi&v5=PS58_1&w6=bible&t6=local%3Aricciotti&v6=PS58_1&w7=bible&t7=local%3Atintori&v7=PS58_1&w8=bible&t8=local%3Amartini&v8=PS58_1&w9=bible&t9=local%3Adio&v9=PS58_1&w10=commentary&t10=local%3Acommhenrycompleto&v10=PS58_1&w11=commentary&t11=local%3Acommabbrmh&v11=PS58_1&w12=commentary&t12=local%3Acommbarnes&v12=PS58_1&w13=commentary&t13=local%3Acommgill&v13=PS58_1&w14=commentary&t14=local%3Acommpulpito&v14=PS58_1&w15=commentary&t15=local%3Acommillustratore&v15=PS58_1&w16=bible&t16=local%3A&v16=PS58_1&w17=commentary&t17=local%3Acommtesoro&v17=PS58_1&w18=commentary&t18=local%3Arifinc&v18=PS58_1