Salmi 30

1 Salmo. Cantico per la dedicazione della Casa. Di Davide.
Io t'esalto, o Eterno, perché m'hai tratto in alto,
e non hai permesso che i miei nemici si rallegrassero di me.
2 O Eterno, Dio mio,
io ho gridato a te, e tu m'hai sanato.
3 O Eterno, tu hai fatto risalir l'anima mia
dal soggiorno de' morti,
tu m'hai ridato la vita perch'io non scendessi nella fossa.
4 Salmeggiate all'Eterno, voi suoi fedeli,
e celebrate la memoria della sua santità.
5 Poiché l'ira sua è sol per un momento,
ma la sua benevolenza è per tutta una vita.
La sera alberga da noi il pianto;
ma la mattina viene il giubilo.
6 Quanto a me, nella mia prosperità, dicevo:
Non sarò mai smosso.
7 O Eterno, per il tuo favore, avevi reso forte il mio monte;
tu nascondesti la tua faccia, ed io fui smarrito.
8 Io ho gridato a te, o Eterno;
ho supplicato l'Eterno, dicendo:
9 Che profitto avrai dal mio sangue s'io scendo nella fossa?
Forse che la polvere ti celebrerà? predicherà essa la tua verità?
10 Ascolta, o Eterno, ed abbi pietà di me;
o Eterno, sii tu il mio aiuto!
11 Tu hai mutato il mio duolo, in danza;
hai sciolto il mio cilicio e m'hai cinto d'allegrezza,
12 affinché l'anima mia salmeggia a te e non si taccia.
O Eterno, Dio mio, io ti celebrerò in perpetuo.

2Re 5:1-14

Guarigione di Naaman
1 Or Naaman, capo dell'esercito del re di Siria, era un uomo in grande stima ed onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui l'Eterno avea reso vittoriosa la Siria; ma quest'uomo forte e prode era lebbroso. 2 Or alcune bande di Sirî, in una delle loro incursioni, avean condotta prigioniera dal paese d'Israele una piccola fanciulla, ch'era passata al servizio della moglie di Naaman. 3 Ed ella disse alla sua padrona: 'Oh se il mio signore potesse presentarsi al profeta ch'è a Samaria! Questi lo libererebbe dalla sua lebbra!' 4 Naaman andò dal suo signore, e gli riferì la cosa, dicendo: 'Quella fanciulla del paese d'Israele ha detto così e così'. 5 Il re di Siria gli disse: 'Ebbene, va'; io manderò una lettera al re d'Israele'. Quegli dunque partì, prese seco dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro, e dieci mute di vestiti. 6 E portò al re d'Israele la lettera, che diceva: 'Or quando questa lettera ti sarà giunta, saprai che ti mando Naaman mio servo, perché tu lo guarisca dalla sua lebbra'. 7 Quando il re d'Israele ebbe letta la lettera, si stracciò le vesti, e disse: 'Son io forse Dio, col potere di far morire e vivere, che colui manda da me perch'io guarisca un uomo dalla sua lebbra? Tenete per cosa certa ed evidente ch'ei cerca pretesti contro di me'. 8 Quando Eliseo, l'uomo di Dio, ebbe udito che il re s'era stracciato le vesti, gli mandò a dire: 'Perché ti sei stracciato le vesti? Venga pure colui da me, e vedrà che v'è un profeta in Israele'. 9 Naaman dunque venne coi suoi cavalli ed i suoi carri, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. 10 Ed Eliseo gl'inviò un messo a dirgli: 'Va', lavati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro'. 11 Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: 'Ecco, io pensavo: Egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome dell'Eterno, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. 12 I fiumi di Damasco, l'Abanah e il Farpar, non son essi migliori di tutte le acque d'Israele? Non posso io lavarmi in quelli ed esser mondato?' E, voltatosi, se n'andava infuriato. 13 Ma i suoi servi gli si accostarono per parlargli, e gli dissero: 'Padre mio, se il profeta t'avesse ordinato una qualche cosa difficile, non l'avresti tu fatta? Quanto più ora ch'egli t'ha detto: - Lavati, e sarai mondato'? - 14 Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell'uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne d'un piccolo fanciullo, e rimase puro.

Galati 6:1-16

Esortazioni finali e saluti
1 Fratelli, quand'anche uno sia stato còlto in qualche fallo, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. E bada bene a te stesso, che talora anche tu non sii tentato. 2 Portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo. 3 Poiché se alcuno si stima esser qualcosa pur non essendo nulla, egli inganna se stesso. 4 Ciascuno esamini invece l'opera propria; e allora avrà motivo di gloriarsi rispetto a se stesso soltanto, e non rispetto ad altri. 5 Poiché ciascuno porterà il suo proprio carico. 6 Colui che viene ammaestrato nella Parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi l'ammaestra. 7 Non v'ingannate; non si può beffarsi di Dio; poiché quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà. 8 Perché chi semina per la propria carne, mieterà dalla carne corruzione; ma chi semina per lo Spirito, mieterà dallo Spirito vita eterna. 9 E non ci scoraggiamo nel far il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. 10 Così dunque, secondo che ne abbiamo l'opportunità, facciam del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti. 11 Guardate con che grosso carattere v'ho scritto, di mia propria mano. 12 Tutti coloro che vogliono far bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, e ciò al solo fine di non esser perseguitati per la croce di Cristo. 13 Poiché neppur quelli stessi che son circoncisi, osservano la legge; ma vogliono che siate circoncisi per potersi gloriare della vostra carne. 14 Ma quanto a me, non sia mai ch'io mi glorî d'altro che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso, e io sono stato crocifisso per il mondo. 15 Poiché tanto la circoncisione che l'incirconcisione non son nulla; quel che importa è l'essere una nuova creatura. 16 E su quanti cammineranno secondo questa regola siano pace e misericordia, e così siano sull'Israele di Dio.

Luca 10:1-11

La missione dei settanta
(Cfr. Matteo 9:37,38; 10:9-20; 11:21-24)
1 Or dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli, e li mandò a due a due dinanzi a sé, in ogni città e luogo dove egli stesso era per andare. 2 E diceva loro: Ben è la mèsse grande, ma gli operai son pochi; pregate dunque il Signor della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse. 3 Andate; ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. 4 Non portate né borsa, né sacca, né calzari, e non salutate alcuno per via. 5 In qualunque casa sarete entrati, dite prima: Pace a questa casa! 6 E se v'è quivi alcun figliuolo di pace, la vostra pace riposerà su lui; se no, ella tornerà a voi. 7 Or dimorate in quella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. 8 E in qualunque città sarete entrati, se vi ricevono, mangiate di ciò che vi sarà messo dinanzi, 9 guarite gl'infermi che saranno in essa, e dite loro: Il regno di Dio s'è avvicinato a voi. 10 Ma in qualunque città sarete entrati, se non vi ricevono, uscite sulle piazze e dite: 11 Perfino la polvere che dalla vostra città s'è attaccata a' nostri piedi, noi la scotiamo contro a voi; sappiate tuttavia questo, che il regno di Dio s'è avvicinato a voi.

Luca 10:16-20

16 Chi ascolta voi ascolta me; chi sprezza voi sprezza me, e chi sprezza me sprezza Colui che mi ha mandato. 17 Or i settanta tornarono con allegrezza, dicendo: Signore, anche i demonî ci sono sottoposti nel tuo nome. 18 Ed egli disse loro: Io mirava Satana cader dal cielo a guisa di folgore. 19 Ecco, io v'ho dato la potestà di calcar serpenti e scorpioni, e tutta la potenza del nemico; e nulla potrà farvi del male. 20 Pure, non vi rallegrate perché gli spiriti vi son sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti ne' cieli.

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