Nuova Riveduta:

Tito 1:5

Tito incaricato di organizzare la chiesa di Creta
1Ti 3:1-7; 1P 5:1-4
Per questa ragione ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine nelle cose che rimangono da fare, e costituisca degli anziani in ogni città, secondo le mie istruzioni,

C.E.I.:

Tito 1:5

Per questo ti ho lasciato a Creta perché regolassi ciò che rimane da fare e perché stabilissi presbiteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato:

Nuova Diodati:

Tito 1:5

Tito incaricato di mettere ordine nella chiesa di Creta
Per questa ragione ti ho lasciato a Creta, affinché tu metta ordine alle cose che restano da fare e costituisca degli anziani in ogni città, come ti ho ordinato;

Riveduta 2020:

Tito 1:5

Requisiti dei ministri dell'Evangelo
Per questa ragione ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine alle cose che rimangono da fare e costituisca degli anziani per ogni città, come ti ho ordinato,

La Parola è Vita:

Tito 1:5

Ti ho lasciato a Creta, perché tu finisca di sistemare quanto resta da fare per le chiese locali, e cioè che tu elegga dei responsabili in ogni città, basandoti sulle norme che ti ho raccomandato.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Tito 1:5

Tito incaricato di dar ordine alle chiese di Creta. Della scelta degli anziani
Per questa ragione t'ho lasciato in Creta: perché tu dia ordine alle cose che rimangono a fare, e costituisca degli anziani per ogni città, come t'ho ordinato;

Martini:

Tito 1:5

A questo fine io ti lasciai in Creta, perchè tu dia sesto a quel, che rimane, e stabilisca de' preti per le città conforme io ti prescrissi.

Diodati:

Tito 1:5

PER questo ti ho lasciato in Creta, acciocchè tu dia ordine alle cose che restano, e costituisca degli anziani per ogni città, siccome ti ho ordinato;

Commentario:

Tito 1:5

PARTE PRIMA

ISTRUZIONI RELATIVE AI PRESBITERI DA STABILIRE IN OGNI CHIESA.

Tito 1:5-16.

Terminato il saluto, Paolo entra subito in materia, col dare a Tito le istruzioni relative ai presbiteri che si dovevano stabilire nelle varie chiese di Creta, soffermandosi specialmente ad indicare le ragioni per cui i presbiteri devono essere saldi nella verità e capaci d'insegnarla. Ci sono qua e là degli oppositori che vanno seminando favole e raccomandando pratiche d'origine meramente umana, mentre poi sono alieni dalla vera pietà. A costoro bisogna opporre il sano insegnamento evangelico. Abbiamo quindi due brevi sezioni.

Sez. A. Tito 1:5-9. Le istruzioni relative ai presbiteri.

Sez. B. Tito 1:10-16. I contraddittori da ridurre al silenzio.

Sezione A. Tito 1:5-9. LE ISTRUZIONI RELATIVE AI PRESBITERI DA STABILIRE.

Per questo ti ho lasciato in Creta, acciocchè tu metta in ordine le cose che restano [da regolare].

Sopra Creta vedi l'Introduzione. È questo l'unico cenno che possediamo di un soggiorno di Paolo nella grand'isola mediterranea; soggiorno che ha da collocarsi all'infuori del quadro storico del libro dei Fatti, cioè dopo, la cattività romana con cui si chiude. Quanto abbia durato quella visita non sappiamo; ma non si era prolungata abbastanza da permettere all'apostolo di sistemare tutto quello che avrebbe voluto per il buon andamento delle chiese colà fondate da evangelisti a noi ignoti. Per cui, era stato costretto di separarsi dal suo compagno Tito, dandogli l'incarico di restare in Creta per mettere ogni cosa in buon assetto, creando quello che mancava, completando quello ch'era incompiuto, correggendo dove c'era qualcosa da raddrizzare. Dall'epistola vediamo che c'era da dare un insegnamento morale più completo e più pratico e da completare l'organizzazione ecclesiastica nelle congregazioni.

e che tu stabilisca degli anziani in ciascuna città come te l'ho prescritto.

È stato notato nel commento sopra 1Timoteo 3 che i due ufficii del presbiterato e del diaconato sono i soli che risultino stabiliti nelle chiese locali al tempo degli apostoli. Del diaconato l'Epistola a Tito non fa parola, probabilmente perchè non n'era sentita ancora la necessità in Creta. È stato del pari notato, nel passo parallelo, che nel Nuovo Testamento i termini presbitero od anziano, vescovo o sovrintendente, pastore Efesini 4:11, conduttore Ebrei 13:7, preposto 1Tessalonicesi 5:12, servono a designare la stessa persona e lo sesso ufficio considerato sotto aspetti diversi (Vedi 1Timoteo 3:1). 1Timoteo 3:5 confrontato con 1Timoteo 3:7 di quel capitolo mostra nel modo più evidente che la stessa persona era chiamata ora presbitero ed ora vescovo. È dunque fuor di luogo il parlare qui, come fece il Martini, della "elezione di buoni vescovi e sacerdoti".

Il termine presbitero era stato tolto dagli usi civili e religiosi dei Giudei. Fin dai tempi mosaici si parla ripetutamente degli anziani d'Israele che erano gli uomini i quali per età, per esperienza e per condizione sociale, godevano di maggior considerazione E com'era la più antica, così fu ancora la più durevole delle istituzioni israelitiche. La ritroviamo nell'epoca dei Giudici e dei Re, l'esilio non la distrugge Geremia 29:1; Ezechiele 8:1; 14:1,29, e la vediamo ricomparire dopo la restaurazione Esdra 5:9; 6:14; 10:14, nell'epoca dei Maccabei (1Macc 12:6,35; 13:36 ecc.) e nel Nuovo Testamento ove il Sinedrio è composto in parte di anziani del popolo. Le sinagoghe erano governate da un collegio di anziani presieduto dà un capo-sinagoga. Era quindi naturale che le prime chiese cristiane formatesi in seno al giudaismo, togliessero a modello l'organizzazione della sinagoga che, per semplicità ed efficacia, ben si confaceva al carattere spirituale delle società di credenti. Da Gerusalemme l'istituzione passò nell'Asia Minore, in Macedonia Filippesi 1:1, dovunque erano disseminati dei gruppi di cristiani Giacomo 5:14; 1Pietro 5:1. Ma in seno alle chiese etniche il presbitero fu chiamato anche episcopos (sovrintendente, ispettore) per indicare, anzichè la dignità, la natura dell'ufficio ch'egli dovea disimpegnare. Ma con ragione afferma il Schaff che ormai fra gli studiosi è incontestato che nell'età apostolica vescovo e presbitero designano lo stesso ufficio e tutt'al più resta da fissare il tempo in cui il titolo di vescovo cominciò ad essere esclusivamente riservato al presidente del collegio degli anziani, il che non avvenne che sulla fine del primo o al principio del secondo secolo. Ad ogni modo, l'episcopato diocesano, che potrà essere o non essere una istituzione utile, resta estraneo al Nuovo Testamento e non può pretendere ad una sanzione apostolica. L'incarico temporaneo e transitorio dato da Paolo a taluni suoi collaboratori come Timoteo e Tito non equivale alla creazione d'un ufficio permanente. Si è creduto da alcuni che in ciascuna città ove esisteva una chiesa, un solo presbitero-sovrintendente dovesse venir stabilito; ma l'analogia con le altre chiese apostoliche: Gerusalemme, Antiochia di Pisidia, Iconio, Listra, Derbe, Efeso Atti 20:23, Filippi ecc. che hanno ciascuna parecchi anziani, non lascia dubbio che anche in Creta, il numero degli anziani preposti a ciascuna chiesa dovesse essere proporzionato al numero dei membri di essa. Si ricava da questo accenno a varie città che le chiese dovevano essere parecchie nell'isola. Nulla è detto qui circa il modo in cui Tito dovea procedere alla scelta dei presbiteri. In Gerusalemme, la chiesa aveva scelto essa stessa sette fratelli per il diaconato Atti 6:3 e così pare sia stato fatto nelle chiese di Licaonia. Certo si è che dell'opinione di ciascuna chiesa locale Tito non potrà fare astrazione poichè dovrà ricercare presso ai fratelli chi possegga i requisiti dell'ufficio. D'altronde Paolo si riferisce qui ad istruzioni orali date di già a Tito. In esse l'apostolo aveva potuto prescrivere anche il modo di stabilire degli anziani.

Riferimenti incrociati:

Tito 1:5

1Ti 1:3
At 2:11; 27:7,12,21
1Cron 6:32; Ec 12:9; Is 44:7; 1Co 11:34; 14:40; Col 2:5
At 14:23; 2Ti 2:2

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