Nuova Riveduta:

Zaccaria 2

La visione della corda per misurare
1 Poi alzai gli occhi, guardai, ed ecco un uomo che aveva in mano una corda per misurare. 2 Chiesi: «Dove vai?» Egli mi rispose: «Vado a misurare Gerusalemme, per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza». 3 Ed ecco, l'angelo che parlava con me si fece avanti, e un altro gli andò incontro 4 e gli disse: «Corri, parla a quel giovane e digli: "Gerusalemme sarà abitata come una città senza mura, tanta sarà la quantità di gente e di bestiame che si troverà in mezzo ad essa. 5 Io", dice il SIGNORE, "sarò per lei un muro di fuoco tutto intorno, e sarò la sua gloria in mezzo a lei"».

Promesse per Gerusalemme
6 «Su, fuggite dal paese del settentrione», dice il SIGNORE, «perché io vi ho dispersi ai quattro venti dei cieli», dice il SIGNORE.
7 «Su, Sion, mettiti in salvo, tu che abiti con la figlia di Babilonia!»
8 Infatti così parla il SIGNORE degli eserciti: «È per rivendicare la sua gloria che egli mi ha mandato verso le nazioni che hanno fatto di voi la loro preda; perché chi tocca voi, tocca la pupilla dell'occhio suo.
9 Infatti, ecco, io sto per agitare la mia mano contro di loro, ed esse diventeranno preda di quelli a cui erano asserviti, e voi conoscerete che il SIGNORE degli eserciti mi ha mandato.
10 Manda grida di gioia, rallègrati, figlia di Sion! perché, ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te», dice il SIGNORE.
11 «In quel giorno molte nazioni si uniranno al SIGNORE e diventeranno mio popolo; io abiterò in mezzo a te, e tu conoscerai che il SIGNORE degli eserciti mi ha mandato da te.
12 Il SIGNORE possederà Giuda, come sua parte nella terra santa, e sceglierà ancora Gerusalemme.
13 Ogni creatura faccia silenzio in presenza del SIGNORE, perché egli si è destato dalla sua santa dimora».

C.E.I.:

Zaccaria 2

1 Poi alzai gli occhi ed ecco, vidi quattro corna. 2 Domandai all'angelo che parlava con me: «Che cosa sono queste?». Ed egli: «Sono le corna che hanno disperso Giuda, Israele e Gerusalemme». 3 Poi il Signore mi fece vedere quattro operai. 4 Domandai: «Che cosa vengono a fare costoro?». Mi rispose: «Le corna hanno disperso Giuda a tal segno che nessuno osa più alzare la testa e costoro vengono a demolire e abbattere le corna delle nazioni che cozzano contro il paese di Giuda per disperderlo».
5 Alzai gli occhi ed ecco un uomo con una corda in mano per misurare. 6 Gli domandai: «Dove vai?». Ed egli: «Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza». 7 Allora l'angelo che parlava con me uscì e incontrò un altro angelo 8 che gli disse: «Corri, va' a parlare a quel giovane e digli: Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere. 9 Io stesso - parola del Signore - le farò da muro di fuoco all'intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa.
10 Su, su, fuggite dal paese del settentrione - parola del Signore - voi che ho dispersi ai quattro venti del cielo - parola del Signore. 11 A Sion mettiti in salvo, tu che abiti ancora con la figlia di Babilonia! 12 Dice il Signore degli eserciti alle nazioni che vi hanno spogliato: 13 Ecco, io stendo la mano sopra di esse e diverranno preda dei loro schiavi e voi saprete che il Signore degli eserciti mi ha inviato.
14 Gioisci, esulta, figlia di Sion,
perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te
- oracolo del Signore -.
15 Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore
e diverranno suo popolo ed egli dimorerà in mezzo a te
e tu saprai che il Signore degli eserciti
mi ha inviato a te.
16 Il Signore si terrà Giuda
come eredità nella terra santa,
Gerusalemme sarà di nuovo prescelta.
17 Taccia ogni mortale davanti al Signore,
poiché egli si è destato dalla sua santa dimora».

Nuova Diodati:

Zaccaria 2

3. L'uomo con la corda per misurare
1 Quindi alzai gli occhi e guardai, ed ecco un uomo che aveva in mano una corda per misurare. 2 Gli domandai: «Dove vai?». Egli mi rispose: «Vado a misurare Gerusalemme, per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza». 3 Ed ecco, l'angelo che parlava con me si fece avanti, e un altro angelo gli uscì incontro, 4 e gli disse: «Corri, parla a quel giovane e digli: Gerusalemme sarà abitata come una città senza mura, per la moltitudine di uomini e di animali che ci saranno in essa. 5 Poiché io», dice l'Eterno, «sarò per lei un muro di fuoco tutt'intorno e sarò la sua gloria in mezzo a lei». 6 Ohi, ohi! «Fuggite dal paese del nord», dice l'Eterno, «perché vi ho disperso come i quattro venti del cielo», dice l'Eterno. 7 Ohi, Sion, mettiti in salvo, tu che abiti con la figlia di Babilonia! 8 Poiché così dice l'Eterno degli eserciti: «La sua gloria mi ha mandato alle nazioni che vi hanno depredato, perché chi tocca voi tocca la pupilla del suo occhio. 9 Ecco, io agiterò la mia mano contro di loro, ed esse diventeranno preda di quelli che erano loro asserviti; allora riconoscerete che l'Eterno degli eserciti mi ha mandato. 10 Manda grida di gioia, rallegrati, o figlia di Sion, perché ecco, io verrò ad abitare in mezzo a te», dice l'Eterno. 11 «In quel giorno molte nazioni si uniranno all'Eterno e diventeranno mio popolo, e io abiterò in mezzo a te; allora riconoscerai che l'Eterno degli eserciti mi ha mandato a te. 12 E l'Eterno prenderà possesso di Giuda come sua eredità nella terra santa e sceglierà ancora Gerusalemme. 13 Ogni carne stia in silenzio davanti all'Eterno, perché egli si è destato dalla sua santa dimora».

Riveduta 2020:

Zaccaria 2

1 Poi alzai gli occhi, guardai, ed ecco un uomo che aveva in mano una corda per misurare. 2 Io dissi: “Dove vai?”. Egli mi rispose: “Vado a misurare Gerusalemme, per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza”. 3 Ed ecco, l'angelo che parlava con me si fece avanti e un altro gli andò incontro, 4 e gli disse: “Corri, parla a quel giovane e digli: 'Gerusalemme sarà abitata come una città senza mura, tanta sarà la quantità di gente e di bestiame che si troverà in mezzo a essa. 5 Io', dice l'Eterno, 'sarò per lei un muro di fuoco tutto intorno, e sarò la sua gloria in mezzo a lei'”. 6 “Su, fuggite dal paese del settentrione”, dice l'Eterno, “perché io vi ho dispersi ai quattro venti dei cieli”, dice l'Eterno. 7 “Su, Sion, mettiti in salvo, tu che abiti con la figlia di Babilonia!”. 8 Poiché così parla l'Eterno degli eserciti: “È per rivendicare la sua gloria che egli mi ha mandato verso le nazioni che hanno fatto di voi la loro preda; perché chi tocca voi tocca la pupilla dell'occhio suo. 9 Infatti, ecco, io sto per agitare la mia mano contro di loro, ed esse diventeranno preda di quelli che erano loro assoggettati, e voi conoscerete che l'Eterno degli eserciti mi ha mandato. 10 Manda grida di gioia, rallegrati, o figlia di Sion! poiché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te”, dice l'Eterno. 11 “In quel giorno molte nazioni si uniranno all'Eterno e diventeranno mio popolo; io abiterò in mezzo a te, e tu conoscerai che l'Eterno degli eserciti mi ha mandato da te. 12 L'Eterno possederà Giuda come sua parte nella terra santa, e sceglierà ancora Gerusalemme. 13 Ogni creatura faccia silenzio in presenza dell'Eterno! poiché egli si è destato dalla sua santa dimora”.

Riveduta:

Zaccaria 2

1 E alzai gli occhi, guardai, ed ecco un uomo che aveva in mano una corda da misurare. 2 E io dissi: 'Dove vai?' Egli mi rispose: 'Vado a misurar Gerusalemme, per vedere qual ne sia la larghezza, e quale la lunghezza'. 3 Ed ecco, l'angelo che parlava meco si fece avanti, e un altro gli uscì incontro, 4 e gli disse: 'Corri, parla a quel giovane, e digli: Gerusalemme sarà abitata come una città senza mura, tanta sarà la quantità di gente e di bestiame che si troverà in mezzo ad essa; 5 e io, dice l'Eterno, sarò per lei un muro di fuoco tutt'attorno, e sarò la sua gloria in mezzo a lei. 6 Olà, fuggite dal paese del settentrione, dice l'Eterno: perché io vi ho sparsi ai quattro venti dei cieli, dice l'Eterno. 7 Olà, Sion, mettiti in salvo, tu che abiti con la figliuola di Babilonia! 8 Poiché così parla l'Eterno degli eserciti: È per rivendicare la sua gloria, ch'egli mi ha mandato verso le nazioni che han fatto di voi la loro preda; perché chi tocca voi tocca la pupilla dell'occhio suo; 9 infatti, ecco, io sto per agitare la mia mano contro di loro, ed esse diventeranno preda di quelli ch'eran loro asserviti, e voi conoscerete che l'Eterno degli eserciti m'ha mandato. 10 Manda gridi di gioia, rallegrati, o figliuola di Sion! poiché ecco, io sto per venire, e abiterò in mezzo a te, dice l'Eterno. 11 E in quel giorno molte nazioni s'uniranno all'Eterno, e diventeranno mio popolo; e io abiterò in mezzo a te, e tu conoscerai che l'Eterno degli eserciti m'ha mandato a te. 12 E l'Eterno possederà Giuda come sua parte nella terra santa, e sceglierà ancora Gerusalemme. 13 Ogni carne faccia silenzio in presenza dell'Eterno! poich'egli s'è destato dalla sua santa dimora'.

Ricciotti:

Zaccaria 2

La cittadinanza universale di Gerusalemme.
1 E alzai gli occhi miei e vidi, ed ecco un uomo che aveva in mano una corda da misurare. 2 E dissi: - Dove vai tu? - Ed egli mi disse: - A misurare Gerusalemme, per vedere quanta sia la sua larghezza e quanta la sua lunghezza. - 3 Ed ecco l'angelo che parlava meco si avanzò verso un altro angelo, che mosse ad incontrarlo. 4 E gli disse: - Corri a parlare a cotesto giovane e a dirgli: "Senza mura sarà abitata Gerusalemme, per la gran quantità di gente e d'animali che vi saranno dentro di essa". 5 Ed io stesso, dice il Signore, le sarò una muraglia di fuoco tutt'intorno e sarò in gloria in mezzo di essa. 6 Deh! Deh! Fuggite dalla terra del settentrione, dice il Signore; perchè ai quattro vènti io vi avevo dispersi, dice il Signore. 7 Fuggi, o Sion, che abiti presso alla figlia di Babilonia; 8 perchè così dice il Signore degli eserciti: "A tutela della gloria sua dietro a voi mi ha mandato, tra le genti che vi hanno spogliati, perchè chi tocca voi, tocca la pupilla dei miei occhi". 9 Ecco che io alzo la mano sopra coloro, e saranno preda di quelli che erano loro schiavi, e conoscerete che il Signore degli eserciti mi ha mandato. 10 Canta ed esulta, o figliuola di Sion; perchè ecco, che io vengo e abiterò in mezzo a te, dice il Signore. 11 Molte genti si accosteranno al Signore in quel giorno, e diventeranno mio popolo; e abiterò in mezzo a te, e saprai che il Signore degli eserciti mi ha mandato a te. 12 E il Signore possederà Giuda, suo retaggio nella terra santa ed eleggerò di nuovo Gerusalemme. 13 Che ogni creatura ammutolisca al cospetto del Signore, perchè si è levato su dalla sua santa dimora. -

Tintori:

Zaccaria 2

Terza visione: L'uomo con la corda da misurare
1 Ed alzai gli occhi e vidi: ed ecco un uomo che aveva in mano una corda da misurare. 2 E io dissi: «Dove vai tu?» Mi rispose: «A misurare Gerusalemme, per vedere quanta ne sia la larghezza e quanta la lunghezza». 3 Ed ecco uscir l'angelo che parlava con me, ed un altro angelo gli andava incontro 4 a dirgli: «Corri, parla a questo giovane e digli: Senza mura sarà abitata Gerusalemme per la gran quantità di uomini e di bestie che avrà nel suo seno. 5 Ma io sarò per essa - dice il Signore - una muraglia di fuoco che la circonderà, e sarò in gloria in mezzo a lei. 6 Oh! oh! Fuggite dalla terra del settentrione, - dice il Signore - perchè io v'ho dispersi ai quattro venti del cielo - dice il Signore - 7 Oh! Fuggi, o Sion, che abiti presso la figlia di Babilonia; 8 perché così parla, il Signore degli eserciti: Per la gloria mi ha inviato alle nazioni che vi spogliarono, perchè chi tocca voi tocca la pupilla del mio occhio. 9 Ecco che io alzo sopra di loro la mia mano, e saranno preda di quelli che furon loro schiavi, e voi conoscerete che mi ha mandato il Signore degli eserciti. 10 Canta inni, rallegrati o figlia di Sion perchè ecco che vengo ad abitare in mezzo a te dice il Signore - 11 e molte nazioni si attaccheranno al Signore in quel giorno, e saranno mio popolo ed io abiterò in mezzo a te, e saprai che mi ha mandato a te il Signore degli eserciti. 12 E il Signore possederà Giuda come sua porzione nella Terra Santa, e di nuovo sceglierà Gerusalemme. 13 Ogni mortale taccia dinanzi al Signore, perchè egli s'è alzato dalla sua santa dimora».

Martini:

Zaccaria 2

Un Angelo misura la lunghezza, e la larghezza di Gerusalemme. Ella sarà ripiena di abitatori, e Dio sarà sua muraglia. Umiliati i Caldei, e gli altri nemici d'Israele, molte genti verranno a servire il Signore con Sionne, ed egli le accoglierà come suo popolo.
1 Alzai i miei occhi, e stava osservando: ed ecco un uomo, che avea in mano una corda da misuratore. 2 E io dissi: Dove vai tu? Ed egli mi disse: Vo' a misurare Gerusalemme per vedere quanta sia la sua larghezza, e quanta la sua lunghezza. 3 Quand'ecco uscì fuora l'Angelo, che parlava in me, e l'altro Angelo andò incontro a lui, 4 E gli disse: Corri, parla a quel giovine, e digli: Senza mura sarà abitata Gerusalemme per la gran quantità di uomini, e di bestie, che avrà nel suo seno. 5 Ed io sarò ad essa, dice il Signore, una muraglia di fuoco, che la circonderà; ed io sarò glorificato in mezzo a lei. 6 O, o fuggite dalla terra settentrionale, dice il Signore, dappoiché io vi ho dispersi ai quattro venti del mondo, dice il Signore. 7 Fuggi tu, o Sionne, tu che abiti presso la figlia di Babilonia. 8 Perocché così dice il Signore degli eserciti: Dopo la (vostra) gloria egli mi spedirà alle genti, le quali vi spogliarono: perocché chi tocca voi, tocca la pupilla dell'occhio mio. 9 Ecco, che io stendo sopra di loro la mia mano, ed elleno saranno preda di quelli, che furono schiavi loro; e voi conoscerete come il Signore degli eserciti mi ha mandato. 10 Canta inni di laude, e sta' lieta, o figliuola di Sion: perocché ecco, che io vengo, ed abiterò in mezzo a te, dice il Signore. 11 E si accosteranno molte nazioni al Signore in quel giorno, e saranno mio popolo, ed io abiterò in mezzo a te, e conoscerai come il Signore degli eserciti mi ha mandato a te. 12 E il Signore possederà Giuda suo retaggio nella terra santa, ed eleggerà di nuovo Gerusalemme. 13 Tutta la carne si stia in silenzio dinanzi al Signore, perchè egli si è svegliato e mosso dalla sua mansione

Diodati:

Zaccaria 2

1 POI io alzai gli occhi, e riguardai; ed ecco un uomo, che avea in mano una cordicella da misurare. 2 Ed io gli dissi: Dove vai? Ed egli mi disse: Io vo a misurar Gerusalemme, per veder qual sia la sua larghezza, e quale la sua lunghezza. 3 Ed ecco, l'Angelo che parlava meco uscì; e un altro Angelo gli uscì incontro. 4 Ed egli gli disse: Corri, parla a quel giovane, dicendo: Gerusalemme sarà abitata per villate; per la moltitudine degli uomini, e delle bestie, che saranno in mezzo di lei. 5 Ed io le sarò, dice il Signore, un muro di fuoco d'intorno, e sarò per gloria in mezzo di lei.
6 Oh! oh! fuggite dal paese di Settentrione, dice il Signore; perciocchè io vi ho sparsi per li quattro venti del cielo, dice il Signore. 7 O Sion, scampa; tu, che abiti con la figliuola di Babilonia. 8 Perciocchè, così ha detto il Signor degli eserciti: Dietro alla gloria! Egli mi ha mandato contro alle genti che vi hanno spogliati; perciocchè chi vi tocca, tocca la pupilla dell'occhio suo. 9 Perciocchè, ecco, io levo la mano contro a loro, ed esse saranno in preda a' lor servi; e voi conoscerete che il Signor degli eserciti mi ha mandato.
10 Giubila, e rallegrati, figliuola di Sion; perciocchè ecco, io vengo, ed abiterò in mezzo di te, dice il Signore. 11 E molte nazioni si aggiungeranno al Signore in quel giorno, e mi saranno per popolo; ed io abiterò in mezzo di te, e tu conoscerai che il Signore degli eserciti mi ha mandato a te. 12 E il Signore possederà Giuda, per sua parte, nella terra santa; ed eleggerà ancora Gerusalemme. 13 Silenzio, ogni carne, per la presenza del Signore; perciocchè egli si è destato dalla stanza della sua santità.

Commentario completo di Matthew Henry:

Zaccaria 2

1 INTRODUZIONE A ZACCARIA CAPITOLO 2

In questo capitolo abbiamo,

I. Un'altra visione che il profeta vide, non per il suo divertimento, ma per la sua soddisfazione e l'edificazione di coloro ai quali era stato inviato, Zaccaria 2:1-2.

II. Un sermone su di esso, nel resto del capitolo,

1. A titolo di spiegazione della visione, mostrando che è una predizione del rifornimento di Gerusalemme e della sua sicurezza e onore, Zaccaria 2:3-5.

2. A titolo di domanda. Ecco qui

(1.) Un uso di esortazione agli ebrei che erano ancora a Babilonia, spingendoli ad affrettare il loro ritorno alla loro terra, Zaccaria 2:6-9.

(2.) Un uso di consolazione per i tubi che sono stati restituiti, in riferimento alle molte difficoltà con cui hanno dovuto lottare, Zaccaria 2:10-12.

(3.) Un uso di cautela verso tutti a non prescrivere a Dio, o limitarlo, ma ad aspettarlo pazientemente, Zaccaria 2:13.

Ver. 1. fino alla Ver. 5.

A questo profeta fu ordinato, in nome di Dio, di assicurare il popolo (Zaccaria 1:16) che una linea dovrebbe essere stesa su Gerusalemme. Ora qui abbiamo quella promessa illustrata e confermata, che il profeta possa consegnare quella parte del suo messaggio al popolo con maggiore chiarezza e sicurezza.

I. Egli vede, in visione, un uomo che va a misurare Gerusalemme (Zaccaria 2:1-2): Alzò di nuovo gli occhi e guardò. Dio gli aveva mostrato ciò che era molto incoraggiante per lui, (Zaccaria 1:20), e quindi ora alzò di nuovo gli occhi e guardò. Notate, Le comode visioni che per fede abbiamo avuto della bontà di Dio fatta passare davanti a noi dovrebbero indurci ad alzare di nuovo i nostri occhi, e a cercare ulteriormente nelle scoperte che ci sono state fatte della grazia divina; perché c'è ancora molto da vedere. Alla fine del capitolo precedente aveva visto i nemici di Gerusalemme confusi e spezzati, così che ora comincia a sperare che essa non sarà rovinata. Ma questo non basta a renderla felice, e quindi non è tutto ciò che le viene promesso. Qui c'è altro lavoro da falegname. Quando Davide ebbe deciso di tagliare le corna degli empi si impegnò allo stesso modo affinché le corna dei giusti fossero esaltate, = Salmi 75:10. E così fa il Figlio di Davide qui; perché egli è l'uomo, anche l'uomo Cristo Gesù, che il profeta vede con una corda per misurare nella sua mano; perché egli è il capomastro della sua chiesa ( Ebrei 3:3), e costruisce esattamente per linea e livello. Zaccaria prese l'audacia di chiedergli dove stava andando e cosa intendeva fare con quella linea di misurazione. E gli disse prontamente che stava per misurare Gerusalemme, per tenere un conto particolare delle sue dimensioni in ogni modo, affinché si potesse calcolare ciò che era necessario per costruire un muro intorno ad essa, e che potesse apparire, confrontando le sue dimensioni con il gran numero che l'avrebbe abitata, quali aggiunte erano necessarie per riceverle e contenerle; quando moltitudini si riversano a Gerusalemme ( Isaia 60:4) è tempo per lei di allargare il luogo della sua tenda, = Isaia 54:2. Notate, Dio prende atto dell'estensione della sua chiesa, e farà in modo che, quando un numero così elevato di ospiti sarà portato alla cena di nozze, ci sarà ancora posto, = Luca 14:22. Nella Nuova Gerusalemme, la casa di mio Padre sopra, ci sono molte dimore.

II. Egli è informato che questa visione ha un buon significato per Gerusalemme, che la linea di misurazione che ha visto non era una linea di confusione (come quella di Isaia 34:11), non una linea da distribuire per la distruzione, come quando Dio si propose di distruggere il muro della figlia di Sion stese una linea == (Lamentazioni 2:8); ma è come quando divise l'eredità per linea, = Salmi 78:55. Langelo che parlava con il profeta uscì, come aveva progettato, per misurare Gerusalemme, ma un altro angelo uscì per incontrarlo, per desiderare che egli spiegasse prima questa visione al profeta, affinché non gli causasse alcuna inquieta speculazione: Corri, e parla a questo giovane (perché, a quanto pare, il profeta entrò nella sua profezia quando era giovane, eppure nessun uomo dovrebbe disprezzare la sua giovinezza quando Dio l'ha così altamente onorata); è un giovane, non esperto, e può essere pronto a temere il peggio; perciò digli di sperare il meglio; digli che Gerusalemme sarà grande e salva,

1. Al sicuro e al massimo numero di uomini (Zaccaria 2:4): Gerusalemme sarà abitata come città senza mura; I suoi abitanti aumenteranno, si moltiplicheranno e lo riempiranno di ammirazione, così che si estenderà ben oltre le dimensioni attuali di cui ora si tiene conto. Le mura di una città, come la difendono, così la stringono e la confinano, e impediscono ai suoi abitanti di moltiplicarsi oltre un tale campo; ma Gerusalemme, anche quando sarà murata, per tenere lontano il nemico, sarà abitata come città senza mura. La città sarà in qualche modo persa nei sobborghi, come lo è Londra, dove le parrocchie esterne sono più popolose di quelle all'interno delle mura. Così sarà per Gerusalemme; si estenderà liberamente come se non avesse affatto mura, eppure sarà sicura come se avesse le mura più forti, una tale moltitudine di uomini (che sono le migliori mura di una città) ci sarà in essa, e anche di bestiame, per essere non solo cibo, ma anche ricchezza, per quegli uomini. Nota: L'aumento del numero di un popolo è una grande benedizione, è un frutto della benedizione di Dio su di loro e una caparra di ulteriori benedizioni, Salmi 107:38. Essi si moltiplicano, perché egli li benedice.

2. Il più sicuro e grande che la presenza di Dio possa rendere, Zaccaria 2:5.

(1.) Sarà al sicuro, perché Dio stesso sarà un muro di fuoco intorno ad esso. Gerusalemme non aveva mura intorno a sé in quel momento, ma giaceva nuda ed esposta; in precedenza, quando aveva le mura, i nemici non solo le sfondavano, ma le abbattevano; ma ora Dio sarà per lei un muro di fuoco. Alcuni pensano che alluda ai pastori che accendevano fuochi intorno alle loro greggi, o ai viaggiatori che accendevano fuochi intorno alle loro tende in luoghi deserti, per spaventare le bestie feroci. Dio non solo farà una siepe intorno a loro come fece con Giobbe (Zaccaria 1:10), non solo farà mura e baluardi intorno a loro, Isaia 26:1 (quelli possono essere abbattuti), non solo sarà come i monti intorno a loro, Salmi 125:2 (i monti possono essere superati), ma sarà un muro di fuoco intorno a loro, che non può essere sfondata, né scalata, né minata, né minata dalle sue fondamenta, né può essere tentata, o avvicinata, senza pericolo per gli assalitori. Dio non solo farà un muro di fuoco intorno a lei, ma sarà lui stesso un muro di questo tipo; perché il nostro Dio è un fuoco consumante per i suoi nemici e per quelli della sua chiesa. Egli è un muro di fuoco, non da una parte sola, ma tutt'intorno da ogni parte.

(2.) Sarà grande, perché Dio stesso sarà la gloria in mezzo ad esso. Il suo tempio, il suo altare, sarà eretto e frequentato lì, e le sue istituzioni osservate, e lì saranno i segni della sua speciale presenza e favore, che sarà la gloria in mezzo a loro, li renderà veramente ammirabili agli occhi di tutti coloro che li circondano. Dio avrà onore da loro e li onorerà. Nota: Coloro che hanno Dio per loro Dio lo hanno per loro gloria; Coloro che lo hanno in mezzo a loro hanno gloria in mezzo a loro, e da qui si dice che la chiesa è tutta gloriosa dentro. E quelle persone e quei luoghi che hanno Dio come gloria in mezzo a loro lo hanno come un muro di fuoco tutt'intorno, perché su tutta quella gloria c'è, e sarà, una difesa, = Isaia 4:5. Ora tutto questo si adempì in parte a Gerusalemme, che nel corso del tempo divenne una città molto fiorente, e fece una grandissima figura in quelle parti del mondo, molto più di quanto ci si potesse aspettare, considerando quanto in basso fu portata e quanto tempo passò prima di riprendersi; ma doveva avere il suo pieno compimento nella chiesa evangelica, che si estende lontano, come città senza mura, con l'ammissione dei Gentili in essa, e che ha Dio, il Figlio di Dio, per suo principe e protettore.

6 Ver. 6. fino alla Ver. 9.

Si sarebbe potuto pensare che il proclama di Ciro, che dava la libertà agli ebrei prigionieri di tornare alla loro terra, sarebbe stato sufficiente a riportarli tutti indietro, e che, come quando Faraone diede loro il permesso di lasciare l'Egitto e la loro casa di schiavitù lì, non avrebbero lasciato uno zoccolo dietro; ma sembra che non abbia avuto questo effetto. C'erano circa 40.000 i cui spiriti Dio suscitò ad andarsene, ed essi andarono; ma molti, forse la maggior parte, rimasero indietro. La terra della loro cattività era per la maggior parte di loro la terra della loro nascita; Vi avevano messo radici, avevano guadagnato un insediamento, e molti di loro uno molto comodo; Alcuni forse vi avevano ottenuto proprietà e privilegi, e non pensavano di poter migliorare se stessi tornando alla loro terra. Patria est ubicunque bene est-Il mio paese è ogni luogo in cui mi sento felice. Non avevano un grande affetto per la loro terra, e capivano che le difficoltà sulla loro strada per raggiungerla erano insormontabili. Ciò procedeva da una cattiva causa: la sfiducia nel potere e nella promessa di Dio, l'amore per l'agiatezza e la ricchezza mondana e l'indifferenza per la religione del loro paese e per il Dio d'Israele stesso; ed ebbe un cattivo effetto, perché fu una tacita censura di coloro che erano stolti, avventati e dediti al cambiamento, che tornarono, e un indebolimento delle loro mani nell'opera di Dio. Costoro non potevano cantare (Salmo 137) nella loro cattività, perché ti avevano dimenticata, o Gerusalemme! ed erano così lontani dal preferirti alla loro gioia principale che preferivano qualsiasi gioia a te. Ecco quindi un altro proclama emesso dal Dio d'Israele, che ordina e comanda severamente a tutti i suoi sudditi nati liberi, ovunque fossero dispersi, di tornare rapidamente nel loro paese e di consegnarsi ai loro rispettivi posti. Essi sono chiamati a gran voce (Zaccaria 2:6): Ho! ho! vieni fuori, e fuggi dal paese del nord, dice il Signore. Questo segue opportunamente la promessa della ricostruzione e dell'ampliamento di Gerusalemme. Se Dio lo costruirà per loro e per il loro conforto, devono venire e abitarlo per lui e la sua gloria, e non continuare a intrufolarsi in Babilonia. Nota, le promesse e i privilegi con cui il popolo di Dio è benedetto dovrebbero impegnarci, qualunque cosa ci costi, a unirci a loro e gettare la nostra sorte tra loro. Quando Sion si allarga, per fare spazio a tutto l'Israele di Dio, è la più grande follia che si possa immaginare per uno di loro rimanere a Babilonia. La prigionia di uno stato peccaminoso non deve in alcun modo essere continuata, anche se un uomo è sempre così indulgente con i conti temporali. No: Vieni avanti e fuggi con tutta la velocità, e non perdere tempo. Fuggi per salvarti la vita; non guardare dietro di te. Per indurli ad affrettare il loro ritorno, considerino,

1. Ora sono dispersi e si preoccupano di incorporarsi per la loro reciproca difesa comune (Zaccaria 2:6):

"Io ti ho sparso come i quattro venti del cielo, hanno mandato alcuni in un angolo del mondo e altri in un altro; Questa è stata la vostra condizione per molto tempo, e quindi ora dovreste pensare di riunirvi di nuovo, per aiutarvi l'un l'altro".

Dio riconosce che la sua dispersione fu in collera, e perciò essi devono prendere questo invito come un segno della volontà di Dio di riconciliarsi con loro, così che presero a calci la sua benignità rifiutando di accettare l'invito.

2. Ora sono in schiavitù e si preoccupano di affermare la propria libertà; e quindi,

"Liberati, o Sion! Fuggi dall'oppressore e fai del tuo meglio. Vediamo alcuni sforzi e lotte così audaci per aiutare te stesso come diventare il generoso e grazioso seme di Abramo", Zaccaria 2:7.

Notate, Quando Cristo ha proclamato quella liberazione ai prigionieri che egli stesso ha operato, allora si preoccupa ciascuno di noi di liberarsi, di scioglierci dai legami del nostro collo == (Isaia 52:2), e, poiché siamo sotto la grazia, di decidere che il peccato non avrà dominio su di noi. Qui si dice che Sion stessa dimori con la figlia di Babilonia, perché molti dei preziosi figli di Sion vi abitavano, e dove c'è il popolo di Dio c'è la chiesa di Dio, perché non è legata ai luoghi. Ora non è conveniente che Sion abiti con la figlia di Babilonia; Quale comunione può avere la luce con le tenebre? Sion sarà in pericolo di partecipare con la figlia di Babilonia sia nei suoi peccati che nelle sue piaghe; e quindi,

"Uscite da essa, popolo mio, = Apocalisse 18:4. Liberati, o Sion! con un rapido ritorno alla tua terra, e non distruggerti rimanendo in quella terra devota inquinata."

Coloro che si sarebbero trovati tra la generazione dei figli di Dio dovevano salvarsi dall generazione indesiderata di questo mondo; era l'incarico di San Pietro ai suoi nuovi convertiti, Atti 2:40.

3. Sembravano essere stati abbandonati e dimenticati da Dio, ma Dio ora farà apparire che sposa la loro causa e la perorerà con gelosia, Zaccaria 2:8-9. Coloro che erano rimasti a Babilonia erano scoraggiati sentire parlare delle difficoltà e delle opposizioni che i loro fratelli incontravano e che erano tornate, per le quali erano ancora in pericolo di essere schiacciati e sopraffatti.

"E potremmo anche stare fermi" (pensano) "piuttosto che alzarci e cadere".

In risposta a questa obiezione, l'angelo che ha parlato con il profeta (cioè Gesù Cristo) gli dice ciò che aveva l'incarico di fare per la loro protezione e il perfezionamento della loro salvezza, e in questo ha un occhio alla grande redenzione di cui, nella pienezza dei tempi, doveva essere l'autore. Cristo, che è Geova, e il Signore degli eserciti, di tutti gli eserciti del cielo e della terra, in entrambi i quali ha un potere sovrano, dice: Egli (cioè, il Padre) mi ha mandato. Notate, Ciò che Gesù ha fatto, e fa, per la sua chiesa contro i suoi nemici, è stato mandato e incaricato dal Padre di farlo. Con grande soddisfazione parla spesso del Padre che lo ha mandato.

(1.) Egli è inviato dopo la gloria. Dopo il glorioso inizio della loro liberazione, egli è inviato a perfezionarla, perché egli è il compitore di quell'opera di cui è l'autore. Cristo è mandato, in primo luogo, alla nazione e al popolo degli Ebrei, a cui apparteneva la gloria, = Romani 9:4. Ed egli stesso era la gloria del suo popolo Israele. Ma dopo la gloria, dopo la sua cura per loro, egli è mandato alle nazioni, per essere una luce per illuminare i Gentili, con la potenza del suo vangelo per affascinarli, e portare loro, e ogni pensiero elevato tra loro, all'obbedienza a sé.

(2.) Egli è mandato alle nazioni che le hanno spogliate, per vendicarsi su di loro per i torti fatti a Sion, quando verrà lanno del suo redento e l'anno delle retribuzioni per la controversia di Sion, = Isaia 34:8. Egli è mandato a stringere la sua mano su di loro, ad alzare la sua mano potente contro di loro e a posare su di loro la sua mano pesante, a schiacciarli con una verga di ferro e frantumarli a pezzi come un vaso da vasaio, = Salmi 2:9. Alcuni pensano che indichi con quanta facilità Dio possa sottometterli e umiliarli con il giro della sua mano; non è che stringere la mano su di loro e il lavoro è compiuto. Saranno un bottino per i loro servi, saranno schiavi di coloro che avevano ridotto in schiavitù, e saranno saccheggiati da coloro che avevano saccheggiato. Al tempo di Ester questo si adempì, quando gli Ebrei governarono su coloro che li odiavano == (Ester 9:1), e spesso al tempo dei Maccabei. La promessa si adempie ulteriormente nella vittoria di Cristo sui nostri nemici spirituali, i suoi principati e potenze che li rovinano e li fanno mostra apertamente, = Colossesi 2:15. Ed è ancora in vigore per la chiesa evangelica. Cristo farà i conti con tutti coloro che gli sono nemici, e presto o tardi farà di loro il suo sgabello, = Salmi 110:1; Apocalisse 3:9.

(3.) Ciò che farà per la sua chiesa sarà una prova evidente della tenera cura di Dio per essa e dell'affetto per essa: Chi ti tocca tocca la pupilla dei suoi occhi. Questa è un'alta espressione dell'amore di Dio per la sua chiesa. Dal suo risentimento per le ingiurie che le sono state fatte, appare quanto lei gli sia cara, come egli si interessi di tutti i suoi interessi, e consideri ciò che viene fatto contro di lei, non solo come fatto contro di lui, ma come fatto contro la pupilla dei suoi occhi, la parte più tenera, che la natura ha reso molto bella, ci ha messo una doppia guardia e ci ha insegnato a stare particolarmente attenti e a cui il minimo tocco è una grande offesa. Questo incoraggia il popolo di Dio a pregare con Davide (Salmi 17:8), Custodiscimi come la pupilla dei tuoi occhi; e li impegna a fare come Salomone comanda (Proverbi 7:2), a osservare la sua legge come la pupilla dei loro occhi. Alcuni lo capiscono così:

"Chi ti tocca tocca la pupilla dei suoi stessi occhi; chiunque ti faccia del male dimostrerà, in questo caso, di aver fatto il danno più grande a se stesso."

(4.) Sarà una prova evidente della missione di Cristo: Saprete che il Signore degli eserciti mi ha mandato per essere il protettore della sua chiesa, che le promesse fatte alla chiesa sono sì e amen in lui. La vittoria di Cristo sui nostri nemici spirituali dimostra che il Padre lo ha mandato ed è stato con lui.

10 Ver. 10. fino alla Ver. 13.

Ecco qui

I. La gioia annunciata alla chiesa di Dio, alla figlia di Sion, che si era separata dalla figlia di Babilonia. Gli ebrei che erano tornati erano in difficoltà e in pericolo, i loro nemici nelle vicinanze erano dispettosi contro di loro, i loro amici che erano rimasti a Babilonia erano freddi verso di loro, timidi con loro, e rifiutarono di venire in loro aiuto; eppure sono diretti a cantare, e a rallegrarsi anche nella tribolazione. Nota: Coloro che hanno recuperato la loro purezza, integrità e libertà spirituale, sebbene non abbiano ancora recuperato la loro prosperità esteriore, hanno motivo di cantare e gioire, di dare gloria a Dio e di trarre conforto da se stessi.

I. Dio avrà un popolo in mezzo a loro. Se i loro fratelli in Babilonia non verranno da loro, quelli delle altre nazioni riempiranno e riempiranno Gerusalemme e le città di Giuda: Molte nazioni si uniranno al Signore in quel giorno che ora sono lontane da lui e a lui estranee. La nazione ebraica, dopo la cattività, si moltiplicò moltissimo, con l'adesione di proseliti, che erano naturalizzati, e avevano diritto a tutti i privilegi degli Israeliti nativi, e forse erano in numero uguale; e quindi Paolo menziona come un onore per lui che molti Giudei non avevano, che egli era della tribù di Beniamino, un Ebreo degli Ebrei, == Filippesi 3:5. E questo era un pegno dell'introduzione dei Gentili nella chiesa cristiana e in quanto questa e altre promesse simili dovevano avere il loro pieno adempimento. Era quindi strano che ciò dovesse essere un'offesa così grande per gli Ebrei, come troviamo che era ai tempi degli apostoli, che era stato promesso loro come una benedizione ai tempi dei profeti, che molte nazioni sarebbero state unite al Signore. E, come c'era stata una sola legge, così dovrebbe esserci un solo vangelo per lo straniero e per coloro che sono nati nel paese; da qualunque nazione provengano, quando si uniranno al Signore, saranno il mio popolo, tanto cari a Dio quanto lo è sempre stato Israele. Notate, Dio possederà per il suo popolo coloro che con lo scopo del cuore si uniscono a lui; e, quando molti lo fanno, dobbiamo guardarli non con occhio geloso, ma con occhio gioioso. Gli angeli gioiscono, e quindi anche la figlia di Sion, quando molte nazioni si uniscono al Signore.

II. Avranno la sua presenza in mezzo a loro: Cantate e rallegratevi, perché io vengo. Coloro ai quali Dio viene hanno motivo di rallegrarsi, perché egli sarà per loro la loro principale gioia. Dio verrà, non solo per fare loro una visita, ma per risiedere con loro e presiedere su di loro: Abiterò in mezzo a te ( Zaccaria 2:10), e si ripete ( Zaccaria 2:11), perché doveva avere un duplice compimento,

1. Nella dedicazione del tempio, nel loro osservare regolarmente tutte le istituzioni di Dio lì e nel fatto che Dio le possieda in esso. Coloro che hanno Dio dimorante in mezzo a loro che hanno le sue ordinanze amministrate nella loro purezza, e una potenza divina che li accompagna; con questi segni della presenza di Dio la chiesa ebraica è stata benedetta, dopo questo, più che mai.

2. Nell'incarnazione di Cristo. Colui che qui promette di dimorare in mezzo a loro è quel Signore che il Signore degli eserciti ha mandato == (Zaccaria 2:11), e quindi deve essere il Signore Gesù, che venne e venne ad abitare in mezzo alla nazione ebraica, l'eterno Verbo, che fu fatto carne, e venne ad abitare in mezzo a noi. Questo fu il grande onore riservato a quella nazione nei suoi ultimi giorni; la promessa di esso assicurò efficacemente la loro continuazione fino a quando non fu compiuto. Non potevano essere distrutti mentre quella benedizione era in loro; e la prospettiva di ciò, secondo la promessa, era il grande sostegno e conforto di coloro che cercavano la redenzione a Gerusalemme. È promesso che quando Cristo verrà e abiterà in mezzo a loro sapranno che il Signore degli eserciti lo ha mandato; tutti coloro che erano Israeliti furono fatti conoscere; prove sufficienti furono date di esso dai miracoli operati da Cristo, affinché potessero saperlo, eppure ci furono quelli che perirono nell'ignoranza e nell'incredulità, che non lo vollero sapere, perché, se l'avessero saputo, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

III. Avranno di nuovo restituite tutte le loro antiche dignità e privilegi, Zaccaria 2:12.

1. Canaan sarà di nuovo una terra santa, non contaminata dal peccato come lo era stata in precedenza, non profanata dai nemici come lo era stata negli ultimi tempi; Sarà di nuovo un recinto, e non messo in comune.

2. Giuda sarà in questa terra santa, l'abiterà e ne godrà il conforto, e non sarà più perduto e disperso in Babilonia.

3. Giuda sarà la parte di Dio, di cui si diletterà, che gli sarà cara, per la quale sarà servito e in cui sarà glorificato. La parte del Signore è il suo popolo.

4. Dio erediterà Giuda di nuovo come la sua parte, reclamerà il suo interesse, e recupererà il possesso dalle mani di coloro che avevano invaso il suo diritto. Egli proteggerà il suo popolo e lo governerà come un uomo fa con la sua eredità, e sarà a casa sua in mezzo a loro.

5. Lui sceglierà di nuovo Gerusalemme, come l'aveva scelta in precedenza, per mettere lì il suo nome; egli rinnoverà e confermerà la scelta, e la proseguirà come luogo prescelto, fino a quando dovrà cedere i suoi onori alla Gerusalemme che viene dall'alto. Anche se l'elezione sembrava essere stata messa da parte per un po', tuttavia otterrà.

II. Qui c'è il silenzio proclamato a tutto il mondo, D'altronde Zaccaria 2:13. La figlia di Sion deve cantare, ma tutta la carne deve tacere. Osserva qui,

1. Una descrizione molto terribile delle apparizioni di Dio per il sollievo del suo popolo. Egli è risuscitato dalla sua santa dimora; come un uomo fuori dal sonno (Salmi 44:23; 78:65), o come un uomo che entra con decisione in un affare che porterà a termine. Il cielo è la sua santa dimora lassù; da lì dobbiamo aspettarci che appaia, Isaia 64:1. Il suo tempio è così in questo mondo inferiore; da lì tra i cherubini egli risplenderà, = Salmi 80:1. Sta per fare qualcosa di insolito, inaspettato e molto sorprendente, e per perorare la causa del suo popolo, che da tempo sembrava trascurata.

2. Una prudente cautela e una direzione opportuna in un momento del genere: Taci, o ogni carne! davanti al Signore - davanti a Cristo e alla sua grazia (non lasciare che la carne si opponga ai metodi che adotta) - davanti a Dio e alla sua provvidenza; i nemici della chiesa saranno messi a tacere; tutta l'iniquità chiuderà la sua bocca. Anche gli amici della chiesa devono tacere. Lascia che sia Dio a seguire la sua strada, e non prescrivergli ciò che deve fare, né litigare con lui qualunque cosa faccia. Stai fermo, e sappi che lui è Dio. Fermatevi e vedete la sua salvezza. Vedi Abacuc 2:20; Sofonia 1:7. Accondiscendete silenziosamente alla sua santa volontà, e aspettate pazientemente la questione, come coloro che sono certi che quando Dio sarà risuscitato dalla sua santa dimora non si ritirerà, né si siederà di nuovo, finché non avrà compiuto tutta la sua opera.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Zaccaria 2

1 Capitolo 2

La prosperità di Gerusalemme Zac 2:1-5

I Giudei chiamati a tornare nella loro terra Zac 2:6-9

Una promessa della presenza di Dio Zac 2:10-13

Versetti 1-5

Il Figlio di Davide, l'uomo Cristo Gesù, che il profeta vede con un metro in mano, è il capomastro della sua chiesa. Dio si accorge dell'ampiezza della sua chiesa e farà in modo che, qualunque sia il numero degli invitati alle nozze, ci sia posto. Questa visione significa bene per Gerusalemme. Le mura di una città, come la difendono, così stringono i suoi abitanti; ma Gerusalemme sarà estesa liberamente come se non avesse mura, eppure sarà sicura come se avesse le mura più solide. Nella Chiesa di Dio c'è ancora posto per altre moltitudini, più di quante l'uomo ne possa contare. Nessuno sarà rifiutato a chi confida in Cristo; ed Egli non escluderà mai dal cielo un solo vero membro della chiesa sulla terra. Dio sarà un muro di fuoco intorno a loro, che non potrà essere sfondato né minato, né potrà essere assalito senza pericolo per chi lo attacca. Questa visione doveva avere il suo pieno compimento nella Chiesa del Vangelo, che si estende ammettendovi i Gentili e che ha il Figlio di Dio come suo Principe e Protettore, soprattutto nei tempi gloriosi che devono ancora venire.

6 Versetti 6-9

Se Dio costruirà Gerusalemme per il popolo e per il suo benessere, essi dovranno abitarla per lui e per la sua gloria. Le promesse e i privilegi con cui il popolo di Dio è benedetto dovrebbero impegnarci a unirci a lui, costi quel che costi. Quando Sion si allargherà per far posto a tutto l'Israele di Dio, sarà la più grande follia per qualcuno di loro rimanere a Babilonia. La prigionia di uno stato peccaminoso non è assolutamente da continuare, anche se un uomo può essere facile nelle questioni mondane. Fuggi per la tua vita, non guardare dietro di te. Cristo ha annunciato la liberazione ai prigionieri, che egli stesso ha operato, e ognuno deve fare in modo che il peccato non abbia il dominio su di lui. Coloro che vogliono essere trovati tra i figli di Dio, devono salvarsi da questo mondo, vedi At 2:40. Ciò che Cristo farà per la sua Chiesa sarà una prova evidente della cura e dell'affetto di Dio. Chi tocca te, tocca il pomo del suo occhio". Questa è una forte espressione dell'amore di Dio per la sua Chiesa. Egli considera ciò che viene fatto contro di lei come fatto contro la parte più tenera dell'occhio, alla quale il minimo tocco è una grande offesa. Cristo è mandato ad essere il protettore della sua Chiesa.

10 Versetti 10-13

Ecco una predizione della venuta di Cristo nella natura umana. In quel giorno, molte nazioni rinunceranno all'idolatria e Dio prenderà per il suo popolo coloro che si uniranno a lui con un cuore deciso. Si preannunciano tempi gloriosi come profezia della venuta e del regno di nostro Signore. Dio sta per fare qualcosa di inaspettato e molto sorprendente e per perorare la causa del suo popolo, che da tempo sembrava trascurata. Sottomettetevi in silenzio alla sua santa volontà e attendete pazientemente l'evento, certi che Dio porterà a termine tutta la sua opera. Egli verrà presto in giudizio, per completare la salvezza del suo popolo e per punire gli abitanti della terra per i loro peccati.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Zaccaria 2

1 Un uomo con una corda per misurare in mano - Probabilmente l'Angelo del Signore, di cui Ezechiele ha una visione simile. Girolamo: “Colui che prima, quando alzava gli occhi, aveva visto nelle quattro corna cose dolenti, ora alza di nuovo le sue vigilie per vedere un uomo, di cui è scritto: “Ecco un uomo il cui nome è il Ramo” Zaccaria 6:12; di cui leggiamo sopra: “Ecco un uomo che cavalcava un cavallo rosso, e stava in piedi tra i mirti che erano in fondo” Zaccaria 1:8.

Di cui anche il Padre dice; Ha costruito la mia città, "il cui costruttore e creatore è Dio" Ebrei 11:10. Anche lui è visto da Ezechiele in una descrizione come questa, "un uomo il cui aspetto era come l'aspetto del bronzo" Ezechiele 40:3 , cioè "brunito e splendente come il fuoco, con una linea di lino in mano e un metro canna” Ezechiele 1:7. L'ufficio sembra anche essere di autorità, non per misurare l'effettiva lunghezza e larghezza di Gerusalemme, ma per stabilire ciò che dovrebbe essere, (Cirillo), "per delimitarlo in modo ampio e molto lungo".

3 L'angelo che mi parlava uscì - Probabilmente per ricevere la spiegazione che gli era stata data per Zaccaria; e un altro angelo, un angelo più alto, poiché gli dà un incarico, “è andato incontro a lui”, essendo (sembra probabile) istruito dall'Angelo del Signore, che ha stabilito le dimensioni future della città. L'indeterminatezza della descrizione, un altro angelo, implica che non fosse né l'Angelo del Signore, né (se fossero diversi) Michele, o l'uomo con la corda per misurare, ma un angelo di rango intermedio, istruito da uno superiore, che istruisce il inferiore, che immediatamente istruì Zaccaria.

4 E gli disse: Corri, parla a questo giovane, il profeta stesso, che doveva riferire al suo popolo ciò che aveva udito. Geremia dice: "Io sono un giovane" Geremia 1:6; e, “il giovane”, “il giovane profeta”, portò il messaggio profetico di Eliseo a Ieu. "Gioventù", comune come il nostro termine inglese in relazione all'uomo, è inapplicabile e non applicato agli angeli, che non hanno le nostre variazioni umane di età, ma esistono, così come sono stati creati.

Gerusalemme sarà abitata come città senza mura - O come villaggi (vedi le note ad Habacuc 3:14 ), cioè una popolazione senza confini, senza ristrettezze, che si espande liberamente, senza ritegno di mura, e (conseguentemente) senza bisogno di esse. Chiaramente allora non è una città terrena. Essere abitati come villaggi sarebbe debolezza, non forza; un pericolo, non una benedizione.

La Gerusalemme terrena, finché rimase senza mura, fu in continua paura e debolezza. Dio mise nel cuore della sua serva il desiderio di restaurarla; il suo muro fu costruito, e poi prosperò. Egli stesso aveva promesso a Daniele, che “saranno ricostruite la sua strada e le sue mura anche in tempi Daniele 9:25 ” Daniele 9:25.

Neemia pianse 73 anni dopo questo, 443 aC, quando gli fu detto: "Il rimanente della cattività là nella provincia è in grande afflizione e biasimo: anche le mura di Gerusalemme sono abbattute e le sue porte sono bruciato con il fuoco” Nehemia 1:3. Disse ad Artaserse: «Perché non dovrebbe rattristarmi il volto, quando la città, luogo dei sepolcri dei miei padri, è devastata e le sue porte sono consumate dal fuoco?». Nehemia 2:3.

Quando Artaserse gli permise di tornare, si rivolse ai capi dei Giudei: “Vedete l'angoscia in cui ci troviamo, come Gerusalemme è devastata e le sue porte sono bruciate dal fuoco; vieni, e costruiamo le mura di Gerusalemme, per non essere più un biasimo; e dissero: Alziamoci e costruiamo. Così hanno rafforzato le loro mani per questa buona opera” Nehemia 2:17.

Quando “il muro fu terminato e i nostri nemici udirono, e i pagani intorno a noi lo videro, furono molto abbattuti ai loro stessi occhi; poiché si accorsero che quest'opera era opera del nostro Dio” Nehemia 6:15.

Questa profezia guarda quindi direttamente al tempo di Cristo. Rappresenta meravigliosamente la graduale espansione del regno di Cristo, senza limiti né limiti, di cui Dio è protezione e gloria, e il carattere delle sue difese. Dovrebbe "abitare come villaggi", espandendosi pacificamente e dolcemente a destra e a sinistra, attraverso il suo potere intrinseco di moltiplicarsi, come una città, a cui non erano assegnati limiti, ma che doveva riempire la terra.

Cirillo: “Per noi Dio ha innalzato una chiesa, quella città veramente santa e famosa, che Cristo fortifica, consumando gli avversari con poteri invisibili e riempiendola della sua stessa gloria, e per così dire, stando in mezzo a coloro che abitare in esso. Poiché Egli ha promesso; "Ecco, io sono con te sempre fino alla fine del mondo." Isaia menzionò questa città santa: “I tuoi occhi vedranno Gerusalemme, dimora tranquilla; un tabernacolo che non sarà smontato; nessuno dei suoi pali sarà mai tolto, né alcuna delle sue Isaia 33:20 sarà spezzata” Isaia 33:20; ea lei disse: «Allarga il luogo della tua tenda, e distendano i teli della tua abitazione; non risparmiare; allunga le tue corde e rafforza i tuoi pali.

Poiché tu uscirai a destra ea sinistra” Isaia 54:2. Poiché la chiesa di Cristo è ampliata ed estesa senza limiti, ricevendo sempre innumerevoli anime che Lo adorano”. Rup.: “Quale re o imperatore potrebbe fare mura così ampie da includere il mondo intero? Tuttavia, senza questo, non potrebbe circondare quella Gerusalemme, la chiesa che è diffusa in tutto il mondo.

Questa Gerusalemme, la parte pellegrina della Gerusalemme celeste, è, in questo mondo attuale, abitata senza mura, non essendo contenuta in un luogo vile o una nazione. Ma in quel mondo, dove ogni giorno viene rimosso di qui, molto di più non può, né deve esserci, né c'è, alcun muro intorno, salvo il Signore, che è anche la gloria in mezzo ad esso”.

5 Ed io, me stesso nel mio stesso essere, sarò per lei un muro di fuoco - non solo protezione, un cerchio interno intorno a lei, per quanto vicino un nemico possa premere su di lei, ma distruttivo per i suoi nemici. Isaia dice: "Nessuna arma Isaia 54:17 contro di te prospererà, e ogni lingua che si leverà in giudizio contro di te tu la condannerai" Isaia 54:17.

La sua difesa, dice Isaia, sarà irrilevante. “Abbiamo una città forte; la salvezza Dio stabilirà per mura e baluardi” Isaia 26:1; “Chiamerai le tue mura salvezza e le tue porte lode” Isaia 60:18 ). Con una figura diversa è detto: "Mi accamperò intorno alla mia casa a causa dell'esercito" Zaccaria 9:8.

E gloria io sarò in mezzo a lei - Come dice Isaia: "Il Signore sarà per te una luce eterna, e il tuo Dio la tua gloria" Isaia 60:19; e di Cristo: “In quel giorno il Ramo del Signore sarà Bellezza e Gloria per gli scampati d'Israele” Isaia 4:2.

6 oh! eh! e fuggire - Tale essendo la sicurezza e la gloria in serbo per il popolo di Dio a Gerusalemme, Colui che l'aveva così fornita, l'Angelo del Signore, invita il suo popolo ovunque ad avvicinarsi, salvandosi anche dal pericolo che doveva venire Babilonia. Così Isaia disse loro: “Andate via da Babilonia; fuggite dai Caldei con voce di canto; dichiarate, dite questo, ditelo fino all'estremità della terra; dite: Il Signore ha redento il suo servo Giacobbe” Isaia 48:20.

“Partite, andatevene, uscite di là; non toccate nulla d'impuro: uscite di mezzo a lei; siate puri, che portate i vasi del Signore” Isaia 52:11; e Geremia: «Fuggite di mezzo a Babilonia e liberate ciascuno la sua anima; non essere stroncato dalla sua iniquità, perché questo è il tempo della vendetta del Signore.

Egli le renderà una ricompensa” ( Geremia 51:6 , add. Geremia 50:8 ). “Popolo mio, uscite di mezzo a lei e Geremia 51:45 ciascuno la sua anima Geremia 51:45 ira del Signore” Geremia 51:45.

Le parole "fuggi, libera te stesso", implicano un pericolo imminente su Babilonia, come è venuto su di lei, due anni dopo questa profezia, nel quarto anno di Dario. Ma la serietà del comando, la sua ripetizione da parte di tre profeti, il contesto in Isaia e Geremia, implicano qualcosa di più del pericolo temporale, il pericolo dell'infezione dei costumi di Babilonia, che potrebbe avervi trattenuto molti che non tornarono.

Onde nel Nuovo Testamento sono citate le parole, come alla grande città malvagia del mondo; “Perciò uscite di mezzo a loro e separatevene, e non toccate cosa impura, e io vi accoglierò” 2 Corinzi 6:17; e sotto il nome di Babilonia; “Ho udito un'altra voce dal cielo che diceva: Uscite da lei, popolo mio, per non essere partecipi dei suoi peccati e per non ricevere le sue piaghe” Apocalisse 18:4.

Poiché ti ho diffuso all'estero come i quattro venti del cielo - Il paese del nord, sebbene la sua capitale e centro fosse Babilonia, era l'intero impero babilonese, chiamato "il Nord" Geremia 1:13; Geremia 3:18; Geremia 4:6; Geremia 6:1 , Geremia 6:22; Geremia 23:8 perché le sue invasioni venivano sempre su Israele dal nord.

Ma il libro di Ester mostra che, sessant'anni dopo, gli ebrei furono dispersi nelle 127 province dell'impero persiano, dall'India (il Punjab) all'Etiopia Ester 1:1; Ester 3:8 , Ester 3:12; Ester 8:5 , Ester 8:9 , sia che fossero volutamente collocati dalla politica dei conquistatori in gruppi distaccati, come le dieci tribù erano nelle "città dei Medi" 2 Re 17:6 , o se, quando più fidati , migrarono di propria iniziativa. Dio, chiamandoli a tornare, ricorda loro la grandezza della loro dispersione. Li aveva dispersi all'estero come i quattro venti del cielo. Lui, lo Stesso, le ricordava.

7 Dimora con la figlia di Babilonia - L'insolito idioma è forse scelto come espressione della tenerezza di Dio, anche verso il popolo che doveva essere distrutto, dal quale Israele doveva fuggire.

8 Dopo la gloria - Gionatan: "Che è promesso di portare su di te". Essendo questa la costruzione usuale, le parole implicano un grande corso dell'operare di Dio, di mostrare prima favore a coloro che riceveranno favore, poi abbandonare o punire il resto; come, quando le otto anime furono accolte nell'arca, venne il diluvio; quando Lot ei suoi furono fuggiti da Sodoma, il fuoco scese dal cielo; quando Israele ebbe passato il Mar Rosso, le schiere del Faraone annegarono; l'elezione ha ottenuto ciò che Israele ha cercato, il resto è stato accecato.

"La gloria" allora sarebbe la gloria, di cui Dio dice: "Io sarò la gloria in mezzo a te" Romani 11:7.

Ma inoltre Colui che parla è Dio Onnipotente: «Così dice il Signore degli eserciti: Egli mi ha mandato; Poiché ecco, io agito contro di loro la mia mano, e voi saprete che il Signore degli eserciti mi ha mandato; Ecco, io vengo e dimorerò in mezzo a te, dice il Signore, e molte nazioni si uniranno al Signore in quel giorno, e saranno per me un popolo e io abiterò in mezzo a te, e tu lo saprai, che il Signore degli eserciti mi ha mandato a voi” Zaccaria 2:8.

In tutta questa serie di promesse, l'io, di cui Israele doveva sapere che il Signore degli eserciti lo aveva mandato, è l'io, che afferma di sé ciò che appartiene solo a Dio onnipotente, infliggendo punizione ai nemici di Giuda, abitando il Chiesa e popolo, accogliendo il pagano come suo; ed è proprio da tutti questi atti di potenza e di amore che Israele saprà che il Signore degli eserciti lo aveva mandato.

(Girolamo: “In ciò che segue, 'Così dice il Signore degli eserciti: Dopo la gloria, mi ha mandato' ecc., viene presentato parlando il Salvatore, il quale, essendo Dio Onnipotente, dice di essere stato mandato dal Padre Onnipotente, non secondo quello per cui era onnipotente, ma secondo quello, che, dopo la gloria, fu mandato, «il quale, essendo in forma di Dio, non ritenne una rapina essere uguale a Dio; ma svuotò se stesso, assumendo la forma di un servo, e fu reso obbediente al Padre fino alla morte; e ciò, la morte di Croce” Filippesi 2:6.

Né è meraviglia che Cristo sia chiamato Onnipotente, nella cui Persona leggiamo nell'Apocalisse di Giovanni: "Queste cose dice il Testimone fedele: Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine, dice il Signore, che era e che è e che deve venire, l'Onnipotente” Apocalisse 1:5 , Apocalisse 1:8 , “al quale è dato ogni potere in cielo e in terra” Matteo 28:18; e che dice: “Tutte le cose del Padre sono mie” Giovanni 16:15.

Ma se tutte le cose, cioè Dio da Dio, Signore da. Signore, Luce da Luce, quindi anche Onnipotente da Onnipotente; perché non può essere che diverso sia la gloria di coloro la cui Natura è Una”.

Per chi tocca - Per ferire, tu, "tocca la pupilla dei suoi occhi", cioè di Colui che lo ha mandato, Dio Onnipotente. Così Girolamo, Teodoreto Altri, come Cirillo, di suo proprio occhio, volgendosi al male a se stesso; ma l'analogia degli altri passaggi è contro di essa), come nel canto di Mosè, "Lo condusse in giro, lo istruì, lo custodiva come la pupilla dei suoi occhi" Deuteronomio 32:10; e Davide prega: "Tienimi come la pupilla dell'occhio" Salmi 17:8.

9 Poiché ecco, io stringerò la mia mano contro di loro, come Dio ha promesso anticamente contro i nemici del suo popolo, e saranno un bottino per coloro che li hanno serviti abitualmente.

E saprete che il Signore degli eserciti mi ha mandato - Teodoreto: “Non fu mandato come Dio, ma come Uomo. Poiché come Dio è uguale al Padre. Poiché Egli dice: "Io sono nel Padre e il Padre in me, e il Padre che dimora in me fa le opere" Giovanni 14:10 , e: "Io e il Padre mio siamo una cosa sola" Giovanni 10:30 , e “Chi ha visto me ha visto il Padre” Giovanni 14:9. Ma Egli è inviato, come uomo, ad adempiere la dispensa per noi, non a diminuire la natura divina. Il profeta allora indicò non solo la dualità, ma l'uguaglianza delle persone».

10 Canta e gioisci, o figlia di Sion - È un grande giubileo di gioia, al quale Sion è invitata. Tre volte in più è invitata con questa stessa parola, e tutto per la restaurata o rinnovata Presenza di Dio. “Grida di gioia, sterile che non hai partorito” Isaia 54:1 , come qui, all'ingresso dei Gentili, “Grida di gioia, o figlia di Sion; esulta, o Israele; gioisci ed esulta con tutto il cuore, o figlia di Gerusalemme; il Signore, il re d'Israele, è in mezzo a te” Sofonia 3:14.

“Grida e grida di gioia, o abitante di Sion; poiché grande in mezzo a te è il Santo d'Israele” Isaia 12:6. La fonte della gioia è una nuova venuta di Dio, una venuta, per la quale Egli dovrebbe dimorare stabilmente in mezzo a loro: che cos'è veramente questo, se non l'Incarnazione? Come dice Giovanni, “Il Verbo si è fatto carne e ha abitato in mezzo a noi” Giovanni 1:14; e: "Ecco il tabernacolo di Dio è con gli uomini, ed Egli abiterà con loro, ed essi saranno il suo popolo, e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio" Apocalisse 21:3.

Cirillo: “Quindi anche tu puoi imparare quanto grande oggetto di contentezza sia la Presenza del Salvatore sulla terra. Non poté allora che invitare la Sion spirituale, "che è la Chiesa del Dio vivente" 1 Timoteo 3:15 , la moltitudine più sacra di coloro che sono stati salvati per fede, di gridare di gioia e di rallegrarsi. Ma fu annunciato che sarebbe venuto e sarebbe stato in mezzo a lei.

Infatti Giovanni ci dice: Il Verbo "era nel mondo" Giovanni 1:10 , e, essendo Dio, non fu separato dalle sue creature, ma fu Lui stesso la Fonte della vita per tutti i viventi, e che teneva insieme tutte le cose per bene. -essere e vita; ma “il mondo non lo conobbe” Giovanni 1:10 : poiché adorava la creatura.

Ma venne in mezzo a noi, quando, a nostra somiglianza, fu concepito dalla santa Vergine, e «fu visto sulla terra e conversava con gli uomini», e testimonia il divino Davide dicendo: «Il nostro Dio verrà manifestamente e non osserverà silenzio” Salmi 50:3. Allora c'era anche un rifugio per i pagani. Per ora non era più insegnata la sola razza d'Israele, ma tutta la terra era dorata con le predicazioni evangeliche, e in ogni nazione e paese "grande è il suo nome".

Girolamo: «Anche questo si deve intendere della Persona del Signore, che esorta il suo popolo, tornato dalla cattività alla sua dimora precedente, a rallegrarsi e rallegrarsi, perché il Signore stesso viene e dimora in mezzo a lei , e molte nazioni crederanno in Colui del quale è detto: "Chiedimi e io ti darò le nazioni per tua eredità e le estremità della terra per tuo possesso" Salmi 2:8 , ed Egli abiterà nel in mezzo a loro, come dice ai suoi discepoli: "Ecco, io sono con voi sempre, fino alla fine del mondo" Matteo 28:20.

11 E molte nazioni si uniranno, attaccandosi a Lui con una stretta unione. Isaia aveva così parlato di singoli proseliti Isaia 56:3; Geremia aveva usato la parola dell'autoesortazione di Israele dopo il ritorno da Babilonia; “andando e piangendo”, andranno e cercheranno il Signore loro Dio, dicendo: “Vieni e uniamoci al Signore, in un'alleanza perenne che non sarà dimenticata” Geremia 50:4.

Questo Zaccaria ora predice “molte nazioni”. Gli ebrei si erano a malapena restaurati, solo una manciata. Non avevano operato conversioni tra i pagani, ma la profezia continua la sua voce ininterrotta: "molte nazioni si uniranno al Signore".

E sarà il Mio popolo - Letteralmente, "sii per Me un popolo". Questa è esattamente la storia della chiesa cristiana, unità nella diversità; molte nazioni conservano ancora la loro esistenza nazionale, ma possedute da Dio come un solo popolo e il Suo. Le parole sono quelle con cui Dio adottò Israele in Egitto; “Ti prenderò a me come popolo e sarò il tuo Dio” Esodo 6:7.

Questa era l'alleanza con loro, "che tu possa stipulare un'alleanza con il Signore tuo Dio, affinché egli possa stabilirti oggi come un popolo per sé stesso, e affinché egli possa essere per te un Dio" ( Deuteronomio 29:12 , aggiungi Levitico 26:12; Dt 27:9 ; 1 Samuele 12:22; 2 Samuele 7:23; 2 Re 11:17; 1Cr 17:22 ; 2 Cronache 23:16; Geremia 7:23; Geremia 11:4 ).

Il contrario era il titolo del pagano, “non un popolo; con il quale Dio ha detto: Farò gelosia d'Israele” Deuteronomio 32:21. La vicinanza di unione che esprime Geremia; «Come la cintura si attacca ai lombi di un uomo, così io ho fatto aderire a me tutta la casa d'Israele e tutta la casa di Giuda, dice il Signore, affinché siano per me un popolo e un nome e per lode e per gloria” Geremia 13:11.

Questo era l'oggetto dell'esistenza di Israele; a questo doveva essere restaurato Geremia 24:7; Geremia 30:22; Geremia 31:1; Geremia 32:38 per conversione Ezechiele 11:20; Ezechiele 14:11; Ezechiele 36:28; Ezechiele 37:23 , Ezechiele 37:27; Zaccaria 8:8; a questo speciale privilegio di Israele dovevano essere ammesse “molte nazioni”; tuttavia non in modo da essere separato da Israele, poiché aggiunge: "e io abiterò in mezzo a te", Giuda. Dio avrebbe dimorato nella Sua Chiesa, formata da Israele e dai Gentili, ma così che i Gentili sarebbero stati innestati in Israele, diventando uno con loro.

12 E il Signore erediterà Giuda la sua porzione - L'eredità del Signore è il titolo che Dio comunemente dava a Israele ( Deuteronomio 4:20; Deuteronomio 9:26 , Deuteronomio 9:29; 1 Samuele 26:19; 2Sa 14:16 ; 2 Samuele 20:19; 2 Samuele 21:3; 1 Re 8:51; Salmi 28:9; Salmi 33:12; Salmi 68:10; Salmi 78:62 , Salmi 78:71; Salmi 119:1; Salmi 106:40 , Gioele 2:17; Gioele 3:2 , (ebraico)Isaia 19:25; Isaia 47:6; Geremia 12:7; Geremia 50:11 ).

Si dice che Dio sia la porzione di Israele Geremia 10:16; Geremia 51:19; del pio Salmi 16:5; Salmi 73:26; Salmi 119:57; Salmi 142:6; Lamentazioni 3:24; una volta solo accanto, si dice che Israele sia la porzione di Dio Deuteronomio 32:9; una sola volta è detto che Dio erediterà Israele: "Perdona la nostra iniquità e il nostro peccato e prendici come tua eredità" Esodo 34:9. Zaccaria unisce i due rari idiomi.

Nella terra santa - La terra è nuovamente resa santa da Dio e santificata dalla Sua presenza. Così chiama il luogo dove si è rivelato a Mosè, “terra santa” Esodo 3:5. Così è detto, "il luogo santo" Levitico 10:17; Levitico 14:13 , "la casa santa" 1 Cronache 29:3 , "l'arca santa" 2 Cronache 35:3 , "la città santa" Nehemia 11:1 , Nehemia 11:18; Isaia 48:2; Isaia 52:1 , “il monte santo” Isaia 27:13; Geremia 31:23; Zaccaria 8:3 , "il popolo santo" Isaia 62:12 , "le stanze sante" (Ezechiele 42:13 all), o, in riferimento alla loro relazione con Dio che li consacra, “Mio monte santo” Salmi 2:6; Isaia 11:9; Isaia 56:7; Isaia 57:13; Isaia 65:11 , Isaia 65:25; Isaia 66:20; Ezechiele 20:40; Gioele 2:1; Gioele 3:17; Abdia 1:16.

Sofonia 3:11 , "La tua santa dimora" Esodo 15:13 , "La tua santa dimora" ( Deuteronomio 26:15. "Il suo santo hab." Salmi 68:6; Geremia 25:30; Zac 2:1-13 :17) "il tuo santo tempio" ( Salmi 5:8; Salmi 79:1; Salmi 138:2; Giona 2:5 , Giona 2:8 , "Il suo santo tempio", Michea 1:2; Habacuc 2:20 ) , “Il tuo monte santo” ( Salmi 15:1; Salmi 43:3; Daniele 9:16.

“Il suo monte santo”, Salmi 3:5; Salmi 48:2; Salmi 99:9 ), “Il tuo santo oracolo” Salmi 28:2 , “La tua santa città” Daniele 9:24 , “città” Isaia 64:9 , “Il suo luogo santo” Salmi 24:1 “Il suo santo frontiera.

” Salmi 78:54. Non è un'espressione tecnica, poiché le persone ora, con una sorta di sforzo, parlano di "terra santa". Tutto ciò che ha riferimento a Dio è santo. La terra è santa, non per loro meriti, ma perché Dio vi era adorato, lì era particolarmente presente. Era un'anticipazione e un tipo di “La tua santa Chiesa in tutto il mondo ti riconosce.

” Questa terra i loro padri avevano “inquinata col sangue” Salmi 106:38; Dio dice: "hanno contaminato la mia terra" Geremia 2:7; Geremia 3:9; Geremia 16:18; Ezechiele la chiamava eminentemente, "la terra che non è purificata" Ezechiele 22:24.

Ora Dio disse: "Rimuoverò l'iniquità del paese" Zaccaria 3:9 , ed ella fu di nuovo una terra santa, come da Lui consacrata.

Non è una mera conversione del pagano, ma, come predissero Isaia Isaia 2:3 e Michea Michea Michea 4:2; una conversione, di cui Gerusalemme dovrebbe essere il centro, come il nostro Signore spiegò agli Apostoli dopo la sua risurrezione, “affinché nel suo nome si predicassero la conversione e la remissione dei peccati a tutte le nazioni, cominciando da Gerusalemme” Luca 24:47.

13 Sii silenzioso - Letteralmente, "zittisci ogni carne, davanti al Signore" (vedi Habacuc 2:20 , p. 207); l'uomo nella sua debolezza Genesi 6:3; 2 Cronache 32:8; Giobbe 10:4; Salmi 56:4; Salmi 78:39; Isaia 31:3; Geremia 17:5 , “carne e sangue” nella lingua del Nuovo Testamento Matteo 16:17; 1 Corinzi 15:50; Galati 1:16 , davanti a Dio suo Creatore.

"Tutto carne", l'intera razza umana Genesi 6:12; Salmi 65:3; Salmi 145:21; Isaia 40:5; Isaia 49:26; Isaia 66:23; Gioele 3:1; Ezechiele 21:4 , Ezechiele 21:9 , deve essere messo a tacere davanti a Dio, perché i suoi giudizi, come le sue misericordie, sono su tutto.

Poiché Dio sorge - Dio sembra essere quiescente, per così dire, quando sopporta con noi; alzarsi, quando Egli esprime la sua potenza, sia per noi, quando preghiamo: "Signore, svegliati per aiutarmi" ( Salmi 59:4 , aggiungi Salmi 7:7; Salmi 44:24 ); o con dispiacere.

La sua "santa abitazione" è simile al tabernacolo 1 Samuele 2:29 , 1 Samuele 2:32; Salmi 26:9; Salmi 68:6 , tempio 2 Cronache 36:15 , cielo Deuteronomio 26:15; Geremia 25:30; 2 Cronache 30:27 , poiché la sua presenza è in tutti.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Zaccaria 2

1 INTRODUZIONE A ZACCARIA 2

Questo capitolo contiene una profezia della chiesa sotto la dispensazione del Vangelo; della sua grandezza e del suo numero; e della sua protezione e gloria, attraverso la presenza di Dio in essa. In questa visione si vede un uomo con una corda per misurare in mano, per misurare Gerusalemme, Zaccaria 2:1,2 su cui un angelo ordina all'angelo che parlava con il profeta di dichiarargli la grandezza, la popolazione e la sicurezza di Gerusalemme, Zaccaria 2:3-5 poi segue un'esortazione al popolo di Dio a uscire da Babilonia, Zaccaria 2:6,7 e poi una promessa della chiamata dei Gentili e della graziosa abitazione di Dio nella sua chiesa, che sarebbe stata motivo di gioia per Sion; e del suo ereditare Giuda, e scegliere Gerusalemme Zaccaria 2:8-12 e il capitolo si conclude con un discorso a tutta l'umanità, di tacere davanti al Signore, poiché è stato risuscitato dalla sua dimora, Zaccaria 2:13

Versetto 1. Alzai di nuovo gli occhi e guardai:

Ed ebbi una terza visione; che, come possiede il Kimchi, si riferisce ai tempi del Messia; anche se potrebbe essere utile agli ebrei allora presenti, incoraggiarli ad aspettarsi la ricostruzione di Gerusalemme, in senso letterale:

Ed ecco un uomo con in mano un metro per misurare, con il quale non si intende né Neemia né Zorobabele, vedi Zaccaria 4:10, che si occupò della costruzione di Gerusalemme, né un semplice uomo, e neppure un angelo creato, perché, anche se può essere lo stesso con l'altro angelo, che non ha parlato con il profeta, Zaccaria 2:3 come osserva Kimchi; visto che sembra essere superiore a colui che lo ha fatto; ma non uno spirito ministro, ma il Messia, di cui in questo libro si parla spesso come di un uomo; vedi Gill su "Zaccaria 1:8" e con "la corda che misura nella sua mano" può essere intesa la predestinazione eterna, il libro della vita dell'Agnello, che è nella sua custodia; ed è la misura e la regola con cui procede nella chiamata, giustificazione e glorificazione dei primogeniti, i cui nomi sono scritti nei cieli; o le Scritture di verità, la misura e la regola della dottrina, della disciplina, del culto e della conversazione; e secondo i quali Cristo forma, costituisce e regola le chiese evangeliche; vedi Ezechiele 40:3 Apocalisse 11:1

2 Versetto 2. Allora dissi: Dove vai?

Poiché il profeta mostrò grande libertà e audacia nel porre una domanda del genere all'uomo con la canna per misurare, fu una grande condiscendenza in lui rispondergli come segue:

ed egli mi disse: "Misura Gerusalemme; non letteralmente compreso, che non era ancora completamente costruito; ma la chiesa del Vangelo, spesso così chiamata; vedi Ebrei 12:22 e questa misurazione di esso denota la sua conformità alla regola della parola di Dio; una professione delle sue vere dottrine e un'osservanza delle sue ordinanze, come in esso sono state trasmesse; e un accordo sulla camminata, la vita e la conversazione dei suoi membri con esso:

per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza; la lunghezza della Nuova Gerusalemme è grande quanto la larghezza; la sua lunghezza, larghezza e altezza sono uguali, Apocalisse 21:16

3 Versetto 3. Ed ecco, l'angelo che parlava con me uscì,

Vedi Zaccaria 1:9,13,14,19 ed egli "uscì" dal luogo dove si trovava il profeta, con il quale aveva conversato:

e un altro angelo gli uscì incontro, lo stesso che si vedeva fra i mirti, Zaccaria 1:8 e qui, con una corda per misurare in mano, Zaccaria 2:1

4 Versetto 4. e gli disse:

Cioè, l'altro angelo disse all'angelo che aveva parlato con il profeta:

Corri, parla a questo giovane: intendendo Zaccaria, che o era giovane d'anni, come lo erano Samuele e Geremia quando profetizzavano; o era un servo di un profeta più vecchio di lui, e quindi così chiamato, come lo era Giosuè, ministro di Mosè, Numeri 11:28 come osserva Kimchi:

dicendo: Gerusalemme sarà abitata come città senza mura; ciò dimostra che questo non si deve intendere di Gerusalemme in senso letterale, poiché quella non era abitata come una città senza mura; le sue mura furono costruite al tempo di Neemia e rimasero fino a quando la città fu distrutta da Vespasiano; sì, aveva un muro di cinta acuta, come dice Giuseppe Flavio, ma della chiesa di Cristo ai tempi del Vangelo, e denota sia la sua sicurezza che la sua protezione; vedi Ezechiele 38:11 e la sua popolarità; e specialmente come sarà nell'ultimo giorno, quando sia i Giudei che i Gentili saranno chiamati e portati in esso; il che senso è confermato da ciò che segue:

per la moltitudine di uomini e di bestiame che vi si trovano; gli ebrei sono intesi con gli uomini; vedi Ezechiele 34:31 e i Gentili con il bestiame, al quale erano paragonati dai primi: questo si adempirà quando la nazione dei Giudei nascerà subito, e tutto Israele sarà salvato, e la pienezza dei Gentili sarà introdotta; poiché il numero dell'Israele spirituale, i figli del Dio vivente, sia Giudei che Gentili, saranno come la sabbia del mare, che non può essere misurata, Osea 1:10 Romani 9:26 e quando ci sarà un così grande aumento di convertiti; e tali accorpamenti a Sion, alla Gerusalemme spirituale, la chiesa di Dio, che il luogo sarà troppo piccolo per loro, Isaia 49:19,20 mentre, quando Gerusalemme in senso letterale fu ricostruita, dopo la cattività babilonese, c'era una mancanza di persone che la abitassero, e furono tirate a sorte perché uno su dieci vi abitasse; ed erano contenti di altri che si offrivano volentieri per esserne abitanti, Neemia 11:1,2 poiché non c'era che un piccolo numero che tornava da Babilonia per ripopolare la città di Gerusalemme e l'intero paese della Giudea; non ne uscirono di più che quarantaduemilatrecentosessanta, oltre agli uomini e alle serve, che ammontavano a sette o ottomila in più, Esdra 2:64,65 Neemia 7:66,67 che erano solo pochi per riempire un tale paese, e tante città e villaggi che vi si trovavano, oltre a Gerusalemme; e tuttavia Giuseppe Flavio [c] afferma che il numero di quelli delle tribù di Giuda e di Beniamino, che salirono di là, e avevano più di dodici anni, erano quattro milioni, seicentoventimila; in cui egli è seguito da Zonara, ed è ammesso e approvato da Sanctius sul luogo; il che non è solo contrario ai racconti di Esdra e Neemia, ma è incredibile; che un tale numero di coloro che andarono in cattività, che non era molto grande, dovrebbe, sotto tutte le angosce e le oppressioni che hanno dovuto affrontare, in settant'anni moltiplicarsi a tal punto, e che due tribù soltanto, da essere quasi otto volte di più di tutte le dodici tribù al loro arrivo dall'Egitto; un numero abbastanza grande da aver invaso la monarchia babilonese; e troppi per essere sostenuti in un paese così piccolo come la terra di Canaan: pertanto, nel complesso, deve essere meglio interpretare questo della Gerusalemme spirituale e mistica, e della popolosità della chiesa di Cristo negli ultimi giorni

5 Versetto 5. Poiché io, dice l'Eterno, sarò per lei un muro di fuoco tutt'intorno,

. Così che non ha bisogno di altre mura per proteggerla, la potenza di Dio la circonda come le montagne hanno fatto con Gerusalemme, Salmi 125:2 ed è come un muro di fuoco per terrorizzare e distruggere i suoi nemici; perché il nostro Dio è un fuoco consumante, Ebrei 12:29. Drusio pensa che sia una metafora presa dai viaggiatori di alcuni paesi, che accendono fuochi intorno alle loro tende, per tenere lontani i leoni e le altre bestie da preda; e osserva dei leoni in particolare, che sono estremamente terrorizzati dal fuoco; per cui si riferisce a Giovanni Leo nella sua descrizione dell'Africa; e Plinio fa menzione di diverse cose che sono terrificanti per loro, ma specialmente i fuochi, dice; e così il dottor Shaw, di recente, parlando dei leoni in Barberia, osserva, il fuoco è ciò di cui hanno più paura; eppure, nonostante tutte le precauzioni degli Arabi a questo riguardo, con altri ne prende nota: Accade spesso che queste bestie fameliche, superando tutti quei terrori, saltino in mezzo a un recinto o a un ovile, e trascinino via di là una pecora o una capra; e Tavernier racconta una storia, con la quale pensa che sembri un errore volgare che i leoni non si avvicinino al fuoco; sebbene la relazione stessa mostri che non solo è un'opinione accettata, ma un'usanza comune accendere fuochi di notte, per proteggersi dai leoni: la sua storia è:

"un gruppo di soldati olandesi, sotto il comando di un sergente, avanzò molto nel paese (intorno al Capo di Buona Speranza), e scendendo la notte, accesero un grande fuoco, sia per proteggersi dai leoni, quanto per riscaldarsi, e così si sdraiarono a dormire intorno ad esso; mentre dormiva, un leone afferrò una delle braccia del soldato, che con difficoltà fu estratta, dopo che il leone fu colpito";

ma sembra che questo sia il caso, quando queste creature sono morse dalla fame terribile; tuttavia, sia come sia, Dio è la protezione sicura e sicura del suo popolo, che precedeva il popolo d'Israele in una colonna di nube di giorno e in una colonna di fuoco di notte, quando attraversava un terribile deserto, in cui erano bestie da preda; e circondò Eliseo con cavalli e carri di fuoco, quando il re di Siria mandò un grande esercito a prenderlo; così che potesse dire, per incoraggiare il suo servitore: "Quelli che sono per noi sono più di quelli che sono con loro", 2Re 6:15-17 che sembrano angeli; e gli ebrei qui lo interpretano della famiglia di Dio, i suoi angeli, costruirono un muro a Gerusalemme per preservarla; i cherubini e una spada fiammeggiante, posta a custodire il giardino dell'Eden, erano, secondo Lattanzio, un muro di fuoco intorno ad esso; poiché (egli dice), quando Dio scacciò l'uomo dal paradiso, Egli la cinse di muro con il fuoco, ma ciò avvenne affinché l'uomo non potesse entrarvi; ma qui egli stesso è un muro di fuoco, affinché il suo popolo sia al sicuro; quindi non hanno motivo di temere l'ira dei loro nemici, i più feroci e furiosi, selvaggi e crudeli, paragonabili ai leoni, agli orsi, ecc.; perché, se Dio è per loro, dalla loro parte e da ogni parte di loro, chi può essere contro di loro per qualsiasi scopo? Il Targum lo parafrasa:

"La mia parola sarà per lei, dice l'Eterno, come un muro di fuoco che la circonda tutt'intorno":

e sarà la gloria in mezzo a lei: apparite glorificati in lei, siate glorificati in lei e per mezzo di lei, e siate la sua gloria, e rendetela gloriosa; come fa il Signore concedendo la sua presenza misericordiosa con la sua chiesa e il suo popolo, nella sua parola e nelle sue ordinanze; vedere Isaia 4:1-6 Isaia 60:13

6 Versetto 6. Ho, ho,

Questa parola esprime una chiamata e un annuncio; e si raddoppia, come osserva Kimchi, per confermarlo; e così il Targum lo parafrasa,

"Annuncia ai dispersi":

[vieni fuori], e fuggi dal paese del settentrione, dice l'Eterno; cioè da Babilonia, che si trovava a nord della Giudea; vedi Geremia 1:13,14 Geremia 3:12; 6:22; 16:15, dove molti dei Giudei rimasero, e non tornarono con gli altri quando uscirono dalla cattività; e sono quindi chiamati a uscire da lì in fretta; e disegni figurativamente, o il popolo di Dio che è tra gli uomini del mondo, ed è chiamato a separarsi da loro, e non ha comunione con esso; o quelli che saranno nella Babilonia mistica, un po' prima della sua distruzione; e ne saranno chiamati fuori, affinché non partecipino alle sue piaghe; vedi Apocalisse 18:4 :

poiché io vi ho sparsi come i quattro venti del cielo, dice l'Eterno; intendendo o la dispersione degli ebrei a Babilonia e in altri paesi; o del popolo di Dio, essendo disperso qua e là nella giurisdizione papale di Roma; o il senso è che era sua volontà e proposito, quando uscirono da Babilonia, che si diffondessero nelle diverse parti del mondo, per sostenere la causa di Cristo e rafforzare il suo interesse

7 Versetto 7. Liberati, o Sion,

O fuggi, tu che sei del monte Sion, la città del Dio vivente, e che devi avere la tua dimora lì, e non a Babilonia; fuggi di là,

che abita con la figlia di Babilonia; in uno qualsiasi degli stati anticristiani, che sono le figlie di Babilonia, la madre delle prostitute, Apocalisse 17:5 affinché possa essere tradotto: "che abita la figlia di Babilonia"; abita in una qualsiasi delle città, paesi e villaggi, che appartengono ad essa

8 Versetto 8. Poiché così dice il Signore degli eserciti:

Cristo, che è il vero Geova, e Signore degli eserciti, come appare dal suo invio nella frase successiva:

Dopo la gloria; che è promesso, Zaccaria 2:5 così il Targum e il Kimchi; o, "dopo" sarà "la gloria"; o un tempo e uno stato gloriosi; cioè, dopo che il popolo di Dio sarà tratto fuori dalla Babilonia mistica, quando gli Ebrei saranno convertiti, e la pienezza dei Gentili sarà introdotta, allora ci sarà la gloria degli ultimi giorni; e allo stesso tempo sarà la caduta e la distruzione dell'anticristo, e degli Stati anticristiani, come segue:

mi ha egli mandato alle nazioni che vi hanno spogliato; i Caldei e i Babilonesi, che spogliarono e portarono prigionieri gli Ebrei; o le nazioni anticristiane, che perseguitarono e devastarono il popolo di Dio, i seguaci dell'Agnello; ma ora Cristo sarà mandato, e verrà in maniera spirituale, e si vendicherà di loro; Egli distruggerà l'Anticristo con il soffio della sua bocca e con lo splendore della sua venuta; con la spada affilata che gli esce dalla bocca, Apocalisse 19:15 :

perché chi tocca te tocca la pupilla dei suoi occhi; o il suo stesso occhio, si fa male; o l'occhio del Signore degli eserciti; del mio occhio, come alcuni lo leggono, come la versione latina della Vulgata, che mostra quanto il popolo del Signore gli sia vicino e caro. La pupilla o pupilla dell'occhio è una piccola apertura o perforazione nel mezzo della tunica o del mantello dell'occhio, chiamata uvea e iride, attorno alla quale l'iride forma un anello; e attraverso questa piccola apertura i raggi di luce passano all'umore cristallino, per formarsi sulla retina o rete, nella parte inferiore dell'occhio. È una parte molto debole e tenera, e si ferisce facilmente con la minima cosa; e descrive appropriatamente lo stato debole del popolo di Cristo; e come presto e facilmente possono essere disturbati, angosciati e feriti dai loro nemici: e poiché questa è una parte principale dell'occhio, e una parte di sé di un uomo, cara e preziosa per lui; così il popolo del Signore è per così dire parte di se stesso; sono membra del suo corpo, strettamente unite a lui; e qualunque torto venga fatto loro, egli lo considera come fatto a se stesso: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Atti 9:5 ed essendo da lui molto stimato e nutrendo per loro il massimo affetto, si risente di ogni affronto loro fatto, e punirà tutti quelli che li hanno danneggiati; e si preoccupa molto di loro, per custodirli e preservarli dal male: lo ha custodito come la pupilla dei suoi occhi, Deuteronomio 32:10, il che, essendo una parte così utile e tenera com'è, è meravigliosamente provveduto dalla natura contro tutti gli eventi; oltre all'orbita in cui è collocato; e le sopracciglia, che prevengono molti fastidi; e le palpebre, che lo coprono e lo difendono nel sonno; e le frange di pelo su di esse, che rompono le impressioni troppo violente della luce, e tengono lontani granelli e mosche; non ci sono meno di sei tuniche o mantelli intorno ad esso, come altrettanti conservanti: ora, come il Dio della natura si è preso tanta cura di questo utile membro del corpo umano, quanto più attento e tenero dobbiamo supporre che il Dio della grazia, e il nostro misericordioso Redentore e Sommo Sacerdote, per essere al di sopra del suo caro popolo, parti di se stesso, redente dal suo sangue, e progettato e preparato per la gloria e la felicità eterne; e quanto devono essere audaci coloro che offrono loro la minima violenza; né devono aspettarsi di sfuggire alla sua ira e alla sua vendetta, che cercano il loro male e li disturbano; vedi Salmi 17:8 e poiché questo può riguardare gli ebrei chiamati fuori da Babilonia nei due versetti precedenti Zaccaria 2:6,7, si può concludere che erano obbedienti alla chiamata divina, sebbene non sia registrata; non essendo probabile che Dio, che aveva così grande riguardo per loro, avrebbe permesso che rimanessero lì fino alla loro distruzione; poiché fu circa due anni dopo questa profezia, nel quarto anno di Dario, o all'inizio del quinto, che Babilonia si ribellò a lui, e fu assediata da lui venti mesi, prima che egli la prendesse; e ciò che fece alla fine con lo stratagemma di Zopiro, uno dei suoi generali, quando abbatté le sue mura e le sue porte, e mise a morte tremila degli abitanti che erano più colpevoli; ma, prima di ciò, è ragionevole supporre che il popolo di Dio, a lui così caro come è espresso, furono chiamati fuori di qui; come quelli del suo popolo, a lui egualmente cari, saranno chiamati fuori dalla mistica Babilonia prima della sua distruzione; vedi Apocalisse 18:4

9 Versetto 9. Poiché, ecco, io stringerò loro la mano,

Le nazioni; o gli stati babilonesi o quelli anticristiani; intendendo che avrebbe esercitato il suo potere, e inflitto loro una punizione, e completamente distrutti; che sarebbe stato fatto con la semplice stretta della sua mano:

e saranno un bottino per i loro servi; come i Babilonesi lo furono per i Persiani; non per mezzo di Ciro, cosa che era stata fatta; ma per mezzo di Dario, che prese Babilonia, dopo un assedio di venti mesi, e ne fece morire un gran numero; e tutto divenne un bottino per i Persiani, che erano stati loro servi, o per i dieci re, che diedero i loro regni alla bestia e gli furono sottomessi; ma ora odierà la meretrice e mangerà la sua carne; e tutte le sue ricchezze e rendite saranno loro un bottino, e saranno divise tra loro, Apocalisse 17:12,16 :

e voi saprete che l'Eterno degli eserciti mi ha mandato; o il profeta Zaccaria, che era un vero profeta, e che aveva avuto la sua missione dal Signore degli eserciti, come apparirà dall'adempimento di queste profezie; o meglio Cristo, inviato da Dio Padre; e che sarà conosciuto e posseduto dai Giudei, così come dai Gentili, per essere l'inviato di Dio, quando saranno convertiti, e l'anticristo sarà distrutto. Kimchi riferisce questo, e il seguente versetto Zaccaria 2:10, ai tempi del Messia

10 Versetto 10. Canta e rallegrati, o figlia di Sion,

O, "congregazione di Sion", come lo parafrasa il Targum; la chiesa ebraica, un gran numero di quel popolo convertito, e in uno stato di chiesa; o l'intera chiesa cristiana in questo momento, composta da ebrei e gentili, che sono chiamati a gioire e cantare per la distruzione dell'anticristo; vedi Apocalisse 18:20; 19:1,2 e a causa della presenza di Dio in mezzo a loro, come segue:

poiché, ecco, io vengo; non nella carne: questo non si deve intendere dell'incarnazione di Cristo; o della sua venuta nella natura umana ad abitare nel paese di Giudea; ma della sua venuta spirituale nell'ultimo giorno, per stabilire il suo regno nel mondo, in modo più visibile e glorioso:

e io abiterò in mezzo a te, dice l'Eterno; la presenza di Cristo nelle Sue chiese, e con il Suo popolo, in presenza della Sua parola e delle Sue ordinanze, sarà molto manifesta e costante negli ultimi giorni

11 Versetto 11. E molte nazioni si uniranno al Signore in quel giorno,

Il Vangelo sarà predicato in tutte le nazioni, e moltitudini saranno convertite, abbracceranno e professeranno la religione cristiana, e si uniranno alle chiese di Cristo, che, nel Nuovo Testamento, è espresso dall'essere uniti al Signore, Atti 5:13,14 vedi Geremia 50:5; Isaia 56:3,6 :

e sarà il mio popolo; sembrerà che lo siano coloro che prima non erano il popolo di Dio; non si professavano, e non erano noti per essere, il popolo di Dio, sebbene fossero segretamente nel consiglio e nell'alleanza di Dio; ma ora, essendo chiamati dalla grazia, diventano apertamente e manifestamente il suo popolo, 1Pietro 2:10 :

e abiterò in mezzo a te; nella chiesa, composta da persone di molte nazioni, così come da ebrei:

e tu saprai che l'Eterno degli eserciti mi ha mandato da te; agli Ebrei, così come ai Gentili; vedi Gill su " Zaccaria 2:9"

12 Versetto 12. E l'Eterno erediterà a Giuda la sua parte in terra santa,

Il popolo del Signore è la sua parte e la sorte della sua eredità; che egli ha scelto e chiama come tali, siano essi Giudei o Gentili; ma qui sembra che si riferisca agli ebrei credenti; i quali, è molto probabile, dopo la loro conversione, saranno restituiti alla loro terra, qui chiamata "la Terra Santa"; perché un tempo qui dimorava il popolo santo del Signore, c'era il suo santo santuario, e si assisteva alla sua santa adorazione e alle sue ordinanze; e dove ora possederà e godrà il suo popolo, e lo favorirà con la comunione con lui,

e sceglierò di nuovo Gerusalemme; dopo aver a lungo calpestato i Gentili; Come un tempo era un luogo di culto divino, così sarà di nuovo; e che in esso si compirà in modo più spirituale ed evangelico che mai; oppure può rispettare il popolo degli ebrei, il quale, essendo chiamato dalla grazia, questo sarà una sorta di rinnovamento della loro elezione, e una prova di essa; vedi Romani 11:26-28

13 Versetto 13. Taci, o ogni carne, davanti al Signore,

Siate pieni di timore, di timore e di stupore di fronte alla meravigliosa opera di Dio; la distruzione dell'anticristo; la conversione dei Giudei e la chiamata dei pagani: non aprano la bocca e non osino dire una sola parola contro di essa. Il Targum interpreta le parole dei malvagi e le parafrasa così:

"tutti gli empi siano consumati davanti al Signore";

vedi Salmi 104:35 e sembra disegnare il resto del popolo, che non si convertirà; chiamato carne, essendo non solo fragile e mortale, ma corrotto e peccatore; e quindi incapace di contendere con Dio, che è potente in forza e glorioso in santità, e un Dio che fa prodigi. Una frase simile si trova in Habacuc 2:20:

poiché egli è risuscitato dalla sua santa dimora, che è il cielo, Isaia 63:15 dove sembrava essere stato come addormentato per molte centinaia d'anni, anche durante il regno dell'anticristo; ma ora sarà come un uomo svegliato dal suo sonno, e si alzerà per vendicarsi dei suoi nemici e di quelli della sua chiesa, e per aiutarli, e renderli felici e gloriosi

Commentario del Pulpito:

Zaccaria 2

1 Vers. 1-13. - §5. La terza visione: l'uomo con la corda di misurazione. Ebrei 2:5

Alzai di nuovo gli occhi. comp. Zaccaria 5:1; 6:1; Daniele 8:3 Questa terza visione fa un'ulteriore rivelazione della misericordia di Dio verso Israele. Alla distruzione dei nemici conseguirà la crescita e lo sviluppo del popolo eletto fino al tempo della sua gloria finale. C 'è qualche difficoltà nell'organizzare i particolari di questa visione, che dipende in gran parte dalla decisione a cui arriviamo riguardo all'identificazione del "giovane" del versetto 4. Coloro che, come Teodoreto, Hitzig, Schegg, Trcehon, Wright, Perowne, ss.), lo considerano l'uomo con la linea di misura del versetto 1, non spiegano perché il messaggio dovrebbe essere dato a lui invece che al profeta che aveva chiesto informazioni. Né è affatto certo che si debba ritenere che il misuratore abbia commesso un errore nel tentativo di definire i limiti di ciò che era praticamente illimitato -- cioè la Gerusalemme restaurata -- e che sia stato fermato di conseguenza nel suo procedimento. Sembra preferibile, con Girolamo, Cornelio a Lapide, Pusey, Keil, Knabenbauer, ss.), considerare il "giovane" come Zaccaria stesso. Quindi la visione è presentata così: Il profeta vede un uomo con una corda per misurare; chiede dove vada, e gli viene risposto che stava andando a misurare Gerusalemme. A questo punto l'angelo interprete lascia il fianco del profeta per ricevere la spiegazione del procedimento dell'uomo, e viene accolto da un angelo superiore, che gli ordina di affrettarsi a dire al profeta il significato della visione. Un uomo. Probabilmente un angelo in forma umana, come Zaccaria 1:8. Una linea di misurazione. Questa non è la stessa parola di quella di Zaccaria 1:16 ; ma l'idea che vi si propone è ripresa qui, e la sua realizzazione è esposta. comp. Ezechiele 11:3 Apocalisse 11:1 21:15,16

Vers. 1-5.- Una visione di sicurezza

"Alzai di nuovo gli occhi, guardai, ed ecco un uomo con una corda per misurare in mano", ss. Siamo qui un altro caso di ripetizione e di espansione. Alla fine di Zaccaria 1:16 avemmo una breve promessa della piena restaurazione di Gerusalemme come città, un luogo di abitazioni con abitanti. Nel presente passaggio abbiamo la stessa promessa espressa più diffusamente. In altre parole, ci viene chiesto di osservare

(1) quanto sia immediata la sua applicazione;

(2) quanto enfatica sia la sua ripetizione; e

(3) quanto profondo sia il suo significato

I QUANTO IMMEDIATA LA SUA APPLICAZIONE. Così immediata, infatti, che i primi passi verso la sua realizzazione erano già iniziati. Qualunque cosa possa essere stata precedentemente decisa in privato riguardo alle operazioni di costruzione, il primo passo visibile e palese in quelle operazioni stesse è quello di misurare e picchettare il terreno. Gli stessi bambini capiscono il significato di tutto ciò. Geova, di conseguenza, nei versetti iniziali di questo capitolo, si adatta a questa verità. Il profeta vede manifestamente ("alzò gli occhi e guardò"), ma apparentemente con sua grande sorpresa ("ecco"), un uomo con una corda per misurare in mano. Dove sta andando? Così chiede il profeta; e gli viene detto: Sta andando a "Gerusalemme" con la sua discendenza. A quale scopo? Per "misurarlo", per esaminarlo come per l'edificio, per accertarne la lunghezza e la larghezza. A cosa equivale tutto questo? Si tratta di "affari", come dovremmo ora esprimerlo. Consultazione, deliberazione, decisione: il tempo di tutto questo è ormai passato. È il tempo del fare, del compimento effettivo. Il lavoro, in un certo senso, quindi, come abbiamo detto, è iniziato. Confronta "L'ora viene, ed è ora", in Giovanni 4:23; 5:25 ; anche Luca 12:49

II QUANTO ENFATICA LA SUA RIPETIZIONE. Questo ha mostrato:

1. Per la dignità di chi parla. Ora si parla di due angeli (vers. 3, 4), riguardo ai quali e alle loro rispettive azioni esistono molte differenze di interpretazione. Se, tuttavia, assumiamo che il "giovane" del versetto 4 sia il profeta stesso (vedi Pusey, in loc.; e comp. Geremia 1:6; 2Re 9:4, "il giovane il profeta"), sembra chiaro che uno di questi angeli, che parla come fa (nel vers. 5) nel nome di Geova, è quell'angelo-Geova menzionato prima in Zaccaria 1:11,12, e poi in Zaccaria 3:1 ; come anche che è questo stesso Angelo che incarica l'altro di comunicare al profeta la dichiarazione del versetto 4. Nessun oratore, quindi, per quanto riguarda la dignità, può andare oltre lui. Matteo 21:37; Ebrei 1:5

2. La serietà dell'azione

(1) Da parte di questo grande Oratore, "in uscita", come se si trattasse di uno scopo speciale

(2) Da parte dell'altro angelo, andandogli incontro, quasi per conoscere la sua volontà il più presto possibile

(3) Nel comando dato, di "correre e parlare", come fanno gli uomini che portano la buona novella. 2Samuele 18:27

3. L'esplicito linguaggio. Gerusalemme doveva più che recuperare (ver. 4) la sua precedente popolazione e dimensione. Ora la sua popolazione e le sue abitazioni erano troppo poche per i suoi antichi limiti. A poco a poco dovrebbero essere troppi. Che prova di questo aumento! Che immagine di sicurezza, di popolazione, di ricchezza! comp. Genesi 13:2; 24:35; Giobbe 1:3 Che promessa, insomma, di benedizione e di bene!

III QUANTO PROFONDO SIA IL SUO SIGNIFICATO. Le caratteristiche già notate, per quanto agguate, erano solo, per così dire, in superficie. Ce n'erano altri più profondi e ancora più degni di nota che spiegavano questi

1. Come mai Gerusalemme fu così sicura e allargata? Perché il Signore Geova stesso era come "un muro di fuoco tutt'intorno", una tale difesa, cioè, tale da tenere fuori i nemici, ma anche da distruggerli se avessero tentato di avvicinarsi. comp. Salmi 125:2 - , un salmo, simile a Salmi 126 - , probabilmente appartenente a questo tempo; 2Re 6:17

2. Come mai Gerusalemme fu così protetta e favorita? Perché Dio stesso era tornato ad abitare in lei, e a farlo, per di più, come sua peculiare "gloria". Questi due punti sono illustrati da Salmi 46:5 ; e Atti 2:5-11; 8:27,28. Questo, in breve, era il motivo per cui dovevano esserci tanti altri abitanti a Gerusalemme, cioè a causa di questo gloriosissimo Abitante di tutti

Questo argomento ci viene ricordato ancora di più:

1. Quanto è rapido e volenteroso il servizio degli angeli del cielo. Confrontate la parola "correre", ss.), con Daniele 9:21,23; Ezechiele 1:14 ; e Salmi 103:20,21. Questo descritto dal poeta: "Migliaia alla sua velocità di offerta, e posta sulla terra e sull'oceano". Questo è in parte alla radice, forse, dell'idea comune che gli angeli abbiano le ali. Anche questa è una cosa da imitare e a cui miriamo. "Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra"

2. Quanto benedetti sono gli effetti della presenza di Cristo! Per quanto riguarda la sicurezza; Matteo 8:24-26 quanto al successo; Matteo 18:19,20 quanto al conforto; Marco 2:19 quanto alla speranza; Colossesi 1:27 - , "Cristo in mezzo a voi, speranza di gloria" riguardo a tutto ciò che costituisce il cielo. 1Giovanni 3:2; Giovanni 14:8 16:24

OMELIE DI W. FORSYTH Versetti 1-25. - Misurare la Chiesa

"Gerusalemme" sta per la Chiesa. L'"uomo" (ver. 1) sembra la stessa persona di cui in seguito si parla come di "giovane", e che viene implicitamente rimproverato per aver preso in mano un compito al di là delle sue forze. Il passaggio suggerisce da considerare:

L 'IDEA DELL'UOMO DELLA CHIESA COME CAPACE DI DEFINIZIONE E MISURAZIONE RIGOROSA. C'è sempre stata la tendenza a fissare e limitare i confini della Chiesa

1. Irrazionale. La Chiesa visibile può essere definita, ma non l'invisibile. La verità non deve essere misurata dalla nostra fede, o la pietà dalla pietà del partito a cui apparteniamo, o la comunità dei buoni dai piccoli sistemi dei nostri giorni

2. Presuntuoso. Quest'opera non può essere compiuta dall'uomo. Non ha né la capacità né i mezzi. "Noi distribuiamo l'amore come se il nostro occhio vedesse fino alla fine del cielo". Richiede poteri superiori: un occhio più puro, una visione più profonda, una visione più ampia. Anche Elia fallì, e Pietro sbagliò molto. Solo il Signore stesso conosce coloro che sono suoi

3. Dannoso. Gli errori devono verificarsi. Alcuni escludevano chi avrebbe dovuto essere incluso, e altri includevano chi avrebbe dovuto essere escluso. Quindi male sia per il giudice che per il giudicato: orgoglio, ingiustizia, mancanza di carità. Vedi Saul "spirare minacce e massacro". Marco Giovanni, il discepolo prediletto, vuole invocare il fuoco sui Samaritani. Ecco la Chiesa di Corinto, esempio di molte altre fino ai nostri giorni, lacerata da fazioni e rovinata dallo spirito di partito. Quante volte, nel mondo, sono sorte guerre dolorose a causa di meschine questioni di confini! Così la Chiesa ha sofferto mali incalcolabili a causa di "chiacchiere profane e vane" e di questioni che alimentano la contesa

II L'IDEA DI DIO DELLA CHIESA CHE TRASCENDE TUTTI I LIMITI UMANI, Dio è il Giudice Supremo e unico. Vede le cose come sono. Egli conosce non solo le opere esteriori, ma anche il cuore e la fine fin dall'inizio. Nella donna che Simone il fariseo disprezzava, nostro Signore vide una vera penitente. Nell'uomo che scacciava i demoni nel suo nome egli scorge un alleato, anche se non lo seguiva apertamente come discepolo. Nel devoto Cornelio riconobbe un vero adoratore e servo di Dio, sebbene fosse ancora sconosciuto agli apostoli. Il suo amore trabocca dalla lettera dei nostri Credi e dai confini delle nostre Chiese. E come in passato, così anche in futuro. L'immagine è grandiosa e stimolante. Prefigura la gloria degli ultimi giorni. Ecco qui:

1. Vasta estensione. (Vers. 6, 7) La Chiesa è come una città che supera le sue mura, che assorbe i villaggi e le frazioni periferiche, che a poco a poco include l'intera terra nel suo abbraccio benigno. Come Gerusalemme, così la Chiesa, nel giorno della prosperità, avrebbe superato di gran lunga tutti i limiti precedenti

2. Sicurezza inviolabile. La figura è vivida e suggestiva. Ricorda la storia del profeta 2Re 6:15-17 e i più antichi racconti di Mosè e di Israele nel deserto. La vera difesa non è materiale, ma spirituale, non del mondo, ma di Dio

3. La beatitudine divina. La vita e lo splendore della Chiesa sono nell'abitazione di Dio. Questo assicura la supremazia della bontà e la fratellanza dell'uomo in Cristo Gesù. Dio è in mezzo. "Dio è Luce", "Dio è Amore", Dio è Santità; Perciò il popolo vivrà, si muoverà e avrà il suo essere nella luce, nell'amore e nella santità. Saranno i giorni del cielo sulla terra. - F

OMELIE DI D. THOMAS Versetti 1-5. - Terza visione: un futuro interessante per il mondo

"Alzai di nuovo gli occhi, guardai, ed ecco un uomo con una corda per misurare in mano. Allora dissi: Dove vai? Ed egli mi disse: "Per misurare Gerusalemme, per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza", ss. Ecco la terza visione che il profeta ebbe quella stessa notte. È una continuazione del soggetto del precedente, cioè la ricostruzione e la rioccupazione di Gerusalemme e del tempio. Osservare:

1. Cosa ha visto. "Un uomo con un filo di misura in mano." In Ezechiele 40:3 Ezechiele 41,eze 42, hai la stessa immagine. Chi era quest'uomo? L'impressione generale è che si trattasse del Messia in forma umana. Egli è il grande Architetto Morale, il Costruttore del grande tempio della verità nel mondo. Allora il profeta vede gli angeli. "Ecco, l'angelo che parlava con me uscì". Chi era questo angelo? L'interprete. Poi c'è un altro angelo che vede, che gli è uscito incontro. Chi è? Alcuni suppongono, lo stesso dell'"uomo con la corda per misurare". Oltre a questo vede un giovane: "Corri, parla con questo giovane". Chi è questo giovane? Si crede generalmente che sia il profeta stesso; e Cristo è qui rappresentato mentre incarica un angelo di correre e parlare

2. Cosa gli dice. "Dove vai?" L'"uomo con la corda per misurare" stuzzica la sua curiosità. Il suo aspetto, la sua andatura, la sua velocità, mentre portava in mano la corda per misurare, avrebbero naturalmente dato occasione alla domanda

3. Cosa ha sentito. Sentì la risposta alla sua domanda: "Per misurare Gerusalemme, per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza". Sopportò l'incarico dato all'angelo: "Corri, parla a questo giovane". Sentì una descrizione data di Gerusalemme: "Gerusalemme sarà abitata come città senza mura", ss. E udì la promessa divina fatta al riguardo: "Poiché io, dice il Signore, sarò per lei un muro di fuoco tutt'intorno". Questa parte della sua visione può essere giustamente interpretata per illustrare il futuro aumento, la sicurezza e la gloria degli uomini buoni sulla terra

I IL FUTURO AUMENTO DEGLI UOMINI BUONI SULLA TERRA. Vengono suggerite due osservazioni riguardo all'estensione della vera religione. Lo è:

1. Misurabile solo dal Divino. Chi aveva la "linea di misurazione"? Non un semplice uomo, non un'intelligenza creata, ma il Dio-Uomo, il Messia. Gli uomini non possono misurare la crescita della pietà nel mondo. Ci provano, ma commettono errori spaventosi. Si occupano di statistiche, contano il numero delle Chiese nel mondo e il numero dei fedeli professi. Ma la pietà non può essere misurata in questo modo. Quando avete sommato il numero dei templi e il numero dei professanti adoratori, non vi siete avvicinati a una stima corretta della quantità di vera pietà nel mondo. Avete una bilancia con cui pesare il vero amore? C'è qualche numero con cui contare i pensieri, le aspirazioni e le volizioni sante? Ci sono regole con cui misurare l'intelligenza spirituale? Avete un piombino con cui scandagliare anche la profondità degli affetti di una madre? Nessuno, tranne Dio, può pesare e misurare le sante esperienze delle anime sante. Con il suo metodo di misurazione può scoprire più pietà in un'umile casetta che in affollati tabernacoli e cattedrali. Egli ha la vera "linea di misura", e nessun altro. Perciò non cercate di determinare l'utilità di un ministro dal numero dei suoi fedeli o dai fondi da essi versati

2. Non limitato da limiti materiali. "Gerusalemme sarà abitata come città senza mura per la moltitudine degli uomini e del bestiame che vi abita". L'idea letterale è che i suoi abitanti saranno così tanti che non potranno essere tutti contenuti entro le mura, ma si sparpagliano nell'aperta campagna circostante, Ester 9:19 e saranno così sicuri da non aver bisogno di riparo dietro le mura per se stessi e per il bestiame. Così, d'ora in poi, la Giudea sarà "il paese dei villaggi senza mura", Ezechiele 38:11 Ci viene detto che "la terra sarà piena della conoscenza del Signore, come le acque coprono il mare"

II LA SICUREZZA FUTURA DEGLI UOMINI BUONI SULLA TERRA. "Poiché io, dice l'Eterno, sarò per lei un muro di fuoco tutt'intorno". "Un muro di fuoco." Chi penetrerà un enorme muro di fuoco? Ma quel muro è Dio stesso, onnipotente in forza, incommensurabilmente alto. "Udii una gran voce dal cielo che diceva: Ecco, il tabernacolo di Dio è con gli uomini, ed egli abiterà con loro, ed essi saranno il suo popolo, e Dio stesso sarà con loro, e sarà il loro Dio; " "E la città non aveva bisogno del sole, né della luna, per risplendere in essa, perché la gloria di Dio l'ha illuminata, e l'Agnello ne è la luce". Apocalisse 21:3,23 I cristiani convenzionali parlano del fatto che la Chiesa è in pericolo. Le stelle del cielo sono in pericolo? La vera Chiesa è fondata su una roccia, e le porte dell'inferno non possono prevalere contro di essa. L'onnipotenza è la Custode del bene. "Egli darà ordine ai suoi angeli su di te", ecc

III LA GLORIA FUTURA DEGLI UOMINI BUONI SULLA TERRA. "E sarà la Gloria in mezzo a lei". Il riferimento qui è alla Shechinah e al propiziatorio. Gli uomini buoni sono i destinatari e i riflettori della gloria divina. Essi sono i templi in cui lo Spirito Santo può dimorare e rivelano di Lui più dell'intero universo materiale. Le anime più sante sono le sue più alte manifestazioni. - D.T

2 Qual è la sua ampiezza. L'uomo misura per vedere quali saranno le dimensioni della città restaurata, poiché dal versetto 12 risulta che l'edificio non è ancora completato, né dobbiamo pensare che si intenda ricostruire le mura materiali in rovina

3 Uscito. L'angelo interprete lascia il profeta e va incontro a un altro angelo che avanza dal lato opposto. Septuaginta, ειστηκει, "si alzò". Un altro angelo uscì; uscì, la parola era la stessa di prima. Quest'ultimo angelo, inviato da Dio con una rivelazione, è superiore all'interprete, in quanto quest'ultimo riceve da lui il messaggio da consegnare al profeta

4 E gli disse: cioè il secondo angelo disse all'interprete. Corri. Egli doveva affrettarsi a portare il messaggio, perché era gioioso e calcolato per placare la sollecitudine del profeta. Questo giovane. Il profeta Zaccaria. Si pensa che il termine applicato a lui indichi che era ancora giovane quando apparve la visione; Ma la parola è usata anche per ministro, o servo, o discepolo, senza necessariamente definire l'età. Altri, non così appropriatamente, ritengono che si intenda l'angelo che misura la persona, che è così fermato nella sua intenzione di misurare Gerusalemme, come ignorante dei consigli di Dio. Gerusalemme sarà abitata come città senza mura. Gerusalemme sarà come villaggi aperti in una pianura. La parola perazot è usata in Ezechiele 38:11 e significa "villaggi senza mura" dove gli uomini abitavano "senza mura, senza sbarre né porte". Quindi Est 9:19, dove significa "città di campagna", in contrasto con la metropoli, che era cinta da mura e fortificata. L'idea nel testo è che Gerusalemme in futuro sarà così estesa che le mura non conterranno più i suoi abitanti, ma si estenderanno in aperta campagna da ogni parte. È certo che la città crebbe notevolmente in seguito, se possiamo credere al racconto di Aristea nella sua famosa lettera a suo fratello Filocrate; e l'annuncio di questa prosperità sarebbe stato di conforto per il profeta (comp. Giuseppe Flavio, 'Bell. Giud:,' 5:4,2). Ma nessun aumento materiale di questa natura soddisfa la profezia, che può avere il suo compimento solo nella Gerusalemme spirituale, il cui Costruttore è Cristo, alla cui luce cammineranno le nazioni di coloro che sono salvati. Apocalisse 21:24 - ; vedi Isaia 49:18 - , ss. Isaia 54:2,3 Questa condizione aperta implica non solo l'estensione, ma anche la pace e la sicurezza. La ragione di questa tranquilla sicurezza è data nel versetto successivo. Septuaginta, Κατακαρπως κατοικηθησεται Ιερουσαλημ, "Gerusalemme sarà abbondantemente abitata"

5 Un muro di fuoco. Non avrà bisogno di muri. Dio sarà la sua protezione, non solo per difenderla dagli attacchi, ma anche per consumare il nemico che potrebbe presumere di assalirla. comp. Deuteronomio 4:24 Salmi 68:2 La gloria; εις δοξαν εσομαι (Septuaginta). Dio farà risaltare la sua gloria per le opere potenti che compirà a Gerusalemme e per la cura provvidenziale che avrà di lei. Si saprà che egli vi dimorava, poiché rivelò la sua presenza presso la colonna di fuoco e la Shechinah. Isaia 60:1,2,19

6 L'angelo superiore del versetto 4 continua a parlare. Egli invita tutti gli Ebrei ancora in dispersione a venire a condividere questo glorioso stato e a sfuggire alla punizione che stava per abbattersi sul regno ostile. L'esaltazione di Gerusalemme è collegata alla caduta dei suoi nemici. Oh, oh, vieni avanti e fuggi; Ebraico, "Ho, ho io e fuggi", o, "fuggi tu" comp. Isaia 48:20; Geremia 51:6,45 Un gran numero di esiliati era rimasto a Babilonia, essendosi stabilito lì, secondo l'ingiunzione in Geremia 29:5, ss.), e si era arricchito. Quella gente si era rifiutata di scambiare la sua attuale prosperità con il dubbio futuro offerto da un ritorno alla sua desolata terra natale. Ma ora sono chiamati a "fuggire" dal pericolo che minacciava il Paese della loro adozione. Si dice che Babilonia sia stata presa due volte durante il regno di Dario (vedi nota al vers. 7). La terra del nord; cioè Babilonia. Avremmo dovuto inchiodare i Babilonesi a un popolo orientale se avessimo abitato in Palestina; ma essi hanno sempre invaso questa terra da nord, e la grande via carovaniera entrava nel paese dalla stessa parte, quindi erano considerati una potenza settentrionale. Io vi ho sparsi come i quattro venti. Ezechiele 17:21 - Gli ebrei erano stati dispersi in tutte le parti dell'esteso impero babilonese, e ciò con una violenza che è paragonata alla forza dei venti congiunti del cielo. Keil, Wright e altri considerano le parole come una promessa di un'estensione futura che si otterrà solo con un ritorno alla terra promessa, traducendo "Io ti disperderò", il perfetto del testo è preso per esprimere la certezza profetica. Ma è certamente incongruo confortare gli ebrei dispersi con la promessa di una dispersione ancora più ampia. Sembra che questo sia errato come la traduzione dei Settanta del verbo, συναξω, "raccoglierò"

Vers. 6-9. - Una promessa di trionfo

"Oh, oh! vieni e fuggi dal paese del settentrione, dice il Signore", ss. Poco dopo il tempo della liberazione di questa profezia, Babilonia soffrì molto per mano di Dario. Il riferimento principale dei versetti che abbiamo davanti è a questo fatto, a giudizio di alcuni... vers. 6, 7 essendo un appello urgente a fuggire da quella città e da quella terra, e vers. 8, 9 una solenne predizione delle calamità che stavano per abbattersi su di essa, pronunciata a sostegno di quella chiamata. Forse sarà più sicuro per noi usare il passaggio in modo generale, e come ci mostra

(1) il perpetuo dovere di Sion verso Dio; e

(2) La costante devozione di Dio a Sion

I DOVERE DI SION VERSO DIO. Il popolo di Dio chiamò qui con quel nome perché il profeta aveva parlato specialmente di Gerusalemme, e perché era giunto il "tempo di favorire Sion", come centro vitale di tutta la loro comunità. Essendo così chiamato, osservate:

1. A come vengono chiamati; cioè essere separati da Babilonia, e dalle sue azioni, e, in una certa misura, dal suo popolo. comp. Apocalisse 18:4; Isaia 48:20, 2Corinzi 6:17, 2Cronache 19:2 - , ss

2. Come sono chiamati a questo; Viz

(1) con un richiamo molto forte ("Ho, ho!"), come se fosse sopraffatto dal sonno, e non consapevole del pericolo che deriva, come dalle persone che dormono al freddo, dalla particolare insidiosità delle cose di questo mondo; Matteo 13:28; 1Tm 6:9

(2) con un appello molto urgente, come se volesse "fuggire" per salvarsi la vita; Genesi 19:17 e, ancora una volta,

(3) con un appello particolarmente imperativo: "Così dice il Signore"

3. Perché sono chiamati ad esso

(1) In parte a causa della loro esperienza passata. A causa della loro precedente mancanza di separazione dai nemici di Dio, Dio li aveva sparsi o li aveva completamente dispersi, come dai quattro venti del cielo, senza lasciare intatto alcun angolo. confronta l'effetto simile prodotto dalla diversa figura di 2Re 21:13

(2) In parte a causa della loro condizione attuale. Sembra che le persone a cui ci si rivolgeva specialmente fossero quelle appartenenti a Sion, che dimoravano a Babilonia (ver. 7) in quel tempo, dove il nome di Geova era disprezzato e disprezzato, Salmi 137:3, 4 2Re 18:35 e dove erano particolarmente esposti, quindi, alle tentazioni qui menzionate. Daniele 1:5,8 Daniele 3 - , passim Evita le sue insidie, evita il suo destino. vedi Geremia 50:8,9; 51:6,45 ;

II LA DEVOZIONE DI DIO A SION. Se Dio chiama in tal modo il suo popolo ad essere particolarmente suo, 1Pietro 2:9 egli è pronto e disposto, da parte sua, ad essere peculiarmente suo. "Dopo la gloria" di cui si è parlato in precedenza -- cioè (forse) oltre ad essere la gloria invisibile e la difesa, come ivi descritto, della sua Sion -- c'erano altre due cose che avrebbe fatto

1. Si identificherebbe apertamente con la loro causa. Egli lo avrebbe fatto vedere, avrebbe "mandato" il Messaggero Geova stesso a proclamarlo, che essi erano parte di lui, per così dire-niente di più intimamente, in verità. vedi fine del versetto 8; e comp. Deuteronomio 32:10 - ; anche Esodo 4:22 Atti 9:4 Matteo 25:40

2. Si sarebbe manifestato apertamente contro i loro nemici. "Stringerò loro la mia mano" e spoglierò quelli che ti spoglieranno confronta vers. 9 e 8). Questa è una prova speciale della presenza di Dio con i suoi servi e della loro missione di parlare nel suo Nome (fine della Versetto 9). Così di Mosè; comp. Es. 3:21,22 12:35,36 di Barak; Giuda 5:12 di Cristo stesso. Salmi 68:18; Efesini 4:8; Colossesi 2:15 ;

Tutto questo:

1. Un'immagine gloriosa dello stato del popolo di Dio al momento della fine

(1) Quanto alla loro vicinanza a Dio. vedi passi come Salmi 67:6,7; Apocalisse 21:2,3; 22:4 ;

(2) Per quanto riguarda la loro separazione dal male. Ezechiele 43:7; Apocalisse 21:27; 22:3; Zaccaria 14:20,21 ;

(3) Per quanto riguarda i loro trionfi in Cristo. Apocalisse 21:4; 1Corinzi 15:52-57; Salmi 110; Ebrei 1:13; 10:13 - , ss

2. Una lezione istruttiva sulla grande cosa a cui dobbiamo mirare ora. Così 2:16; Giovanni 15:4 - , ss.); confrontate anche ciò che è mostrato dell'importanza di 'tenere il Capo', in Colossesi 2:19 - , e del contesto; e di essere 'trovati in Cristo', in Filippesi 3:9

Vers. 6-9. - Il ritorno degli esuli

"Torna." Questa chiamata implica:

CONOSCO LA LORO CONDIZIONE. Nei giorni bui siamo inclini a dire: "Dio lo sa?" Questa è la nostra debolezza. Le grida dei poveri, dei bisognosi e degli oppressi si fanno sempre udire in alto

II CONTINUO INTERESSE PER IL LORO BENESSERE. Israele, benché disperso, non fu abbandonato. L'afflizione testimonia sia il nostro peccato che la misericordia di Dio. Se Dio non se ne preoccupasse, ci lascerebbe andare avanti nel peccato. Ma poiché ci ama, ci compatisce e anela alla nostra casa, non cessa di gridare: "Ritorna"

III MEZZI ADEGUATI PREVISTI PER IL LORO RIPRISTINO. Dio non richiede l'impossibile. I suoi comandi sono promesse. La strada è aperta. Gli esuli sono liberi di tornare. L'accoglienza e la pace sono assicurate sulla parola del Signore. Ma è necessario uno sforzo personale. Dobbiamo agire noi stessi

IV IL PIÙ GRANDE INCORAGGIAMENTO ALL'OBBEDIENZA. I migliori motivi per convincere la sentenza. I motivi più potenti per influenzare il cuore. Dio fa appello:

1. Al senso del diritto. Quale dovrebbe essere il migliore e il più nobile? "Dobbiamo amare il più alto quando lo vediamo""

2. Il sentimento di fratellanza. L'antica unità potrebbe essere ripristinata. Gli ebrei guardavano con orgoglio ai giorni di Davide e Salomone. Così della Chiesa

3. La loro consapevolezza della vera dignità del loro essere. Erano preziosi agli occhi di Dio. Specialmente protetto e caro "come la pupilla dei suoi occhi". Tali pensieri sono adatti a elevare i nostri cuori, a ispirarci idee più degne della nostra natura e del nostro destino. 1Giovanni 3:1

4. La loro speranza di tempi migliori. L'ubbidienza avrebbe recato beatitudine. - F

Vers. 10-13. - Le gioie della Chiesa nel suo grande Capo

"È un grande giubileo di gioia quello a cui Sion è invitata. Tre volte inoltre è invitata con la stessa parola, Isaia 54:1; Sofonia 3:14,15; Isaia 12:6 e tutto per la presenza restaurata e rinnovata di Dio" (Pusey)

I LA GLORIA DELLA SUA PRESENZA. L'assenteismo è un male grave tra gli uomini, ma il Apocalisse di Sion è sempre in residenza

II LA VASTITÀ DEL SUO DOMINIO. Non materiale ma morale. Anime. "Le ricchezze della sua eredità nei santi". In lungo e in largo. Persone di ogni stirpe e lingua. Costanti accessioni di territorio, fino a possedere le parti più remote della terra

III LO SPLENDORE DELLE SUE CONQUISTE. La croce significa morte al male e vita al bene. Come quando il nostro Signore era nel mondo, dovunque andava portava luce e benedizione, così è ancora. C'è gioia in cielo per ogni peccatore che si pente, e questa gioia è condivisa dai santi sulla terra

IV LA BEATITUDINE DEL SUO REGNO. Egli governa non con la forza, ma con l'amore. L'omaggio dei suoi sudditi viene dal cuore, e il loro servizio è reso gratuitamente e gioiosamente. Gli onori del suo regno non sono per i nobili e i grandi della terra, ma per i buoni. Alla fine si adempie l'antica parola: "Ai suoi giorni fioriranno i giusti". Salmi 72:7

Vers. 6-9. - Esilio dell'anima

"Oh, oh, vieni fuori e fuggi dal paese del nord, dice l'Eterno, poiché io vi ho sparsi come i quattro venti del cielo, dice l'Eterno", ss. Questo è un invito di Geova agli ebrei in cattività babilonese a tornare al loro paese. Ciro aveva aperto loro la strada e aveva proclamato pubblicamente la loro liberazione. Ci sono espressioni in questi versetti, come del resto in quasi tutti i versetti del libro, il cui esatto significato non può essere stabilito: è inutile tentare di interpretarne il significato preciso. Ad esempio, cosa si intende con "Vi ho sparsi come i quattro venti del cielo"? Alcuni dicono che ciò significhi che la proclamazione doveva essere fatta in ogni parte del paese. Alcuni, che si riferisce all'estensione della loro dispersione, che erano stati dispersi dai quattro venti del cielo. Ma che importa? Ancora, che cosa si intende con "Dopo la gloria mi è stato mandato alle nazioni che vi hanno spogliato"? Alcuni suppongono che il profeta sia la persona che qui parla di se stessa come di un mandato. Altri, l'angelo menzionato nel versetto 4. Alcuni leggono le parole: "dopo la gloria", "per ottenere la gloria". E ancora, che cosa si intende con "Ecco, io stringerò loro la mano, ed essi saranno un bottino per i loro servi"? L'espressione, forse, è indicativa di un atteggiamento minaccioso di Geova quando stava per infliggere la punizione ai suoi nemici, dice il dott. Wardlaw del vers. 8, 9, "Che l'interpretazione più semplice e più naturale è quella che li fa riferire al compimento della promessa nel versetto 5: 'Io sarò la Gloria in mezzo a lei'". Quando questo si sarà adempiuto, quando la casa di Geova sarà stata costruita, ed egli sarà tornato e ne avrà preso possesso, e sarà divenuto di nuovo la gloria del suo popolo e della sua città, allora, dice l'oratore: "Egli mi ha mandato alle nazioni che vi hanno spogliato", parole delle quali, a questo proposito, l'interpretazione più appropriata sembra essere che Geova gli abbia dato un incarico contro quelle nazioni. Queste parole possono essere giustamente interpretate per illustrare l'esilio morale dell'umanità. Come gli ebrei a Babilonia furono esiliati dalla loro stessa terra, le anime sono lontane davanti a Dio nel "paese lontano" della depravazione. Il punto suggerito è la riluttanza dell'esule a tornare. Questa riluttanza è qui visibile:

IO NELLA SERIETÀ DELL'APPELLO DIVINO. "Oh, oh, vieni fuori e fuggi dal paese del nord, dice il Signore". Sebbene la Provvidenza, per interposizione di Ciro, avesse rimosso tutti gli ostacoli fisici al loro ritorno, tuttavia avevano un attaccamento così persistente alla terra della loro prigionia che sembravano riluttanti a staccarsi. Da qui l'appello dell'Onnipotente a 'fuggire dal paese del nord'. Non è questo un esempio dello stato morale dei simmini? Anche se la loro via per tornare a Dio è stata resa chiara da Cristo, tuttavia non torneranno. Da qui quanto è sincera e perseverante la chiamata divina! Qual è la voce per l'umanità della Parola Onnipotente, la voce che risuona attraverso la natura, attraverso tutta la storia, e specialmente attraverso Cristo? Non si riduce a questo: "L'empio abbandoni la sua via e l'ingiusto i suoi pensieri, e ritorni al Signore", ss.)? "Ritorno" è la parola giusta. "Fuggite dalla terra del nord". È la terra della corruzione, la terra della tirannia

II NELLA POTENZA DELLE RAGIONI DIVINE. Dio suggerisce diverse cose come ragioni per cui dovrebbero prestare attenzione alla sua chiamata e "reimparare"

1. La grandezza della loro separazione. "Io vi ho sparsi come i quattro venti del cielo". Dovreste essere un solo popolo, unito come fratelli amorevoli, uniti nello spirito e nello scopo, in un culto comune e in uno scopo di vita comune; ma voi siete divisi molto l'uno dall'altro. Non sei in una parte del paese, ma in ogni punto della bussola: est, ovest, nord, sud. Non separatevi più. Raccogli in una piega. Non è questa una buona ragione per cui i peccatori dovrebbero tornare a Dio? Finché sono lontani da lui, sono divisi tra loro. Non solo sono separati l'uno dall'altro, non solo sono privi di simpatia l'uno per l'altro, ma in antipatia. Che motivo questo per "tornare"!

2. Il tenero interesse di Dio per loro. "Chi tocca te tocca la pupilla dei suoi occhi". Alcuni ritengono che questo significhi "Chi ti fa del male, fa del male a se stesso", come se le parole significassero: "Chi ti tocca tocca la pupilla del proprio occhio". C'è una grande verità in questo. Chi fa del male ad un altro, ferisce se stesso. Questa è una legge manifestamente giusta ed eternamente irrevocabile. Non puoi fare un torto a un altro senza fare torto a te stesso. Ma sebbene questa sia una verità, le parole, penso, trasmettono qualcosa di più di questo; trasmettono l'idea dell'interesse di genere di Dio per il suo popolo. È una figura affascinante. L'occhio è una delle strutture più intricate e delicate della struttura umana; e la pupilla dell'occhio, l'apertura attraverso la quale entra la luce del cielo ai fini della visione, la parte più sensibile, oltre che importante, di quella struttura. Nulla può esprimere più finemente l'idea della squisitamente tenera cura di Geova per gli oggetti del suo amore. La Bibbia insegna tale interesse con frequenza e fervore. Perciò leggiamo: "In tutta la loro afflizione, egli è afflitto". Leggiamo: "Come un padre ha pietà dei suoi figli", ss. Leggiamo: "Può una donna dimenticare il suo bambino che allatta?" Leggiamo: "È toccato da un sentimento delle nostre infermità", ss. Che argomento è questo per il ritorno morale dell'uomo! Se il Padre Onnipotente è così tenero verso di noi, non dovremmo affrettarci a tornare a casa alla sua presenza! Il padre del figliol prodigo rappresenta il Padre universale dell'umanità. "Quando era ancora molto lontano, suo padre lo vide", ecc

3. L'opposizione dell'Onnipotente ai loro nemici. "Poiché, ecco, io stringerò loro la mia mano". Questa non può essere la lingua di nessun altro che Geova, eppure è la lingua di chi parla di "Geova" come se lo avesse "mandato". Non sembra esserci alcuna spiegazione ragionevole di ciò, se non il fatto che consideriamo l'oratore come l'Angelo Divino del patto. Questa è una forte ragione per cui dovrebbero "tornare". Non devono quindi aver paura dei loro nemici. Dio è contro di loro. Non è questa una buona ragione per cui i peccatori dovrebbero tornare a lui? Non devono temere i loro nemici, siano essi uomini o diavoli. Dio dice: "Stringerò loro la mia mano"

CONCLUSIONE. Perché i peccatori dovrebbero essere così riluttanti a tornare a Dio? Cosa rese gli ebrei così riluttanti a "fuggire dal nord", a staccarsi da Babilonia e tornare nel loro paese? Era l' indolenza? Amavano così tanto l'agio da temere lo sforzo? Era l'amore per il mondo? Avevano forse avviato attività prospere e accumulato proprietà tali da legarle al luogo? Era una vecchia associazione? Avevano fatto conoscenze che li interessavano, compagni i cui servizi promuovevano il loro vantaggio privato e la cui compagnia dava piacere alla loro natura sociale? Forse ognuno di questi ha agito: l'indolenza, l'amore per il mondo, le vecchie compagnie. E non agiscono tutti questi ora per impedire ai peccatori di uscire dalla Babilonia morale? - D.T. vedi Apocalisse 18:4

7 Liberati. Fuggi dal pericolo. O Sion. Gli ebrei esiliati sono così designati. Settanta, Εις Σιωζεσθε "Andate a Sion e salvate voi stessi". che abiti (tu che abiti) con la figlia di Babilonia. Gli abitanti di Babilonia sono chiamati "la figlia di Babilonia", in analogia con le frasi comuni, "la figlia di Sion", "la figlia di Gerusalemme". C 'è un rimprovero soma implicito nella frase, come se questi Giudei fossero contenti di abitare e rimanere in questa città pagana. Il pericolo immediato che minacciava Babilonia derivava da due dure ribellioni, nel corso delle quali la città fu presa due volte. La prima rivolta fu capeggiata da Nidinta-Bel, nel 519 a.C., che fu ucciso da Dario a Babilonia. Il secondo ebbe luogo sotto Arakha, nel 514 a.C.; fu sconfitto da un generale di Dario, di nome Intaferne, fatto prigioniero e crocifisso. Una testimonianza di questi eventi si trova nell'iscrizione di Dario sulla roccia di Behlstun, tradotta in "Records of the Past", vol. 1. Gli spietati Persiani avrebbero senza dubbio trattato gli abitanti della città conquistata con la loro consueta crudeltà

8 Egli mi ha mandato dopo la gloria. Dopo la gloria (non c'è l'articolo nell'originale), cioè per guadagnare onore, Geova ha mandato me, l'angelo superiore che parla. Poiché le parole "così dice il Signore" precedono, ci saremmo aspettati "ti ho mandato", ma tale cambiamento di persone, e indirizzo indiretto, sono comuni in ebraico. comp. Zaccaria 14:5 L'angelo è mandato a ottenere gloria sui pagani vendicandosi di loro. comp. Es. 14:18 Spesso si dice che tali giudizi siano stati inflitti dall'arbitrio angelico Genesi 19:13; 2Re 19:35; Ezechiele 9 La pupilla dei suoi occhi. Il linguaggio è umano. Israele è molto prezioso per Dio; e coloro che lo vessano e lo molestano sono come coloro che feriscono ciò che Dio apprezza inestimabilmente, e che un solo tocco offende e ferisce. La parola tradotta "mela" è di solito considerata nel significato di "apertura" o "cancello", essendo la pupilla l'ingresso all'organo visivo; ma il dottor Wright lo considera piuttosto come una parola affettuosa naturale, come il latino, pupa, pupilla, che indica "una bambola", "piccola fanciulla dell'occhio". Espressioni simili, anche se non identiche, si trovano in Deuteronomio 32:10 Proverbi 7:2 Salmi 17:8

9 Stringerò la mia mano su di loro. L'angelo riporta ora il messaggio di Geova in prima persona, o parla come rappresentante di Geova. L'azione di stringere la mano a una nazione è una minaccia. Giobbe 31:21; Isaia 11:15 19:16 saranno un bottino per i loro servi; ai loro schiavi, quelli che un tempo li servivano. Questo avvenne solo in senso spirituale, quando le nazioni furono conquistate alla vera fede. vedi Versetto 11; e comp. Isaia 14:2; 49:22 - , ss. Ezechiele 16:61 Septuaginta, τοις δουλευουσιν αυτοις, "a coloro che li servono". Voi lo saprete, ss. Zaccaria 4:9; 6:15 - Quando ciò avverrà, gli Israeliti riconosceranno e riconosceranno la missione divina del messaggero di Dio

10 Cantate e rallegratevi. Gli ebrei liberati da Babilonia, e l'intera nazione ebraica, sono invitati a esultare per la protezione e la presenza promesse dal Signore. Ecco, io vengo; Settanta, ιδου εγω ερχομαι, Così Cristo è chiamato, ο ερχομενος, "colui che viene". Matteo 11:3 Io abiterò in mezzo a te. Zaccaria 8:3; 9:9 - Non solo la ricostruzione del tempio è siginificata, e il ristabilimento del culto ordinato (anche se senza la Shechinah), ma piuttosto l'incarnazione di Cristo e la sua presenza perpetua nella Chiesa. Κατασκηνωσω εν μεσω σου (Settanta), che ricorda Giovanni 1:14, "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare (εσκηνωσεν) in mezzo a noi". comp. Isaia 12:6; Ezechiele 43:9; 48:35 - ; Malachia3:1

Vers. 10-13. - I benefici della presenza di Dio

"Canta e rallegrati, o figlia di Sion, poiché vengo e abiterò in mezzo a te", ss. In questi versetti la profezia ci riporta a un pensiero già toccato due volte, vedi Zaccaria 1:16; 2:5 - cioè la presenza manifesta di Dio con il suo popolo. Tre volte nel presente passaggio si fa riferimento a questo stesso pensiero (osservate "io abiterò ", sia nel versetto 10 che in quello 11; e "abitazione" nel versetto 13). Prendendo questo, quindi, come l'idea principale del brano, possiamo imparare da esso, in modo generale, come una tale presenza di Dio in Cristo sia collegata

(1) con l' estensione del suo regno;

(2) con l' insediamento del suo popolo; e

(3) con la confutazione dell'incredulità

I L'ESTENSIONE DEL SUO REGNO. "Molte nazioni si uniranno al Signore in quel giorno". Così dice qui l'Angelo-Geova come Rappresentante ed Uguale di Geova. In quale giorno? Il "giorno" a cui si fa così spesso riferimento della sua "dimora" o del suo essere in mezzo a loro. "Unita", in che modo? Per diventare essi stessi il suo "popolo". Le illustrazioni di questo principio generale, qualunque sia la sua applicazione speciale principalmente intesa in questo passaggio, sono molte. e chiudere. Confrontate il comando ("fate discepoli") e la promessa ("io sono con voi") di Matteo 28:19,20 ; anche il collegamento, in Romani 11:12,15, tra la restaurazione di Israele nel favore di Dio (equivalente alla sua presenza in mezzo a loro) e la conversione del mondo; anche il Salmi 68, dappertutto; Genesi 49:10; 1Corinzi 14:25; Isaia 45:14; Zaccaria 8:23

II LA COSTITUZIONE DEL SUO POPOLO. "Tu saprai che l'Eterno degli eserciti mi ha mandato"

1. Ciò è dovuto in parte ai risultati diretti della presenza manifesta di Cristo. Confrontate il linguaggio di Cleofas, "confidammo", Luca 24:21 quando supponeva che Cristo fosse assente, con il linguaggio dei discepoli, non molto tempo prima, alla sua presenza. Giovanni 16:30

2. In parte a causa dei suoi effetti indiretti, come appena detto. Conferma grandemente la nostra fede nel cristianesimo quando vediamo estranei portati a crederci. Più un rimedio si rivela efficace, più aumenta la nostra fiducia in esso. Questa verità sembra riconosciuta o implicita in passi come Romani 1:13 Atti 11:22, 23 Colossesi 1:3-6, 23, ecc

III LA CONFUTAZIONE DELL'INCREDULITÀ. "Taci, o ogni carne". Tutta "carne e sangue"-la natura umana in generale. Confrontate, dopo che la presenza e la potenza del Capitano dell'esercito del Signore Giosuè 5:13-15 si erano manifestate in modo così evidente negli eventi riportati in Giosuè 10, come leggiamo nel ventunesimo versetto di quel capitolo, che "nessuno mosse la sua lingua contro alcuno dei figli d'Israele". vedi Ester 11:7; Salmi 76:7-9; Sofonia 1:7 - ; Aba 2:20 Anche Romani 11:33-36, dove abbiamo lo stesso sorgere di Dio per manifestare la sua presenza restaurando Israele nel suo favore (si notino le espressioni, "scegli di nuovo Gerusalemme" e "risuscitato", nei versetti 12, 13), e lo stesso appello a "silenzioso timore e contemplazione reverenziale" (Wardlaw) della sua grandezza. Non possiamo anche noi confrontare ciò che è detto nella profezia di Enoc citata in Giuda 14,15? Quando "ogni occhio lo vedrà" Apocalisse 1:7 ogni mente crederà

PENSIERI CONCLUSIVI

1. Quanto sono profonde le fondamenta della verità evangelica! Alcuni dei più vitali di questi sono connessi con la Persona e l'ufficio di Cristo, vale a dire, come già accennato, il suo essere allo stesso tempo il Messaggero nominato e l'Uguale personale di Dio. Osservate come ciascuna di queste linee separate è intessuta nell'intero tenore e nella struttura del passaggio davanti a noi. Per tre volte la persona che parla è descritta come "inviata" (vers. 8, 9, 11); eppure da nessuna parte possiamo trovare alcuna distinzione in quanto all'autorità fra chi parla e Geova stesso. Tanto lontano da ciò, infatti, da portare a un'apparenza di totale confusione tra colui che è inviato e colui che invia; come l'apparente confusione che si trova nel linguaggio dell'Angelo-Geova in Genesi 22:11,12. Una confusione, tuttavia, che, se vista alla luce più esplicita dell'insegnamento del Nuovo Testamento, diventa relativamente chiara, e persino naturale. Com'è sorprendente, perché -- da parte dello scrittore umano -- come è una coincidenza involontaria!

2. Quanto è particolarmente importante in questi giorni il dovere di predicare il Vangelo "da lontano"! La migliore risposta alle domande scettiche in patria si trova nelle conquiste missionarie all'estero. Le altre religioni, essendo invenzioni di particolari "razze", si adattano solo a quelle razze. Il cristianesimo naviga "ogni creatura" Marco 16:15 perché opera del Creatore stesso

Vers. 10-13. - La gioia della Chiesa millenaria

"Canta e rallegrati, o figlia di Sion, poiché, ecco, io vengo, e abiterò in mezzo a te, dice il Signore", ss. "La figlia di Sion, o la chiesa del Signore, liberata da Babilonia, gioirà di gioia, perché la sua glorificazione sta cominciando ora. Il Signore viene a lei nel suo angelo, nel quale è il suo Nome Ester 23:21 e il suo volto, Ester 33:14 - cioè l'Angelo del suo volto, Isaia 63:9 che rivela la sua natura, per abitare in mezzo a lei. Questa dimora di Geova, o del suo Angelo, in mezzo a Sion, è essenzialmente diversa dalla dimora di Geova nel luogo santissimo del suo tempio. Inizia con la venuta del Figlio di Dio nella carne, ed è completata dal suo ritorno nella gloria. Allora molte nazioni, o nazioni potenti, si uniranno a Geova e diverranno il suo popolo. Confronta Zaccaria 8:20,21; Isaia 14:1 Questo regno di Dio, che finora è stato limitato a Israele, sarà diffuso e glorificato dall'accoglienza delle nazioni pagane che cercano Dio. Michea 4:2 La ripetizione dell'espressione: 'Io abito in mezzo a te' serve semplicemente come una più forte asseverazione di questa brillante promessa" (Keil). Queste parole possono essere giustamente interpretate come rappresentanti della gioia della Chiesa millenaria. Le parole, come abbiamo visto, additano i periodi luminosi in cui il regno del Messia si estenderà in modo tale da abbracciare "molte nazioni". Tre osservazioni sono suggerite riguardo a questa gioia. È giusto, ragionevole e reverenziale

IO È GIUSTO. Non è solo divinamente autorizzato, ma comandato. "Canta e gioisci, o figlia di Sion". Spesso veniamo informati dagli insegnanti religiosi che la gioia è un privilegio, ma raramente ci viene detto che la gioia è un dovere. Ma la gioia è in verità un dovere tanto quanto l'onestà, perché colui che ci ha comandato di non rubare ci ha anche comandato di "rallegrarci sempre". È veramente un peccato contro il Cielo essere spiritualmente cupi e tristi quanto essere socialmente falsi e disonesti. "Canta e gioisci, o figlia di Sion". Comandi simili si trovano altrove nelle pagine delle Sacre Scritture. "Scoppiate nella gioia, cantate insieme"; Isaia 52:9 "Grida e grida, o abitante di Sion"; Isaia 12:6 "Rallegratevi sempre"; 1Tessalonicesi 5:16 "Rallegratevi sempre nel Signore, e di nuovo vi dico: Rallegratevi". Filippesi 4:4 Dio nella natura dice a tutti: "Siate felici". Dio in Cristo dice a tutti: "Siate felici". "Vi ho detto queste cose, affinché la vostra gioia sia completa". La gratitudine è gioia, e la gratitudine non dovrebbe influenzare ogni anima? L'ammirazione è gioia, e non dovrebbe ogni anima essere piena di ammirazione per l'eccellenza divina? L'amore è gioia, e non dovremmo amare tutte le creature con l'amore della benevolenza, e il Creatore con l'amore dell'adorazione?

II È RAGIONEVOLE. Ciò che è giusto è naturalmente sempre ragionevole. La vera moralità è la vera politica. Ma ecco le ragioni suggerite per questa gioia. Cosa sono?

1. La presenza di Dio. "Ecco, io vengo, e abiterò in mezzo a te", dice l'Eterno." La felicità più alta di una creatura intelligente è la presenza dell'oggetto che ama supremamente. "Alla tua presenza c'è pienezza di gioia". Essere con Dio è essere con la Fonte di ogni gioia

2. L'aumento del bene. "Molte nazioni si uniranno al Signore in quel giorno". C'è una luminosa prospettiva per la vera Chiesa; Anche se lo è stato e Stilt è piccolo, influente e disprezzato, è destinato a crescere, ad estendere i suoi confini e ad abbracciare le nazioni. La pietra diventerà un monte e riempirà tutta la terra. Non è questo un buon motivo di gioia: vedere le nuvole dell'errore nel cielo umano infrangersi, dissolversi, svanire, e il Sole della verità sorgere, diffondersi e penetrare l'intera terra con i suoi raggi vivificanti? Non è questa una ragione sublime per dare gioia alla vita: "Molte nazioni si uniranno al Signore", come i rami sono uniti alle radici dell'albero, come le membra del corpo sono unite alla testa?

3. La restaurazione degli ebrei. "E l'Eterno erediterà Giuda la sua parte in terra santa, e sceglierà di nuovo Gerusalemme." Poiché tutto il linguaggio di questo libro è altamente figurativo, dare un significato letterale a questa espressione' non è né necessario né giusto. Non si tratta di una restaurazione letterale, ma di una restaurazione spirituale. Le parole di Paolo sono un commento a questo, Romani 11:25-32 "Poiché io non vorrei, fratelli, che non ignoraste questo mistero, per timore di essere saggi nelle vostre presunzioni; che la cecità in parte è accaduta a Israele, fino a quando non sia venuta la pienezza dei Gentili. E così tutto Israele sarà salvato, come sta scritto: Verrà qui. da Sion, la liberatrice, e allontaneranno l'empietà da Giacobbe, perché questo è il mio patto che li adirerà, quando toglierò i loro peccati. Quanto all'evangelo, essi sono nemici per voi, ma quanto all'elezione sono amati per amore dei padri. Poiché i doni e la chiamata di Dio sono senza pentimento. Poiché come voi nei tempi passati non avete creduto. Dio, ma ora ha ottenuto misericordia per la sua incredulità, così anche questi non hanno creduto, per ottenere misericordia anche loro per mezzo della tua misericordia. Poiché Dio li ha tutti conclusi nell'incredulità, per avere misericordia di tutti"

III È REVERENZIALE. "Taci, o ogni carne, davanti al Signore, perché egli è stato risuscitato dalla sua santa dimora", "Il Signore è nel suo tempio santo; tutta la terra taccia davanti a lui". Le emozioni più profonde dell'anima sono sempre la compagna. I sentimenti superficiali sono rumorosi e chiacchieroni. Il ruscello poco profondo gorgoglia tra le colline. Il fiume profondo scorre inascoltato. Ci sono emozioni di tipo piacevole, che si sprigionano nella risata chiassosa, o nella canzone gioiosa, o nell'inno sentimentale. Ma la gioia profonda è silenziosa come le stelle. Il vero amante dell'arte prova gioia nel contemplare una magnifica opera d'arte, ma la sua gioia è inarticolata. Il vero amante della natura prova una gioia profonda nell'osservare un paesaggio di ineguagliabile grandezza. È una gioia che non può spegnersi nel riso, o nella parola, o nel canto; è silenzioso. È così per l'anima devota. Di fronte ai sommamente belli è ricolma di una gioia che non può parlare, "una gioia ineffabile, ma piena di gloria"

CONCLUSIONE. Siamo forse "uniti al Signore", leali sudditi del suo grande impero spirituale? In tal caso, potremmo essere felici. - D.T

11 Molte nazioni si uniranno (si uniranno) al Signore; "fuggirà per rifugiarsi presso il Signore" (Septuaginta). Popolo mio; a me come popolo; Settanta, "gli sarà come un popolo". comp. Zaccaria 8:20 Nessuna semplice conversione di individui tra i pagani soddisfa questa promessa. Intere nazioni diventeranno il popolo del Signore. Questo titolo sarà condiviso con Israele da innumerevoli moltitudini, comp, Isaia 2:2,3 11:10 Michea 4:2 Sofonia 2:11 Abiterò, ss. La promessa del versetto 10 è ripetuta per motivi di sicurezza. La LXX dice: "E abiteranno in mezzo a te". Tu lo saprai (come Versetto 9)

12 erediterà Giuda. Il Signore, anche se è vero che molte altre nazioni si convertiranno, prenderà Giuda (cioè l'intera nazione giudaica) come sua parte, in armonia con Deuteronomio 32:9. In Terra Santa. Questa espressione non si trova altrove applicata alla Giudea, né deve essere limitata a quella nazione qui. Ogni terra è santa dove abita il Signore. La conversione dei pagani dovrebbe provenire dalla Giudea, Luca 24:47 e diffondersi in tutto il mondo, e così la terra dovrebbe essere terra santa. Lo Scià sceglie di nuovo Gerusalemme; Versione riveduta, "sceglierà ancora Gerusalemme". comp. Zaccaria 1:17 Questo indica Cristo come Apocalisse della Sion spirituale

13 Tacere; silenzio. comp. Aba 2:20 Sofonia 1:7 - , e note lì Nell'attesa di questi possenti eventi, gli uomini sono chiamati ad attendere con timore e riverenza. Egli è risuscitato; egli è risorto. Gli era sembrato di dormire quando aveva lasciato che il suo popolo fosse calpestato dalle nazioni; ma ora egli, per così dire, si sveglia e viene dal cielo, la sua santa dimora, Deuteronomio 26:15 per infliggere il minacciato giudizio alle nazioni e per soccorrere il suo stesso popolo. comp. Salmi 44:23 - , ss

Illustratore biblico:

Zaccaria 2

1 CAPITOLO 2

Zaccaria 2:1-4

Un uomo con una corda per misurare in mano. - L'uomo con una misura:

Il profeta chiede dove sta andando l'uomo, e la risposta data è: "misurare"; e poi mostra quale sarebbe stata la misura di Gerusalemme, che d'ora in poi si sarebbe estesa oltre le mura, poiché quella bussola non avrebbe contenuto il gran numero del popolo. "Dio estenderà in lungo e in largo la città santa; Non sarà più confinata come prima nelle sue mura, ma sarà abitata in tutti i suoi villaggi". Non c'è quindi alcun dubbio che Dio intendesse qui rendere testimonianza riguardo alla propagazione della Sua Chiesa, che sarebbe seguita molto tempo dopo, anche dopo la venuta di Cristo. Infatti, sebbene Gerusalemme diventasse ricca e anche grande nel suo raggio d'azione, e, come è ben noto, una triplice città, e gli scrittori pagani dicano che fu tra le prime città dell'Oriente quando Babilonia esisteva ancora, tuttavia questa profezia non si è verificata nello stato di Gerusalemme, perché non era abitata senza le sue mura, né si diffuse in tutta la Giudea. Concludiamo quindi che qui viene descritta la Gerusalemme spirituale, che differisce da tutte le città terrene. Qui è descritta la Gerusalemme celeste, che non è circondata da mura, ma è aperta a tutto il mondo, e che non dipende dalle proprie forze, ma abita al sicuro sebbene esposta da ogni parte ai nemici; poiché il profeta dice, non senza ragione: "Gerusalemme sarà abitata per i villaggi"; cioè, sarà abitato dappertutto, in modo che non abbia bisogno di difese per trattenere o impedire ai nemici di avvicinarsi; poiché gli sarà dato un riposo sicuro, quando ognuno occuperà tranquillamente il proprio posto. Sebbene pochi tornassero dall'esilio, Dio fu tuttavia in grado di accrescere la Chiesa e di farne una vasta moltitudine, e questo era certo e decretato, poiché era dimostrato dalla visione che, per quanto fossero disuguali ai loro nemici, Dio era ancora abbastanza forte e potente per difenderli; e che, per quanto fossero privi di tutte le benedizioni, Dio era ancora abbastanza ricco da arricchirli, a condizione che confidassero nella benedizione che aveva promesso. (Giovanni Calvino.)

L'ottimismo della fede:

Zaccaria era il più uniformemente speranzoso di tutti i profeti. Era un giovane. Il suo piccolo libro è l'opera di una mente giovane e fantasiosa, riccamente dotata di doni poetici, oltre che intrisa della fonte divina dell'ispirazione. Vide tutte le cose immerse nella gloria del mattino. Il tempo in cui scrisse era verso la fine della cattività babilonese. Il profeta disegna un quadro dopo l'altro delle cose gloriose che erano vicine. Qui il profeta vede un giovane che va con una corda per misurare in mano, e chiede: "Dove?" "Misurare Gerusalemme", è la risposta, e subito si mette in marcia. Allora appaiono gli angeli e uno dice all'altro: «Va' dietro a quel giovane e digli che la sua corda per misurare è troppo corta. Gerusalemme si espanderà oltre tutti i confini e tutte le misure, a causa del numero di persone che vi abitano. Ditegli che misurerà l'incommensurabile". Questa allegoria contiene queste due verità evangeliche

1.) La fede realizza ciò che non esiste

2.) Queste cose divine che la fede realizza sono così grandi che nemmeno la fede può misurarle

(I.) La fede realizza ciò che deve essere. Questo giovane stava per fare un'apparente assurdità. Stava per misurare una città che non era ancora stata costruita. Tutte le persone pratiche, materialiste e concrete del mondo chiamerebbero questo il culmine stesso della follia. Il Vangelo del buon senso dice: Non facciamoci illusioni. Dateci dei fatti, perché tutto ciò che non è costruito sui fatti è follia. La nostra religione indulge in tutta questa follia, se follia può essere chiamata. La fede realizza la città che non è ancora stata costruita, coglie gli eventi che vengono come se fossero già presenti. Tutti gli uomini e le donne migliori e più grandi che siano mai stati su questa terra sono vissuti e si sono mossi e hanno avuto la loro esistenza in quello che è stato chiamato un mondo di sogni, un mondo, cioè, di belle, dolci speranze, di tesori e di glorie che non erano ancora state create. Illustrato da Abraham, David, ecc. È la fonte e il segreto di tutta la nostra forza e fiducia, che dove gli altri occhi vedono solo imperfezioni, noi vediamo una città di Dio che Egli sicuramente costruirà

(II.) Queste cose divine che la fede realizza prima che vengano all'esistenza sono così grandi che nemmeno la fede può misurarle. L'angelo parla al giovane, per rimproverarlo per la presunzione di pensare di poter misurare la città: è incommensurabile. Non possiamo misurare nulla di ciò che Dio costruisce. Non si possono misurare le influenze morali o tabulare le forze spirituali. Non c'è piombino che possa sondare le profondità dell'amore divino. Avreste potuto misurare il Gigante Golia, ma non avreste potuto misurare la fede e il coraggio del giovane che gli si avvicinò per incontrarlo nel nome del Signore. Illustrato dalla compagnia trasportata dal Mayflower; o confrontando la Rivoluzione francese con l'inizio dell'impresa missionaria. Non si può misurare la Chiesa, la Chiesa di Cristo. È infinitamente più ampio, più grande, più forte, di quanto mostrino le statistiche più lusinghiere. (J. G. Greenhough, M.A.)

L'uomo con la corda per misurare:

Era abbastanza naturale. Sogniamo ciò che occupa i nostri pensieri da svegli; e probabilmente Gerusalemme era piena di geometri, impegnati a mappare le nuove strade e le mura

1.) Il pessimista arriva con la sua linea di misura e disegna il piano della città entro i confini più stretti possibili. Egli giustifica la sua previsione citando un testo come "Non temere, piccolo gregge"; oppure: "Stretta è la porta e angusta è la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano". A volte teme di non entrare, altre volte dubita di tutti gli altri tranne che di se stesso

2.) Il bigotto arriva con la sua corda e insiste sul fatto che le mura della città devono coincidere con il suo shibboleth, e seguire le tracce del suo credo

3.) Lo sperimentalista è incline a rifiutare di considerare come cristiani coloro che non hanno sperimentato esattamente gli stessi dubbi, paure, estasi, liberazioni e purificazioni che egli stesso ha provato

4.) L'universalista va all'altro estremo e praticamente costruisce i suoi muri intorno all'intera razza umana, includendo all'interno della loro circonferenza ogni membro della famiglia umana. Non sta a noi fissare i confini, o insistere sulle nostre concezioni. Queste sono cose segrete che appartengono al Signore nostro Dio. Così sarà per i salvati. Non abbiamo il diritto di annoverare nelle loro file coloro che non conoscono Dio e non ubbidiscono al Vangelo del Signore nostro Gesù, che hanno amato le tenebre piuttosto che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Ma al di fuori di questi, vi sarà una moltitudine che nessuno potrà contare, di ogni nazione, di ogni tribù, di ogni popolo e di ogni lingua; come le stelle nel cielo di mezzanotte, o i granelli di sabbia sulla riva del mare. (F. B. Meyer, B.A.)

Un interessante futuro del mondo:

(I.) Il futuro aumento degli uomini buoni sulla terra. Vengono suggerite due osservazioni riguardo all'estensione della vera religione. È...

1.) Misurabile solo dal Divino. Chi aveva la "linea di misurazione"? Non un semplice uomo, non un'intelligenza creata, ma il Dio-uomo, il Messia. Gli uomini non possono misurare la crescita della pietà nel mondo. Ci provano, ma commettono errori spaventosi. Si occupano di statistiche, contano il numero delle chiese nel mondo e il numero dei fedeli professi. Ma la pietà non può essere misurata in questo modo. Avete una bilancia con cui pesare il vero amore? C'è qualche numero con cui contare i pensieri, le aspirazioni e le volizioni sante? Ci sono regole con cui misurare l'intelligenza spirituale? Avete un piombino con cui scandagliare anche la profondità degli affetti di una madre? Nessuno, se non Dio, può pesare e misurare le sante esperienze delle anime sante

(II.) La sicurezza futura degli uomini buoni sulla terra. Chi penetrerà un enorme muro di fuoco? Ma quel muro è Dio stesso, onnipotente in forza. L'onnipotenza è la Custode del bene

(III.) La gloria futura degli uomini buoni sulla terra. Gli uomini buoni sono i destinatari e i riflettori della gloria divina. Essi sono i templi in cui lo Spirito Santo può dimorare e rivelano di Lui più dell'intero universo materiale. Le anime più sante sono le Sue manifestazioni più elevate. (Omileta.)

La vera gloria della Chiesa:

1.) Benché Sion non abbia ancora allungato le sue corde e allargato i suoi pali fino ai limiti stabiliti, tuttavia è stata emessa la corda di misurazione che le dà i limiti per essere la terra abitabile. Quindi, se questa futura estensione era un motivo per l'ebreo, nella sua opera di erigere il tempio di legno e pietra, lo è molto di più per noi nella nostra opera di erigere il grande tempio spirituale sulle fondamenta, Gesù Cristo (vers. 1-4)

2.) Impariamo qui la vera gloria della Chiesa. Non è in alcuna pompa o potere esterno, di alcun tipo; non in merli accigliati, né di pretese temporali né spirituali; non nei riti e nelle cerimonie, per quanto cresciute di muschio e venerabili; non nelle splendide cattedrali e nei paramenti sfarzosi, e nel fragore della musica e nello scintillio dell'eloquenza, ma nella gloria interiore del Dio invisibile. I suoi riti e le sue cerimonie esteriori, quindi, dovrebbero essere solo come l'atmosfera terrestre è per i raggi del sole, un mezzo di trasmissione puro e trasparente (ver. 5)

3.) La punizione dei malvagi dichiara veramente la gloria di Dio come salvezza dei giusti (ver. 8)

4.) I malvagi saranno in ultima analisi schiavi delle loro proprie concupiscenze; Quegli appetiti e quelle passioni che erano stati progettati per essere semplicemente i loro servi obbedienti, diventeranno i loro tormentatori e inesorabili tiranni (Ver. 9)

5.) L'incarnazione di Cristo e la Sua presenza nella Chiesa sono i motivi della gioia più alta (ver. 10)

6.) Cristo è un Divino Salvatore. Nella vers. 10, 11, abbiamo un Geova che manda un altro, e il Geova mandato è identificato con l'angelo del patto, che doveva venire e dimorare nella Chiesa, che sappiamo essere Cristo. Quindi, a meno che non ci siano due Geova distinti, uno Divino e l'altro no, Cristo, l'angelo Geova di questo passo, è Divino

7.) La Chiesa di Dio coprirà la terra, e diventerà di fatto, ciò che è di diritto, l'agenzia più potente nella storia umana. Benché ora sia debole e disprezzata, un giorno includerà molte nazioni, e ogni ginocchio si piegherà, e ogni lingua confesserà che Gesù è il Signore, alla gloria di Dio Padre (ver. 11)

8.) Il ritardo della punizione non è una prova di impunità. Dio sembra spesso addormentato, ma sta solo aspettando il tempo stabilito; alla fine, quando tutto sembrerà com'era fin dalla fondazione del mondo, si leverà il grido dell'araldo: Taci, o terra, perché Geova è destato alla Sua terribile opera, e il giorno della Sua ira è venuto. Che gli uomini bacino il Figlio mentre è ancora in cammino, prima che la sua ira si accenda solo un po', e periscano davanti a lui come stoppia davanti al turbine delle fiamme. (T.

(V.) Moore, D.D.)

L'uomo con la corda per misurare:

In questa visione Dio presentò al profeta, e attraverso di lui alla nazione in generale, la prospettiva e la certezza della restaurazione di Gerusalemme e del ristabilimento dello stato ebraico come era stato prima della cattività. La città non solo doveva essere ricostruita, ma grandemente ampliata: il tempio doveva essere restaurato e il culto di Geova ripreso; La Sua presenza dovrebbe essere con il Suo popolo ed essi dovrebbero godere della Sua protezione; e mentre erano così benedetti, il giudizio sarebbe venuto su quelle nazioni che li avevano oppressi, ed essi avrebbero avuto la supremazia su coloro dai quali erano stati schiavizzati. Tutto questo si è letteralmente realizzato. Ma anche in queste promesse sembra esserci un riferimento a cose di importanza ancora più alta e di significato spirituale. Chi può essere un tale oratore se non quell'Essere che nella pienezza dei tempi è apparso nel nostro mondo, unendo nella Sua unica persona la natura umana e quella divina? Non possiamo dire, allora, che qui c'è una promessa di benedizione alla Chiesa attraverso l'avvento del Redentore? Allora fu portata gloria al tempio del Signore. La Chiesa di Dio, sotto quest'ultima dispensazione, può prendere per sé come proprio il conforto e l'incoraggiamento che quelle promesse, date alla Chiesa nei tempi antichi, erano destinate a trasmettere. La sicurezza, la protezione, la gloria, la grazia, la benedizione, l'estensione e il trionfo finale sono tutti assicurati per lei dalla promessa di Colui la cui parola non può venir meno. (W. L. Alexander, D.D.)

4 CAPITOLO 2

Zaccaria 2:4

Corri, parla con questo giovane.-Giovani:-

Il Signore mi disse: "Corri, parla a questo giovane", e io chiesi:

(I.) "Signore, quale?" Primo, questo. È figlio di genitori devoti, è stato allattato nel grembo della pietà e cullato nella preghiera. Egli è, nell'accezione generale della parola, un bravo ragazzo. La casa è tanto più luminosa quando ci si trova lui. I genitori erano ancora più felici per la sua presenza. "È lui, Signore, l'unico?" No, "parla a questo giovane". Ah, ora lo vedo. La sua esperienza è stata molto diversa dalla precedente. Nessuna preghiera si levò mai in suo favore; nessuna influenza sacra lo circondò mai; I suoi primi ricordi sono giuramenti. "Ce ne sono ancora, Signore, con cui devo parlare?" "Sì, questo." È un giovane di notevoli capacità mentali, che si sta rapidamente facendo strada nel mondo. Sembra che un futuro luminoso si stia aprendo davanti a lui. Seduto alla sua destra, ne vedo un altro a cui devo rivolgermi. Ha un carattere molto diverso. Mi è sembrato di averlo sentito dire poco fa: «Beh, grazie al cielo, non sono un mangiatore di soldi. Non mi interessa tanto andare avanti nella vita, quanto vedere la vita". Il suo motto è: "begone noioso preoccupazione"; Sì, con qualsiasi mezzo, purché vada

(II.) Perché dovrei parlargli? A questa domanda arrivarono subito tre risposte

1.) Parlagli perché il pericolo lo attende. Il minimo che possiamo fare per un uomo in pericolo è di risvegliarlo in un senso di pericolo se ne è all'oscuro. L'umanità stessa lo detterà. Non importa spaventare l'equipaggio, meglio farlo che andare perduti tutti, per mancanza di avvertimento

2.) Sono obbligato a parlarvi, perché un passo falso porterà a molti

3.) Parla, perché se non lo fai ci sono molti che lo faranno. Nessuno conosce le tentazioni che circondano i giovani, ma un giovane uomo. Se sono pochi a condurlo nel modo giusto, ce ne sono molti a portarlo fuori strada. I compagni senza Dio lo faranno. Poi, inoltre, ha l'attraente predicatore chiamato il mondo, che come una sirena bella seduta su una roccia vicino alla piscina mortale, sorride ma per ingannare. "Parlagli", dice ancora il mio Signore, "perché se non lo farai, Satana lo farà".

(III.) Perché dovrei correre?

1.) Perché sta correndo. I peccatori non strisciano mai verso la rovina. Lenti come tartarughe siamo sulla strada per il cielo; veloce come il cervo che balza all'inferno. La strada per la perdizione è tutta in discesa. Il cuore naturale, che è un carico così pesante verso il cielo, dà un enorme impulso alla nostra discesa

2.) Perché il tempo stringe. Il tempo è una nave che non getta mai l'ancora, un'aquila che è sempre in volo, una navetta che vola sempre, un oceano che non rifluisce mai

3.) Corri, perché le opportunità corrono

4.) Corri, perché la morte corre. Il cupo despota è dietro a ciascuno di noi, nulla può cambiare il suo corso, ride di tutte le tangenti per disprezzarci, e ogni momento guadagna su di noi; La sua falce oscilla con la velocità del lampo e non si smussa mai nel suo lavoro

5.) Corri, perché l'inferno sta correndo. Leggiamo nel Libro dell'Apocalisse che la morte cavalcava su un cavallo bianco e l'inferno seguiva, per ogni peccatore impenitente i due vanno insieme

(IV.) E quando lo raggiungerò, Signore, che cosa gli dirò? Figlio di genitori pii, con molte qualità nobili e amabili, lascia che ti dica questa parola: "La tua moralità non ti salverà". A meno che tu non sia "nato di nuovo", sarai perso come se non ne avessi mai posseduto. Giovanotto, tu che non hai avuto altro che cattivi esempi fin dall'infanzia, lasciami parlare a te. Non pensare che questo ti liberi dalla responsabilità. I peccati dei tuoi genitori non ti esonereranno dai tuoi. Se loro hanno guidato, tu l'hai seguito volentieri. Ricordate, inoltre, che non potete più invocare l'ignoranza riguardo alla via della salvezza, perché l'avete appena sentita, se non mai prima. Giovanotto, così occupato ad andare avanti in questo mondo, ti farò solo una domanda, e lascerò a te dare la risposta. È questo: "Che giova all'uomo se guadagna il mondo intero e perde la propria anima, o che cosa darà l'uomo in cambio della sua anima?" (A. G. Brown.)

Cosa dire a un giovane:

1.) Digli che ha un cuore malvagio

2.) Dovrebbe diventare cristiano

3.) Dovrebbe migliorare la stagione della gioventù

4.) Dovrebbe stare attento alle cattive compagnie

5.) Dovrebbe prestare attenzione alla lettura della Bibbia e alla preghiera. (G. Brooks.)

La missione del giovane:

Zaccaria è, di tutti i profeti, il più notevole per lo scopo semplice e pratico con cui impiega i più grandi simboli profetici. Il testo è il discorso di un angelo a un altro angelo riguardo a un giovane che, in un'azione simbolica significativa della redenzione e dell'allargamento di Israele, usciva con una corda per misurare la lunghezza e la larghezza di Gerusalemme. Usando il testo semplicemente come accomodamento, può avere una duplice direzione

(I.) A me stesso, come predicare ai giovani. È una sincera esortazione al ministro cristiano a lavorare specialmente con i giovani. La conversione dei giovani uomini è così importante...

1.) Perché, nella maggior parte dei casi, se non si convertono da giovani, non si convertiranno mai. La grazia divina, nella sua stessa sovranità, opera secondo le leggi della nostra natura morale e intellettuale. La giovinezza è il periodo più favorevole per le impressioni religiose

2.) A causa del potere peculiare dei giovani uomini di compiere grandi cose per Dio e la loro generazione. I giovani sono speranzosi; i giovani sono coraggiosi; I giovani sono fertili nell'inventiva: e così i giovani sono forti in tutte le qualità che assicurano il successo terreno. Le fondamenta di ogni vera grandezza devono essere gettate nei primi anni di vita. L'energia della gioventù è l'influenza più potente del mondo; e quell'influenza è particolarmente necessaria nella Chiesa

(II.) A voi, come giovani e cristiani. Le parole espongono i mezzi, gli obiettivi e i modi di un grande dovere cristiano

1.) I mezzi. "Parla." Usa quel grande potere dell'espressione articolata; È quasi il dono più bello dell'uomo. Il linguaggio è ragione, che cammina con enorme energia in mezzo agli interessi vitali della razza. Considerate il meraviglioso titolo del Figlio Divino: la Parola

2.) Gli oggetti del tuo lavoro. Considerate alcune classi distinte di giovani uomini con i quali siete chiamati a lavorare seriamente

(1) Estranei che sono appena entrati nella tua sfera

(2) Il giovane che inizia a frequentare compagni malvagi. Il pietoso fannullone. Il giovane alla moda. Lo spendaccione. Il datore di lavoro disonesto. L'uomo apertamente profano e impuro. Corruttori della gioventù, ecc.

(3) Il giovane scettico

(4) I giovani le cui vite sono già praticamente immorali. L'uomo profano. Il trasgressore del sabato. I disonesti. L'impuro

3.) Il modo del loro lavoro. "Corri." L'entità della tua influenza sugli altri dipenderà non tanto dai tuoi talenti quanto dalla tua discrezione. Sii serio, completamente serio...

(1) Perché questi giovani sono in pericolo imminente e mortale

(2) Perché il lavoro in sé è importantissimo. (C. Wadsworth.)

Simpatia per i giovani:

Alla riunione annuale della Y.M.C.A. Centrale, a Exeter Hall, a Londra, il vescovo della Sierra Leone, recentemente consacrato, disse di essere stato in contatto con la Y.M.C.A. per circa vent'anni, e diede la seguente ragione per cui ne divenne membro e successivamente si interessò molto ai giovani: "Quando ero molto giovane mi furono messi in mano alcuni fogli che trattavano dell'infedeltà. Mi turbavano molto e non sapevo a chi rivolgermi per avere consigli e simpatia. Atti degli ultimi Atti Andai da un ministro della Parola, pensando che sicuramente avrebbe simpatizzato con me. Ma invece di fare questo e pregare con me, prese i fogli e li gettò nel fuoco e mi mandò via. Questo mi scoraggiò a tal punto che non osai raccontare i miei problemi a nessun altro, ma alla fine portai le mie difficoltà a Dio, ed Egli mi diede una risposta, come ha sempre fatto quando sono andato da Lui con i miei problemi. Quel giorno chiesi a Dio di darmi un cuore d'amore e di compassione per i giovani. L'Y.M.C.A. estende una simpatia reciproca ai giovani che è molto utile e molto apprezzata". Parlando ai giovani: "Il signor Birch, che lavorava molto nella Free Trade Hall di Manchester, stava andando in un'occasione da Cork a Dublino, e in una piccola stazione lungo la strada vicino al campo di Curragh vide un certo numero di giovani ufficiali in viaggio per un ballo a Dublino, che entrarono nella carrozza in cui viaggiava il signor Birch. Ben presto i sigari furono serrati, e uno di loro, guardando il signor Birch con una faccia serio-comica, disse: "Spero che non abbiate nulla da obiettare al fumo" e, senza aspettare il permesso, si accesero. Il signor Birch tirò fuori la Bibbia e disse al giovane che gli si era rivolto: 'Credi in Gesù Cristo?' «Stai zitto!» esclamò l'ufficiale. «Perché», continuò il signor Birch, «se non credi nel Signore Gesù Cristo, sarai perduto». "Senti quel vecchio stupido?" disse un altro degli ufficiali; "Che cosa gli faremo?" Subito il predicatore del Vangelo si rivolse al secondo oratore e disse: «Credi tu nel Signore Gesù? perché, se non lo farai, sarai perduto.' «Siediti su di lui», suggerì uno. «Spingilo fuori dalla finestra», propose un altro. "Questo non cambierebbe il fatto," disse l'intrepido servo di Dio. Proprio in quel momento il treno cominciò a rallentare, e ci fu un grido generale di "Oh, usciamo! Cambiamo carrozza!" - La vostra uscita non cambierà la realtà, - disse di nuovo il signor Birch. «Ebbene, addio, vecchio mio!» gridarono gli ufficiali, saltando giù dalla carrozza. "Arrivederci," fu la risposta; "Ma ricordate che questo non cambia il fatto. Se non credete nel Signore Gesù Cristo, sarete perduti'. Erano passati quattro anni e l'evangelista era in viaggio in Inghilterra, quando un signore alto e dall'aspetto militare entrò nella carrozza. Appena vide il signor Birch, si sporse in avanti e disse: "Mi scusi, ma credo che ci siamo già incontrati. Ricorda, qualche anno fa, un gruppo di giovani che entrarono nello scompartimento di un treno con il quale stavi viaggiando per Dublino? Ero il giovane che sedeva accanto a te. Quella sera andammo al nostro ballo; ma, nonostante tutta la nostra allegria, ero consapevole di quella terribile frase che risuonava nelle mie orecchie: "Se non credi nel Signore Gesù, sarai perduto". Quella sera bevvi molto, ma lo champagne non mi rianimò; e di buon'ora lasciai la sala da ballo e andai al mio albergo, dove, nella solitudine della mia stanza, mi inginocchiai e gridai a Dio per avere misericordia. Da quella notte sono stato cristiano e mi sono sforzato di portare coloro che sono sotto il mio comando a conoscere e ad amare il Salvatore'. " (Giovanni Robertson.)

5 CAPITOLO 2

Zaccaria 2:5

Io sarò per lei un muro di fuoco.- La protezione di Sion:

(I.) Il popolo che sarà così difeso. È Gerusalemme che deve essere difesa; E questo includerà tre cose: il tempio, le abitazioni del popolo e il popolo stesso. Si parla del popolo di Dio come del tempio di Dio. Apparteniamo al tempio del Signore? Se apparteniamo al tempio del Signore, il Signore Gesù Cristo sarà il nostro unico fondamento. Ci sono due cose che fanno del Signore Gesù il fondamento:

1.) Come fine della legge per la giustizia. Egli porta la giustizia eterna

2.) Come fine del peccato. Egli è spiritualmente, legalmente, correttamente e interamente il fine del peccato; Il suo sangue purifica da ogni peccato. Come le fondamenta hanno carattere, così l'edificio deve essere in armonia con le fondamenta. Il fondamento è quello della grazia gratuita. Quindi non solo siamo giustificati per grazia, ma salvati per grazia. La prima caratteristica data a questo edificio è la misericordia. Allora è un edificio di grazia gratuita. La terza caratteristica è la certezza. Possiamo essere sulle giuste fondamenta, eppure non ben costruiti. Si parla del popolo di Dio come di una città; Hanno abitazioni che richiedono di essere difese. Prendete queste abitazioni come le verità del Vangelo, in cui dimora il popolo di Dio. Eleggere la grazia; predestinazione; la giustizia di Cristo; l'espiazione; Le promesse di Dio possono essere tutte definite abitazioni

(II.) La difesa. Notate le forme sotto le quali il Signore si presenta intorno al Suo popolo: tutte indicative di due cose: la distruzione per l'avversario, la salvezza per l'amico. Il Signore è intorno al suo popolo come una siepe; e come montagne; e come guardia del fuoco, come gli uomini usano per proteggersi dalle bestie selvagge

(III.) La gloria in mezzo. Egli è in mezzo, il Dio vivente, il Dio che dà la vita. Egli è la gloria in mezzo essendo il tempio in mezzo. (James Wells.)

Protetto da Dio:

In una delle grandi città del continente le insegne non sono tenute dietro sbarre di ferro come nella Torre di Londra, ma giacciono su un tavolo aperto. Potrebbe sembrare che qualsiasi mano spietata possa strappare qualsiasi gioiello o diamante dalla schiera scintillante; eppure nessuno osa stendere la mano per prenderne uno, perché quel tavolo è carico di una forte corrente elettrica. Non si può vedere la protezione, ma c'è. E così, se un uomo vuole vivere solo in comunione quotidiana e oraria con Cristo, il diavolo non può toccarlo più di quanto un ladro possa toccare quei gioielli. (F. B. Meyer.)

Le mura e la gloria di Gerusalemme:

In questo capitolo c'è la visione di un uomo con un metro di misura in mano, per mostrare che il Signore era ora pronto a costruire e restaurare la città e il tempio. Il popolo incontrò due grandi scoraggiamenti: il pericolo e il disprezzo. Il Signore qui, con una graziosa promessa, li fortifica contro il timore di entrambi. Contro la paura del pericolo, promettendo di essere la loro protezione; e contro il timore del disprezzo, promettendo di essere la loro gloria. Il Signore è per il Suo popolo tutto il bene che vuole. "Sarò un muro".

1.) Un muro di separazione, per separare la Chiesa dal mondo

2.) Un muro di congiunzione, che unisce le parti in un unico interesse comune

3.) Un muro di protezione e difesa. Il Signore protegge come un muro la Sua Chiesa...

(1) In una via di promessa

(2) In un modo di potere

(3) In una via di provvidenza

(4) In una via di grazia. La sua protezione è come quella di un muro. È vicino, adeguato e inespugnabile. Considerate la città murata, oggetto della Sua difesa. La Chiesa è la Sua proprietà, il Suo riposo, il Suo tesoro peculiare. Il Signore è la gloria in mezzo al Suo popolo,

1.) Dalla Sua residenza spirituale e dalla sua graziosa presenza con loro

2.) Mediante le Sue sacre ordinanze

3.) Nei gloriosi privilegi e immunità appartenenti ad ogni cittadino della Nuova Gerusalemme. Quale follia, dunque, e quale malvagità, opporsi alla Chiesa di Dio, rovi per contendere con le fiamme! Non abbiamo bisogno di fare uso della saggezza carnale e dei mezzi peccaminosi per proteggerci. Non invidiare la gloria del mondo. Soprattutto, tenete saldo Dio e la Sua presenza. Dio sarà con te mentre tu sei con Lui. Se Dio è così la vostra gloria, la vostra gloria sia in Lui solo. (T. Hannam.)

La gloria in mezzo a lei.-Gloria interiore e difesa esteriore: -Parla dell'influenza del testo sulla nostra vita individuale

1.) Se scegliamo, possiamo avere la gloria divina nel profondo del nostro cuore. La "gloria" dell'Antico Testamento era quel simbolo materiale ma soprannaturale della presenza divina che brillava sopra il propiziatorio nel luogo santissimo. Quella casetta sulla collina del tempio non era nulla in confronto al tempio del cuore cristiano. La vera dimora di Dio è l'uomo. Lo spirito dimora nello spirito in un senso più profondo di quanto non lo faccia nello spazio, o nella creazione materiale. Hai la gloria al centro del tuo essere? Possiamo tutti avere la dimora della gloria di Dio, se vogliamo

2.) Se Dio è per la gloria interiore, sarà un baluardo di fuoco. Egli non è solo un muro, ma un muro di fuoco. La sua protezione non è semplicemente del tipo passivo che protegge dal male, ma attiva e preservatrice

3.) Se Dio è un muro di fuoco intorno a noi, non vogliamo altri muri. Dio è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, e che non troviamo da nessun'altra parte; e avendolo, non vogliamo nient'altro. Ma la vita della maggior parte di noi non sembra molto simile a quella di credere che l'unica cosa necessaria fosse Dio, e che, avendolo avuto, non avessimo bisogno di nient'altro. Buttiamo giù tutte le nostre autoconfidenze e riposiamo su di Lui, e su Lui solo. (A. Maclaren, D.D.)

La città senza mura:

Zaccaria era il profeta degli esiliati che ritornavano, e la sua grande opera fu quella di rincuorarli per il loro difficile compito, con le loro scarse risorse e i loro molti nemici, e di insistere sul fatto che la prima condizione per il successo, da parte di quella parte della nazione che era tornata, era la santità. E quella promessa esuberante è stata pronunciata sulla Gerusalemme per la quale Cristo pianse quando ne previde l'inevitabile distruzione. Quando i Romani avevano acceso una fiaccola nel Tempio, e le strade della città erano insanguinate, che ne era stato del sogno di Zaccaria di un muro di fuoco intorno a lei? Allora, il fuoco divino può essere spento? Sì. E chi l'ha spenta? Non i Romani, ma le persone che vivevano all'interno di quel bastione fiammeggiante. "Se Dio non ha risparmiato i rami naturali, bada che non risparmi anche te."

(I.) "Sarò un muro di fuoco intorno a lei". Non ho bisogno di soffermarmi sulla vividezza e la bellezza di quella metafora. Queste fiamme che circondano consumeranno ogni antagonismo e sfideranno ogni approccio. Ma permettetemi di ricordarvi che la promessa condizionale era destinata alla Giudea e a Gerusalemme, e si è adempiuta in modo letterale. Finché la città ubbidì e confidò in Dio, fu inespugnabile, anche se tutte le nazioni le stavano intorno come cani intorno a una pecora. L'adempimento della promessa è passato, con tutto il resto che caratterizzava la posizione di Israele, alla Chiesa cristiana, e oggi, in mezzo a tutte le agitazioni dell'opinione e a tutte le vanterie degli uomini su un cristianesimo efferato e chiese morte, è vero come sempre che la Chiesa vivente di Dio è eterna. Se non fosse stato che c'era un Dio come un muro di fuoco intorno alla Chiesa, sarebbe stato cancellato dalla faccia della terra molto tempo fa. Se nient'altro l'avesse uccisa, le colpe dei suoi membri lo avrebbero fatto. La continuazione della Chiesa è un miracolo perpetuo, se si tiene conto della debolezza e degli errori e delle follie e delle stupidità e delle ristrettezze e dei peccati delle persone che in un dato giorno la rappresentano. Non si addice a nessun cristiano avere mai il minimo accenno di paura che la nave che porta Gesù Cristo non riesca a sbarcare o possa affondare in mezzo alle acque. Ma non dimentichiamo che questa grande promessa non appartiene solo alla Chiesa nel suo insieme, ma che ognuno di noi deve ridurla alla propria vita, e di esserne certi, che nonostante tutto ciò che dice il senso, nonostante tutto ciò che i cuori tremanti e gli occhi piangenti possono sembrare dimostrare, c'è un muro di fuoco intorno a ciascuno di noi, se ci teniamo vicini a Gesù Cristo. Solo, dobbiamo interpretare quella promessa per fede e non per ragione, e dobbiamo rendere possibile che si adempia rimanendo dentro il muro, e confidando in esso. Mentre la fede diminuisce, il muro di fuoco si affievolisce e il male può attraversare le sue braci e può raggiungerci

(II.) Una Gloria "in mezzo" a noi. La prima è la difesa esterna; l'altra illuminazione interiore, con tutto ciò che la luce simboleggia: conoscenza, gioia, purezza. C'è anche di più di questo significato con questa grande promessa. Si noti quella parolina enfatica "il" - la gloria, non una gloria - in mezzo a lei. Ora, tutti voi sapete cos'era "la gloria". Era quella Luce simbolica che parlava della Presenza speciale di Dio, e andava con i figli d'Israele nelle loro peregrinazioni, e si sedeva tra i cherubini. Non c'era la "shekinah" - come viene tecnicamente chiamata - in quel secondo Tempio. Eppure il profeta dice: "la gloria" - l'attuale presenza di Dio - "sarà in mezzo a lei", e il significato di questa grande promessa ci viene insegnato dall'ultima visione nel Nuovo Testamento, in cui il veggente dell'Apocalisse dice: "la gloria del Signore l'ha illuminata" (citando evidentemente Zaccaria). "e l'Agnello ne è la luce". Così la città è illuminata come da un bagliore centrale di radiosità che proietta i suoi raggi in ogni angolo, e quindi "non ci sarà notte lì". Ora, anche questa promessa riguarda le chiese e gli individui. Sulla Chiesa nel suo insieme essa porta in questo modo: l'unico mezzo con cui una comunità cristiana può adempiere la sua funzione, ed essere la luce del mondo, è avere la presenza di Dio, in nessuna metafora, la presenza effettiva dello Spirito illuminante in mezzo a essa. La stessa cosa vale per gli individui. Per ognuno di noi il segreto della gioia, della purezza, della conoscenza è che manteniamo una stretta comunione con Dio

(III.) "Gerusalemme sarà senza mura". Deve essere come i villaggi indifesi sparsi su e giù per Israele. Non c'è bisogno di baluardi di pietra. Il muro di fuoco è tutt'intorno. Quanto più una comunità cristiana è indipendente da sostegni e difese materiali esterne, tanto meglio è. Lutero ci parla da qualche parte, nel suo modo parabolico, di persone che piangevano perché non c'erano colonne visibili a sorreggere il cielo, e avevano paura che il cielo cadesse sulle loro teste. No, no, non c'è da temere che ciò accada, perché una mano invisibile li sorregge. Una Chiesa che si nasconde dietro le fortificazioni dell'erezione dei suoi nonni non ha spazio per l'espansione; e se non ha spazio per l'espansione, non continuerà a lungo così grande. Deve crescere di più o crescere, e meritare di crescere, di meno. La stessa cosa vale per noi stessi individualmente. La profezia di Zaccaria non fu mai intesa a impedire ciò che egli stesso contribuì a promuovere, la costruzione delle mura della città stessa. E la nostra dipendenza da Dio non deve essere interpretata in modo tale da dover rinunciare al nostro buon senso e ai nostri sforzi. Dobbiamo edificare noi stessi, in questo mondo, con altre cose che non siano il "muro di fuoco", ma in tutto il nostro edificio dobbiamo dire: "Se il Signore non costruisce la casa, invano faticano coloro che la costruiscono". "Se il Signore non custodisce la città, le sentinelle vegliano invano". Eppure, né Gerusalemme, né la Chiesa, né lo stato terreno di quel credente che vive più pienamente la vita di fede esaurisce questa promessa. Attende il giorno in cui la città scenderà, "come una sposa adorna per il suo sposo, che non ha bisogno del sole né della luna, della gloria ... lo alleggerisce ". (Ibidem)

6 CAPITOLO 2

Zaccaria 2:6-9

Ti ho sparso d'acqua, ecc. - Esilio dell'anima:

Questo è un invito di Geova agli ebrei in cattività babilonese a tornare al loro paese. Queste parole possono illustrare l'esilio morale dell'umanità. Il punto suggerito è la riluttanza dell'esule a tornare. Questa riluttanza si vede...

(I.) Nella serietà dell'appello divino. "Tornare", è la parola. "Fuggite dalla terra del nord". È la terra della corruzione e della tirannia

(II.) Nella potenza delle ragioni divine. I motivi del ritorno sono:

1.) La grandezza della loro separazione

2.) Il tenero interesse di Dio per loro

3.) L'opposizione dell'Onnipotente ai loro nemici. Conclusione: Perché i peccatori dovrebbero essere così riluttanti a tornare a Dio? Cosa rese gli ebrei così riluttanti a staccarsi da Babilonia? Era l'indolenza? Era l'amore per il mondo? Era una vecchia associazione? Non agiscono tutti questi ora, per impedire ai peccatori di uscire dalla Babilonia morale? (Omileta.)

7 CAPITOLO 2

Zaccaria 2:7

Liberati, o Sion, che dimori con la figlia Babilonia. - Separazione dal mondo, dovere e privilegio di un cristiano: - Zaccaria profetizzò a Gerusalemme dopo il ritorno degli ebrei dalla loro cattività in Babilonia; e uno dei grandi obiettivi del suo ministero fu quello di stimolarli a un senso più vivo dei particolari doveri e privilegi che la loro liberazione portava con sé. Nel testo si rivolge a quella parte della nazione che era ancora rimasta nella terra di Caldea. Come la loro dispersione era stata l'effetto del giusto dispiacere di Dio, così la via ora aperta per il loro ritorno non era meno chiaramente una prova della Sua misericordia e del Suo favore che ritornava. Ma molti non erano disposti a tornare; la vera causa di questa decisione fu la loro indifferenza verso la religione, la loro diffidenza verso la Parola di Dio e la loro arretratezza nell'ubbidirGli e nel mostrarsi Suoi servitori. A loro giunse l'ammonimento del testo. Possiamo applicare questo passo ai tempi presenti e indicarne il senso spirituale? Il mondo è ora, per i cristiani, ciò che Babilonia era allora per gli ebrei. Per mondo, si intende questo mondo, rispetto al suo stato morale; alle sue abitudini, massime e pratiche; ai suoi principi, alle sue mode e ai suoi modi: il mondo così com'è ora corrotto dalla depravazione dell'uomo. Per cristiani si intendono tutti coloro che sono così chiamati; tutti coloro che, per nome e per professione, sono cristiani. Nascono e crescono in mezzo al peccato e all'iniquità del mondo. Fin dalla prima infanzia sono circondati dai suoi esempi, esposti alle sue lusinghe e familiarizzati con le sue pratiche. Ciò che viene insegnato loro ad ammirare e desiderare di più, sono le cose del mondo. Ma essi non appartengono al mondo, ma a Cristo. Essi sono dichiaratamente i sudditi di quel regno spirituale che Cristo ha stabilito nel mondo. Non possono possedere e godere dei loro privilegi mentre vivono nel mondo. Gli ebrei dovevano tornare a casa in Giudea prima di poter gioire come ebrei. E che cosa devono fare i cristiani, se vogliono rallegrarsi come cristiani? Devono alzarsi e, voltando le spalle al mondo, devono conformarsi all'annuncio del Vangelo. "Esci e sii separato". È una parte della salvezza del Vangelo, che "ci libera da questo presente mondo malvagio". Se le persone venissero sinceramente a Cristo per essere liberate, Egli le libererebbe sicuramente. Le persone con le quali vorremmo supplicare sono quelle che, sotto l'abito di una professione cristiana, conservano manifestamente uno spirito mondano e, con la loro conformità alle mode e alle follie del mondo, tradiscono la sua influenza sui loro cuori. Considera-

1.) L'incoerenza di un tale Stato con la vostra professione di cristianesimo

2.) La vergogna di esso

3.) Il pericolo del tuo stato attuale. Se non cammini come un cristiano ora, non sarai mai posseduto come un cristiano alla fine

4.) La felicità che risulterà dall'osservanza dell'ammonimento nel testo. (E. Cooper.)

8 CAPITOLO 2

Zaccaria 2:8

Chi tocca te tocca la pupilla dei Suoi occhi. - L'interesse divino per il Suo popolo:

1.) Mentre rinneghiamo il riferimento della prima parte della visione ai tempi del Vangelo e alla Gerusalemme spirituale o del Nuovo Testamento, siamo molto lontani dal rinnegare l'applicabilità a quest'ultima di ciò che è detto nella prima. Qualunque cosa ci sia qui riguardo all'estensione, alla sicurezza e alla gloria della Gerusalemme letterale, è ugualmente vera sia per la spirituale che per la celeste.

2.) Il popolo di Dio può ora, così come nei tempi antichi, e anche più enfaticamente, appropriarsi della certezza divina: "Chi tocca te, tocca la pupilla dei suoi occhi". Egli si identifica con il suo popolo e i suoi interessi con i loro. Quale sorgente di consolazione per i credenti in ogni ora di oscurità!

3.) Dovremmo essere sinceri nel persuadere il popolo di Dio a "uscire" e "fuggire" dalla mistica Babilonia. (Ralph Wardlaw, D.D.)

Una figura retorica con un significato grazioso:

È espressivo di...

1.) Unione intima

2.) Alto apprezzamento

3.) Attenzione sincera

4.) Intensa simpatia

5.) Cura vigile. (G. Brooks.)

La Chiesa e la critica ingiusta:

In un giornale religioso apparve un simposio su "La Chiesa e il Regno di Dio". In esso ci viene detto che "una delle eresie correnti più pericolose è l'identificazione del regno di Dio con la Chiesa". "Il regno di Dio non potrà mai incarnarsi in un'istituzione". "Arrivo a malincuore a credere che il cristianesimo, così come è organizzato, sia l'ostacolo più serio sulla via della realizzazione del cristianesimo di Cristo". Critiche simili riempiono l'aria ovunque. Queste restrizioni devono essere rispettate

1.) La prima cosa da dire in risposta è che, sebbene il regno di Dio sia spirituale, tuttavia esso e l'organizzazione esterna che chiamiamo Chiesa sono praticamente identici. C'è ben poco del vero spirito del regno al di fuori di questa istituzione. Quando gli uomini vengono imbevuti dello spirito del regno di Dio, sono generalmente pronti ad entrare nella Chiesa. Il motivo per cui rimangono fuori è perché non hanno catturato quello spirito. Dove sono le tanto chiacchierate filantropie, le opere di beneficenza, gli istituti, i collegi, i seminari, gli asili, le case, i rifugi, fondati da uomini o società al di fuori della Chiesa di Dio? Quando gli scettici e gli altri devoti del mondo daranno per il progresso della moralità e l'elevazione dell'umanità tanto quanto danno i membri della Chiesa, allora sarà il tempo sufficiente per prendere in giro la Chiesa

2.) Lo spirito in questo mondo ha bisogno di un corpo attraverso il quale operare. L'uomo è uno spirito, ma non può fare nulla senza un corpo. È così per il regno di Dio; È un regno spirituale, ma deve essere incarnato in un'istituzione per la sua propagazione. Quando uno diventa così spirituale da volere che l'anima lavori senza corpo, e che il regno di Dio avanzi nel mondo senza un'organizzazione temporale, è del tutto troppo etereo per questa sfera mondana. Dovrebbe prendere le sue ali e andarsene. E se Gesù usasse la parola "chiesa" solo due volte? Egli fondò la Chiesa e, evidentemente, istruì i Suoi discepoli a allevarla con cura scrupolosa. E se le Chiese sono "in lotta per mantenersi in vita", che ne è di questo? Questo dimostrerebbe che erano completamente inutili? Questo tipo di discorso non aiuterà il regno di Dio. Il lavoro è lento, è vero; Ciò è in parte, almeno, dovuto al fatto che si tratta di un'impresa prodigiosa. Per purificare questo pianeta dal peccato. Che audacia per gli esseri finiti tentare un'impresa così infinita! Ma la Chiesa sta facendo molto quando esiste semplicemente in questo mondo. Ma sembra proprio che la Chiesa stia facendo qualcosa di più che semplicemente esistere. Chi può misurare l'influenza della Chiesa sulla società, sugli affari, sulla legislazione? Se la politica è così brutta con il cristianesimo, cosa sarebbe senza di essa? Chi può misurare gli abissi in cui tutti i governi e i popoli cristiani precipiterebbero senza l'influenza della Chiesa? (F. B. Perry.)

10 CAPITOLO 2

Zaccaria 2:10-13

Io vengo e abiterò in mezzo a te. - Il restauratore di Israele e di Giuda:

Si noti che il nome di "Signore", o "Geova", si riferisce a due persone distinte; a Colui che manda e a Colui che è inviato. Si noti anche che in questa profezia si parla della futura restaurazione degli ebrei, come pure del loro insediamento a Gerusalemme dopo la cattività babilonese. Le parole del testo si riferiscono evidentemente al futuro restauro. Deve ancora venire un periodo di gloria a Dio e di prosperità per il popolo d'Israele e di Giuda; e che il Figlio di Dio, il Messia, abiterà in mezzo a loro, riconosciuto e onorato come il Signore degli eserciti. Notate alcune delle circostanze che segneranno quella stagione dell'adempimento delle promesse di Dio al Suo popolo

1.) La conversione del popolo di Israele e di Giuda

2.) La restituzione di tutte le tribù alla loro terra

3.) Il popolo di Dio sarà restaurato nella sua terra natale in mezzo a guerre e tumulti. Il loro ritorno sarà preceduto da violente convulsioni e da una stagione di disastri e tribolazioni, come il mondo non ha mai visto

4.) La prima e più notevole circostanza nella condizione del popolo di Dio dopo il loro insediamento nella loro terra, è la Sua presenza immediata in mezzo a loro

5.) Dio farà un nuovo patto con loro. Comporterà un grado molto più elevato di conoscenza religiosa

6.) Il perdono dei peccati è menzionato come una delle promesse sotto il nuovo patto

7.) La conseguenza di questo abbondante perdono e di questa conoscenza superiore è la maggiore pratica della virtù. Questo grado superiore di purezza e santità nel popolo di Dio è il dono di Dio stesso, l'effetto di quell'abbondante effusione dello Spirito che adornerà la Chiesa sotto la Sua cura immediata

8.) I vantaggi non saranno limitati a Israele, ma si estenderanno ad altri popoli

9.) Essendo ebrei e gentili uniti come un solo corpo di fedeli adoratori, un servizio puro e santo sarà reso a Dio a Gerusalemme. Il popolo godrà di tutta la beatitudine mondana e spirituale. Cerchiamo di ottenere una parte di queste benedizioni future. (T. Bowdler, A.M.)

La gioia della presenza divina:

1.) Nessuna difficoltà o ristrettezza può togliere alla Chiesa la vera causa della sua gioia, né scusarla per non rallegrarsi in essa, perché quando gli ebrei sono ora un pugno spregevole, abbandonato dai loro fratelli, tormentato dai loro nemici, e alcuni di loro cospirano contro di loro, tuttavia essa è chiamata a questo dovere, "Canta e gioisci".

2.) La presenza del Signore nel Suo popolo e con il Suo popolo è la Sua scelta e il Suo dono incomparabile, che Egli è disposto a dare prima di ogni altra cosa, e che, come non disdegnerà di elargire nella condizione più bassa del Suo popolo, così è un dono che dovrebbe causare loro molta gioia e ristoro

3.) Poiché la presenza del Signore con il Suo popolo eletto è perpetua e porterà intima familiarità e amore; così Egli stesso si sforzerà di comporre questa unione, non sarà provocato a stare lontano per un certo tempo, non sarà provocato a stare lontano dal peccato, per così dire, e avrà questa comunione ancora sulla mano che cresce fino a quando non giungeranno a pieno compimento, poiché Egli dimorerà costantemente e familiarmente "in mezzo a te".

4.) È il grande terreno di incoraggiamento della Chiesa, e la fonte di tutte le altre manifestazioni di Dio, che il Figlio di Dio si è fatto uomo, che il suo Redentore è Dio, che è venuto e ha abitato nella nostra natura, ed è stato simile a noi in tutte le cose senza peccato; e affinché possiamo provare con Dio nell'uomo Cristo, e sapere che la nostra tenera Certezza è anche Dio su tutti benedetto in eterno, e capace di salvare fino all'ultimo. Questa incarnazione di Cristo è ciò che questa promessa indica in ultima analisi come il fondamento della loro gioia. "Canta, poiché io vengo, e abiterò in mezzo a te, dice Geova". (George Hutcheson.)

La gioia della Chiesa millenaria:

Le parole additano i periodi luminosi in cui il regno del Messia si estenderà in modo tale da abbracciare "molte nazioni". A proposito di questa gioia vengono suggerite tre osservazioni

(I.) È giusto. Non è solo divinamente autorizzato, ma comandato. "Canta e gioisci, o figlia di Sion". Spesso veniamo informati dagli insegnanti religiosi che la gioia è un privilegio, ma raramente ci viene detto che la gioia è un dovere. È veramente un peccato contro il cielo essere spiritualmente tristi e tristi, come essere socialmente falsi e disonesti. "Canta e gioisci, o figlia di Sion". Comandi simili si trovano altrove nelle pagine delle Sacre Scritture. "Scoppiate nella gioia, cantate insieme" Isaia 52:9. "Grida e grida, abitante di Sion" Isaia 12:6. La gratitudine è gioia; E la gratitudine non dovrebbe riempire ogni anima? L'ammirazione è gioia; e non dovrebbe ogni anima essere piena di ammirazione per l'eccellenza divina? L'amore è gioia; e non dovremmo amare tutte le creature con l'amore della benevolenza, e il Creatore con l'amore dell'adorazione?

(II.) È ragionevole. Ma ecco le ragioni suggerite per questa gioia. Cosa sono?

1.) La presenza di Dio. "Ecco, io vengo, e abiterò in mezzo a te", dice l'Eterno." La felicità più alta di una creatura intelligente è la presenza dell'oggetto che ama supremamente. "Alla tua presenza c'è pienezza di gioia".

2.) L'aumento del bene. "Molte nazioni si uniranno al Signore in quel giorno". Non è questo un buon motivo per gioire: vedere le nuvole dell'errore nel cielo umano infrangersi, dissolversi, svanire, e il Sole della Verità sorgere, diffondersi e penetrare l'intera terra con i suoi raggi vivificanti? Non è questa una ragione sublime per la gioia vivificante: "Molte nazioni si uniranno al Signore", come i rami sono uniti alle radici dell'albero, come le membra del corpo sono unite alla testa?

3.) La restaurazione degli ebrei. "Poiché l'Eterno erediterà Giuda la sua parte in terra santa, e sceglierà di nuovo Gerusalemme."

(III.) È reverenziale. "Taci, o ogni carne, davanti al Signore, perché egli è stato risuscitato dalla sua santa dimora". "Il Signore è nel suo tempio santo, tutta la terra taccia davanti a lui". Le emozioni più profonde dell'anima sono sempre mute. I sentimenti superficiali sono rumorosi e chiacchieroni. Il ruscello poco profondo sferraglia tra le colline. Il fiume profondo scorre inascoltato. La gioia profonda è silenziosa come le stelle. È così per l'anima devota. Alla presenza della suprema bellezza, è riempita di una gioia che non può parlare. Se siamo sudditi leali del grande impero spirituale, potremmo essere felici. (Omileta.)

12 CAPITOLO 2

Zaccaria 2:12

La Terra Santa.-Quei campi santi:-

Non c'è posto sulla faccia del globo così attraente come la Palestina. Non c'è diminuzione dell'interesse che i popoli del mondo hanno sempre avuto per esso

(I.) Cosa lo rende attraente? Come mai questa terra ha una tale presa sul cuore di uomini di varie religioni e razze diverse? È a causa dell'eccellenza del suo governo? È a causa della potenza e della potenza delle sue braccia? È a causa delle sue dimensioni, delle sue proporzioni colossali?

(II.) La sua connessione con Gesù Cristo. La Terra Santa è cara al cuore degli uomini perché il Figlio di Dio ha camminato per le sue strade e l'ha resa sacra per sempre con la Sua vita santa e la Sua morte sacrificale. Lì il Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio, fece conoscere all'uomo in via di estinzione l'amore di Dio per un mondo perduto

(III.) La Terra Santa è suggestiva e interessante in molti dei suoi aspetti. Il suo clima è il più notevole del mondo. La sua posizione non è meno sorprendente. Nell'antichità si credeva che fosse il centro stesso della terra. E così è in un senso più alto e migliore. Fu lì che si compì il grande mistero dell'Incarnazione. Il Monte Calvario è il punto centrale della vita e del pensiero religioso del mondo. Se mai quella fratellanza universale dell'uomo, alla quale il mondo anela, si realizzerà, essa arriverà nella misura in cui gli uomini saliranno sul Monte Calvario e si incontreranno nell'amore presso la Croce di Cristo. (Charles Leech, D.D.)

13 CAPITOLO 2

Zaccaria 2:13

Taci, o carne sola, davanti al Signore, perché Egli è stato destato dalla sua santa dimora.-La carne messa a tacere dal sorgere di Dio:-

1.) La visione stessa. L'uomo con una corda in mano

2.) L'interpretazione della visione. Gerusalemme sarà ricostruita e la città sarà abitata

3.) Un triplice apostrofo che il Signore deduce da questo:

(1) Diretto agli ebrei che ancora esistevano a Babilonia. Il Signore li chiama. È sterilità e bassezza di spirito non accettare la liberazione. "Liberati."

(2) La notizia è per i nemici che erano i loro vicini

(3) A entrambi. Che i nemici mettano a tacere i loro mormorii, mettano a tacere le loro calunnie. Che i santi mettano a tacere le loro preoccupazioni, mettano a tacere i loro dubbi. Nelle parole del testo ci sono due cose

(I.) Una proposta. "Il Signore è risuscitato dalla sua santa dimora". L'espressione "dimora della Sua santità" è usata in due modi nella Scrittura. A volte viene messo per il cielo; a volte per il tempio, il luogo della presenza di Dio in mezzo al Suo popolo, manifestata nelle ordinanze. Come si dice che Dio è "risuscitato"? È un risveglio come quello che si ha dopo il risveglio dal sonno. Ma come si può dire che Dio dorme? La cessazione degli atti della provvidenza è il sonno di Dio. Il loro proporsi è il sorgere e il risveglio di Dio. Il significato della frase è questo: Quando il Signore appare per il Suo popolo come un ritorno delle loro preghiere, quando il Signore sorge gloriosamente per loro, per la loro liberazione e per la loro sconfitta dei loro nemici, allora è detto: "Il Signore è risuscitato dalla Sua santa dimora". Due osservazioni: il grande conforto dei santi in tutte le loro ristrettezze e difficoltà sta in questo, quando vedono Dio sorgere per loro. Gli esperimenti della risurrezione di Dio in atti di provvidenza sono un grande motivo per il Suo popolo per mantenere la loro fede, che Dio andrà avanti, Egli porterà la Sua opera alla perfezione. Apritelo sotto tre titoli:

1.) C'è un momento in cui Dio sembra dormire

2.) La grande fatica dei santi in tutte le loro difficoltà è risvegliare Dio, affinché Dio possa sorgere. Bussiamo alla porta del cielo; noi circondiamo Dio; assediare Dio con le nostre preghiere; noi, per così dire, strappiamo la misericordia dalle sue mani

3.) Le consolazioni dei santi devono necessariamente essere molto grandi per l'origine di Dio per loro nelle Sue operazioni provvidenziali. Quando il Signore risuscita, tutto ciò che si oppone deve cadere. Quando Dio risuscita, Egli domina gli spiriti degli uomini, in modo che essi realizzino e realizzino il fine. Quando Dio risuscita, l'abbondanza sale con Lui. Quando, con i nostri occhi spirituali, possiamo discernere che Dio è risuscitato?

1.) La preghiera è la via di Dio attraverso la quale Egli viene innalzato

2.) Quando il Signore sconfigge i consigli del nemico, capovolge le loro trame

3.) Quando il Signore toglie il cuore ai Suoi nemici

4.) Quando il Signore agisce con gli spiriti del Suo popolo secondo risoluzioni alte, nobili e invincibili

5.) Quando il Signore procede per le vie della misericordia e trae fuori la Sua amorevole gentilezza. Gli esperimenti (esperienze) che i santi hanno della risurrezione di Dio sono un pegno sicuro per la loro fede che Egli andrà avanti; Egli non lascerà l'opera finché non l'avrà portata alla perfezione. La conclusione è: allora "tacete ogni carne davanti a Lui". Alcuni uomini tacciono nella politica, perché non si scoprirebbero fino a un momento conveniente. Ma tutto il popolo di Dio che vuole approvare se stesso, deve mantenere il silenzio nel dovere. C'è un silenzio di vergogna, e un silenzio di paura e di stupore. Il Signore dice a questi Giudei: Mettete a tacere i vostri dubbi e fate tacere le vostre preoccupazioni. (W. Forte.)

Dio è risorto dalla Sua santa dimora:

(I.) Il senso della frase. Espressioni riguardanti la località della presenza divina sorsero dalle circostanze della Sua dimora nel tabernacolo di Mosè; del suo riposo quando l'accampamento si riposava, e della marcia davanti a loro quando avanzavano. Quando Dio è risorto in tal modo, è uscito dalla Sua santa dimora. Quando si parla di Dio nel linguaggio umano, le idee locali e corporee devono entrare in esso. La concezione delle nostre menti, riguardo alle operazioni di Dio, è aiutata da tale fraseologia. Può essere applicato in generale alle dispensazioni della provvidenza. Quando la malvagità prevale, quando l'errore si diffonde, quando la Chiesa è devastata, allora l'Onnipotente è rappresentato mentre chiude gli occhi, distoglie il volto, trattiene la mano e riposa nel Suo luogo santo. Ma quando Egli si manifesta nel giudizio o nella misericordia, quando ha nazioni da punire o da benedire, quando la Sua Chiesa chiede protezione e aiuto, allora Egli è "destato dalla Sua santa dimora" e "ogni carne" ha il comando di "tacere" davanti a Lui

(II.) Le occasioni che procurano questa interposizione di Dio

1.) Egli è innalzato dai vizi incorreggibili degli uomini. Quando la malvagità abbonda, per un certo tempo sembra che la ignori, o si interpone con dolci correzioni; ma c'è un limite alla Sua pazienza e alla Sua pazienza

2.) L'orgoglio e l'oppressione lo sollevano dalla sua dimora. "Quei regni che camminano nell'orgoglio Egli li umilierà". Ogni potere che si oppone alle leggi di Dio deve essere rovesciato; e quanto più è orgogliosa e opprimente, tanto più certa, rapida e marcata è la sua caduta

3.) Dio è risuscitato per la manifestazione della Sua verità. A ogni popolo Dio ha originariamente dato un sistema di salvezza, e tutte le nazioni avrebbero potuto preservarlo. Il fatto che non l'abbiano fatto, è una prova della depravazione umana. Se non fosse stato per speciali interposizioni di Dio, la verità sarebbe completamente perita; e con esso tutte le speranze del mondo devono essere finite per sempre. Ecco la misericordia di Dio

4.) Dio è risuscitato dalle preghiere dei Suoi santi. La preghiera muove Colui che muove l'universo. Tutto incoraggia la preghiera. Ciò che è il nostro privilegio è reso il nostro dovere. Voi conoscete l'efficacia della preghiera. È la preghiera che richiama le Sue visite, Lo interessa alla tua causa e ti assicura la grazia di aiutarti in ogni momento di bisogno. Né meno essenzialmente è connesso con ogni piano per la diffusione del Suo Vangelo e la prosperità della Sua Chiesa

5.) L'adempimento della Sua promessa al Messia risuscita Dio dalla Sua santa dimora. Egli aveva detto: "Ti darò le nazioni come Tua eredità". Questo decreto non è ancora pienamente attuato. Dio è stato suscitato in parte per realizzarlo; ma presto Egli dirà la Sua potenza in un modo ancora più glorioso. Anche ora Egli è risuscitato per questo scopo

(III.) L'impressione che queste dispense straordinarie dovrebbero fare. Il silenzio è comandato; Ma il silenzio in tal caso è il risultato di una potente impressione mentale

1.) È l'effetto di un interesse profondo e intenso

2.) Il rimprovero produce silenzio

3.) La soddisfazione produce silenzio. A tutta la carne, così come alla Chiesa, è comandato di tacere davanti a Dio

(IV.) Ma il tutto deve scaturire dall'emozione? Certo che no. Dio è stato innalzato dal Suo luogo, per risuscitarci dal nostro. Dobbiamo essere collaboratori della verità. È il nostro incoraggiamento che Dio è "destato dalla sua santa dimora"; e questo ci renderà imperdonabili se rifiutiamo di cooperare. Se Dio viene così risuscitato, abbiamo molti incoraggiamenti a fare sforzo. Abbiamo la sanzione divina. La preghiera deve essere ascoltata. Non vogliamo cooperazione. Non possiamo volere il successo. Saremo imperdonabili se ci rifiutiamo di sposare la Sua causa. (R. Watson.)

Riferimenti incrociati:

Zaccaria 2

1 Zac 1:18
Zac 1:16; Ez 40:3,5; 47:4; Ap 11:1; 21:15

2 Zac 5:10; Giov 16:5
Ger 31:39; Ez 45:6; 48:15-17,30-35; Ap 11:1; 21:15-17

3 Zac 1:9,13,14,19; 4:1,5; 5:5
Zac 1:8,10,11

4 Ger 1:6; Dan 1:17; 1Ti 4:12
Zac 1:17; 8:4,5; 12:6; 14:10,11; Is 33:20; 44:26; Ger 30:18,19; 31:24,27; 31:38-40; 33:10-13; Ez 36:10,11; Mic 7:11

5 Zac 9:8; Sal 46:7-11; 48:3,12; Is 4:5; 12:6; 26:1,2; 33:21; 60:18,19
Sal 3:3; Is 60:19; Ag 2:7-9; Lu 2:32; Ap 21:10,11,23; 22:3-5

6 Ru 4:1; Is 55:1
Zac 2:7; Ge 19:17; Is 48:20; 52:11,12; Ger 1:14; 3:18; 31:8; 50:8; 51:6; 51:45,50; 2Co 6:16,17; Ap 18:4
De 28:64; Ger 15:4; 31:10; Ez 5:12; 11:16; 12:14,15; 17:21; Am 9:9

7 Ge 19:17; Nu 16:26,34; Is 48:20; 52:11; Ger 50:8; 51:6,45; At 2:40; Ap 18:4
Is 52:2; Mic 4:10

8 Zac 2:4,5; 1:15,16; Is 60:7-14
Zac 2:9,11; Is 48:15,16; Mal 3:1; Giov 14:23,24,26; 15:21-23; 17:18; 1G 4:9,10,14
2Re 24:2; Ger 50:17,18; 51:34,35; Ez 25:6,7,12,15; 26:2; 35:5; Gioe 3:2-8; Am 1:3-5,9,11,13; Abd 1:10-16; Mic 4:11; 5:6; 7:10; Abac 2:8,17; Sof 2:8
Ge 20:6; Sal 105:13-15; At 9:4; 2Te 1:6
De 32:10; Sal 17:8; Mat 25:40,45

9 Is 10:32; 11:15; 13:2; 19:16
Is 14:2; 33:1,23; Ger 27:7; Ez 39:10; Abac 2:8,17; Sof 2:9
Zac 2:8; 4:9; 6:15; Ger 28:9; Giov 13:19; 16:4

10 Zac 9:9; Sal 47:1-9; 98:1-3; Is 12:6; 35:10; 40:9; 42:10; 51:11; 52:9,10; 54:1; 61:10; 65:18,19; 66:14; Ger 30:19; 31:12; 33:11; Sof 3:14,15; Fili 4:4
Zac 14:5; Sal 40:7; Is 40:9-11; Mal 3:1
Zac 8:3; Lev 26:12; Sal 68:18; Ez 37:27; Sof 3:17; Mat 28:20; Giov 1:14; 14:23; 2Co 6:15,16; Ap 2:1; 21:3

11 Zac 8:20-23; Sal 22:27-30; 68:29-31; 72:8-11,17; Is 2:2-5; 11:9,10; 19:24,25; 42:1-4; 45:14; 49:6,7,22,23; 52:10; 60:3-7; 66:19; Ger 16:19; Mal 1:11; Lu 2:32; At 28:28; 1P 2:9,10; Ap 11:15
Zac 3:10
Eso 12:49
Zac 2:9; Ez 33:33; Giov 17:21,23,25

12 Eso 19:5,6; De 32:9; Sal 82:8; 135:4; Ger 10:16; 51:19
Zac 1:17; Is 41:9

13 Sal 46:10; Abac 2:20; Sof 1:7; Rom 3:19; 9:20
Sal 68:5; 78:65; Is 26:20,21; 42:13-15; 51:9; 57:5; Sof 3:8
De 26:15; 2Cron 30:27; Sal 11:4; 68:5; Is 57:15; 63:15; Ger 25:30

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