Matteo 1

1 CAPO 1 - ANALISI

1. L'albero genealogico della famiglia di Gesù. Siccome Gesù dichiarava di essere il Messia, ovvero il Cristo promesso ad Abrahamo e a Davide, ed annunziato alla nazione giudaica dalle profezie, era importantissimo, per vincere l'opposizione dei capi sacerdoti, di far precedere la narrazione della sua vita e del suo ministerio terrestre da un quadro genealogico, per dimostrare incontrastabilmente la sua discendenza dai patriarchi sopraccennati. Matteo fa l'enumerazione dei suoi antenati nella linea di Giuseppe, reputato suo padre Matteo 1:1-17.

2. Circostanze della nascita di Gesù. Benché l'Evangelista ne dia pochi cenni, pure parla chiaramente della concezione miracolosa nel seno della vergine Maria, per opera dello Spirito Santo, di Giuseppe perplesso per lo stato della sua fidanzata, della luce da lui ricevuta per mezzo dell'angelo, che dissipò i suoi dubbi sopra un fatto predetto nelle profezie, finalmente del nome ch'egli doveva dare al celeste bambino per ordine di Dio Matteo 1:18-25.

Matteo 1:1-17. L'ALBERO GENEALOGICO DELLA FAMIGLIA DI GESÙ Luca 3:23-38

1. Genealogia

cioè registro o rassegna degli antenati di Cristo secondo la carne.

di Gesù Cristo,

«Gesù» è il nome proprio di nostro Signore Vedi Matteo 1:21. «Cristo» è il nome che indica il suo ufficio, e corrisponde in lingua greca alla parola ebraica Messia, cioè Unto; ed egli era veramente l'Unto, consacrato dal Signore Isaia 61:1. Non vi ha nazione che abbia tanto accuratamente conservato le tavole genealogiche quanto quella d'Israele, come lo prova Esdra 2:62. Difatti i loro libri sacri contengono genealogie per un periodo di migliaia d'anni, cioè dalla creazione di Adamo fino alla cattività di Giuda. Tali genealogie erano allora indispensabili, essendo la nazione ebraica divisa in tribù, ad ognuna delle quali era assegnata in possesso inalienabile una parte della terra di Canaan. Ma Iddio aveva uno scopo superiore a quello della stabilità delle possessioni in Israele nell'indurre le successive generazioni di quel popolo a conservare un catalogo esatto dei loro antenati. Esse dovettero farlo, fin dal momento in cui la parola profetica dichiarò che il Messia promesso nascerebbe dalla progenie di Abrahamo, dalla posterità di Giacobbe nella tribù di Giuda, e nella famiglia di Davide. Era di somma importanza il constatare colle genealogie che Gesù discendeva dalla famiglia reale di Davide, ed era la vera progenie promessa ad Abrahamo Genesi 22:18. Così la nuova economia, della grazia, è collegata coll'antica quella della legge. Due sono gli Evangelisti che ci danno l'albero genealogico della famiglia eletta dalla quale dovea uscire il Messia il Salvatore. Matteo, che scriveva principalmente per gli Ebrei, comincia da Abrahamo, padre di quel popolo. Luca. , invece, avendo in vista i Gentili, ossia le altre nazioni, risale fino al primo uomo, fino a Dio stesso. Ambedue hanno lo scopo di mostrare con tavole autentiche, ufficiali ed accuratamente conservate, fino alla distruzione di Gerusalemme, che Gesù Cristo di cui stanno per narrare la storia, discende incontestabilmente dalla famiglia di Davide sia dal lato di Giuseppe sposo di Maria, sia dal lato di Maria medesima; poiché, tanto la madre di Gesù, quanto Giuseppe suo padre putativo, erano discesi dalla nobile progenie di Davide. Si noti che la genealogia di Gesù Cristo è la sola in tutto il mondo che continui senza interruzione per ben quaranta secoli, e che cominci dalla creazione del primo uomo. Di quanto valore è per il fedele la considerazione di questo fatto, quantunque esso rimanga inosservato dagli increduli e dagli indifferenti! Gesù nasce, secondo la carne, nell'ombra, nell'oscurità; ciò nonostante Egli è il punto centrale di tutta la storia sacra; a Lui si riferiscono tutte le profezie, tutti i tipi, tutto il piano tracciato nell'antica alleanza. È chiaro che questi versetti contengono la genealogia di Giuseppe, mentre Luca ha tracciato quella di Maria. In senso inverso fino ad Adamo Luca 3:23-38. Probabilmente questa genealogia fu copiata da' pubblici registri della nazione, che erano ben conosciuti e contenevano le tavole genealogiche della linea di Davide, che spiega le differenze e le omissioni che si osservano in questa tavola genealogica, confrontandola colla storia dell'Antico Testamento. La verità e l'autenticità della genealogia medesima non furono mai messe in dubbio, neanche da coloro che sarebbero stati felici di provare che Gesù di Nazaret non era il Messia promesso; quindi, ai giorni nostri, sfuggono agli attacchi d'una critica ostile le insignificanti discrepanze che si osservano, paragonando questa genealogia con quelle dell'Antico Testamento.

figliuolo di Davide, figliuolo d'Abramo.

La prima famiglia speciale cui fu promesso il Messia fu quella di Abrahamo; l'ultima quella di Davide Genesi 22:18; 2Samuele 7:12-16, e la parola «figliuolo» in ambedue i casi si riferisce a Cristo. «Il figliuolo di Davide» era un titolo speciale del Messia Vedi sopra riferimenti , né si poteva omettere la qualificazione di «figliuolo di Abrahamo», perché, sebbene compresa nel titolo precedente, si riferiva ad una profezia troppo importante Confr. i riferimenti e sopra.

PASSI PARALLELI

Genesi 2:4; 5:1; Isaia 53:8; Luca 3:23-38; Romani 9:5

Matteo 9:27; 15:22; 22:42-45; 2Samuele 7:13,16; Salmo 89:36; 132:11; Isaia 9:6-7

Isaia 11:1; Geremia 23:5; 33:15-17,26; Amos 9:11; Zaccaria 12:8; Luca 1:31-32

Luca 1:69-70; Giovanni 7:42; Atti 2:30; 13:22; Romani 1:3; Apocalisse 22:16

Genesi 12:3; 22:18; 26:3-5; 28:13-14; Romani 4:13; Galati 3:16

2 2. Abramo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda, e i suoi fratelli. 3. Giuda generò Fares, e Zara, da Tamar; Fares generò Esrom; Esrom generò Aram.

Gli altri figliuoli di Abrahamo non sono nominati insieme ad Isacco, e neppure Esaù gemello di Giacobbe e suo maggiore, perché il Messia non doveva nascere nelle loro famiglie; ma i figli di Giuda sono mentovati, perché la loro progenie faceva parte del popolo eletto da Dio; e Zara gemello di Fares vi è pure nominato, essendo discesa da lui una parte della tribù di Giuda. Con Giuda sono anche mentovati «i suoi fratelli», cioè gli altri undici patriarchi, per dimostrare che tutte le tribù d'Israele, benché non tutte fosser tornate dalla cattività, avean parte uguale alla benedizione promessa.

PASSI PARALLELI

Genesi 21:2-5; Giosuè 24:2-3; 1Cronache 1:28; Isaia 51:2; Luca 3:34; Atti 7:8

Romani 9:7-9; Ebrei 11:11,17-18

Genesi 25:26; Giosuè 24:4; 1Cronache 1:34; Isaia 41:8; Malachia 1:2-3; Romani 9:10-13

Genesi 29:32-35; 30:5-20; 35:16-19; 46:8-27; 49:8-12; Esodo 1:2-5

1Cronache 2:1-8; 5:1-2; Luca 3:33-34; Atti 7:8; Ebrei 7:14; Apocalisse 7:5

Genesi 38:27,29-30; 46:12

Numeri 26:20-21; 1Cronache 2:3-4

1Cronache 9:6

Genesi 38:6,11,24-26

Genesi 46:12; Numeri 26:21; Ruth 4:18; 1Cronache 2:5; 4:1

Luca 3:33

Ruth 4:19; 1Cronache 2:9

4 4. Aram generò Aminadab; Aminadab generò Naasson; Naasson generò Salmon; 5. Salmon generò Booz, da Rahab; Booz generò Obed, da Rut; Obed generò Iesse. 6. lesse generò Il re Davide; e Davide generò Salomone, da quella ch'era stata moglie di Uria;

In Matteo 1:3,5, 6 troviamo pure registrati i nomi di quattro donne, tutte notevoli per il loro carattere. Due di esse almeno sono Gentili di nascita, cioè Rahab, e Rut la Moabita. Tre di esse poi ci sono presentate nell'A. T. come peccatrici: la prima per ordine cronologico è Tamar, dalla quale, per incesto col suo suocero, discende la più gran parte della tribù di Giuda Genesi 38:24; indi viene Rahab abitante in Gerico, salvata per la fede dalla distruzione di quella città, ma che sembra, secondo Ebrei 11:31; Giosuè 2:1, essere stata meretrice; finalmente Batseba moglie di Uria, poi adultera con Davide 2Samuele 11:2-27. Non era l'uso di inserire nomi di donne nelle tavole genealogiche. Così facendo, Matteo, il quale chiama sé stesso «il pubblicano», ci insegna che la grazia del Signore può giungere non solo fino a quelli «che sono ancor lontani», ma persino alle meretrici ed ai pubblicani, per innalzarli e farli sedere tra i principi del suo popolo.

PASSI PARALLELI

Ruth 4:19-20; 1Cronache 2:10-12

Numeri 1:7; 2:3; 7:12,17; 10:14

Luca 3:32

Ruth 4:21; 1Cronache 2:11-12

Giosuè 2:1-22; 6:22-25; Ebrei 11:31; Giacomo 2:25

Ruth 1:4,16-17,22; 2:1-4:22

Luca 3:32

Ruth 4:22; 1Samuele 16:1,11-13; 17:12,58; 20:30-31; 22:8; 2Samuele 23:1

1Cronache 2:15; Salmo 72:20; Isaia 11:1; Atti 13:22-23

2Samuele 12:24-25; 1Cronache 3:5; 14:4; 28:5

2Samuele 11:3,26-27; 1Re 1:11-17,28-31; 15:5; Romani 8:3

2Samuele 23:39; 1Cronache 11:41

7 7. Salomone generò Roboamo; Roboamo generò Abia; Abia generò Asa. 8. Asa generò Giosafat; e Giosafat generò Ioram; e Ioram; generò Uzzia.

Fra Ioram; e Uzzia regnarono sopra Giuda tre re che non sono nominati in questa genealogia, cioè Achazia, Joas e Amasia, i quali erano discendenti immediati della perfida ed idolatra Atalia, della progenie di Achab, re d'Israele. Probabilmente quei nomi furono emessi rei registri nazionali della genealogia dei re per due ragioni:

1 per ridurre a quattordici il numero delle generazioni da Davide sino alla cattività, come quelle da Abrahamo a Davide;

2 per mostrare la maledizione di Dio sui matrimoni profani, cioè con donne idolatre, fino alla terza e alla quarta generazione 1Re 21:21; 2Re 9:8.

PASSI PARALLELI

1Re 11:43; 12:1-24; 1Cronache 3:10; 2Cronache 9:31; 13:7

1Re 14:31

2Cronache 12:1

1Re 15:8-23; 2Cronache 14:1-16:14

1Re 15:24; 22:2-50; 2Re 3:1; 2Cronache 17:1-20:37

1Re 22:50; 2Re 8:16

1Cronache 3:11; 2Cronache 21:1

2Re 14:21; 15:1-6

2Cronache 26:1-23

9 9. Uzzia generò Ioatam; Ioatam generò Achaz; Achaz generò Ezechia. 10. Ezechia generò Manasse; Manasse generò Amon; Amon generò Giosia. 11. Giosia generò Ieconia, e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. 12. E, dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel; Salatiel; generò Zorobabel.

L'Ieconia di Matteo 1:12 non è lo stesso che quello di Matteo 1:11 con quel medesimo nome vengono in questi versetti indicate due persone diverse, il padre e il figlio. Nel vers. 11 si tratta di Ioiachim, figlio maggiore di Giosia 2Re 23:34, 36, che non fu però immediato successore del padre sul trono. Nel vers. 12 si parla di Ioiachin, figlio del precedente, il quale fu trasportato in cattività a Babilonia. Quando il re di Egitto ebbe sconfitto ed ucciso Giosia, la successione regolare al trono sembra fosse interrotta. Ioachaz, secondo figlio di Giosia, fu eletto suo successore invece del primogenito Ioiachim, o Eliachim. Ioachaz; essendo stato preso ed incarcerato dal re di Egitto, Ioiachim vers. 11, fu posto sul tropo dal conquistatore Ioiachin, o Ieconia vers. 12, succedette al padre ma trasportato in cattività a Babilonia da Nebucadnesar, il suo zio Sedechia, figlio di Giosia, salì sul trono tributario. Ioiachim solo, d'infra i figliuoli di Giosia, sembra fosse ammogliato Confr. 2Cronache 36:1-23 con 2Re 23:30-37; 24:1-17.

PASSI PARALLELI

2Re 15:7,32-38; 1Cronache 3:11-13; 2Cronache 26:21; 27:1-9

2Re 15:38; 16:1-20; 2Cronache 27:9; 28:1-27; Isaia 7:1-13

2Re 16:20; 18:1-20:21; 2Cronache 28:27; 29:1-32:33; Isaia 36:1-39:8

2Re 20:21; 21:1-18; 24:3-4; 1Cronache 3:13-15; 2Cronache 32:33; 33:1-19

2Re 21:19-26; 2Cronache 33:20-24

1Re 13:2; 2Re 21:26; 22:1-20; 23:1-30; 2Cronache 33:25; 34:1-33; 35:1-27

Geremia 1:2-3

2Re 23:31-37; 24:1-20; 1Cronache 3:15-17; 2Cronache 36:1-8; Geremia 2:10-28

2Re 24:14-16; 25:11; 2Cronache 36:10,20; Geremia 27:20; 39:9; 52:11-15,28-30

Daniele 1:2

2Re 25:27

1Cronache 3:17,19-24

Geremia 22:24,28

Esdra 3:2; 5:2; Nehemia 12:1; Aggeo 1:1,12,14; 2:2,23

Luca 3:27

13 13. Zorobabel generò Abiud; Abiud generò Eliachim; Eliachim generò Azor.

Zorobabel, chiamato anche Sesbassar, era nipote o pronipote di quel Ieconia che fu deportato a Babilonia. Egli fu scelto da Giro per ricondurre i captivi Ebrei nel loro paese, e per essere il primo Satrapo, o Governatore di Giudea, sotto i re di Persia confr. Esdra 1:8; 5:14, con Aggeo 1:1; 2:2.

PASSI PARALLELI

Matteo 1:13

14 14. Azor generò Sadoc; Sadoc generò Achim; Achim generò Eliud. 15 Eliud generò Eleazaro; Eleazaro generò Mattan; Mattan generò Giacobbe; 16. Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria,

cioè il suo fidanzato Vedi Matteo 1:18. I promessi sposi sono spesso chiamati marito e moglie Genesi 29:21; Deuteronomio 22:22. In questo passo Giuseppe è chiamato marito di Maria, ma non padre di Gesù. Matteo dà la genealogia di Giuseppe, perché egli scriveva per gli Ebrei, i quali nelle genealogie seguivano la linea mascolina.

PASSI PARALLELI

Matteo 1:18-25; 2:13; Luca 1:27; 2:4-5,48; 3:23; 4:22

Marco 6:3; Luca 1:31-35; 2:7,10-11

Matteo 27:17,22; Giovanni 4:25

16 dalla quale nacque Gesù che è chiamato Cristo. 17. Così, da Abrahamo fino a Davide, sono in tutto quattordici generazioni; e da Davide fino alla deportazione in Babilonia, quattordici generazioni; e dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo, quattordici generazioni.

Per facilitare la memoria gli Ebrei spartivano le loro genealogie in tre divisioni di quattordici nomi. La prima comprende il tempo dei Patriarchi e dei Giudici la seconda il periodo dei Re; la terza quello dei Sacerdoti Asmonei detti Maccabei. Le genealogie giudaiche sono ormai perdute. Chi potrebbe oggi provare di appartenere alla tribù di Giuda ed alla famiglia di Davide, e pretendere agli onori del Messia? Le ultime quattordici generazioni finiscono con Giuseppe. Ecco a che si riduceva l'illustre casa di Davide i suoi diritti, nella linea di Salomone, appartenevano ad un povero legnaiolo; eppure egli fu il discendente scelto da Dio a far legalmente da padre al Messia promesso, affinché l'aspettato Profeta, Sacerdote e Re salisse «come radice che esce da un arido suolo» Isaia 53:2.

PASSI PARALLELI

Matteo 1:17

18 Matteo 1:18-25. LA NATIVITÀ DI GESÙ CRISTO

18. Or la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo.

I dotti credono che Gesù Cristo sia nato quattro anni prima di quello dal quale si fa incominciare l'era nostra. Fino verso l'anno 730 A. D. si calcolarono gli anni dalle Olimpiadi, dalla fondazione di Roma, o dall'era giuliana Gesù nacque 400 anni circa dopo Malachia, 500 dopo Esdra, 1000 dopo il re Salomone, 1500 dopo l'uscita d'Egitto, 4000 dopo la creazione. La narrazione della nascita di Cristo in Matteo è molto breve; ma Luca, scrivendo per istruzione dei Gentili, entra in particolari interessanti, e ci fa pure conoscere l'infanzia di Giovanni Battista, parente di Cristo e suo precursore Vedi Luca 2:11

Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe,

Un anno, o per lo meno sei mesi, dovevano trascorrere fra la promessa di matrimonio e le nozze; quest'uso fra i Giudei aveva lo scopo di provare l'onestà della fidanzata, ad era, se non ordinato almeno approvato da Dio Deuteronomio 20:7. Secondo la legge, la promessa equivaleva al matrimonio Vedi Matteo 1:19 «Giuseppe suo marito», e Matteo 1:20 «Maria tua moglie».

e prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo.

sulla miracolosa concezione di Cristo vedi la nota Luca 1:35. Qui ed altrove lo Spirito Santo è nominato come se fosse una persona Atti 5:3-4, distinta dal Padre e dal Figlio, nell'unità della Divinità, secondo che ci viene chiaramente insegnato. Matteo 3:16-17; 28:19; 2Corinzi 13:13.

PASSI PARALLELI

Luca 1:27-38

Genesi 3:15; Giobbe 14:4; 15:14; Luca 1:25,35; Galati 4:4-5; Ebrei 7:26; 10:5

19 19. E Giuseppe, suo marito, essendo uomo giusto, e non volendo esporla ad infamia si propose di lasciarla occultamente.

Giuseppe senza dubbio, seppe in che stato si trovava Maria, quando essa fu di ritorno dalla visita fatta ad Elisabetta sua cugina Luca 1:56 e per quanto grande fosse l'affetto ch'egli nutriva per la sua fidanzata, non poté difendersi dall'accogliere sospetti dolorosi sul conto di essa. Egli era troppo onesto per potersi decidere a sposare una giovane, sulla perfetta purezza della quale egli nutriva dei dubbi; ma era altresì di animo troppo compassionevole per punirla della colpa supposta Deuteronomio 22:23-24, e perciò decise di rompere segretamente la data promessa, lasciando a lei la cura di celare la propria vergogna come meglio potesse. Giuseppe aveva davanti a sé due vie per procedere contro Maria: infamarla pubblicamente davanti ai magistrati che l'avrebbero condannata alla lapidazione Deuteronomio 22:23-24; oppure, privatamente e senza addurre ragioni, consegnarle una lettera di divorzio in presenza di due o tre testimoni Deuteronomio 24:1. A quest'ultimo partito preferì di attenersi.

PASSI PARALLELI

Levitico 19:20; Deuteronomio 22:23-24

Genesi 6:9; Salmo 112:4-5; Marco 6:20; Luca 2:25; Atti 10:22

Genesi 38:24; Levitico 20:10; Deuteronomio 22:21-24; Giovanni 8:4-5

Deuteronomio 24:1-4; Marco 10:4

20 20. Ma, mentre avea queste cose nell'animo, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di prendere teco Maria, tua moglie; perché, ciò che in lei è generato è dallo Spirito Santo;

Vedi nota Luca 1:35. «Giuseppe figlio di Davide». Simili parole nella bocca dell'angelo rammentando a Giuseppe ciò che tutte le famiglie discendenti da Davide avidamente ambivano, lo dovevano preparare ad un tratto a riceverne il meraviglioso annunzio.

PASSI PARALLELI

Salmo 25:8-9; 94:19; 119:125; 143:8; Proverbi 3:5-6; 12:5; Isaia 26:3; 30:21

Giudici 13:3,8-9; Luca 1:10-13,19,26-38; 2:8-14

Matteo 1:13,19,22; Genesi 31:11; Numeri 12:6; Giobbe 4:13-16; 33:15-17; Gioele 2:28

Isaia 7:2,13; Geremia 33:26; Luca 2:4

Matteo 28:5; Genesi 46:3; 1Re 17:13; Isaia 51:7; Geremia 40:9; Luca 1:30

Matteo 1:18; Geremia 31:22

21 21. Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù;

cioè "Salvatore». Il nome destinato al figlio di Maria, e la ragione addotta in questo versetto, rivelavano chiaramente ciò che Egli doveva essere. «Gesù» e «Giosuè» son lo stesso nome, salvo una piccola alterazione nella finale per conformarlo al greco. Iesous è la parola greca colla quale i Settanta tradussero la parola ebraica Jeoshua ossia Giosuè, cioè «l'Eterno salva». Vi sono due Giosuè nell'Antico Testamento; ognuno di essi è un tipo illustre di Cristo; Giosuè capitano del popolo, che introdusse Israele nella terra, di Canaan e Giosuè sommo sacerdote al ritorno della cattività di Babilonia Zaccaria 6:11-12. Non solo come «Principe della salvezza», ma come Sommo Sacerdote della nostra professione», Cristo è il nostro Giosuè, il nostro Salvatore, che viene in luogo di Mosè a fare «ciò che era impossibile alla legge, in quanto che per la carne era senza forza» Romani 8:3. Giosuè si chiamava in origine Hosea; ma Mosè vi aggiunse la prima sillaba del nome di Jehova facendone Jeosua Numeri 13:17, per indicare che il Messia, che porterebbe quel nome, era Jehova stesso, laonde «egli può salvarci appieno», ed in lui, e «in nessun, altro è la salute».

perché è lui che salverà il suo popolo,

non solo la nazione ebraica Giovanni 1:11; 10:16 ma eziandio tutti quelli che il Padre ha eletti e dati al Figlio,

dai loro peccati.

cioè dalla colpa del peccato per i meriti della sua morte, dal dominio del peccato per lo Spirito della sua grazia, dall'ira e dalla maledizione di Dio in questo mondo e nell'altro. Dice con enfasi: È Lui. Lui solo e nessun altro Atti 4:12. Qui la divinità di Cristo ci è manifestata colla massima chiarezza Confr. Luca 1:68 con Salmo 130:7-8

PASSI PARALLELI

Genesi 17:19,21; 18:10; Giudici 13:3; 2Re 4:16-17; Luca 1:13,35-36

Luca 1:31; 2:21

Salmo 130:7-8; Isaia 12:1-2; 45:21-22; Geremia 23:6; 33:16; Ezechiele 36:25-29

Daniele 9:24; Zaccaria 9:9; Giovanni 1:29; Atti 3:26; 4:12; 5:31; 13:23,38-39

Efesini 5:25-27; Colossesi 1:20-23; Tito 2:14; Ebrei 7:25; 1Giovanni 1:7; 2:1-2; 3:5

Apocalisse 1:5-6; 7:14

22 22. Or tutto ciò avvenne, affinché si adempiesse quello ch'era stato detto dal Signore, per mezzo del profeta; 23. «Ecco, la Vergine sarà incinta, e partorirà un figliuolo, al quale sarà posto nome Emmanuele; che, interpretato, vuol dire: Dio con noi.

La profezia si legge nel cap. VII d'Isaia Isaia 7:25. Al re Acaz spaventato dalla coalizione nemica della Siria e d'Efraim contro Giuda, Dio dà un segno della sua protezione: La Vergine israelitica, andata in quei giorni a marito e diventata incinta, potrà chiamare il suo figlio «Emmanuele» Dio con noi, per proteggerci, perché prima che il fanciullo sia giunto all'età di ragione, la coalizione nemica sarà fiaccata Isaia 7:14-16. Ma al disopra del presente fuggevole, l'occhio del profeta contempla, nell'avvenire più lontano, la visione dei grandi castighi che vuoteranno il paese dei suoi abitanti, e in pari tempo quella della grande salvezza che Dio prepara per l'Israele umiliato e per le nazioni tutte. La Vergine israelitica per eccellenza, discendente di opera d'uomo, ma per l'intervento dello Spirito della vita, e il figlio che da lei nascerà sarà veramente l'«Emmanuele», Dio unito alla natura umana, per dare all'umanità una salvezza piena ed eterna.

In tutto il contesto dei capitoli VII a XI d'Isaia, Isaia 7:1-25;8:1-22;9:1-21;10:1-34;11:1-16 campeggia la figura del figlio divino nascituro dalla Vergine. A questo Emmanuele Salvatore appartiene il paese Isaia 8:8; egli recherà luce d'allegrezza nelle tenebre dell'angoscia: «Un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci è stato dato e l'imperio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, per dare incremento all'impero e una pace senza fine al trono di Davide ed al suo regno...» Isaia 9:5-6. Egli spunterà come rampollo dalle radici d'Isaia, sarà ripieno dello Spirito dell'Eterno, regnerà con giustizia ed il suo regno stabilirà la pace universale Isaia 11. Il contemporaneo d'Isaia, Michea, predice, a sua volta, la nascita in Betleem e l'imperio universale di questo figlio di Davide, «le cui origini risalgono ai tempi antichi ai giorni eterni» Michea 5:15.

PASSI PARALLELI

Isaia 7:14

Isaia 7:14; 8:8

Matteo 28:20; Salmo 46:7,11; Isaia 8:8-10; 9:6-7; 12:2; Giovanni 1:14; Atti 18:9

Romani 1:3-4; 9:5; 2Corinzi 5:19; 1Timoteo 3:16; 2Timoteo 4:17,22

24 24. e Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli avea comandato, e prese con sé sua moglie; 25. e non la conobbe finch'ella non ebbe partorito un figlio. E gli pose nome GESÙ.

La parola primogenito del testo ordinario, autentica in Luca 2:7, è qui cancellata dai critici. Ma il versetto distrugge ugualmente l'idea della perpetua verginità di Maria, perché l'espressione la conobbe» indica l'unione dei sessi; e la dichiarazione che Giuseppe se ne astenne finché essa non ebbe partorito un figlio, prova con evidenza che in seguito non fu più così. Se Maria fosse rimasta sempre vergine, come lo pretende la Chiesa di Roma e se Giuseppe non avesse mai convissuto maritalmente con lei, l'Evangelista, a scanso di ogni equivoco, avrebbe detto: «non la conobbe mai». Non lo dice: dunque non vi ha dubbio su questo punto. Maria può avere avuto dei figli da Giuseppe. D'altronde non esiste ragione alcuna per cui si devono considerare come cugini, o figli d'un primo letto di Giuseppe, i fratelli di Gesù menzionati negli Evangeli. Insomma, a noi sembra che nessun lettore possa mai dare a questo versetto altro senso che il letterale a meno ch'egli lo legga col concetto premeditato della perpetua verginità di Maria.

PASSI PARALLELI

Genesi 6:22; 7:5; 22:2-3; Esodo 40:16,19,25,27,32; 2Re 5:11-14; Giovanni 2:5-8

Giovanni 15:14; Ebrei 11:7-8,24-31; Giacomo 2:21-26

Esodo 13:2; 22:29; Luca 2:7; Romani 8:29

Luca 2:21

Riflessioni

1. Ringraziamo il Signore di averci dato prove autentiche e sicure per dimostrarci che Gesù è il Messia. Lo scettico non può desiderarle maggiori. Basterebbe sapere che le sue dottrine erano le più pure e celesti; che la sua vita fu un modello di benevolenza e di virtù; che i suoi miracoli avevano l'impronta della divinità, e che furono confermati da testimoni, i quali suggellarono col proprio sangue la verità delle loro asserzioni, tanto su quelli che sulla di lui morte e risurrezione, di più, abbiamo minutissimi ragguagli e documenti conservati dagli Ebrei medesimi, atti a provare come Cristo fosse precisamente della famiglia predetta dai profeti e della progenie d'Abrahamo. Ed ancora dubiteremmo?

2. Esultiamo per lo scopo della missione di Cristo. Egli venne per salvare il suo popolo dal peccato; non già per salvarlo nel peccato, ma da esso, cioè dalla colpa del peccato, dalle sue sozzure, dal suo dominio, e dalle sue eterne conseguenze; egli può salvarci appieno, poiché egli è Emmanuele, Dio con noi!

PASSI PARALLELI

Genesi 6:22; 7:5; 22:2-3; Esodo 40:16,19,25,27,32; 2Re 5:11-14; Giovanni 2:5-8

Giovanni 15:14; Ebrei 11:7-8,24-31; Giacomo 2:21-26

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