Matteo 2

1 CAPO 2 - ANALISI

1. Il luogo ed il tempo della nascita del Salvatore ci son fatti conoscere per la menzione qui fatta di Erode il Grande, allora re di Giudea Matteo 2:1.

2. La visita dei magi guidati dalla stella in Oriente. Arrivano in Gerusalemme, chiedono a Erode notizie di Colui del quale avean veduto la stella in Oriente, e che credevano per lo meno conosciuto da chi regnava in Giudea, se anche non era della sua famiglia. Erode raduna immediatamente i capi sacerdoti e gli Scribi, per sapere da loro il luogo ove il Cristo deve nascere, persuaso che quel «Re dei Giudei», nato in circostanze così straordinarie, dovesse essere il Messia. Gli Scribi provano, coi profeti alla mano, che il Cristo deve nascere a Betleem città di Davide. Saputo ciò, i magi proseguono il loro viaggio, trovano il bambino Gesù, e adorandolo compiono la profezia d'Isaia 60:3: «Le nazioni cammineranno alla tua luce, e i re allo splendore del tuo levare» Matteo 2:1-11.

3. La strage di Betleem. Idumeo per nascita, ed in verun modo collegato colla dinastia di Davide, Erode, mosso da timore e gelosia, risolve di togliere di mezzo un rivale così pericoloso. Licenzia i magi chiedendo loro che, trovato l'oggetto delle loro ricerche, tornino a dargliene contezza; ma essi invece, per divina ispirazione, rimpatriano percorrendo altra strada Matteo 2:12. Erode, furioso, ordina il massacro di tutti i bambini maschi di Betleem, fino all'età di due anni, reputando questo il più sicuro mezzo di uccidere il temuto suo rivale. Tale atto feroce rinnova nella terra ove riposa Rachele il lamento disperato descritto in Geremia 31:15 Matteo 2:16-18.

4. La fuga in Egitto. La scaltrezza e la crudeltà di Erode furono rese impotenti dalla provvidenza divina, che vegliò sul bambino. Giuseppe, avvertito in sogno dell'imminente pericolo, riceve l'ordine di rifugiarsi in Egitto col Bambino e con Maria. Così fu compiuta un'altra predizione riguardo al Messia, come lo fa osservare Matteo 2:13-15.

5. Ritorno dall'Egitto. Dio che, nella sua provvidenza, procacciò un rifugio al Salvatore bambino, lo richiama dall'Egitto appena passato il pericolo; ma essendo la Giudea governata dal figlio di Erode, Archelao. Giuseppe rifugge dall'idea di dimorare in luogo sottoposto al figlio di un tal padre. Un'altra divina ispirazione lo decide a tornare in Nazaret, sua città natia, nella provincia di Galilea Luca 2:4 Matteo 2:19-23.

Matteo 2:1-11. LA VISITA DEI MAGI

1. Ora, essendo Gesù nato (Luca 2:1), in Betleem di Giudea,

Vi erano in Israele due città di questo nome; l'una in Galilea, apparteneva alla tribù di Zabulon Giosuè 19:15, l'altra alla tribù di Giuda, ed era detta Betleem di Giuda, appunto per distinguerla dalla prima. Betleem in ebraico, significa casa del pane, ed allude alla fertilità delle valli e dei colli da cui è circondata. Per l'istesso motivo veniva chiamata Efrata, la feconda Genesi 35:19; Michea 5:2, ed i suoi abitanti gli Efratei, Rut 1:2. Davide nacque in Betleem, ove erano conservati i registri della sua famiglia, per cui la chiamavano «città di Davide». Essa è situata tra Hebron e Gerusalemme sei miglia al sud di quest'ultima

ai dì del re Erode,

Erode il Grande, fu figlio d'Antipatro, Idumeo o Edomita, e di madre araba, ma proselita ebrea. Al principio della sua carriera, per gl'intrighi di suo padre, fu Tetrarca della Galilea. In seguito, seppe farsi innalzare alla dignità di re della Giudea dall'imperatore e dal Senato di Roma. Quella Giudea che 63 anni prima, conquistata dai Romani, ne era divenuta tributaria, vedeva ora il suo trono occupato da uno straniero sottoposto all'imperatore di Roma, meraviglioso compimento delle ultime parole di Giacobbe Genesi 49:10, il quale, indicando il tempo della venuta del Messia, ci ha dato una prova di più che Gesù è il Cristo promesso. Erode fu chiamato il Grande a cagione del suo valore nelle guerre contro Antigono, e per tale qualificazione si distingue dai suoi discendenti Erode Antipa, Erode Agrippa 1 e 2, menzionati tutti nelle Scritture Luca 3:1;Atti 12:1-20; 26:28. Gli avvenimenti narrati in questo capitolo ebbero luogo almeno quaranta giorni prima della sua morte; altrimenti i magi non l'avrebbero trovato a Gerusalemme, poiché egli passò gli ultimi quaranta giorni della sua vita a Gerico ed ai bagni di Callirhoe

ecco, de' magi d'Oriente arrivarono in Gerusalemme.

in origine i magi erano i preti ed i filosofi della Persia; ma quel nome fu in seguito applicato anche a quelli d'altri paesi, segnatamente dell'Arabia, e degradato a segno da servire a denominare gli stregoni. I magi di cui si tratta in questo passo, erano probabilmente astrologhi, ai quali forse era giunta per tradizione la profezia di Balaam Numeri 24:17, o quella di Daniele 9:24; ma non sappiamo nulla di positivo sul loro conto, se non che erano Gentili. Le tradizioni della Chiesa Romana relative ai magi sono senza fondamento. Si dice che essi fossero tre; un antico scrittore, invece, parla di quattordici. Si vuole che essi fossero principi, e che siano sepolti nella cattedrale di Colonia, per cui sono chiamati anche i tre re di Colonia. La prima di queste tradizioni sembra derivare dal numero dei loro doni: oro, incenso, mirra Vedi Matteo 2:11; la seconda, dalla profezia Isaia 60:3; la terza racconta che le loro salme furono trasportate a Colonia da Milano; ma non si sa come ivi fossero venute dall'Oriente. Il libro di Daniele dà un'idea della grande influenza che i magi esercitavano a quel tempi in Oriente. Il profeta parla degli astrologhi, magi indovini, tutti addetti al sacerdozio, come se formassero un sol corpo, un sacro collegio. Dovevano la loro influenza assai meno alla loro scienza, che all'essere consiglieri e guide di potenti monarchi. Perciò non dove far maraviglia che, allorquando caddero le potenti monarchie dell'Asia, quegli uomini pendessero la loro importanza e divenissero invece strumenti di spavento per gl'ignoranti e complici dei malfattori. Negli ultimi anni dell'impero romano, il Mondo incivilito fu invaso da cotesta gente, poco meno spregevole degli stregoni moderni. Simon Mago Atti 8:9, era uno di tali vagabondi impostori. Al tempo della nascita di nostro Signore, i magi non esercitavano più la primitiva loro influenza, ma non erano peraltro decaduti come lo furono dopo, e la visita di alcuni di loro può venir considerata come un omaggio reso dai rappresentanti del mondo pagano alla stella mattutina di un nuovo giorno, che doveva farli poi sparire col fulgore della sua luce.

PASSI PARALLELI

Matteo 1:25; Luca 2:4-7

Matteo 2:5; Michea 5:2; Luca 2:11,15; Giovanni 7:42

Matteo 2:3,19; Genesi 49:10; Daniele 9:24-25; Aggeo 2:6-9

Genesi 10:30; 25:6; 1Re 4:30; Giobbe 1:3; Salmo 72:9-12; Isaia 11:10; 60:1-22

2 2. Dicendo: Dov'è il Re dei Giudei che è nato?

Suetonio e Tacito, storici romani, dicono che in tutto l'Oriente si aspettava un principe dominatore del mondo, che doveva sorgere nella Giudea, e Matteo 2:11 dimostra che i magi credevano che egli sarebbe pure il loro Re. Senza dubbio l'aspettativa generale di un conquistatore ebbe origine negli scritti degli antichi profeti, e fu comunicata dai Giudei alla Caldea ed alle contrade orientali.

Poiché noi abbiamo veduta la sua stella in Oriente,

Fu probabilmente questa una qualche meteora luminosa, straordinariamente brillante e che splendeva ad intervalli, poiché Matteo 2:9 fa credere che riapparisse dopo essere stata perduta di vista per qualche tempo. La nascita del Salvatore fu annunziata ai pastori da un angelo e ai filosofi gentili da una stella, Iddio parlando ad entrambi nel loro linguaggio, e nel modo per essi più intelligibile.

PASSI PARALLELI

Matteo 21:5; Salmo 2:6; Isaia 9:6-7; 32:1-2; Geremia 23:5; Zaccaria 9:9; Luca 2:11; 19:38

Luca 23:3,38; Giovanni 1:49; 12:13; 18:37; 19:12-15,19

Numeri 24:17; Isaia 60:3; Luca 1:78-79; Apocalisse 22:16

Matteo 2:10-11; Salmo 45:11; Giovanni 5:23; 9:38; 20:28; Ebrei 1:6

e siam venuti per adorarlo. 3. Udito questo, il re Erode fu turbato e tutta Gerusalemme con lui.

Il re temeva per la sua corona, e tutta la città tremava al pensiero degli atti crudeli che poteva commettere Erode, per tema di tumulti popolari Un'altra volta soltanto Gerusalemme fu agitata a cagione del titolo di Re dato a Gesù di Nazaret, cioè quando, adempiendo la profezia di Zaccaria 9:9 egli entrò in quella città, montato sopra il puledro di un'asina, in mezzo alla moltitudine che esclamava: «Osanna al figliuolo di Davide» Matteo 21:9; «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» Marco 11:9.

PASSI PARALLELI

Matteo 8:29; 23:37; 1Re 18:17-18; Giovanni 11:47-48; Atti 4:2,24-27; 5:24-28

Atti 16:20-21; 17:6-7

4 4. E raunati tutti i capi sacerdoti, e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo dovea nascere.

«I capi sacerdoti» erano il sommo sacerdote, il suo supplente, ed i capi delle ventiquattro classi nelle quali Davide aveva distribuite le famiglie sacerdotali 1Cronache 23:6; 24:1-31; 2Cronache 8:14; Esdra 8:24. Secondo il Nuovo Testamento», gli scribi erano uomini sapienti, istruiti nella legge, membri del Sinedrio, ossia del gran consiglio della nazione. Essi tenevano i libri della corte di giustizia, i registri e i conti del Tempio e delle sinagoghe, le dichiarazioni di divorzio, ecc. Erano pure chiamati Dottori della legge, perché la spiegavano Matteo 22:35; Luca 5:17. Essi non formavano una setta religiosa a parte, anzi potevano essere Farisei o Sadducei. L'assemblea qui mentovata è senza dubbio il Sinedrio, ossia il Gran Consiglio, composto di 72 membri, che erano incaricati degli affari della nazione. Erode, spaventato, li convoca in questo frangente dichiarando che voleva raccogliere da loro informazioni sulla nascita del Messia. Lo scopo suo era di accertarsi mediante la profezia, del luogo ove il Messia doveva nascere, affin di percuoterlo a colpo sicuro. Egli non ha dubbi sul tempo della sua apparizione, e sembra convinto che sia veramente giunto.

PASSI PARALLELI

Matteo 21:15; 26:3,47; 27:1; 1Cronache 24:4-19; 2Cronache 36:14; Esdra 10:5; Nehemia 12:7

Salmo 2:2; Giovanni 7:32; 18:3

Matteo 7:29; 13:52; 2Cronache 34:13,15; Esdra 7:6,11-12; Geremia 8:8; Marco 8:31; Luca 20:19

Luca 23:10; Giovanni 8:3; Atti 4:5; 6:12; 23:9

Malachia 2:7; Giovanni 3:10

5 5. Ed essi gli dissero: in Betleem di Giudea; poiché così è scritto per mezzo del profeta:

Involontaria testimonianza resa a Gesù dalla suprema autorità ecclesiastica, che, più tardi, lo condannò a morte

Genesi 35:19; Giosuè 19:15; Ruth 1:1,19; 2:4; 4:11; 1Samuele 16:1

6 6. E tu, Betleem, terra di Cruda, non coi punto la minima tra le città principali di Giuda;

Tu sei umile, ma sarai innalzata da questo grande avvenimento al grado supremo

perché da te uscirà un Principe che pascerà il mio popolo Israele.

Nell'antico Testamento, i re sono chiamati pastori, ed è sotto questa bella immagine che vengono rappresentate le relazioni di Jehova e del Messia col loro popolo Salmo 23:1.

PASSI PARALLELI

Matteo 2:1; Michea 5:2; Giovanni 7:42

Matteo 28:18; Genesi 49:10; Numeri 24:19; 1Cronache 5:2; Salmo 2:1-6; Isaia 9:6-7; Efesini 1:22

Colossesi 1:18; Apocalisse 2:27; 11:15

Salmo 78:71-72; Isaia 40:11; Geremia 23:4-6; Ezechiele 34:23-25; 37:24-26

7 7. Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparita; 8. e mandandoli a Betleem, disse loro: Andate, e domandate diligentemente del fanciullino; e quando l'avrete trovato, fatemelo sapere affinché io pure venga ad adorarlo.

Questa domanda di Erode era una mera dissimulazione, la perfida astuzia di un ipocrita sanguinario; ma servì a guidare sicuramente i magi ai piedi del Salvatore.

PASSI PARALLELI

Matteo 26:3-5; Esodo 1:10; 1Samuele 18:21; Salmo 10:9-10; 55:21; 64:4-6; 83:3-4

Isaia 7:5-7; Ezechiele 38:10-11; Apocalisse 12:1-5,15

1Samuele 23:22-23; 2Samuele 17:14; 1Re 19:2; Giobbe 5:12-13; Salmo 33:10-11

Proverbi 21:30; Lamentazioni 3:37; 1Corinzi 3:19-20

Matteo 26:48-49; 2Samuele 15:7-12; 2Re 10:18-19; Esdra 4:1-2; Salmo 12:2-3

Salmo 55:11-15; Proverbi 26:24-25; Geremia 41:5-7; Luca 20:20-21

9 9. Essi, dunque, udito il re, partirono, ed ecco, la stella che aveano veduta in Oriente, andava dinanzi a loro, finché giunta al luogo dov'era il fanciullino,

Pare che la stella fosse sparita e si mostrasse di nuovo ai magi allorquando furono in cammino alla volta di Betleem.

vi si fermò sopra.

Questo mostra che era una meteora vicina alla terra.

PASSI PARALLELI

2 Salmo 25:12; Proverbi 2:1-6; 8:17; 2Pietro 1:19

10 10. Ed essi, veduta la stella, si rallegrarono di grandissima allegrezza. 11. Ed entrati nella casa, videro il fanciullino, con Maria, sua madre;

Luca dice: Luca 2:7 «Ed ella partorì il suo figliuolo primogenito, e lo fasciò, e lo pose a giacer in una mangiatoia; perché non vi era posto per loro nell'albergo»; vale a dire che Giuseppe e Maria, giungendo, non trovarono altro ricovero; ma, prima dell'arrivo de' magi, sembra che alloggiassero nell'albergo, o in altra abitazione. Alcuni scrittori suppongono che per un certo tempo dimorassero in Betleem, credendo che il bambino dovesse essere allevato quivi, e citano l'ordine di Erode di uccidere tutti i bambini fino all'età di due anni, per confermare quest'opinione; ma dai termini del decreto non si può trarre argomento certo a favore di si può questa supposizione. Non v'è motivo per credere che i magi non sieno venuti nei quaranta giorni prima della purificazione, la quale può avere avuto luogo nell'intervallo tra la loro partenza ed il giorno in cui Erode scoprì che l'avevano beffato. Ciò nonostante si crede generalmente che la purificazione Vedi Luca 2:22, precedesse la visita dei magi. Persuasi della verità storica della narrazione di Matteo e di Luca, crediamo che tutti, gli avvenimenti si concilierebbero se ne conoscessimo l'ordine preciso ed i dettagli.

e prostratisi lo adorarono;

i magi videro la madre ed il bambino, ma essi adorarono soltanto quest'ultimo, e non venne loro in mente, di adorare la Vergine Maria la quale è qui nominata solo per indicare l'identità del bambino Emmanuele, nato da una vergine. Vedi la spiegazione del vocabolo «adorarono» Matteo 8:2. I sudditi si prostrano davanti al loro Sovrano, è vero; ma i magi rendevano ben altro che un omaggio civile a quel piccolo Re giudeo, che avevano ricercato con tanta ansietà e che ora adoravano con tanta gioia.

e aperti i loro tesori, gli offerirono dei doni: oro, incenso e mirra.

I sovrani a quei tempi, ricevevano raramente deputazioni che non avessero doni da offrire; così in Oriente si usa anche al nostri dì 1Re 1:2, ecc. Salmo 72:10-11,15. La ricchezza dei doni provava quali fossero i sentimenti di chi li offriva

PASSI PARALLELI

Deuteronomio 32:13; Salmo 67:4; 105:3; Luca 2:10,20; Atti 13:46-48; Romani 15:9-13; Luca 2:16,26-32,38

Matteo 2:2; 4:9-10; 14:33; Salmo 2:12; 95:6; Giovanni 5:22-23; Atti 10:25-26; Apocalisse 19:10

Apocalisse 22:8-10

Genesi 43:11; 1Samuele 10:27; 1Re 10:2,10; Salmo 72:10,15; Isaia 60:6

Esodo 30:23,34; Levitico 2:1-2; 6:15; Numeri 7:14,86; Salmo 45:8; Malachia 1:11; Apocalisse 5:8

12 12. Poi essendo stati divinamente avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, per altra via tornarono al loro paese.

Essi furono divinamente avvertiti in sogno di evitare Gerusalemme, altrimenti le loro esatte relazioni avrebbero giovato ad Erode onde trovare il bambino a colpo sicuro. Iddio veglia su quelli che ama. Egli sperde il consiglio degli empi, e libera i suoi dalle mani di coloro che vorrebbero distruggerli.

PASSI PARALLELI

Matteo 2:22; 1:20; 27:19; Genesi 20:6-7; 31:24; Giobbe 33:15-17; Daniele 2:19

Esodo 1:17; Atti 4:19; 5:29; 1Corinzi 3:19; 13-18

13 Matteo 2:13-18. LA FUGA IN EGITTO, LA STRAGE DI BETLEEM

13. Partiti che furono, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino, e sua madre,

La Vergine doveva avere adempito il rito della purificazione ordinato in Levitico 12:2-8 ed offerto il bambino al Signore, prima del sogno di cui si parla qui, poiché al ritorno dall'Egitto, non tornarono a Gerusalemme, ma andarono direttamente in Galilea Confr. Matteo 2:22 con Luca 2:39. Questo versetto indica che Giuseppe era il curatore del bambino, e nulla più; dimostra inoltre che si deve onorare il Figlio più della madre, sebbene nelle loro cerimonie la Chiesa di Roma e le Chiese orientali, come pure i più illustri artisti nelle loro opere, invertano l'idea della Scrittura, e facciano di Maria una dispensatrice delle grazie, una protettrice, e di Emmanuele, Dio con noi, un bambino debole, impotente nelle sue braccia.

e fuggi in Egitto, e stà quivi, finch'io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire.

L'Egitto, paese vicino, provincia romana, indipendente da Erode e popolata da un numero considerevole di Ebrei, era per essi un rifugio conveniente. I fuggiaschi fecero cinque o sei giornate di cammino prima di toccare l'Egitto, e quantunque ivi dimorassero molti Ebrei, furono senza dubbio dolenti di dovere abitare in terra straniera. Già si avverava la profezia di Simeone; già il fanciullino era esposto alla persecuzione «alla contraddizione dei peccatori".

PASSI PARALLELI

Matteo 2:19; 1:20; Atti 5:19; 10:7,22; 12:11; Ebrei 1:13-14; Apocalisse 12:6,14

Matteo 2:19-20; Giosuè 3:13,17; 4:10,18; Daniele 3:25-26; Atti 16:36

Matteo 2:16; Esodo 1:22; 2:2-3; Giobbe 33:15,17; Atti 7:19; Apocalisse 12:4

14 14. Egli dunque, levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto. 15. Ed ivi stette fino alla morte di Erode; acciocché s'adempiesse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuor di Egitto chiamai il mio figliuolo.

Questa profezia di Osea 11:1, nel senso più prossimo, s'applica al popolo d'Israele che il Signore liberò dall'Egitto, ancora giovine, allorquando esso era l'oggetto del suo amore. Ma tutta la storia di quel popolo aveva un senso tipico, sia relativamente a Cristo, sia relativamente ai veri cristiani. Se riflettiamo che il popolo d'Israele è spesso rappresentato nell'Antico Testamento come il primogenito di Dio, troveremo naturalissimo che la discesa di Gesù in Egitto e il suo ritorno in Giudea, sieno stati figurati dall'entrata degli Israeliti in quel paese, e dalla loro partenza da esso. Questi due avvenimenti ebbero lungo l'uno nei primordi della vita di quel popolo, e l'altro nella infanzia di Gesù. Tanto Israele, quanto il Figlio di Dio, furono esposti a grandi pericoli. Fu d'uopo che il primo aspettasse che l'iniquità degli Amorrei, giunta al colmo Genesi 15:16, attirasse il ben meritato castigo su quel popolo idolatra, e Gesù dovette aspettare la morte di Erode per essere richiamato dall'Egitto.

PASSI PARALLELI

Matteo 2:20-21; 1:24; Atti 26:21

Matteo 2:19; Atti 12:1-4,23-24

Matteo 2:17,23; 1:22; 4:14-15; 8:17; 12:16-18; 21:4; 26:54,56; 27:35; Luca 24:44

Giovanni 19:28,36; Atti 1:16

Esodo 4:22; Numeri 24:8; Osea 11:1

16 16. Allora Erode, vedutosi beffato da' magi, s'adirò gravemente, e mandò ad uccidere tutti i maschi che erano in Betleem, e in tutto il suo territorio, dall'età di due anni in giù, secondo il tempo, del quale s'era esattamente informato da' magi.

Erode avendo determinato di liberarsi dal suo rivale con un massacro generale dei bambini della sua età, avrebbe potuto raggiungere il suo scopo facendo morire soltanto quelli che avevano un anno, quando giunsero i magi; ma per essere più sicuro del fatto suo, fece trucidare tutti i bambini al disotto di due anni.

PASSI PARALLELI

Genesi 39:14,17; Numeri 22:29; 24:10; Giudici 16:10; Giobbe 12:4

Proverbi 27:3-4; Daniele 3:13,19-20

Genesi 49:7; 2Re 8:12; Proverbi 28:15,17; Isaia 26:21; 59:7; Osea 10:14; Apocalisse 17:6

Matteo 2:7

17 Matteo 2:17-18. Allora si adempiè quello che fu detto per bocca del profeta Geremia, dicendo: Un grido è stato udito in Rama, un pianto, e un lamento grande; Rachele piange i suoi figliuoli, e ricusa d'esser consolata, perché non sono più.

La tomba di Rachele e il contiguo paese di Rama sono ambedue nei dintorni di Betleem e dovevano partecipare al suo dolore. Nel linguaggio figurato della profezia, i suoi abitanti, sono naturalmente chiamati i figli di Rachele, l'amata compagna di Giacobbe Genesi 35:19. Il lamento si riferisce in primo luogo al paese che gemeva, per la schiavitù dei suoi abitanti trasportati a Babilonia, ma si rinnova più acerbo nella strage ordinata da Erode Geremia 31:15.

PASSI PARALLELI

Matteo 2:15

Geremia 31:15

Geremia 4:31; 9:17-21; Ezechiele 2:10; Apocalisse 8:13

Genesi 35:16-20

Genesi 37:30,33-35; 42:36; Giobbe 14:10

19 Matteo 2:19-23. IL RITORNO DALL'EGITTO Luca 2:39

19. Ma, dopo che Erode fu morto, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, in Egitto, 20. e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino, e sua madre, e vattene nel paese di Israele; perché son morti coloro che cercavano la vita del fanciullino.

Il soggiorno in Egitto non fu di lunga durata. Un anno circa dopo la fuga, il crudele Erode morì, all'età di 70 anni, fra gli spasimi di una terribile malattia, e con disposizioni morali ancora più orribili. Si narra ch'egli radunasse i principali del popolo a Gerico, dando ordine che venissero, trucidati nell'istante in cui egli trapasserebbe; e ciò, diceva egli, affinché la morte sua facesse versare delle lacrime. È facile intendere come un tale ordine non venisse eseguito; ma si ravvisa in esso tutta la malvagità dell'uomo che aveva fatto sgozzare i bambini di Betleem, dopo essere stato l'uccisore della maggior parte dei propri parenti. Giuseppe, per divino avvertimento, saputa la morte del tiranno, tornò immantinente nel paese d'Israele.

PASSI PARALLELI

Salmo 76:10; Isaia 51:12; Daniele 8:25; 11:45

Matteo 2:13; 1:20; Salmo 139:7; Geremia 30:10; Ezechiele 11:16

Matteo 2:13; Proverbi 3:5-6

Esodo 4:19; 1Re 11:21,40; 12:1-3

20 20. Laonde i Giudei dissero: Questo tempio è stato edificato In quarantasei anni, e tu lo ridirizzeresti In tre giorni?

Il verbo è stato edificato, andrebbe piuttosto tradotto, "si andò edificando", come lo è dalla versione dei 70 Esdra 5:16, dove il senso è chiaramente lo stesso che quì. Così traducono in questo passo la Versione autorizzata inglese, e la francese di Ostervald. Prendendo le parole del Signore nel loro senso letterale, i rettori gli rispondono con altero disprezzo: Vorresti tu davvero compiere in tre giorni un'opera che quarantasei anni furono appena sufficienti a condurre al suo stato attuale? Questo tempio fu cominciato da Erode il Grande nell'anno diciottesimo del suo regno, cioè l'anno di Rema 734. Dal diciottesimo anno di Erode alla nascita di Cristo (U. C. 750), si contano 16 anni, più 30, età del Signore a questo momento, fanno 46 anni precisi. "Il naos, il tempio propriamente detto", fu edificato in un anno e mezzo, Flavio Ant. 15:11,6; i cortili presero altri otto anni, ma a motivo di aggiunte e di abbellimenti, continuati molti anni dopo, la morte di Erode, l'edificio intero non fu condotto a compimento che dal suo pronipote Erode Agrippa, nell'A.D. 64. (Ant. 20:8, 11).

21 21. Ed egli, levatosi, prese il fanciullino, e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22. Ma, udito che in Giudea regnava Archelao invece di Erode, suo padre, temette di andar colà;

Archelao fu dichiarato re in forza del testamento di Erode suo padre ma l'imperatore Augusto lo ridusse al titolo inferiore d'Etnarca e gli tolse, la metà del regno. Dopo nove anni di regno crudele ed ingiusto egli fu esiliato, e la Giudea ridotta a provincia romana. Allora lo scettro uscì affatto dalla tribù di Giuda.

ed essendo stato divinamente avvertito in sogno, si ritirò nelle parti della Galilea.

Tutta la contrada all'Ovest del Giordano era allora divisa in tre provincie: la Galilea al, Nord, la Samaria nel centro, e la Giudea al Sud. La Galilea era governata da Erode Antipa, fratello di Archelao, principe mansueto, nel cui regno Giuseppe non aveva nulla da temere.

PASSI PARALLELI

Genesi 6:22; Ebrei 11:8

Genesi 19:17-21; 1Samuele 16:2; Atti 9:13-14

Matteo 2:12; 1:20; Salmo 48:14; 73:24; 107:6-7; 121:8; Isaia 30:21; 48:17-18

Matteo 3:13; Luca 2:39; Giovanni 7:41-42,52

23 23. e venne ad abitare in una città detta Nazaret,

Piccola città circondata dalle colline di Galilea che fanno corona a Settentrione alla grande pianura di Esdraelon, a distanza quasi uguale dalla città marittima di Acco S. Giovanni d'Acri, e da Tiberiade sul lago di Galilea.

acciocché si adempiesse quello ch'era stato detto da' profeti, ch'egli sarebbe chiamato Nazareo.

Queste parole, non sono una citazione testuale delle Sacre Scritture, né l'Evangelista intende citar qui alcuna profezia particolare; accenna solo al senso generico delle profezie. La parola «Nazareo» significa spregevole, e deriva probabilmente dal vocabolo ebraico netzer rampollo, adoprato nelle profezie per indicare il Messia, che, quantunque discendente di Davide doveva nascere e vivere nella povertà e nel disprezzo. Da Giovanni 1:46, risulta chiaramente che Nazaret era un luogo spregiato, e che i suoi abitanti erano chiamati Nazarei per dispregio.

PASSI PARALLELI

Giovanni 18:5,7; 19:19; Atti 2:22

Matteo 26:71; Numeri 6:13; Giudici 13:5; 1Samuele 1:11; Salmo 69:9-10; Isaia 53:1-2

Amos 2:10-12; Giovanni 1:45-46; Atti 24:5

RIFLESSIONI

1. Da questo capitolo impariamo che i Gentili incominciarono ben presto a radunarsi intorno al Messia, e che spesso quelli che vivono lungi dai mezzi di grazia sono i primi a convertirsi.

2. L'odio contro Cristo ed il suo regno è principalmente cagionato dall'ignoranza della loro natura e del loro fine.

3. Triste cosa è il vedere che i ripetuti avvisi della Provvidenza pendono gli uomini ognora più malvagi e crudeli.

4. Adoriamo le vie del Signore che sconvolge i piani dei suoi nemici, siano essi pure scaltri, potenti, scellerati. Egli si serve di loro come di strumenti per l'esecuzione dei suoi decreti e per attesta la parità delle sue predizioni Egli si compiace nel guidare ed incoraggiare i nuovi convertiti, i quali sono pronti a dedicarsi a Cristo con vera umiltà e con tutto ciò che posseggono. Più essi saranno uniti a Cristo, più saranno protetti, guidati da lui, e più si sentiranno disposti ad obbedire prontamente ed allegramente al Signore.

5. Nell'esempio degli Scribi abbiamo una prova che la mente può essere ricca di cognizioni, mentre il cuore è privo di grazia; e nell'esempio di Erode vediamo in quali mostri d'iniquità il peccato può trasformare alcuni uomini. Ai potenti corrotti non mancheranno mai vili strumenti.

6. La vita, i figli, i beni, e tutte le cose di cui godiamo ci recano dolori cortissimi, e consolazioni incerte. Ah! sia il nostro maggior desiderio quello di possedere il Signore, e di vivere con Lui, come col migliore dei padri e degli amici, ovunque ci troviamo.

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