Giovanni (l'apostolo)

L'uomo degli assoluti

L'apostolo Giovanni non solo era uno dei 12 discepoli, ma uno dei tre più vicini a Gesù Cristo. In questo modo, potette conoscere Gesù, ma anche essere trasformato da Gesù. Quello che vedremo è che Giovanni era un uomo degli assoluti, che è moralmente neutro, ma il modo in cui espresse questa caratteristica fu cambiato da orgoglio a amore.

Che cosa impariamo di Giovanni prima che conoscesse Gesù da Lu 5:9-10; Mt 4:21-22?

Con il fratello (probabilmente maggiore) Giacomo, erano i figli di un certo Zebedeo, pescatori e soci di Pietro. Secondo At 4:13, era popolano senza istruzione.

Dei 12 discepoli, era uno dei più importanti, che in certe circostanze Gesù mise da parte con altri apostoli. Per esempio, solo Pietro, Giacomo, e Giovanni videro Gesù risuscitare la figlia di Iairo (Mc 5:37), la trasfigurazione (Mc 9:2), e l'agonia di Gesù a Getsemani (Mc 14:33). Con Pietro fu mandato a preparare la cena pasquale (Lu 22:8). Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni sono quelli che domandarono a Gesù in disparte del segno del tempo (Mc 13:3).

Che cosa vediamo del suo carattere in Mc 3:17; Lu 9:49-55?

Gesù lo soprannominò Boanerges, cioè figlio del tuono. In ebraico, “figli di qualcosa” era usato per indicare che qualcuno aveva le caratteristiche di quella cosa, come “figli del diavolo” o “figlio dell'uomo”. Così Giovanni probabilmente si arrabbiava velocemente o era impetuoso. Lo vediamo in Luca 9, in cui vietò a qualcuno di scacciare demoni nel nome di Gesù perché non era uno degli apostoli e quando volle che un villaggio dei Samaritani che non aveva ricevuto Gesù fosse distrutto. In tutti e due i casi, Gesù lo rimproverò. Vediamo anche che pensa con gli assoluti: o con Gesù o no. Anche Gesù usava degli assoluti in Lu 9:50, ma era più aperto a diversi modi di essere con lui ed essere contro di lui.

Che cosa rivela Mc 10:35-40 del carattere di Giovanni, e del suo futuro?

Era interessato non solo al potere, ma di essere visto come uno dei potenti. Non era neanche timido. Ma Gesù affermò che avrebbe condiviso la sua sofferenza nel futuro.

Il Vangelo secondo Giovanni è, in realtà, anonimo. Ma è stato scritto dal discepolo che Gesù amava (Gv 21:20,24), che doveva essere uno dei sette discepoli presenti in Gv 21:2. Siccome tre vengono nominati spesso e Giacomo morì all'incirca nel 44 d.C., prima che il Vangelo fosse scritto, l'autore era probabilmente Giovanni.

Cosa impariamo di Giovanni da Gv 13:23-26; 19:26-27?

C'era un rapporto speciale con Gesù: oltre a essere quello che Gesù amava (di più?), era accanto a Gesù a tavola e poteva chiedere chi fosse il traditore (essere inclinato sul petto non era speciale, ma il modo in cui si mangiava) e quello a cui Gesù affidò sua madre.

Giovanni e Pietro sono i discepoli che sono corsi alla tomba vuota (Gv 20:1-8). Giovanni (perché più giovane?) era più veloce, ma Pietro agiva prima di pensare ed entrò per prima. Giovanni lo seguì, e a quel punto credette.

Dopo la risurrezione, quando Gesù apparve ai discepoli mentre pescava, era Giovanni che riconobbe Gesù (Gv 21:7).

Dopo che Gesù ordinò a Pietro di pascere le sue pecore e predisse che sarebbe legato nella sua vecchiaia, Pietro chiese quello che sarebbe successo a Giovanni (Gv 21:20-23). Come rispose Gesù?

Di non preoccuparsi degli altri, doveva fare sì che lui stesso lo seguiva. Come conseguenza, si sparse una voce che Giovanni non sarebbe morto, anche se Gesù non lo aveva detto.

Dopo l'ascensione di Gesù, Giovanni era una colonna della chiesa a Gerusalemme (Gal 2:9), insieme con Pietro e Giacomo, il fratello di Gesù. Ma sembra che Giovanni avesse meno responsabilità di Pietro. Quando salirono insieme al tempio, Pietro parlò e guarì uno zoppo (At 3:1-11). Quando furono arrestati, Pietro parlò davanti al sinedrio (At 4:8-12; però At 4:13 racconta la franchezza di tutti e due, e in At 4:19-20 tutti e due parlarono). Furono mandati insieme in Samaria, ma era Pietro che rispose a Simone (At 8:14-23).

Per riassumere, l'immagine di Giovanni che abbiamo nei Vangeli è di un giovane zelante per la verità. Ma è la sua verità: lui deve essere il centro, tutti devono riconoscere che lui ha la verità. Inoltre, il suo zelo era senza amore per quelli che pensavano diversamente. Forse tre anni come il discepolo che Gesù amava lo trasformarono, perché nelle sue epistole, anche parla ancora in assoluti, c'è spazio per l'amore. Vediamo questa trasformazione nelle sue lettere.

Secondo 2Giovanni e 3Giovanni, qual è il rapporto fra la verità e l'amore?

La verità è la dottrina di Cristo, che è venuto in carne. Non è più seguire Giovanni. Ci sono ancora assoluti - o si ha Dio o non si ha Dio - ma Giovanni commenda l'amore di Gaio che accetta chi viene da fuori recando questa dottrina. Diotrefe, invece, era un po' come il Giovanni giovane. Questo amore per i credenti è essenziale, non basta tenersi alla verità.

Quelli che si ritengono Cristiani ma insegnano diversamente non vanno salutati. Non vanno odiati (come distruggere con fuoco dal cielo), ma non possono essere accettati dentro la chiesa - è una forma di amore sia verso di loro (per avvertirli del loro errore) sia verso la chiesa (affinché non sentano falsa dottrina). Non contraddice quello che Gesù ha detto, di amare i nemici (Lu 6:26), ma ci sono meno sfumature in Giovanni.

Policarpo, un discepolo di Giovanni che fu ucciso come martire nel 155 d.C., aveva un discepolo Ireneo, che scrisse verso il 180 d.C. di un avvenimento raccontatogli da Policarpo.

Mentre Giovanni il discepolo del Signore entrava per fare il bagno a Efeso e vedeva dentro Cerinto, l'eretico [negava la divinità di Cristo, insegnando che Gesù era un uomo ordinario su cui lo “spirito Cristo” era sceso], balzò fuori del bagno senza lavarsi, gridando, “Fuggiamo, affinché il bagno non crolli, perché Cerinto, il nemico della verità, è dentro!”

Un altro esempio degli assoluti di Giovanni riguarda il peccato del Cristiano. Anche se sa che i Cristiani peccano (1G 1:8-2:1), sottolinea che il Cristiano non cammina nel peccato (1G 1:6; 2:3-6,9-11; 3:6-10; 4:20; 5:18). Paolo ha più sfumature del combattimento del Cristiano contro il peccato, che non riusciamo a fare quello che desideriamo fare.

In Marco 10:35-40, abbiamo visto l'ambizione ed egoismo di Giovanni. Nelle sue lettere, pur essendo l'ultimo degli apostoli rimasto vivo, sembra più umile nel suo rapporto con gli altri. Li chiama “carissimi” (1G 2:7; 3:2; 4:1,7; 3G 1-2), fratelli e compagni (Ap 1:9). Giovanni si ritiene un servo di Gesù Cristo (Ap 1:1) invece di essere alla sua destra.

Il brano Marco 10:35-40 predice anche la sofferenza di Giovanni. Mentre suo fratello Giacomo fu il primo apostolo ucciso, Giovanni dovette subire il dolore della morte di tutti i suoi amici. A causa della sua testimonianza, Giovanni fu mandato all'isola di Patmos dove subì la tribolazione (Ap 1:9).

John MacArthur ha scritto,

Giovanni mi ricorda molti laureati del seminario che ho conosciuto, compreso me stesso da giovane. Ricordo quando sono uscito dal seminario. Ero pieno di verità ma un po' a corto di pazienza. Era forte la tentazione di arrivare a raffica nella chiesa, scaricare la verità su tutti e aspettarmi una risposta immediata. Avevo bisogno di imparare la pazienza, la tolleranza, la misericordia, la grazia, il perdono, la tenerezza, la compassione: tutte le caratteristiche dell'amore. È meraviglioso essere audaci e fragorosi, ma l'amore è l'equilibrio necessario. Giovanni è un modello eccellente per questi giovani uomini.

Girolamo, nel suo commentario su Galati scritto verso la fine del quarto secolo d.C., scrisse di Gal 6:10,

Il beato Giovanni Evangelista visse a Efeso fino all'estrema vecchiaia. I suoi discepoli riuscivano a malapena a portarlo in chiesa ed egli non riusciva a raccogliere la voce per pronunciare molte parole. Durante le riunioni individuali di solito non diceva altro che: Figlioli, amatevi gli uni gli altri. I discepoli e i fratelli presenti, infastiditi perché sentivano sempre le stesse parole, alla fine dissero: Maestro, perché dici sempre così?. Egli rispose con una battuta degna di Giovanni: Perché è il comandamento del Signore e se si osserva solo quello è sufficiente. Lo disse a causa del mandato dell'Apostolo Paolo: Facciamo del bene a tutti gli uomini, specialmente a quelli che appartengono alla famiglia della fede.

Così fece Giovanni, fino alla sua morte poco prima del 100 d.C.

Spesso le nostre buone qualità vengono trasformate in motivi di orgoglio. Per Giovanni era il contrario. Il suo impegno per quello che era giusto all'inizio era un motivo di orgoglio, ma morì trasformato dal tempo spesso vicino a Gesù Cristo, trasformato dal figlio del tuono all'apostolo dell'amore.

Vedi anche la voce dell'enciclopedia su Giovanni.

Indice degli studi

  1. Introduzione
  2. Isacco
  3. Giuda (figlio di Giacobbe)
  4. Caleb
  5. Eud
  6. Samuele
  7. Ioab
  8. Absalom
  9. Ioas e Ieoiada
  10. Ezechia
  11. Giosia
  12. Geremia
  13. Mardocheo
  14. Giovanni (apostolo)
  15. Giacomo (fratello di Gesù)
  16. Timoteo
  17. Tito
  18. Onesimo e Filemone