Che cosa è il culto degli angeli?

Colossesi 2:18

A Colosse, qualcuno insegnava il culto degli angeli come cosa utile per la vita cristiana, anzi come esperienza più spirituale che i credenti normali non avevano. Così Paolo sapeva quello che voleva dire con questo termine, e i Colossesi lo sapevano, ma noi non possiamo sapere con completa sicurezza. Questa situazione occorre diverse volte nelle epistole. Ma di solito sono situazioni in cui non è importante sapere il significato esatto del termine. Ma possiamo suggerire alcune possibilità.

Sia in greco sia in italiano, il genitivo può essere oggettivo o soggettivo, cioè può essere un culto che gli angeli fanno o un culto rivolto agli angeli. Nel primo caso, sarebbe un invito di partecipare o condividere con gli angeli la loro adorazione di Dio (che è descritto in Ap 4-5), come atto di adorazione superiore a quello umano. Nel secondo caso, sarebbe un invito di adorare gli angeli (una pratica proibita in Ap 19:10; 22:8-9). In tutti e due i casi, i falsi insegnanti che proponevano questo culto si affidavano delle loro visioni del culto angelico. Ma Paolo dice (2:19) che dando importanza agli angeli, hanno perso il collegamento con il capo, cioè Cristo, in cui abbiamo tutto (2:10). Quindi anche se non sappiamo esattamente il significato del "culto degli angeli", sappiamo che non è una spiritualità più alta, ma invece è inferiore, e non va ricercato.