IL SILENZIO DI ABRAMO

Genesi 22:2

Scritto da giudrago.

16/4/2009

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IL SILENZIO DI ABRAMO

Genesi 22:2 E DIO disse: "Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami, Isacco, va’ nel paese di Moriah e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che io ti dirò".
Quale fu il motivo scatenante, che a una promessa di benedizione, Dio abbia fatto susseguire un ordine di uccisione? Non senza un motivo Dio, avrebbe ordinato questo anomalo e singolare sacrificio se non di fronte a una grave trasgressione, e il silenzio di Abramo e la sua cieca ubbidienza a sacrificare il figlio, lo dimostrerebbero. Se Dio guarda i cuori e ci conosce fin dalla fondazione del mondo, avrebbe avuto bisogno dell’atroce prova, per porre in Abramo la sua fiducia? Certo che la verifica da cercare sta in Abramo, essendo Dio perfettissimo.
12:5 Abramo adunque prese Sarai sua moglie ………., E pervennero al paese di Canaan.
Genesi 12:7 E il Signore apparve ad Abramo, e gli disse: Io darò questo paese alla tua progenie. Ed Abramo edificò quivi un altare al Signore che gli era apparito.
Il primo motivo, sta nel fatto che, se tutto ciò che Abramo ha ricevuto da Dio, gli fu gradito, come mai egli decise di lasciare il paese? Genesi 12:9 Poi Abramo si partì, camminando e traendo verso il Mezzodì.
Poiché Abramo si dipartì da Canaan e andò verso Mezzodì, il Signore, (Genesi 12:10 OR sopravvenne una fame nel paese; e Abramo scese in Egitto,……), fece venire una carestia nel Mezzodì, dove egli si era insediato. Sembra che Dio abbia dato una risposta all’inspiegabile decisione di Abramo di muoversi a Mezzodì, senza interpellare il Signore. E’ chiaro che a causa della sua dipartita, Dio fece sopravvenire una carestia nel Mezzodì, talché, Abramo fu costretto a scendere in Egitto. Per questi fatti, sembra che la fiducia di Dio verso di lui, si sia incrinata in modo non indifferente.
La seconda situazione che Abramo viene a creare, aggrava il rapporto con Dio, quando senza consultarlo, cambia la relazione di sua moglie dicendo che era sua sorella. A prescindere dell’intervento divino che lo salvò dal potere del faraone, rimane sempre la decisione della libera scelta che evidenziò, o a torto o a ragione, una bugia. Rimane, nonostante tutto, spiegare la rilevante decisione di Dio nel chiedere ad Abramo il sacrificio di Isacco. Come mai Dio, che odia i Cananei, i Gebusei e rimprovera lo stesso popolo di Israele, che ha sacrificato in olocausto i propri primogeniti a Baal, chiede ora, ciò che è in estremo abominio a se stesso, per provare il cuore di un uomo? E’ forse perché Abramo proveniva da una famiglia idolatra e Dio ha voluto provarlo se mai vi fosse in lui resipiscenza di tale idolatria o usando questa, ha voluto dimostrare a Abramo quanto essa sia inumana, facendola esperimentare sopra suo figlio Isacco? Se tutto può avere un senso, nei confronti di Abramo non lo avrebbe nei confronti di Dio che ha permesso che l’olocausto umano fosse eseguito, in modo crudele, sul proprio Figlio Gesù. Se Dio ha fermato Abramo nel momento dell’esecuzione di Isacco, come non poteva evitare l’olocausto di Gesù? E’ Dio sottoposto a qualcuno?
Egli è giustizia vivente e per questo, la sua Parola resiste fino a quando un’altra sua parola, da Lui pronunciata, la modifichi. Infatti, lo stesso Gesù, chiese a Dio, date quelle circostanze, se poteva allontanare quel calice, se no la Sua volontà sarebbe stata fatta.
Come Abramo, nel momento culminante, raggiungendo l’apice della sua fede ottiene la salvezza di suo figlio Isacco, Gesù, col suo sacrificio espiato in modo crudele sulla croce, ottiene la salvezza di tutto il mondo. Qui sta il riferimento che l’esempio di Abramo e Isacco fu preludio del sentimento che Dio che avrebbe avuto, a suo tempo, verso il suo Figliolo Gesù, lasciando, a differenza di Abramo proseguire l’olocausto per la validità della sua Parola e la salvezza del mondo.