Nuova Riveduta:

Luca 5:8

Simon Pietro, veduto ciò, si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore».

Marco 9:24

Subito il padre del bambino esclamò: «Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità».

Isaia 6:5

Allora io dissi: «Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!»

Romani 4:18-21

18 Egli, sperando contro speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo quello che gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza». 19 Senza venir meno nella fede, egli vide che il suo corpo era svigorito (aveva quasi cent'anni) e che Sara non era più in grado di essere madre; 20 però, davanti alla promessa di Dio non vacillò per incredulità, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio, 21 pienamente convinto che quanto egli ha promesso, è anche in grado di compierlo.

C.E.I.:

Luca 5:8

Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore».

Marco 9:24

Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia incredulità».

Isaia 6:5

E dissi:
«Ohimé! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».

Romani 4:18-21

18 Egli ebbe fede sperando contro ogni speranza e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza. 19 Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo - aveva circa cento anni - e morto il seno di Sara. 20 Per la promessa di Dio non esitò con incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, 21 pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento.

Nuova Diodati:

Luca 5:8

Vedendo questo, Simon Pietro si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me perché sono un uomo peccatore».

Marco 9:24

Subito il padre del fanciullo, gridando con lacrime, disse: «Io credo Signore, sovvieni alla mia incredulità».

Isaia 6:5

Allora io dissi: «Ahimé! Io sono perduto, perché sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; eppure i miei occhi hanno visto il Re, l'Eterno degli eserciti».

Romani 4:18-21

18 Egli, sperando contro ogni speranza, credette per diventare padre di molte nazioni secondo ciò che gli era stato detto: «Così sarà la tua progenie». 19 E, non essendo affatto debole nella fede, non riguardò al suo corpo già reso come morto (avendo egli quasi cent'anni), né al grembo già morto di Sara. 20 Neppure dubitò per incredulità riguardo alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio, 21 pienamente convinto che ciò che egli aveva promesso era anche potente da farlo.

Bibbia della Gioia:

Luca 5:8

Quando Simon Pietro si rese conto dell'accaduto, cadde in ginocchio davanti a Gesù, dicendo: «O, Signore, per piacere allontanati da me, perché io sono troppo peccatore per starti vicino!»

Marco 9:24

Subito il padre rispose: «Io ho fede, tu aiutami ad averne di più!»

Isaia 6:5

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

Romani 4:18-21

18 Così, quando Dio disse ad Abramo che gli avrebbe dato un figlio, il quale avrebbe avuto molti discendenti da cui sarebbe nata una grande nazione, Abramo gli credette, anche se questa promessa andava contro ogni ragionamento logico. 19 La sua fede era così forte che Abramo non si preoccupò di essere troppo vecchio per diventare padre, (aveva quasi cent'anni), né si preoccupò che Sara, sua moglie, a novant'anni, fosse anche lei troppo vecchia per avere un figlio.
20 Di fronte alla promessa di Dio, Abramo non ebbe mai dubbi, anzi la sua fede si fece ancor più forte, ed egli diede gloria al Signore per questa benedizione già prima che la cosa si avverasse. 21 Egli era sicuro al cento per cento che Dio poteva fare tutto ciò che prometteva.

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Riveduta:

Luca 5:8

Simon Pietro, veduto ciò, si gettò a' ginocchi di Gesù, dicendo: Signore, dipàrtiti da me, perché son uomo peccatore.

Marco 9:24

E subito il padre del fanciullo esclamò: Io credo; sovvieni alla mia incredulità.

Isaia 6:5

Allora io dissi: 'Ahi, lasso me, ch'io son perduto! Poiché io sono un uomo dalle labbra impure, e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e gli occhi miei han veduto il Re, l'Eterno degli eserciti!'

Romani 4:18-21

18 Egli, sperando contro speranza, credette, per diventar padre di molte nazioni, secondo quel che gli era stato detto: Così sarà la tua progenie. 19 E senza venir meno nella fede, egli vide bensì che il suo corpo era svigorito (avea quasi cent'anni), e che Sara non era più in grado d'esser madre; 20 ma, dinanzi alla promessa di Dio, non vacillò per incredulità, ma fu fortificato per la sua fede dando gloria a Dio 21 ed essendo pienamente convinto che ciò che avea promesso, Egli era anche potente da effettuarlo.

Diodati:

Luca 5:8

E Simon Pietro, veduto questo, si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: Signore, dipartiti da me; perciocchè io son uomo peccatore.

Marco 9:24

E subito il padre del fanciullo, sclamando con lagrime, disse: Io credo, Signore; sovvieni alla mia incredulità.

Isaia 6:5

Ed io dissi: Ahi! lasso me! perciocchè io son deserto; conciossiachè io sia uomo immondo di labbra, ed abiti in mezzo di un popolo immondo di labbra; e pur gli occhi miei hanno veduto il Re, il Signor degli eserciti.

Romani 4:18-21

18 Il quale contro a speranza in isperanza credette; per divenir padre di molte nazioni, secondo che gli era stato detto: Così sarà la tua progenie. 19 E, non essendo punto debole nella fede, non riguardò al suo corpo già ammortito, essendo egli d'età presso di cent'anni; nè all'ammortimento della matrice di Sara. 20 E non istette in dubbio per incredulità intorno alla promessa di Dio; anzi fu fortificato per la fede, dando gloria a Dio. 21 Ed essendo pienamente accertato che ciò ch'egli avea promesso, era anche potente da farlo.

Commentario:

Luca 5:8

8. E Simon Pietro, veduto questo, si gittò alle ginocchia di Gesù, dicendo: Signore, dipartiti da me; perciocché io son uom peccatore.

Prostrarsi disteso in terra dinanzi ad un altro, come Pietro ora fece dinanzi a Gesù, è ed è sempre stato, in Oriente, il segno del rispetto e della riverenza più profonda. Il motivo che spinse Pietro a prostrarsi in quel modo, Luca ce lo dice, fu il timore, prodotto da un profondo stupore stupor, pavor Luca 5:9, dinanzi a quella prova della divina potenza, in cosa che lo concerneva così da vicino. Era già stato testimone di alcune guarigioni maravigliose operate da Cristo; ma la sua attenzione era stata forse attratta piuttosto alle sofferenze dei malati che alla grande quistione: «Chi ha dato un tanto potere a quest'uomo?» Ma in presenza di questo miracolo, operato in favor suo e dei suoi compagni, egli si sentì costretto a cercar la risposta a quella domanda, e forse sin da quel momento, il suo cuore scoprì quello che più tardi le sue labbra annunziarono pubblicamente: «Tu sei il Cristo, il Figliuol dell'Iddio vivente». Il timor di Dio perfezione di santità e vendicatore del peccato penetrò nel cuore di Adamo e di Eva dal momento in cui essi ebbero mangiato il frutto proibito. Il sentirsi peccatori, separati dalla sua santità, li condusse a nascondersi dalla presenza del Signore Iddio, in mezzo agli alberi del giardino Genesi 3:8. Il medesimo timore, proveniente dai medesimi motivi, si è manifestato con sintomi identici, quante volte, nell'Antico Testamento o nel Nuovo, Dio stesso è apparso ai suoi servitori come «l'Angelo del Patto», o ha mandato loro qualcuno di quelli spiriti celesti, i quali si dilettano di far la sua volontà Esodo 3:6; Giudici 13:22; Giobbe 42:5-6; Daniele 10:7-8. Di questo abbiamo un esempio notevole nel caso di Isaia 6:15, dove questo timore ci è descritto come prodotto del contrasto fra la gloria della santità di Dio, e il sentimento che il profeta provava del proprio stato di peccato. Il caso di Pietro è esattamente parallelo, con questa differenza però, che fu la manifestazione della bontà e della potenza di Dio unite insieme in questo miracolo, quella che svegliò in lui il sentimento terribile della propria indegnità, e lo condusse a supplicare il Signore, colla solita sua impetuosità naturale, di allontanarsi da lui, perciocché egli era un «uomo peccatore». Le parole significano: allontanati da me, cioè esci dalla mia navicella. Erano parole rozze e scortesi nella forma, ben diverse da quelle del centurione romano Matteo 8:8; ma sì quelle che queste esprimono lo stesso sentimento di indegnità di stare in presenza di Cristo. Ben lungi dall'indicare in Pietro il desiderio di non aver più nulla che fare con Cristo da quel momento in poi, questo parole suonano piuttosto: "Guai a me, Signore! Come potrò io sopportare lo splendore della tua gloria? Un peccatore quale io sono non è degno di star nella tua società". Ma Gesù non lo prende alla parola, e non rigetta dalla sua misericordiosa presenza il peccatore che trema di faccia alla santità del Signore. Egli si degna di vivere con quelli che sono «contriti ed umili di spirito, per vivificar lo spirito degli umili, e per vivificare il cuor dei contriti» Isaia 58:15. Questa è la prima scoperta sperimentale di Pietro, nella «conoscenza di Cristo Gesù»; ma dietro a quella ne stanno molte altre, le quali egli ha tuttora da fare.

PASSI PARALLELI

Matteo 2:11; Giovanni 11:32; Atti 10:25-26; Apocalisse 1:17; 22:8-9

Esodo 20:19; Giudici 13:22; 1Samuele 6:20; 2Samuele 6:9; 1Re 17:18; 1Corinzi 13:12

Daniele 10:16-17; Matteo 17:6

Giobbe 40:4; 42:5-6; Isaia 6:5; Matteo 8:8

Marco 9:24

24. E subito il padre del fanciullo, sclamando con lagrime, disse: Io credo, Signore; sovvieni alla mia incredulità.

Alcuni critici moderni omettono con lagrime, fondandosi su quattro dei più antichi MSS.; ma siccome quelle parole certamente non sono spurie, e descrivono una condizione, tra tutto le altre la più probabile, mentre il cuore di quel povero padre stava lottando con tali emozioni, così noi preferiamo lasciarle ove stanno. La risposta del padre è una delle più belle che sian ricordate nella Scrittura. "Io credo si, come tu richiedi, sebbene non in quel grado che or m'avveggo esser dovuto, e il quale da te solo posso ottenere, non altrimenti che il miracolo; sovvieni adunque prima alla mia incredulità e poscia al fanciullo, la cui guarigione da essa dipende". È bello il vedere ch'egli usa per domandar aiuto per la sua fede, lo stesso verbo, che già avea impiegato per domandare aiuto pel suo figlio. Udendo esser la fede il solo requisito e sentendo la propria esser troppo più debole di quella voluta, ritira, per dir così, un momento la prima sua istanza, per impetrare un'altra specie d'aiuto, senza cui non potea conseguirsi l'esaudimento di quella. "Due cose", dice Brown, "sono quì degnissime di rimarco:

1. Ei sentiva e confessava la sua incredulità, che la fede sola potea così rivelare alla sua coscienza.

2. Fa appello a Cristo, perché l'aiuti contro l'incredulità che così sente in sé, tratto questo senza parallelo, e che dimostra, meglio che non avran potuto farlo mille professioni di fede, ch'egli avea scorta in Cristo, una potenza più gloriosa di quella che aveva implorata pel suo povero figlio".

PASSI PARALLELI

2Samuele 16:12

2Re 20:5; Salmi 39:12; 126:5; Geremia 14:17; Luca 7:38,44; Atti 10:19,31

2Corinzi 2:4; 2Timoteo 1:4; Ebrei 5:7; 12:17

Luca 17:5; Efesini 2:8; Filippesi 1:29; 2Tessalonicesi 1:3,11; Ebrei 12:2

Isaia 6:5

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

Romani 4:18-21

18 Romani 4:18-25 La grandezza della fede, del padre dei credenti

Se Abramo è padre dei credenti, non è soltanto perchè egli trovasi a capo d'un nuovo periodo nello svolgimento del piano divino, periodo in cui il popolo di Dio prende forma, di società esterna (famiglia e poi nazione); non è soltanto perchè a lui furon fatte rivelazioni nuove, più esplicite; ma è perchè la sua fede nel Dio delle promesse è di una eccezionale grandezza, se si tien conto del tempo e dell'ambiente in cui viveva, della luce che possedeva, delle circostanze avverse in mezzo alle quali dovette la sua fede mantenersi e svolgersi.

Egli, sperando contro speranza, credette.

Quando, guardando alle possibilità umane, non c'era più luogo a sperare che divenisse padre di nazioni, pure non venne meno la sua speranza, perchè fondata sulla potenza e fedeltà divine. Si confronti, per l'espressione Salmi 16:8; 1Corinzi 9:10; Tito 1:2. Trattandosi di fede che concerne cose future, le due nozioni di fede e di speranza per poco si fondono in una sola. (cfr. Ebrei 11), ed altri luoghi di quell'Epistola.

per diventar padre di molte nazioni secondo quel che gli era stato detto: "Così sarà la tua progenie".

La sua fede rispose al fine di Dio significatogli nella promessa Genesi 15:5. Questo per «contiene lo scopo divinamente ordinato del credette, presenta la fede di Abramo come il mezzo voluto per la realizzazione del piano di Dio» (Meyer).

19 Romani 4:19-21 svolgono il concetto dello «sperare contro speranza». I codici e le versioni orientali hanno qui una variante interessante, generalmente accettata dai critici, la quale però non muta il senso. Essi leggono:

E vide bensì che il suo corpo era svigorito (avea quasi cent'anni), e che Sara non era più in grado d'esser madre; ma dinanzi alla promessa di Dio, non vacillò per incredulità, ma fu fortificato nella sua fede dando gloria a Dio, ed essendo pienamente convinto che ciò che avea promesso, Egli era anche potente da effettuarlo.

Abramo considerò bensì la ormai accertata impossibilità naturale di diventar padre, ma questo non fece vacillar la sua fede nella promessa dell'Onnipotente. Col testo occidentale, il senso è: non si fermò a considerare la senile impotenza sua e di Sara, ma tenne fisso lo sguardo della fede sulla promessa. È nota la lunga prova a cui, Dio sottopose, la fede del patriarca. Durante 25 anni, egli è in presenza di una esplicita promessa divina il cui adempimento, continuamente ritardato, par diventare sempre più problematico, finchè, secondo le leggi di natura, diviene assolutamente impossibile. Ed a misura che la cosa si fa più disperata, Dio fortifica la fede di Abramo con nuove e più precise dichiarazioni, talchè se decrescono le forze dell'uomo esterno, quelle dell'interno aumentano sotto i raggi della promessa che brilla di luce sempre più viva. Mentre il dubbio rispetto a Dio è il primo grado dell'incredulità Genesi 3 ed è fonte di debolezza, la fede è fonte di forma spirituale. Abramo fu fortificato nella sua fede, o per la sua fede, dando gloria a Dio inquanto non revocò in dubbio la sua potenza nè la sua fedeltà. Chi non crede fa Dio bugiardo e lo disonora 1Giovanni 5:10.

Riferimenti incrociati:

Luca 5:8

Mat 2:11; Giov 11:32; At 10:25,26; Ap 1:17; 22:8,9
Eso 20:19; Giudic 13:22; 1Sa 6:20; 2Sa 6:9; 1Re 17:18; 1Co 13:12; Dan 10:16,17; Mat 17:6
Giob 40:4; 42:5,6; Is 6:5; Mat 8:8

Marco 9:24

2Sa 16:12; 2Re 20:5; Sal 39:12; 126:5; Ger 14:17; Lu 7:38,44; At 10:19,31; 2Co 2:4; 2Ti 1:4; Eb 5:7; 12:17
Lu 17:5; Ef 2:8; Fili 1:29; 2Te 1:3,11; Eb 12:2

Isaia 6:5

Eso 33:20; Giudic 6:22; 13:22; Giob 42:5,6; Dan 10:6-8; Abac 3:16; Lu 5:8,9; Ap 1:16,17
Eso 4:10; 6:12,30; Ger 1:6; Zac 3:1-7; Mat 12:34-37; Giac 3:1,2
Is 29:13; Ger 9:3-8; Ez 2:6-8; 33:31; Giac 3:6-10
Is 33:17; Ap 1:5-7

Romani 4:18-21

18 Rom 4:19; 5:5; 8:24; Ru 1:11-13; Prov 13:12; Ez 37:11; Mar 5:35,36; Lu 1:18; At 27:25
Ge 15:5,6

19 Rom 4:20,21; 14:21; Mat 6:30; 8:26; 14:31; Mar 9:23,24; Giov 20:27,28
Ge 17:17; 18:11-14; Eb 11:11-19

20 Nu 11:13-23; 2Re 7:2,19; 2Cron 20:15-20; Is 7:9; Ger 32:16-27; Lu 1:18,45
Is 35:4; Dan 10:19; 11:32; Ag 2:4; Zac 8:9,13; 1Co 16:13; 2Co 12:10; Ef 6:10; 2Ti 2:1

21 Rom 8:38; 2Ti 1:12; Eb 11:13
Rom 14:4; Ge 18:14; Sal 115:3; Ger 32:17,27; Mat 19:26; Lu 1:37,45; 2Co 9:8; Eb 11:19

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