Luca 2:42

42. E, come egli fa d'età di dodici anni. essendo essi saliti in Gerusalemme secondo l'usanza della festa;

Nulla, in questo racconto, impedisce di supporre che Gesù possa avere accompagnato i genitori altre volte i simili occasioni a Gerusalemme; anzi l'essere egli pratico delle vie in quella città, ed i genitori punto allarmati per la sua assenza, quando si misero in viaggio per tornare a casa, son circostanze che favoriscono questa supposizione. L'Evangelista ha uno scopo speciale nel ricordare questa visita di Gesù a Gerusalemme; egli doveva in quell'occasione essere ammesso come membro della congregazione di Israele, essendoché a 12 anni cessava di essere irresponsabile in materie religiose davanti alla legge. È costatato, da autori familiari cogli usi degli Ebrei, che un maschio cominciava ad istruirsi nella legge divina all'età di 5 anni; a 10 anni lo ammaestravano nel Mhina, ed al compiersi del 120 anno veniva pienamente assoggettato all'ubbidienza della legge, in tutti i precetti e prescrizioni di essa. Allora lo dichiaravano Bar Atorah, Figlio della legge, oppure Bar Mizvah, Figlio del comandamento, per mezzo di una cerimonia in cui il padre dichiarava in pubblico il suo figlio aver piena conoscenza della legge, e da quel momento divenir esso responsabile dei propri peccati. Dopo di ciò, il giovinetto seguiva un corso d'istruzione, veniva abituato si digiuni e all'osservanza di varie cerimonie, e cominciava ad imparare un'arte. Ben si combinava quest'epoca d'introduzione legale nella congregazione col primo risvegliarsi in Gesù di un più alto sentire di sé medesimo; ed ei fu, da quel momento in poi, sempre più conscio della sua grande missione, finché giunse il tempo in cui entrò nel suo pubblico uffizio.


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