Matteo 12,38-40

38 Matteo 12:38-50. VIENE CHIESTO E DATO UN SEGNO. RITORNO DELLO SPIRITO IMMONDO. LA MADRE E I FRATELLI DI GESÙ Luca 11:16,24,36; Marco 3:31-35; Luca 8:19-21

Viene chiesto e dato un segno Matteo 12:38-42

38. Allora alcuni degli Scribi e dei Farisei presero a dirgli: Maestro, noi vorremmo vederti operare un segno.

Probabilmente l'incidente qui riferito seguì immediatamente quello narrata nei versetti che precedono. Costoro che parlano appartengono alla medesima classe di quelli che poco prima lo bestemmiavano; ma non erano però gli stessi individui Luca 11:16. Maestro, Rabbi usasi qui per adulazione, poiché Luca ci narra che il vero intendimento degl'interlocutori di Gesù era di «tentarlo». Venivano a chiedere un segno che confermasse la sua messianità, quasi che non ne avessero bastanti riprove ne' miracoli già prima da lui operati; anzi, secondo Luca, avevano la temerità di prescrivere il genere preciso del segno da loro desiderato: «un segno dal cielo», una testimonianza diretta e decisiva da Dio, la qual dimostrasse, non già che i miracoli suoi erano veri, poiché di questo parevano persuasi, ma che venivano dal cielo, e non erano operati per l'influenza di Beelzebub.

PASSI PARALLELI

Matteo 16:1-4; Marco 8:11-12; Luca 11:16,29; Giovanni 2:18; 4:48; 1Corinzi 1:22

39 39. Ma egli, rompesse loro: Questa generazione malvagia ed adultera chiede un segno;

Luca aggiunge Matteo 11:29: «E affollandosi intorno a lui le turbe», indica che la risposta, sebbene indirizzata agli interroganti, era diretta alla gran moltitudine degli Ebrei contemporanei; donde l'uso del vocabolo «generazione». La parola «adultera», applicata a costoro, dove intendersi della prevalenza di quel peccato fra loro. Nel contesto, non se ne parla; ma ben si allude all'infedeltà loro al patto che Dio aveva stretto con essi, e di cui costantemente si parla, dagli antichi profeti, sotto la, figura dell'adulterio Geremia 3:14,20.

e segno non le sarà dato,

Segno del genere di quelli che essi avrebbero voluto, come ad esempio una voce dal cielo, un tenebrore repentino sul mezzogiorno, e via discorrendo. Un segno però egli non lo ricusa, del tutto, ma aggiunge subito:

PASSI PARALLELI

Isaia 57:3; Marco 8:38; Giacomo 4:4

Matteo 16:4; Luca 11:29-30

tranne il segno del profeta Giona; 40. Poiché, come Giona stette tre giorni e tre notti nel ventre del pesce;

Molta parte del Testamento Antico dagli scettici viene messa in ridicolo, e la storia di Giona in particolare viene riguardata da costoro come un incredibile mito; ma qui Colui «che non può mentire» ne conferma solennemente la veracità. Le obbiezioni fisiologiche che essi traggono dalla struttura particolare della, balena non reggono dinanzi al fatto che la parola greca così tradotta significa, letteralmente, ogni pesce grosso o mostro marino. Probabilmente fu quello un pescecane. Nel Testamento Antico dicesi espressamente: «Or il Signore aveva preparato un grande pesce per inghiottir Giona» Giona 2:1.

40 così starà il Figliuol dell'uomo tre giorni e tre notti,

Tre giorni e tre notti, secondo l'uso ebraico, significano un giorno intiero con qualche parte, per quanto piccola, di altri due. Né questa è invenzione di apologisti cristiani, ma è una regola fissata nel Talmud: «un'ora di più si calcola come un giorno, un giorno di più come un anno». Ecco perché la profezia di Gesù così espressa non fu mai oppugnata dagli Ebrei, i quali non avrebbero mancato di farlo, se non avessero ritenuto quel computo esatto. si confrontino fra di loro le due locuzioni: «dopo tre giorni» e «fino al terzo giorno», in Matteo 27:63-64.

nel cuor della terra.

Queste parole non indicano l'Hades, ma il sepolcro, il quale viene così chiamato per allusione alle parole di Giona 2:4, che suonano: «Tu m'hai gettato nel cuore del mare». Secondo Luca, le parole di nostro Signore sono: «Come, Giona fu un segno per i Niniviti, così anche il Figliuol dell'uomo sarà per questa generazione», dal che parrebbe che i Niniviti conoscessero l'intervento miracoloso di Dio a pro del profeta, e lo considerassero come una prova ch'egli era stato mandato da Dio. Gesù dichiara che a quella generazione malvagia egli darebbe un segno, il quale dimostrerebbe loro ch'egli veniva da Dio; segno altrettanto convincente quanto lo era stato quello di Giona per i Niniviti; vale a dire, che, siccome Giona, dopo essere stato tre giorni nel ventre del pesce, fu restituito alla vita, così egli, il Figliuol dell'uomo, dopo essere stato un tempo eguale nel sepolcro, risusciterebbe dai morti. Fu questo il secondo annunzio che Gesù diede pubblicamente della sua risurrezione la quale doveva succedere tre giorni dopo la sua morte Vedi il primo in Giovanni 2:19.

PASSI PARALLELI

Giona 1:17

Matteo 16:21; 17:23; 27:40,63-64; Giovanni 2:19

Salmo 63:9; Giona 2:2-6


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